In questo blog si vuole commentare ed analizzare l'attualità e la storia ma sopratutto scoprire ed evidenziare le ipocrisie, le falsità ed i soprusi di questo mondo appunto ormai impossibile da vivere
Descrizione
“La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi”- Honorè de Balzac -
"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -
Una bandiera degli Stati Uniti appesa a una trave d'acciaio, danneggiata negli attacchi dell'11 settembre 2001 al World Trade Center, soffia nella brezza in un memoriale a Jersey City, NJ, 11 settembre 2019 mentre il sole sorge dietro un Edificio del World Trade Center a New York.
La cover-up e l'insabbiamento procedono a tutt'oggi impeccabilmente e immancabilmente, penserete per caso che anche dopo cent'anni e ammettendo anche che lo sapesse tutta l'umanità direbbero, "si siamo stati noi per portare avanti la nostra agenda e arrivare tra l'altro all'operazione 'Covid-19'", utopia pura, anche fosse, il potere e i media main-stream li detengono "loro" e dunque nulla è successo come per altre cose vergognose ...
Esempi più semplice da fare sono l'assassinio del Presidente John Kennedy e del fratello Bob, dei quali non è certo chiara la verità ancora oggi, non conviene, molto meglio inventarsi la "Teoria della Cospirazione", operazione CIA del 7 aprile 1967 all'indomani dell'uscita del rapporto Garrison sull'omicidio JFK, per screditare chi non crede nelle inique versioni ufficiali. Articoli correlati al termine come sempre.
Tempo fa Roberto Quaglia, autore tra il resto di Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sull'11 settembre 2001, ma che non avete mai osato chiedervi, parlando del periodo in cui partecipava a Matrix di Mentana su Mediaset in merito alle teorie alternative sull'11settembre, gli chiesero come mai queste fossero state sdoganate dalle televisioni, disse che in fondo se ne può parlare, l'importane è che le persone non si rendano conto tutte insieme dell'inganno, succederebbe un disastro, invece qualcuno nel 2001, qualcuno nel 2005, qualcun altro dopo, altri mai, avanti così, non cambia e succede nulla ...
Questa è la vera sintesi del perchè siamo in queste condizioni, aggiungendo ignoranza, egoismo, interessi, paraculaggine, ipocrisia e altre "belle" cose come queste il gioco è fatto ...
Resta poco da dire oltre quanto già riportato negli articoli correlati.
Questo video di James Corbett, autore del "The Corbett Report", è intitolato "11 settembre: una teoria del complotto - Tutto quello che dovete sapere sulla teoria del complotto dell'11 settembre in meno di 5 minuti".
Cosa ci dice la copertura sull'11 settembre di chi gestisce
gli Stati Uniti ?
di Christopher Bollyn
6 agosto 2019
Netanyahu e Trump
Il giorno degli attacchi, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che l'11 settembre è stato "molto buono". Più tardi ha detto che Israele stava beneficiando degli attacchi dell'11 settembre e "della lotta americana in Iraq". La guerra sionista al terrorismo, promossa da Netanyahu dal 1979, è costata agli Stati Uniti circa 7 trilioni di dollari (trillion equivale invece a 1000 miliardi [uguale a 1012, ovvero il nostro bilione], quindi 7.000 dei nostri miliardi NdR), come ha detto il presidente Donald Trump nell'aprile 2018, aggiungendo che gli Stati Uniti non hanno ottenuto"nulla" da queste guerre costose e insensate. Allora perché Trump sta lavorando così duramente per compiacere Netanyahu?
Trovo estremamente inquietante che la copertura del governo e dei media sull'attentato dell'11 settembre sia andata avanti per quasi 18 anni con così poca resistenza da parte del pubblico.
Ho ricevuto questa e-mail da un lettore in Florida che non è certo disposto a lasciare che questo insabbiamento continui:
L'11 settembre è l'evento più importante della nostra vita ... Senza dubbio è stato l'inizio della fine dell'America come la conoscevamo. Non dovremmo discutere NULLA finché gli autori di questo crimine non saranno arrestati e processati per tradimento e omicidio di massa. Non ricostruiremo mai questo paese finché questo non sarà fatto ... Cercare di andare avanti senza perseguire con successo questi criminali è come cercare di costruire una casa su fondamenta marce.
- AF in Florida su Bollyn.com
Quanto, appena sopra, evidenziato in grassetto vale per tutto il mondo, quindi per l'Europa, quindi per l'Italia, finchè viviamo seduti su una montagna di menzogne, di inganni, di sterco, non si va da nessuna parte, anzi peggio ... (NdR)
Cosa ci dice l'insabbiamento sulla salute della repubblica americana? Ci dice abbastanza chiaramente che il nostro governo e i media sono controllati dalle stesse persone che hanno perpetrato l'atrocità del terrore. Questo ha senso perché le uniche persone che beneficiano e che sono protette dall'insabbiamento sono le menti del terrore dietro l'11 settembre. Non ci potrebbe essere nessun altro motivo per nascondere le prove se la storia ufficiale fosse la verità, e ci sono prove abbondanti che il governo ei media hanno nascosto le prove per quasi 18 anni.
Cosa significa questo? Significa che stiamo vivendo sotto una dittatura! Viviamo in una nazione in cui al presidente e ai membri del Congresso viene ordinato di non discutere di ciò che è realmente accaduto l'11 settembre. Viene dato loro un diktat per impedire che qualsiasi discussione sulla verità sull'attentato dell'11 settembre emerga dal nostro governo. Sembra oltraggioso, ma è vero.
Con Donald Trump, che ha detto agli elettori che avrebbe rivelato chi ha abbattuto le torri nel febbraio 2016, stiamo ancora aspettando, più di tre anni dopo, la sua rivelazione. Nel frattempo, ha fatto tutto il possibile per soddisfare le oltraggiose richieste di Benjamin Netanyahu.
Con il Congresso è esattamente lo stesso. I membri del Congresso fanno gli straordinari per proteggere e sostenere lo stato di Israele, mentre lo stato sionista commette quotidianamente crimini di guerra e aggressioni in tutto il Medio Oriente.
I colpevoli dell'11 settembre che danno i diktat ai nostri leader politici apparentemente chiedono due cose: il silenzio assoluto sulla verità sull'attentato dell'11 settembre e la completa servitù all'agenda sionista. Evidentemente, queste sono le due facce della stessa medaglia.
Non aspettarti che i gangster sionisti si arrendano e ci faccia tornare presto la nostra repubblica. Vogliono mantenere il controllo della Casa Bianca e del Congresso per molto tempo, ed è così che ci hanno ridotti in schiavitù. Questo è il motivo per cui i media controllati stanno creando le pseudo-questioni che definiranno le prossime elezioni. Puoi essere certo che la verità sull'11 settembre non sarà una delle questioni dei dibattiti.
Viviamo sotto una dittatura sionista che usa l'inganno per indurci a pensare che viviamo ancora in una repubblica democratica. Si basa completamente sull'inganno. Non lasciarti ingannare!
La copertura dell'11 settembre: un crimine in corso
in tempo reale
di Christopher Bollyn
10 agosto 2019
"Dovrei chiarire che, rispetto all'11 settembre, ho una certa conoscenza di un solo fatto: che c'è stato e continua a esserci un enorme insabbiamento".
- Peter Dale Scott - The War Conspiracy: JFK, 9-11, and the Deep Politics of War, 2008
La copertura dell'11 settembre è iniziata il primo giorno ed è un crimine in corso, una continuazione del crimine dell'11 settembre in tempo reale.
Sebbene l'insabbiamento dell'11 settembre abbia diciotto anni, è così raramente discusso nei media mainstream che molte persone non sanno nemmeno che esiste. È importante capire chi c'è dietro l'insabbiamento perché rivela la natura del crimine dell'11 settembre e la rete criminale dietro di esso.
È essenziale capire che possiamo identificare le persone dietro la copertura e che questo è il modo più semplice per identificare la natura della rete dietro il crimine stesso.
Come ha detto il presidente Nixon a proposito del Watergate:
"Non è il crimine che ti uccide, è l'insabbiamento".
Per quanto terribile sia stata l'atrocità del terrore dell'11 settembre, l'insabbiamento è peggiore perché significa che il nostro governo e i media sono attivamente impegnati nel sopprimere la verità e nel proteggere le bugie sul crimine che ci ha portato alla Guerra al Terrore, la più lunga e guerra più costosa nella storia degli Stati Uniti.
Dovrebbe essere chiaro che l'insabbiamento in corso sull'attentato dell'11 settembre avvantaggia solo la rete criminale dietro l'atrocità terroristica stessa.
L'insabbiamento è al centro della mia ricerca perché mette a nudo il crimine e la rete dietro di esso.
La mia indagine sull'attentato dell'11 settembre è iniziata con la mia consapevolezza che il primo giorno è iniziato un enorme insabbiamento per proteggere la falsa narrativa che era stata progettata per portarci nella guerra globale al terrorismo.
Fin dall'inizio, l'insabbiamento è stato sia ovvio che rivelatore.
Per i colpevoli, l'insabbiamento dell'11 settembre deve essere mantenuto, ma può sopravvivere solo fintanto che è sostenuto dal governo e dai media.
Il crimine dell'11 settembre sarebbe stato risolto molto rapidamente se i media mainstream avessero smascherato l'insabbiamento invece di parteciparvi.
L'occultamento mediatico è la prova che i mass media sono controllati da un gruppo coeso che sostiene l'occultamento sull'attentato dell'11 settembre.
Rivela anche che il tiro alla fune di Trump tra Fox News e la CNN è un gioco programmato su di noi. Sia la Fox che la CNN sopprimono attivamente la verità sull'attentato dell'11 settembre, che è ciò che conta davvero per i proprietari dei media.
Sia la Fox che la CNN fanno parte della copertura dell'11 settembre. Né è dalla parte delle persone, né dalla parte della verità.
Il metodo di copertura è sia attivo che passivo. È attivo quando si agisce per sopprimere la verità, ad esempio distruggendo le prove.
È passivo quando omettono semplicemente qualsiasi discussione sulle prove, che è più comune.
I media fingono che l'insabbiamento dell'11 settembre non esista davvero.
Ma ci sono ampie prove, prontamente disponibili, che l'insabbiamento è molto reale. Lo si può vedere dalle prove cruciali che non vengono mai discusse dai mass media.
Ad esempio, ci sono abbondanti prove di esplosivi ed esplosioni che hanno accompagnato la distruzione del World Trade Center. Ci sono anche solide prove di ferro fuso e altri metalli che sono stati prodotti durante la demolizione delle Torri Gemelle. Poiché questa prova smentisce la storia ufficiale di ciò che si suppone sia accaduto alle torri, non viene mai menzionata dai media.
Poi ci sono le prove della conoscenza preliminare israeliana degli attacchi: i messaggi istantanei Odigo con sede in Israele che avvertivano degli attacchi ore prima del tempo, e i cinque israeliani danzanti che sono stati visti festeggiare e scattare foto dall'altra parte del fiume Hudson come torri. sono stati attaccati.
Questi argomenti, come molti altri aspetti dell'11 settembre, non vengono mai discussi dai media mainstream.
Allo stesso modo, i rapporti del governo sulla distruzione delle torri del World Trade Center non hanno menzionato le prove più cruciali. Il rapporto del NIST, ad esempio, del 2005, ha omesso qualsiasi discussione sulle prove di esplosivi e metallo fuso visti prima e dopo la demolizione delle torri.
L'insabbiamento da parte del governo e dei media non può essere liquidato semplicemente come una questione di ignoranza.
La copertura è intenzionale e richiede un'azione quotidiana per essere mantenuta. Si tratta, infatti, di complicità nel crimine dell'11 settembre.
Evidentemente, tutti i membri del Congresso e dei media hanno ricevuto il promemoria e sono costretti a obbedire al diktat che non affronteranno la verità sull'attentato dell'11 settembre. Tutti sanno che menzionare la verità sull'attentato dell'11 settembre significa toccare il terzo fatale binario, ma perché è così? Chi ha dato ai magnati dei media il potere di censurare la verità sull'attentato dell'11 settembre?
I media controllati sono l'entità principale dietro la soppressione della verità sull'attentato dell'11 settembre e il tenere il pubblico all'oscuro di ciò che è realmente accaduto. I proprietari dei media, uomini come Rupert Murdoch di Fox News - e i finanziatori dietro di loro, devono essere ritenuti responsabili del loro ruolo chiave nel mantenere la copertura dell'11 settembre e nel presentare una storia falsa al fine di ingannare la nazione. Guerra.
A casa mia si chiama sciacallaggio politico ed elettorale e certo i 5 stalle non sono diversi dalla norma, anzi ...
Mi ha colpito il titolo che sembrava stridere un pò e sono andato a verificare, combinazione poi stavo sentendo un amico di Roma che erano anni che avevo perso di vista e due più due fa sempre quattro ...
Marco Elefanti, direttore generale Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, ospite a ‘Tutto Salute’ su Rai 3, parlando della nuova struttura che a Roma accoglierà i pazienti Covid-19, il Columbus Covid Hospital 2.
“In tempi molto brevi – ha ricordato – abbiamo deciso di riconvertire questo presidio contiguo al Gemelli e ben conosciuto dai romani, che svolgeva attività generalista, complementare al policlinico" ...
Il seguito più avanti, quindi hanno semplicemente svuotato un reparto e ne hanno cambiato l'uso aumentando i posti in terapia intensiva per ben "134 posti", a fronte dei 200 di Milano e dei 1500 di Wuhan. Una settimana, in tempo di pandemia pestilenziale, come hanno voluto farci credere che fosse il Covid, è fin troppo, purtroppo in questi ultimi tempi ho frequentato un pò di ospedali, è tutto un andare e venire di letti, apparecchiature, barellieri e ambulanze, è assolutamente normale spostare e convertire reparti.
In meno di un mese ho cambiato quattro reparti, pronto soccorso, terapia intensiva, medicina d'urgenza e medicina generale, l'ultimo cambio, per tre giorni, un mattino è arrivato il primario, magari la spostiamo in un altro ospedale, dico, no, a sto punto me ne vado a casa, no, voglio ancora controllare i valori dell'ossigeno nel sangue, tempo zero, nemmeno mi avevano confermato, mi trovo la Croce Rossa che mi trasferisce, tra l'altro già camminavo quindi barella con il computer e le cose per la sopravvivenza e io che l'accompagnavo a fianco e poi seduto in ambulanza, mentre mi controllavano i valori io me ne andavo in giro per l'immenso parco dell'ospedale.
Questo per dire che non è stata una grande impresa quella della Raggi, i nostri operatori sanitari e gli ospedali sono sempre in urgenza proprio per la caratteristica del loro lavoro.
Non mi si venga a dire che non intendeva questo, è stata interpretata male e cose del genere, tra politici e media collusi e venduti al regime, non saprei chi è meglio, questa è manipolazione e disinformazione pura, una bufala proprio, in una nazione di idioti che leggono solo i titoli, con il settantacinque per cento di "analfabeti funzionali", leggono ma non capiscono cosa leggono, dove Renzie ha cercato di comprarsi le elezioni con € 80, riempiendoci di migranti, e dove proprio l'M5S si è comprato le elezioni con l'elemosina del reddito di cittadinanza, questa è una cosa gravissima, sfruttare la sofferenza delle persone per fini personali, le parole sono pietre, come si dice.
Coronavirus. Raggi, "aperto il Columbus Covid 2 Hospital. Grazie a Policlinico Gemelli e a operatori sanitari"
La sindaca Virginia Raggi esprime, anche a nome di tutta la città, il suo apprezzamento per l'apertura del Columbus Covid 2 Hospital, il nuovo centro ospedaliero per la cura del Coronavirus, operativo da questa mattina.
“Nel giro di una settimana è stato aperto un ospedale per accogliere malati di coronavirus a Roma. È una grande impresa al servizio dei cittadini, per la quale ringrazio il Policlinico Gemelli e le persone che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo in tempi così rapidi. Il mio pensiero va anche a medici, infermieri e a tutto il personale sanitario che lavorerà al suo interno. Questo straordinario impegno nella lotta al Coronavirus deve ricordarci che ciascuno di noi è chiamato a fare la sua parte, anche con piccoli gesti. Colgo quindi l'occasione per ricordare l'importanza di restare nelle proprie case e di rispettare le indicazioni del Governo”, dichiara Raggi.
RED
Agg. 17 MAR 2020
Raggi : "Operativo il Covid 2 a Roma, un ospedale aperto
L'Italia corre all'inseguimento del coronavirus. Uno dei problemi più gravi legati all'emergenza, come noto, è la mancanza di posti letto nei reparti di terapia intensiva. Per questo le autorità si sta adoperando per l'attivazione di nuovi ospedali, come a Roma. Dove questa mattina è stato inaugurato un nuovo ospedale. Ecco le parole del sindaco Virginia Raggi :
"Da questa mattina è operativo il Columbus Covid 2 Hospital di Roma. In una settimana è stato aperto un ospedaleper accogliere malati di Coronavirus. Ringrazio il Policlinico Gemelli per la grande impresa al servizio dei cittadini".
Altri due centri si apprestano ad aprire nella torre 8 del policlinico Tor Vergata e nell'Istituto clinico Casal Palocco
Marco Elefanti, direttore generale Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, ospite a ‘Tutto Salute’ su Rai 3, parlando della nuova struttura che a Roma accoglierà i pazienti Covid-19, il Columbus Covid Hospital 2.
“In tempi molto brevi – ha ricordato – abbiamo deciso di riconvertire questo presidio contiguo al Gemelli e ben conosciuto dai romani, che svolgeva attività generalista, complementare al policlinico. Abbiamo deciso di svuotarlo, ricollocando i pazienti, aumentando i posti letto di terapia intensiva, altri di degenza, destinando l’intero plesso a trattare questo tipo di pazienti. Ha aperto oggi e da oggi attiveremo a regime 59 posti letto di terapia intensiva e 75 di degenza ordinaria“. “Il percorso Covid – ha spiegato – è distinto accedendo al Pronto soccorso del Gemelli. L’obiettivo era di far convergere tutti i pazienti Covid su Columbus, anche se temo purtroppo che la capacità di accoglienza non basterà e un numero significativo di pazienti dovrà rimanere al Gemelli“.
Ospedale Columbus, il tempo stringe: sei mesi per salvare struttura d'eccellenza e 750 lavoratori
Resta alta l'attenzione sulla ex clinica privata di Monte Mario (Clinica Moscati NdR) che sarà gestita fino a giugno 2020 dal Gemelli. La Cgil : "Chiusura da scongiurare, soluzione sia definitiva"
Sei mesi per salvare l'ospedale Columbus, in caso contrario sarà invece crisi nera per lavoratori e sanità regionale.
La crisi della Columbus Il tempo stringe intorno alla ex clinica privata di Monte Mario, ora accreditata presso il servizio sanitario nazionale: una struttura in fallimento, con la Fondazione Policlinico Gemelli che nel 2015 ne ha evitato la chiusura affittando il ramo d'azienda. Un contratto scaduto il 31 ottobre scorso. Scompiglio tra lavoratori e pazienti, poi la proroga fino alla fine di dicembre e infine i tempi dilatati: Columbus gestita dal Gemelli fino al 30 giugno 2020.
Sei mesi per salvare l'ospedale Columbus Una boccata d'ossigeno, con il tempo che però sull'affaire Columbus si fa tiranno. Entro sei mesi bisognerà trovare un'acquirente: i pregressi, tra aste andate deserte e offerte rifiutate, fanno tremare i 750 lavoratori e la Regione Lazio che, senza il complesso integrato di via Giuseppe Moscati, si ritroverebbe con 258 posti letto in meno. Senza una delle strutture d'eccellenza del sistema regionale.
La Fondazione Gemelli, che già nel 2018 aveva presentato un'offerta, vorrebbe acquisirla ma la distanza con i desiderata della Curatela è ad oggi siderale. La nuova asta, con base di partenza 50 milioni di euro circa per l'immobile e 10 per l'azienda, i primi di gennaio.
La preoccupazione dei sindacati : "Occorre soluzione definitiva prima di giugno"
Uno scenario che preoccupa.
"Se entro giugno non si arriverà ad una quadra il rischio è quello che il curatore fallimentare per massimizzare gli introiti possa spacchettare l'azienda"
ha detto a RomaToday Stefano Capitelli, sindacalista della Fp Cgil.
"La soluzione ideale è che tutto vada nelle mani del Gemelli sia per quanto riguarda l'ambito assistenziale che quello occupazionale: la Fondazione infatti - spiega Capitelli - ha assicurato il mantenimento di tutti i lavoratori. Come sindacato ribadiamo che quello successo il 31 ottobre è vergognoso con i lavoratori del turno delle 22 che non sapevano che cosa fare. Sul Columbus la soluzione, che dovrà essere definitiva e concreta, questa volta va raggiunta prima".
Il caso Columbus in Regione Lazio
Dall'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato le rassicurazioni su continuità assistenziale e mantenimento dei livelli assistenziali.
"Le distanze che separano la Fondazione Gemelli da una parte e i curatori fallimentari dall’altra suscitano preoccupazione tra i dipendenti della struttura, che rischiano il posto di lavoro. Da qui al 30 giugno, data in cui scade l’affitto del ramo d’azienda da parte del Gemelli, la Regione - ha commentato il consigliere regionale della Lega, Daniele Giannini - ha il dovere di tutelare i livelli occupazionali e l’offerta sanitaria. Per questo manterremo alta l’attenzione per scongiurare l’eventuale chiusura del presidio Columbus”.
Le opposizioni incalzano la Regione: "Scongiuri chiusura Columbus"
"Dalla giunta Zingaretti ci aspettiamo garanzie stabili e durature. Verificheremo che la Regione Lazio resti veramente al fianco della clinica e che il segnale che venga dato ai lavoratori e ai pazienti del Presidio ospedaliero Columbus è che non ci siano nè lavoratori di serie B nè pazienti di serie B"
il commento della consigliera regionale di FI, Chiara Colosimo.
"Occorre scongiurare a tutti i costi la chiusura dell'ospedale Columbus"
perentorio Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia alla Pisana.
"Come M5S non lasceremo soli i 750 lavoratori che rischiano di restare a casa e i cittadini che vedrebbero venir meno un presidio di fondamentale importanza per la salute della comunità. Lavoreremo insieme e ad ogni livello, regionale e locale, per arrivare ad una soluzione completa e definitiva della questione che preservi la dignità dei lavoratori dell’ospedale e il diritto alla salute dei cittadini",
hanno promesso il consigliere regionale grillino Loreto Marcelli e quello del Municipio XIV, Sandro Chinni.
Articolo fermo da anni, poi da mesi, ma certe fetenzie non hanno tempo. Eccolo di nuovo quì, Roberto da Sion, il sinistro losco figuro sionista, che, come sempre, parla a nome e per conto del potere imperialistico dominante, mai potuto sopportare, solo alla vista, entra a gamba tesa, ovviamente a dare il suo contributo al teatrino sui migranti, del governo e di Salvini, che deve pur dare qualche caramella ai belanti elettori, qualche operazione demagogica per distrarre, mischiando il mazzo prima di esibirsi nel gioco delle tre carte, ci stà, interessante combriccola, in confronto la banda bassotti sono dei pivellini.
La vicenda Aquarius e il rapporto tra l'Italia e gli immigrati
Non riesco a guardarlo, mi viene il volta stomaco. Intanto mentre sono tutti distratti a guardare la porta d'ingresso, dove si urla per la questione Aquarius, dal retro, sottovoce entrano 930 migranti e nulla è sostanzialmente cambiato, nemmeno la solita ipnosi collettiva di idiozia generale. Tradimenti, colpi di stato, teatrini, truffe, ipnotizzati, smemorati, distrazioni tutto procede perfettamente sulla tabella di marcia di "Colonia Italia"...
In effetti bisogna rendergli merito, li ha chiamati "Banditi", però per esattamente il motivo contoc.rario della realtà, ma non si può chiedere troppo.
Comunque secondo il Ministero dell'Interno gli sbarchi sono diminuiti da gennaio, il governo è arrivato solo il 1°giugno, 88 giorni dopo le votazioni del 4 marzo, sembra che siano la da anni, col casino, la cortina fumogena, che hanno costruito ad hoc.
La verità su AQUARIUS e SAVIANO. Luca Donadel
13 giugno 2018 - Dati alla mano smonto il monologo di Saviano e alcune bufale sull'effettivo numero dei migranti richiedenti asilo.
Così lo introdussi quando lo pubblicai:
Era facile ci ero arrivato anch'io e chissà quanti altri, ma tanti, troppi NO, mancano però i doppi, tripli giochi, capovolte e cortine fumogene del governo ops, quale governo ... degli abusivi ...
La più bella resta quella di Roberto da Sion :
"siamo fortunati 5 miliardi non pesano sul rapporto deficit/PIL",
dimentica che li cacciamo comunque fuori, i suoi antenati cambiavalute lo avrebbero licenziato... poi che ci servano milioni di migranti ... già spiegata ....
C'è solo un errore semi corretto ma rimane una contraddizione nei termini, data dalla propaganda anti Berlusca, ci cascano quasi tutti, all'inizio dice che erano secoli che le navi facevano il tragitto dell'Aquarius poi alla fine si ricorda di Gheddafi, comunque bravo, molto più di quasi tutti ...
Bene, finito di introdurre e impaginare l'articolo, rileggo e mi sembra che abbiamo fatto il tiro al piccione, incredibile la faccia tosta, per non dire di peggio, di certa gente, io non riuscirei a guardarmi allo specchio, questione di etica, morale e di programmazione, io ne ho una e Roberto da Sion, un'altra, pari a quanto segue :
"By Way of Deception Thou Shalt Do War"
"Per mezzo dell'inganno, farai la guerra".
- Mossad - motto
ITRE RABBINI - Karl Marx, Sigmund Freud, Albert Einstein, il paradigmamaterialista, vivere con l'inganno, per l'inganno, dell'inganno ... , come si muove la lobby è poi chiaro, a rotazione ne prendono uno e gli danno visibilità, gli fanno fare un pò di marchette e comparsate a spese nostre, impunito perchè tanto ha una quindicina di milioni di collusi più i corrotti che gli reggono le mutande e fai in fretta ad arrivare all'attico a New York, tanto sarà stato di qualcuno che hanno mandato in rovina, al solito ... I SAYANIM: “AGENTI DORMIENTI” MOLTO ATTIVI A SERVIZIO D’ISRAELE. Tocca il fondo raschiando l'impossibile elogiando, l'accoglienza e la tolleranza di Tel Aviv dove i festeggiamenti preferiti sono i bombardamenti al fosforo bianco sulle scuole dell'UNHCR, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite, gli risponde l'assassinato Vittorio Arrigoni a ricordarci che questi ammazzano per davvero anche se ci raccontano di essere vittime ...
Non posso non inserire questa analisi devastante :
Saviano su immigrazione a Di Martedì, Floris. Retorica, fake news ed errori
di Antonio Amorosi
13 giugno 2018
Roberto Saviano, monologo sull'immigrazione a Di Martedì da Giovanni Floris, dopo il caso Aquarius. Fiera di emotività condita da fake news, errori e retorica
“Saviano possiede un incredibile dono per l’esagerazione”,
cioè a gonfiare fatti, scriveva nel 2015 Michael Moynihan sull'autorevole giornale "The Daily Beast", recensendo l'uscita americana di ZeroZeroZero, oltre ad accusarlo di copiare il lavoro di altri senza mai citarli o da wikipedia, far passare per sue le interviste di colleghi giornalisti o inventare personaggi descritti come reali.
Ieri sera a Di Martedì di Giovanni Floris Roberto Saviano si è scatenato in un monologo di un quarto d'ora sull'immigrazione. Ormai l'autore napoletano è da anni una sorta di santone ieratico, professionista nell'assumere pose di autocompiacimento per le sue trovate e di disprezzo per il nemico di turno, trattato alla stregua di un criminale da strada. Lo ha fatto in passato con esponenti del PD, lo fa oggi con Lega e M5S. Un caso, un meccanismo o un comportamento che finiscono sotto la sua lente possono diventare, gonfiati da un'emotività strabordante e aggiustati da una lettura parziale, un archetipo del genere umano o un modello da rigonfiare, ristudiare, risezionare per altri infiniti racconti. Meglio se fatti in uno show televisivo o in un monologo.
Sarà perché non deve essere “disturbato”, vista la predilezione a “gonfiare” e aggiustare ?
Tranquilli, nei principali talk italiani non corre il pericolo di domande non preparate.
Non sto qui a spiegare che quando Saviano parla di casalesi e di camorra ha capacità fuori dal comune, ma da tuttologo è il miglior distruttore delle sue stesse parole (e l'effetto che hanno procurato sia l'approfondimento di un giornale autorevole come The Daily Beast che la sentenza della Cassazione sul plagio di pezzi di Gomorra non sono stati da poco)
Del fenomeno immigrazione dice che prima di tutto l'Europa è buona e addirittura ci “scorpora dal bilancio” dello Stato i 5 miliardi destinati al salvataggio dei rifugiati. Vero, ma non si comprende perché la flessibilità non sia concessa per problemi strutturali. Perché salviamo vite umane, rifugiati dalle dittature o dalle guerre del continente africano! ? No. I dati ufficiali ci dicono che, al di là del “viaggio emotivo” di Saviano, su 100.000 sbarcati ottengono lo status di rifugiato circa in 6000, come spiegato più approfonditamente anche qui. Quindi il grosso delle risorse serve ad alloggiare immigrati economici ed a foraggiare cooperative e aziende che ci lucrano per anni.
Il fenomeno migratorio è più complesso dell'onda emotiva di Saviano e dei salotti bene della sinistra italiana.
Come spiega il giornalista Roy Beck
“ogni anno gli Usa accolgono 1 milione di immigrati, ma i poveri nel mondo sono almeno 3 miliardi. Anche triplicando il numero non cambierebbe niente, anzi togliamo a quei Paesi le persone migliori che potrebbero cambiare le cose”.
In un'Italia sempre più precarizzata, senza il sistema industriale di 20 anni fa e con zone del Sud desertificate dalla possibilità di una paga umana, gli immigrati che arrivano saranno sempre più costretti a vendersi per una ciotola di riso, facendo da manovalanza alla criminalità organizzata o da esercito di riserva contro chi ha un lavoro precario a vita. Ma andiamo avanti.
Saviano racconta di come gli immigrati riempiano
“zone svuotate da italiani, arrivando a popolare paesi fantasma”.
Si riferisce agli immigrati che ripopolano il Sud, in verità accettando condizioni di vita da schiavi. Perché è questa l'economia che l'Italia ha riservato al Sud da decenni, non avendo voluto estirpare mali atavici: la criminalità organizzata, il clientelismo, l'assistenzialismo e una classe dirigente da terzo mondo. Oppure agli immigrati è lasciato far parte dell'”assistenza Mulino Bianco” messa in piedi in alcuni paesini, dove con soldi pubblici vengono assistiti da cooperative di italiani, così l'economia gira e il paesino rivive con le attività che rifioriscono.
La fiera dell'assistenzialismo 2.0.
Se proprio bisognava praticare l'assistenzialismo non era meglio nei confronti di milioni di persone che abbiamo costretto a lasciare il Sud per anni ? O che anche al Sud vi fosse un po' di libero mercato, facendo rispettare la legge che c'è altrove ? O facendo investimenti mirati e non in stile Cassa del mezzogiorno ? No, non si poteva. E oggi ancor meno perché l'Europa non ci consente la flessibilità.
Ma la più bella arriva quando Saviano dice che
“gli immigrati difendono i diritti che gli italiani non vogliono più difendere”.
Il riferimento è a figure come Jerry Masslo a Villa Literno nel 1989, barbaramente ucciso o al camerunense Ivan Sagnet nel 2011 tra i braccianti immigrati di Nardò in Puglia. Saviano:
“Sagnet... guidò il primo sciopero di braccianti agricoli stranieri contro il caporalato... il lavoro giorno per giorno, la carne umana comprata... (con enfasi, ndr) Lo scioperò portò all'istituzione del reato che non esisteva: il caporalato come reato nel nostro Paese non esisteva...”.
Il reato esiste dal dopoguerra, solo che si chiamava intermediazione fraudolenta di manodopera. L'intermediazione di manodopera poteva farla solo lo Stato (nell’art. 27 della legge n. 264/1949 e artt. 1 e 2 della legge n. 1369/1960) con gli uffici di collocamento, altrimenti scattava il reato. Così come ci sono state le lotte contro il caporalato di tanti meridionali che hanno portato i braccianti negli anni '70 anche all'occupazione delle terre. Ma per l'efficacia delle sanzioni occorrevano misure repressive reali per debellare un fenomeno di massa e per una possibile soluzione porsi il problema della gestione di un settore comunque esistente.
Il pacchetto Treu e la legge Biagi del 2003 hanno reso legale l'intermediazione privata, facendola emergere, ma imponendo obbligatoriamente la gestione solo alle agenzia interinali. Nel 2011 l'azione repressiva si amplia, nel 2015 con il governo Renzi il reato viene invece abrogato e nel 2017 si fa marcia indietro con la reitroduzione. Ma il problema non è in sé la legge: è la sua applicazione e la volontà concreta, che non c'è, di perseguire i reati.
Infatti anche se la parte viva della nostra agricoltura, soprattutto a Sud, è pervasa dal dramma del caporalato, non si è ancora sentito parlare di retate di massa. Eppure il caporalato è dilagante, nonostante la retorica, le “palle televisive”, i luoghi comuni, gli show per intrattenere il popolino bue, al di là della prosopopea strappalacrime di Saviano. Il caporalato esiste, come Dio.
Roberto Saviano nel suo ultimo libro “Zero zero zero” ci toglie qualsiasi dubbio sul proprio ruolo e sulla sua funzione al servizio dello Stato.
L’articolo di Paolo Persichetti che vi propongo di seguito vi spiega quello che emerge, in modo del tutto trasparente, dal suo ultimo “servizietto”
Ho aggiunto più sotto altri 2 articoli che già, alcuni anni fa, ci facevano capire con che razza di giornalista avevamo e avremmo avuto a che fare.
Il primo risale all’11 ottobre del 2010 e porta la firma di Vittorio Arrigoni, il quale da Gaza rispondeva in modo ineccepibile alle falsità, raccontate da Saviano e da altri intellettuali e politici di casa nostra (sopratutto della cosiddetta “sinistra”), sullo Stato di Israele.
Articolo che denota tra l’altro come il sostegno, senza se e senza ma, allo Stato Sionista sia veramente radicato in tutta l’informazione italiana e nelle istituzioni, salvo ormai sempre più rarissime eccezioni.
Come diceva il rimpianto Vik: Che il dolore dei torturati possa torturare i loro sogni.
Il secondo e ultimo articolo ci ricorda come il suo ruolo di eroe del giornalismo italiano serve non solo a livello nazionale come propaganda dello Stato etico e dei suoi apparati militari-giudiziari, ma si spinge molto più in là lodando la democrazia di casa nostra e attivando la tanto citata da lui, macchina del fango, fatta di calunnie e diffamazioni, contro Paesi quali Cuba e Venezuela.
La figura che emerge dell’eroe nazionale non è nientemeno che quella di un giornalista, ben pagato da case editrici e dalla tv di Stato, al servizio del potere, alla faccia della libertà che tanto va predicando !
Zero zero zero, Saviano e la scrittura embedded
di Paolo Persichetti
6 aprile 2013
Lo trovate dappertutto, nei posti più inattesi, dal fioraio al fruttivendolo, dal giornalaio al kebabbaro, si tratta di un contenitore cartaceo che al suo interno raccoglie righe d’inchiostro disposte in modo orizzontale, alcuni insistono nel definirlo “libro” ed in effetti da lontano la sua forma può anche ricordare qualcosa del genere, ma una volta vicini il trompe l’œil è presto svelato: è solo una merce rilegata, fogli pressati e incollati, un albero segato e ridotto in poltiglia, un pezzo di bosco raso al suolo.
450 pagine per 18 euro. Ma più dell’insieme contano i dettagli. Ad esempio le due paginette, 441 e 442, situate nei ringraziamenti. Qui l’autore è prodigo di riconoscimenti e gratitudine verso:
«L’Arma dei Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza, i Ros, i Gico, lo Sco, la Dia e la Dda di Roma, Napoli, Milano, Reggio Calabria, Catanzaro e tutte quelle che qui ho dimenticato, per avermi permesso di studiare, leggere e in alcuni casi vivere le loro inchieste e operazioni: Alga, Box, Caucedo, Crinime-Infinito, Decollo, Decollo bis, Decollo Ter, Decollo Money, Dinero, Dionisio, Due Torri Connection, Flowers 2, Galloway-Tiburon, Golden Jail, Gree Park, Igres, Magna Charta, Maleta 2006, Meta 2010, Notte Bianca, Overloading, Pollicino, Pret à Porter, Puma 2007, Revolution, Solare, Tamanaco, Tiro grosso, Wite 2007, Wite City.
Ringrazio la Dea, l’Fbi, l’Interpol, la Guardia Civil, i Mossos d’Esquadra, Scotland Yard, la Gerndarmerie Nationale francese, la Polícia Civil brasiliana, alcuni membri della Policía Federal messicana, alcuni membri della Policía Nacional de Colombia, alcuni membri della Policija Russa, che mi hanno accompagnato nelle loro inchieste e operazioni: Cabana, Cornestone, Dark Waters, Delfín Blanco, Leyneda, Limpieza, Millennium, Omni Presence, Padrino, Pier Pressure, Processo 8000, Project Colissée, Project Coronado, Russiagate, Reckoning, Relentles, SharQC 2009, Sword, Xcellerator.
Ringrazio tutti i pm, antimafia e non solo, con cui ho studiato e discusso in questi anni. Senza di loro non avrei potuto scoprire molte cose: Ilda Boccassini, Alessandra Dolci, Antonello Ardituro, Federico Cafiero De Raho, Raffaele Cantone, Baltasar Garzón, Nicola Gratteri, Luis Moreno Ocampo, Giuseppe Pignatone, Michele Prestipino, Franco Roberti, Paolo Storari.
Ringrazio i vertici dell’Arma dei Carabinieri, il Comandante Generale Gallitelli, il Capo della Polizia di Stato Antonio Manganelli, e il Comandante Generale Capolupo della Guardia di Finanza. Ringrazio in particolare il Generale dei Carabinieri Gaetano Maruccia, il Comandante dei Ros Mario Parente, il Generale della GdF Giuseppe Bottillo, che hanno seguito la crescita di questo libro. […]
Ringrazio nell’Arma dei Carabinieri coloro che gestiscono la mia vita: il colonnello Gabriele Degrandi, il capitano Giuseppe Picozzi, il capitano Alessandro Faustini».
E bene, cosa c’è di nuovo? Qualcosa c’è. Quanto era già largamente percettibile in passato, seppur ancora in modo implicito nelle pieghe del discorso, ora è esposto in modo trasparente : Saviano ammette la sua natura di scrittore embedded.
Che cosa è uno scrittore embedded ?
Il termine è divenuto d’uso corrente nel 2003 quando nel febbraio di quell’anno venne introdotta dal nuovo regolamento del Dipartimento della Difesa USA, diffuso poco prima dello scoppio della guerra in Iraq, una nuova figura professionale: il giornalista arruolato dalle forze armate di una nazione per essere al loro fianco, in prima linea, a narrare cosa accade durante le azioni belliche. Il regolamento diceva
«Questi embedded media vivranno, lavoreranno, viaggeranno come parte delle unità in cui saranno inseriti per facilitare la copertura delle azioni delle forze di combattimento».
Questa innovazione è stata recepita dalla stragrande maggioranza degli eserciti mondiali, compreso quello italiano. Ovviamente l’intento che ha mosso gli Stati Maggiori delle forze militari non era certo quello di farsi democratici e trasparenti ma di riuscire in questo modo a governare il “Quarto potere”, imbrigliando l’informazione, controllandola e orientandola alla fonte, memori della guerra del Vietnam persa politicamente nelle retrovie, all’interno delle proprie frontiere a causa della circolazione di immagini sulla guerra troppo libere e anarchiche, che non nascondevano la sofferenza dei propri morti, i bombardamenti a tappeto delle città vietnamite, le stragi e le violenze gratuite inferte alla popolazione civile. Scene che avevano mobilitato l’opinione pubblica statunitense e mondiale creando una forte corrente pacifista.
Tutto ciò non avrebbe più dovuto ripetersi. La guerra doveva diventare asettica, pulita ed etica, i morti andavano nascosti dietro i cosiddetti “danni collaterali”, il flusso e il ritmo delle informazioni selezionato e ripulito. L’uso delle immagini, della parola e della scrittura trasformato in una nuova arma strategica. Per fare ciò andava creato un nuovo tipo di soldato: il giornalista embedded.
Saviano ha innovato ulteriormente questa figura professionale, diventando l’arruolato numero uno delle forze di polizia, degli apparati investigativi e inquirenti sul fronte interno della criminalità organizzata e dei narcotraffici. Una funzione intellettuale che appartiene alla particolare categoria degli imprenditori morali, al prototipo dei creatori di norme, come li ha descritti il sociologo Howard S. Becker che in "Outsiders" : costui
«opera con un’etica assoluta: ciò che vede è veramente e totalmente malvagio senza nessuna riserva e qualsiasi mezzo per eliminarlo è giustificato. Il crociato è fervente e virtuoso, e spesso si considera più giusto e virtuoso degli altri».
Il dispositivo Saviano con le sue parole, i suoi libri, le sue prese di posizione, la sua semplice presenza, legittimate dalla postura critica e l’interpretazione vittimistica del proprio ruolo, garantisce sulla verità morale, sempre più distante da quella storica. Una macchina da guerra mediatica messa a totale disposizione degli imprenditori delle emergenze, dei guerrieri delle battaglie giudiziarie contro il crimine. Il risultato è una trasfigurazione della lotta contro le organizzazioni criminali che rende mistica la legalità, edifica una forma di Stato etico che fa della soluzione giudiziario-militare predicata una medicina peggiore del male.
Tutto ciò era stato sempre negato da Saviano. Fino ad oggi.
Per aver sollevato, nel 2010, degli interrogativi
«sul ruolo di amministratore della memoria dell’antimafia che a Saviano è stato attribuito da potenti gruppi editoriali»
e sottolineato
«L’inquietante livello di osmosi raggiunto con gli apparati inquirenti e d’investigazione, che l’hanno trasformato in una sorta di divulgatore ufficiale delle procure antimafia e di alcuni corpi di polizia, dovrebbe sollevare domande sulla sua funzione intellettuale e sulla sua reale capacità d’indipendenza critica», (vedi qui),
sono stato querelato da Saviano e attaccato dalla Direzione del carcere (sono in regime di semilibertà).
Saviano poi ha perso. Le denuncia è stata archiviata (vedi qui). Forse la lezione gli è servita. La trasparenza è sempre un valore positivo, un atto di onestà. Saviano si è così deciso a fare un passo avanti contribuendo alla chiarezza sul proprio ruolo e sulla propria funzione intellettuale messa al servizio di alcuni apparati dello Stato.
Appunto, la libertà infatti sta da un’altra parte.
Paolo Persichetti
Gaza risponde a Roberto Saviano
Vittorio Arrigoni
13 ottobre 2010
Giovedì 7 ottobre a Roma e’ andata in scena un pantomima organizzata dai coloni israeliani che sa di istigazione alla violenza alla massima potenza, lodando ai massacri israeliani da Deir Yassin a Sabra e Shatila passando per una Gaza ridotta in macerie, un corteo di tifosi beceri e razzisti ha inneggiato a più di sessant’anni di occupazione e oppressione, al fosforo bianco contro scuole dell’ONU e ospedali, a migliaia di prigionieri politici rinchiusi e torturati nei lager, ai campi di concentramento ancora in voga nel 2010, alla costante pulizia etnica che ha prodotto e produce milioni di profughi e decine di migliaia di vittime in Palestina.
Fra i ferventi sostenitori di questo evento che getta vergogna sul nostro Paese anche lui c’erano Lucio Dalla, Massimo Ranieri, Raiz, Walter Veltroni, Piero Fassino, Furio Colombo, Francesco Rutelli, Giovanna Melandri, Rita Levi-Montalcini, Umberto Veronesi, Paolo Mieli, Pierluigi Battista, Giorgio Albertazzi e anche lui, l’autore di Gomorra.
Che il dolore dei torturati possa torturare i loro sogni.
In questo videomessaggio "Gaza risponde a Roberto Saviano", ribatto colpo su colpo le allucinanti dichiarazioni dello scrittore estimatore di Peres rilasciate durante la manifestazione “Per la verità, per Israele”.
Restiamo Umani
Vittorio Arrigoni da Gaza city
Gaza risponde a Roberto Saviano
Saviano a Barcellona reagisce così a chi gli chiede una risposta per Vittorio Arrigoni
Trascrizione delle frasi di Saviano :
"No, ma io ho già risposto.""Ho già risposto e ... Polemiche, polemiche.""Non mi ha fatto un invito. Non mi ha fatto nessun invito.""Chi l'ha ucciso ?""Lo ha ucciso Israele ? Lo ha ucciso Israele ?""E allora ? E allora ?""E lui ? Cosa ha fatto ... ?"
Incommentabile, comunque, si evince la predisposizione, la mentalità assassina, cosa aveva fatto Arrigoni ? Niente !
Al limite, anche avesse fatto qualcosa aveva diritto a un processo ... Voi immaginate il cataclisma universale se qualcuno avesse lo stesso atteggiamento di costui verso un giudeo .. la fine del mondo!
Roberto Saviano: “l’Italia non è come Cuba o il Venezuela”
di Luca Sterza
24 ottobre 2010
Citiamo Roberto Saviano durante le polemiche che precedono la messa in onda della trasmissione "Vieni via con me".
L’autore di Gomorra, l’ospite televisivo annunciato come l’eroe antimafia nostrano, irrompe ad "Annozero", la trasmissione di Michele Santoro,l’unico censurato italiano (stessa banda NdR) che appare sempre e comunque e che con il proprio programma fa record su record e incassa l’ennesima vittoria d’audiance sulla concorrenza delle reti rivali.
Saviano fa parte della squadra antiberlusconiana che mira alla liberta d’informazione. La censura infatti appare sempre più pericolosamente e a fronte d’una multinformazione portata avanti con internet, attraverso la nascita di numerosi siti e blog, dall’altro è sempre più forte il monopolio delle maggiori testate, che raccolgono la quasi totalità del grande pubblico e quindi dei consensi.
Ma Saviano ancora una volta interviene e cita Cuba. Ci tiene a precisare infatti introducendo l’argomento “la censura oggi".
"L’Italia resta un paese democratico, non è la Cuba di Castro, il Venezuela di Chavez, non ci arrestano, ma abbassano i decibel del volume, non pagano gli ospiti, ci diffamano, pensando che per il semplice fatto che facciamo il nostro lavoro non dobbiamo essere pagati”
Perché Saviano è così spinoso contro il governo Cubano ? Non si tratta, lo ripetiamo, d’una dittatura sanguinaria o così aspra da essere presa così di mira dagli organi di stampa. Nel mondo i disequilibri e gli Stati in cui non vige la minima sicurezza sui propri cittadini sono moltissimi. Eppure Saviano si sente in diritto di citare Cuba ad esempio.O il Venezuela, che di antidemocratico non ha proprio nulla, se non un Parlamento che ha appena indetto le ennesime libere elezioni, che segue a puntino la propria Costituzione (a differenza dell’Italia), e il cui unico demerito è forse aver permesso ad oltre il 66% dei propri cittadini di votare per il Presidente Chavez ?
Ci si consenta, Saviano non sarà di certo contrario se espriminamo il nostro dubbio. Sempre di libera informazione si tratta. Come accade in quella democrazia cui lo scrittore antimafia aspira.
Troviamo Saviano, insieme alla Capacchione come esempi di giornalisti che rischiano la vita per la propria attività informativa, nel rapporto di "Reporters Sans Frontières", organizzazione che si batte per la libertà di stampa e nella cui classifica la Finlandia appare la reginetta e Cuba in fondo alla graduatoria, alla 166esima posizione su 178. In caduta pure il Venezuela, al 134esimo posto.
Racconteremo con un approfondimento apposito la storia di Reproters Sans Frontieres che purtroppo richiama ad una ben più famosa, Medécins Sans Frontières (medici senza Frontiere), che è invece una organizzazione che opera secondo una legittimità ed un’etica ben precisa.
Precisiamo anche che Robert Menard, fondatore e segretario generale della stessa organizzazione è conosciuto per aver collaborato con gruppi anticastristi di Miami e per aver ricevuto fondi da USAID, l’ente dal Dipartimento di Stato Americano finanziatore delle attività per una libera informazione a Cuba. Paradossale, sostenere una campagna informativa in cambio di ingenti fondi governativi, quando il CPJ – Comitato per la protezione dei giornalisti precisa che non vanno accettati fondi fai governi. Impossibile pertanto ritenere RSF una fonte attendibile.
Proprio RSF, che appoggia e sostiene in Italia la causa di Saviano, specificando come lo scrittore-giornalista sia costretto a vivere sotto scorta dall’Ottobre 2006 per aver attaccato duramente la mafia nel proprio lavoro.
Saviano dovrebbe sapere da chi è sostenuto e di come il suo attacco a Cuba sia assolutamente fuori luogo. Lo scrittore parla di un’Italia che non è come Cuba. Siamo d’accordo. A Cuba non esiste una mafia così radicata sul territorio e di certo una persona che esprime la propria idea, non sarebbe costretta ad una protezione così stretta.
Il buon Roberto,giornalista sui generis, ha cercato consensi nell’opposizione ed un ruolo in quel mercatino democristiano che ha come nucleo del proprio sterile programma di slogan, l’opposizione al Presidente del Consiglio. E così ha preferito utilizzare il proprio intervento per evidenziare come il suo credo politico non sia intriso d’indole comunista ed attaccare Cuba piuttosto che Honduras o Israele. Dopo aver attaccato la camorra, il tentativo è di trovare un proprio collocamento politico in un ambiente vicino al PD, continuare ad incassare i proventi dei libri pubblicati da Mondadori e commentare la profonda ingiustizia sociale che si tende la propria mano ombrosa verso le superstar televisive, ahimè maltrattati da contratti non adeguati alle loro fini capacità intellettuali. Un ruolo in cui reinventarsi come personaggio in definitiva, che gli consenta di tornare alla normalità, su d’una linea moderata che lo tenga lontano da dichiarazioni pericolose. Certo, è capibile. Probabilmente quel coraggio di denunciare e raccontare in Gomorra una gran bella fetta d’Italia, costa troppo e se molti sono pronti a comperare il libro, quasi tutti preferiscono prendere le distanze dall’autore quando i contenuti possono mettere in pericolo la vita dell’individuo. Nulla da dire a Saviano su questo, che ha tutta la nostra stima e comprensione. Ma questo è l’esempio che lo stato impuro sia quello Italiano e non quello cubano, che siamo certe avrebbe dato sicurezza a non finire per lo stesso giornalista. L’assoluzione viene pertanto meno quando a doverne fare le spese sono Cuba ed il Venezuela e quando subentra una ipocrisia profonda quanto cristallina.
Ancora una volta inutile andare a braccetto con i protagonisti del drammatico teatrino della politica italiana. In questa commedia, ogni ruolo sottende ad un unico fine, al continuo furto.
Si ha la sensazione che le diverse posizioni in questa democrazia delle banane, siano congiunte ad uno stesso ambiente d’elite, perbenista e viziato a cui non accedono i normali cittadini, i quali si fanno carico di tutte le spese dei furbetti, mentre quotidianamente si dannano l’anima per trovare un proprio credo politico ed ingannarsi ed aggredirsi a vicenda in nome di differenze che esistono poi, di fatto, solo in sterili definizioni.