Descrizione

La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

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mercoledì 18 gennaio 2017

Hillary Clinton confessa di aver creato Al Qaeda, l'ISIS e l'imperialismo criminale americano

L’ex segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton.
Un bel coming out, certo è l'ennesima conferma, ma più che autorevole e dettagliata nei minimi particolari, certo è anche, ormai da immemore tempo, che la gente ha la memoria corta altrimenti è proprio idiota, probabilmente buona la seconda.
Per fare certe dichiarazioni, certo non a caso, c'è sicuramente dietro una strategia politica che ora mi sfugge, non fai certe dichiarazioni tanto per farle, mente quando dice che gli sono sfuggiti di mano, forse è quello l'intento in extremis, dopo che è innegabile il loro coinvolgimento tenta inutilmente di tirarsene fuori, ci saranno anche le prossime elezioni presidenziali ....
Certo che non si può separare questa vicenda dai loro "padroni"  Netanyahu a Davos confessa il suo nefasto obiettivo di balcanizzare la Siria

Emerge anche la maledizione del mondo : il "Destino manifesto" ("Manifest destiny") è una frase del 1845 in occasione di Stati Uniti "furto" del territorio messicano, la guerra Messicano-Statunitense - U.S. "Theft" of Mexican Territory, the Mexican-American War, che esprime la convinzione che gli Stati Uniti d'America abbiano la missione di espandersi, diffondendo la loro forma di libertà e democrazia. I sostenitori del destino manifesto credevano che l'espansione non fosse solo buona, ma che fosse anche ovvia, "manifesta" e inevitabile, "destino"

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Hillary Clinton confessa: gli Usa hanno creato al Qaeda

2 Marzo 2015

Hillary Clinton ha detto gli Stati Uniti hanno creato i talebani e al Qaeda per combattere l'ex Unione sovietica ... Qui sotto la traduzione in italiano delle frasi pronunciate dall'ex segretario di Stato Usa :
"… Coloro che oggi stiamo combattendo loro, li abbiamo creati noi stessi 20 anni fa. Quando eravamo impegnati nella guerra fredda contro l'ex Unione Sovietica. I sovietici avevano occupato l'Afghanistan e noi non volevamo testimoniare il loro controllo su Asia Centrale. L'allora presidente Ronald Reagan con l'approvazione del Congresso cominciò a sostenere i servizi segreti del Pakistan. Poi abbiamo fornito ai mujahedin afghani vari tipi di armi. In cambio abbiamo ricevuto aiuti finanziari e materiali dall'arabia saudita. Abbiamo lasciato crescere in Afghanistan l'islam wahabita, affinchè possa aiutarci a sconfiggere l'URSS. E ci siamo riusciti. Il Cremlino (si è ritirato dall'Afghanistan) hanno perso miliardi di dollari e alla fine l'impero sovietico si è disgregato. Molti dicono è stato un buon investimento per noi. Ma bisogna essere attenti: quello che seminiamo è quello che raccoglieremo".

Il momento in cui Hillary Clinton confessa di aver creato Al Qaeda


Hillary Clinton: L’Isil è roba nostra, ma ci è sfuggita di mano

di Franco Fracassi
 
L’ex segretario di Stato Usa rivendica la creazione della guerriglia islamista, in funzione anti Assad. Poi accusa Obama di averne perso il controllo a causa della sua posizione troppo attendista. 
«Avrebbe dovuto fare come Netanyahu, affondando il colpo». 
«È stato un fallimento. Abbiamo fallito nel voler creare una guerriglia anti Assad credibile. Era formata da islamisti, da secolaristi, da gente nel mezzo. Il fallimento di questo progetto ha portato all’orrore a cui stiamo assistendo oggi in Iraq».
L’ex segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton ha rilasciato un’intervista a Jeffrey Goldberg del giornale web “The Atlantic”
«In un’intervista che risale allo scorso febbraio il presidente Obama mi disse:
“Quando hai un esercito di professionisti che combatte contro contadini, falegnami e ingegneri che iniziano una protesta devi fare qualcosa. Purtroppo modificare l’equazione delle forze in campo è difficile, e quasi mai ci si riesce".
All’epoca non capii. Oggi mi è tutto chiaro»,
scrive Goldberg.

Clinton:
«Obama in politica estera è troppo cauto. L’America ha bisogno di un leader che crede che il proprio Paese sia un’indispensabile forza di pace, nonostante gli errori commessi. Anzi, gli errori li commette proprio chi fa, fanno parte del ruolo dell’America. Obama cerca con troppa insistenza di comunicare agli americani che non sta facendo qualcosa di folle. È troppo ragioniere. Noi, invece, dovremmo portare avanti una politica estera bilanciata. Una via di mezzo tra la bellicosità di Bush e l’attesa di Obama. Attendere lo sviluppo degli eventi non ti porta a prendere decisioni migliori e più sagge per il mondo e per l’America».
«Abbiamo fatto un gran lavoro contro l’Unione Sovietica. Ma abbiamo anche commesso molti errori. Abbiamo appoggiato personaggi veramente cattivi. Abbiamo fatto cose in America Latina e nel Sud-est asiatico di cui non vado per nulla fiera. Ma all’epoca c’era un obiettivo più grande. E lo abbiamo raggiunto. Tutto il resto è passato in secondo piano. È così che bisogna agire, che deve agire l’America»,
ha proseguito l’ex ministra degli Esteri.


La Clinton insieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

 E a proposito dell’atteggiamento di Israele verso i palestinesi:
«Israele ha fatto quello che serviva per contrastare i missili sparati dai palestinesi. Israele ha il diritto di difendersi. Netanyahu ha agito correttamente, come andava fatto. Le vittime civili, i bambini, le donne, sono tutti effetti collaterali di una politica giusta. Quando un Paese democratico attacca, ovviamente, colpisce anche civili innocenti. Ma alla base c’è comunque un processo decisionale etico che non appartiene ai Paesi non occidentali. E comunque, la colpa per quello che sta accadendo resta ad Hamas».
«Obama deve prendere esempio da Netanyahu. Se avessimo agito con la stessa decisione in Siria i combattenti della Jihad non ci sarebbero sfuggiti di mano, come poi è accaduto. Adesso rappresentano un vero pericolo per il Medio Oriente, per l’Europa e perfino per gli Stati Uniti»,
ha concluso la Clinton.


L'area della Siria e dell'Iraq in mano ai jihadisti dell'Isil.

L’ex Segretario di Stato Hillary Clinton, ha confessato nel suo libro di memorie ”Hard Choices”"Scelte difficili" che l’Isis è stato creato dagli Stati Uniti per provocare il caos in Medio Oriente e legittimare i futuri interventi degli Stati Uniti nella regione.




Inoltre, l’ex analista della National Security Agency, NSA, Edward Snowden ha portato alla luce, di recente, che i servizi di intelligence degli Stati Uniti, Gran Bretagna e israele hanno lavorato insieme per creare l’Isis.


"Scelte difficili" di Hillary Rodham Clinton. 
17 giugno 2014
"Ciascuno di noi si trova di fronte a scelte difficili, nella propria vita",
Scelte difficili di
Hillary Rodham Clinton
scrive l'autrice all'inizio del suo personale resoconto degli anni vissuti al centro dei più importanti avvenimenti nel mondo. Dopo la sua corsa alle primarie del 2008, Hillary Rodham Clinton si accingeva a riprendere il suo posto di rappresentante dello Stato di New York nel Senato degli Stati Uniti. Con sua grande sorpresa, quello che fino a poco prima era stato il suo rivale, il neoeletto presidente Barack Obama, le offri invece il ruolo di segretario di Stato. Questo libro è la cronaca di quei quattro storici e straordinari anni e delle scelte difficili con cui Hillary Rodham Clinton e i suoi collaboratori si sono confrontati. Il segretario Clinton e il presidente Obama hanno dovuto decidere come ricomporre alleanze incrinate, portare a conclusione due conflitti e far fronte a una crisi economica globale; insieme, hanno gestito i rapporti con un concorrente sempre più temibile, la Cina, le crescenti minacce dall'Iraq e dalla Corea del Nord, le rivoluzioni in tutto il Medio Oriente. I resoconti dei colloqui con i più alti rappresentanti della diplomazia mondiale fanno di "Scelte difficili" una vera e propria lezione magistrale sulle relazioni internazionali, nonché un'analisi efficace e unica di come impiegare al meglio lo smart power per garantire sicurezza e prosperità in un mondo in rapido mutamento...
Un mondo in cui l'America rimane la nazione indispensabile.

Scelte difficili di Hillary Rodham Clinton


HILLARY RODHAM CLINTON Scelte Difficili
"Il senso della vita risiede proprio nel compiere simili scelte, e il modo in cui le affrontiamo definisce la nostra identità."
Hillary Rodham Clinton -

Update 21 aprile 2018. Solo ora che vedo il video, mi rendo conto, non ci avevo mai pensato, a Obama gliel'hanno imposta come Segretario di Stato, poi doveva dargli il cambio :
"ero io che dovevo decidere dove doveva andare l'America nel XXI secolo" ...
ci è andata proprio bene ,,, per ora ... ovviamente, basta chiedere, subito dopo trovo questo libro ... Arturo Navone


Hillary Clinton. Regina del caos di Diana Johnstone. 20 gennnaio 2016

Hillary Clinton.
Regina del caos di
Diana Johnstone
Le guerre degli Stati Uniti stanno diventando ripetitive. Sempre il solito vecchio copione: i media mainstream allarmano l´opinione pubblica sul cattivo di turno e di come costui massacri il proprio popolo. Gli Stati Uniti lo massacrano a loro volta usando droni e missili. Il cattivo è presto dimenticato e il paese viene lasciato in balìa di fazioni opposte che cercano di dominare il caos ... 
C´è bisogno di un cambiamento : che ne dite di un presidente donna ? Hillary Rodham Clinton si è sacrificata al massimo per raggiungere lo scopo: la sua carriera come Segretario di Stato dimostra quanto sia qualificata per diventare la madre di tutti i droni o addirittura della Terza Guerra Mondiale.















domenica 15 gennaio 2017

USA - Fermare Trump a ogni costo. Anche con finti dossier sessuali



Chiederei a tutti i sapientoni pseudo esperti commentatori politici che ci raccontavano che era uguale votare Trump o la Clinton o anche il referendum italiano per le modifiche costituzionali come mai è stato fatto di tutto e di più perchè vincessero il SI e la Clinton come possiamo vedere quì Vince Trump, tranne che sui giornali. "Se io divento presidente tu vai in galera" e Hillary Clinton è stata fatta membro di una Società Segreta antica di 150 anni della Yale University e come vedremo in America la questione non è ancora finita e arrivando a dire che il Deep State, lo Stato Profondo, ha dichiarato guerra al presidente eletto.
Semplicemente perchè è vero che non arrivi a certe posizioni se non fai parte di un certo ambiente o nel nostro caso hanno sempre un piano di riserva, non sarebbero i padroni del mondo, ma ci sono persone gestibili e altre meno, venduti cronici e altri che non si vendono, oppure è diverso dare il proprio consenso prostrandosi a 90° o negarlo. Certo la soluzione per un sistema di potere che si legittima da solo dal 1600 non è che arriva qualche furbone a dire :
"Ora li delegittimo io, me ne stò a casa a dormire e vedrai che culo che gli faccio", 
e si risolve il problema, lasciarli fare è la cosa peggiore da fare, anche lasciarli massacrare quei pochi che hanno tentato di opporsi in qualche modo è fare il loro gioco, come si sa "la legge non ammette ignoranza", la vita men che meno.
Con questo Trump rimane ancora da valutare, troppe aperture verso Israele ....

Fermare Trump a ogni costo. Anche con finti dossier sessuali

di Marcello Foa
12 gennaio 2017

Attenzione: lo scontro fra Trump e l’establishment americano ha raggiunto livelli inimmaginabili. Mentre la maggior parte dei media europei in queste ore titolano su Trump che avrebbe riconosciuto che "la Russia è dietro gli hacker", enfatizzando un’ammissione che in realtà è generica e chiaramente recalcitrante (Trump ha ammesso che anche la Russia ha svolto attività di hacking negli Usa, sai che novità!, cosa ben diversa dall’ammettere che dietro tutte intercettazioni ci fossero i russi allo scopo fosse di farlo vincere), la vera notizia di ieri è la scoperta che le prove dei legami “indecenti” fra il neopresidente e il Cremlino è un falso clamoroso.

Un falso che i servizi segreti americani hanno certificato e trasmesso volontariamente alla stampa, in circostanze degne di un film di Hollywood. Riassumo brevemente.

Ieri il sito buzzfeed ha pubblicato il rapporto Top Secret di 35 pagine che era stato consegnato a Obama e a Trump nei giorni scorsi. La lettura di questo documento è interessante anche perché emerge come Trump abbia rifiutato le lucrative proposte di business formulate dal Cremlino. Ovvero: se davvero c’è stato un tentativo di corruzione non è andato a buon fine per stessa ammissione dei servizi americani. Non è un dettaglio secondario, ma quasi nessuno lo ha evidenziato.

Il testo che accusa Trump dell’orgia perversa nell’hotel di Mosca

L’aspetto che invece ha attirato l’attenzione dei media è, come era facile immaginarsi, quello più boccaccesco. Eh sì, Trump sarebbe stato fotografato e filmato in una stanza di un hotel di Mosca con diverse prostitute mentre si prodigava in attività sessuali estreme, da pervertito, come quella della “pioggia dorata”. Accuse, si precisa nel rapporto, provenienti da una fonte attendibile.

Lo scoop di Buzzfeed è stato ripreso dalla CNN ed è diventato istantaneamente mondiale. E che scoop: roba da Guerra Fredda. Il KGB che filma la sua preda nella stanza dell’albergo e lo ricatta ! Peccato trattasi di una fregnaccia.

La fonte attendibile è un ex agente britannico, nel frattempo è uscito anche il nome, Chris Steele. E dove ha pescato la notizia ? Da un infiltrato nell’intelligence russa ? Da un testimone oculare del fatto ? Macché, ha ripreso un commento pubblicato su 4chan un sito, molto conosciuto, sulla cui bacheca gli internauti si scambiano messaggi anonimi. Peccato che quella “notizia” in realtà fosse una bufala scritta da un “troll” che, come ammesso ieri, non immaginava potesse andare così in alto.

E Steele cosa fa ? La trasmette niente meno che a John McCain, ex contendente di Obama alle presidenziali di Obama nel 2004 e da sempre un pezzo grosso del Partito Repubblicano, il quale candidamente ammette:
“Ho ricevuto queste delicate informazioni l’anno scorso, e le ho passate al direttore dell’FBI in quanto incapace di valutarne l’accuratezza”,
omettendo, però, un dettaglio importante. Steele era stato incaricato di preparare un dossier da alcuni nemici di Trump, verosimilmente repubblicani (il New York Times parla di un misterioso miliardario). Secondo il principe dei giornalisti americani Carl Bernstein, uno dei due autori dell’inchiesta del Watergate, i mandanti sarebbero altri e trasversali. Scrive che :
“l’ex agente britannico del MI6 a Mosca, assoldato da una ditta di opposizione politica a Washington, che faceva le ricerche per [smerdare] Donald Trump sia per i candidati democratici, sia per quelli repubblicani ostili a Trump” 
come ricorda un giustamente indignato Maurizio Blondet nel suo blog.

Chiunque sia il mandante, il fatto gravissimo è che una bufala sia stata recepita e autenticata senza ulteriori riscontri dai servizi di sicurezza americani, inclusa l’FBI, i cui i vertici hanno incontrato nei giorni scorsi Trump e Obama per metterli al corrente dell’imbarazzante e delicatissimo dossier.

Così delicato, così segreto che Obama e/o i capi dei servizi non hanno mancato di passare ai media, secondo le tecniche di spin che descrivo da tempo ovvero usando come canale principale un sito popolare ma non del tutto autorevole come Buzzfeed, subito ripreso dalla tv che da 30 anni ha il potere di farsi ascoltare in tutto il mondo: la CNN. Da qui l’attacco durissimo di Trump che ieri in conferenza stampa ha attaccato la CNN accusandola di produrre fake news, parlando di “metodi nazisti in America”



President Trump Slams CNN and Calls them Despicable and Fake News!!! 
E per dimostrare che a passare le informazioni alla stampa sono stati l’intelligence o l’attuale Casa Bianca, nella notte ha rivelato di aver tenuto per sé i contenuti del briefing con Obama e i vertici della Sicurezza. Nemmeno la sua assistente storica ne era al corrente. Dunque è provato che le dritte sono state pilotate dalla stesse agenzie di intelligence o dalla Casa Bianca.

Dossieraggio, finti scoop pilotati, accuse di usare metodi nazisti. Non stiamo citando House of Cards e nemmeno frangenti di una campagna elettorale, che è finita da un pezzo. Assistiamo a qualcosa di molto più grave, a una vera e propria faida all’interno delle istituzioni degli Stati Uniti d’America. Per la precisione, come ha scritto Glenn Greenwald, un giornalista di sinistra e famoso per aver trasmesso al mondo le rivelazioni dell’ex agente Snowden, il Deep State, lo Stato Profondo, ha dichiarato guerra al presidente eletto. Greenwald non è certo un simpatizzante di Trump e ne diffida ma il suo giudizio è perentorio.

In un articolo appena pubblicato, ricorda il famoso discorso di commiato di Eisenhower, in cui l’allora presidente denunciava l’influenza dell’apparato militare industriale, affermando che :

"Nei concili di governo, dobbiamo guardarci le spalle contro l’acquisizione di influenze, prive di garanzie, sia palesi che occulte, esercitate dal complesso militare-industriale. Il potenziale per l’ascesa disastrosa di tali poteri esiste e persisterà in futuro".
Greenwald avverte che a voler fermare Trump è proprio quell’apparato, con la complicità del Partito democratico e di ampie parti di quello repubblicano.

L’ho già scritto e lo ribadisco: è una crisi senza precedenti nella storia recente degli Stati Uniti, in cui per la prima volta da molti decenni, un presidente osa sfidare il più influente dei centri di potere del Paese, a cui egli, pur essendo “di destra” non appartiene. E la sua non è una battaglia solitaria. Con lui ci sono molti alti funzionari che non si riconoscono più in quell’establishment.

Solo considerando questo aspetto, che è fondamentale e che in questi frangenti sovrasta qualunque altra considerazione, ad esempio sulle nomine di Trump (a mio giudizio non tutte coerenti e men che meno convincenti) si può capire la portata del momento storico che sta vivendo l’America e dal cui esito dipenderanno i destini del mondo.

Non finisce qui, temo.

 
Marcello Foa, a lungo firma de Il Giornale, ora dirige il gruppo editoriale svizzero Corriere del Ticino-Media Ti ed è docente di Comunicazione e Giornalismo. Il Cuore del mondo è un blog indipendente ospitato da ilgiornale.it

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Hillary Clinton confessa di aver creato Al Qaeda, l'ISIS e l'imperialismo criminale americano

mercoledì 6 aprile 2016

Giallo Litvinenko “Italian Connection” orchestrata dagli USA, dichiarazioni di uno 007 francese


Nulla di strano, anzi normale amministrazione mi pare, quello che colpisce collegando con la questione dei "Panama Papers" di questi giorni è che sono almeno 10 anni che gli USA & company cercano di compromettere Putin, con scarsi risultati per altro e considerando il panorama in generale sembrerebbe che siano con l'acqua alla gola per qualche recondito motivo ...
Sostengo dal 2011 che siamo alla resa dei conti, pare evidente ... (NdR)
di Andrea Cinquegrani 
5 aprile 2016
“Operazione Beluga”. Il suo enigmatico nome comincia a rimbalzare tra i siti di contro informazione. E seguendo le sue piste potrebbe arrivare ad una svolta il giallo ormai decennale dell’omicidio di Alexander Litvinenko, l’agente russo fuggito Inghilterra e ucciso a base di polonio. Un caso da qualche anno arrivato sembrava alle battute conclusive nelle aule di giustizia londinesi, con una pista di sicari targati Putin che avrebbero eliminato lo scomodo ex compagno. Da quel processo, però, fino ad oggi è partorito il classico topolino: nessuna prova certa, solo indizi e teoremi.

Ma adesso l’Operazione Beluga, che comincia a far capolino, andrebbe in tutt’altra direzione. E accrediterebbe, invece, una trama tutta occidentale, per la regia di Usa e Gran Bretagna, ai danni della Russia, con l'Italia co-protagonista di rango assoluto. 

Mario Scaramella. Nel montaggio di apertura, Alexander Litvinenko
Mario Scaramella
A rivelare l’esistenza della “Operazione Beluga” è un vero e proprio ex 007 dei servizi francesi, Paul Barril, alias “Superflic”, il Supercop o il James Bond delle celebri serie. Per molti anni è stato il numero due dei corpi speciali transalpini, i “GIGN”, per poi dedicarsi, da “privato”, come “contractor” in delicate missioni da svolgere in Medio Oriente, Africa e America Latina. In un fresco “scambio di opinioni” con un uomo d’affari svizzero, Pascal Najadi, Barril fa delle rivelazioni bomba. E fornisce una precisa pista per il giallo Litvinenko, che venne ucciso dice testualmente:
“da un italiano che gli somministrò la dose fatale di polonio 210”. E aggiunge: “L’operazione venne condotta per conto degli Stati Uniti e della Gran Bretagna”.
Nel colloquio Barril parla dei rapporti tra Litvinenko e un altro grande nemico di Putin, anche lui fuggito in Inghilterra e morto in circostanze altrettanto misteriose Boris Berezowskij, uno degli svariati oligarchi che hanno accumulato, come il patròn del Chelsea Roman Abramovich, facili ricchezze nell’Urss post comunista, per poi “emigrare” in Occidente e investire le loro immense fortune. Secondo la versione di Barril, sia Litvinenko che Berezoswkij sarebbero stati arruolarti dal servizio d’intelligence di sua Maestà britannica, il potente M16. E ricostruisce uno scenario tutto money & intelligence: con una “cassa” gestita da Litvinenko per i pagamenti via M16 da effettuare a favore di agenti russi arruolati a Londra: qui il possibile movente della sua eliminazione. Ma con una ciliegina sulla torta: del suo assassinio dovevano essere accusati gli 007 di Putin, in modo da colpire la Russia al cuore, soprattutto sotto il profilo della sua credibilità agli occhi dell’Occidente.
“L’operazione invece, ribadisce l’ex spia francese, è stata organizzata dall’intelligence occidentale, diretta da Washington e affidata in mani italiane per la sua esecuzione”.
Commenta Najadi:
“Le nuove rivelazioni del capitano Barril aprono una decisiva finestra sulla verità circa il vero motivo dell’assassinio di Alexander Litvinenko”.
Paul Barril
Paul Barril
Ma leggiamo alcune frasi pronunciate dal James Bond francese:
“Il caso è stato fabbricato fin dall’inizio. Il polonio è stato scelto come veleno perchè viene prodotto soprattutto in Russia e quindi è facile attribuire la responsabilità a quel Paese. L’operazione è stata fatta per discreditare Putin e per destabilizzare la Russia, che sta cercando di bloccare gli interessi americani in Medio Oriente, soprattutto in Siria”.
Nelle dichiarazioni di Barril fa capolino il nome di un altro finanziere, William Browder, in stretti rapporti con Berezowsky.

Nomi, indizi, piste. Su cui la magistratura dovrebbe far luce. Ma quale? Quella londinese, che ha già fatto flop? Il Supercop francese suggerisce di affidare le indagini ad un investigatore super partes, una sorta di 007 in toga. E fa il nome di Carla del Ponte, il magistrato italo-svizzero per anni impegnato in delicate inchieste sul fronte del riciclaggio internazionale, fianco a fianco, a fine anni ’80, con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e poi super toga al tribunale dell’Aja per combattere i crimini contro l’umanità.

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A corroborare la “pista italiana” interviene giornalista-scrittore William Dunkerley, autore di due volumi proprio sul giallo russo-britannico, “The Phony Litvinenko Murder” e “Litvinenko Murder Case Solved”.
“I miei due libri dice sono dedicati proprio all’Italian connection. Però non sono in grado di confermare che le persone di cui parlo io e quelle di cui parla Barril siano le stesse”.
E prosegue:
“la Gran Bretagna ha accusato due russi di aver avvelenato Litvinenko. Ma i magistrati inglesi non sono riusciti a provare le loro accuse, arrivando solo a sostenere che ‘nutrivano gravi sospetti’”. Alla fine tutto si è sgonfiato come un palloncino. Poi conclude: “Adesso, alla luce di queste rivelazioni, il caso Litvinenko assume nuove proporzioni. Non si tratta più solo di un cold case o di un giallo lungo dieci anni. Ma di una vicenda che può assumere i contorni di una clamorosa provocazione geopolitica che rischia di far collassare gli equilibri internazionali. Ora che la campagna per le presidenziali Usa si fa incandescente, mi chiedo se nessun candidato abbia mai affrontato, o solo preso in esame, il tema dell’Operazione Beluga”.
La Voce ha più volte scritto sul giallo Litvinenko, ottenendo, con un suo articolo del 2008, il premio Saint Vincent per il giornalismo d’inchiesta (in basso il link dell’articolo).

Così ricostruisce Wikipedia. “Mario Scaramella è un faccendiere italiano salito alla ribalta nel 2006 in seguito all’avvelenamento dell’ex agente russo Alexander Litvinenko, vicenda collegata alle indagini della Commissione parlamentare d’inchiesta concernente il ‘dossier Mitrochin’ e l’attività d’intelligence italiana, per la quale ha prestato consulenza.
(…) Il 1 novembre 2006 Scaramella ha avuto un incontro con l’ex agente russo dell’FSB Litvinenko per un pranzo presso Itsu, un ristorante di sushi a Piccadilly (Londra). Litvinenko sarebbe morto per avvelenamento da polonio 210 due settimane dopo. Scaramella ha poi dichiarato di non aver mangiato nulla e di aver bevuto solo acqua nel corso dell’incontro. Secondo La Repubblica, in una dichiarazione al Giornale radio, Yuri Felstinski, esule russo e amico di Litvinenko, sostenne che l’ex spia sospettava di essere stato avvelenato da Scaramella”.

Paolo Guzzanti
Paolo Guzzanti
Prosegue la ricostruzione made in Wikipedia. “Litvinenko avrebbe ottenuto da Scaramella due e-mail contenenti dei nomi di possibili bersagli dei servizi russi, tra cui gli stessi Litvinenko e Scaramella, il senatore Paolo Guzzanti e l’oligarca Boris Berezovskij. Il 1 dicembre Scaramella è stato trasportato all’University College Hospital di Londra per sospetta contaminazione da polonio 210, la stessa sostanza con cui è stato avvelenato Litvinenko. Nonostante Scaramella inizialmente avesse negato di essere contaminato, il suo avvocato ha affermato nello stesso giorno che non sarebbero state rilasciate dichiarazioni fino al completamento delle analisi. Una stanza dell’Ashdown Park Hotel di East Grinstead, nel Sussex, dove Scaramella avrebbe soggiornato durante la permanenza nel Regno Unito, è stata isolata per il rischio di possibili contaminazioni”.

Così conclude il suo report Wikipedia: “il 3 dicembre Guzzanti (l’allora presidente della commissione Mitrochin, ndr) e Scaramella hanno affermato che la dose di polonio trovata nel corpo dello stesso Scaramella sarebbe stata tale da ucciderlo. Guzzanti ha riferito in proposito alla Reuters: ‘hanno anche detto che, per quel che è noto, nessuno potrebbe mai sopravvivere a questo veleno, perciò è molto improbabile che ci riesca’. Tuttavia, secondo le autorità inglesi Scaramella, pur venendo contaminato, non sarebbe mai stato in pericolo di vita. Appena tre giorni dopo le citate dichiarazioni di Guzzanti, Scaramella è stato dimesso dall’University College Hospital poiché gli ultimi esami non avevano più rilevato alcuna traccia di avvelenamento”.

Non sarebbe il caso, dopo le clamorose rivelazioni di Paul Barril, che l’Alta Corte di sua Maestà britannica riapra il caso? Che il presidente sir Robert Owen possa poi pronunciarsi alla luce di alcune novità nel frattempo emerse?

giovedì 14 gennaio 2016

Libia: documenti Usa confermano, fu guerra contro l’Italia

Washington, 12 gennaio 2016

Dai documenti recentemente desecretati deDipartimento di Stato americano emerge chiaramente che il conflitto in Libia fu scatenato da Francia e Inghilterra con la regia degli Usa per modificare lo status quo delle relazioni commerciali e degli equilibri geopolitici della regione facendoli pendere maggiormente a nostro sfavore. Grazie al Foia (Freedom Of Information Act) parte della corrispondenza dell’allora Segretario di Stato Hillary Clinton (in carica dal 2009 al 2013) è stata pubblicata sul sito del Dipartimento di Stato. Tramite i vari carteggi, soprattutto con un personaggio molto vicino storicamente alla famiglia Clinton, Sidney Blumenthal (detto “Sid”), vera e propria “gola profonda” per la questione libica, sono emersi dettagli che hanno provato quello che sino ad oggi è stato solo un esercizio mentale di logica politica: Francia e Inghilterra hanno voluto quella guerra per mettere le mani sul mercato libico ed estromettere l’Italia, sino ad allora partner privilegiato.

Le motivazioni dell’intervento francese in Libia 1
Cominciamo con una precisazione: l’Italia sino al 2011 deteneva, tramite l’Eni, la fetta di maggioranza della produzione e commercializzazione degli idrocarburi della Libia. Questo grazie ai buoni rapporti che interocorrevano, seppur con alterne fasi di crisi, tra Roma e il Colonnello Gheddafi. Poi qualcosa è cambiato, e grazie alla guerra civile la produzione e la relativa esportazione di idrocarburi è crollata, nel 2014, del 9,7%. Questo ovviamente è un fattore strutturale, del resto ogni guerra comporta che le normali attività si vedano ridimensionate se non addirittura scompaiano, e anche la francese Total ha visto la sua produzione diminuire, ma la volontà dell’allora Presidente francese Sarkozy di ottenere una fetta maggiore della produzione di petrolio libico è stata ampiamente raggiunta nel corso degli anni successivi.
Oltre alle questioni petrolifere, la Francia ha voluto rovesciare Gheddafi per poter porre fine alle controversie geopolitiche che riguardano l’Africa del Nord e quella sub-sahariana che la vedono come protagonista. In una mail in particolare infatti viene esplicitamente riferito alla Clinton che Sarkozy intende aumentare la propria influenza in Nord-Africa e porre fine ai piani di Gheddafi di sostituirsi alla Francia come potenza dominante nell’Africa francofona. Tutto questo fa da corollario al piano francese di impedire alla Libia di usare le proprie riserve di oro e di argento, che secondo le fonti di Blumenthal ammonterebbero a circa 143 tonnellate per risorsa, al fine di sostitutire il Franco francese con una moneta pan-africana basata sul Dinaro d’oro libico. Abbastanza quindi per causare più di un mal di pancia ai governanti di oltralpe.
Libia
Le motivazioni dell’intervento francese in Libia 2
Sempre dal carteggio tra la Clinton e Blumenthal apprendiamo che in Libia si sono mossi altri registi che hanno coordinato la caduta di Gheddafi: difatti risulta che truppe speciali francesi, inglesi ed egiziane hanno addestrato i ribelli nel’Egitto occidentale, ed in modo imitato anche nello stesso territorio libico a sud di Bengasi. Registi che hanno anche spinto per una divisione della Libia per assecondare i propri interessi petroliferi, come si apprende da una mail inviata l’8 marzo del 2012 all’ufficio della Clinton sempre dal solito “Sid”. In particolare in questa lettera viene affermato che i servizi segreti francesi (DGSE) e inglesi (SIS-MI6) hanno attivato contatti di lunga data con i leader tribali e civici della Libia orientale per sollecitare l’instaurazione di una regione semiautonoma nella Cirenaica in modo da garantire ai rispettivi paesi opportunità commerciali nella regione che potessero ripagare Parigi e Londra per l’impegno profuso nella campagna militare. Questa necessità nasce, come si può leggere nel documento, “dall’inabilità del governo del Consiglio Nazionale di Transizione (NTC) a Tripoli di riorganizzare efficacemente il paese e di negoziare in maniera efficace ed efficiente con gli interessi commerciali dell’Occidente”.

Insomma, se sino ad oggi qualcuno poteva ancora farsi pie illusioni sulla bontà dell’intervento militare in Libia, ovvero che fosse solamente volto ad abbattere una “dittatura” per cambiarla con una “democrazia”, con quanto emerso dalle mail dell’ex Segretario di Stato americano sarà costretto a risvegliarsi dal sogno idilliaco delle “Primavere Arabe” così tanto coccolato dai governanti dell’Occidente, e questo risveglio puzza di petrolio.

Paolo Mauri

Immaginiamoci se il "massone" confratello Napolitano che ha poi ordinato l'attacco alla Libia non ne fosse stato a conoscenza ... Alto Tradimento. (NdR)

Il Franco francese a cui si fa riferimento nell’articolo e nella mail del Dipartimento di Stato è il Franco CFA, nome comune dato a due valute correnti nei paesi francofoni dell’Africa che sono garantite dalla tesoreria nazionale francese.

Fonte ilprimatonazionale

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mercoledì 16 dicembre 2015

Attentato a Parigi, Psy-op di Gladio. Psychological Operations

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Abdalsalam Salah è ricercato per gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015. Secondo Associated Press, Salah fu fermato dalla polizia su una Volkswagen Polo con due altri uomini poco dopo gli attacchi. Gli agenti lo lasciarono andare.La polizia ha protetto i terroristi.
Salah ha vissuto nel sobborgo di Bruxelles di Molenbeek, a casa di Abdalqdir Baliraj. Abdalqadir Baliraj è un terrorista che lavorava per la CIA e i servizi di sicurezza francesi e belgi.

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Il Dr. Paul Craig Roberts, ex-assistente del segretario del Tesoro per la politica economica, scrive: “Ho ricevuto un rapporto dalla sicurezza europea su un massiccio attacco informatico ai sistemi francesi 48 ore prima e durante gli attacchi di Parigi. Tra le altre cose, l’attacco ha colpito la rete dati mobile francese e accecato la sorveglianza della polizia“. Paul Craig Roberts
“Un cittadino danese descrive uno degli aggressori in un caffè di Parigi come ultra-professionista, vestito completamente di nero con AK-47 e molto ben addestrato“. Oriental Review
“Il capo dei servizi segreti esteri della Francia era a Washington per consultazioni con il capo della CIA John Brennan, due settimane prima degli attacchi“. Eventi importanti portano agli attacchi terroristici del 13 novembre a Parigi. Pura coincidenza? Prof. Michel Chossudovsky
“Venerdì 13 novembre 2015 era anche il giorno di un’esercitazione su attentati multipli’ a Parigi che includeva ‘forze di polizia, vigili del fuoco, paramedici e altri‘”, secondo Patrick Pelloux. L’attentato di Parigi è come l’attentato di Mumbai.Mumbai e William Cohen/ Mumbai gli attaccanti erano “indù e bianchi”/ La CIA organizza gli attentati a Parigi sul modello di Mumbai


Vallely con i terroristi dell'esercito libero siriano
Vallely con i terroristi dell’esercito libero siriano
Verso la fine di ottobre 2015, l’ex-generale degli Stati Uniti Paul E. Vallely, specialista in psy-ops, visitò Parigi. A Parigi, tre settimane prima, c’era il generale statunitense.

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Gli attacchi di venerdì 13 a Parigi sembrano una psy-op. Un’indagine sul massacro di Parigi ha portato le forze dell’ordine belghe nel quartiere Molenbeek di Bruxelles. Testimoni del massacro a Parigi del novembre 2015 hanno riferito che due auto collegate agli attacchi, una vicino alla sala concerti Bataclan e l’altra ai ristoranti Le Petit Cambodge e Le Carillon, avevano targhe belghe. Molenbeek, Bruxelles, Belgio.

Abdalqadir Baliraj
Abdalqadir Baliraj
Nel 1990, Abdalqadir Baliraj lavorava per la principale agenzia d’intelligence del Belgio, la Sûreté de l’Etat, e aveva cenato con Osama bin Ladin meno di due settimane prima degli attacchi dell’11 settembre. (Abdelkader Belliraj)
Abdalqadir Baliraj (che sarebbe attualmente in carcere) è un terrorista belga-marocchino che ha lavorato per la CIA e i servizi di sicurezza francesi e belgi. La casa di Baliraj è a Molenbeek Saint Jean, in Belgio. Molenbeek St. Jean è il quartiere belga dove Oakley International ricercava Madeleine McCann, dove sarebbe stata notata nell’aprile e maggio 2008. Una ragazza somigliante a Madeleine McCann fu ripresa dai video nel quartiere Molenbeek St. Jean. L’investigatore su Maddie McCann lotta contro le false accuse degli USA.
Belgio significa Marc Dutroux, che avrebbe lavorato per i servizi di sicurezza. “L’arresto di Dutroux dipana una rete di pedofili internazionale che coinvolge Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone, Nazioni Unite e sue agenzie“. Belgio.
Spesso i “terroristi” lavorano segretamente per il Mossad e amici. Così i “terroristi” devono essere protetti dai servizi di sicurezza. “Il 5 novembre 2015, un sospetto pesantemente armato fu fermato sulla strada per Parigi”, ma la polizia tedesca che scoprì un arsenale di armi nella sua auto non lo disse ai capi dell’antiterrorismo”. Almeno uno dei “terroristi” degli attacchi a Parigi era un parigino inserito sulla lista di controllo dei terroristi per cinque anni. Non era monitorato “abbastanza da vicino per essere fermato prima che prendesse parte all’attentato“. Daily Mail
C’è la convinzione che i sionisti e i fascisti ( musulmani, indù o cristiani) collaborino. Netanyahu avvertì del ‘grave errore’ se la Francia riconosceva la Palestina (novembre 2014) What Really Happened.
La mattina del venerdì 13 novembre 2015, funzionari della sicurezza nella comunità ebraica di Francia furono informati della possibilità molto reale di un grave attacco terroristico imminente in Francia, secondo Jonathan-Simon Sellem, giornalista freelance. In Francia, gli esperti della difesa ‘vedono parallelismi con Israele’
Alcuno accusano Mossad e amici per gli attentati di Parigi. Funzionari palestinesi accusano il Mossad di collegamenti con i massacri di Parigi.


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Il 6 ottobre 2015 ci fu una riunione di generali della NATO a Lilla, vicino Parigi. NATO – News.
Nell’agosto 2015 “la polizia francese arrestò un uomo con l’accusa di tramare un attentato a una sala concerti, secondo il canale televisivo francese BFMTV“.
Il 7 luglio 2015, circa 200 detonatori, 40 granate e ‘molto’ esplosivo al plastico scomparvero misteriosamente da un’instillazione militare nel sud-est della Francia. Il 3 ottobre-6 novembre 2015, le forze della NATO svolsero l’esercitazione Trident Juncture – 2015, che coinvolse basi in Italia, Spagna e Portogallo, ed includeva azioni come attacchi terroristici. NATO.
Il 29 ottobre 2015, il direttore della CIA John O. Brennan incontrava l’omologo dell’intelligence francese (DGSE) Bernard Bajolet, l’ex-capo dell’MI6 del Regno Unito John Sawers, e l’ex-capo della sicurezza nazionale israeliano Yaacov Amidror.Il direttore della CIA Brennan incontrò il capo della sicurezza francese prima degli attentati di Parigi.
L’11 novembre 2015 si svolse un’esercitazione antiterrorismo in Danimarca. Il 13 novembre 2015, poche ore prima degli attentati, la Francia introdusse controlli alle frontiere, mobilitando 30000 poliziotti. Attentati.
Il 13 novembre 2015, i servizi di sicurezza effettuavano esercitazioni antiterrorismo a Parigi. Deha, che vive in Boulevard St Germain ha detto a The Local che suo figlio era tornato a casa da scuola, il venerdì 13 novembre 2015, con una lettera che consigliava ai genitori cosa fare in caso di emergenza. L’11 novembre 2015, qualcuno avrebbe scritto su Twitter:Flash: I morti negli attentati di Parigi salgono ad almeno 120 con altri 270 feriti 11:44 – 11 novembre 2015.

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Gli attentati sotto falsa bandiera richiedono zimbelli. Nel caso degli attentati di Mumbai, il capro espiatorio, Kasab, era effettivamente in custodia della polizia poco prima degli attentati. Kasab è innocente
Il procuratore di Parigi Francois Molins dice che ‘un sospetto terrorista’ è stato ‘formalmente identificato’, (ed era noto alle autorità francesi) “per reati comuni“. La prova va piazzata; e i passaporti piazzati sono un trucco molto usato dai servizi di sicurezza. La polizia francese dice che ha trovato un passaporto siriano ‘vicino al corpo di uno degli attentatori durante le indagini sugli attentati’. Capri espiatori


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Hausfrauleaks sottolinea che il terrorismo dell’Operazione Gladio della CIA-NATO in Italia è collegato alla loggia massonica P2 in Italia (collegata a Kissinger, Rothschild e Rockefeller). “La P2 aveva una loggia sorella a Parigi legata a Gladio chiamata ‘Le Grand Orient de Paris’. Il più influente muratore di quella loggia è l’attuale primo ministro della Francia Manuel Valls. “Valls ha nominato ministro degli Interni Cazeneuve direttamente responsabile delle indagini su Charlie Hebdo, l’attacco al treno belga e le rivolte dei migranti a Calais, recentemente dimostratisi istigati dai Black Bloc (gestiti dall’intelligence occidentale) e dal gruppo pro-migranti di Soros. Cazeneuve è noto come significativo alto muratore come Valls che l’ha nominato. Cazeneuve e Valls sono noti per essere ebrei estremisti sionisti e alti muratori collegati alle élite. Si noti che i documenti dell’autorità su Gladio, Daniele Ganser, mostrano che i ministri degli Interni dei Paesi complici erano sempre agenti di Gladio“. Un testimone era davanti la sala concerto Bataclan prima dell’attacco e vide almeno uno degli assassini, come ha detto a BMFTV, che non era incappucciato: ‘Ho visto un ragazzo, piuttosto piccolo, bianco, sembrava europeo’. Alcuni hanno riferito di aver udito almeno due dei terroristi al Teatro Bataclan parlare un francese perfetto. Un testimone presente al Teatro Bataclan ha detto a Reuters che nessuno degli altri attaccanti aveva più di 25 anni, ed avevano tutti capelli castani. Dailymail/Attentati a Parigi: Libération
Alcuni degli aggressori a Mumbai nel 2008 furono descritti come bianchi e non musulmani. Il giornalista Julien Pierce ha detto alla CNN che gli uomini armati non gridavano slogan mentre massacravano le loro vittime: ‘Non hanno detto nulla. Non Allah Akhbar o qualcosa di simile. Non hanno detto nulla. Hanno solo sparato. Sparavano solo‘. Dailymail
Il Teatro Bataclan, secondo Le Point, aveva proprietari ebrei. Dailymail. Secondo il Times of Israel del 14 novembre 2015, “Il teatro Bataclan, preso di mira a Parigi dagli attacchi terroristici venerdì sera, aveva proprietari ebraici da decenni, ma fu venduto due mesi fa, hanno detto i suoi ex-proprietari”. Il venerdì 13 novembre 2015, a Parigi, una serie di attacchi terroristici’‘ uccise giovani frequentatori di concerti, tifosi di calcio e persone in famosi locali notturni. Almeno 120 persone furono uccise. Presumibilmente “tutti gli 8 aggressori sono morti“. L’obiettivo della psy-op di Parigi è aumentare gli attacchi alla Siria, per rovesciare Assad. Assad è il laico moderato che protegge i cristiani, ma che ostacola i piani per un grande Israele. “I media ora trasmettono immagini di monumenti, SF City Hall, One World Trade Center, London Eye, Tower Canada, Sky Tower in Nuova Zelanda illuminati dai colori francesi. Il tutto indica uno sforzo possente, veloce e coordinato“. Non si cada nella psy-op. L’attentato a Parigi è come l’attentato CIA-Mossad a Mumbai nel 2008. Inside-job: Mumbai/ Zimbelli incastrati. L’organizzatore dell’attentato di Mumbai, David Headley, disse al suo caro amico che lavorava per la CIA. Polizia e servizi di sicurezza in India avrebbero contribuito nell’attentato di Mumbai.


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Secondo la polizia di Parigi, ci furono “due attentati suicidi e un’esplosione all’esterno dello stadio nazionale durante la partita di calcio tra le squadre nazionali francese e tedesca“. In pochi minuti, “un altro gruppo di assalitori sparò ai caffè davanti a una sala concerti, sparando dall’auto… Quando la polizia si avvicinò, fecero esplodere le cinture esplosive, uccidendosi… Decine furono uccisi nell’attacco a un ristorante… e a molti altri edifici. Le persone nella sala da concerto pregavano aiuti sui social media, ma la polizia non fece nulla per 2 ore. Questo permise a due uomini armati di uccidere circa 100 persone“. Ciò suggerisce che l’attentato di Parigi sia un lavoro interno? La crisi degli ostaggi del Bataclan, a Parigi la polizia ha aspettato troppo prima di salvare le vittime?
Alcuni dei resoconti di tale evento sembrano alquanto contraddittori. Venerdì nero, attentati terroristici a Parigi
Il congressista Adam Schiff, democratico a capo del Select Committee on Intelligence del Congresso, disse ad AP che lo SIIL avrebbe effettuato l’attentato di Parigi. Lo SIIL lavora per CIA, Mossad e NATO, a quanto pare. Il primo ministro canadese Justin Trudeau disse che era troppo presto per dire se gli attacchi di Parigi l’avrebbero portato a riconsiderare l’impegno a ritirare il Canada dagli attacchi aerei contro lo SIIL. CIA e NATO hanno una lunga storia di esecuzioni di attacchi terroristici in Europa. Operazione Gladio
Il politico statunitense Jack Lindblad sostiene che la strage di Charlie Hebdo fu opera di Stati Uniti e Mossad per mantenere Netanyahu al potere in Israele. What Really Happened



Il 13 novembre 2015 Attacco a Parigi è in parte per fare soldi.

Produttori di armi hanno avuto una buona apertura al New York Stock Exchange il Lunedi 16 novembre, con il commercio di Lockheed Martin 3,5 per cento più alto, Northrop Grumman + 4,4 per cento, e la Raytheon in crescita del 4 per cento. Le scorte del gigante della difesa francese Thales sono aumentate del 3 per cento, anche se i mercati francesi sono in calo generale, secondo il Sydney Morning Herald. I servizi di sicurezza occidentali misero sia l'Ayatollah Khoemini che Saddam Hussein al potere per poi manipolarli e avere una guerra. Ciò ha reso un sacco di soldi per i trafficanti di armi. IRAN - LA CIASADDAM E LA CIA. Il 13 Novembre 2015 Attacco Parigi è in parte sulla creazione di una Grande Israele questo Grande Israele conterrà una parte della Siria. 
Francia e Stati Uniti proteggono l' ISIS e l'uccisione di civili siriani innocenti. Gli attacchi aerei illegali francesi sulla Siria hanno colpito uno stadio, un museo e cliniche. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha detto che gli Stati Uniti e attacchi aerei francesi "non hanno toccato quelle unità ISIS, che erano in grado di sfidare seriamente l'esercito siriano ... Vogliono ISIS per indebolire Assad .." US intenzionalmente risparmia ISIS in Siria.

Francesco Cossiga con Giulio Andreotti
Francesco Cossiga con Giulio Andreotti
Il presidente italiano Francesco Cossiga diceva: provocare disordini per poi “pestare i manifestanti”. Fu uno dei fondatori dell’Operazione Gladio dei servizi segreti della NATO-CIA. Diede consigli al ministro degli Interni italiano Roberto Maroni su come trattare i manifestanti. Dichiarazione di Cossiga: “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. “Gli studenti universitari?… Li s’infiltra con agenti provocatori… e si lasciano che gli agenti provocatori devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e devastino le città per dieci giorni. Poi, dopo aver avuto la simpatia del pubblico… la polizia dovrebbe spietatamente pestare i manifestanti e mandarli tutti in ospedale“. Fu il capo della CIA Allen Dulles che ideò il piano per costituire le forze segrete di Gladio in tutta Europa. Dulles, Sir Stewart Menzies (MI6) e il premier belga Paul-Henri Spaak sapevano del piano. Alcuni anni fa, l’agente di Gladio della CIA-NATO Vincenzo Vinciguerra spiegò la “strategia della tensione” di Gladio in una testimonianza giurata, disse: “Dovevi attaccare i civili, le persone, donne, bambini, persone innocenti, gente sconosciuta molto lontana da qualsiasi gioco politico… per costringere il pubblico italiano a volgersi allo Stato per chiedere maggiore sicurezza. Questa è la logica politica dietro tutti i massacri e gli attentati che rimangono impuniti, perché lo Stato non può arrestare se stesso o dichiararsi responsabile di quello che è successo“. Gli eserciti segreti della NATO legati al terrorismo?
Secondo gli storici, Gladio effettuò attentati terroristici false flag come l’attentato alla stazione di Bologna nel 1980, che uccise 85 persone. Secondo il Senato italiano, dopo l’inchiesta del 2000, gli attentatori erano “uomini delle istituzioni statali italiane e… collegati alle strutture d’intelligence degli Stati Uniti“. Le prove sul terrorismo di Gladio furono esibite in un’indagine parlamentare italiana. I terroristi di solito lavorano per i servizi di sicurezza. Certi “terroristi palestinesi avrebbero lavorato per CIA e Mossad. Abu Nidal avrebbe lavorato per CIA e Mossad ...

Su Thirdworldtraveller Peter Dale Scott, Jonathan Marshall e Jane Hunter pubblicarono un articolo che legava la strage di Bologna e i fascisti massoni della P2 al governo segreto d’Italia. “Secondo il Rapporto Parlamentare italiano sulla P-2: la P-2 ha contribuito alla strategia della tensione… Lo scopo era la destabilizzazione politica italiana… realizzando una soluzione autoritaria ai problemi dell’Italia“.
Gli attentati di Londra e dell’11 settembre 2001, sarebbero parte della ‘strategia della tensione’, prefiggendosi di promuovere un programma sionista-fascista. Stefano Delle Chiaie ha lavorato per Gladio della CIA. Secondo il Rapporto Parlamentare italiano sulla P-2: “Delle Chiaie fu il responsabile principale de…

Lavoro terrorista
per la CIA.
“La strage del 1969 (nella banca) di Piazza Fontana di Milano (16 morti, 90 feriti),
“Tentativo di colpo di Stato del 1970 del principe Valerio Borghese (agente della CIA dal 1945),
“E della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980 (85 morti, 200 feriti).
“Nel dicembre 1985 i magistrati di Bologna emisero 16 mandati di cattura… accusando i membri del servizio segreto italiano SISMI di pianificazione e poi depistaggio sull’attentato di Bologna. Uno di questi 16 era il capo della P-2 Licio Gelli… Un piccolo gruppo di anarchici… fu accusato in un primo momento della strage di piazza Fontana, anche se il SISMI sapeva… che delle Chiaie era il responsabile…” Nel 2007, Cossiga dichiarava che l’11 settembre 2001 fu un lavoro interno e che ciò era “noto” alle agenzie d’intelligence. Bologna 1980

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L’operazione Gladio fu organizzata dai servizi di sicurezza occidentali. Secondo quanto riferito, l’idea era di uccidere persone innocenti e incolparne altri. Gladio doveva tenere l’élite di destra al potere. Il primo ministro italiano Giulio Andreotti rivelò l’esistenza di Gladio nel 1991. Indagini parlamentari in Italia, Svizzera e Belgio hanno rivelato la verità. CIA, MI6, Pentagono e NATO effettuarono attività terroristiche con Gladio in molti Paesi, tra cui Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Turchia e Germania Ovest. Gladio era il nome usato in Italia. In Austria il nome era Schwert, in Belgio – Sdra 8, in Gran Bretagna – Stay Behind, in Francia – Glaive, in Grecia – Operazione Pelle di pecora, in Svezia – Sveaborg, in Svizzera – P26 e in Turchia – Dipartimento di Guerra Speciale. Note su Gladio
Il 7 settembre 1947, Associated Press riferì: “La polizia di Parigi oggi ha arrestato un certo numero di persone dopo aver scoperto sei bombe aeree fatte in casa con cui, si pensa, la Banda Stern voleva bombardare Londra…”Complotto ebraico per colpire Londra
“Già nel 1947 gli Stati Uniti costruivano una rete clandestina nel nord Italia…” (Wolfgang Achtner, Sunday Independent, 11/11/90) Gladio
Secondo il quotidiano Die Welt, i servizi di sicurezza occidentali istituirono un comitato per vigilare sulle forze segrete della guerriglia. “L’ex-ministro della difesa Paolo Taviani (disse al magistrato Casson durante le indagini negli anni ’90) che durante il suo mandato (1955-1958), i servizi segreti italiani erano guidati e finanziati dai ‘tizi di Via Veneto’, cioè dagli agenti della CIA nell’ambasciata degli Stati Uniti a Roma”. (William Scobie, Observer, 18/11/90)
“Il Generale Sir Anthony Farrar-Hockley, ex-comandante in capo delle forze NATO in Europa settentrionale, disse… che un servizio d’intelligence fu istituito in Italia con l’aiuto di agenti inglesi e della CIA, che lo finanziarono in parte. La filiale italiana della rete era nota come Operazione Gladio” (Richard Norton Taylor, Guardian, 15/11/90)
“Gladio fu… allestita con l’aiuto inglese nel 1950, gestita dai servizi segreti e in parte finanziata dalla CIA degli Stati Uniti“. (Richard Norton-Taylor, Guardian, 16/11/90)
“Documenti declassificati del servizio segreto rivelano che Ted Shackley, vicecapo della stazione CIA di Roma nel 1970 presentò il famigerato Licio Gelli, capo della loggia massonica neo-fascista P2 e per anni fuggiasco in Argentina, al generale Alexander Haig, allora capo dello staff di Nixon, e poi, nel 1974-79, comandante supremo della NATO. La P2 era un governo ombra di destra, pronto a dominate l’Italia e comprendeva quattro ministri del governo, e tutti e tre i capi dell’intelligence, 48 parlamentari, 160 ufficiali, banchieri, industriali, diplomatici e il Capo di Stato Maggiore. Dopo incontri tra Gelli, capi militari italiani e uomini della CIA nell’ambasciata, Gladio ebbe una rinnovata benedizione, e più soldi da Haig e dall’allora capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale Henry Kissinger. Come e per cosa quei fondi furono spesi è il fulcro delle indagini (di Casson)”. (William Scobie, Observer, 18/11/90)
“La bomba che uccise 85 persone nella stazione ferroviaria di Bologna del 1980 proveniva da un arsenale di Gladio, l’ala italiana della rete di resistenza anticomunista della NATO, secondo una commissione parlamentare sul terrorismo… Il legame suggerito con la strage di Bologna è potenzialmente la più grave delle accuse mosse contro Gladio“. (Ed Vulliamy, Guardian, 16/1/91)
“La P2 non fu scoperta fino al 1981. In seguito fu accertato che tutti i membri del comitato di crisi istituito da Francesco Cossiga, allora ministro degli Interni, e ora Presidente della Repubblica, erano membri della P2“. (Charles Richards e Simon Jones, Independent, 16/11/90)

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Tra il 28/6/90 e il 2/7/90, quattro programmi della televisione di stato italiana (RAI) sostennero che la CIA aveva pagato Licio Gelli per “fomentare attività terroristiche“. Nella prima puntata qualcuno indicato come ‘Agente Zero’ descrisse come (l’ex-primo ministro svedese) Olaf Palme fu incastrato nell’accordo tra CIA e Iran per liberare gli ostaggi statunitensi a Teheran. “Palme era una mosca nella pomata quindi usammo la P2 per toglierlo di mezzo”, disse l’agente. La seconda puntata, che mostrava la scarna silhouette dell”Agente Zero Uno’, affermò che la P2 non si era sciolta a metà degli anni ’80, dopo l’arresto del suo capo Licio Gelli. “Esiste ancora. Si chiama P7“, ha detto. Secondo l’agente, la loggia è ancora attiva con sezioni in Austria, Svizzera e Germania occidentale. “Zero Uno” rivelò alla stampa italiana di essere Dick Brenneke, un ufficiale della CIA“. (Richard Bassett, Times, 24/7/90)
“Nel programma Brenneke affermò che, negli anni ’70, la CIA aveva messo grandi somme di denaro a disposizione della sovversiva loggia massonica P2, ampiamente ritenuta coinvolta nella strage della stazione ferroviaria di Bologna nell’agosto 1980, in cui 85 persone furono uccise. Inoltre Brenneke affermò che non solo la CIA continua a finanziare segretamente una P2 rianimata, ma che fu coinvolta nel 1986 nell’uccisione del primo ministro svedese Olaf Palme. Secondo Brenneke, la P2, sotto il suo gran maestro Licio Gelli, utilizzò alcuni dei finanziamenti resi disponibili dalla CIA per istituire agenzie in Germania Ovest, Austria e Svizzera. Queste agenzie a loro volta furono utilizzate dalla P2 per l’assassinio di Palme su ordine della CIA. Infine, e forse più sensazionale, Brenneke affermò che il presidente Bush, allora direttore della CIA, non sapeva solo di tali attività della CIA in Italia (negli anni ’70 e inizio anni ’80), ma in realtà era una delle menti dietro di esse. “Nello speciale di quattro puntate sulla RAI, la principale rete televisiva di Stato italiana, Brenneke sostenne che pagò i membri della P2, una loggia massonica di destra, per conto della CIA dal 1969 al 1980. Ha detto che i pagamenti effettuati andavano da l milione a 10 al mese… ha detto che la P2 era anche coinvolta nel traffico di armi e droga della CIA…” (Mark Hosenball, Sunday Times, 29/7/90)


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BELGIO (SDR-8)
“Il governo belga ha detto che indagava… sui collegamenti tra la propria rete clandestina ed una serie di incursioni particolarmente brutali nei supermercati vicino Bruxelles a metà anni ’80, in cui 28 persone morirono. Molti poliziotti e noti esponenti della destra furono arrestati dopo i test balistici, ma nessuno fu portato in giudizio“. (Fiona Leney & Wolfgang Achtner, Independent, 10/11/90)

GRECIA (Operazione Pelle di pecora)
“In Grecia, dove ebbe il nome in codice Pelle di pecora, una cellula fu istituita dalla CIA nel 1950, ma fu smantellata nel 1988, secondo il governo. Gli agenti nell’unità clandestina furono coinvolti nel colpo di Stato dei colonnelli nel 1967“. (Richard Norton-Taylor, Guardian, 5/12/90)

PORTOGALLO
“In Portogallo, una stazione radio di Lisbona riferì che cellule della rete dell’Operazione Gladio erano attive dagli anni ’50 per difendere la dittatura di destra di Salazar.” (John Palmer, Guardian, 10/11/90)

TURCHIA (Dipartimento di Guerra Speciale)
“Il giornale (Milliyet) citava l’ex-premier Bulent Ecevit secondo cui l’unità fu inizialmente finanziata dagli Stati Uniti… Durante un’ondata di terrorismo, nel 1970, gruppi di sinistra misero in discussione il possibile ruolo dell’organizzazione, nota anche come ‘kontrgerilla’, del terrorismo di destra“. (Associated Press, 14/11/90)


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