Descrizione

La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

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mercoledì 6 aprile 2016

Marijuana Libera, occhio alla fregatura !!!


di Cristian Casoni

Non avrei mai pensato di ritrovarmi a scrivere di questo, ma i tempi cambiano e aimè non in meglio, ho passato più della metà della mia vita assumendo sostanze di ogni tipo, non sono certo un proibizionista bacchettone, anch’io professavo la legalizzazione delle droghe leggere per contrastare la malavita e accrescere la qualità delle sostanze, sono cresciuto purtroppo in mezzo alla cultura dello sballo che si sposava bene con il disagio interiore, quel disagio che molti sentono nella società attuale: si cerca di fuggire alla realtà con l’illusione di stare meglio, ma in realtà non si fa altro che sprofondare sempre più.

In tutto il mondo, l’antiproibizionismo sta avanzando, in USA, in Sud America ed in Europa i governi improvvisamente stanno diventando antiproibizionisti, oltre a promuovere i cannabinoidi in campo medico legalizzano anche la sostanza per uso ricreativo. Non ci sarebbe nulla da dire in un mondo normale, è risaputo che la marijuana ha proprietà farmaceutiche, ma il problema è che non siamo in un mondo normale, siamo governati da farabutti che vogliono sterminarci o ridurci a larve per controllarci attraverso la geoingegneria, il controllo mentale con l’uso di onde elettromagnetiche, con farmaci che ci fanno diventare dipendenti e infine ci ammazzano, con i vaccini, con gli alimenti e le acque avvelenate ecc., quindi cosa c’è sotto?

La Monsanto, GW Pharma, Bayer e HortaPharm, stanno lavorando sotto banco per creare semi di Marijuana che generano solo piante femmine sterili, cosi chi li coltiva è costretto ad ogni raccolto ad acquistarne di nuovi, ma il problema è che questi semi sono modificati geneticamente, con tassi di THC superiori al 50%, cioè la sostanza che fa “sballare” è molto elevata, non per niente dietro alla Skunk, la famosa Marijuana Olandese, c’è David Watson della HortaPharm, il quale collabora con la Monsanto e la Bayer per utilizzare la tecnologia OGM.
Questi tipi di Marijuana geneticamente modificata creano grossi danni al cervello, come hanno notato i centri di recupero dalle tossico dipendenze, ora i ragazzi che assumono Marijuana o Hashish hanno molti più problemi a livello cerebrale che un tempo.
La Marijuana muove capitali enormi, in un mondo dove le ricchezze sono drenate dalle multinazionali e i popoli sono sempre più poveri, quale miglior metodo per tenere rincoglionita la gente e intanto fare una sacco di soldi, senza contare quello che comporta e i danni che si provocano a livello fisico/mentale, una manna per chi ha a cuore il controllo delle masse…
Ebbene sì, al giorno d’oggi se si vuole essere veramente trasgressivi bisogna rimanere lucidi, la vera trasgressione è la lucidità mentale e la cura del proprio corpo per non soccombere alle bieche manovre a cui siamo sottoposti.
Se poi si vuole essere totalmente fuori di testa è consigliato, oltre a non drogarsi, non mangiare carne e pesce, non fumare e bere alcolici o bevande studiate apposta per farci ammalare (tipo coca cola, pepsi, fanta ecc.), restare il più possibile lontani dalla tv e, dulcis in fundo, meditare per rimanere ancorati alla propria essenza.
Ecco, immagino i miei amici d’un tempo che dovessero leggere questo articolo… No ragazzi, non mi sono fottuto il cervello con le droghe, ho semplicemente smesso prima che diventassero OGM, almeno spero…


Nota del Blog
Infatti ormai conoscendo i meccanismi questa storia della legalizzazione della marijuana in giro per il mondo non porta nulla di buono, anzi, quello che risulta da questa inchiesta e non solo è che dietro ci sono i "padroni del mondo", non ci voleva molto ad immaginarlo, non si muove foglia che l'elite non voglia e conferma quello che pensavo. La cosa grave è che nei piani di schiavizzazione dell'umanità da parte delle oligarchie c'è anche l'introduzione di una droga di stato, obbligatorio il consumo, chiaro il motivo renderci docili, o rincoglionirci come riporta sopra, nulla di nuovo, lo anticipava negli anni '50 Aldous Huxley nei due romanzi distopici "Nuovo mondo" e "Ritorno al nuovo mondo", che fanno il paio con "1984" e "La Fattoria degli animali" di George Orwell di cui era stato anche l'insegnante all'università.
Quello che bisogna ricordare è che erano degli insider, non scrivevano favolette, facevano parte del sistema, a conferma di ciò Julian Huxley, il fratello fu incaricato da Rockefeller dell'organizzazione dell'ONU e UNESCO e il terreno del palazzo di vetro e stato appunto donato da Rockefeller, un criminale di quella portata non vi pensate che non avesse i suoi motivi, ormai ben conosciuti.
Aldous Huxley è anche colui che ha scritto "The doors of perception" il libro da cui i Doors presero ispirazione per il nome del gruppo ...
Nulla di nuovo, dicevo, perchè almeno dal 1968 le droghe sono state usate dall'elite oltre che per fare montagne di miliardi anche per controllare, spaccare, addormentare i movimenti giovanili di opposizione.
NULLA DI BUONO nessuna nuova libertà, il contrario limitazione della libertà, poi voglio dire, non si erano mai visti in milioni di anni dipendenti dalla cannabis, ora è pieno, fatevi due domande ...
Arturo Navone

Fonte informazioneconsapevole

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Uruguay, marijuana libera svelati gli intrecci "segreti" tra Mujica, Soros, Monsanto e Rockfeller

giovedì 7 gennaio 2016

Uruguay, marijuana libera svelati gli intrecci "segreti" tra Mujica, Soros, Monsanto e Rockfeller


Ormai conoscendo i meccanismi questa storia della legalizzazione della marijuana in giro per il mondo non porta nulla di buono, anzi, quello che risulta da questa inchiesta è che dietro ci sono i "padroni del mondo", non ci voleva molto ad immaginarlo, non si muove foglia che l'elite non voglia e conferma quello che pensavo. 

NULLA DI BUONO nessuna nuova libertà, il contrario limitazione della libertà. Quì la spiegazione : Marijuana Libera, occhio alla fregatura !!!

Uruguay: l’ombra di Monsanto dietro la legge sulla marijuana

di Dario Clemente
5 luglio 2014
marisanto

L’inchiesta di Dario Clemente su Tanamerica.it è di quelle che colpiscono forte, come un pugno allo stomaco, e lasciano un profondo amaro in bocca. Le righe che seguono provano gli intrecci segreti tra Mujica, il presidente dell’Uruguay, Soros, il finanziere artefice di alcune tra le più grandi malefatte americane, agente di Rothshild e Rockfeller, il miliardario statunitense fondatore del Bilderberg.

L’immagine del presidente uruguayano Pepe Mujica in Italia si divide tra due opposte e monolitiche narrazioni. Viene attaccato, da destra, con il tipico argomento riservato per anni a Chavez: populista, utopista romantico, rottame di una sinistra ormai tramontata. Fino al killeraggio mediatico dallo scarso spessore analitico e dal molto livore ideologico . Per la sinistra è invece una specie di santo socialista. Ex-guerrigliero Tupamaro, leader pacato di un piccolo paese di 3 milioni scarsi di abitanti, la democrazia più  resistente del sudamerica, candidato al nobel per la pace dal quotidiano inglese “The Guardian”. A prima vista il meno attaccabile dei presidenti “progressisti” del continente, oltretutto dedito al pauperismo e quindi facile sponda di varie argomentazioni “anti-casta”. Entrambe le “fazioni” si esercitano spesso nel gioco della spettacolarizzazione dei suoi atti, in un senso o nell’altro (a proposito, la contraffazione di notizie non è prerogativa unica del “nemiko imperialista”, come dimostra il falso diventato virale su internet qualche settimana fa di Mujica che faceva la coda in un ospedale pubblico). 


E’ forse più interessante perciò prendere in considerazione (stando a nostra volta attenti a “non prendere una parte per il tutto”, “buttare il bambino con l’acqua sporca” ecc ecc) le critiche al suo operato che ci vengono dal continente sudamericano, tendenzialmente più imparziali e documentate. E che in questo caso prendono di mira la recente liberalizzazione del consumo e auto produzione di marijuana in Uruguay.

Un aspetto importantissimo dell’attività dei movimenti sociali sudamericani e infatti il lavoro di ricerca e di opposizione alle attività nel continente della tristemente nota multinazionale statunitense Monsanto. Mentre in Argentina, dove dal 1996 è permessa la coltivazione di soia transgenica, di cui è prima esportatrice mondiale, è in discussione la nuova “Ley de semillas” che garantirebbe a diverse multinazionali un maggior controllo sulle licenze di semi a discapito dei piccoli coltivatori, l’ombra minacciosa di Monsanto si allunga anche sulla recente legge sulla marijuana approvata in Uruguay. A fine 2013 il paese sudamericano era stato infatti il primo al mondo a legalizzare la produzione e consumo di marijuana, con l’intento dichiarato di mettere fine al narcotraffico e al consumo di erba di pessima qualità proveniente dal Paraguay. Oltre a potersi costituire in cooperative di consumo e coltivare fino a 6 piante per persona, gli Uruguayani iscritti ad uno speciale registro potranno da fine 2014 comprare in farmacia marijuana prodotta da aziende private e commercializzata dallo Stato, ad un prezzo del 30% inferiore al mercato illegale, meno di un dollaro a grammo.

Il problema verterebbe però proprio sui soggetti che verranno autorizzati alla produzione destinata alle farmacie. I primi clamori erano stati suscitati da un inconto fra Mujica, Rockefeller e Soros a New York lo scorso settembre , proprio per parlare del processo di approvazione della legge, la cui campagna promozionale è stata finanziata al 60% dalla “Open Society Foundation” di Soros.

Il multimilionario statunitense, additatto dalle sinistre di mezzo mondo come appendice della strategia della “destabilizzazione” dei governi invisi a Washington attraverso le sue innumerevoli associazioni, ha dichiarato che “l’Uruguay è un’esperimento” nell’ambito della sua pluriennale campagna contro il narcotraffico nel continente . Il fatto è che Soros è anche un importante azionista di Monsanto e non pochi hanno collegato la presenza della multinazionale nella produzione nazionale di soia e mais, nochè il suo ingresso nel paese nel 2013 con una nuova tipologia di soia transgenica, al nuovo business della marijuana.

Il timore, insomma, è che l’Uruguay sia un pilot-test su larga scala per una sperimentazione sui semi di marijuana che Monsanto starebbe conducendo da anni, seppur indirettamente, via Olanda e Colombia. Oltretutto Mujica intenderebbe svilupare un codice genetico unico per la qualita’ di marijuana venduta dallo Stato, con lo scopo di di differenziarla da quella proveniente dal narcotraffico. Un brevetto quindi, che potrebbe facilmente essere una varietà sviluppata da Monsanto, non nuova a distribuire semi gratis per poi in seguito rivendicarne la proprietà, e che potrebbe garantire una pianta “resistente” e adatta a coltivazioni estensive.

Sia il governo Uruguayano che Monsanto negano questo scenario. Anzi, la corporation statunitense arriva ad escludere completamente sia un suo interesse allo sviluppo di marijuana O.G.M. nel mondo sia un qualsiasi collegamento con Soros. Il quale sarebbe invece implicato nella vicenda anche come azionista della azienda di produzione di bocombustibile “America del Sur Adecoagro”.

E non è finita qui perchè l’interesse nordamericano alla sperimentazione uruguayana potrebbe estendersi ad altri imprenditori, intenzionati ad una commercializzazione della sua marijuana negli Stati Uniti (Colorado e Washington) e Canada. L’Uruguay sarebbe infatti ormai più “affidabile” per l’approvvigionamento di altri paesi ( come il Messico ad esempio), anche se Mujica ha finora escluso che vi sarà una produzione per l’esportazione.

La produzione di Marijuana O.G.M. su larga scala aprirebbe inevitabilmente a tutte le problematiche connesse alle coltivazioni transgeniche presenti nel continente: monopolio dei brevetti da parte delle grandi multinazionali, abuso di pesticidi altamente intossicanti per la popolazione, distruzione della biodiversità e della produzione contadina, nonchè ovviamente delle implicazioni rispetto alla qualità del prodotto. Un ulteriore penetrazione di Monsanto renderebbe inoltre il paese ancora più dipendente dagli interessi del capitale “sojero” nazionale e straniero, avezzo a tentativi di destabilizzazione politico-militari come dimostra il non lontano caso di colpo di stato in Paraguay nel 2012.



AGGIORNAMENTO

Nel frattempo la legge sta subendo un ritardo nella applicazione dovuto alla scarsa legislazione in materia presente a livello internazionale. L’erba destinata alle farmacie non è ancora stata piantata così come l’appalto per scegliere le aziende fornitrici non è stato ancora svolto. Infobae America riporta un sondaggio per cui il 64% degli uruguayani sarebbe contrario all’applicazione della legge e il 62% favorevole a una sua derogazione parziale. Di sicuro c’è che se la coalizione oficialista di Mujica non risulterà vincente alle elezioni di ottobre (per ora si assesta sul 40% dei consensi) l’opposizione procederà a derogarla, almeno nella parte che avoca la coltivazione allo stato, lasciando in piedi solo la possibilità di auto produrla.

Fonti tanamericana.it  informazioneconsapevole

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venerdì 20 novembre 2015

Cannabis connection di Marcello Pamio - Il perchè del proibizionismo americano anni '20 e dell'inquinamento globale


Fin da bambino quando guardavo i film di Al Capone mi chiedevo il perchè del proibizionismo, lo trovavo stupido, avevano bevuto ed erano morti di più durante che prima e dopo quel periodo, la chiusi pensando in una collusione tra mafia e politica per denaro. Anni fà per caso lessi questo articolo capii molte cose e per questo merita di riproporlo.Trovo questo articolo interessante perchè svela un periodo oscuro non conosciuto ma sopratutto per far capire che i sistemi e meccanismi per ingrassare i soliti personaggi e favorire nello stesso tempo le bramosie di potere sono sempre gli stessi, iniziando con l'uso manipolato della stampa, che si tratti di guerre, rivoluzioni, economia o quant'altro. Bisogna ricordare che prima c'era una legge in America che obbligava a coltivare la canapa ed in Inghilterra sanzioni per chi non lo faceva perchè da questa si facevano le vele delle navi, corde, carta e tutto quanto poteva servire, tant'è che anche George Washington e Thomas Jefferson la coltivavano. Napoleone anche se non lo insegnano, ovvio, fece la guerra con la Russia per la canapa perchè non fosse rifornita l'Inghilterra, le vele costavano quasi 10 volte il costo della nave ed andavano cambiate ogni due anni ... ci vorrebbe un libro.


Dona ora per la gioia di Sion  ... ☺
Cannabis connection 
di Marcello Pamio

Sarebbe di interesse universale nella storia dell’umanità scoprire che è stata la coltivazione della canapa a inventare l’agricoltura e di conseguenza la civiltà”.[1] Non sono le speranze di un hippy un po’ attempato in vena di rivincite ma le parole di Carl Sagan, l’astrofisico consulente della NASA, padre del progetto S.E.T.I. (Serch for ExtraTerrestrial Intelligence) e fondatore della Planetary Society.
La forte “attrazione” tra il divulgatore scientifico migliore del mondo[2] e la Cannabis “fumantis” (perdonate la licenza poetica) è risaputa, mentre la cosa poco nota è che nelle parole di Sagan si nasconde una profonda verità : la canapa effettivamente è una delle piante più antiche che l’uomo conosca !
A conferma di ciò vi sono numerose testimonianze archeologiche in ogni angolo della Terra che indicano senza ombra di dubbio come la canapa era conosciuta e coltivata in epoche remotissime: uno per tutti, il ritrovamento a Catal Huyuk, antica Mesopotamia, di manufatti in canapa risalenti, secondo i ricercatori, a circa 8000 anni prima di Cristo.
Non sappiamo con certezza se la canapa è stata la prima o la seconda pianta coltivata dall’uomo e sinceramente non siamo qui a stabilire una graduatoria di anzianità ma semmai per comprendere le vere motivazioni che portarono al suo divieto in moltissimi paesi di tutto il mondo. Una proibizione che di punto in bianco dopo millenni di utilizzo nelle più svariate applicazioni, che vedremo in seguito nel dettaglio, rese illegale una pianta messa a disposizione per noi dalla Natura. 

Le motivazioni ufficiali certamente saranno state validissime per mettere al bando una pianta che cresce velocemente senza l’ausilio di prodotti chimici, da cui si produce carta di ottima qualità, tessuti resistentissimi, materiali plastici per l’edilizia, combustibili poco inquinanti, medicinali. Non ci credete ? Be’, non ci volevo credere nemmeno io !

I papiri egizi e cinesi che nonostante tutto questo tempo sono giunti integri fino ai nostri giorni, le antichissime mappe cartografiche della Terra, la prima Bibbia di Gutemberg, avevano una sola cosa in comune: la canapa. Per non parlare dei primissimi preparati erboristici che sciamani e curanderos, dalla Siberia al Sud America passando per l’intera Europa, utilizzavano per alleviare le più svariate patologie, e più recentemente almeno la metà dei medicinali usati per tutto l’Ottocento !

Come mai queste informazioni importanti si sono perse negli anni, e perché i media in generale il cui unico servizio è appunto quello di informare hanno sempre taciuto ?
Lungi da me l’idea di un controllo globale della stampa da parte di potenti corporazioni, però bisogna ammettere che certamente è una strana coincidenza il recentissimo interesse giornalistico e quello medico-scientifico delle multinazionali chimico-farmaceutiche alla canapa, che ne dite ? Fintantoché nessuno aveva in mano, anzi quotato in borsa, il medicinale non se ne parlava, oggi che hanno sintetizzato in laboratorio il principio attivo della cannabis, il THC, e si stanno preparando a venderlo sotto forma di farmaco se ne parla. Non è molto strano ?
Oggi sono riemerse dall’oblio le proprietà antibiotiche, antidolorifiche[3] e antiepilettiche della pianta, come pure la sua efficacia contro l’anoressia, la depressione e il glaucoma[4]. Ultimamente sta avendo risultati positivi anche nei malati di sclerosi multipla[5] e nei malati di cancro per sostenere nausea e vomito causati dalla chemioterapia.
Insomma dalla canapa si produce tutto o quasi tutto quello che si può ottenere dal petrolio e dai suoi derivati con la piccola differenza che questi ultimi hanno un costo e un impatto ambientale incalcolabili, mentre la canapa è naturale e i prodotti di scarto si integrano meglio nell’ambiente.
Il punto è allora, come mai abbiamo scelto la strada del petrolio e abbandonato, anzi sbarrato, la strada della canapa ? Per meglio comprendere questo punto, che sarà fondamentale ai nostri fini, dobbiamo tornare seppur nella carta indietro di un secolo e mezzo e rivivere per un momento la situazione economica e industriale di allora.
Ci troviamo a Pittsburg (ricordatevi questo nome), negli Stati Uniti e davanti a noi si erge la prima raffineria petrolifera al mondo [6]. L’anno è il 1850.


Carro polveri originale DuPont
Saltiamo in avanti di qualche decennio e arriviamo nel 1917 quando la Compagnia Du Pont, della omonima famiglia, grazie a finanziamenti della Mellon Bank entra a far parte delle primissime industrie petrolchimiche. La Du Pont per chi non la conoscesse, è la beneficiaria della maggior parte dei brevetti sulle materie plastiche: nylon, rayon, cellophan, vernici, ecc.

Andrew Mellon è stato un imprenditore,
banchiere e politico statunitense,
fu uno dei massimi esponenti
del capitalismo statunitense.
La Mellon Bank di Andrew Mellon (Nel 1931 nomina alla direzione del neonato Ufficio Narcotici il suo genero Harry Anslinger, già agente federale durante il proibizionismo degli alcolici, e che divenne uno dei principali promotori del proibizionismo della cannabis NdR) è una delle principali banche americane la cui sede principale, guarda caso, è a Pittsburg! 

Apro una parentesi per gli amanti del cospirazionismo perché sembra che Andrew Mellon e la famiglia Du Pont facessero parte del Comitato dei Trecento, il gruppo nato per controllare il sistema bancario mondiale [7]. Chiudiamo la parentesi e ritorniamo a Pittsburg.
I soldi forniti dalla Banca di Mellon permisero alla Du Pont di entrare in possesso della General Motor, una delle più grandi case automobilistiche di allora e delle principali tecnologie per la fabbricazione della carta dalla cellulosa del legno.

Scoperta e smantellamento di un laboratorio
clandestino per la produzione di birra a Detroit

Il 1919 fu un anno molto significativo perché succede qualcosa che avrà ripercussioni notevoli nella finanza e nell’industria: inizia il proibizionismo in America. Un periodo abbastanza lungo e oscuro (fino al 1933) in cui fu bandito totalmente l’alcol. Non tutti sanno però che all’epoca il carburante e/o combustibile era basato anche sull’alcol etilico[8] detto etanolo, derivante dalla fermentazione di vegetali e cerali, e sull’alcol metilico o metanolo derivante dalla fermentazione del legno. 
Pierre S. du Pont sulla copertina

di TIME Magazine
Proibendo l’alcol da bere di conseguenza si proibiva anche l’alcol per uso industriale.
Non finiscono le coincidenze perché il ‘33 è l’anno in cui termina il proibizionismo ma anche quello in cui Mitscherlich produce quella sostanza scoperta nel 1825 da Faraday : la benzina! [9] 
Ora ipotizzare che il Proibizionismo americano fu inventato per boicottare le “altre benzine” è un po’ forte, però rimane il fatto che effettivamente all’epoca chiunque poteva prodursi in proprio il combustibile…e forse questo poteva dare fastidio a qualcuno.
Risolto il problema dei combustibili, rimaneva quello delle materie plastiche di origine vegetale : miscelando infatti steli di canapa e calce si può ottenere un materiale da costruzione simile al cemento ma molto più elastico e leggero[10]. Questo è un altro gravoso problema per l’impero Du Pont che nel 1937 aveva brevettato un procedimento per la fabbricazione di materiali plastici dal petrolio ! Come risolverlo ?


William Randolph Hearst
Una mano gliela diede la campagna mediatica disinformante del più grande magnate del giornalismo statunitense: William Randolph Hearst. Attraverso i suoi numerosi giornali divulgò notizie false in merito alla cosiddetta Marijuana. Lo stesso termine Marijuana fu una sua invenzione letteraria. Adottò dal dialetto di Sonora, località messicana famosa oggi come ieri per l’esportazione di droghe, una parola allora sconosciuta e la usò come strumento di propaganda terroristica psicologica. Fa certamente più paura avere a che fare con una sostanza che non si conosce rispetto ad una nota.
Menzogne, che rasentavano il razzismo, diffamavano intere popolazioni come i messicani colpevoli secondo Hernst di essere solamente dei pigri fumatori di erba, o che mettevano in relazione le violenze sessuali nei confronti delle donne bianche da parte dei negri all’uso della droga.


Harry Aslinger
L’altra mano fu di un certo Harry Aslinger, il fortunato nipote di Andrew Mellon, (Andrew W. Mellon , pare fosse lo zio della moglie di Aslinger, secondo wikipedia inglese) quello della banca che nel frattempo è stato eletto anche Segretario del Tesoro, che usò gli articoli diffamanti di Hernst davanti al Congresso degli Stati Uniti d’America. Aslinger era a capo del Federal Bureau of Narcotics and Dangerous, l’Ufficio Federale Narcotici, e il risultato fu la famosissima Marijuana Act Tax!
La prima legge che proibiva dopo oltre diecimila anni l’uso e la coltivazione della canapa.
Risolto anche questo!


Annuncio pubblico distribuito dal 1935 dal Federal Bureau of Narcotics

Per la Du Pont, e tutti gli investitori dell’epoca che puntavano esclusivamente sul petrolio, la Marijuana Act Tax fu una vera e propria manna dal cielo : tolse dai piedi una scomoda pianta dai mille usi e lasciò all’oro nero la strada sgombra.
Ma soprattutto chi ne ha beneficiato di più è stata la lungimirante banca Mellon. Lungimirante perché oggi la Mellon Financial Corporation[11] ha capitali in centinaia di aziende e/o multinazionali legate al petrolio e all’energia come la Chevron Texaco, Exxon, Mobil, Occidental Petroleum, Teco Energy, Total Fina, Ford, General Electric, oppure all’ editoria come l’International Paper, The New York Times, Reader’s Digest Association, ecc.
Quindi tornando al discorso iniziale, le motivazioni erano e sono tuttora molto valide!
Tutti felici e contenti…gli industriali, molto meno quelle persone che da anni “combattono” per rivalutare la canapa rendendole finalmente giustizia dopo decenni di proibizionismo. Uno stop che penalizza non solo noi costringendoci ad utilizzare i derivati del petrolio, ma soprattutto la nostra Terra che ne paga le conseguenze in termini ambientali.
Provate ad immaginare cosa sarebbe successo se quel giorno, i magnati della Du Pont e le sorelle del petrolio, supervisionati da mamma Mellon, avessero deciso per lo sviluppo della canapa invece del petrolio.
 

“All’interno della sala ovale a Pittsburg, li ho visti mentre sorseggiando alcol di ottima qualità in barba al proibizionismo ipotecavano il futuro dell’intero pianeta. La decisione non era certo facile: il grasso e puzzolente petrolio che pochi potevano estrarre oppure la verde e profumata canapa che tutti erano in grado di coltivare? Il dilemma è stato risolto con un voto plebiscitario: dodici voti su tredici indicavano la canapa!”.
Poi purtroppo è suonata la sveglia…

Marcello Pamio, tratto da Nexus ed. italiana nr. 39 (luglio-agosto 2002)



Cose che non sai sulla canapa - Matteo Gracis

[1] «The Dragon of Eden, speculation on the Origin of Human Intelligence». Carl Sagan, ed. Paperback 1977
[2] «Scientific American»
[3] Londra, GW Pharmaceuticals
[4] Ministero della Sanità canadese
[5] Trasmissione «Report» del 16 febbraio 2002
[6] «Chimica e mineralogia», società editrice Internazionale
[7] «Le Società segrete e il loro potere nel XX Secolo» di Jan van Helsing, edizioni Andromeda
[8] «Chimica e Mineralogia» 1959 – Materia ed Energia, 1963 edizioni Vallecchi
[9] «Storia della Chimica», 1946 edizioni Chiantore
[10] www.studentibicocca.it
[11] Osservatorio delle transnazionali www.transnational.org


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