Descrizione

La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

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martedì 18 febbraio 2020

Chi tocca il Signoraggio muore, Arrigo Molinari avvocato ed ex questore di Genova, aveva citato in giudizio Bankitalia e BCE per la truffa del Signoraggio !


Una vecchia storia conosciuta ma dimenticata, questione assai strana che chi arriva ad avere a che fare con il signoraggio muoia, la lista è assai lunga, da Abramo Lincoln in avanti, o magari anche prima, quando Gesù Cristo rovesciò i tavoli dei cambiavalute e li cacciò con i mercanti dal tempio....

Personaggio interessante, racconta di avere anche salvato il festival di Sanremo nel 1959. Volevano portare via anche il Festival di Sanremo ... Chissà che fine hanno fatto i due ricorsi che fece contro la BCE e  Bankitalia 

Il signoraggio, la sovranità monetaria perduta, il mezzo per la schiavizzazione dell'umanità è l'origine di tutti i mali per questo non è da dimenticare. 



Aveva l’udienza il 5 ottobre 2005, ma viene ucciso a coltellate il 27 settembre !!!
Della serie: chi tocca il Signoraggio muore…

Signoraggio bancario : molte persone non sono neanche a conoscenza del problema, altre, poche, hanno provato ad opporsi senza, però, ottenere ciò che si erano prefissati, per una ragione o per un’altra.



Arrigo Molinari
Arrigo Molinari, nato ad Acri nel 1932, si laurea in Giurisprudenza nel 1953 a Napoli. Nello stesso anno vince il concorso di vicecommissario aggiunto di Polizia. Nel corso degli anni, presta servizio alla questura di Imperia, al commissariato di Sanremo e alla questura di Genova. Dirige pure diverse scuole di Polizia. Da avvocato, Molinari si dedica ad un fenomeno, nella provincia di Imperia, di anatocismo bancario, riuscendo a far indagare sei ex direttori di un istituto di credito. La sua battaglia più grande, però, inizia a ridosso dell’anno duemila e lo vede citare in giudizio Bankitalia per la truffa del Signoraggio. 

La settimana precedente all'omicidio, proprio da una sua denuncia, erano stati rinviati a giudizio 6 tra ex direttori e direttori di istituti bancari della Riviera di Ponente con l'accusa di usura.

Macrolibrarsi

Legale chiede i danni alla Banca d’Italia
4 settembre 2005

La Banca d'Italia è stata citata a giudizio per danni, presso il tribunale di Imperia, con provvedimento d'urgenza ex art. 700
«per non aver svolto un' adeguata forma di vigilanza sulla Banca di Roma, - sostiene nel ricorso l’ex questore e oggi avvocato Arrigo Molinari - in quanto sua socia, in un precedente procedimento giudiziario».
L'udienza di discussione del ricorso, presentato da Molinari, è stata fissata per il prossimo 5 ottobre. La vicenda ha avuto inizio da una causa per anatocismo, la richiesta di interessi sugli interessi, che l'avvocato Molinari aveva presentato nel 2000 contro l'istituto di credito romano, a difesa della defunta moglie Maria Teresa Pallavicino e del padre di lei. Molinari aveva chiesto un risarcimento, non ancora quantificato, contro la capitalizzazione trimestrale degli interessi dal 1934 a fine anni novanta.

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«La mia ultima battaglia contro l’euro»
28 settembre 2005

La settimana scorsa «il Giornale» aveva intervistato Arrigo Molinari, in occasione dell'udienza presso il tribunale civile su due ricorsi da lui presentati contro Banca d'Italia e Banca centrale europea. Ecco la testimonianza che stava per essere pubblicata 

Dica la verità, avvocato Molinari: anche lei ce l'ha con Fazio. Infierisce.

«Neanche per sogno. Io ce l'ho con la Banca d'Italia e con i suoi soci voraci banchieri privati».
Cos'hanno fatto di così terribile ?
«Hanno divorato l'istituto centrale di Palazzo Koch, rendendolo non più arbitro e non più ente di diritto pubblico. Con un'anomalia tutta italiana».
Ai danni dei risparmiatori.
«...che adesso devono sapere esattamente come stanno le cose».
Ci aiuti a capire.
«Sta tutto scritto nei miei due ricorsi, riuniti ex articolo 700 del codice di procedura civile, contro la Banca d'Italia e la Banca centrale europea per la cosiddetta truffa del “Signoraggio“, consentita alle stesse fin dal 1992».
Ricordiamo chi era, allora, il ministro del Tesoro.
«Era un ministro sottile che ha permesso agli istituti di credito privati di impadronirsi del loro arbitro Bankitalia, e quindi di battere moneta e di prestarla allo Stato stesso con tasso di sconto a favore delle banche private».
Il “Signoraggio“ è questo ?
«Il reddito da “Signoraggio“ a soggetti privati si fonda su una norma statutaria privata di una società di capitali, e quindi su un atto inidoneo e inefficace per la generalità, per cui i magistrati aditi dei tribunali di Genova, Savona e Imperia non troveranno alcun ostacolo derivante da un atto di legge. L'inesistenza di una disciplina normativa consente di accogliere i tre ricorsi senza problema di gerarchia di fonti».
Le conseguenze del “Signoraggio“ ?
«Rovinose per i cittadini, che si sono sempre fidati delle banche e di chi le doveva controllare».
Tutta colpa delle banche ?
«Sarò più chiaro, la materia è complessa. Dunque: le banche centrali e quindi la Banca d'Italia, venuta meno la convertibilità in oro e la riserva aurea, non sono più proprietarie della moneta che emettono e su cui illecitamente e senza una normativa che glielo consente percepiscono interessi grazie al tasso di sconto, prestandolo al Tesoro».
Non si comportano bene...
«Per niente ! Ora i cittadini risparmiatori sono costretti a far ricorso al tribunale per farsi restituire urgentemente il reddito da “Signoraggio“ alla collettività, a seguito dell'esproprio da parte delle banche private italiane che, con un colpo di mano, grazie a un sottile ministro che ha molte e gravi responsabilità, si sono impadronite della Banca d'Italia battendo poi moneta e togliendo la sovranità monetaria allo Stato che, inerte, dal 1992 a oggi ha consentito questa assurdità».
Un bel problema, non c'è che dire.
«Infatti. Ma voglio essere ancora più chiaro. L'emissione della moneta, attraverso il prestito, poteva ritenersi legittima quando la moneta era concepita come titolo di credito rappresentativo della Riserva e per ciò stesso convertibile in oro, a richiesta del portatore della banconota».
Poi, invece...
«Poi, cioè una volta abolita la convertibilità e la stessa Riserva anche nelle transazioni delle Banche centrali avvenuta con la fine degli accordi di Bretton Woods del 15 agosto 1971, la Banca di emissione cessa di essere proprietaria della moneta in quanto titolare della Riserva aurea».
Lei sostiene che Bankitalia si prende diritti che non può avere.
«Appunto. Prima Bankitalia, nella sua qualità di società commerciale, fino all'introduzione dell'euro in via esclusiva e successivamente a tale evento, quale promanazione nazionale della Banca centrale europea, si arroga arbitrariamente e illegalmente il diritto di percepire il reddito monetario derivante dalla differenza tra il valore nominale della moneta in circolazione, detratti i costi di produzione, in luogo dello Stato e dei cittadini italiani».
Un assurdo tutto italiano, secondo lei.
«Certamente. Sembra un assurdo, ma purtroppo è una realtà. L'euro, però, è dei cittadini italiani ed europei, e non, come sta avvenendo in Italia, della banca centrale e dei suoi soci banchieri privati».
Quasi tutto chiaro. Ma che si fa adesso?
«Farà tutto il tribunale. Dovrà chiarire se esiste una norma nazionale e/o comunitaria che consente alla Banca centrale europea, di cui le singole banche nazionali dei Paesi membri sono divenute articolazioni, di emettere denaro prestandolo e/o addebitandolo alla collettività. L'emissione va distinta dal prestito di denaro: la prima ha finalità di conio, il secondo presuppone la qualità di proprietario del bene, oggetto del prestito».
Lei, professore, ha fiducia?
«Certo. La magistratura dovrà dire basta!».

«Il sistema delle banche tradisce i risparmiatori»

28 settembre 2005

Ne aveva fatto una battaglia di principio e di sostanza: per Arrigo Molinari, nella veste di avvocato patrocinatore delle cause dei cittadini deboli contro i poteri forti, quella contro la Banca d’Italia e il suo governatore Antonio Fazio era diventata una sorta di sfida da vincere a tutti costi. E l’occasione giusta – come gli piaceva dire – era capitata di recente: per la causa intentata
«nell’interesse degli eredi di Pallavicino Maria Teresa e Pallavicino Carlo che hanno numerosi contenziosi civili incardinati nei tribunali di Genova, Savona e Imperia, relativi a rapporti di conto corrente e di mutuo fondiario con numerosi istituti bancari».
Ci si era dedicato con lo stesso entusiasmo che aveva messo in tanti anni di carriera in polizia. Tanto più che, diceva spesso,
«i risparmiatori sono stati traditi, e bisogna che si prendano la loro rivincita».
Le sue argomentazioni parevano ineccepibili, magari un po’ ardue da decifrare, ma, di questi tempi, sparare sulle istituzioni creditizie private e pubbliche, nazionali ed europee, poteva incontrare solo consensi. Nel mirino, però, più di tutti, la Banca d’Italia,
«un elefante con 8 mila addetti che godono di stipendi da 75mila euro all’anno e il cui capo è di fatto completamente inamovibile. Il vero scandalo è una schiera di dipendenti annidati in un vero e proprio carrozzone».
Molinari aveva affondato il coltello nella piaga, facendo ricorso contro l’istituto centrale e le sue sedi decentrate di Genova, Savona e Imperia, ma accomunando nell’istanza anche la Banca centrale europea. Sosteneva infatti che Palazzo Koch
«aveva privato i ricorrenti della tutela amministrativa prevista dalla normativa vigente in materia di vigilanza sugli istituti di credito, stante il conflitto di interesse che si è venuto a creare tra la Banca d’Italia stessa e gli istituti di credito soci della Banca d’Italia».
In particolare, sottolineava Molinari,
«il dibattito che è scaturito sulla cosiddetta vicenda Fazio non è tanto sulla regolamentazione dei poteri e sulla durata in carica del governatore, quanto una meritoria presa di posizione dello Stato italiano di riappropriarsi di risorse, il cosiddetto reddito di “Signoraggio“, nella quale era stato, seppure in parte, espropriato in favore di soggetti privati. Invero e singolare se non addirittura assolutamente inaccettabile che l’istituto di emissione in uno Stato sovrano sia in primis una società per azioni commerciale, nonché partecipata per la maggioranza assoluta da soggetti privati che nulla hanno a che vedere con le ragioni pubbliche che dovrebbero presidiare ogni determinazione relativa alla Banca centrale».
Ed è questo soprattutto che a Molinari, ormai compreso perfettamente nella parte di paladino dei diritti dei risparmiatori, non andava proprio giù.
«Le banche – insisteva l’ex vicequestore di Genova – sono diventate padrone dell’arbitro».
Seguivano, nel ricorso, espressioni particolarmente pesanti nei confronti del sistema, definito senza mezzi termini «mafioso». E una vera e propria «cosca mafiosa», con tanto di «sicari» e base a Montecarlo, aveva in qualche modo minacciato «i danti causa dei ricorrenti». Per questo si chiedevano
«provvedimenti urgenti in merito alla proprietà della moneta per conseguire il risarcimento del danno da parte della collettività derivante dall’illecita attribuzione del reddito da “Signoraggio“ in favore di soggetti che ab origine e per loro natura non hanno titolo a percepire alcun provento dalla circolazione monetaria».
Nel portare avanti la sua battaglia anti-Fazio, Molinari si era rivolto anche al Giornale, telefonava in redazione quasi quotidianamente, dichiarando di condividere in pieno le argomentazioni sull’argomento pubblicate nelle nostre pagine.
«Bravi. Dobbiamo fare azione comune – insisteva – per far cessare l’ingiustizia».
E la fiducia nella causa non gli era mai venuta meno :
«La Banca d’Italia, nata per essere pubblica, è in mano alle stesse banche che la Banca d’Italia stessa dovrebbe controllare. Il conflitto di interesse è grave. Una mia cliente – spiegava in dettaglio -, vessata e usurata da un gruppo bancario di primaria importanza, radicato in Liguria, con la quale è stata in rapporto con 18 rapporti di conto corrente e con 9 mutui ipotecari, non era affatto tutelata in quanto il gruppo bancario controlla la Banca d’Italia, essendo socia della stessa al 3,96 per cento».
La conclusione era drastica :
«Il sistema va riformato. A cominciare dai poteri del governatore».

Ucciso in casa l’ex questore di Genova

28 settembre 2005

Nel 1967 lavorava a Sanremo. Fu il primo a entrare nella camera del cantautore. Fu per più di 30 anni uno dei capi operativi di Gladio

Andora (Savona). L’ha trovato morto il figlio Carlo, ieri mattina alle 9, nella camera da letto dell’elegante appartamento del complesso turistico Hotel Residence di Andora, nel Savonese : Arrigo Molinari, 73 anni, ex questore, che dopo la pensione aveva ripreso la professione di avvocato, era riverso sul pavimento in un lago di sangue. Sul cadavere, due profonde ferite, al collo e all’addome, entrambe molto probabilmente mortali. Come se l’assassino avesse voluto infierire su quell’uomo anziano, ma ancora prestante. Oscure, in un primo tempo, le cause del delitto e ignoti l’autore o gli autori: si è pensato a ladri scoperti sul fatto, che avrebbero reagito alla difesa dell’ex dirigente di polizia.

La stessa figura dell’ucciso - che nel corso della carriera si era occupato di numerose inchieste delicate, era stato iscritto alla P2, stava conducendo varie cause contro banche e banchieri - poteva portare a esplorare diverse piste. Poi, le indagini hanno imboccato una strada più precisa. E nel pomeriggio è stato interrogato per ore quello che è parso subito un indiziato non secondario: si tratta di Luigi Verri, aiuto cuoco di Toirano. Trasferito nella caserma dei carabinieri di Alassio, Verri, assistito dall’avvocato Fabrizio Vincenzi, si è autodenunciato per furto. L’avrebbe fatto per scagionarsi dall'accusa di omicidio.

L'uomo, che è ferito a una mano, ha ammesso di essersi recato a casa dell'ex questore la notte scorsa, tra le 23.30 e mezzanotte, per derubarlo. Ma una volta entrato avrebbe trovato Molinari già morto sul pavimento della camera da letto «e nell'appartamento c'era la televisione accesa». Preso dal panico, si sarebbe subito dopo allontanato lasciando una serie di tracce di sangue perché nel rompere il vetro della porta-finestra per entrare nell' abitazione si era ferito a una mano. Secondo quanto riferito dal legale, Verri si è reso conto in giornata di poter essere sospettato d’omicidio, e allora, dopo un incontro con l’avvocato Vincenzi, ha deciso di costituirsi. In serata l’uomo è stato fermato. «Riteniamo che il movente del delitto sia la rapina» confermano gli inquirenti. È questa è anche l'ipotesi per cui propende il procuratore capo di Savona Vincenzo Scolastico, che si sta occupando delle indagini. Un’ipotesi confermata anche dal figlio della vittima : 
«Credo sia stato un tentativo di rapina. Non penso che l'omicidio sia riconducibile alla sua attività. Negli ultimi 15 giorni mio padre aveva subito due furti. Ero stato io a rivolgermi ai carabinieri di Andora per la denuncia. In questi due episodi erano stati portati via denaro contante e alcuni assegni».
Proprio a seguito di questi furti, Carlo Molinari aveva deciso di dormire nel complesso turistico e anche l'altra sera, dopo aver salutato il padre intorno alle 22.30, era salito al secondo piano dove ha trascorso la notte.



Lo Stato si INDEBITA con soldi che lui stesso crea .. Le banche creano denaro dal nulla ..Prof. Zibordi

La truffa del Sistema Monetario e Bancario


lunedì 23 settembre 2019

Helmut Kohl: mi sono comportato come un dittatore per entrare nell'euro

Ex cancelliere tedesco Helmut Kohl 
Trovo per caso questo vecchio articolo sul The Telegraph, l'ho trovato interessante per i meccanismi da parte del potere che illustra, d'altra parte da che parte sia l'ex cancelliere era chiaro, una serie di informazioni su "Hennoch Kohn", alias Helmut Kohl le troviamo in L'oscuro passato di Rebbekah Dorothea Kasner alias "Angela Merkel".

Si conferma che la costruzione dell'Europa unita e dell'euro sia stata fatta in modo coercitivo nei confronti dei popoli europei, il risultato è sotto gli occhi di tutti e non è ancora nulla il bello "ha da venì" ,,, 

I limiti quindi erano già ben conosciuti ma visti gli obiettivi finali non c'è da stupirsi, anzi i limiti sono stati cercati e creati appositamente per far nascere il disastro in cui viviamo, oltre a "un'unione monetaria senza un'unione economica e fiscale" quì spiegato, prendo per esempio uno stralcio da wikipedia Euro :
"Fra i paesi che avevano chiesto l'adesione alla moneta unica sin dal suo esordio, la Grecia era l'unica che non rispettava nessuno dei criteri stabiliti; fu comunque ammessa due anni dopo, il 1º gennaio 2001, e l'introduzione fisica della nuova valuta nel paese avvenne contemporaneamente rispetto agli altri undici paesi".
Sapevano benissimo dove mettevano le mani, anzi ce le hanno messe apposta aggravato dallo scandaloso Target2 che è un sistema di pagamento di proprietà dell’Eurosistema, nemmeno un deficiente poteva inventare un disastro del genere a meno di essere in malafede, come è ovvio ... Ulteriori porcherie negli articoli correlati al termine.

Conferma anche con :
"la politica democratica doveva basarsi su convinzioni anziché sul flusso e riflusso delle elezioni"

che quello che decide la popolazione con le elezioni non conta nulla, quindi lui un dittatore, come da programma tutto il resto è una dittatura ... Stati Uniti, Regno Unito ed Unione europea, ora sono dittature - Lezione di Dittature Invisibili

Dimentico sempre che l'Unione Europea è un progetto di Richard Coudenhove-Kalergi e fu fondata dagli USA tramite la CIA, dove Kalergi aveva risaputi contatti, finanziando i leader europeisti. Questo è provato dal ricercatore della Georgetown University, Joshua Paul. Il quale negli "Us national archives" trovò nel 2000 delle carte che provano lo sforzo americano nella progettazione dell'Unione Europea.

E siamo quì ...


Helmut Kohl: mi sono comportato come un dittatore per entrare nell'euro

Helmut Kohl, ex cancelliere tedesco, ha ammesso che si è comportato come un "dittatore" per portare la moneta unica nel paese, altrimenti "avrebbe perso" se avesse tenuto un referendum.

di Jeevan Vasagar, Berlino
9 aprile 2013

In un'intervista condotta per la tesi di dottorato di un giornalista, il cancelliere tedesco più longevo del dopoguerra ha dichiarato che avrebbe perso qualsiasi referendum popolare sull'euro a stragrande maggioranza.
"Sapevo che non avrei mai potuto vincere un referendum in Germania", ha detto. "Avremmo perso un referendum sull'introduzione dell'euro. È abbastanza chiaro. Avrei perso e da sette a tre".
L'intervista è stata condotta da Jens Peter Paul, giornalista tedesco nel 2002, anno in cui il marco tedesco è stato sostituito da banconote e monete in euro, ma è stato pubblicato solo ora.

In esso, Kohl descrive l'adozione dell'euro come emblema del progetto europeo, che secondo lui ha impedito la guerra nel continente. Nato nel 1930, la politica di Kohl fu modellata dalla storia del suo paese negli anni '30 e '40; i suoi ultimi anni al potere si sono concentrati sulla promozione dell'unità europea.

Nell'intervista, ha detto :
"Se un Cancelliere sta cercando di far passare qualcosa, deve essere un uomo di potere. E se è intelligente, sa quando i tempi sono maturi. In un caso - per l'euro - sono stato come un dittatore ... L'euro è sinonimo di Europa. L'Europa, per la prima volta, non ha più guerre".
Kohl ha giustificato il superamento della riluttanza del pubblico tedesco a rinunciare al marco tedesco affermando che la politica democratica doveva basarsi su convinzioni anziché sul flusso e riflusso delle elezioni.
"La vita politica è così: le elezioni vanno avanti e indietro. La democrazia rappresentativa può avere successo solo se uno si siede e dice :"ecco. Mi collegherò"- come ho fatto -"collegherò la mia esistenza a un progetto politico". Quindi hai automaticamente nel tuo gruppo molte persone che dicono: "se fallisce, lo farò anche io".

Kohl, che ha vinto quattro elezioni generali di seguito, aveva intenzione di consegnare il mandato al suo successore nel mezzo del suo ultimo mandato, ma ha cambiato idea a causa dell'incertezza sull'introduzione dell'euro.

Nell'intervista dichiarò che pensava che Wolfgang Schaeuble - che ora è il ministro delle finanze tedesco ma all'epoca era il suo successore consacrato - mancasse dell'autorità politica per gestire il cambiamento.
"Schaeuble è un uomo di grande talento, non c'è dubbio di questo, ma non era una questione per un nuovo arrivato. Doveva essere qualcuno con totale autorità".
L'ex leader tedesco, che ha guidato il paese per 16 anni, ora è confinato su una sedia a rotelle dopo aver subito un ictus in combinazione con una caduta.

Nell'intervista, Kohl ha affermato che gran parte della resistenza in Germania è stata all'idea di un'unione monetaria senza un'unione economica e fiscale. La mancanza di unione fiscale alla base della moneta unica è il cuore dell'attuale crisi del debito in Europa.

Nelle ultime settimane, un nuovo partito euroscettico si è formato in Germania per sfidare l'ortodossia politica secondo cui la più grande economia europea deve rimanere nella zona euro. L'alternativa per la Germania spera di attingere al sostegno del quarto degli elettori tedeschi, che affermano nei sondaggi che prenderebbero in considerazione la possibilità di votare per un partito anti-euro. Il fondatore del partito Bernd Lucke, un economista, sostiene la progressiva dissoluzione dell'euro, con l'uscita immediata dei paesi dell'Europa meridionale.

Fonte   telegraph   wikipedia

Sei libero: di condividere, di copiare, distribuire e trasmettere quest'opera sotto le seguenti condizioni.


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sabato 30 giugno 2018

Una Nazione Fallita e Devastata non può vincere nemmeno a calcio. La mancata partecipazione ai mondiali costerà all'Italia 10 miliardi

Una nazione di piagnoni lamentosi ...

Al solito, inizio gli articoli e se devo incrociarli con altri mi perdo, capita sempre qualcos'altro, ma visto che in questo periodo il pianeta gioca i campionati del mondo e noi ci succhiamo il pollice va benissimo tirarlo fuori, era anche venuto bene. Tanto per cambiare ci perdiamo la faccia e una valanga di soldi, poco male, la faccia e ben di più, l'onore ce lo siamo giocato 70 anni fa, contestualmente la quinta colonna nemica ci ha venduto agli usurai della terra, così per i soldi era assai  prevedibile e ormai ci abbiamo fatto l'abitudine. Già vi vedo, quelli che resteranno, vaccinati, drogati, microchippati, sterilizzati, asessuati, di colore incerto con identità vaga a spaccare le pietre in mesto silenzio, dominati da una super razza, chissà quale ?? ☺ Questo ci hanno detto i grandi pensatori, massoni, del secolo scorso, Huxley, Orwell, Lipperman, Kalergi, ecc ...


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 14 novembre/2017

Quando una cosa è ovvia ed evidente non ci arrivo solo io, ecco perchè spesso uso articoli di altri, li commento e li introduco.
Da decenni non seguo più il calcio, lo sviluppo del campionato del 1984 mi fece rendere conto che era tutta una truffa, ero poi presente all'Heysel a Bruxelles il 29 maggio 1985, la tragica finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, dove finii in mondovisione, 
sono 33 anni che tutti mi vedete negli highlight trasmessi nei telegiornali per la ricorrenza, cosa da guinness dei primati e a sapere chi sono si evince che non mi sono mai tirato indietro nemmeno da più giovane ed è per questo che spesso mi posso permettere in tutta tranquillità e onestà delle uscite un pò pesanti sui comportamenti codardi e traditori della massa.


A quel punto dopo anni di "onorata carriera" decisi che se pur in quegli anni mi fossi divertito come un matto era tempo di andar a fare altro, di tempo ne avevo perso fin troppo, per rimanere in tema e in allenamento andai a giocare a football americano. L'apoteosi della truffa calcistica planetaria fu evidente poi con il mondiale in Corea e Giappone, prima o poi mi deciderò di scrivere un articolo e raccontarla. Certo non sono da meno le olimpiadi, dopo aver seguito completamente quelle in Grecia anni addietro mi era venuto da vomitare ...

Dunque, nemmeno mi ricordavo della doppia sfida con la Svezia dei giorni scorsi per l'accesso alle fasi finali del mondiale in Russia il prossimo anno, il mattino dopo la sconfitta della prima partita sentii il risultato alla radio, e scrissi il seguente post su Facebook :
"Della Serie Perle ai Porci  ...Se non foste così Idioti  Ignoranti  e Codardi  da farvi Fottere € 100.000 Miliardi, Centomila, con il Signoraggio Bancario e Invadere dai Barbari che vi sodomizzeranno come la storia insegna, tra il resto, sicuramente l'Italia parteciperebbe ai Mondiali ...Eheheheh solo queste Cagate capite .... "
Al solito qualche bestia idiota conformista cercò di venirmi addosso, ma la realtà, puoi girarla come vuoi, non cambia ...


Successivamente sentii la seguente intervista dell'allenatore della Ternana, Sandro Pochesci durante la conferenza stampa prima della gara col Novara: "La Svezia ci ha menato!"
"L'Italia ha perso con la Svezia per la troppa paura. Con tutti questi stranieri il calcio italiano sta finendo, una volta eravamo noi italiani che 'menavamo'. La Svezia è come una squadra di Lega Pro, senza tirare in porta si esce dal mondiale. Ora ci menano gli avversari, i settori giovanili sono pieni di stranieri. Non c'è più un italiano che mena, siamo diventati tutti pariolini. Il calcio italiano è finito. Per paura! Non si può giocare così, se io vedo la mia squadra che gioca in questo modo me ne vado. Dobbiamo tutti tirare fuori l'orgoglio italiano, prendere i nostri giocatori dalle serie inferiori e farli giocare al posto degli oriundi. Se non andiamo al Mondiale ci rimettiamo tutti, dai giornalisti agli addetti ai lavori. Perde l'Italia. La Svezia ci ha menato ragazzi. Dobbiamo cambiare le regole, svegliarci. Basta stranieri".
ONTV: Sandro Pochesci sulla Nazionale: "Il calcio italiano è finito


e lo prendevano anche in giro, aveva perfettamente ragione, non solo, la sua dichiarazione limitata nascondeva un malessere ben peggiore cronico e patologico, gli italiani stanno buscando da una vita e da chiunque in mesto silenzio e con le orecchie basse, vediamo un pò se qualcuno ne sapeva qualcosa :

Osservazioni stranamente profetiche di Benito Mussolini :

“Con l’8 settembre si è perduto qualcosa di molto prezioso: che l’Italia faticherà duramente a riconquistare: l’onore nazionale e il rispetto che sino ad ieri essa aveva in tutto il mondo.
Un popolo senza rispetto e senza onore diventa un giocattolo nelle spire degli interessi politici dei vincitori.
Non sarà difficile all’ipocrisia del tradizionalismo britannico trovare dei pretesti con cui mascherare i suoi sentimenti di vendetta e tutto sarà fatto nel nome della democrazia, delle giustizia e della libertà: un paravento dietro il quale si nascondono gli interessi del più sudicio capitalismo, venga questo da Londra o da New York o da Mosca.Il popolo italiano vivrà un periodo amarissimo, che vedrà scardinati e travolti tutti i principi dell’onestà e della morale.. Probabilmente nei paesi vinti si provvederà immediatamente a imporre una così detta costituzione democratica: ne seguiranno liti parlamentari, scandali politici e turpitudini morali senza fine, da cui ci si potrà attendere di tutto eccetto che qualcosa di buono e di costruttivo”.

Stesso tenore per un altro che avete e avete fatto massacrare : 
«Craxi: via noi, il regime violento della finanza vi farà a pezzi» - Bettino Craxi -
Il dilemma, che dilemma poi non è, come mai quelli che ci vedono lungo vengono eliminati e voi ci mettete sempre le zozze mani ??

Il prossimo articolo spiega perfettamente corsi e ricorsi economici e sportivi, correlazioni generalmente non percepite, quello che segue quanto si è perso e come. Giusto per concludere vi siete mai chiesti come mai nei regimi nazionalisti o comunque nei popoli patriottici lo sport è importantissimo e invece in Italia l'educazione fisica nelle scuole è questione oscura, si parlava addirittura di eliminarla  Educazione fisica a scuola? L’Italia è ancora indietro, e se continuiamo così, avvertono i medici, entro il 2020, cioè molto presto, avremo bambini e adolescenti con un grado zero di capacità motorie..

Se poi non è ancora chiaro, la sconfitta di una nazionale è la sconfitta individuale di ogni cittadino, da chi non gioca a chi porta i figli agli allenamenti, chi è scarso, chi eccelle, chi allena, chi semplicemente si limita a fare lo spettatore, in un qualche modo la sua parte la fa anche lui, tutto il sistema paese concorre, dovrebbe concorrere e i migliori lo rappresentano, ma se ce poco da rappresentare il risultato sarà una schifezza ... questo è quanto ...


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Un paese al fallimento non ha squadre di calcio vincenti: dedicato a chi tifa per l’EUropa tedesca (e dunque non si va in Russia, tanto è sotto embargo…)

Nord Corea – Italia 1-0. 19 luglio 1966, Middlesborough Inghilterra

"Personalmente vedo l’uscita dell’Italia dal girone finale dei mondiali di calcio come la Nemesi, la giusta punizione per un paese cantato da Dante quale regno dell’ignavia, mai definizione fu più azzeccata".
13 novembre 2017

C’è una regola abbastanza affidabile: vittorie ricorrenti nello sport arrivano quando un paese funzione, nel caso del calcio quando l’economia “tira” almeno in certi settori in cui il Paese rappresentato eccelle. Questo vale certamente per l’Italia: i 4 mondiali di calcio vinti sono arrivati a seguito di grandi miglioramenti differenziali a livello economico. Anche il mondiale del 1982 in Spagna arrivò a seguito dell’aggancio della ripresa made in USA con Reagan, come quasi sempre accade con i Repubblicani al potere l’Italia trova affinità quanto meno economica con il colosso d’oltreoceano. Stesso discorso vale certamente per i mondiali pre-bellici dove la crescita innescata dalle conquiste fasciste, prima di fare la follia di seguire Hitler (a detta di Churchill, parole sue, furono loro a spingerci nelle braccia di Adolfo, anche qui, soprattutto qui, fino a che non si capiscono come andarono esattamente le cose saremo destinati a finire allo stesso modo, anzi ben peggio, molto peggio, visti i presupposti NdR), avevano dato nuova linfa alla speranza italica di crescita.

La ratio vale anche per il mondiale del 2006, quando l’Italia era il darling europeo degli anglosassoni, con la proficua guerra in Iraq mentre Germania e Francia arrancavano nel Vecchio Continente, incazzate con gli italiani troppo filo USA (ce l’avrebbero fatta pagare 4 anni dopo, ndr). Tutto sommato anche per Italia ’90 si poteva vincere, l’economia italiana pre-Tangentopoli tirava alla grande, si ricordino anche i trionfi sportivi del venerato Moro di Venezia figlio di Montedison, azienda poi svenduta ai francesi per via di una tangente pagata alla magistratura milanese (leggasi, al giudice Curtò e consorte Antonia Di Pietro). Anche in USA 2000 si ebbe molta sfortuna, si poteva vincere sulle ali dell’illusione speranzosa – mal riposta – della scellerata entrata nell’euro.

Oggi l’Italia è letteralmente annichilita dallo schema che la Germania ha imposto attraverso l’euro, un piano per affosssare il più grande alleato USA non anglosassone in Europa. Dunque, mica volete che oggi si vinca un mondiale di calcio? Peggio, l’Italia è prossima al fallimento economico (detto in plain italian), nei piani franco-tedeschi il prossimo anno arriverà la Troika per disporre degli assets nazionali più preziosi, in presenza di una classe politica nazionale NON ELETTA che fa da 4 governi (aggiornamento 4 marzo 2018, 5 cinque governi non eletti NdR) gli interessi stranieri e NON quelli italiani.

Dunque, un paese al collasso, prossimo al fallimento, con l’INPS che deve attingere per oltre 100 mld di euro annui ai bilanci statali per non fallire, con crescita del PIL nulla o quasi, con centinaia di migliaia di disperati che arrivano sulle coste – e bisogna anche mantenerli (la sinistra in realtà dice che costoro saranno il futuro, c’è da crederle, davvero…) -, con le tasse più alte d’Europa per le imprese, un paese così pensate davvero che possa vincere i mondiali? Nemmeno per sogno.

Anzi, la logica direbbe che – per le condizioni economicamente disperate in cui l’Italia è oggi, prossima all’arrivo della troika, NON dovrebbe nemmeno qualificarsi per il girone finale.

Infatti or ora stiamo faticando con la Svezia, vuoto per pieno sarà molto difficile qualificarsi. Ben inteso, da italiano spero di sbagliarmi, ma obiettivamente anche se si dovesse passare il turno con questa squadra non si andrebbe lontano.

Personalmente vedo l’uscita dell’Italia dal girone finale dei mondiali di calcio come la Nemesi, la giusta punizione per un paese cantato da Dante quale regno dell’ignavia, mai definizione fu più azzeccata.

NEL 1966 LA SCONFITTA CON LA COREA FERMO’ L’INVASIONE DEI CALCIATORI STRANIERI IN ITALIA CONCENTRANDOSI SUGLI ITALIANI, PORTANDO IN DOTE IL MONDIALE 15 ANNI DOPO. OGGI CHE FARA’ L’ITALIA? Oggi che anche i giovani italiani scappano…

SPEDIRE WEB

Milan Champions
Ora, precisamente in questo contesto mi piacerebbe sapere se qualcuno che difende a spada tratta questa EUropa della moneta unica ha anche il coraggio di incazzarsi se l’Italia non dovesse qualificarsi per i Mondiali russi. Vado oltre, ad esempio il Milan del Cavaliere vinceva perchè l’economia tirava, perchè il Cavaliere fu un grande condottiero sportivo, perchè c’erano delle nicchie con enorme valore associato che permettevano al calcio italiano di eccellere. Oggi c’è qualcosa o qualcuno che eccelle in Italia? Voi direte, la Ferrari o qualcosa del genere. Vero, ma allora dovreste tifare Olanda visto che la sede è là. Ovvero, le delocalizzazioni imposte da tasse altissime come conseguenza del rigore euroimposto ormai hanno lasciato il deserto economico (e sociale), un paese con bassi stipendi, dormitorio di vecchi, a forte emigrazione di italiani capaci e formati, serbatoio di manodopera a basso costo, con masse consumanti ma non rispamianti in quanto il valore aggiunto deve rimanere per forza oltre Gottardo. E tutto questo per preciso volere eurotedesco…
Io ringrazio particolarmente gli ultimi 4 primi ministri non eletti (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni) per NON aver difeso il paese, avremo qualcuno con cui prendercela.

Sappiate che NON gioirò per l’eventuale mancata qualifica, spero anzi che l’Italia possa farcela. D’ogni modo non tutto il male vien per nuocere: se la mancata qualifica potesse essere utile a farvi capire che l’Italia è davvero nella cacca fino al collo, al contrario di quello che i media cooptati al potere europeo vogliono farvi credere, per tenervi tranquilli, beh, questo sarebbe davvero un ottimo risultato.
Meglio di una vittoria sportiva.

La sconfitta degli azzurri costa all'Italia 
10 miliardi

È il calcolo dei mancati introiti da sponsor, spot televisivi, pubblicità e viaggi per seguire le partite.


 14 novembre/2017

Russia 2018 addio. L'eliminazione degli azzurri battuti dalla Svezia costerà fino a 10 miliardi di euro. A 60 anni dall'ultima mancata qualificazione, questa Caporetto sportiva avrà infatti una serie non indifferente di ricadute economiche per l'Italia.

Un Mondiale di calcio non è, infatti, solo un evento sportivo, ma una sorta di «Expo» per il Paese che vi partecipa. E, in «gioco» ci sono davvero tanti interessi. Certo fare calcoli esatti è difficile ma il calcio mondiale crea un enorme interesse, soprattutto televisivo. Quando c'è il Mondiale l'audience sale e il valore degli spot pubblicitari pure. L'audience tocca punte di 17-20 milioni di spettatori con ricadute milionarie su pubblicità e consumi. Per l'Italia, paese calciofilo per eccellenza, il Mondiale vale oro anche per la valorizzazione delle vendite nazionali all'estero, soprattutto del made in Italy. Fino a comprendere un giro d'affari fatto di viaggi e turismo.

Numeri che si moltiplicano in caso di vittoria. Secondo Coldiretti, infatti, una vittoria mondiale sarebbe vale l'1% del Pil, lo 0,7% per il Financial Times. Qualcosa, dunque, tra i 16 e gli 11 miliardi, considerando che il prodotto interno lordo si aggira sui 1600 miliardi. Certo la vittoria non sembrava tra le opzioni, ma una partecipazione con il passaggio di una parte dei gironi può valere almeno a 10 miliardi.
Un calcolo in cui c'è dentro tutto: sponsor, pubblicità, diritti tv, vendite sportive, mancate scommesse, consumi, viaggi, effetto positivo per la Borsa e i titoli quotati, effetto positivo sul made in Italy all'estero. Insomma il calcio come sport e l'indotto ad esso collegato.
Goldman Sachs ricordò qualche mese fa come, nel luglio del 1982, e in quello del 2006 (il mese dei trionfi calcistici degli Azzurri), Piazza Affari garantì ritorni del 3% mese su mese. E si ebbero conseguenze proprio sul Pil: nel 1983 passò all'1,4% rispetto al +0,75 del 1982. Nel 2007 la crescita fu dell'1,9%. L'anno successivo alla vittoria degli azzurri nel campionato mondiale di calcio del 2006 in Germania, l'economia nazionale era cresciuta in modo sostenuto con un aumento record del 4,1% del Pil a valori correnti. Spiega un analista :
«Guardando alle singole voci che impattano sul Pil  l'effetto Mondiali sulle vendite all'estero avrebbe inciso per circa 2-3 miliardi potenziali. A beneficiarne maggiormente sarebbero stati i prodotti simbolo del Made in Italy nel mondo come i prodotti artistici e culturali, le automobili, cibi, bevande e moda. Quanto alla pubblicità, tra quella televisiva, cartacea e gli sponsor sono in gioco circa 4 miliardi».
Altri 3 miliardi sono da attribuire a mancati consumi interni (nella ristorazione, nel settore media, ad esempio), e a meno scommesse.


Un Mondiale senza Italia peserà anche sulle casse dell'Erario: l'uscita anticipata può valere anche un milione di euro in meno per il Fisco a livello di giocate. Per le stime legate solo al business strettamente sportivo, si parla di almeno 100 milioni di euro. Quello russo, che guarderemo distrattamente da casa, è il Mondiale più ricco di sempre, con un montepremi destinato alle squadre che tocca i 400 milioni di dollari. La FIGC avrebbe infatti potuto incassare un minimo di poco superiore agli 8 milioni di euro (qualificazioni). Arrivare ai quarti avrebbe garantito oltre 15 milioni per salire fino ai 24 milioni riservati alla finalista e ai 32,5 milioni in palio per chi conquista la coppa.

Quanto all'attività commerciale della Federcalcio, è in corso un contratto con Infront per la gestione di marketing e pubblicità legata all'attività delle nazionali con un minimo garantito da 14,2 milioni di euro. A questo andrebbero aggiunti 18,7 milioni della partnership con lo sponsor tecnico Puma che vanno integrati con gli introiti da vendita del materiale tecnico, magliette e gadgets. Sul fronte dei diritti tv, la Rai ha un contratto con la FIGC da 24,7 milioni a stagione che ora è ovviamente a rischio.

Fonte   scenarieconomici    ilgiornale

La morale è sempre quella :
"Chi è causa del suo mal, pianga se stesso"

I problema non sono i politici, Renzie, Di Maio, Junker, i banksters, Rothschild, il clima ... Il vero problema è che mancano gli attributi in mezzo alle gambe ... !!!

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giovedì 24 maggio 2018

I danni del fascismo di Alessandro Mezzano


Amedeo Bordiga, che nel 1921 fu uno dei fondatori del Partito Comunista in Italia, era solito dire che
"il danno peggiore causato dal fascismo era stato ... l'antifascismo"

"L'antifascismo fu il figlio marcio del fascismo" 
Giacomo Noventa - poeta socialista

Rexford Tugwell, l’uomo più di sinistra dell’amministrazione americana, pur collocandosi ideo­logicamente agli antipodi del fascismo, riconosceva che il regime stava ricostruendo l’Italia :
«mate­rialmente e in modo sistematico. Mussolini ha senza dubbio gli stes­si oppositori di Roosevelt, ma con­trolla la stampa e così costoro non possono strillare le loro fandonie tutti i giorni. Governa un paese compatto e disciplinato, anche se con risorse insufficienti. Almeno in superficie, sembra aver com­piuto un enorme progresso. Il fa­scismo è la macchina sociale più scorrevole e netta, la più efficiente che io abbia mai visto. E ne sono in­vidioso». 
Rexford Tugwell -
"... andare verso il Popolo" 
Benito Mussolini -
Questo testo si commenta da solo, ma il suo intento, come al solito, andrà perduto, chi sa, sa ... chi non sa, non saprà mai ...

Un paio di altre cose, tra il resto, ho scoperto per caso imputabili al Duce, la "Moda Italiana", cosa che non sarebbe stata difficile immaginare considerando l'autarchia e il primo festival internazionale di cinema, La "Mostra internazionale d'arte cinematografica" di Venezia.


Un breve ma affascinante collage di testi e documenti che portarono alla Socializzazione. Le loro radici, le decisioni governative durante la RSI, l'appassionata propaganda missionaria di Bombacci, la cinica abrogazione di essa da parte del CLN a danno dei lavoratori non imprenditori. Nell'introduzione l'amaro sarcasmo diretto ai "compagni" che non riescono a capire quello che hanno sotto il naso. Ma i "compagni", nonostante tutto non sufficientemente cresciuti, continuano a distogliere lo sguardo dalla realtà storica preferendo attribuire -come il perfido nanetto dell'Armata Brancaleone II- i guai del popolo, di cui dicon di essere paladini, ad un fascismo che si son costruiti ad hoc mentre la vulgata resistenzial-ciellenistica impedisce loro di realizzare quanto il fascismo sia stato determinante nella introduzione delle masse alla vita nazionale e sociale e quanto avrebbe potuto lasciare di più se non ne fosse stato impedito dai meri calcoli concorrenziali e di bottega dei social-comunisti.


Per le edizioni “All’insegna del Veltro” di Parma, è uscito nel 2006, il saggio  "I Danni del Fascismo" di Alessandro Mezzano, autore del mensile "La Fiamma", credo sospesa. 
Potrete scaricare il libro in formato PDF, i link all'interno non funzionano più, altrimenti potete acquistarlo su amazon in forma cartacea; a seguire indice, dedica e premessa.

Mi vien da aggiungere un libro scritto da un amico Giuristi e Stato Corporativo. Antonio Esposito

Si tratta di un saggio che descrive e commenta, in modo chiaro e succinto e con riferimento al numero d’ordine ed alla data di promulgazione, le principali Leggi e Riforme realizzate dal Fascismo nell’arco di 22 anni di potere. Sono le Leggi e le riforme che hanno creato lo stato sociale, che hanno attuato le bonifiche, che hanno espropriato il latifondo, che hanno decimato la mafia.

Sono le Leggi che ancora oggi costituiscono il 95% del “Corpus iuris” vigente; segno che finora non si è saputo e potuto fare di meglio. A confutazione di quanto afferma la cultura resistenziale che denigra senza documentazione e si appropria di meriti non suoi, questo libro dimostra quanto il Fascismo sia stato rivoluzionario nelle idee e nella loro attuazione pratica e quanto sia stato determinante per il riscatto sociale dei lavoratori, molto di più di quanto il marxismo ed il capitalismo abbiano mai saputo fare.

È un libro soprattutto per i giovani che questo regime tiene volutamente nell’ignoranza con una scuola reticente che mente per opportunismo. Sarà opera meritoria il divulgarlo (l’edizione non è a scopo di lucro) per aiutare, soprattutto i giovani, a farsi una propria, autonoma, idea su quali furono “i danni” che il Fascismo portò all’Italia, senza dover attingere alle idee surgelate che il supermercato dell’informazione antifascista propina da sessanta anni con la pretesa di mantenere ingessata una “storia” del Fascismo scritta il 26 Aprile 1945 all’ombra dei carri armati e delle baionette “alleate”.

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Indice:
Premessa; 
I Parchi nazionali; 
Tutela del lavoro Donne e Fanciulli; 
Assistenza ospedaliera per i poveri; 
Assicurazione invalidità e vecchiaia; 
Riforma della scuola; 
Acquedotto pugliese, del Monferrato, del Perugino, del Nisseno e del Velletrano; 
Riduzione dell'orario di lavoro a otto ore giornaliere; 
Opera Balilla e colonie alpine e montane per i ragazzi; 
Opera Nazionale Dopolavoro; 
Sviluppo delle centrali idroelettriche ed elettrificazione della rete ferroviaria; 
Istituzione della Reale Accademia d'Italia; 
Bonifiche dell'Agro Pontino, dell'Emilia, della Bassa Padana, di Coltano, della Maremma toscana, del Sele, della Sardegna e colonizzazione del latifondo siciliano; 
Attribuzione della facoltà d'indagine alla polizia tributaria; 
Opera Nazionale Maternità ed Infanzia; 
Assistenza agli illeggittimi, abbandonati od esposti; 
La Carta del Lavoro; 
Esenzioni tributarie per le famiglie numerose; 
Rete stradale ed autostradale, ferrovie e porti; 
Creazione delle aree industriali; 
Patti Lateranensi; 
Leggi sull'assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali e legge istitutiva dell'INAIL; 
Istituzione del Libretto di lavoro; 
Legge istitutiva dell'INPS; 
Riduzione del'orario di lavoro a 40 ore settimanali; 
Legge istitutiva dell'ECA; 
Assegni familiari; 
Casse rurali ed artigiane; 
Legge istitutiva dell'Istituto Autonomo Case Popolari; 
Riforma dei codici e rinnovamento legislativo; 
Legge urbanistica; 
Legge istitutiva dell'assistenza sanitaria gratuita, INAM; Socializzazione delle imprese; 
Lotta alla mafia; 
Conclusioni; 
Ringraziamenti.

(E non è nemmeno esaustivo NdR ...)
Logo NaturPlus

Dedico questo libro a Glauco Bianchi. Glauco Bianchi è un ragazzo di Mestre che nel 1945 aveva diciassette anni e mezzo ed è rimasto fermo a quell’età perché nell’Aprile di quell’anno è morto. E’ morto combattendo durante un attacco dei partigiani alla sua caserma della Guardia Nazionale Repubblicana. Era l’ultimo rimasto vivo alla fine di quella battaglia sostenuta da lui e dai suoi camerati per non arrendersi, per non togliersi la camicia nera, per non ammainare la bandiera della Patria e degli Ideali! Glauco Bianchi, rimasto senza munizioni, ha preferito la morte alla resa; ha preferito spegnere la vita, che alla sua età urla la volontà d’essere, ha rinunciato ad un futuro che gli spettava, per testimoniare una FEDE che rappresentava il suo universo e senza la quale la vita, a diciassette anni e mezzo, gli è parsa povera e vuota…! Glauco Bianchi non ha, naturalmente, ricevuto medaglie né citazioni, né ricordo ufficiale; credo anzi che al di fuori di me e di quattro o cinque persone, nessuno oggi sappia che egli sia esistito. Glauco Bianchi ha avuto solamente il dolore orgoglioso e pieno d’amore di sua madre e della mia che la conobbe in quegli anni e ne divenne amica.. Che le poche pagine di questo libro lo ricordino, in ringraziamento del tanto che mi ha insegnato e del tanto che mi ha lasciato in eredità spirituale pur senza conoscermi.
Alessandro Mezzano


Premessa
Questo non è, né vuole essere, un libro come gli altri; non è un romanzo, non è un saggio, non è un libro di storia, non è un'analisi politica. Non è nemmeno un vero libro; a parte la mole modesta, eventualmente lo si può considerare un "libro bianco" nel senso che vuole essere solamente l'esposizione ragionata delle cose che il Fascismo ha realizzato, nel breve arco di ventitré anni dei quali cinque di guerra e due (1929 e 1930) di una spaventosa crisi economica mondiale e quindi non ideali per varare riforme strutturali importanti. Un'esposizione semplice e lineare, priva di enfasi retorica, con un minimo di dati, un minimo di cronistoria ed un accenno alle conseguenze che tali realizzazioni hanno determinato, spesso in modo permanente, nella società Italiana.

È dunque, l'esposizione di una verità oggettiva, determinata e controllabile. Come quasi tutte le cose che si fanno, anche questo libro nasce da un'esigenza pratica, anzi da una motivazione così pressante e consistente da sottoporre chi scrive alla fatica della ricerca, della selezione e del riordino di dati e notizie e della stesura del testo. Sono cinquantotto anni che tutti gli antifascisti, con e se  portato agli Italiani, ma si limitano, i meno acrimoniosi e pregiudiziali, a riconoscere genericamente che : "..qualcosina di buono è stato fatto..". Ebbene noi vogliamo solamente evidenziare come quel qualcosina sia in realtà molto, anzi moltissimo di più di quanto la storiografia ufficiale riconosca e vogliamo fornire ai camerati, ai giovani che non sanno ed ai Cittadini in buona fede, un qualcosa di concreto sia per ampliare le proprie conoscenze personali e farsi un'opinione autonoma e non drogata dalla propaganda, che per sapere fondatamente ribattere ai soliti denigratori in "servizio permanente" in occasione di eventuali discussioni o dibattiti. Vogliamo dimostrare come la gran parte dell'impianto delle Leggi sociali e civili sulle quali ancora oggi si fonda la vita di tutti i lavoratori ed i cittadini Italiani, sia stato costruito durante il ventennio, dal Fascismo, per la precisa volontà di Benito Mussolini. Vogliamo evidenziare come in Italia, le grandi riforme di questo secolo appena trascorso che hanno rivoluzionato in modo significativo e permanente la scuola, l'agricoltura, l'industria, lo sviluppo urbanistico, il mondo del lavoro, il mondo femminile, la giustizia, la società tutta, siano opera della dottrina, della prassi e dell'azione del Fascismo e che le vanterie in questa materia dei comunisti, dei sindacati e della sinistra in genere sono una vera e propria appropriazione indebita causata dal vuoto e dalla sterilità della loro azione sociale….

Per gli increduli, basterebbe rileggere il manifesto che un politicamente angosciato Palmiro Togliatti (con la firma di altri 64 alti esponenti del Partito Comunista Italiano) (Togliatti in camicia nera - Con una Introduzione al “Fascismo rosso”di Carmelo Modica NdR) inviò :".. agli Italiani, alle Camice nere ed ai Fascisti.." nel 1936 per comprendere come l'azione sociale del Fascismo avesse risolto i maggiori problemi degli Italiani ponendo i Comunisti alla disperazione ideologica per la semplice constatazione che i risultati ed il consenso ottenuti dal Fascismo rendevano il comunismo in Italia non solo vinto, ma inutile ! Eccone i passi salienti:
"Al popolo Italiano, ai soldati, alle camice nere, agli ex combattenti e volontari d'Africa: noi abbiamo ragione d'inorgoglirci della nostra storia Patria…….noi Comunisti facciamo nostro il programma Fascista del 1919, che è un programma di pace e di libertà, di difesa degli interessi dei lavoratori. Camicie nere ed ex combattenti e volontari d'Africa, vi chiediamo di lottare uniti per la realizzazione di questo programma…

…..Noi proclamiamo che siamo disposti a combattere insieme a voi, Fascisti della vecchia guardia e giovani Fascisti, per la realizzazione del programma Fascista del 1919 e per ogni rivendicazione che esprima un interesse immediato, particolare o generale dei lavoratori del popolo Italiano. Diamoci una mano, Fascisti e Comunisti, Cattolici e Socialisti, uomini di tutte le opinioni.."
Semmai, l'azione dei sindacati e della sinistra, ha seguito e sviluppato la traccia lasciata dal Fascismo e dalla determinazione di Benito Mussolini, in alcuni casi migliorando ed in altri peggiorando le riforme che, nella sostanza, sono di matrice Fascista. Soprattutto vogliamo che i giovani, cui l'informazione, la scuola e la cultura ufficiali mentono da anni su questo argomento o per falsità o per reticenza o per omissione e comunque senza mai porre a confronto serio la politica sociale del Fascismo con quella dei governi del dopo guerra, possano esercitare il loro spirito critico confrontando i fatti che citeremo con il giudizio globalmente disastroso che l'ufficialità resistenziale e la "Kultura" di sinistra hanno loro fornito, per formarsi loro stessi un personale giudizio basato sui fatti e sui dati oggettivi e controllabili e non sulle chiacchiere! Vogliamo far toccare con mano che quel "qualcosina" ha inciso, ed incide tutt'oggi in modo marcato sulla quotidianità di ciascun Italiano e come ci sia traccia delle riforme e delle Leggi del Fascismo in ogni settore, dalla scuola, alla cultura, al lavoro, all'agricoltura, al sociale, che condizionano positivamente la vita di tutti noi. Vogliamo fornire i dati su cui riflettere per constatare che tutta la politica sociale del Fascismo puntò ininterrottamente verso il riscatto sociale del popolo ponendo l'Uomo come protagonista del mondo del lavoro e come cardine di uno Stato moderno che anteponeva la società umana all'economia e puntava alla partecipazione reale dei Cittadini alla gestione diretta della cosa pubblica. Alla elencazione delle riforme messe in opera dal Fascismo, i detrattori più sprovveduti e superficiali obiettano che esse sono avvenute quasi per un automatismo inevitabile a causa del progredire dei tempi e che quindi il Fascismo sarebbe stato solamente il notaio involontario di tali avvenimenti. A parte la pochezza di una tesi indimostrabile che, come tale, evidenzia la malafede ed il pregiudizio di un tentativo poco intelligente di negare l'evidenza, basterebbe la mole, l'importanza e la brevità dei tempi occorsi alle riforme per dimostrare che queste sono avvenute non a caso, ma per la ferma volontà di Benito Mussolini e di tutto il Fascismo, stante anche la loro perfetta coerenza con la dottrina del Partito Nazionale Fascista! In altri Paesi tali riforme sono avvenute non sempre, spesso non tutte e mai in un così breve arco di tempo ! Se mai è documentabile da scritti, dichiarazioni ed atti di personaggi di primo piano della politica, della religione della letteratura e dell'arte mondiali come, in quegli anni, il mondo ci osservasse, ci invidiasse e ci copiasse….
Alcuni giudizi per tutti: 
"Il Duce è uno statista di primissimo ordine, completamente disinteressato" 
Mahatma Gandhi  -

Il gran Mufti di Gerusalemme proclama ( 1938) Mussolini "difensore dell'Islam" e gli consegna la simbolica spada dell'Islam.
"..sono certo che per causa sua e delle idee che lui ha, il marxismo sarà un giorno battuto e definitivamente rovinato.." 
Vladimir Ulianov, detto Lenin  - 
"..con la morte di Mussolini, scompare un grande uomo politico cui si deve rimproverare di non aver messo al muro i propri avversari politici.." 
Josip Vissarianovich detto Stalin -
"..così finirono i ventuno anni della dittatura di Mussolini in Italia durante i quali egli aveva salvato il popolo Italiano dal Bolscevismo per portarlo in una posizione in Europa quale l'Italia non aveva mai avuto prima.."
Wiston Churcill -
"..Mussolini è il grande legislatore dei nostri tempi. Le leggi del Duce e dei suoi fedeli sono una pietra miliare nell'evoluzione mondiale.." 
Antony Eden - fautore delle sanzioni 
 "..sono rimasta davvero ammirata dal modo come (Mussolini) concepisce e risolve i maggiori problemi del giorno.." 
E. Delano Roosvelt -
"..sappiate amare questo vostro meraviglioso fratello che protegge il vostro avvenire.. pensate che per l'Italia egli è tutto.." 
- R. Kiplyng - agli Italiani
"..il popolo aderisce a Mussolini perché lo considera indispensabile.." 
George Bernard Shaw -
" non credo che in Europa vi siano uomini eccezionali come Mussolini.." 
Stanley Baldwin - primo ministro Britannico
"..il bene che Mussolini ha fatto all'Italia è, malgrado tutto, incommensurabile.." 
Claude Ferrère - Accademico di Francia 
"..se dovessi sintetizzare il mio pensiero col minor numero di parole non troverei che queste: Mussolini è unico.." 
Richard Strauss -
"..non credo che alcuno abbia per Mussolini una venerazione maggiore della mia.."
 - Igor Strawinsky - 
"..Mussolini è la più grande figura della nostra età e probabilmente dominerà il XX° secolo.." 
H.S. Harmswort - Lord Rothermere

Ma, al di là delle opinioni, seppure suffragate da prove, lasciamo la parola ai fatti: Quello precedente è un elenco, frammentario ed incompleto, ma significativo, delle principali Leggi, riforme ed opere che furono realizzate dal Fascismo e che cambiarono il volto della società Italiana ottenendo al regime ed a Benito Mussolini quel consenso popolare quasi totale che oggi la cultura e la storiografia ufficiali si affannano a disconoscere o comunque a sminuire, ma che chiunque ha vissuto quei tempi e non è in malafede, conosce bene e non può negare! Di proposito, i commenti e le opinioni sono ridotte al minimo indispensabile per facilitare la comprensione dei precedenti e dell'ambientazione, mentre si è cercato di lasciare lo spazio maggiore alla sostanza ed alla concretezza dei provvedimenti in modo che ciascuno sia libero di farsi una personale opinione e di trarre le proprie conclusioni in modo autonomo, in base alla propria capacità di giudizio critico.

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