Descrizione

La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

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giovedì 9 luglio 2020

Il fantasma della pandemia - I conflitti d'interesse dietro i vaccini - Documentario completo



Documentario di una decina di anni fa, non credo proprio che nulla sia cambiato, anzi certamente hanno ampliato e perfezionato il sistema di cooptazione e corruzione, inventato qualche "nuova" malattia, aumentato i già abnormi conflitti di interesse, terrorizzato qualche miliardo di persone, ops siamo nell'era della farsa della "pandemia" covid-19, "rubato" qualche miliardo alle nazioni, creato una confusione e una ignoranza senza fine e così ci avviciniamo al dominio globale della "Pharma Dittatura".

Noterete che la “falsa pandemia” dell'influenza A H1n1 sembra il campo di prova per la farsa della "pandemia" covid-19 o magari andata male la prima, buona la seconda, ma personalmente credo che si siano scoperti troppo e quindi esiste una se pur vaga e lontana possibilità, dipende esclusivamente da noi, che si siano bruciati, per chi ancor possiede almeno un paio di neuroni che non giocano a flipper è evidente che hanno montato una giostra criminale a spese dell'umanità ...

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L'inchiesta della Tv Svizzera RSI


Il fantasma della pandemia

Servizio televisivo di informazione realizzato da Serena Tinari e Isabelle Moncada, mandato in onda nel 2010 da Falò della rete svizzera RSI La1 (Radiotelevisione Svizzera di lingua Italiana).


Il fantasma della pandemia
25 febbraio 2010

Pandemia suina, uno spettro che nei mesi scorsi ha preoccupato il mondo intero. L’onda ora sembra passata. Dietro di sé ha lasciato un numero ridotto di vittime e una valanga d’interrogativi. Il Consiglio d’urgenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che si è riunito proprio ieri a Ginevra, ha ammonito che è ancora troppo presto per affermare che il picco dell’influenza A H1n1 è stato superato. Tuttavia è un fatto che le previsioni dei catastrofisti non si sono realizzate: il pianeta l'ha vissuta come una comune Influenza.

Gli Stati hanno però acquistato milioni di dosi di vaccino pandemico, rimaste per lo più inutilizzate. L'hanno fatto su indicazione dell'OMS. Al Consiglio d'Europa di Strasburgo, la Commissione Sanità ha accusato l'OMS di avere creato una “falsa pandemia”, che ha trasformato una comune influenza in un business miliardario diffondendo paura nella popolazione e nei governi di tutto il mondo che, per prepararsi e difendersi da quella che sembrava una imminente emergenza sanitaria, hanno speso un patrimonio.

Il Consiglio d'Europa vuole sapere se l'OMS si è fatta condizionare dall'industria farmaceutica, che grazie alla pandemia ha registrato incassi record. L'inchiesta di Falò ha raccolto le voci dei protagonisti internazionali di questa controversia e ripercorre le tracce di un anno di pandemia in Svizzera. Ci sono avanzati disinfettanti, mascherine e undici milioni di dosi di vaccino che nessuno ha voluto. Le abbiamo pagate 70 milioni di franchi. Inoltre la puntata propone un reportage dal villaggio messicano dove sembra essersi innescato il contagio e un altro contributo per capire in che modo questo virus sia entrato nella nostra catena alimentare.

Ospiti in studio il dottor Franco Denti presidente dell’ordine dei medici TI, Enos Bernasconi, vice primario malattie infettive al Civico di Lugano, e il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini.

Fonte   rsi


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martedì 6 novembre 2018

OVERCAST - esperimenti climatici in cielo. Documentario Scie chimiche e Geoingegneria completo



Approfondita indagine, pluripremiata, autorevolmente documentata del 2014,  sull'inquinamento del cielo e in conseguenza del pianeta e di noi stessi, argomento "stranamente" ancora controverso perchè esistono ormai dei dati incontrovertibili sul fenomeno ma ovviamente viene negato dalle istituzioni e dalla propaganda dei media e dai soliti presunti "esperti", che facilmente ne sono la causa, al loro servizio che le appoggiano.

Tempo fa non era certo un argomento che mi appassionava, anzi, poi ricercando come al solito mi capitò per caso di trovare centinaia di brevetti depositati, "spargimento di aerosol nell'aria", per esempio, il più datato mi pare fosse del 1917, in seguito una serie di trattati internazionali, documentazione pubblica dei primi esperimenti negli USA dove nei giorni seguenti accadevano immancabilmente devastazioni conseguenti, uragani e cose del genere, non devono quindi stupire gli attuali fenomeni climatici estremi a cui assistiamo e ne siamo vittime.

Il controllo climatico determinato dall'uomo non è poi certo una novità, ricordo perfettamente la prima volta che ne sentii parlare da una fonte "autorevole", "Topolino" il giornalino, agli inizi degli anni '70, in un episodio raccontavano di rilascio di ghiaccio secco da un aereo ed è esattamente quello che si può fare; una mia fidanzata, per altro molto scettica, ultimamente mi ricordò di come i contadini allontanassero i temporali con lo schioppo ...
Basta poi cercare, in Cina evitarono le piogge durante le ultime olimpiadi e qualche tempo fa stanziarono 300 milioni di dollari, invece, per far piovere in certe zone per l'agricoltura; ricordo un articolo di giornale tedesco dove illustravano un evento in Germania, chissà quant'altro ... 


Non mi pare invece che sia per nulla percepito che il fine del fenomeno della geoingegneria sia preciso identico a quello della rapina dell'emissione monetaria, il signoraggio, cioè la schiavitù dell'umanità perpetrati dalle medesime entità, me ne resi conto leggendo un articolo tempo fa, parecchio esaustivo, non ne faceva espressamente nota ma l'obiettivo si materializzava  inequivocabilmente da solo, appena riesco lo recupero e lo pubblico. Per altri versi ma molto simili mi ricorda anche la vicenda vaccini, qualsiasi disgusto ha la medesima provenienza : cupola > banche > élite > multinazionali > big pharma ... sempre gli stessi. Anche se lo sanno tutti ufficialmente non lo ammetteranno mai, nel documentario vedrete un debunker specializzato sostenere la stessa cosa del Direttore dell'Istituto di Biometeorologia del CNR di Firenze Antonio Raschi :
«la teoria delle scie chimiche sia un qualche cosa che distrae molto dal vero problema, che è l’emissione dei gas serra».
Quindi si può desumere che sia una linea guida determinata dal Tavistock Institute per depistare, come non sapessimo del "Climategate", di qualche anno fa, centinaia di mega di mail tra scienziati, hackerate, dove si scambiavano consigli su come alterare i dati delle temperature per inventarsi il riscaldamento globale e truffarci ancora una volta, chiaramente tutto fu insabbiato e poca memoria delle masse ....
Vediamo il documentario, al termine tutti i contatti possibili ...

    

Un film di Matthias Hancke

SINTESI
OVERCAST è un documentario innovativo su un fenomeno che molti di noi riterrebbero normale: le scie degli aerei che si allargano fino a diventare nuvole, coprendo il cielo e bloccando l’irradiazione solare. Per alcune persone tuttavia, queste scie costituiscono il più grande crimine ambientale nella storia dell’umanità.

Basandosi sulle prime idee elaborate nel 1974, gli scienziati hanno sviluppato la tecnologia base necessaria per il controllo climatico. Degli aerei sarebbero impiegati per disperdere ingenti quantità di prodotti chimici nocivi in atmosfera al fine di riflettere la luce solare nello spazio. Le commissioni parlamentari degli Stati Uniti, come quelle del Regno Unito, hanno già creato le condizioni legali per implementare questa tecnologia.

D’altronde perché lo avrebbero fatto dato che questa tecnologia nota come geoingegneria sarebbe già ampiamente utilizzata da molti anni, senza il consenso pubblico e senza informazione ?
Le scie degli aerei e i cieli imbiancati che vediamo oggi sono il risultato di tale programma di geoingegneria ? Da oltre dieci anni ad oggi, il fenomeno ha dato origine a dure controversie e a una speculazione selvaggia. Attraverso un’indagine impegnativa questo documentario distingue i fatti puramente scientifici dalla semplice speculazione. Gli obiettivi di OVERCAST sono di trovare – una volta per tutte – delle risposte conclusive a uno dei più pressanti interrogativi del nostro tempo.


IL FENOMENO
Nel 2007, quando mi resi conto che le scie di condensa persistevano e formavano nuvole, spesso coprendo il sole, ero molto infastidito. Spesso nei giorni soleggiati le scie degli aerei trasformavano i cieli azzurri in nuvolosi nel giro di poche ore. In qualche modo i cieli limpidi e azzurri stavano diventando un ricordo del passato, i nostri cieli stavano diventando, giorno dopo giorno, sempre più lattiginosi.

Agitato e stupito di fronte a questo fenomeno, ho iniziato una ricerca ed ho trovato siti web in cui si sosteneva che il fenomeno non era dovuto a una regolare formazione di scie di condensa, ma alle scie chimiche. Ero confuso e allibito: scie di jet aerei piene di sostanze chimiche tossiche ci stavano avvelenando ? Era in atto un programma di irrorazione segreto delle forze NATO ?
Le motivazioni per le irrorazioni erano poco chiare e non c’era una prova convincente, solo ipotesi. La maggior parte dei ragionamenti si basavano su speculazioni. Inoltre, molte domande intriganti rimanevano senza risposta. Di fronte a tali domande ho iniziato a cercare della documentazione scientifica di rilievo. Mi sono subito reso conto che le scie chimiche, dal punto di vista della scienza e dei media, erano considerate una bufala, una mera fantasia, o considerate una teoria della cospirazione a cui credevano pochi individui emotivamente instabili. Le argomentazioni degli scienziati sembravano molto plausibili e parevano disinnescare la maggior parte delle speculazioni esistenti con facilità .

Ciononostante, studi scientifici mostravano come il fenomeno delle scie di condensa dei jet aerei stava avendo un sostanziale impatto sul nostro clima, sugli eventi meteorologici, così come sulla riflessione della luce solare, o albedo. Ancora più recentemente, alcuni studi sono giunti alla conclusione che l’impatto sul riscaldamento globale di queste nuvole-cirri artificiali, è maggiore di tutta la CO2 emessa dall’inizio della storia dell’aviazione. (1) Ancora più interessante è il fatto che si stia discutendo, nelle alte sfere della politica mondiale, della diffusione di prodotti chimici in atmosfera tramite aerei, come la miglior opzione per combattere il cambiamento climatico !

E se fosse che questa non sia solo un’ipotetica possibilità, come viene asserito, ma nella realtà sia già stato fatto, e magari perfino per anni ? E se fosse che questa copertura nuvolosa crescente nel mondo sia il risultato del rilascio intenzionale di additivi chimici, così come sempre più gente suppone ? Si tratta di una supposizione troppo assurda per esaminarla ? Bene, certamente non per me.

Avendo una menta aperta, essendo un amante del sole, uno scettico, un individuo attento all’ecologia e amante della natura, ho deciso di approfondire il problema e tutti i risvolti del fenomeno, sia in una prospettiva più ampia che facendo attenzione ai dettagli. Ho iniziato subito a lavorare, determinato a distinguere i fatti reali dalla mera speculazione. Siamo, il mondo è davvero irrorato ?
Matthias Hancke | Regista

(1) Burkhard U., / Kärcher B., 2011: Global radiative forcing from contrail cirrus. Nature Climate Change, 1, 54-58.

OVERCAST   trailer film sulle scie chimiche

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SINOSSI
Stanco di tutte le speculazioni non provate che circondano il fenomeno, l’intrepido regista si accinge a cercare una risposta: il fenomeno dei cirri artificiali prodotti dalle scie degli aerei fa parte di un programma intenzionale di irrorazione o è semplicemente il prodotto dell’incremento del traffico aereo ?
Il regista è determinato a trovare una prova solida e inconfutabile e tale sforzo costituisce il motivo ricorrente del film e il suo elemento caratterizzante: è il cercare in se stesso che viene utilizzato come elemento fondamentale per creare e tenere alta la suspence.

La videocamera cerca di catturare i momenti inaspettati della ricerca, momenti che rispecchiano l’odissea emozionale che il principale protagonista ha attraversato: tensioni, dubbi, delusioni, ma anche euforia e sollievo sono ritratti nel modo più nudo e crudo possibile. Gli elementi della trama più importanti sono l’organizzazione, la preparazione e la conduzione delle indagini sulle scie di condensa, il volo attraverso i cirri artificiali, le successive analisi dei campioni d’aria, la conferenza stampa, così come le difficoltà che il protagonista incontra.

Aspetti diversi, ma correlati dell’argomento offrono passaggi intermedi, conducendoci da un livello all’altro, con il protagonista che ci guida attraverso la nebbiolina, letteralmente vorticosa, che avvolge questo intreccio, presumibilmente un’operazione segreta.
La ricerca di elementi reali sull’impatto del fenomeno sul nostro tempo meteorologico e sul nostro ecosistema, sull’aumento del traffico aereo, così come sulla modifica intenzionale del nostro clima, porta il protagonista faccia a faccia con alcuni dei maggiori scienziati mondiali in materia.

Il film offre allo spettatore scene suggestive e immagini che, sebbene di impatto visivo, mirano a rappresentare il fenomeno in tutta la sua ampiezza.
Overcast permette di sviluppare riflessioni, e mette lo spettatore in grado di valutare gli elementi scientifici durante tutto il film. Le sequenze esclusive, con la tecnica deltime lapse, costituiscono gli elementi stilistici preferiti nel film.

OVERCAST è una pellicola controversa che, mentre racconta la tensione che c’è tra convinzione e scetticismo, allo stesso tempo tenta di superarla.

IL CONTESTO
Le previsioni del tempo sulla Tv svizzera del 2 settembre dicevano quanto segue :
“Giovedì in prima mattinata banchi locali di nebbia, poi di nuovo soleggiato da tutte le parti con alcuni alto cirri. Temperatura massima di 20-23 gradi Celsius”. (1)
In verità i previsti alti cirri erano effettivamente cirri realizzati dall’uomo tramite la diffusione di scie di aerei che coprivano tutto il cielo. Il fenomeno delle nuvole create dall’uomo per mezzo delle scie degli aerei ha iniziato a manifestarsi principalmente a partire dagli anni Quaranta. Seargant Yinger citato in un giornale chiamato News il 7 marzo 1944, scriveva che :
"le scie hanno frequentemente la tendenza a creare una completa copertura e a causare pioggia. In Idaho ho visto scie formatesi con un cielo completamente limpido e 4 ore più tardi risultava una copertura completa". (2)
Peter M. Kuhn scrisse in uno studio scientifico nel 1970 :
“Un aspetto dell’inquinamento nell’atmosfera è la generazione di scie. La trasformazione delle scie emesse dai jet in ampie distese di cirri è una veduta familiare.” (3)
Ma appena dopo la metà degli anni ’90 – quando le scie persistenti divennero un serio problema scientifico (4) – il fenomeno inizio a manifestarsi in modo massiccio prima negli Stati Uniti e Canada, poi gradualmente nel resto dei paesi della NATO, e adesso in quasi in tutto il mondo.


Le prime voci che dicevano che la manifestazione del fenomeno era dovuta in massima parte al rilascio intenzionale di agenti chimici in atmosfera, principalmente alluminio e bario, allo scopo di raffreddare la terra e di controllare il clima, erano voci basate sulla storia della geoingegneria. L’Aeronautica militare mise in discredito queste voci come bufale di internet :
“Una bufala che circola dal 1996 accusa l’Aeronautica militare di essere coinvolta nello spargimento di misteriose sostanze sulla popolazione degli Stati Uniti e mostrano vari apparecchi dell’Aeronautica militare che “rilasciano spray” o generano inusuali disegni fatti di scie di condensa. (…) L’Aeronautica militare non sta conducendo nessun esperimento o programma di modifica del meteo e non ha in ponte un piano per il futuro. La bufala delle “scie chimiche” è stata indagata e confutata da accreditate e affermate università, organizzazioni scientifiche, e dalle maggiori pubblicazioni dei media”. (5) 
In realtà i sospetti avanzati da questa teoria non sono stati indagati e dissipati da nessuna organizzazione scientifica, università affermate e accreditata, o da nessuna agenzia o dai principali media, ma sono stati bensì totalmente ridicolizzati e ignorati, perfino dai funzionari dell’ambiente di Svizzera, Germania, Stati Uniti, Canada , Inghilterra e altri paesi che sono stati sopraffatti da richieste di cittadini preoccupati del fenomeno.

Né il Max Planck Institute, che ha condotto estese misurazioni per determinare la composizione chimica dell’inquinamento nell’atmosfera, né il German Air and Space Center, la principale istituzione nel campo della scienza delle scie di condensa, che ha fatto molte analisi di campioni prelevati direttamente dalle scie persistenti, né lo UK Met Office, né la NASA o il NOAA o altro istituto scientifico o università riconosciuta hanno ricercato le sostanze sospette nelle loro analisi. Non c’è indagine scientifica che allontani finora il dubbio che le nuvole artificiali siano intenzionalmente prodotte nei cieli. Inoltre la composizione del carburante JP8 dei jet militari è tuttora un segreto e non viene consegnato per essere sottoposto ad analisi. Perciò non c’è da sorprendersi che gli scienziati non abbiano trovato ancora alcuna evidenza di questa teoria e che categoricamente escludano qualsiasi possibile programma di irrorazione. I funzionari dell’ambiente che in questo caso fanno riferimento alle menzionate istituzioni scientifiche, dicono ai loro cittadini, senza alcuna giustificazione o prova, che non viene condotto nessun esperimento illegale. (6)

Affermati scienziati spiegano che queste nubi create dall’uomo sono un fenomeno naturale che si forma con determinate condizioni atmosferiche e che la massiccia manifestazione del fenomeno a partire dalla metà degli anni ’90 è dovuta all’incremento del traffico aereo, cosa che sembra ragionevole. Ma non menzionano che la formazione delle nuvole può essere generata artificialmente immettendo i giusti aerosol. In verità l’idea di modificare il clima attraverso l’immissione di aerosol in atmosfera è al momento ritenuta la migliore opzione per combattere il riscaldamento globale da parte di coloro che sono chiamati a prendere le decisioni. La geoingegneria, l’approccio a modificare il clima su larga scala, è oggi seriamente oggetto di dibattito nella comunità scientifica, nelle commissioni parlamentari di Stati Uniti e Regno Unito e anche nei media. La prova che questo programma sia già attuato non esiste, ma esperimenti sul campo sono già stati condotti. (7) L’implementazione di un tale programma potrebbe essere devastante per l’ambiente e suscita questioni giuridiche, etiche e politico-sociali.

Il fatto è che i nostri cieli sono frequentemente e in larga scala coperti da nubi artificiali causate dal traffico aereo. Un cambiamento della copertura nuvolosa della Terra fatto dall’uomo deve aver un impatto sul tempo meteorologico e sul clima, modificando l’albedo. La NASA afferma che le scie persistenti rilasciate dai jet aumentano il riscaldamento globale. (8) 
Il vapore acqueo, che è alla lunga il gas serra più potente, assai più della CO2, viene direttamente immesso in atmosfera. Il German Air and Space Center ha perfino scoperto che le nuvole generate dall’uomo hanno un maggiore impatto sul riscaldamento globale di tutta la CO2 emessa dall’inizio della storia dell’aviazione. (9) 
Ma il settore dell’aviazione è rimasto fuori dal Protocollo di Kyoto e non è regolato.


Il Daily Mail ha pubblicato un articolo basato su uno studio del MET Office sul telerilevamento dei satelliti, in cui si dichiara che, le scie persistenti emesse dagli aerei possono bloccare la luce solare su una superficie di 20.000 miglia quadrate sopra la Gran Bretagna. La luce del sole può essere perciò ridotta di un 20% nelle regioni interessate da un denso traffico aereo, (10) come ad esempio la Svizzera. La riduzione della luce solare e l’immediata caduta della temperatura possono essere chiaramente percepite all’apparire del fenomeno. La mancanza di luce solare può inoltre rallentare la crescita delle piante e può causare effetti sulla salute, come stati depressivi e la carenza di vitamina D, importante per il rafforzamento del sistema immunitario. Polveri sottili e ossidi di azoto sono composti che possono causare seri effetti sulla salute.

Anche se non stessimo spruzzando, il fenomeno dovrebbe essere comunque considerato un problema serio. Con questo film vogliamo cambiare questa situazione e vogliamo portare la luce dentro l’oscurità fatta di nuvole artificiali.

OVERCAST - esperimenti climatici in cielo

Sono disponibili anche le versioni spagnola, inglese, tedesca e francese.

    vimeo


Note
2 Vapor Trails Bane to Pilots, Former News-Post Photog Says in the The News, Fredericks, MD vom 7. März 1944.
3 Kuhn, Peter M., Airborne Observations of Contrails Effects on the Thermal Radiation Budget, September 1970, in: Schaefer, Vincent J./ Day John A., Peterson Field Guides, Atmosphere. Clouds, Rain, Snow, Storms, 1981.
4 Schumann, Ulrich (2005): Formation, Properties and Climate Effects of Contrails. Comptes Rendus Physique, 6, S. 561 – 565.
5 http://www.af.mil/environment/contrails_chemtrail.asp
6 Deutsches Umweltbundesamt (UBA), Chemtrails: Gefährliche Experimente oder blosse Fiktion?, 2007.
7 Yuri A. Izrael, Field Studies of a Geo-engineering Method of Maintaining a Modern Climate by Aerosol Particles, 2009.
8 NASA Press release, Clouds Caused By Aircraft Exhaust May Warm USClimate, 2004.
9 Burkhard U., / Kärcher B., 2011: Global Radiative Forcing from Contrail Cirrus. Nature Climate Change, 1, 54-58.
10 Jet Contrails Above Britain Can Block Sunshine over 20`000 square miles, in Telegraph.co.uk vom 29. November 2009.

CAST
- Prof. Ken Caldeira (USA) | Geoingegnere di punta e climatologo
- Patrick Minnis (USA) | Esperto di nuvole e scie di condensa al Langley NASA Research Center
- Prof. Ulrich Schumann (D) | Direttore dell’ Atmospheric Institute del German Air and Space Center e importante studioso di scie di condensa
- Prof. Jim Haywood (UK) | Esperto di scie di condensa e scienziato dell’atmosfera presso la University of Exeter, ex dipendente del UK Met Office Prof.
- Joachim Curtius (D) | Esperto di aerosol e coinvolto nel progetto C.L.O.U.D. al CERN di Ginevra
- Prof. Michel Chussodowsky (Canada) | Professore di Economia a Ottawa, direttore del Center for Research on Globalization; ha pubblicato diversi articoli sulla guerra climatica
- Dr. Dietrich Klinghardt (USA/Germany) | Fondatore della Klinghardt Academy (USA), l’Accademia americana della terapia neurale, e direttore medico dell’Istituto di Neurobiologia
- Dr. Bernard Tailliez (F) | Chimico, specialista in chimica inorganica
- Clifford Carnicom (USA) | ricercatore indipendente e pioniere delle scie chimiche
- Russ Tanner (USA) | globalskywatch.com e conduttore di Globalskywatch Radio Show
- Mike Murphy (USA) | Giornalista e regista del documentario “What in the world are they spraying?”, e premiato per il film “Why in the world are they spraying?”
- Bill Vader (Canada) | Ex premier della Colombia Britannica e cittadino preoccupato
- Mick West (USA) | Ridicolizzatore (debunker) del fenomeno scie chimiche
www.contrailscience.com e www.metabunk.org
- Markus Gygax (CH) | Comandante in capo dell’Aeronutica militare della Svizzera
- Rebekka Reichlin (CH) | Addetto stampa del Ministero federale dell’Ambiente della Federazione Svizzera
- Werner Altnickel (D) | Vincitore del Premio per l’energia solare nel 1997, ex attivista di Greenpeace e pioniere delle scie chimiche
- Saskia Messager (F) | Ambientalista francese e membro del comitato direttivo della ACSEIPICA – Francia
- Riccardo Gaurindo (F+I) | Ambientalista francese e membro del comitato direttivo della ACSEIPICA – Francia
- Karsten Smid (D) | Esperto di energia per Greenpeace Germania
- Anonimo (D) | Pilota aereo di linee internazionali
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TROUPE
Regista | Matthias Hancke
Matthias Hancke è nato nel gennaio del 1980 a Brig (Svizzera).
 Ha studiato storia, scienza delle comunicazioni e antropologia focalizzando i suoi studi sulla creazione di filmati presso l’Università di Berna. Dopo questo master ha lavorato al suo primo documentario “Empty Vision?!”. Dal 2009 ha lavorato da professionista al suo secondo film OVERCAST, dopo aver osservato il fenomeno nel febbraio del 2008 e iniziato a svolgere attente ricerche. Nel frattempo ha lavorato con estrema passione e abnegazione alla conclusione del documentario e ha incontrato molti affermati scienziati e esperti del settore, che gli hanno reso un’ampia e differenziata interpretazione del fenomeno. Come lavoro part-time insegna storia e filosofia in una scuola superiore e dà lezioni di tennis. Nel 2010 ha vinto un premio per il suo cortometraggio “Unknown”. Matthias è sposato e padre di due ragazze. Vive a Belp, vicino Berna (Svizzera).
Produttore | Tristan Albrecht
Tristan Albrecht, nato nel 1975, ha studiato Giurisprudenza a Ginevra, per dedicarsi successivamente al mondo del cinema, dove ha lavorato come location manager e assistente legale per una casa di produzione franco svizzera. Nel 2009 ha fondato una sua società di produzione, la Dedal Films. La sua prima produzione è stata un cortometraggio intitolato “Déjà” proiettato al Festival del Cinema di Locarno dove ha ricevuto una nomination per il miglior cortometraggio svizzero. Nel 2007 ha prodotto un suo documentario intitolato “La caravan du sel” che è andato in onda sulla Tv svizzera. Il suo secondo documentario “Faceless”, coprodotto dalla TSR è stato completato l’anno scorso. Attualmente sta lavorando al suo terzo documentario e è stato eletto vice presidente della Valais Films. Tristan è sposato e padre di una ragazzo e di un ragazzo. Vive a Valais, il posto più soleggiato della Svizzera.

Assistente al montaggio | Andreas Arnheiter
Andreas Arnheiter, nato nel 1983, ha studiato alla Scuola del Cinema di Zurigo. Ha lavorato come assistente al montaggio per diversi film. L’anno scorso ha pubblicato “Neuland”, un documentario di successo, nominato il miglio film svizzero del 2014. Dal 2013 ha lavorato al montaggio per la Tv svizzera.


Animazione, correzione del colore e effetti speciali visivi | Nicolas Elsig
Nicolas Elsig, nato nel 1977, è un artista del 3D con oltre 10 anni di esperienza. Inizia a lavorare col 3D nel 2001 presso un laboratorio di computer grafica dell’Istituto federale svizzero di Tecnologia (LIG-EPFL). Ha fatto parte di molti ambiziosi progetti come “Le Miroir” (cortometraggio da Ramon & Pedro, 2010), “Futurfoot” (TSR, 2008), “Nos Archives Secrètes” (TSR, 2006) e la serie TV “10” (Jean-Laurent Chautems, 2010). Nel 2003 ha fondato la società di post-produzione RedWhiteMedia.


Postproduzione Sonoro | Jürg von Allmen
Jürg von Allmen è proprietario della Digiton GmbH e ha lavorato per alcuni dei maggiori film di successo svizzeri.. “More than Honey” e “Neuland” sono due recenti documentari, nei quali ha migliorato il sonoro e ha curato la qualità del suono. Fa anche parte della giuria del SUISA Filmmusic Award ed è docente per la Sony e la Focal.


Musiche | GUSTAV BRACH


TROUPE
Regista | MATTHIAS HANCKE Produttore | TRISTAN ALBRECHT Co-Produttore | MATTHIAS HANCKE Montaggio | MATTHIAS HANCKE Assistante al montaggio | ANDREAS ARNHEITER & TRISTAN ALBRECHT Riprese | TRISTAN ALBRECHT EYER PHILIPP ARMIN NUSSBAUM Riprese aeree | CYRIL NERI & NICOLAS MESPLE Gruista | EYER PHILIPP Animazioni | NICOLAS ELSIG Musiche | GUSTAV BRACH Correzione del colore | DAVID PARDO Postproduzione Sonoro | JÜRG VON ALLMEN Montaggio del sonoro | MARTIN STÄHELI Rumorista | PATRICK STORCK DCP Attrezzature | MARCEL DEREK RAMSAY In collaborazione con: SWISSBOOGIE AND INTERLABOR BELP Finanziato da Kanton Wallis e con il crowdfunding | © DEDAL Films

TECHNICAL INFORMATION
DOC. | 2015 | 80 MIN. | Switzerland | English, German, French, Spanish | Subtitles in English, French, German, Spanish | Shot on Canon 5D Mark II &III | 16:9 | HD | Dolby Surround 5.1 | Blue-Ray Digital

DOC. | 2015 | 80 MIN. | Svizzera | inglese, tedesco, francese, spagnolo | Sottotitoli inglese, tedesco, francese, spagnolo, italiano | Shot on Canon 5D Mark II &III | 16:9 | HD | Dolby Surround 5.1 | Blue-Ray Digital

CONTATTI Indirizzo : DEDAL FILMS Tristan Albrecht Rt. des Rayes 24 CH-3960 Ollon
Telefono : +41 27 456 74 33 +41 77 447 07 20
email : tristan@dedalfilms.com     m.hancke@gmx.ch

Fonte  nogeoingegneria    overcast
MAPPA STAMPA tradotta da NoGeoingegneria

Twitter @Uimpossibile

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martedì 2 ottobre 2018

Francis Gillery : "ho studiato il meccanismo della menzogna di Stato nel caso Lady Diana" di Thierry Meyssan



Articolo datato ma interessante, che una vicenda del genere non si limitasse a un semplice incidente stradale era più che evidente ma ancora oggi a vent'anni dal fatto e a dieci dalla seguente intervista nulla è cambiato della versione ufficiale. L'ipotesi ventilata è più che mai plausibile, l'obiettivo non era Lady Diana ma Dodi Al-Fayed, trafficante d'armi, l'intervista si conclude con :
"Manifestamente, ci sono ancora delle poste in gioco, dieci anni dopo questo dramma"
in verità ancora dopo altri undici anni ulteriori ritorna qualcosa :

L’operazione Khashoggi
Bastava aspettare. Il 2 ottobre 2018 il principe Mohammed Bin Salman fa assassinare nel consolato saudita a Istanbul uno dei nanutengoli del principe al-Waleed Bin Talal, il giornalista Jamal Khashoggi, violando l’articolo 55 della Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari.
Il medico personale di re Abdul Aziz era il nonno di Khashoggi. Il mercante d’armi Adnan Khashoggi, che equipaggiò l’aeronautica militare saudita e poi rifornì per conto del Pentagono l’Iran sciita contro l’Iraq sunnita, era suo zio. Samira Khashoggi, sua zia, è la madre del mercante d’armi Dodi Al-Fayed (eliminato con la compagna, la principessa britannica Lady Diana). Vedremo in seguito la storia completa.


Interessante soprattutto perchè, come vedremo, sono state utilizzate tutte le tecniche possibili in mano al regime, disinformazione, depistaggi, teoria del complotto, manipolazione, omissioni, cover up, omicidi e quel che più rimarcherei, il motivo, la "ragione di stato", quella cosa oscura che quasi tutti non considerano negli eventi che capitano, resta da determinare quale sia nei vari casi lo stato, non certo le repubbliche delle banane con cui è costruito il mondo e i pagliacci di politici che fungono da passacarte, quando non perseguitati, generalmente è un'entità sovranazionale che superficialmente potremo anche chiamare finanza, ma è ben altro, e vedrete che quando considererete i migliaia di miliardi di dollari in gioco, ho visto fare cose indegne per poche decine di migliaia di lire, magari fossero stati euro, e il gusto sadico del potere di vita o di morte sull'umanità forse finalmente vi toglierete dalla testa bacata una volta per tutte quel termine idiota, ideato appositamente, come qui lo chiamano  procedimento di devalorizzazione :
la "Teoria del Complotto" ...
Che in questo caso predominasse la "ragione del 'deep state'" fu evidente fin da subito e appunto, perchè lo fu immediatamente da, da pensare che fossero in qualche modo preparati ...

A seguire la recensione dei due film e del libro in questione, film datati difficili da trovare, l'unico posto dove ho rintracciato il secondo, più completo, sicuramente interessante è amazon Inghilterra edizione Istituto Luce sottotitolato italiano 8 sterline, come da immagine allegata più avanti.



Francis Gillery : "ho studiato il meccanismo della 

menzogna di Stato nel caso Diana"
29 agosto 2007

Scrittore e regista, Francis Gillery conduce da svariati anni un’inchiesta sul caso della Principessa Diana, o piuttosto sul modo in cui la ragione di Stato ha imposto una versione ufficiale e soffocato ogni contestazione a proposito della morte del suo amante, l’armatore Dodi Al-Fayed. In occasione della coraggiosa diffusione del suo film "Diana e i fantasmi dell’Alma" attraverso France 3, egli risponde alle domande di Thierry Meyssan.

Diana et les fantômes de l'Alma - extrait -

Inserire sottotitoli in italiano dalle impostazioni

Voltaire : Nella notte tra il 30 ed il 31 agosto 1997, una Mercedes si scontrava contro un pilastro del tunnel del ponte dell’Alma, uccidendo l’autista della limousine (Henry Paul), i due passeggeri (l’armatore Dodi Al-Fayed e la sua amante la principessa Diana), e ferendo gravemente la guardia del corpo Trevor Rees-Jones). Le autorità hanno riassunto l’avvenimento come un banale fatto di cronaca: un incidente d’auto provocato da un autista brillo. Pertanto, dieci anni più tardi, i fans della principessa hanno sempre l’impressione che si nasconda qualcosa e la ripresa dell’ inchiesta da parte britannica non ha chiarito le numerose questioni in sospeso. Il solo testimone del dramma, Trevor Rees-Jones, che avrebbe potuto fare un po’ di luce, resta muto assicurando di essere diventato amnesico. Secondo voi, c’è un segreto in questa storia ?

Francis Gillery : La morte di Dodi Al- Fayed non sarebbe mai stata tanto mediatizzata se Diana non fosse stata nella sua macchina. E’ un caso che avrebbe potuto restare nell’ombra e su cui le autorità francesi sono state costrette al silenzio.

In modo ricorrente, esistono dei "segreti di Stato" in cui le trattazioni di ogni tipo - parlo in modo generale - non devono essere rese pubbliche ed obbligano lo Stato a fare delle concessioni. All’occorrenza, la posizione francese ha certamente permesso di regolare dei problemi di tipo commerciale che avevano delle conseguenze per la Francia. Si è scelto il silenzio per risolvere questi problemi.

Voltaire : c’era qualcosa da negoziare ?

Francis Gillery : Penso di si. Ma non ho sviluppato questo aspetto nel mio libro, né nel mio documentario, poiché non volevo entrare in ipotesi e speculazioni. (Volevo) giusto portare il lettore ed il telespettatore ad interrogarsi su una storia e sulla maniera in cui è stata costruita.

Voltaire : Da molto tempo, già nei Paesi anglosassoni, e da cinque anni in Francia, le autorità hanno imparato a svalorizzare ogni interrogativo sulle loro dichiarazioni, qualificandoli come "teorie del complotto". Precisamente, non si è denunciata una "teoria del complotto" tra le persone che dubitano della versione ufficiale della morte della principessa Diana ?

Francis Gillery : E’ questo procedimento di devalorizzazione che mi ha interessato. Mentre ogni inchiesta scientifica deve avere un contraddittorio, ogni persona che contesta la versione iniziale è tacciata d’infamia. E’ questo meccanismo di divieto di pensare, di disinformazione, che è il soggetto del mio studio, di cui la questione Diana non è che un caso.

Qui si hanno immediatamente due versioni distinte: una ufficiale, che è l’incidente autostradale; ed una dissidente di Mohammed Al-Fayed, il padre del morto. Egli parla di "complotto", ma non nel senso in cui lo si intende di seguito. Egli non entra nel dettaglio, ma lascia pensare che ne era stato avvertito in anticipo. Le sue dichiarazioni suggeriscono che questo complotto si estende al mondo degli affari, dei suoi affari. Attraverso uno slittamento di vocabolario, il dibattito si è complicato passando dal complotto criminale alla "teoria del complotto", ovvero ad un tentativo irrazionale di spiegare l’ordine ed il disordine del mondo attraverso un attore occulto. Da allora, le persone ragionevoli si allontanano dalla discussione.

Voltaire : Un altro modo di svalorizzare è l’accusa di antisemitismo: Lei contesta la versione ufficiale, allora Lei è un revisionista ?

Francis Gillery : Si è cercato varie volte di farmi prendere questa china, specie quando alcune personalità mi hanno suggerito, senza alcun elemento, la pista del Mossad. E’ un grande classico della manipolazione.

Voltaire : la conclusione provvisoria dei Suoi lavori è che non si tratta di un incidente, ma di un crimine, e che il bersaglio non era la principessa Diana, ma il suo amante, l’armatore Dodi-Al-Fayed. Non è molto di tendenza.

Francis Gillery : E’ almeno la prova che il mio modo di procedere non è interessato. La focalizzazione sul personaggio pubblico di Diana ha scartato ogni riflessione su gli Al-Fayed. Non si è mai investigato in questa direzione. I poliziotti ed i media non ne hanno mai parlato. Principalmente perché nessuno ha fatto il suo lavoro. I poliziotti hanno ricostruito un incidente stradale e i giornalisti hanno riprodotto questa versione. Si è venduta molta carta stampata, ma non si è trattato nulla, al contrario, si è ottenebrata la questione.

Per essere giusti, bisogna riconoscere che qualcuno ha agito con professionalità, ma la sua voce è stata ricoperta dal chiasso : Cito per esempio Peter Hounam del Sunday Times, che, dal 1998, ha sollevato l’attenzione sulla pista Dodi.

Qui l’eccezione conferma la regola. Dall’inizio il branco dei media ha accettato la versione dell’incidente stradale: Nessuno si è mai interessato alla causa del decesso. Così non si sa di cosa Dodi-Al Fayed è morto. Nessuna autopsia è stata praticata. E perché la si doveva fare, dato che si era già persuasi che si trattava di un incidente d’auto ?

Questo meccanismo della versione iniziale che erge a certezza e che viene eretta a dogma, si riproduce di caso in caso, quando è in ballo la ragione di Stato. Dobbiamo studiarlo e comprenderlo. L’affare Diana è un caso da scuola: è perché lei è morta che si è potuto occultare il resto e le vere poste in gioco. Ma è anche perché era implicata lei, che, dieci anni dopo, non ci si soddisfa delle menzogne ufficiali ed è ancora possibile parlarne.


Voltaire : Il recente rapporto di 800 pagine di Lord Stevens non chiude la polemica ?

Francis Gillery : No. Del resto Lord Stevens ha avuto la prudenza di precisare che si trattava di un rapporto preliminare anche se non aveva previsto di dare un rapporto conclusivo. Si tratta solo di una vasta sequela (di argomenti) che si applica per eludere le questioni principali. A cominciare da questa: Dodi Al- Fayed non era a passeggio a Parigi, ma si recava ad un appuntamento preciso per concludere un certo contratto.

Solo e senza mezzi sono arrivato a riunire una quantità d’informazioni: Non posso credere che Scotland Yard, con una decina d’investigatori a tempo pieno e mezzi considerevoli, non le abbia trovate in più di tre anni di ricerche. Ma piuttosto che approfondire queste informazioni, Lord Stevens le ha insabbiate.

L'entrata alla Galleria dell'Alma,

luogo in cui è avvenuto l'incidente

fatale il 31 agosto 1997
Per esempio, nel mio primo film, Lady died, avevo evocato le confidenze del fotografo James Andanson allo scrittore Frederic Dard. Andanson confidava d’esser stato presente con la sua Fiat Uno nel tunnel dell’Alma. Poiché Andanson è stato trovato morto in circostanze misteriose ed anche Frederic Dard è morto, in seguito, una commissione rogatoria è stata aperta per ascoltare la sua vedova e sua figlia che avevano assistito alla conversazione. Sono state ascoltate separatamente per ore e poi confrontate. Poiché mantenevano la loro versione, sono state "cucinate" fino a fargli dire che si erano alzate durante il pasto per servire le pietanze, che avevano capito male la conversazione, forse, e dunque la loro testimonianza non poteva essere considerata valida. Questo malgrado i Dard avessero dei camerieri che assicuravano il servizio a tavola.

Lord Stevens ha sistematicamente scartato gli elementi che lo infastidivano ed ha ignorato quelli che non riusciva a scartare. Così si è stabilito che il conducente ha perso il controllo del veicolo, ma non perché l’ha perso. Era importante analizzare l’impianto elettrico ed il computer di bordo. Il rapporto Stevens assicura che è tutto troppo in pessimo stato per poter essere analizzato da un esperto. Ciò, non è, evidentemente, credibile per la scatola.

Voltaire : Nei giorni che hanno seguito l’incidente, ho incontrato un responsabile dello spionaggio francese che ha ricordato davanti a me l’inchiesta parallela dei servizi del Primo ministro sul modo di operare degli assassini. Queste investigazioni sono comprese nel dossier giudiziario ?

Francis Gillery : capisco di cosa parla. Ebbene no, questa inchiesta è restata segreta : del resto, non è la sola. Oltre alla squadra criminale responsabile legalmente di questo affare, la squadra anti-terrorismo ha condotto l’inchiesta fuori procedura. Ma anche in questo caso non si sa nulla dei risultati cui è giunta.

Voltaire : Si obietta spesso che casi come questi sono impossibili, poiché per realizzarli e farli passare sotto silenzio, implicherebbero un gran numero di complici, dunque un gran rischio di essere sventati. Alcuni investigatori sono ritornati sulle loro affermazioni iniziali?

Francis Gillery : la maggior parte dei funzionari che ha lavorato su questa storia, non ne conosce che dei frammenti. Ma per parlare, bisogna avere una visione d’insieme. E’ tutto.

Quando un superiore vi dice :"Ci regoliamo su questo", non si arriva più in là. Tutti vogliono riuscire a fare qualcosa, nell’interesse del servizio, nell’interesse dello Stato. Nessuno svelerà stati d’animo anni dopo. Nessuno si metterà in pericolo, né si isolerà dai suoi colleghi per consegnare una testimonianza che sa essere parziale e poco utile, intanto che rimarrà solo.

Il ministro dell’Interno dell’epoca, Jean Pierre Chevènement, ha forse esitato a parlare. In ogni caso, egli sapeva di certo più di un semplice poliziotto e si è chiaramente dissociato dalla versione che ha contribuito a propagandare, sottolineando che si era fidato unicamente di ciò che i servizi gli avevano detto. Alla fine, non è andato più lontano.

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Voltaire : non è necessario fare appello a numerosi funzionari per soffocare un caso. Gli stati hanno generalmente sotto mano qualche collaboratore compiacente per questo, piazzato ai posti giusti. Chi ha diretto l’ inchiesta medico-legale ?

Francis Gillery : Il Dottor Dominique Leconte, e le sue analisi del sangue sono state trattate da un laboratorio esterno. Si tratta dello stesso medico e degli stessi esperti che hanno stabilito che il giudice Bernard Borrel era stato assassinato a Gibuti, un altro affare di Stato, ma che si conosce meglio oggi. Si, si ritrovano gli stessi protagonisti, quando è in gioco la ragione di Stato.

Insisto sul fatto che le analisi del sangue non sono serie, una prima analisi ha mostrato che l’autista, Henry Paul, era ubriaco, ma ha anche mostrato che il suo sangue era saturo di monossido di carbonio: in questo caso non poteva essere il suo sangue che si ha analizzato, poiché con un tale tasso di monossido di carbonio non avrebbe potuto tenersi in piedi, ed ancora meno mettersi al volante di una macchina.

Malgrado ciò si è proceduto ad una contro analisi, qualche giorno dopo, che ha dato gli stessi risultati. Ciò è ancora più ridicolo. Poiché il tasso alcolico sarebbe dovuto variare con il tempo. Per farla, non ci si è sbarazzati dei protocolli : sono gli stessi esperti che hanno proceduto all’analisi e l’hanno fatta quando avevano ancora i campioni precedenti.

Voltaire : In definitiva solo Mohammed Al-Fayed avrebbe potuto giuridicamente stoppare questa mascherata. Perché nemmeno lui l’ha fatto ?

Francis Gillery : Dall’inizio ha ricordato un complotto criminale. Ma svelare gli altarini avrebbe supposto esporre alla luce le sue attività. Ora il commercio delle armi implica la più grande discrezione.

Il suo entourage gli ha consigliato di sviare l’attenzione su Diana. Ha portato causa alla famiglia reale. Si è troppo compromesso in questa versione per poter, oggi, dire la verità.

Voltaire : Al contrario, alcuni rivali di Al-Fayed potevano avere interesse a fare scoppiare la verità per farli uscire allo scoperto. Lei ha incontrato Ashraf Marwan, l’altro grande negoziante d’armi egiziano, prima che non cadesse dal suo balcone il 27 giugno scorso ?

Francis Gillery : No. Ho cercato a lungo di parlargli, ma si è rifiutato. Sapevo che aveva tutte le chiavi del caso. Ho appreso della sua morte leggendo Voltairenet.org. Anche lì ho visto come la macchina mediatica va su di giri: tutti parlavano del suo ruolo noto durante la Guerra dei Sei Giorni, nessuno, salvo voi, notava il suo mestiere: il mercante d’armi.

Voltaire : Visto che le autorità francesi hanno imposto una versione dei fatti, che significa la diffusione del suo documentario critico, da parte di un canale pubblico francese ?

Francis Gillery : Non sono sprovveduto. Non credo che questo accada per caso. Manifestamente, ci sono ancora delle poste in gioco, dieci anni dopo questo dramma.
Fonte   voltairenet   
Tradotto per comedonchisciotte.org da Draculia


I due film e il libro di Francis Gillery


Lady died. Ediz. illustrata
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Se dei fantasmi continuano ad abitare place de l'Alma, è forse perchè dei segreti sepolti nella memoria dei vivi faticano ancora a trovare la via della luce. E se il compito dell'istituzione giudiziaria è quello di ristabilire l'ordine pubblico, tale missione sembra essere stata perfettamente assolta dalla Francia dopo la morte spettacolare della principessa Diana avvenuta a Parigi nella notte fra il 30 e il 31 agosto 1997: un "banale" incidente stradale. È verso le sfere opache dei gruppi di influenza del lusso e del potere che si orienta la presente inchiesta. Essa propone un punto di vista inedito sulla morte di Diana, principessa di Galles, e di Dodi al-Fayed, dirigendo le ricerche verso l'"altro mondo" in cui si muovevano i tragici amanti.
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La spettacolare morte di Lady Diana Spencer a Parigi il 31 agosto 1997 pose fine alla vita e al destino della "principessa dei cuori".
Questo evento, che ha coinvolto una personalità così famosa, ha creato un'enorme ondata di emozioni e un'atmosfera di lutto mondiale, a cui i media francesi hanno contribuito in modo sostanziale.
Ma perché sollecitare a tal punto la compassione e un crescente accumulo di emozioni a scapito delle vere notizie sulla fine dell'ascesa di una personalità con ambizioni personali indiscutibili che hanno disturbato la Corona d'Inghilterra ? Se non la seppellire più velocemente ?
Questo film intende mettere in discussione l'effetto perverso, se non ricercato, consistente nel trattare solo la storia dei fatti in modo da negare un altro livello di realtà ed evitare qualsiasi notizia sull'altro mondo, quella dei ricchi e dei persone al potere. Un mondo che a volte accidentalmente interferisce con le nostre vite quotidiane o la cui irruzione prende la forma di un incidente.
Il film intende anche mostrare come il pubblico in generale sia stato manipolato in questo caso: inizieremo la nostra indagine dagli stessi elementi oggettivi che erano a disposizione dei media in quel momento e che quei media hanno scelto o meno per sostanziare la teoria ufficiale dell'incidente.
Guarderemo indietro, con occhio critico e analitico, a ciò che è stato preso da alcuni per un evento, da altri per un non-evento, e in entrambi i casi a un caso modello di come le notizie, a cui pochi di noi sono stati in grado di ignorare, sono presentati.
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«La sua indagine è densa, accessibile a tutti ed eccitante. Niente a che vedere con un'ennesima accusa ai paparazzi (...) Emozionante».
- Aujourd'hui en Francia -


DIANA E I FANTASMI DELL'ALMA Un film di Francis Gillery - 2006

Locandina Diana et les fantomes de l'Alma
"Il precedente film prodotto da Artline Films, Lady Died (2002), è tornato alla verità ufficiale e al trattamento mediatico dell'incidente automobilistico in cui Lady Di era stata uccisa; un evento sensazionale che ha segnato la fine del ventesimo secolo, e un diversivo ben orchestrato si sarà limitato alle notizie.
Ricordando le linee principali del caso Diana, Requiem for a Princess farà il punto sui recenti sviluppi, raccoglierà gli elementi nascosti in Lady Died e, soprattutto, continuerà l'indagine su una traccia inedita.
È un "cambio di famiglia", una mossa da Windsor a Fayed, un passaggio da Buckingham a Harrods e un passaggio dai tabloid alle gazzette politiche economiche e finanziarie.
Questa indagine svilupperà una visione dello scontro molto diverso da quello controverso della giustizia francese (velocità, alcool) da un lato e quello dell'attacco fomentato dalla famiglia reale d'Inghilterra, perniciosamente alimentato da Mohamed al Fayed (attacco reale) d'altra parte.
La mia ipotesi è meno comune dell'incidente stradale e meno inquietante per la famiglia reale di quella di Fayed.
La comprensibile concentrazione sulla personalità della Principessa del Galles le fece dimenticare che non era sola nella macchina".
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"Questo film accuratamente realizzato (...) si rivela piuttosto ben documentato e quindi sconvolge l'indagine ufficiale che il dubbio ci sta intromettendo. È intelligente ... "
- Télérama -


Segue quello che sembra lo stesso documentario ma con titolo e recensione diversa :
REQUIEM PER UNA PRINCIPESSA Un film di Francis Gillery

Due miliardi e mezzo di telespettatori hanno assistito al suo funerale in televisione. Dieci anni dopo, nonostante due distinte inchieste ufficiali, seguite da vicino da un'enorme copertura giornalistica e televisiva, la causa della morte di Diana, la Principessa del Galles, rimane un mistero completo. 
Non era colpa dei paparazzi, né dell'autista. Non era una questione di velocità o di alcol. Non è stato un "normale incidente stradale", come l'indagine francese ha cercato di dimostrare. Troppe domande rimangono ancora senza risposta.
Perché l'analisi del sangue dell'autista è ovviamente falsa e il campione di sangue reale è ufficialmente perso ? Perché un testimone oculare chiave era indubbiamente spaventato dal silenzio dalle autorità francesi ? Perché l'indagine inglese è iniziata più di sei anni dopo i fatti ? Dove stava andando davvero la Mercedes ? Cosa dovrebbe essere successo dopo ?
Fonti elusive. Disavventure amministrative. Sparizioni di testimoni. Indagini pubbliche tardive. Conclusioni giudiziarie controverse.
L'indagine di Francis Gillery è iniziata in Francia quattro anni fa.
Testimonianze chiave e prove nascoste erano in attesa di essere trovate da un'indagine approfondita.
Ciò che Gillery ha scoperto dà un significato del tutto inaspettato alla tragedia. "Requiem for a Princess" segue un percorso sorprendente da Parigi a Dubai, passando per Londra, Lussemburgo, Vienna, Monaco e Washington. L'indagine coinvolge personaggi principali direttamente coinvolti nel dramma, esperti scientifici e legali e giornalisti di alto livello.

Descrizione del DVD
A dieci anni dalla morte della principessa Diana, un'inchiesta sorprendente che chiama in causa i protagonisti coinvolti nel dramma, gli esperti scientifici, i legali e i giornalisti più importanti. Dietro le quinte, le rivelazioni di prima mano degli agenti della CIA, dei commercianti di armi e dei criminologi ci conducono attraverso la storia mai raccontata della dinastia Al-Fayed.