Descrizione

La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

giovedì 15 novembre 2018

La retromarcia e le contraddizioni di Antonio Raschi, Direttore del CNR sul cambiamento climatico a Porta a Porta - Mazzucco Live

“Una smentita è una notizia data due volte“
- Mario Missiroli - (1886 – 1974) scrittore e giornalista italiano.

Porta a porta - Antonio Raschi sui cambiamenti climatici - 06/11/2018 ...
Il Direttore dell'Istituto di Biometeorologia del CNR di Firenze Antonio Raschi parla dell'aumento delle temperature dei mari e delle 
conseguenze che tale innalzamento comporta a livello meteorologico sull'Italia.

E' successo, saprete, che nella trasmissione citata il protagonista ha affermato che era in atto un "esperimento planetario di cambiamento del clima", apriti cielo, la conferma delle scie chimiche ... Contattato da moltissime persone, di due ho notizia, un realista, certamente etichettato come "complottista" Massimo Mazzucco e da un debunker, almeno vedremo i due approcci e la differenza, ha ovviamente fatto retromarcia sostenendo che lui e i suoi colleghi così chiamano l'inquinamento che sta creando l'effetto serr, pur essendo il  Direttore dell'Istituto di Biometeorologia del CNR non conosce come i suoi colleghi il significato di quello che dicono, dove avranno preso la laurea ? In ogni caso come sempre la vicenda da qualche spunto interessante.

Intanto vediamo il significato di esperimento sulla treccani :
esperiménto (ant. speriménto) s. m. [dal lat. experimentum, der. di experiri: v. esperire].
1. raro. L’atto, il fatto di esperire, di mettere in opera, di ricorrere a: decidere l’e. delle vie legali
 2. Più com., quanto si fa per provare, conoscere, dimostrare le qualità di una persona o di una cosa: fare e. della fede altrui; dare e. delle proprie capacità; tentare un e., fare una prova (di cosa di cui sia incerto l’esito); fare una cosa per e., in via di e., a titolo di prova; è stato un felice e., un e. riuscito. Poco com. con i sign. di saggio: dare e. di sé nel canto; o di prova d’esame, spec. scritto: sottoporre i candidati a un e. di versione.
3. Nel linguaggio scientifico., operazione o sequenza di operazioni con cui si intende riprodurre, simulare e determinare concettualmente un fenomeno, in modo che le sue condizioni siano note e riproducibili (di solito in laboratorio) e quindi la procedura sperimentale risulti ripetibile, al fine di corroborare o smentire un’ipotesi, per lo più sulla scorta di valutazioni quantitative: esperimenti di fisica, di chimica; un e. ad alta quota, a bassa temperatura; gli e. di Mendel; e. mentale, quello eseguito in una situazione immaginaria perché non ottenibile con i mezzi di cui si dispone, ma con parametri e grandezze rigorosamente definiti, per saggiare un principio o una legge scientifici in casi limite o in un nuovo contesto; per l’e. cruciale, v. experimentum crucis. Il termine è talvolta usato come sinon. di esperienza, soprattutto quando acquista il valore di prova di una teoria, di un principio, ecc.
4. In diritto, e. giudiziale, mezzo di prova a cui il giudice ricorre per accertare se un fatto sia o possa essere accaduto in un determinato modo: consiste nella riproduzione, per quanto è possibile, della situazione in cui si afferma o si ritiene essere avvenuto il fatto e nella ripetizione delle modalità di svolgimento del fatto stesso.

Cosa è successo ? Succede che come tutte le menzogne colossali che ci raccontano non stanno in piedi, olocausto, 11 settembre, scie chimiche, ecc., e ci sono così tante persone coinvolte che qualcuno fa una gaffe, si sbaglia, confessa o altro e così devono correre ai ripari, spesso più che ridicoli e si coordinano, ora vediamo come.
Una delle linee guida descritta nel dispaccio della CIA del 1967 dove mettevano in atto la "Teoria della Cospirazione" per chiudere la bocca a chi non credeva alle teorie ufficiali all'indomani dell'uscita del rapporto Garrison sull'assassinio JFK, prima o poi finirò l'articolo, consigliava proprio questo, sostenere che per fare quelle cose sarebbero coinvolte moltissime persone e quindi era impossibile che qualcuno non parlasse, come vedete non è vero ma la forza della propaganda, il silenzio dei media, gli insabbiamenti, la smemoratezza o meglio l'opportunismo delle masse fanno si che tutto venga sempre dimenticato, qualsiasi porcata ("complotto")  è documentata, provata e qualcuno ha detto qualcosa ...

Sostiene anche di aver avuto una intuizione :
«la teoria delle scie chimiche sia un qualche cosa che distrae molto dal vero problema, che è l’emissione dei gas serra».
MA invece sostiene la stessa cosa di un debunker specializzato intervistato in OVERCAST - esperimenti climatici in cielo. Documentario Scie chimiche e Geoingegneria completo, copio pari, pari quanto che ho scritto di la :Quindi si può desumere che sia una linea guida determinata dal Tavistock Institute per depistare, come non sapessimo del "Climategate", di qualche anno fa, centinaia di mega di mail tra scienziati, hackerate, dove si scambiavano consigli su come alterare i dati delle temperature per inventarsi il riscaldamento globale e truffarci ancora una volta, chiaramente tutto fu insabbiato e poca memoria delle masse .... Abbiamo dunque anche chi coordina gli insabbiamenti, il Tavistock Institute.

Altra cosa molto interessante che viene fuori, leggerete il contesto, Mazzucco scopre che quando ci fu il famosissimo alluvione che sommerse Firenze nel 1966 furono condotti esperimenti di “cloud seeding”, cioè di “inseminazione” delle nubi con agenti chimici, nei giorni precedenti. Se voi andate a cercare nei siti americani i primi esperimenti ufficiali di questo tipo, nei giorni successivi sono sempre capitati disastri climatici, tempeste e cose varie, tutta questa storia cosa fa ? Non fa altro, appunto, che confermare che siamo :
"al centro di un esperimento planetario, di cambiamento del clima"
volontario, con scie chimiche e correlati ...


Porta a porta - Antonio Raschi sui cambiamenti climatici  


Sentite cosa dice il CNR - Antonio Raschi - Direttore Istituto Biometeorologia CNR Firenze
"Siamo tanti, al centro di un esperimento planetario, di cambiamento del clima, del quale non sappiamo bene gli effetti sul lungo periodo"
Puntata del 6 Novembre 2018

INCREDIBILE A PORTA A PORTA - Siamo al centro di un esperimento planetario

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Raschi fa dietrofront: sostiene di esser stato frainteso.

"Siamo al centro di un esperimento planetario"

Intervista al Dott. Antonio Raschi, Dir. Istituto di Biometereologia - CNR - 09/11/2018

E’ vero, ha pronunciato il termine “esperimento”, ma in realtà voleva semplicemente dire: scontiamo le conseguenze del surriscaldamento terrestre, al quale contribuiscono le irresponsabili emissioni di gas serra. In altre parole, un “esperimento” miope e autolesionistico.

Massimo Mazzucco
Nella telefonata con Mazzucco – alla quale Raschi si è cortesemente prestato – il climatologo del CNR spiega che l’unico precedente italiano, per un disastro così apocalittico, riguarda l’alluvione dell’Arno del 1966, preceduta da piogge altrettanto anomale.

In proposito, Mazzucco ha scovato una ricerca scientifica ufficiale, da cui risulta che proprio nel fatale 1966 furono condotti esperimenti di “cloud seeding”, cioè di “inseminazione” delle nubi con agenti chimici.

Titolo dello studio, in inglese: “A Biennal Systematic Test of some Newly-Developed Cloud-Seeding Nucleants, under Orographic Conditions”.
Tre ricercatori – Alberto Montefinale, Gianna Petriconi e Henry Papee, spiegano che, dal gennaio del ‘66 al giugno del ‘68, è stato condotto un “test sistematico” di sollecitazione delle nuvole sui Colli Prenestini, a est di Roma.

Obiettivo: provocare l’aumento delle precipitazioni mediante “dispersione di aerosol”, nel cielo. «Su questo non so niente», taglia corto il dirigente del CNR, che preferisce parlare di impatto industriale sul “climate change”.

Esperimento planetario ? Dopo quella frase «forse incauta» pronunciata in televisione, Raschi si schermisce :
«Sto ricevendo complimenti dai complottisti e insulti da chi complottista non è: credetemi, è una situazione infame».
Il dirigente del CNR prova a rettificare : 
«Ci stiamo comportando come delle persone che hanno detto: facciamo un esperimento su noi stessi, inquiniamo l’atmosfera e vediamo che cosa succede. Come se noi, coscientemente, ci fossimo trasformati volontariamente in cavie di un esperimento».
Questo, sostiene Raschi, è il senso che voleva dare alle sue parole. 
«La frase “esperimento planetario” l’ho sentita pronunciare da colleghi in questo senso, non nel senso che qualcuno ci farebbe le scie chimiche».
Sulle “nubi” rilasciate dagli aerei, Raschi dichiara di avere una sua «percezione», ovvero: immagina che
«la teoria delle scie chimiche sia un qualche cosa che distrae molto dal vero problema, che è l’emissione dei gas serra».
Dati ormai accertati, com'è noto : temperature molto al di sopra della media. E’ vero, il bilancio del carbonio a livello globale non è totalmente noto. Ma tutti i gas serra che emettiamo restano nell'atmosfera.

Combustibili fossili, emissioni di metano incrementate dagli allevamenti zootecnici: non si può negare la presenza in atmosfera di questi gas. E fin qui, tutto bene. Ma le scie nel cielo ?

«Per molti, le irrorazioni chimiche sono palesi», sottolinea Mazzucco.
«Ed è chiaro che un’argomentazione valida c’è, a favore delle cosiddette scie chimiche, non essendoci una spiegazione valida per la loro permanenza in quota».
Le strisce nei cieli di oggi, infatti,
«si allargano progressivamente e non spariscono, come invece dovrebbero fare le normali scie di condensa».
Raschi rifiuta categoricamente l’ipotesi dell’irrorazione :
«La ricerca la si fa coi numeri. Possibile che tutte queste persone, che credono che nelle scie chimiche ci sia chissà che cosa, non siano in grado di andare a fare delle misure ? E poi cosa ci sarebbe, nelle scie chimiche ? Quali prodotti ? Bombole di anidride carbonica a bordo degli arei ? Ma no, è una cosa strampalata, campata in aria, letteralmente».
Aggiunge : «Mi cospargerò il capo di cenere e sarò il primo a dire che è vero, ci sono le scie chimiche, quando qualcuno esibirà dei dati, dimostrando di aver effettuato delle analisi».
Il problema però nasce dall'osservazione, insiste Mazzucco :
«è chiaro che viene colta dal dubbio una persona normale quando vede scie di condensa che si dissolvono in 2-3 minuti e altre scie che invece non svaniscono, ma si allargano nel cielo, permangono per tutto il giorno e si fondono ad altre scie analoghe».
Quindi, replica Raschi, «ci sarebbero dei prodotti chimici che causano questo ? E quali sarebbero ?» 
«Appunto, dice Mazzucco, qualcosa di chimico che lo causa ci dev'essere, nel carburante degli aerei».
Ma Raschi scarta l’ipotesi
«Io penso che sia unicamente un fenomeno di fisica dell’atmosfera, afferma, l’idea del complotto è molto divertente, finché non lo si può provare».
Ma lui ce l’ha, una spiegazione per la permanenza di quelle scie ?
«Non sono un fisico, quindi non lo so», dichiara Raschi. «Però – aggiunge – credo che qualsiasi fisico che si occupa della diffusione dei gas in atmosfera sia in grado di dare una spiegazione». E conclude : «Io una spiegazione non la so dare, ma non penso proprio che ci siano delle sostanze chimiche che causano il permanere di queste masse di vapore acqueo».
«Avete capito? Il dottor Raschi – chiosa Mazzucco – è direttore dell’Istituto di biometeorologia del CNR. Ma lui non è un fisico, e quindi non è in grado di spiegare la persistenza delle scie che vediamo quotidianamente nei nostri cieli. O forse la spiegazione la conosce fin troppo bene, ma non è autorizzato a rivelarla».
Raschi cita l’alluvione dell’Arno, ma dichiara di non sapere nulla dei test di avio dispersione condotti in quei mesi, sempre nell'Italia centrale, per aumentare le precipitazioni.



Massimo Mazzucco fa il punto della situazione a Border Nights

MAZZUCCO live - Puntata 22 (Geoingegneria e clima 10-11-2018) BN TV

Scie chimiche, ammissioni, geoingegneria

Come si può pretendere che le istituzioni si decidano a spiegare in modo finalmente convincente un fenomeno palesemente negato, benché sia sotto gli occhi di tutti ?

Così Massimo Mazzucco commenta, in web-streaming su YouTube con Fabio Frabetti di “Border Nights”, l’impacciata retromarcia di Antonio Raschi, direttore dell’istituto di biometeorologia del CNR

Un tempo, commenta Gianfranco Carpeoro sempre in web-streaming con Frabetti, gli addetti ai lavori erano più accorti: non si sarebbero mai lasciati scappare una frase del genere.

La discussione sulle scie chimiche fa cadere le braccia, dice Mazzucco conversando con Frabetti :
«Come si può affrontare seriamente il discorso se siamo ancora al punto in cui si nega l’esistenza del fenomeno ?».
Un muro di gomma : «Impensabile che la storia delle scie possa essere chiarita per via giudiziaria da singoli magistrati».
Cosa sono, in realtà, quelle scie ?
«Non lo sappiamo», ammette Mazzucco. In teoria, «dietro al fenomeno potrebbe esserci di tutto: dalla geoingegneria “buona”, progettata per proteggerci dal surriscaldamento climatico, fino a test per la dispersione di agenti tossici. Nessuno spiega niente, e così le domande si moltiplicano. E il colmo è che il CNR inviti quelli come me a fare analisi chimiche». 
SPEDIRE WEB
Il debunker :

Le mie novità sulle dichiarazioni di Antonio Raschi riguardo “L’ esperimento Climatico” nel corso di Porta a Porta



di Emilio Acunzo
9 novembre 2018 

Le dichiarazioni di Antonio Raschi (Direttore Istituto Biometeorologia CNR Firenze) durante la trasmissione di Bruno Vespa ”Porta a Porta“ riguardo la situazione climatica hanno scatenato i fans delle scie chimiche e di coloro che credono alle armi climatiche usate nei confronti dell’Italia Precisamente ha dichiarato :
«…. Siamo tanti, al centro di un esperimento planetario, di cambiamento del clima, del quale non sappiamo bene gli effetti sul lungo periodo»
Bene siamo sicuri di essere stati in grado di capire ciò che il Raschi ha affermato ? Un esperimento mondiale climatico sull’Italia ? Inteso come uso di armi climatiche da sperimentare su tutto il mondo, ovvero qualcuno che provoca disastri climatici sulla propria casa ? La cosa più elementare per un ricercatore è andare alla fonte, chiedere al Dottor Raschi stesso e io lo fatto.
Qui di sotto lo scambio di email dal quale tutto si svela nella maniera più semplice possibile

Io : Buonasera , scusate il disturbo: Assistendo ad una trasmissione di Porta a Porta dove ha partecipato Il prof. Raschi ho ascoltato una sua frase che è diventata virale sui social nei quali il professare ha parlato di ”Esperimenti climatici anche sull’Italia”. Per evitare speculazioni di complottisti, potrebbe spiegare a noi ignoranti il senso delle sue affermazioni ?

Dottor Raschi : Purtroppo quando non si è abituati a parlare in pubblico si usano espressioni che sono chiare a chi si occupa di ricerca, ma non altrettanto a chi cerca conferme alle proprie teorie prive di qualsiasi prova oggettiva. Le “scie chimiche” o altri complotti sono, diciamo, una “leggenda metropolitana” il cui unico risultato è distrarre l’opinione pubblica dal vero problema : l’emissione di gas serra, di cui tutti siamo corresponsabili, che sta modificando in modo tuttora non prevedibile l’ambiente in cui viviamo. 
Antonio Raschi

Io di nuovo : Non avevo dubbi…a menti aperte, i suoi scritti seguono un giusto rigore scientifico; perciò penso che il modo più semplice per una verità incontestabile sia rivolgersi alla fonte, così come ho fatto. La ringrazio per avermi dedicato un po’ del suo prezioso tempo. 
Cordiali saluti.

Antonio Raschi : Per maggiore chiarezza: quando si parla di esperimento globale si sta facendo ricorso ad una metafora utilizzata spesso in climatologia per spiegare il recente incremento del meccanismo dell’effetto serra terrestre ad opera delle attività umane. Già in un articolo uscito nel 1998 su Science (The greenhouse theory of climate change: a test by an inadvertent global experiment, Science,240/4850, 1998) il climatologo americano V. Ramanathan utilizzava proprio questa metafora per spiegare la teoria dell’effetto serra potenziato in relazione al cambiamento climatico. Si legge nell’articolo :
“Sin dagli albori dell’era industriale, le concentrazioni atmosferiche di diversi gas attivi dal punto di vista radiativo (come i gas a effetto serra) sono aumentate in seguito alle attività umane. Il riscaldamento radiativo derivante da questo inavvertito esperimento ha messo in disequilibrio il sistema climatico rispetto all’energia solare in arrivo”.
Mi riferivo proprio a questa sorta di involontario esperimento che l’umanità sta realizzando in modo all’inizio inconsapevole, poi da qualche decennio consapevolmente: da oltre un secolo, con l’avvento della società industriale basata sull’uso di combustibili fossili, stiamo immettendo in atmosfera grandi quantità di gas ad effetto serra, come l’anidride carbonica, che hanno alterato il bilancio radioattivo terrestre e il sistema climatico con conseguenze che non sono ancora del tutto conosciute. Altre fonti autorevoli in cui viene utilizzata questa metafora : 

NATURE :
"We are able to observe the planetary energy balancing act at work thanks to the unintended experiment which humanity is conducting by adding carbon dioxide to the atmosphere. Since CO2 is a greenhouse gas, we would expect to see the following: increased energy trapping in the troposphere, increased surface temperature in response, and decreased temperature in the stratosphere". 
"Since the dawn of the industrial era, the atmospheric concentrations of several radiatively active gases have been increasing as a result of human activities. The radiative heating from this inadvertent experiment has driven the climate system out of equilibrium with the incoming solar energy ".
"Starting with the Industrial Revolution (or perhaps even earlier), humanity began an unintentional manipulation of the climate of planet Earth, turning up a thermostat we didn’t realize was within our reach. The carbon dioxide pumped into the atmosphere by burning fossil fuels has raised global temperatures, resulting in a host of harmful impacts". 
Insomma, si tratta di una metafora che gli addetti ai lavori conoscono bene. I complottisti non la conoscono. Mi dispiace aver creato tutta questa confusione.
Antonio Raschi

Penso che non ci siano più le ragioni di parlare di Guerre climatiche, Raschi ha parlato di ben altra cosa… Scusate ma essere ricercatore significa fornire alla comunità un maggior numero di informazioni VERE o NO ? Prima di scrivere, vi interrogate su quanto ricercato ? Se le vostre deduzioni sono logiche ? Bastava una semplice Email è avreste avuto maggiori informazioni e magari qualcosa cui imparare. Non pretendo di voler provare che trattasi di Bufale da complottisti scatenati in Catene di Sant’Antonio da social, ma di contribuire ad avere maggiori dettagli cui ragionare , Questo significa fare buona ricerca e distinguersi da chi cerca solo sensazionalismi da buttare in prima pagina alla ricerca di ”Vana Gloria” Il problema non sono le Scie Chimiche, ma ciò che viene irrorato nei nostri cervelli … (appunto, punti di vista, realisti o conformati al linguaggio del regime, prova a mandare una mail a un ladro e chiedigli se è colpevole, ma chiediglielo anche in tribunale, preciso ... ☺NdR) Riflettete e condividete
Ringrazio il Dottor Raschi per aver chiarito e ampliato il nostro magazzino di esperienze scientifiche. (Fake News omologate di regime NdR)

Fonte   treccani   Libreidee   emilioacunzo.
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