Descrizione

In questo blog si vuole commentare ed analizzare l'attualità e la storia ma sopratutto scoprire ed evidenziare le ipocrisie, le falsità ed i soprusi di questo mondo appunto ormai impossibile da vivere.

“La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi”. Honorè de Balzac

Contra factum non valet argumentum”

lunedì 4 settembre 2017

RAPPRESAGLIE PARTIGIANE - Come i partigiani comunisti facevano eliminare i loro alleati scomodi

Il corpo di Eva Macciacchini rinvenuto in un prato presso Lambrate. Milano 17 gennaio 1947
Non è certo una novità che il "mito resistenziale" sia alla resa dei conti un "Incubo Assassino Legalizzato" ma questo particolare risvolto mi mancava nella collezione di crimini contro l'umanità fatta dalla cupola mafiosa bancaria, sionista e dai loro infami mercenari criminali che si innalzano a difensori dei popoli e liberatori ugualitari e i risultati infatti ben si vedono, centinaia di milioni tra morti e assassinati, sette miliardi e mezzo di depredati, usurati e sull'orlo della schiavitù capitalistica, milioni di trasferiti nel cambio forzato dei popoli, non si riesce a capire quanti avvelenati da farmaci scie chimiche e quant'altro si sono inventati, si dobbiamo proprio essere grati ai "valorosi" partigiani, nemmeno al muro li metterei, loro e i loro "prodi" eredi politici, quello è per gli "uomini", loro non lo sono, ma nemmeno bestie, di meno ancora, tutto quello che mi viene in mente non è pubblicabile, no comment.

Tra le Pieghe della Storia
Il fatto è che la verità è una sola, non ci sono favole o leggi che la cambiano men che meno l'ortodossia di partito degli ipnotizzati programmati per essere anche gli assassini di se stessi ...
Poche chiacchiere, menzogne e ipocrisie tutto questo letamaio E' IL NEMICO DELL'UMANITA', punto e infatti quale parte politica è più attiva nel sostenere la mafia delle banche, delle multinazionali e degli organismi sovranazionali criminali ?
Quella che chiamano sinistra ma essendo figlia degli oligarchi di Wall Street e dei sionisti non è altro che la destra più assassina mai prodotta in questo mondo avariato ipnotizzato dalla propaganda di sistema nel bipensiero Orwelliano, il mondo al contrario ...

Il Comunismo e il Nuovo Ordine Mondiale: La frode utopistica di Wall Street - School of Darkness di Bella Dodd

Se non è chiaro, Mussolini e i Fascisti erano Socialisti, Hitler e i Nazional Socialisti lo dice il nome, gli unici di sinistra, Wall Street, Israele i loro figli, nipoti e pronipoti, comunisti, sionisti, democratici, repubblicani e via discorrendo, tutti gli altri in sintesi è destra, poi il gioco delle tre carte e non si capisce più niente, l'invenzione delle paroline magiche che ti tappano la bocca, Fascista, Anti Semita, Negazionista, Revisionista e quelle della propaganda di sistema, Democrazia, Costituzione, Magistratura, Pregiudicato, Elezioni, Liberatori ... e siamo rovinati ...

Vediamo questo gioiellino resistenziale che illumina su quali fatti e valori è stata costruita questa nazione consegnata nel solito bagno di sangue al potere sovranazionale bancario dai loro schiavi...


RAPPRESAGLIE PARTIGIANE

Resti di prodezze partigiane

di Ernest Armstrong
Rappresaglia

Nell’immaginario collettivo creato dal “mito resistenzialista”, all’udire questa parola appare l’immagine di un plotone di tedeschi che fucilano 10 innocenti civili italiani per ogni loro camerata morto.

In realtà la rappresaglia fu attuata da tutti gli eserciti che combatterono nella seconda guerra mondiale, come ricorda anche Gianni Alasia, attuale esponente di Rifondazione Comunista
“Quando il mio amico Heinz Karl M., di Monaco, militare della Wehrmacht, fu fatto prigioniero in Francia, visse momenti tremendi. Vennero fatte decimazioni, e Carlo non capiva il perchè di una cosa così terribile mentre erano inermi prigionieri”[1]
La rappresaglia era ammessa dal Diritto internazionale del tempo di guerra di Ginevra, a patto che ad eseguirla fosse un regolare esercito (in divisa) che fosse stato attaccato da terroristi (non in divisa). Essa poteva avvenire, qualora non si fossero presentati i colpevoli, su prigionieri o su civili, esclusi donne e bambini, colpevoli di aver protetto i terroristi. Sia i terroristi che chiunque avesse ucciso prigionieri, fuori dai casi previsti, alla fine del conflitto doveva essere processato per crimini di guerra. Questo in Italia non accadde. Chi ordinò uccisioni non giustificate dal Diritto Internazionale, se partigiano, fu ricompensato con l’inquadramento tra i graduati nell’Esercito e con titolo alla pensione. (Assassini, criminali comuni celati dietro un finto patriottismo che in verità volevano con il terrore, che effettuarono, instaurare in Italia una repubblica socialista dittatoriale agli ordini di Stalin. NdR)
Storia Occulta
Rudolf Steiner
8 agosto 1944, ore 9 del mattino, a Milano in Piazzale Loreto angolo viale Abruzzi esplode una bomba posta sul sedile di un camioncino tedesco che rifornisce di latte le famiglie. Muoiono nell’esplosione sei bimbi, una donna e due giovani padri. Tredici i feriti gravi, sei di loro moriranno il giorno dopo. Il bilancio finale sarà di 15 morti, 7 feriti gravi e una decina di feriti leggeri. Nessun tedesco muore nell’attentato ma l’efferatezza è tale che il Comando germanico chiede di procedere ad una rappresaglia in misura di uno per uno. Non tutti sono d’accordo. Il prefetto, Piero Barini, si dimette. Mussolini interviene e protesta con violenza. Anche il cardinal Schuster interviene. Malgrado ciò al mattino del 10 agosto in piazzale Loreto un plotone della Muti fucila quindici persone sospettate di aver rapporti con i partigiani e per questo da tempo incarcerate a S. Vittore. Ed ecco che scatta immediatamente la rappresaglia partigiana, infatti lo stesso giorno da parte della Delegazione per la Lombardia del Comando Generale delle Brigate Garibaldi viene impartito l’ordine alle formazioni partigiane di fucilare militari fascisti e tedeschi loro prigionieri nella misura di tre ad uno. 
"Per rispondere agli efferati delitti che i nazifascisti compiono a Milano.....1) Passare per le armi i prigionieri nazifascisti attualmente in vostro possesso;2) Tali esecuzioni devono essere comunicate e popolarizzate segnalando che vengono eseguite come rappresaglia degli eccidi di Milano;3) Se tali eccidi si ripetono le esecuzioni in massa di nazifascisti prigionieri dovranno essere immediatamente eseguite”.
Verranno fucilati 30 prigionieri fascisti e 15 tedeschi, probabilmente dalle Divisioni Ossolane di Cino Moscatelli, in quanto molti di loro erano stati catturati in massa, su alcuni treni , qualche tempo prima, dai partigiani dell’Ossola.Un risvolto drammatico è dato dal fatto che Mussolini ed i gerarchi uccisi a Dongo verranno esposti, il 29 aprile 1945, a Piazzale Loreto per “vendicare la fucilazione di 15 patrioti”.

Purtroppo la prassi di fucilare prigionieri a seguito dell’uccisione di partigiani fu costante in tutte le formazioni.

Un elenco di controrappresaglie eseguite è contenuto in una lettera del 12 ottobre del 1944 della Delegazione Lombardia del Comando Generale delle Brigate Garibaldi. Un’altra lunga serie di rappresaglie partigiane viene effettuata nel Biellese, se ne trova traccia nel libro “La Resistenza nel Biellese” di Poma e Perona. L’ordine di “prendere fascisti” militi o civili da trattenere come ostaggi per scambi di prigionieri, piuttosto che per fucilarli per rappresaglia viene diramato dai vari Comandi. Così il Comando della 3a Divisione Liguria può permettersi di comunicare, il 25 agosto 1944 , che a seguito del
" processo del Tribunale Speciale contro trentun italiani....per ogni fucilazione ordinata dal tribunale, verranno fucilati 2 ostaggi che si trovano in nostre mani”.
Si trattava di funzionari e agenti di PS e ufficiali e militi della GNR. Per la fucilazione di due partigiani avvenuta a Varzi, il Comando della 3a divisione Lombardia “Aliotta” ordina che ciascuna delle brigate dipendenti proceda alla fucilazione di 2 prigionieri, mentre dopo la fucilazione di 5 partigiani sulla piazza di Ivestria, la brigata Baltera risponde fucilando 20 SS tenute come ostaggi.

Anche la prassi di stampare ed affiggere manifesti minacciando le rappresaglie non fu prerogativa delle truppe dell’Asse, infatti si legge in un manifestino bilingue diffuso dalla divisione partigiana Serafino della Val Chisone:
”Soldati tedeschi ....i vostri comandanti erano stati avvertiti che per ciascun nostro caduto avremmo ucciso tre di voi. Oggi informiamo voi stessi della decisione...”.
Ma un manifesto del CLN del Piemonte, del 27 settembre 1944, alza la posta:
"Alle persecuzioni risponderemo con le persecuzioni. Alle rappresaglie con le rappresaglie. Per ogni patriota ucciso cadranno cinque nazifascisti; per ogni villaggio incendiato cinquanta traditori verranno passati per le armi".
E non erano minacce a vuoto. Infatti il 12 dicembre 1944, dopo l’uccisione di Duccio Galimberti, il Comando regionale Militare del Piemonte emana il seguente ordine:
“Passare per le armi cinquanta banditi delle Brigate Nere per vendicare la morte del comandante Tancredi Galimberti”.
La vita di Galimberti valeva dieci volte di più del minacciato.

Ma c’e già chi passa all’escalation e si prepara ad uccidere anche i familiari di tedeschi e fascisti. Così scrivono, il 28-12-44, i “compagni responsabili” a Pietro, commissario politico della 5a zona Cuneese:
"Se i nazifascisti uccidono per rappresaglia dei pacifici cittadini dovremo passare alla controrappresaglia sui fascisti, tedeschi e anche le loro famiglie".
Purtroppo anche stavolta alle intenzioni seguirono i fatti.

Nei libri resistenzialisti delle fucilazioni eseguite per controrappresaglia dai partigiani non si trova che qualche traccia, molto ben mascherata, nè la stampa o la pubblicistica di destra ha mai approfondito questo tema. Cosicchè ancora oggi ci sono ignoti non solo la maggior parte degli episodi, ma anche il numero ed il nome degli uccisi. Che martiri sono, almeno quanto quelli delle Fosse Ardeatine. A questo proposito è emblematico un episodio accaduto in Piemonte, nelle Valli di Lanzo .

Nel gennaio 1994 mentre ristrutturava la sua casa alla periferia di Cantoira, in Alta Valle di Lanzo , Pierino Losero ritrova uno scheletro. Nasce un caso di cronaca di cui si occupano non solo i giornali locali , ma anche La Stampa di Torino. Si fanno vari esami e varie ipotesi : dai resti di un guerriero medioevale ad un caduto della Prima Guerra Mondiale. Finchè una lettera anonima ,spedita a La Stampa, e pubblicata il 18/1/1995 non svela il mistero.
“Le ossa ritrovate un anno fa hanno un nome e cognome: Werner Teschendorff, ufficiale tedesco della Wehrmacht, nato a Dusseldorf nel 1922. La lettera anonima ha dato ragione a chi pensava ad una vittima della lotta di liberazione".
"Nel marzo o aprile del 1944, comincia il primo foglio, mi trovavo distaccato come partigiano GL in una baita sopra Chialamberto, lì ci vennero affidati tre prigionieri tedeschi dal comando garibaldino di Pessinetto. In quei giorni venne catturato dalla milizia repubblicana Battista Gardoncini, che venne poi fucilato a Torino, in piazza Statuto. Di conseguenza al gruppo partigiano del mittente, che ora abita nell'Albese, arrivò l'ordine immediato di fucilazione per rappresaglia per i tre prigionieri. Il comandante Pedro Francina tentò più volte di far annullare l'ordine recandosi al comando di Pessinetto. Fu tutto inutile, i tre tedeschi dovevano essere passati per le armi. Due di loro, graduati e richiamati nell'esercito, furono fucilati in località "Alpe Crot", sopra Chialamberto".
Poi il racconto si fa più intenso:
"Erano dei bravi ragazzi con i quali avevo fraternizzato, ... con il cuore gonfio di tristezza e rimorso...lo guardavo mentre scriveva le sue ultime volontà... fu trasportato a Cantoira dove fu fucilato e seppellito in una vecchia casa. Aveva 22 anni, era laureato in botanica, doveva sposarsi di lì a poco, morì dignitosamente gridando "Viva la Germania".
Quello che la lettera anonima non dice è che Werner Teschendorff fu uno dei centoventi prigionieri fucilati per vendicare la morte di “Battista”, ce ne dà conferma, in modo sibillino, Gianni Dolino capo partigiano delle Valli di Lanzo :
”Battista, comandante delle Valli, e Pino suo commissario vennero catturati a Balme il 29 settembre e fucilati il 12 ottobre ‘44 con sette compagni, in via Cibrario a Torino, presso l’albergo Tre Re. Il comandante della Piazza di Torino, colonnelo Schmidt, rifiutò l’offerta di 120 uomini (tra i quali ufficiali tedeschi) della delegazione Garibaldi, tramite la Curia, in cambio di Battista. ... Pietà l’è morta: pagheranno i 120 offerti in cambio!" [2]
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Durante la guerra civile il CLN non risparmiò certo sulla pubblicità da dare alle rappresaglie eseguite. Tranne a farne sparire, a guerra finita, ogni traccia. In nessun libro ho sinora trovato una sola riproduzione dei tanti manifesti in cui si annunciavano le rappresaglie eseguite. Per certo, d'altronde, il 15 ottobre 1944 la Delegazione della Lombardia del Comando Generale delle Brigate Garibaldi, annuncia in un manifesto che ad un eccidio nel Pavese si è risposto con la fucilazione di 8 prigionieri, a quello di 15 patrioti in provincia di Varese con quella di 45 nazifascisti, mentre l'Unitàdel 8-ottobre-44 dà la notizia della fucilazione di 35 prigionieri in risposta all'uccisione di 7 partigiani. Pubblicità fu data, non sappiamo per certo con quale strumento, all’uccisione di un tenente fascista il 19-10-44, effettuata dalla Divisione autonoma De Vitis, per rappresaglia contro l'uccisione di un partigiano e alla fucilazione di Luigi Bevilacqua, Luigi Gallo Marchiando, Michele Pozzi e del capitano Aurelio Quattrini , tutti della G.N.R., catturati l’11 marzo mentre eseguivano un trasloco di mobili, ordinata, il 23 marzo 44 , dal capo partigiano Marcellin a seguito di una rappresaglia tedesca a Pomaretto

La Storia Invisibile
Alcune rappresaglie portano inequivocabilmente la matrice della vendetta come quella eseguita dai partigiani a Collegno. In quella cittadina, alle porte di Torino, a “liberazione” avvenuta, il 1°maggio 1945 i tedeschi della divisione corrazzata del Generale Schlemmer, mentre si ritirano, vengono attaccati dai partigiani che sparando dai tetti uccidono due soldati. I tedeschi sospendono la ritirata, rastrellano le strade ed il mattino seguente , non essendosi presentati i responsabili, fucilano trenta tra civili e partigiani. Quando i tedeschi sono lontani ricompaiono i partigiani che si recano alla Brignione, una fabbrica nelle vicinanze; dentro vi sono trenta giovani della Divisione Littorio, nativi di Cremona e Mantova, nascosti lì ,dopo la resa, da un certo Ruchelli, impietositosi dalla loro sorte.Vengono massacrati tutti e trenta assieme agli studenti Tino Di Fullo e Remy Maccani, accusati di essere fascisti. Anche nella zona di Santhià, i tedeschi, che cercano di aprirsi un varco verso oriente,tra il 28 e 29 aprile, provocano morti, i partigiani per vendetta fucilano a Vercelli un egual numero di prigionieri fascisti. Sono i giorni di Caino, i giorni in cui il giornale Il ribelle, organo della IV divisione partigiana Pinan-Chichero, scrive:
"Non basterà colpire l'idea, bisognerà colpire chi si è macchiato servendo l'idea fascista e chi si macchierà di fascismo. Occorre epurare: colpire gli individui renitenti, distruggerli, eliminarli integralmente, disinfettare l'aria infetta.... l'eliminazione dovrà colpire migliaia di fascisti ed i colpiti saranno sempre pochi.Non arrestiamoci per sentimentalismo o per stanchezza".
la stessa “filosofia“ viene ribadita con più autorità da Giorgio Amendola sull’Unità del 29 aprile,di Torino:
"Torino è il centro di direzione e di organizzazione di tutto il Piemonte. Il CLNP esercita la sua funzione di governo e coordina e dirige tutta la guerra. I tedeschi e gli ultimi gruppi di banditi neri sono ormai fuorilegge.....Pietà l’è morta! ...E’ la parola d’ordine del momento. I nostri morti devono essere vendicati tutti. I criminali devono essere eliminati. La peste fascista deve essere annientata. Solo così potremo finalmente marciare avanti. Con risolutezza giacobina il coltello deve essere affondato nella piaga, tutto il marcio deve essere tagliato. Non è l'ora questa di abbandonarsi a indulgenze che sarebbero tradimento della causa per cui abbiamo lottato. Pietà l'è morta!”
La strage è iniziata, gli ostaggi non servono più. Per essere certi che nessun fascista resti in vita, la 1a Divisione autonoma Val Chisone "A. Serafino", già citata, emana le Disposizioni sul trattamento da usarsi contro il nemico :
”...Trasmetto gli ordini ricevuti dal CVL...gli appartenenti a tutte le truppe volontarie (fasciste) sono considerati fuori legge e condannati a morte. Uguale trattamento sia usato anche per i feriti di tali reparti trovati sul campo...in caso si debba fare dei prigionieri per interrogatori ecc., il prigioniero non deve essere tenuto in vita oltre le tre ore. firmato: Il Comando di Divisione. “
"Disposizioni sul trattamento da usarsi contro il nemico", segreta del Comitato di Liberazione Nazionale per l'omicidio di militari anche feriti nel 1945. Come mai segreta se avevano in mano la nazione ? Perchè sono ovviamente azioni illegali a conferma che trattasi solo ed esclusivamente di assassini che come al solito non hanno fatto altro che accusare gli altri di quello che solo loro facevano, di processi non se ne parla ...
(NdR Arturo Navone) 

Si è alla strage autorizzata. Ma torniamo alle rappresaglie, in particolare a quelle eseguite dai tedeschi e fascisti. Già oggi qualche storico ipotizza, a seguito di ricerche svolte, che molte rappresaglie venissero provocate appositamente per indurre la gente ad odiare i tedeschi ed i fascisti, ed anche per liberarsi di alleati “scomodi”, così come una ricostruzione dell’attentato di Via Rasella può fare concretamente dedurre.
“I comunisti sapevano che l'attentato era assolutamente nullo da un punto di vista militare. Sapevano con assoluta certezza che a quell'attentato, a quel tipo di azione sarebbe seguita una rappresaglia. E' altrettanto indubbio che sapevano che le vittime sarebbero state scelte fra i prigionieri antifascisti incarcerati a Roma. I dirigenti del PCI sapevano che circa centotrenta tra ufficiali del Centro Militare Clandestino e uomini di vari partiti non comunisti si trovavano nelle mani della polizia tedesca. L'attentato di via Rasella venne compiuto all'insaputa dei responsabili della lotta clandestina della capitale..........Nulla da stupirsi dunque che uno degli obiettivi, se non il vero obiettivo, fu quello di eliminare alleati che al disegno del PCI si opponevano: E' fuori discussione, infatti, che l'unico vero risultato raggiunto, con l'eccidio di via Rasella, fu il totale massacro di scomodi alleati che vennero così trasformati in altrettanti comodi martiri al servizio del partito comunista italiano[3]
Lo stesso Indro Montanelli, nel 1983, così riassunse l'attentato:
"L'attentato fu inutile, perchè a chiunque risultava chiaro che la liberazione di Roma era questione di settimane, poi perchè prese di mira un reparto di anziani territoriali alto-atesini e scatenò la rappresaglia"...
da più parti fu sottolineato che "gli ostaggi fucilati erano in maggioranza antifascisti ma non comunisti” La stessa strategia sembra aver suggerito l’uccisione di Ather Capelli. Al mattino del 31 marzo ‘44, vengono arrestati nel Duomo di Torino e sulla piazzetta antistante i componenti del Comitato Piemontese del CLN, in maggioranza badogliano; alle ore 13 dello stesso giorno, due gappisti, Sergio Bravin e Giovanni Pesce, uccidono a revolverate, dentro l’androne di casa, il direttore della Gazzetta del Popolo, Ather Capelli. L’omicidio darà il via alle rappresaglie a Torino e contribuirà notevolmente alla richiesta “di condanna esemplare” che porterà, nonostante gli interventi del Federale Solaro e del prefetto Zerbino per evitarla, alla condanna a morte del generale Perotti e di altri sette membri del CLN Piemontese, catturati .

Ma non è solo il caso dell’attentato di Via Rasella o di Torino. Così Liano Fanti, autore del libro "Una storia di campagna. Vita e morte dei fratelli Cervi", in una intervista a La Stampa :
"Il Pci ha fatto dei fratelli Cervi una bandiera, in realtà il partito reggiano li aveva emarginati con l'accusa, sostenuta fino alle soglie dello scontro violento, di essere "anarchici" che non avevano assimilato le linee del partito.... Il partito rifiutò ai Cervi la copertura di una delle tante "case di latitanza" (nascondigli che ospitavano i compagni che erano in pericolo o stavano per essere scoperti dal nemico) proprio nel momento di massimo pericolo, per i Cervi il rifiuto fu fatale. Questi fatti si trovano anche nella Storia della Resistenza reggiana di Guerrino Franzini. Dopo la cattura dei Cervi era stato emanato l'ordine di non compiere attentati per non mettere in pericolo la vita degli arrestati. Ma qualcuno non rispettò l'ordine e il 17 dicembre '43 uccide il primo seniore della Milizia Giovanni Fagiani. I fascisti minacciano ritorsioni, ma non fanno nulla. Il 27 dicembre un gruppo partigiano uccide il segretario comunale di Bagnolo in Piano, Davide Onfiani. Non passano più di 12 ore e la rappresaglia colpisce i fratelli Cervi.. Nel 1980 Osvaldo Poppi, che con il nome di "Davide" era membro del Comitato Militare, in una lettera inviata all' Anpi di Reggio Emilia ha scritto che non aveva potuto fare con i Cervi quello che nel '44 aveva fatto nel Modenese con Giovanni Rossi, un partigiano refrattario ad accettare la linea del partito. Testualmente: “.. non avevo potuto eliminarli in virtù della loro "grande statura morale".
Come si può comprendere molte sono ancora le cose da portare alla luce di quello che fu definito il “secondo Risorgimento”, ma ciò a cui più teniamo è che tutti coloro che ebbero il torto di morire per essersi schierati con la parte perdente o più semplicemente per colpa dell’ odio, non cadano nell’oblìo voluto da una storiografia bugiarda. Anche il “nuovo revisionismo resistenzialista” dell’ultimo libro di Pansa "I nostri giorni proibiti", non ci trova d’accordo laddove la morale di fondo è quella dei vecchi partigiani che, invitano Marco, figlio di un loro compagno misteriosamente ucciso, a smetterla di cercare la verità, ma soprattutto ad abituarsi a non sapere.

Via Rasella. 70 anni di menzogne. Incontro con lo storico Pierangelo Maurizio

Fondi, 23 marzo 2014. Nei locali dell'Albergo dei Fiori, l'Associazione "per la commemorazione dei Martiri delle Foibe" ha organizzato un incontro con lo scrittore Pierangelo Maurizio per presentare il libro "Via Rasella - 70 anni di menzogne". Giampaolo Costa ha introdotto i lavori salutando i convenuti e presentando l'opera che è stata poi meticolosamente approfondita dall'autore.

ContanteLibero.it


[1] (Gianni Alasia in Le ville dei pescecani-Ed Coop. Cultura LorenzoMilani-Torino,1990,pag.78)
[2] (Gianni Dolino- Partigiani in Val di Lanzo-ed. Franco Angeli- Milano, 1989,pag.117)
[3](-Pagani-Cooper-Kunz-MARZO 1944- pag 86 e seg . vedi anche Adriano Bolzoni- Quando uccisero la pietà- supplemento al Borghese n°11 del 17-3-91-).

Fonte     laltraverita

Il Comunismo e il Nuovo Ordine Mondiale: La frode utopistica di Wall Street - School of Darkness di Bella Dodd

da Camerata a Compagno di Carlo Gariglio, Carmelo Modica - "Cari compagni ...Testimonianze storiche su una rivoluzione compiuta"

IL SABOTAGGIO DELLA GUERRA FASCISTA CONTRO LE DEMOPLUTOCRAZIE OCCIDENTALI

Seconda Guerra Mondiale - Patto nippo-sovietico di non aggressione, 13 aprile 1941

Come le potenze capitalistiche costrinsero l'Italia alla guerra di Filippo Giannini

Le vere motivazioni della seconda guerra mondiale e dell’intervento italiano, 10 giugno 1940

Il Raid Top Secret Roma-Tokyo. Seconda Guerra Mondiale. Giugno 1942:

Giacomo Noventa e il sogno infranto di un socialismo "irreale"

Piero il Terribile L’arte di odiare del fascistissimo Buscaroli, che non perdona niente a nessuno

"Dalla parte dei vinti - Memorie e verità del mio Novecento" Interviste con Piero Buscaroli

Lezione di Storia: Mussolini non portò l’Italia volontariamente alla Seconda Guerra mondiale e l'attuazione delle famose "leggi razziali"

Benito Mussolini, fu assassinio premeditato, la telefonata fra Churchill e Roosevelt il 29 luglio 1943, la Conferenza di Casablanca

Mussolini si confessa. Georg Zachariae

giovedì 17 agosto 2017

Non posso credere che TU permetta questo - Sistema monetario e Codice Penale. Avv. Alfonso Luigi Marra



Bene, ennesima spiegazione sul Signoraggio perchè come si suol dire siete "de coccio", vedremo e sentiremo cosa ne pensa l'Avv. Alfonso Luigi Marra, ma prima ho deciso di "vuotare il sacco" non ne posso veramente più !!!
Or ora sotto il mio articolo "LE TASSE SONO UN FURTO" con il Dott. Gennaro Varone ed il Prof. Cesare Padovani  mi chiedono :
"In concreto, come si può fare, OGGI, per non pagare le tasse?"

E io così rispondo :
Plotone di Tassazione
Monia Benini
La questione è molto più ampia, le tasse ne sono solo un aspetto, mi pare evidente che ci sia un attacco lampante ai popoli, ma sopratutto alla razza bianca da parte di un "certo" tipo di classe dominante, lascio a te la libertà di capire quale che sia, questo attacco è su più livelli, alimenti, farmaci, scie chimiche, war games, attacchi terroristici false flags, espropriazione di terre vedi Africa per esempio, delocalizzazione del lavoro e quindi della ricchezza in posti diversi dal pineta da quelli in cui erano nati e si era creata, quindi leva economica, devastazione della famiglia, depravazione della società, fluoro nell'acqua e nei dentifrici, sostituzione dei popoli europei e bianchi con popolazioni africane e asiatiche attraverso le finte migrazioni etc etc, potrei andare avanti all'infinito, ma anche devastazione del pianeta in se. Il sistema è sempre il medesimo Cannabis connection di Marcello Pamio - Il perchè del proibizionismo americano anni '20 e dell'inquinamento globale

Come hanno fatto a fare questo ? Molto semplicemente come spiegato sopra ..... con l'invenzione della moneta a debito in mano a dei privati che la prestano a interessi, a usura, coercitivamente, violentemente ai popoli, alle nazioni, all'umanità, è la corda, il cappio che hanno messo al collo dei soggetti citati. 
Chiaramente con una disponibilità immensa di denaro, che è poi semplicemente carta da culo,, la possibilità di corruzione, cooptazione, ricatto e infinita e hanno preso dentro la ragnatela buona parte delle loro vittime che si votano inconsapevoli ad un suicidio volontario.

Le tasse, le imposte, lo dice il nome sono imposte fraudolentemente come ingranaggio primario del meccanismo.

Cosa possiamo fare ?? Non è molto difficile a capirsi, un pò più difficile a farsi, BISOGNA TOGLIERGLI IMMEDIATAMENTE DALLE MANI L'EMISSIONE DEL DENARO, che per altro è illegale NON ESISTE NESSUN TRATTATO, LEGGE O REGOLAMENTO che autorizzi la BCE a emettere e a prestare il denaro ad alcuno !! E le tasse magicamente scompaiono.

Ma nemmeno in America, la FED è semplicemente illecita, la costituzione degli USA autorizza soltanto il congresso a battere moneta. Aaron Russo - AMERICA Freedom to Fascism. Documentario Sub ITA
Anche la nostra costituzione decreta che NESSUN TRATTATO INTERNAZIONALE può superare la RES PUBBLICA con tutto quello che comporta.

MA CHI TOCCA IL SIGNORAGGIO MUORE, esempi cene sono fin troppi, solo un popolo, dei popoli uniti possono cambiare la situazione altrimenti è semplicemente la fine, non ci sono scialuppe di salvataggio.
Quindi unirsi e dargli il giro e BEN SAPPIAMO DOVE COME E CON CHI UNIRSI.

Per concludere momentaneamente per chi non crede che ci sia un attacco lampante ai popoli, abbiamo una fonte abbastanza autorevole : John F. Kennedy. Discorso Il presidente e la stampa. La Dichiarazione di una Guerra Segreta:- Speech The President and the Press. The Declaration of a Secret War


Mi pare chiarissimo, ed ora il solito conticino della rapina del debito pubblico:
In Miliardi di €uro : Debito Pubblico 2.270 – Interessi pagati sul debito pubblico dagli anni '80 3.500 – Media interessi pagati dai privati in 35 anni, 100 MLD x anno, 3.500 – Massa Monetaria circolante M3 22.500 – Totale 31.770 MLD €
Se calcoliamo in modo prudenziale a 1.400 miliardi di euro all’anno la torta della creazione monetaria, ci rendiamo conto che qualora venisse tassata con una aliquota tipo IRES al 27,5%, lo Stato potrebbe recuperare qualcosa come 385 miliardi dI euro di tasse all’anno:
Quindi 1.400 MLD X 35 ANNI = 49.000 MLD € + i precedenti 31.770 MLD € = 80.770 MLD € + Tasse evase (IRES ) come riportato sopra 385 MLD X 35 anni = 13.475 MLD € + i precedenti 80.770 MLD € = 94.245 MLD
SONO 100.000 CENTOMILA MILIARDI DI €URO RAPINATI ALLO STATO CIOE' A NOI SOLO DAL 1981.
Vedete un pò quante pensioni, servizi o ticket sanitari si potrebbero pagare rientrando di questo e non avendolo sulla groppa MAI PIU' ..... !!?? 
La cosa allucinante poi è che oltre averci rapinato € 100.000 MLD ci fanno pesare € 2.270 MLD di debito pubblico sul quale GIA' abbiamo pagato € 3.500 MLD di interessi .... nemmeno fosse un crimine, ma è il solito sistema giudaico come lo è la centenaria truffa del denaro a debito : io ti ammazzo ma in galera ci vai tu perchè lo dici e sei anche un anti semita ... ☺
Provate a fare il conteggio che indico nell'articolo seguente :

Alfonso Luigi Marra

Anche questo mi pare chiarissimo, vediamo un pò cosa ci ha scritto
Alfonso Luigi Marra un paio di ore fa :
"Marra: cari amici, voglio chiarire a coloro criticano non so quale mia presunta fiducia nella magistratura che io invece non me ne fido minimamente.Sennonché, come scrivo ne "Il labirinto femminile": <<non occorre che il cinghiale ami la padella affinché vi finisca..>>Tutti sappiamo cioè che la magistratura è di regime, ma questo non mi ha impedito di vincere quasi tutte le circa 100.000 cause che ho fatto contro lo Stato e che non avrebbe mai voluto farmi vincere.Nel caso del signoraggio, poi, la magistratura è sempre più in difficoltà, e sarebbe facilissimo spingerla a fare il suo dovere sol che avessimo un po' di sostegno popolare.Insomma, proprio come dal titolo del libro che sto completando e che credo pubblicherò a settembre, Il problema è che fa schifo la gente.. nel senso che la gente è di un conservatorismo ormai sconcertante.Qui cioè il vero cambiamento non lo vuole nessuno e tutti inventano finte rivoluzioni per distogliere da quella vera, e più che tutti proprio il mondo del cosiddetto complottismo.Basterebbe un presidio permanente di 1.000 persone per mettere in difficoltà la magistratura, ma le forze che potrebbero mobilitarle fanno di tutto per parlare d'altro, e io che, ve lo assicuro, se si trattasse di mobilitare su temi demagogici, saprei come mobilitare il mondo, sui temi seri non riesco a mobilitare nessuno". - Gino Marra -
Basta!!! Mollo Tutto e Mi
Trasferisco all'Estero (eBook)
Anche quà dubbi non ce ne sono, facciamo sta benedetta Denuncia contro l'espropriazione della sovranità monetaria, il signoraggio e la magistratura corrotta per coloro che vogliono presentarla, poi in santa pace, tranquilli, tranquilli ci mettiamo in 5.000, 10.000 sotto la procura di Roma a oltranza, ci diamo il cambio e qualche altro centinaio sotto le altre per non farci mancare niente e giochiamo un pò, tanto morti per morti, vaccini, malattie inventate, un vero o un presunto attacco di terrorismo come era successo a Torino e si sono calpestati per uno che ha fatto una pernacchia o rapinati di TUTTO, risparmi, casa, lavoro, vita ....
Vediamo per l'ennesima volta appunto :

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SISTEMA MONETARIO E CODICE PENALE
di Marco Giacinto Pellifroni

Secondo l’Avv. A. L. Marra l’attuale sistema di produzione e contabilizzazione del denaro da parte di banche centrali e commerciali viola parecchi articoli del nostro codice penale. Marra lo grida da oltre 40 anni, opponendosi legalmente allo scandaloso privilegio (il signoraggio), concesso da politici insipienti o collusi a un clan di banchieri privati, di emettere moneta “legale” senza averne il corrispettivo in solido a garanzia. Privilegio che dovrebbe essere prerogativa inalienabile di uno Stato degno di questo nome, tanto più se retto non da una monarchia assoluta, ma da una Repubblica: res publica! Se usurpato da una cricca di privati, corrisponde a battere moneta falsa, a spese della collettività, o ad emettere assegni allo scoperto. Di fatto, le banconote sono come assegni circolari che non vanno mai all’incasso: se ci andassero, si scoprirebbe che sono scoperti. Dopo la pubblicazione dell’enciclica “Laudato sì”, che collega finalmente alle rapine finanziarie il dissesto ambientale, ma così irrituale che stampa e TV l’hanno frettolosamente archiviata, l’avv. Marra ha inviato in Vaticano una “Implorazione a papa Francesco di guidare nella lotta al signoraggio” la sua delegazione, che presenterà al Procuratore di Roma Pignatone, il 6 luglio prossimo, la denunzia del signoraggio “affinché anche la giustizia (…) possa far seccare questa radice di ogni male”. Marra riesuma dal pluriennale oblio la sua precedente denuncia del 2007, nella quale stigmatizzava l’assurdità della sentenza 16751/2006 della Cassazione a Sezioni Unite, che dichiarava di non poter intervenire, per mancanza di giurisdizione, sulle modalità di produzione del denaro e sulle forme della sua iscrizione in bilancio da parte di Bankitalia e BCE: società private che svolgono a scopo di lucro (e che lucro!) funzioni squisitamente pubbliche. L’avv. Marra mette in evidenza che la giurisdizione per giudicare simili procedure esiste eccome, solo che si voglia accedere a “norme che le inquadrano come crimini, sui quali, si osa sperare, le Procure hanno piena giurisdizione”. Otto anni e mezzo sono trascorsi da quella denunzia; anni di “protratta inerzia giudiziaria che sconcerta, specie di fronte alla veemenza, talora selvaggia, con la quale i reati economici, finanziari, fiscali vengono aggrediti quando si tratta di cittadini comuni. Quasi che –come nell’anatomia porcina- l’arco di rotazione verso l’alto del collo e degli occhi della giustizia sia bloccato nel punto da cui vedrebbe crimini troppo grandi”. Marra passa nel documento originario a meglio definire la natura dei suddetti crimini: “Indisturbate, sotto gli occhi della magistratura, le banche centrali, tra cui Bankitalia e BCE, incredibilmente private, praticano il crimine del signoraggio primario, mentre le banche di credito praticano l’ancor più grave signoraggio secondario


Presidente della FED Ben Bernanke 2009 : "Creiamo moneta dal nulla e la addebitiamo".


Crimini realizzati in modo tale che le ‘dinastie’ –una ‘cupola’ che controlla di fatto le banche del mondo- realizzino, anche mediante immensi falsi in bilancio, due ulteriori obiettivi.

Il primo, il furto
 agli azionisti delle banche di credito (quindi anche di Bankitalia e BCE) dei proventi dello stesso signoraggio primario e secondario. Il secondo, un’evasione fiscale maggiore delle tasse, sia pagate che evase, dal resto della società. Proventi del signoraggio che, dopo averli rubati, la ‘cupola’ ricicla mediante centrali interbancarie mondiali, come Euroclear, Clearstream, Swift et al.“
Il documento del 2007 di Marra prosegue poi specificando nel dettaglio il meccanismo di questo colossale furto ai danni della collettività, che qui non ripeto, avendone già scritto, persino ad nauseam, in articoli ospitati da Trucioli nell’arco di ormai 10 anni (basta sfogliare gli “Articoli per autori” del magazine).

Come si esce da questo incaprettamento monetario? Come ho, appunto, ripetuto negli anni, non tanto uscendo dall’euro, come si limitano a propugnare alcuni partiti politici, “stranamente” dell’area di destra (Lega e Fratelli d’Italia), dovendo di logica essere propositi di sinistra –convertita invece, sin dal 1989, a fare da passe-partout della grande finanza- quanto tramite “l’eliminazione del signoraggio e l’istituzione della sovranità monetaria internazionale
(euro di proprietà degli Stati europei), realizzabile solo nazionalizzando le banche centrali, mediante la confisca penale delle loro quote..”



Venendo alle banche di credito, assodata la loro facoltà di moltiplicare ad libitum i depositi dei correntisti nell’accendere nuovi crediti, Marra auspica che
“una magistratura molto specializzata entri finalmente coi suoi poteri nel profondo del sistema, anziché astenersene, garantendo che vi fiorisca ogni genere di imperscrutabili mostruosità” e debellando questo “meccanismo moltiplicatore ad opera di falsari” legalizzati.
“Quanto poi all’attuale sistema fiscale, è illecito, perché il grosso dei tributi serve per rastrellare denaro ‘inverato’ da usare per acquistare il denaro da ‘inverare’ dalle banche.” Il termine ‘inverare’ è usato da Marra a significare che quello emesso dalle banche è falso, in quanto non coperto da equipollenti valori di beni e servizi, che sta poi a noi cittadini produrre per ‘inverarlo’, ossia renderlo vero, da falso che era. (Il signoraggio primario e secondario. L'illiceità dei tributi di Alfonso Luigi Marra)

Queste considerazioni portano Marra ad affermare che, quando la moneta diventerà pubblica, basterà una tassa unica, di entità variabile tra l’1 e il 20%: quasi una anticipazione della flat tax, oggi cavallo di battaglia di Matteo Salvini, che risulterebbe più palesemente credibile se supportata dal discorso sul signoraggio, che tuttavia non fa.

La denunzia di Marra (
Denuncia contro l'espropriazione della sovranità monetaria, il signoraggio e la magistratura corrotta per coloro che vogliono presentarla) contiene tanti altri spunti di estremo interesse che non posso qui riprodurre per ovvie ragioni di spazio, ma cui rimando i lettori di queste mie righe visitando il suo sito www.signoraggio.it. Senza peraltro mai saltare un solo articolo di Marco Della Luna, come gli ultimi due apparsi su Trucioli, illuminanti e concisi. 
E adesso un po’ di farina dal mio sacco, sulla base di quanto sopra.

Anche Sgarbi contro il Signoraggio - Dialoghi tra Marra e Sgarbi
Spiegato benissimo nel video il criminale raggiro.

Un mondo di lavoratori e di parassiti

La nostra Costituzione comincia sancendo che la Repubblica Italiana è fondata sul lavoro. Lavoro proprio, non “altrui”. Ergo, chi vive del lavoro altrui è un parassita. Ok? Quando la banca ti concede un mutuo, un fido, un prestito, ha forse svolto in precedenza un lavoro il cui frutto corrisponde al valore del denaro che pretende di prestarti? No di certo, visto che quel denaro lo crea dal nulla, come addirittura ammesso da un’autorità nel campo come la Bank of England, Banca Centrale Britannica. Quando poi tu cedi alla banca il frutto del tuo lavoro, ossia denaro “inverato”, per dirlo con Marra, in pratica regali alla banca denaro vero contro un prestito in denaro falso. È equivalente ad una rapina, non tanto verso di te, che quel denaro falso l’hai potuto spendere in quanto accettato dalla collettività, dalle banche stesse (in un gioco di sponda) e persino dallo Stato per pagare i tributi. No, il furto è stato compiuto a carico della comunità, che è il vero prestatore. E ad essa tu dovresti rendere quei soldi, non alla banca. Ciò è quanto accadrebbe se la moneta la creasse lo Stato, senza debito né interessi, e la banca si limitasse a prestarti i soldi, pubblici, che ha in cassa; soldi che ha legittimamente guadagnato fungendo da intermediario del credito (come del resto prevede il TUB, Testo Unico Bancario), fornendoti cioè i suoi servizi; o soldi, sempre pubblici, depositati dai suoi correntisti. 
"When banks extend loans to their customers, they create money by crediting their customer's accounts".
"Quando le banche estendono i prestiti ai propri clienti, creano il denaro che accreditano sui conti dei loro clienti".
Sir Mervyn King, Speech to the South Wales Chamber of Commerce at The Millenium Centre, Cardiff on 23rd October 2012
Euroschiavi
Dalla Truffa alla Tragedia

Ho detto che non dovrebbero esserci interessi se la moneta fosse pubblica. A maggior ragione ciò vale nel caso, purtroppo vigente, che sia privata. Gli interessi in realtà sono la foglia di fico delle banche per non scoprire il trucco: se non lo esigessero, ci si chiederebbe di cosa camperebbero. La realtà è che si pappano già l’intero capitale, per cui, se fossero almeno in parte oneste, ti direbbero: quando mi rendi il mutuo per noi è tutta moneta fresca, guadagno netto, per cui ti esimiamo almeno dal pagarci gli interessi; come Marco Saba ha proposto a papa Francesco di far fare alla banca vaticana, IOR. 

Già, ma col fisco come la metterebbero? Se il capitale reso è tutto guadagno, bisogna pagarci le tasse. Eh no, le tasse devono pagarle solo coloro che col loro lavoro “inverano” la valuta falsa bancaria, pagandoci pure gli interessi, per mascherare il raggiro. Tanto la magistratura, pur messa al corrente, anche tramite innumerevoli post su Internet, gira la testa dall’altra parte, avvalendosi di trattati sovranazionali, stipulati in sordina, a partire da quello di Maastricht nel 1992. Ma dimenticandosi di tutti gli articoli del codice penale che Marra puntualmente elenca.

In questa situazione oggettiva, vedere i governi fingere di arrabattarsi per reperire un miliardo qui, due miliardi là, magari succhiandoli ai Comuni, che poi si rivalgono sui cittadini
(a Finale Ligure l’Erario ha richiesto circa € 900.000; Spotorno sta valutando di resuscitare la tassa di soggiorno), se no “scattano le clausole di salvaguardia” fa ancor più torcere le budella per l’indignazione, dovendo subire, oltre il danno, anche lo spettacolo di questa pantomima. Circa il destino finale di tutti questi capitali, corrispondenti all’intero parco monetario circolante, totalmente a debito verso le banche, dopo il loro volo verso i paradisi fiscali tramite le centrali interbancarie sopra accennate da Marra, essi devono pur trovare un impiego fisico, che dia loro un senso. Ed eccoli rientrare sul territorio di partenza, sotto forma di “investimenti”, ossia acquisizioni di nostre aziende, espansioni delle attività di multinazionali, con prestiti a interessi zero virgola (mica il 6-7% dei nostri mutui o il 10-14% dei nostri fidi!), colate di cemento, anche se i relativi immobili restano invenduti, in attesa della prossima “ripresa” drogata. E l’ambiente? Non è cosa che riguarda la finanza, al massimo gli ecologisti, compreso l’ultimo iscritto: papa Francesco, pur capo di un’istituzione con la coscienza tutt’altro che pulita. Chissà che non faccia in futuro atto di contrizione, come già accaduto per i crimini dell’Inquisizione, dei preti pedofili e dello IOR…

P. S. Se quanto scrivo può suonare almeno qua e là incredibile, rimando, per le conferme, ai testi di Ellen Brown, in particolare “Web of Debt” e “Public Banking”; ai libri e video di Marco Saba, tra cui “O la banca o la vita”; ai testi e agli articoli, anche su Trucioli, di Marco Della Luna, tra cui il fondamentale€uroschiavi del 2005, giunto alla sua 3° edizione; oltre naturalmente alla produzione letteraria e video di A. L. Marra (www.marra.it e www.signoraggio.it)
Fonte   signoraggio    positivemoney   telegraph

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venerdì 11 agosto 2017

La mitica Radio Caroline dopo 50 anni non è più Pirata sui mari



Ai tempi, a me per primo non era molto chiaro, eravamo bambini, se ne sentiva parlare, poi con il tempo è diventato più chiaro.
Erano altri tempi, se vogliamo pionieristici per certi versi, sempre repressivi ma meno controlli, meno attrezzature elettroniche, riuscivi a svicolare, eri sempre in guerra, divertente, di Pirata non c'era solo la radio, ce ne erano parecchi ☺ne abbiamo combinate di tutti i colori.
Quando anni dopo lessi "On the Road" di Keruac, mi sembrò una presa in giro per ragazzini, poi mi resi conto che erano passati solo 40 anni, erano avanti comunque, ma la filosofia era rimasta la stessa :
«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»«Dove andiamo?»«Non lo so, ma dobbiamo andare».
(Jack Kerouac, On the Road, p. 17)

Il nome Radio Caroline è stato utilizzato per la trasmissione da acque internazionali, utilizzando cinque diverse navi di tre diversi proprietari, dal 1964 al 1990 e via satellite dal 1998 al 2013. Radio Caroline attualmente trasmette 24 ore su 24 via internet e da occasionali servizi ristretti con licenza, trasmette anche su radio DAB in alcune aree del Regno Unito.

Quanto segue è un riassunto, in 50 anni di "Pirateria" potete immaginare che ne sono successe di tutti i colori, nel link precedente su wikipedia inglese tutta l'incredibile storia, le 



La mitica Radio Caroline ottiene la licenza dopo 50 anni da pirata sui mari

La prima trasmissione fuori dalle acque territoriali inglesi risale al 1964, con alterne vicende è arrivata ai giorni nostri. Ha ispirato il film «I love radio rock» del 2009.
di Paolo Lauri

Radio Tesla
Immaginate una macchina del tempo, indietro di 50 anni, vi sarebbe capitato di ascoltare su vecchie radioline in AM (modulazione di ampiezza) una radio nuova e anticonformista per l’epoca, bandita soprattutto dal governo inglese. Nel 1964 Radio Caroline iniziava le sue trasmissioni su una nave, la MV Fredericia ancorata al di fuori delle acque territoriali d’Oltremanica, perché la legislazione della terraferma, nel Regno Unito come altrove, finiva a pochi chilometri di distanza dalle coste: oltre quel limite si era in acque internazionali e la legge da osservare era quella del paese in cui era registrata la nave. Se la legge di quel paese non aveva obiezioni contro la trasmissione radiofonica marittima, era possibile far sentire una radio a chi stava sulla terraferma senza essere illegali. Il mito di Radio Caroline non si è mai estinto e coloro che hanno superato gli anta la ricordano ancora.

Ora dopo esattamente mezzo lustro dalla legge sulla violazione dei diritti di trasmissione marittima introdotta nel 1967 dal parlamento inglese proprio per impedire il proliferare di queste emittenti qualcosa è cambiato e la stazione ha ottenuto una licenza per trasmettere, questa volta legalmente, sul territorio inglese. Peter Moore, che gestisce l’emittente, ha dichiarato di essere felice che la richiesta, presentata già nel 2010, abbia avuto successo, aggiungendo che la sua ambizione era quella di riprendere le trasmissioni proprio sulla MV Ross Revenge sul fiume Blackwater nella contea dell’Essex. Per ora la licenza in AM è per le regioni del Suffolk e le parti settentrionali dell’Essex in Inghilterra.
«Vorremmo fornire – ancora Moore - lo stesso tipo di trasmissioni come quelle che si sentivano in passato e in molti casi presentate dalle stesse persone di prima, proprio come una capsula del tempo».

La storia di Radio Caroline inizia a mezzogiorno del 28 marzo 1964 quando Chris Moore e Simon Dee si trovavano su una nave al largo delle coste dell’Essex, a sudest dell’Inghilterra e annunciarono l’inizio delle trasmissioni dalla MV Caroline, una vecchia nave passeggeri danese. Mandarono in onda un messaggio pre-registrato:


«Questa è Radio Caroline sul 199, la vostra stazione musicale 24 ore su 24».


La prima canzone che venne mandata in onda fu Not Fade Away dei Rolling Stones, dedicata a Ronan O’Rahilly (il proprietario e deus ex machina del progetto). Erano cominciate le trasmissioni di quella che sarebbe diventata una delle prime “radio pirata” del mondo e certamente la più famosa, la cui storia ha ispirato il celebre film I Love Radio Rock del 2009 (film un po’ romanzato ma che vale la pena vedere perchè riporta i fatti dell’epoca, pur senza mai citare il nome di Caroline).

I Love Radio Rock - Trailer 1 - Italiano


Nel 1964 le trasmissioni musicali radiofoniche erano dominate dai tre canali della BBC che confinava il pop a pochissime ore a settimana e soprattutto non voleva saperne di ospitare gruppi delle etichette indipendenti. Emi e Decca la facevano da padrone e gli allora “emergenti” Beatles, Moody Blues, Who, Rolling Stones, Yardbirds e Kinks, trovavano poco spazio. L’emittente di stato inglese, un po’ come la Rai dell’epoca, limitava a poche ore al giorno la possibilità di suonare dischi in diretta e, a volte, le canzoni venivano cantate da altri interpreti o in versioni solo strumentali.


Nikola Tesla - Scritti III
Nel frattempo Ronan O’Rahilly, un ragazzo irlandese di 24 anni, cercava faticosamente di farsi strada nella Londra di quegli anni come imprenditore musicale con una sua piccola etichetta indipendente scoprì, a sue spese, che il mercato discografico era in mano ai soliti nomi: aveva bussato al canale nazionale e a Radio Luxemburg senza successo. Era un bel ragazzo con lunghi capelli chiari, sorridente, discendente da un celebre combattente per la causa dell’Irlanda repubblicana, che descriveva se stesso come anarchico e aveva un carattere carismatico. I gruppi della sua piccola etichetta – allora completamente sconosciuta – non avevano nessuna speranza di ottenere spazio su BBC, per cui O’Rahilly cominciò ad informarsi su alcune esperienze olandesi, danesi e svedesi di stazioni radiofoniche che trasmettevano dal mare.

La legislazione della terraferma, nel Regno Unito come altrove, finiva a pochi chilometri di distanza dalle coste: oltre quel limite si era in acque internazionali e la legge da osservare era quella del paese in cui era registrata la nave. Se la legge di quel paese non aveva obiezioni contro la trasmissione radiofonica marittima, era possibile far sentire una radio a chi stava sulla terraferma senza essere illegali.
Ottobre 1962: il presidente Kennedy nello Studio
Ovale con i suoi figli Caroline e John jr.
(AP Photo/White House, File)
O’Rahilly decise quindi di mettere in piedi la sua stazione, Radio Caroline, riadattando una nave passeggeri danese di 700 tonnellate, la MV Fredericia (che formalmente era registrata a Panama). Fu aiutato dalla sua famiglia, proprietaria di un piccolo porto privato a Greenore, nel nord dell’Irlanda, dove fu trasformata. O’Rahilly disse che, per il nome, si ispirò a una delle celebri foto di Caroline Kennedy che gioca nello Studio Ovale. Le apparecchiature radio vennero installate con l’aiuto di un ingegnere svedese, Ove Sjöström, che aveva lavorato in una esperienza simile in Svezia. Il 2 luglio 1964 dalla nave MV Mi Amigo sono iniziate le trasmissioni di Radio Caroline South, poi utilizzata per Radio Caroline fino al 20 marzo 1980, quando è affondata in una tempesta.  L'ultima trasmissione da Mi Amigo è stata di Stevie Gordon e Tom Anderson:
(Gordon): "Be ', siamo spiacenti di dirti che a causa delle condizioni climatiche gravi e del fatto che stiamo imbarcando abbastanza acqua, stiamo chiudendo e l'equipaggio in questo stadio sta lasciando la nave. Ovviamente, speriamo di tornare con te il più presto possibile, ma solo per il momento vorremmo dire addio". (Anderson): "Non è un'occasione davvero buona, dobbiamo affrettarci perché la barca di salvataggio è in piedi. Non stiamo andando a scomparire, andiamo sulla scialuppa di salvataggio sperando che le pompe possano salvarla; Posso, saremo di nuovo, se no, beh, non ci piace davvero dirlo". (Gordon): "Credo che torneremo in un modo o nell'altro". (Anderson): "Sì, lo credo." (Gordon): "Per il momento da tutti noi, addio e benedizione di Dio".

Fu poi utilizzato un ex peschereccio del Mar del Nord, l'MV Ross Revenge, come sede di Radio Caroline dal 1983 al 1991. 
Nel novembre del 1991, la nave ha perso l'ancoraggio in una tempesta e si è spostata alle Goodwin Sands nel Canale. L'equipaggio è stato salvato da un elicottero RAF. La Ross Revenge è stata recuperata e portata in porto a Dover, terminando 27 anni di carriera off-shore di Radio Caroline. (NdR)

Il successo fu immediato, Radio Caroline trasmetteva musica pop tutto il giorno, in pochi mesi dall’inizio delle trasmissioni raggiunse quattro milioni di ascoltatori, e presto arrivarono la pubblicità, vietata per radio dalla legge britannica fino agli anni settanta, e giochi a premi in cui si potevano vincere anche quattromila sterline (una cifra molto ragguardevole per l’epoca NdR). I DJ erano più popolari degli artisti stessi: uno dei più noti, Mick Luvzit, sposò la sua fidanzata alla radio e in diretta nel 1966.


Durante le trasmissioni si parlava molto in diretta e i DJ potevano scegliere la musica che preferivano (senza pagare nulla agli autori); comparivano come ospiti molte star dell’epoca, come il presentatore Jimmy Savile o gli stessi Beatles; la radio vendeva magliette personalizzate; i DJ si guadagnavano un seguito di pubblico entusiasta che scriveva centinaia di lettere alla casella postale della radio, sull’Isola di Man. (NdR)

Fisica: la Scienza che Ci Spiega
Come Funziona il Mondo (eBook)
La vita a bordo era una specie di telenovela continua: il compenso per i DJ era 25 sterline la settimana, venti sigarette e birra gratis; restavano a bordo quindici giorni e poi andavano per una settimana sulla terraferma a spendere tutto. Una volta Johnnie Walker, un DJ arrivato 21enne sulla nave e che  aveva scoperto la marijuana, disse in diretta che a bordo era finito il “tè”, e con il carico postale successivo arrivarono parecchie canne già rollate mandate dagli ascoltatori. (NdR)

Molti di loro sarebbero passati a BBC quando venne cominciarono le trasmissioni del nuovo canale Radio 1, nel settembre 1967, diventando presentatori radiofonici e televisivi molto famosi.
Racconta Tony Blackburn in un video su YouTube che un giorno, al momento di scendere a terra, disse alla radio che avrebbe regalato un disco a tutti quelli che lo avrebbero salutato nel percorso che avrebbe fatto dal porto di attracco fino a Londra guidando un’auto di colore rosso.
«Fu incredibile, dopo aver percorso meno di mezzo miglio avevo esaurito tutti i dischi».
PIRATE RADIO CAROLINE TONY BLACKBURN

Radio Caroline non rimase a lungo la sola radio pirata. Già mentre O’Rahilly stava lavorando al suo progetto, l’imprenditore australiano Alan Crawford aveva avviato il “Progetto Atlanta” per un’altra stazione radiofonica galleggiante, che cominciò le trasmissioni poche settimane dopo Radio Caroline. Nei mesi successivi ne nacquero molte altre: Swinging Radio England, Radio Scotland, Radio London, BBMS. In un sondaggio del 1966, il 45 per cento dei britannici disse di sintonizzarsi regolarmente su una radio pirata o su Radio Luxembourg, la potente emittente lussemburghese che era una specie di antenata delle radio pirata.


Nel frattempo, poco dopo l’inizio delle trasmissioni – e a causa di rapporti non facili con Radio Atlanta, con cui alla fine si fuse – la nave dove era nata Radio Caroline si spostò dall’altra parte dell’Inghilterra, gettando l’ancora circa cinque chilometri al largo di Ramsey, nell’Isola di Man. Un’altra nave rimaneva al largo dell’Essex per raggiungere gli ascoltatori del sud dell’Inghilterra, mentre Radio Caroline North si poteva sentire in Scozia, Irlanda e Inghilterra del nord.

L’epoca d’oro delle radio pirata, però, non durò molto.  Tra le decine di radio pirata, ci furono quelle che nacquero occupando vecchi forti della marina o altre strutture militari in disuso sull’estuario del Tamigi: in una di queste, Radio City, il proprietario Reg Calvert venne ucciso a colpi di pistola dal suo ex socio Oliver Smedley. Il mondo delle radio pirata – che diversi parlamentari criticavano moltissimo, rischiava di finire fuori controllo. Nonostante le proteste, il governo britannico pose di fatto fine all’epoca delle radio pirata con il Marine Offences Act, che entrò in vigore il 15 agosto 1967. La legge, tuttora in vigore
«proibisce di trasmettere dalle navi, dalle strutture off-shore e dagli aerei in acque territoriali britanniche, o da navi e aerei registrati nel Regno Unito dovunque si trovino».
Quasi tutte le radio pirata sorte nel frattempo smisero di trasmettere e anche molto personale di Radio Caroline se ne andò. O’Rahilly, però, aveva deciso di andare avanti e, poco dopo la mezzanotte di Ferragosto, disse «Radio Caroline continua» e mandò All You Need Is Love dei Beatles.

La stazione dovette fermarsi – per una lunga pausa di quattro anni – solo nel marzo del 1968, quando i marinai si rifiutarono di andare avanti se non fossero stati loro pagati gli arretrati.
A partire dal 1972 Radio Caroline ha ripreso e interrotto le trasmissioni diverse volte, e prima della licenza legale accordata per la prima volta dopo 50 anni, ha continuato e continua le sue trasmissioni in streaming, ma non è più tornata alla fama di un tempo. Ronan O’Rahilly, 77 anni, è molto malato ed è tornato a vivere in Irlanda proprio a Greenore, il porto dove oltre 50 anni fa tutto era iniziato.

Grant Benson: «Radio Caroline è storia, voi siete il futuro»

Negli anni '80 è stato uno degli speaker di Radio Caroline, la prima radio libera britannica che iniziò a trasmettere nel 1964 da una nave battente bandiera panamense ancorata nel Mare del Nord per aggirare l'ostacolo del monopolio della BBC vigente nel Regno Unito. Oggi Grant Benson, dopo mille altre esperienze di successo, lavora per Radio Number One ed è fortemente legato al nostro Paese.

Fonte lastampa   ilpost   en.wikipedia
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