Descrizione

La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

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venerdì 15 dicembre 2017

CARTOLINE DAL VENTENNIO - Film documentario de La Grande Storia di RAI 3


Interessantissimo film documentario sull'Italia fascista, quando lo vidi, la sera della sua andata in onda nel 2011, rimasi molto colpito della ovvia differenza di quanto il regime successivo ci vuole raccontare, ha dell'incredibile, poi arrivarono gli usurai internazionali e la storia ben la conosciamo, quale che sia la verità è una sola, si può raccontare tutto ciò che si vuole ma quella rimane...

Pur con una narrazione chiamiamola sibillina, come d'altronde evidenzia la descrizione di presentazione allegata :
"La piccola storia quotidiana del lungo ventennio fascista, i sogni , le speranze, le illusioni degli italiani in quel tragico periodo di dittatura",
si cerchi di far passare il tutto sotto cattiva luce, non ci riesce assolutamente a nascondere la grandezza e le conquiste effettuate  per il popolo, certo che a vederlo dal nostro punto di vista attuale si percepisce una realtà di ristrettezze ma a pensare da dove si arrivava veramente, milioni di analfabeti, arretratezza, una nazione di contadini, la prima guerra mondiale, la crisi successiva e le sue conseguenze, il biennio rosso, allora cambia tutta la percezione e ben si innesta in quanto raccontato nel seguente articolo Quella ricetta di Mussolini che salvò l'Italia dalla crisi. Bruno Vespa.


22 luglio 2011
Come eravamo nel ventennio fascista

Chi ha mai sentito parlare dell’"Ischirogeno"? Chi ha mai mangiato una “zuppa di bucce di piselli”? Che cos’è una “ghiacciaina”? E il “salpa”, il “Carro di Tespi”, "il treno popolare"…?

“Cartoline dal Ventennio” è il titolo del film documento della puntata de "La grande storia" che si propone di raccontare l’Italia di quel periodo e gli italiani che usavano quelle parole.

Si proverà a rappresentare quel tempo non attraverso i suoi famosi e tragici protagonisti, che naturalmente appaiono sullo sfondo nel filmato, ma grazie alla narrazione della vita di donne e di uomini comuni.

Si guarderà a quell’epoca da una prospettiva diversa, più intima e familiare. Si vedrà come si viveva allora, quali erano i sogni, le speranze, le preoccupazioni. Si parlerà del lavoro, della scuola e della famiglia, ma anche della moda, delle vacanze, dei divertimenti.

E lo si farà attraverso le immagini dell’Istituto Luce e, per la prima volta, attraverso quelle meno ufficiali, e forse anche per questo più affascinanti, di filmati amatoriali del tempo. E lo si farà anche grazie alle testimonianze di coloro che hanno vissuto quegli anni e che racconteranno la loro “piccola storia” t
estimoni noti come  Ottavio Missoni, Miriam Mafai e Paolo Ferrari e sconosciuti, che durante il fascismo erano bambini o adolescenti e che hanno voluto regalarci i loro ricordi..

Avere mille lire al mese è stato il sogno di una generazione e noi cerchiamo di evocare quel sogno.

Proviamo a rappresentare quel tempo così cruciale della nostra storia, non attraverso i suoi famosi e tragici protagonisti - che naturalmente appaiono sullo sfondo nel filmato - ma grazie alla narrazione della vita di donne e di uomini comuni.

Guardiamo a quell’epoca da una prospettiva diversa, più intima e familiare.Andiamo a vedere come si viveva allora, quali erano i sogni, le speranze, le preoccupazioni di quegli anni. 

Parliamo del lavoro, della scuola e della famiglia, ma anche della moda, delle vacanze, dei divertimenti. E lo facciamo attraverso le immagini dell’Istituto Luce e, per la prima volta, attraverso quelle meno ufficiali, e forse anche per questo più affascinanti, di filmati amatoriali del tempo.


Purtroppo non ho potuto inserirlo, per poterlo vedere si deve seguire il link successivo, il testo al termine, possiamo invece vedere quì altri filmati che ci parlano di quel periodo :
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La Signora Ernesta racconta quel periodo :

+LA SIG.RA ERNESTA (GINA) RINGRAZIA TUTTI PER I SUOI 103 ANNI E COME R...

La stessa storia vista in una realtà più piccola :

"CARTOLINE DAL VENTENNIO". Tortona negli anni del fascismo

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“Cartoline dal Ventennio" è il titolo del film documento della puntata de “La grande storia”, in onda su Rai3 che si propone di raccontare l’Italia e gli italiani di quel periodo. Il regime, il duce, la guerra, quante volte l’hanno scritta, analizzata. Mussolini, l’eletto, l’uomo del destino, lo abbiamo visto nelle sfilate, nelle adunate, abbiamo ascoltato i suoi discorsi, lo abbiamo seguito dai trionfi alla sconfitta, dalla disfatta alla morte. Tutto è stato sviscerato, rivelato sotto ogni punto di vista ma quello che questo documentario ci propone è un cambio del punto di vista di quel tempo così cruciale della nostra storia, non attraverso i suoi famosi protagonisti, che naturalmente appaiono sullo sfondo nel filmato.

Confettura Cirio
L’album che viene sfogliato è quello di un’Italia diversa, una soggettiva di chi ha vissuto realmente quel periodo, di gente comune che lavorava, sperava, credeva e viveva negli anni venti. Una prospettiva diversa, più intima e familiare, in un’Italia povera, con stipendi bassi, i più bassi d’Europa, in tempi difficili dove il sogno della canzone “se potessi avere mille lire al mese…” rimase tale per l’intera generazione. Il ceto medio è lo spaccato d’Italia su cui le mire del fascio vengono indirizzate, l’arroganza del regime poco interessa alla famiglia italiana che vive in affitto, in casi tutte uguali e razionali, prive di elettricità che arriverà solo nel 1938. Ottantotto case su 100 sono senza servizi igienici, esiste uno stanzino sul ballatoio, pochissime di proprietà, si fa il bagno una volta alla settimana con l’acqua calda scaldata sul fornello delle nuove cucine economiche. La cucina economica è la vera invenzione per la donna dell’epoca, lì si cucinava, ci si scaldava, c’era sempre a bollire una pentola con l’acqua calda e accanto pronto all’uso il ferro da stiro. Quella scatola metallica bianca con i piedini rialzati diffondeva il calore a tutte le stanze della casa. A Roma nascono le borgate fatte proprio dagli operai sgombrati a forza dal centro che deve far posto alle ambiziose opere del regime corrispondenti ai sogni di grandezza di Mussolini. Il frigo era inesistente, ma c’era la “ghiacciatina” a cui ogni mattina veniva aggiunto un blocco di ghiaccio. Nessun cibo era conservato ad eccezione della confettura Cirio. Nel 1936 fare la spesa vuol dire fare i conti con l’autarchia, gli italiani hanno iniziato a mangiare carne regolarmente solo neglia nni ’50, con il dado invece si facevano con poca spesa, “eccellenti” minestre.

Balilla
Il fascismo ha il culto del lavoro, è disciplina ferrea, gli operai vengono controllati e perquisiti ogni giorno per eviare furti, più che di fabbriche si parla di stabilimenti, il fragore delle macchine costringe gli uomini a urlare, si lavora 8 ore al giorno, per tutta la vita, i ritardi non sono tollerati, rare le malattie accettate e tra operai e impiegati esiste una linea insormontabile, non ci si da del tu, il linguaggio è differente e devono essere iscritti obbligatoriamente al partito. Il fascismo tollera l’occupazione femminile ma predilige il ruolo di madre e moglie. La donna inizia ad ambire a un’autonomia, vuole avere un’indipendenza, nascono le professioni di segretaria e insegnante, pochissime accedono a lavori maschili come il medico meglio indirizzare queste vocazioni nel volontariato.

I contadini abbondano nell’Italia prettamente agricola, hanno una tessera e un distintivo appuntata sull’abito, viene incentivato il ruolo per cercare di arginare l’esodo verso le città. Sono gli anni in cui avere tanti figli è premiato, servono braccia per il lavoro e per la Patria. Alle madri con più di sei figli vengono assegnate 6000 lire: “per un ‘Italia sempre più forte e rigogliosa” (parole del Duce). Il regime punisce gli scapoli con una tassa sul celibato. L’uso del preservativo è utilizzato solo nelle case di tolleranza per evitare malattie veneree, in un’ epoca virile e maschile i mariti frequentano i luoghi di piacere con il tacito assenso delle mogli. Fare figli è un dovere utile alla Patria, il piacere viene vissuto altrove. I figli del resto vengono educati a suon di “Giovinezza”, con libri dove anche Dante è un eroe che ha anticipato il fascismo ! Tutta la vita è organizzata in una disciplina nazionale, tutti assoggettati ad una pedagogia intensiva capace di modificare il carattere e spingere l’acceleratore su quell'orgoglio italiano che fa iscrivere al partito anche i neonati. E’ l’Italia delle feste popolari,della sagre: “La massa è un gregge di pecore finché non viene incanalato, ci vogliono le bandiere e la musica per suscitare interesse”, il regime dunque vuole lo svago e moltiplica le festività, ogni scusa è buona per esporre bandiere e insegne inneggianti il fondatore dell’impero e dopo il regolare ascolto del messaggio del Duce prendono il via i canti e i balli.

È l’Italia piccolo borghese che va al mare con i treni popolari, pulitissimi e in perfetto orario, viaggi vissuti come un’avventura per chi per la prima volta vede il mare, non sono ammesse diserzioni, è l’Italia che si diverte nel “dopolavoro” che diventa una seconda casa, che copia gli abiti eleganti delle dive del cinema, meglio se italiane, dove il cappellino è d’obbligo e segna lo status symbol, l’eleganza è irrinunciabile, abiti cuciti a mano da sarti e sartine.Tutto all’insegna del valore nazionale, anche con le imprese sportive. Lo sport diviene un fenomeno di massa, ginnastica obbligatoria a scuola, calcio e ciclismo sono popolarissimi, tutti metodi efficaci per tener lontani gli italiani dalla politica. Arrivano anche radio e cinema, si ballano canzoni fasciste che tendono all’ottimismo e si guardano i film di Cinecittà con l’immancabile cinegiornale.

Ma arriva anche l’ondata antisemita con le leggi razziali (mai veramente applicate, è comprovato NdR) e da quel momento viene scritta una delle pagine più nere della nostra storia, molte cose cambiano, inizia l’epoca bellica (Guerra MONDIALE NdR), la vita reale si colora di morte e dolore, l’incantesimo finisce, ancora qualche anno e gli italiani apriranno gli occhi e smetteranno di ubbidire al Duce.


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Fonte  famigliacristiana   .paperblog

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