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La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

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venerdì 1 ottobre 2021

Fake News M5S, Virginia Raggi: "Operativo il Covid 2 a Roma, un ospedale aperto in 7 giorni"



A casa mia si chiama sciacallaggio politico ed elettorale e certo i 5 stalle non sono diversi dalla norma, anzi ...
Mi ha colpito il titolo che sembrava stridere un pò e sono andato a verificare, combinazione poi stavo sentendo un amico di Roma che erano anni che avevo perso di vista e due più due fa sempre quattro ...

La questione è molto semplice, negli articoli che seguono, il primo è del comune di Roma, come sempre al termine tutti i link alle fonti, si vuole sostenere che a Roma hanno aperto un ospedale in una settimana, per il Covid, bruciando sui tempi Milano e Wuhan, peccato che Milano ha dovuto "costruire" un ospedale nella ex fiera di Milano, Ospedale Fiera Milano fatto in 10 giorni, grazie a 21 mln da privati e in Cina : Coronavirus, l’ospedale di Wuhan costruito e finito in 10 giorni, ma non solo, Covid, la Cina costruisce il primo di 6 ospedali da 1500 posti in 5 giorni.

Fortunatamente vengo a scoprire la verità :
Marco Elefanti, direttore generale Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, ospite a ‘Tutto Salute’ su Rai 3, parlando della nuova struttura che a Roma accoglierà i pazienti Covid-19, il Columbus Covid Hospital 2.
“In tempi molto brevi – ha ricordato – abbiamo deciso di riconvertire questo presidio contiguo al Gemelli e ben conosciuto dai romani, che svolgeva attività generalista, complementare al policlinico" ...
Il seguito più avanti, quindi hanno semplicemente svuotato un reparto e ne hanno cambiato l'uso aumentando i posti in terapia intensiva per ben "134 posti", a fronte dei 200 di Milano e dei 1500 di Wuhan. Una settimana, in tempo di pandemia pestilenziale, come hanno voluto farci credere che fosse il Covid, è fin troppo, purtroppo in questi ultimi tempi ho frequentato un pò di ospedali, è tutto un andare e venire di letti, apparecchiature, barellieri e ambulanze, è assolutamente normale spostare e convertire reparti.

In meno di un mese ho cambiato quattro reparti, pronto soccorso, terapia intensiva, medicina d'urgenza e medicina generale, l'ultimo cambio, per tre giorni, un mattino è arrivato il primario, magari la spostiamo in un altro ospedale, dico, no, a sto punto me ne vado a casa, no, voglio ancora controllare i valori dell'ossigeno nel sangue, tempo zero, nemmeno mi avevano confermato, mi trovo la Croce Rossa che mi trasferisce, tra l'altro già camminavo quindi barella con il computer e le cose per la sopravvivenza e io che l'accompagnavo a fianco e poi seduto in ambulanza, mentre mi controllavano i valori io me ne andavo in giro per l'immenso parco dell'ospedale. 

Questo per dire che non è stata una grande impresa quella della Raggi, i nostri operatori sanitari e gli ospedali sono sempre in urgenza proprio per la caratteristica del loro lavoro.

Non mi si venga a dire che non intendeva questo, è stata interpretata male e cose del genere, tra politici e media collusi e venduti al regime, non saprei chi è meglio, questa è manipolazione e disinformazione pura, una bufala proprio, in una nazione di idioti che leggono solo i titoli, con il settantacinque per cento di "analfabeti funzionali", leggono ma non capiscono cosa leggono, dove Renzie ha cercato di comprarsi le elezioni con € 80, riempiendoci di migranti, e dove proprio l'M5S si è comprato le elezioni con l'elemosina del reddito di cittadinanza, questa è una cosa gravissima, sfruttare la sofferenza delle persone per fini personali, le parole sono pietre, come si dice.


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Coronavirus. Raggi, "aperto il Columbus Covid 2 Hospital. Grazie a Policlinico Gemelli e a operatori sanitari"

Tematica: Roma - Sindaca
16 marzo 2020 - comune.roma.it

La sindaca Virginia Raggi esprime, anche a nome di tutta la città, il suo apprezzamento per l'apertura del Columbus Covid 2 Hospital, il nuovo centro ospedaliero per la cura del Coronavirus, operativo da questa mattina.

Nel giro di una settimana è stato aperto un ospedale per accogliere malati di coronavirus a Roma. È una grande impresa al servizio dei cittadini, per la quale ringrazio il Policlinico Gemelli e le persone che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo in tempi così rapidi. Il mio pensiero va anche a medici, infermieri e a tutto il personale sanitario che lavorerà al suo interno. Questo straordinario impegno nella lotta al Coronavirus deve ricordarci che ciascuno di noi è chiamato a fare la sua parte, anche con piccoli gesti. Colgo quindi l'occasione per ricordare l'importanza di restare nelle proprie case e di rispettare le indicazioni del Governo”, dichiara Raggi.
RED
Agg. 17 MAR 2020




Raggi : "Operativo il Covid 2 a Roma, un ospedale aperto
in 7 giorni"
16 marzo 2020

L'Italia corre all'inseguimento del coronavirus. Uno dei problemi più gravi legati all'emergenza, come noto, è la mancanza di posti letto nei reparti di terapia intensiva. Per questo le autorità si sta adoperando per l'attivazione di nuovi ospedali, come a Roma. Dove questa mattina è stato inaugurato un nuovo ospedale. Ecco le parole del sindaco Virginia Raggi :
"Da questa mattina è operativo il Columbus Covid 2 Hospital di Roma. In una settimana è stato aperto un ospedale per accogliere malati di Coronavirus. Ringrazio il Policlinico Gemelli per la grande impresa al servizio dei cittadini".
Roma batte Milano e persino Wuhan: aperto in 7 giorni il “Columbus Covid 2 Hospital”, nuovo Ospedale dedicato al Coronavirus  http://www.meteoweb.eu/2020/03/columbus-covid-2-hospital-roma/1405099/

Altri due centri si apprestano ad aprire nella torre 8 del policlinico Tor Vergata e nell'Istituto clinico Casal Palocco

Marco Elefanti, direttore generale Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, ospite a ‘Tutto Salute’ su Rai 3, parlando della nuova struttura che a Roma accoglierà i pazienti Covid-19, il Columbus Covid Hospital 2.
“In tempi molto brevi – ha ricordato – abbiamo deciso di riconvertire questo presidio contiguo al Gemelli e ben conosciuto dai romani, che svolgeva attività generalista, complementare al policlinico. Abbiamo deciso di svuotarlo, ricollocando i pazienti, aumentando i posti letto di terapia intensiva, altri di degenza, destinando l’intero plesso a trattare questo tipo di pazienti. Ha aperto oggi e da oggi attiveremo a regime 59 posti letto di terapia intensiva e 75 di degenza ordinaria“. “Il percorso Covid – ha spiegato – è distinto accedendo al Pronto soccorso del Gemelli. L’obiettivo era di far convergere tutti i pazienti Covid su Columbus, anche se temo purtroppo che la capacità di accoglienza non basterà e un numero significativo di pazienti dovrà rimanere al Gemelli“.
Macrolibrarsi



Ospedale Columbus, il tempo stringe: sei mesi per salvare struttura d'eccellenza e 750 lavoratori

Resta alta l'attenzione sulla ex clinica privata di Monte Mario    (Clinica Moscati NdR) che sarà gestita fino a giugno 2020 dal Gemelli. La Cgil : "Chiusura da scongiurare, soluzione sia definitiva"
15 novembre 2019

Sei mesi per salvare l'ospedale Columbus, in caso contrario sarà invece crisi nera per lavoratori e sanità regionale. 

La crisi della Columbus
Il tempo stringe intorno alla ex clinica privata di Monte Mario, ora accreditata presso il servizio sanitario nazionale: una struttura in fallimento, con la Fondazione Policlinico Gemelli che nel 2015 ne ha evitato la chiusura affittando il ramo d'azienda. Un contratto scaduto il 31 ottobre scorso. Scompiglio tra lavoratori e pazienti, poi la proroga fino alla fine di dicembre e infine i tempi dilatati: Columbus gestita dal Gemelli fino al 30 giugno 2020

Sei mesi per salvare l'ospedale Columbus
Una boccata d'ossigeno, con il tempo che però sull'affaire Columbus si fa tiranno. Entro sei mesi bisognerà trovare un'acquirente: i pregressi, tra aste andate deserte e offerte rifiutate, fanno tremare i 750 lavoratori e la Regione Lazio che, senza il complesso integrato di via Giuseppe Moscati, si ritroverebbe con 258 posti letto in meno. Senza una delle strutture d'eccellenza del sistema regionale.

La Fondazione Gemelli, che già nel 2018 aveva presentato un'offerta, vorrebbe acquisirla ma la distanza con i desiderata della Curatela è ad oggi siderale. La nuova asta, con base di partenza 50 milioni di euro circa per l'immobile e 10 per l'azienda, i primi di gennaio.

La preoccupazione dei sindacati : "Occorre soluzione definitiva prima di giugno"
Uno scenario che preoccupa.
"Se entro giugno non si arriverà ad una quadra il rischio è quello che il curatore fallimentare per massimizzare gli introiti possa spacchettare l'azienda"
ha detto a RomaToday Stefano Capitelli, sindacalista della Fp Cgil.
"La soluzione ideale è che tutto vada nelle mani del Gemelli sia per quanto riguarda l'ambito assistenziale che quello occupazionale: la Fondazione infatti - spiega Capitelli - ha assicurato il mantenimento di tutti i lavoratori. Come sindacato ribadiamo che quello successo il 31 ottobre è vergognoso con i lavoratori del turno delle 22 che non sapevano che cosa fare. Sul Columbus la soluzione, che dovrà essere definitiva e concreta, questa volta va raggiunta prima".
Il caso Columbus in Regione Lazio
Dall'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato le rassicurazioni su continuità assistenziale e mantenimento dei livelli assistenziali.


"Le distanze che separano la Fondazione Gemelli da una parte e i curatori fallimentari dall’altra suscitano preoccupazione tra i dipendenti della struttura, che rischiano il posto di lavoro. Da qui al 30 giugno, data in cui scade l’affitto del ramo d’azienda da parte del Gemelli, la Regione - ha commentato il consigliere regionale della Lega, Daniele Giannini - ha il dovere di tutelare i livelli occupazionali e l’offerta sanitaria. Per questo manterremo alta l’attenzione per scongiurare l’eventuale chiusura del presidio Columbus”.
Le opposizioni incalzano la Regione: "Scongiuri chiusura Columbus"
"Dalla giunta Zingaretti ci aspettiamo garanzie stabili e durature. Verificheremo che la Regione Lazio resti veramente al fianco della clinica e che il segnale che venga dato ai lavoratori e ai pazienti del Presidio ospedaliero Columbus è che non ci siano nè lavoratori di serie B nè pazienti di serie B"
il commento della consigliera regionale di FI, Chiara Colosimo.
"Occorre scongiurare a tutti i costi la chiusura dell'ospedale Columbus"
perentorio Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia alla Pisana.
"Come M5S non lasceremo soli i 750 lavoratori che rischiano di restare a casa e i cittadini che vedrebbero venir meno un presidio di fondamentale importanza per la salute della comunità. Lavoreremo insieme e ad ogni livello, regionale e locale, per arrivare ad una soluzione completa e definitiva della questione che preservi la dignità dei lavoratori dell’ospedale e il diritto alla salute dei cittadini",
hanno promesso il consigliere regionale grillino Loreto Marcelli e quello del Municipio XIV, Sandro Chinni. 
Fonte   comune.roma.it   lalaziosiamonoi   meteoweb   romatoday


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venerdì 6 dicembre 2019

Come siamo diventati schiavi del "Sistema" - La saggezza convenzionale, il conformismo



Non ci si può immaginare cosa ci sia immagazzinato nelle bozze da terminare del blog, questo articolo ne è un esempio. Finalmente uno che spiega semplicemente cosa sia la programmazione mentale, come viene effettuata e di conseguenza il conformismo, negli USA chiamata "Saggezza Convenzionale", avrei potuto tranquillamente scriverlo io, ma sapete com'è, se lo dico io ..., ma se lo scrive un altro, che poi magari è un pirla qualsiasi, ma ha un effetto diverso, però così almeno mi da l'occasione di spiegare come funziona.


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Mi è capitato spesso di essere attaccato da laureati o laureandi, e avevo notato che unita alla spocchia, di credersi chissà chi, cosa che pur avendo la terza media, ho frequentato si, i cinque anni di superiori, ma non ho mai preso la maturità, ho sempre ridimensionato e rimandato al mittente, a meno di casi patologici, ma quello sempre, con chi nega che di giorno è chiaro e di notte è scuro, c'è poco da fare, a livello di cultura generale me la gioco con chiunque ☺, unito a questo c'era il Top della programmazione mentale di sistema, a parte i rari casi, fortunatamente esistono, che confermano la regola.

Come l'articolo spiega, tutto inizia a scuola e più ci stai dentro e peggio sei combinato, ma tutto inizia all'asilo, come racconto, quando mi capita, il giorno che sono tornato a casa dall'asilo pubblico cantando "Bella ciao", il giorno dopo ero dalle suore tedesche☺, avendo poi io una bella testa di ....., non avendo frequentato l'università e provenendo da una famiglia un pò "particolare", me la sono scampata. Funziona così, radicate certe favole criminali nella coscienza fin da scuola, vai poi a toglierle ...,

A chiudere il cerchio mirando a farti specializzare solo in un campo, limitano il raggio di azione e così si fa fatica a vedere e comprendere il contesto generale, proseguendo poi con l'eterno martellamento e rimartellamento, come per esempio racconta un giudeo, della propaganda, non se ne viene più fuori, e sei nelle loro mani, dopo ti comprano con un lavoro con uno stipendio da fame se sei un controllato o principesco se diventi un facente funzioni o un controllore, come vendersi l'anima al diavolo ... anzi tale e quale ...

Tutto questo ha un'origine chiaramente, TAVISTOCK INSTITUTE. L’Istituto del Controllo delle Masse, qui è dove pianificano tutto ...

L'articolo, vedrete, è ambientato in America, infatti a parte il titolo e la chiusura, tutto quello che io ho tradotto con "sistema", era scritto come "stato", ma in Italia, in Europa non è diverso, cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia. 

Conclude poi con qualche meccanismo imperdibile del regime, sanità e emissione monetaria, uno dei migliori articoli del blog per comprendere l'inferno dove ci hanno infilato, con i precedenti : 
Il Comunismo e il Nuovo Ordine Mondiale: La frode utopistica di Wall Street - School of Darkness di Bella Dodd,
L'opposizione controllata, l'arma principale e storica del potere, come riconoscerla,
L’usura,per Ezra Pound, e non solo per lui, ha mosso guerra al mondo dal1694, quando nacque la Banca d’Inghilterra,
Le teorie ufficiali del controllo mentale e le tecniche utilizzate dai mass media,
"ByWay of Deception Thou Shalt Do War" - "Per mezzodell'inganno, farai la guerra" - Mossad, infatti alla fine poi quello che ci interessa è sapere, come siamo finiti all'inferno e quindi capire come uscirne ...

Il prologo naturale a questo articolo è Bias di conferma - Trappole cognitive e mentali che è il meccanismo psicologico con cui ti imprimono nella mente certe convinzioni ....




Come siamo diventati schiavi di “The System”

di Bob Livingston
20 December 2016

Questo articolo è stato scritto da Bob Livingston e pubblicato originariamente su Personal Liberty Digest

Quasi tutto quello che pensi e fai è contro il tuo  interesse e non te ne rendi nemmeno conto. Così è programmato.

Il sistema  cerca il controllo assoluto dei tuoi mente, corpo e spirito. Il sistema ha successo ? Ce l'ha, ma solo pochi eletti lo sanno.

La tua mente e il tuo pensiero non sono tuoi. Quasi ogni pensiero che hai è canalizzati verso il sistema.

Nel momento in cui un bambino cresce e passa attraverso il sistema di (non) istruzione pubblica, lui o lei non hanno pensieri propri. Con il tempo, quando la persona ha finito la scuola, il sistema ha sigillato i suoi processi di pensiero in modo che nulla possa essere messo in discussione. L'imperativo invece è di indagare al di là di ciò che viene imposto dalla propaganda mediatica e dai  nostri leader, che è sparito.

Le nostre menti sono così compiaciute nell'oscurità e la confusione organizzata che siamo degli automi completi. Il nostro ego, la nostra individualità, sono completamente asportati e siamo completamente trasferiti nell'organismo del sistema e nel pensiero di gruppo. Qualsiasi deviazione dal sistema da parte di chiunque si scontra con l'ostilità da parte di amici e vicini (il pensiero unico o il politically correct NdR).

Con questo siamo bloccati in un sistema basato solo sulla saggezza convenzionale (dottrine conformiste, un pò come l'ortodossia di partito NdR). La saggezza convenzionale è quella che tutti conoscono (il conformismo, quello che si ritiene essere il pensiero dominante, molto comodo nascondersi dietro NdR). E' l'insieme della (finta) storia che riceviamo a scuola e attraverso i media controllati, ripetuta fino alla nausea.


La saggezza convenzionale si basa sulla confusione e sulla disinformazione. Ha un effetto di spiazzamento nei nostri processi mentali che soffoca l'indagine. In altre parole, la saggezza convenzionale ci insegna a rifiutare qualsiasi informazione o pensiero non in armonia con il nostro precondizionamento ed esperienza. Si chiama dissonanza cognitiva. Bias di conferma - Trappole cognitive e mentali

Più uno è formalmente istruito, più lui / lei sono bloccati nella mentalità del sistema. (Perché pensi che ci sia una tale spinta per tutti a ricevere un'istruzione universitaria se una persona ne è incline o meno ?) (Senza considerare se è più portata per una facoltà o per un'altra, ne ho sentite di tutti di colori, invece dovrebbe essere interesse della collettività, come il verificare che questi studi abbiano effettivi sbocchi di lavoro, l'importante invece è indottrinarti, nello specifico quì in Piemonte c'è un detto "a smia fait al  piolet"  tradotto "sembra fatto con l'accetta", spesso per lavoro ho serie difficoltà con i laureati, sembrano avere una chiusura mentale sulla soluzione dei problemi più ridicoli NdR)

Io stesso ho passato quattro anni in college, ho frequentato un  un master e la facoltà di giurisprudenza. Che peccato ! Mi ci sono voluti molto tempo e denaro per riprendermi dal lavaggio del cervello. Ci sono voluti anni per superarlo.
Ho dovuto cancellare completamente questa stupidità educativa prima che potessi cominciare ad avere un senso. Il mio atteggiamento indagatore e molte, molte letture mi hanno aiutato a sfuggire al labirinto programmato che mi intrappolava. I molti conflitti e confusione erano emotivamente e finanziariamente costosi.

Anche il vostro corpo non vi appartiene.

Un bambino appena nato riceve le vaccinazioni prima di lasciare l'ospedale e i genitori sono contenti. Essi non mettono in discussione ciò che c'è nei vaccini o a cosa servono.

C'è anche una spinta per iniziare a vaccinare i bambini nel grembo materno. Così lo stato comincia ad impadronirsi del corpo di un bambino il primo giorno della sua vita. E' in fase di preparazione per la morte dopo il giorno in cui è nato. Poi ben 50 altre vaccinazioni vengono fatte prima della fine della scuola superiore (sarà il sistema negli USA NdR). Tutto è fatto in nome della salute e per il bene della società. E' tutto per il profitto di Big Pharma imposto dal sistema politico. I genitori credono che sia cosa buona.

Ci sono molte persone esperte che sono contro le vaccinazioni obbligatorie semplicemente perché è una violazione della libertà medica. Ma il problema va molto più in profondità. È al centro della sopravvivenza del sistema.

Poi c'è il sistema organizzato delle malattie chiamata assistenza sanitaria. Questo sistema deve avere una scorta infinita di corpi - il tuo.

Migliaia di test, biopsie, ecografie, cateterizzazioni, ecc., Che portano a enormi profitti attraverso farmaci, chirurgia, radioterapia, ecc., Portando alla scomparsa generale del sistema immunitario naturale che garantisce la malattia e la morte - la tua.

La responsabilità individuale per la propria salute in America (e non solo NdR) è impensabile e quasi inesistente. E' stato così previsto. Essi hanno bisogno e vogliono il vostro corpo. Si tratta di enormi profitti per il sistema.

Oltre a ciò, i vaccini e il sistema di assistenza sanitaria riguardano un sistema di controllo della popolazione basato sulla fredda realtà della sopravvivenza del monopolio della creazione di moneta (credito) che governa il mondo. I consumatori dovranno e devono morire. La spinta per le vaccinazioni universali non è una fantasia ideologica. È una cospirazione a sangue freddo per controllare la popolazione. La California ha la vaccinazione obbligatoria e ha eliminato sia l'esenzione religiosa che quella filosofica. Come va la California, così va la nazione.

Quando si capisce il sistema monetario si sa per certo il motivo per cui il controllo della popolazione è ora passato da una urgenza a una priorità dell'establishment.


Chi di voi è nuovo su Personal Liberty ® e sta leggendo alcune di queste cose per la prima volta potrebbe rimanere scioccato e chiedersi
"Cosa hanno in comune vaccini, assistenza sanitaria, sistema monetario e controllo della popolazione ?"
In poche parole, la creazione di denaro (la creazione di moneta è creazione di credito) è il monopolio esclusivo della banca centrale. Negli Stati Uniti, questa è la Federal Reserve e le banche della Federal Reserve (come sappiamo in Europa la BCE e le banche collegate, uguale ovunque e non per niente : L’usura,per Ezra Pound, e non solo per lui, ha mosso guerra al mondo dal 1694, quando nacque la Banca d’InghilterraNdR).

Tutta la ricchezza fluisce verso i creatori del credito. Ma un sistema monetario e la creazione del credito non può esistere senza una regolamentazione. I regolamenti sono assolutamente essenziali in tutti i settori della vita. In America, ne abbiamo a palate di regolamenti dobbiamo regolamentarli ?

Specifico per questa discussione è l'argomento della regolazione della popolazione o del controllo della popolazione. Un sistema monetario basato sul credito non è sostenibile se ha più consumatori che produttori. Man mano che la nostra popolazione invecchia e "molto gravoso", il consumo supera la produzione e, attraverso i sussidi sociali e previdenziali, la ricchezza si trasferisce dai creatori di denaro (credito) ai consumatori o ai non produttori. Questo non può essere consentito nel tempo.

Quindi modi, "naturalmente benevoli", in quanto non possono semplicemente vaporizzarti quando raggiungi una certa età, a la "Fuga di Logan", devono essere trovati per farci scadere quando andiamo in pensione. Abbiamo molti meccanismi di controllo della popolazione in atto, tra cui medicamenti di massa con farmaci e fluoro nella nostra acqua potabile (questa in Italia l'abbiamo scampata, ma il fluoro che cristallizza la ghiandola pineale, quindi ti rende più docile e controllabile, tramite i dentifrici, per esempio, ce lo piazzano lo stesso NdR).

E uno dei controlli sulla popolazione più sinistri e mascherati è costituito da vaccinazioni di massa e non. Quando i nostri bambini sono vaccinati, c'è una certa percentuale che muoiono per conseguenza, e molti sono disabili in vari modi per tutta la vita. Tuttavia, la parte più insidiosa di questo è lo sviluppo di malattie degenerative molto più tardi nella vita, diciamo nella fascia degli anni '50 e nei primi anni '60, a circa l'età della pensione.

Macrolibrarsi

La libertà umana e la sopravvivenza personale nel nostro tempo devono originarsi nella verità, non importa quanto siano incredibili e scioccanti per le nostre menti condizionate. I governi controllano la mente pubblica con disinformazione e confusione. Nessun governo moderno potrebbe esistere per 24 ore se dicesse alla gente la verità.

Naturalmente, l'establishment deve etichettare queste verità come "fake news" alla maggior parte dei lettori. Questo, a causa della dissonanze cognitive, saranno etichettate come "teoria della cospirazione". (The Washington Post : Diffondere notizie false, fake news, diventa una pratica standard per i governi di tutto il mondo NdR)

Entrambe sono parole in codice progettate per mantenerci e renderci come schiavi per “The System”.

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Bob Livingston
fondatore di Personal Liberty Digest ™, è un autore e redattore americano ultra-conservatore della "The Bob Livingston 
Letter"™, in circolazione dal 1969. Bob ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca e alla ricerca della verità su una varietà di argomenti. Bob è specializzato in problemi di salute come integratori alimentari e alternative alle droghe, nonché problemi di privacy (sia personali che finanziari), protezione dei beni e conservazione della libertà.

Fonte   alt-market   personalliberty
Traduzione Arturo Navone per Un Mondo Impossibile …


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martedì 29 maggio 2018

The Washington Post : Diffondere notizie false, fake news, diventa una pratica standard per i governi di tutto il mondo


Nulla di nuovo per chi è attento, ma certificato dal Washington Post non può essere fatta passare per una fake news, il sistema è sempre il solito, chi ha sempre creato fake news, accusa gli chi si oppone e cerca di tappargli la bocca, Israele chiede Censura mondiale di Internet. Il problema vero è chi, ignorante, si intromette e di fatto crea un muro a difesa dei soprusi del potere, questo succede sempre e con qualsiasi argomento, la parolina magica inventata dalla CIA è "complottista" ma ce ne sono altre, "revisionista, negazionista, fascista, populista", tutte create ad hoc ...

Memorie di un ex disinformatore del web, tutta la serie degli articoli inerenti, al termine, come sempre.

Chi è attivo sul web è ben consapevole che c'è una guerra in atto, o meglio, la guerra seria è un'altra JohnF. Kennedy. Discorso Il presidente e la stampa. La Dichiarazione diuna Guerra Segreta:- Speech The President and the Press. TheDeclaration of a Secret War, quì se ne svolge una parte, "noi" che cerchiamo di svegliare, salvare le persone e il pianeta e "loro", che ovviamente fanno l'esatto contrario, ed è anche chiarissimo che hanno iniziato prima "loro" .... L’usura,per Ezra Pound, e non solo per lui, ha mosso guerra al mondo dal1694, quando nacque la Banca d’Inghilterra

17 luglio 2017

Le campagne di manipolazione dell'opinione pubblica attraverso postazioni di social media false o fuorvianti sono diventate prassi politica standard in gran parte del mondo, con ministeri informativi, unità militari specializzate e operatori politici che modellano il flusso di informazioni in dozzine di paesi, secondo quanto riferito da un gruppo di ricerca britannico.

Questi sforzi di propaganda sfruttano ogni piattaforma di social media - Facebook, Twitter, Instagram e oltre - e si basano su utenti umani e "robot" computerizzati che possono amplificare drammaticamente il potere delle campagne di disinformazione automatizzando il processo di preparazione e consegna dei post. I robot interagiscono con utenti umani e anche con altri robot.  Sniper, il nuovo Golem. Nella tradizione ebraica il Golem è un tipo di robot creato dagli ebrei per servire il popolo eletto ed i propri interessi tribali.

Sebbene la maggior parte delle piattaforme di social media siano progettate e gestite da società con sede negli Stati Uniti, le piattaforme vengono infiltrate quasi subito dopo la loro pubblicazione al pubblico da una serie di attori internazionali abili a utilizzare le informazioni per far avanzare le agende politiche, all'interno dei loro paesi e oltre, dicono i ricercatori del Computational Propaganda Research Project della Oxford University.
"La propaganda del governo si è evoluta con i social media ed è cresciuta insieme ad essa",
ha detto Philip N. Howard, professore di Oxford e coautore del rapporto, chiamato
"Truppe, troll e creatori di problemi: un inventario globale della manipolazione dei social media organizzati".
Il rapporto si basa su notizie di propaganda dei social media in 29 paesi per giungere a conclusioni più ampie sulla crescita globale di varie tecniche, tra cui l'emissione di notizie false, attaccando i giornalisti o contrastando messaggi critici sui social media con messaggi a sostegno di una posizione del governo o di una visione politica.


Questi sforzi sono spesso, anche se non sempre, clandestini, con l'origine dei post sui social media oscurati attraverso informazioni false sull'account. I robot giocano spesso ruoli chiave creando automaticamente post sui social media, rispondendo ad altri utenti e facendo eco a determinati temi in un modo che è difficile distinguere dagli utenti umani normali. I bot possono pubblicare molto più spesso degli utenti umani, in alcuni casi più di 1.000 volte al giorno; gli utenti umani soprannominati "cyborg" si affidano a tecnologie di automazione simili per rafforzare anche il potere dei loro account.

Twitter e Facebook, che possiede Instagram, hanno rifiutato di commentare il rapporto. Nessuna delle due società è stata individuata nella relazione, anche se Twitter e Facebook sono diventati obiettivi popolari per la manipolazione dei social media a causa della loro portata globale.
'
Howard ha detto che lui e l'altro ricercatore principale del rapporto, Samantha Bradshaw di Oxford, sono rimasti colpiti da quanta parte dell'attività di propaganda e innovazione si è verificata nelle democrazie di stile occidentale, tra cui la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, Israele, Australia e Messico.

Il rapporto, citando un account di notizie precedentemente pubblicato, ha detto che Israele aveva 350 account di social media su più piattaforme, operanti in inglese, ebraico e arabo. Una campagna di propaganda britannica pubblica video falsi su YouTube nel tentativo di impedire che i musulmani si radicalizzino e si uniscano alla guerra in Siria, secondo il rapporto. E le forze politiche in Messico usavano i robot e gli utenti umani per attaccare i giornalisti e diffondere disinformazione sui social media.
In alcuni casi, questi sforzi hanno coinvolto le burocrazie governative in piena regola, con un numero costante di dipendenti e di salari fissi. Altre volte gruppi di attivisti online o gruppi ad hoc di lavoratori pagati hanno lavorato insieme per una singola campagna prima di essere sciolti. Alcuni sforzi vengono anche esternalizzati a fornitori privati ​​specializzati nell'influenzare le opinioni attraverso i social media.

Sebbene la Russia sia alla guida del mondo nella sofisticazione dei suoi sforzi di propaganda online, Howard ha affermato che gli sforzi per sostenere il repubblicano Donald Trump nella campagna presidenziale del 2016 hanno dato il via all'utilizzo dei social media per formare un'opinione politica. Il gruppo di Howard e altri hanno precedentemente riferito che i robot di Twitter che supportano Trump erano molto più vocali e organizzati dei robot che sostenevano la democratica Hillary Clinton, in particolare nei giorni finali delle elezioni.
"Sono i cicli elettorali presidenziali che hanno investito decine di milioni di dollari in queste innovazioni", ha affermato Howard. "Le innovazioni dei grandi investimenti accadono negli Stati Uniti e poi vengono adottate ovunque".
Altri ricercatori hanno documentato il potere dei social media per sostenere il sorprendente successo elettorale di Trump e hanno mostrato che alcune di quelle risorse dei social media si stanno diffondendo ad altre nazioni.


La diffusione di documenti poco lusinghieri sul candidato presidenziale francese Emmanuel Macron - ora sfatato come fasullo - ha ottenuto un supporto chiave negli ultimi giorni delle elezioni di maggio dai bot di Twitter che avevano sostenuto anche Trump negli Stati Uniti, secondo Emilio Ferrara, ricercatore dell'Università della California del sud.

Ha analizzato 17 milioni di tweet, scoprendo che i bot con sede fuori dalla Francia si sono concentrati su questioni diverse rispetto agli utenti umani di Twitter in Francia. Il suo ultimo rapporto , pubblicato questo mese, ha suggerito la possibilità di "un mercato nero per i robot di disinformazione politici riutilizzabili".

L'uso di queste tecniche sta crescendo rapidamente mentre i robot e le altre tecniche per manipolare l'opinione sui social media diventano più economici e più facili da usare, e man mano che aumenta la loro efficacia. Molte aziende ora vendono account bot a migliaia e, a pagamento, li gestiranno per i clienti, ha detto Ferrara.

Lui e altri ricercatori hanno detto che le piattaforme di social media non fanno abbastanza per combattere la diffusione dei bot e la conseguente propaganda. L'impatto va al di là delle politiche elettorali a temi caldi come il cambiamento climatico e la sicurezza dei vaccini.
"La stragrande maggioranza delle persone ... sarebbero sorprese dalla misura in cui queste piattaforme vengono utilizzate per manipolazioni politiche", ha detto Ferrara. "Soprattutto se nessuno fa nulla al riguardo."
Il gruppo di Howard ha anche rilevato dei robot che supportano Trump lavorando su altre questioni a livello globale, spesso in accordo con i bot che sostengono le cause di estrema destra e le campagne di propaganda della Russia.
"Generano così tanti contenuti - e condividono i contenuti l'uno dell'altro - che è difficile disaggregare le reti",
 ha detto Howard.

Fonte   washingtonpost


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venerdì 25 maggio 2018

Come agiscono gli apparati di manipolazione mediatica israeliani. La disinformazione del Memri



Un vecchio articolo, molto interessante perchè assolutamente ufficiale, i fatti scoperti e denunciati da Brian Whitaker, giornalista di The Guardian e confermato niente di meno che dal comune e dall'allora sindaco di Londra; non è chiaramente un fatto singolo, è la punta dell'iceberg. Quello che dovrebbe far pensare è che essendo cosa nota a tutti avrebbero dovuto prendere delle contromisure, nulla di che, tutto procede come da programma, notizie, guerre, politiche e governi basati sulle fake news The Washington Post : Diffondere notizie false, fake news, diventa una pratica standard per i governi di tutto il mondo, ovviamente poi come nelle migliori dittature i colpevoli saremmo noi. 

Il caso è eclatante tutte le notizie provenienti dal medio oriente sono tutte gestite, manipolate e veicolate da questa agenzia stampa fondata e gestita da un colonnello del Mossad con altri agenti sempre dell'intelligence di israele. Il meccanismo è ben oliato :  L'uso di Israele di False Flags nel terrorismo globaleMossad,l'«Istituto» un mito costruito sui cadaveriI SAYANIM: “AGENTI DORMIENTI” MOLTO ATTIVI A SERVIZIO D’ISRAELELA MAFIA EBRAICA: I grandi predatori internazionali - LA MAFIA JUIVE Les grands predateurs Internationaux. Hervè RyssenMisteri e segreti del B'nai B'rith La più grande organizzazione ebraica internazionale di Emmanuel RatierOrrore in Israele: scoperte 30.000 spie del Mossad

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Questo sta bene, quello che non sta bene, al solito, sono le greggi di capre e pecore con l'anello al naso che negando, conformandosi al potere ostacolano il percorso per arrivare ad una vita normale, senza war games, assassinii e prevaricazioni varie di cui poi sono i primi a esserne vittime, siamo alle solite, loro fanno il loro mestiere, tanti, troppi di noi non fanno il loro, così non se ne esce :
"Viviamo in una delle piú decisive epoche della storia e nessuno se ne rende conto, nessuno lo comprende ... La Rivoluzione Mondiale avanza inarrestabile verso i suoi ultimi risultati ... Chi predica la sua fine o crede addirittura di averla sconfitta non l'ha compresa ... La lotta si combatte anche nell'interiorità del singolo uomo, sebbene egli non lo sappia affatto. Per questo così pochi giungono a vedere chiaramente da quale parte essi veramente si trovano"
- Oswald Spengler – insigne studioso dei cicli storici (Spengler, "Anni decisivi", Edizioni del Borghese, Milano 1973, p. 25).

Da qui nasce e questo è quanto :
Ovvio perché non a molti è chiaro il problema, il vero problema.
Chi sono "LORO" ?
Questa è l'eterna lotta del bene contro il male, dei vizi e delle virtù, "CHIUNQUE" viva una vita nell'ipocrisia e nell'opportunismo, nell'ignoranza che è sempre voluta, nella violenza e nell'egoismo, nella menzogna e nella manipolazione, chi si mette la maschera, non ha il coraggio di essere se stesso e vive nel conformismo, chi vive di compromessi, chi naviga nelle acque oscure della coscienza, tutti questi sono "LORO" ...
Tanti di noi fanno parte di loro perché tutti questi atteggiamenti e comportamenti danno forza a quelle energie, le amplificano esponenzialmente, è una questione di controllo e miglioramento, di evoluzione personale e di Massa, questo è l'arcano, questo è quello che dobbiamo sapere e far sapere a tutti e ti riporta a :
"La verità ti renderà libero".


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dal nr. 2 della rivista aideM *
di Sherif El Se baie
10 settembre 2007

Nel clima di tensione del post 11 Settembre, chi traduce i discorsi dall'arabo, le prediche degli imam o i comizi di Ahmadinejad, ha un'importante responsabilità, perché può influenzare l'umore dell'opinione pubblica occidentale e predisporla allo scontro. E allora perché affidarsi a un'agenzia con sede a Washington fondata da un ex agente dei servizi segreti israeliani ?

Nell'incandescente e frenetico clima mediatico del dopo 11 settembre, segnato, tra l'altro, dagli attentati di Londra e Madrid e dalle guerre in Iraq e Afghanistan, nasce e si acuisce l'interesse del mondo occidentale per il mondo arabo e più in generale per il mondo islamico.

Tale interesse si scontra, però, con la carenza di giornalisti occidentali esperti del settore, con la scarsa reperibilità di fonti di prima mano e con la barriera linguistica. Pochi sono, infatti, i giornalisti che si sono occupati specificatamente di Medio Oriente prima di quella data, e ancora più rari sono coloro che parlano la lingua araba, persiana o turca e che quindi sono in grado di rintracciare, tradurre e commentare le notizie provenienti dal Medio Oriente. In effetti, eccettuate le due famose reti satellitari di Aljazeera e Alarabiya, che si sono lanciate internazionalmente – anche in lingua inglese nel primo caso – solo sull'onda dell'11 settembre, la limitata distribuzione dei giornali arabi in Occidente ha costretto chiunque fosse interessato ad analizzare i media arabi, ammesso che ne capisse la lingua, ovviamente, a servirsi di internet. Ma nel 2001 erano ancora pochi i giornali presenti sul web e nessuno di questi era in versione pdf quindi quasi sempre gli articoli erano organizzati per indici tematici. In questo modo si perdeva l'impaginazione che rappresenta uno strumento essenziale per capire l'importanza che viene data alla notizia, le scelte informative del giornale e la carica emotiva trasmessa al lettore. Questa situazione ha costretto e/o permesso a molti giornalisti occidentali, fra cui redattori di quotidiani, conduttori di trasmissioni televisive, ecc., di trasformarsi miracolosamente in esperti di Islam e Medio Oriente, pur non sapendo nulla dei paesi del Medio Oriente, della loro cultura o della loro lingua.
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Per riuscirci, questi stessi giornalisti si sono trovati costretti a rivolgersi ad un intermediario esterno, gratuito, molto attivo e facilmente accessibile, per le traduzioni: il Memri, acronimo che indica il Middle East Media Research Institute (Istituto di Ricerca Mediatica del Medio Oriente) con base a Washington e uffici di recente apertura (2002) a Londra, Berlino, Tokyo e Gerusalemme.

Il Memri è un'organizzazione che seleziona alcuni degli articoli più “rappresentativi” presenti nella stampa araba, persiana o turca e li traduce in diverse lingue (Inglese, Italiano, Spagnolo, Francese, Tedesco, Giapponese ed Ebraico). Le traduzioni vengono inviate settimanalmente e gratuitamente tramite posta elettronica o via fax ai propri iscritti. Prima dell'11 settembre generalmente il Memri riusciva ad ottenere da 10 a 20 iscrizioni al giorno, dopo questa data – secondo Steven Stalinsky, direttore generale del Memri di Washington – si è arrivati fino a 50 iscrizioni al giorno. Brian Whitaker, giornalista di The Guardian, spiega in maniera molto semplice il meccanismo che porta i giornali a riprendere le segnalazioni lanciate dal Memri:
“È da un po' di tempo che ricevo piccoli regali da un generoso istituto sito negli Stati Uniti. Questi consistono in traduzioni di alta qualità di articoli provenienti da testate arabe che l'istituto mi manda tramite mail ogni 2 o 3 giorni, gratuitamente. Queste e-mail vanno anche a politici e studiosi, come a molti altri giornalisti. Solitamente le storie in esse contenuti sono interessanti. Ogni qualvolta io ricevo una mail dall'istituto in questione, diversi miei colleghi del Guardian ne ricevono una uguale e ne inoltrano una copia a me – qualche volta con una nota allegata che mi suggerisce di verificare la storia e scriverci su. Se la nota allegata mi arriva da un collega più anziano, rimango con la sensazione che dovrei veramente scriverci qualcosa a riguardo”.
Withaker ha preso a cuore il suggerimento di verificare la storia, andando ben oltre le aspettative dei colleghi, e cioè indagando proprio sull'Istituto che realizza le traduzioni. A lui si deve praticamente la prima denuncia “occidentale” sul conto dell'Istituto.

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L'obiettivo dichiarato del Memri è quello di lanciare
“Un ponte tra Occidente e Medioriente, attraverso le traduzioni dei media arabi, ebraici e farsi, e mediante analisi originali delle tendenze politiche, ideologiche, intellettuali, sociali, culturali e religiose della regione”.
Esso dispone di un sito principale all'indirizzo www.memri.org , diviso in varie sezioni: alcuni sono progetti di studio come quello su jihad e terrorismo che il Memri ha avviato per monitorare i gruppi militanti islamici, oppure raccolte di documenti con temi specifici: le riforme nel mondo arabo e musulmano; il conflitto arabo-israeliano; fino al progetto di documentazione sull'antisemitismo arabo. C'è inoltre un fornitissimo archivio che parte dal 1998, data di fondazione del sito, che è diviso anch'esso in sezioni: inchieste e analisi (prodotte dal Memri), servizi speciali (traduzioni degli articoli della stampa araba), rapporti speciali (approfondimenti sulle questioni mediorientali), e le edizioni straordinarie. L'Istituto si avvale inoltre del sito www.memritv.org riservato al progetto di monitoraggio tv che copre le principali reti televisive arabe e iraniane occupandosi della sottotitolazione e della distribuzione di brevi estratti, attentamente selezionati, di quelle televisioni e di un blog, aggiornato quotidianamente con brevi estratti dei media mediorientali, all'indirizzo thememriblog. Un tale impegno necessita, sicuramente, di un numero elevato di traduttori e osservatori a tempo pieno (anche se la direzione dichiara di avvalersi di soli 17 membri).

Sorge quindi spontanea la domanda: come si finanzia il Memri? L'Istituto si presenta come “un'organizzazione indipendente, al di fuori delle parti, senza fini di lucro” e proprio per questo motivo i suoi lavori sono sostenuti dai contribuenti americani, in particolare la Lynde e Henry Bradley Foundation, una delle più importanti fondazioni della destra americana. Come organizzazione “indipendente, non di parte, no-profit”, esso infatti possiede una posizione fiscalmente defalcabile per le leggi americane. Ma il Memri è veramente “un'organizzazione indipendente, al di sopra delle parti”? L'Istituto è stato fondato a Washington nel 1998 dal colonnello Yigal Carmon, che ha trascorso ben 22 anni della sua vita (1968-1988) nell'intelligence israeliana. Parla l'arabo, ed è stato consigliere per l'antiterrorismo di due primi ministri, Itzhak Shamir e Itzhak Rabin, e per questo conta su solide basi sia in Israele che negli Stati Uniti. È associato a Meyrav Wurmser, ex funzionaria del Memri, che dirige il dipartimento Medioriente presso l'Hudson Institute, organismo vicino ai neocon americani. All'epoca in cui il Memri è stato costituito, delle sei persone menzionate sul sito (e in seguito cancellate), ben tre – Aaron Mannes, Yotam Feldner e Aluma Solnick – erano ex funzionari dei servizi israeliani. Tra le altre tre, una ha prestato servizio presso i corpi di artiglieria militare del Comando Nord, una ha un trascorso accademico e il terzo è un ex-attore comico. Un'ulteriore dato supporta i sospetti di imparzialità: non solo la co-fondatrice, Meyrav Wurmser, è autrice di un documento accademico intitolato “Potrà Israele sopravvivere al post Sionismo?” ma addirittura si leggeva nel sito questa dichiarazione: “Nelle ricerche l'istituto enfatizza anche la continuità del Sionismo nel popolo ebraico e nello stato di Israele”. Ma anche questa frase è stata eliminata dal sito il 5 novembre 2001. Proprio per questo motivo, molti autori considerano il Memri alla stregua di un'arma di propaganda al servizio di Israele e della destra israeliana, dedita alla denigrazione degli avversari arabi. E dal momento che Israele si è già distinta nella manipolazione dei dati riguardanti gli avversari, la considerazione è più che legittima. Basta ricordare come l'esercito israeliano manipolò la traduzione dei documenti sequestrati nel blitz alla sede dell'Autorità palestinese per dimostrare quanto Arafat fosse coinvolto nelle attività terroristiche e nell'uso del denaro Ue per finanziare il terrorismo.

Come denuncia Robert Fisk nel suo ultimo saggio Cronache Mediorientali , i documenti dimostravano in realtà fino a che punto Arafat avesse perduto il controllo delle organizzazioni di guerriglia sorte tra i palestinesi in Cisgiordania. Gli israeliani, invece,
“li pubblicarono in traduzioni e sintesi deliberatamente fuorvianti e, in un caso almeno, falsificate. I giornalisti ripresero fedelmente la versione israeliana dei documenti ma quando The Independent li sottopose ad una traduzione accurata divenne evidente che gli israeliani avevano presentato un'interpretazione fraudolenta del loro contenuto”.
In una nota, Fisk ricorda come la “traduzione” israeliana di un documento palestinese sul caso di Mahmoud Frei, un diciassettenne che aveva preparato una bomba per un carro armato israeliano a Gaza, affermasse che era stato protetto dall'autorità palestinese mentre in realtà l'originale arabo affermava chiaramente che l'Autorità Palestinese aveva impedito l'esplosione tagliando i cavi del detonatore, prima di convincere Frei a unirsi agli uomini di Arafat.

Che le armi propagandistiche fossero essenziali nel conflitto arabo-israeliano è un dato di fatto. Non a caso Ibrahim Hopper del Consiglio per le Relazioni Arabo-Americane denunciò la politica del Memri in un'intervista al Washington Post affermando che
“L'intento del Memri è ricercare le peggiori dichiarazioni possibili del mondo musulmano e renderle di pubblico dominio il più largamente possibile”.
Dal momento che molti mezzi di informazione e addirittura governi danno credito al Memri, questo ovviamente ne influenza pesantemente le scelte politiche. In effetti, mentre per coloro che leggono regolarmente i giornali arabi dovrebbe essere ovvio che i concetti posti in evidenza dal Memri non sono rappresentativi della stampa araba, coloro che invece non leggono i giornali arabi, e sono molti anche fra politici e opinionisti, potrebbero pensare che queste tesi estremiste non siano solo indicative dell'opinione pubblica araba, ma addirittura degli stessi governi arabi. Nel 2004, per esempio, il Memri riesce a sfruttare le “sortite infelici” della televisione di Hezbollah, Al Manar, al fine di metterla al bando in Francia, suscitando le proteste dell'associazione Reporters sans frontières. Il Memri inoltre ha partecipato attivamente alla campagna che ha portato alla chiusura del centro Cheikh Zayed negli Emirati Arabi Uniti, accusato di dar voce a conferenzieri antiamericani e antisemiti.


Ma a destare sospetto non è solo l'intrigante staff che ha dato vita al Memri, seguendo pedissequamente un'agenda politica a favore dello stato di Israele, o il fatto che oggi non fornisca nessun nome da contattare o recapito fisico a cui fare riferimento, con la scusa che
“non vogliono ritrovarsi attentatori suicidi passeggiare davanti la loro porta il lunedì mattina”- Washington Times - 10 giugno 2007
una precauzione del tutto eccessiva, come sottolinea tra l'altro Whitaker,
“per un istituto che vuole semplicemente abbattere le barriere di linguaggio est-ovest”.
A destare veramente preoccupazione, invece, è il fatto che gli articoli selezionati riportino l'immagine degli arabi sempre in modo negativo. E che questo sia reso possibile non solo recuperando eventuali ed autentiche esternazioni fondamentaliste pubblicate o diffuse dai media arabi, o “semplicemente” decontestualizzandone altre ben più innocenti, ma addirittura manipolando deliberatamente le traduzioni. A tal proposito il Memri si è distinto per la violenta campagna condotta contro la visita dello sceicco Al-Qardawi a Londra. I servizi del comune di Londra scoprirono solo in seguito che le proteste erano state originate da informazioni provenienti da “un'organizzazione di nome Memri”. Era il giugno 2004 e, per scrupolo di coscienza, il sindaco di Londra Ken Livingstone commissionò uno studio al termine del quale ha concluso che l'offensiva si inseriva,
“con ogni evidenza, in un'ondata di islamofobia che mirava a impedire un dialogo tra musulmani progressisti e l'Occidente”.
Lo studio commissionato dal Comune di Londra sulle “140 opere scritte dal dottor Al Qardawi” produceva infatti risultati scioccanti.

Gli analisti conclusero che si trattava
“di una evidente manipolazione degli scritti” dello studioso musulmano, di “scoperte menzogne” e che “travisa sistematicamente i fatti, non soltanto quello che dice il dottor Al Qardawi, ma anche quello che dicono molti altri esperti musulmani. Nella maggior parte dei casi, si tratta di una deformazione totale.
Basterebbe menzionare i seguenti “casi” per rendersi conto del livello di affidabilità del Memri: il prof. Halim Barakat, della Georgetown University, denunciò per esempio la sostituzione della parola “Sionismo” nella traduzione dei suoi articoli apparsi su Al- Hayat con “Ebraismo” per dare l'impressione che fosse antisemita. Ma denunciò anche la manomissione del titolo dell'articolo da lui pubblicato sul quotidiano londinese Al-Hayat con il titolo
“Questo mostro creato dal sionismo: l'autodistruzione”,
presentato invece dal Memri con un titolo che incitava all'odio : 
“Gli ebrei hanno perso la loro umanità”.
Secondo gli “esperti” del Memri, inoltre, Abdel Karim Abu Al-Nasr, un giornalista libanese ben noto, è saudita, per il semplice fatto che scrive su un giornale saudita. Un altro esempio delle manipolazioni a cui si presta il Memri è segnalato con dovizia di particolari da un lettore di origine araba sul forum “Noi e gli Altri”, moderato da Magdi Allam, (Magdi Allam è un traditore sionista ben due volte, dell'Islam e del Cristianesimo NdR) Vicedirettore ad Personam del Corriere della Sera sul sito dello stesso quotidiano. Rivolgendosi ad Allam, il lettore lo invita
“a guardare la prima parte (di un video, ndr), dove intorno al quinto minuto vi è un pezzo della tv saudita Almajd, in cui un barbuto imam parla a una platea di giovani, mi dica lei se onestamente ci vede qualcosa di grave. Il presentatore americano riporta la cosa come dimostrazione della gioia araba (per gli attentati dell'11 settembre, ndr), e sottolinea che il pubblico ride (…). L'Imam narra che il giorno prima degli attentati era a NY con un suo amico, che gli chiese se gli andava di visitare le Twin Towers note per la loro bellezza. Loro andarono e rimasero meravigliati da tanta maestosità e lodarono Allah per tanta bellezza, e poi racconta come il giorno dopo mentre erano a casa sentono degli attentati, e in sintesi dice all'amico “Barakatak ya doctor”, che viene tradotto in “Well done, doctor” (“Ben fatto, Dottore”, ndr) quando casomai significa “Gli hai proprio portato bene Dottore!” come dire sei stato tu (a provocare l'attentato, ndr) con tutte le tue lodi alla loro bellezza (in gergo popolare, “non è che porti sfiga?”). E a questo punto il pubblico in studio ride. (…) Se poi ci aggiungiamo i suoi “Subhan Allah” ricorrenti, che vengono tradotti in “Allah be praised” (Allah sia lodato, ndr), quanto lei sa meglio di me che nel linguaggio arabo sono ricorrenti, specie per le persone religiose, come modo di esclamazione e meraviglia ... Ora io le chiedo Dott. Allam di dire qualcosa a proposito. Mi appello alla sua onestà intellettuale. Non trova vergognoso che una normale battuta, infelice sì, ma pur sempre una battuta, venga riportata in maniera totalmente diversa al singolo occidentale, come si trattasse di una lode degli attacchi ?”
Ovviamente Allam non ha risposto al quesito, così come ha completamente ignorato la richiesta di un'altra lettrice che gli chiedeva
“la sua opinione sul Memri, il quale per me rimane una delle fonti migliori di informazione sui Media arabi/islamici ed offre un servizio tremendamente importante per un occidente che si fa prendere in giro giornalmente da affermazioni fatte da personalità arabe/islamiche in inglese, che contraddice il veleno quotidiano che emettono di continuo in arabo”. 
Tale indifferenza non è affatto casuale, considerato che lo stesso Allam, pur conoscendo benissimo la lingua araba, sia uno dei giornalisti che attingono a piene mani dalle segnalazioni del Memri. In un suo editoriale, pubblicato sulla prima pagina del Corriere della Sera del 13 giugno 2006 e intitolato “Ebrei assassini. Sito islamico educa i bimbi all'odio”, Allam non ha fatto altro che riproporre, praticamente in maniera identica e come se si trattasse di un scoop eccezionale, una segnalazione del Memri risalente a due mesi prima. L'unica nota “locale” era il collegamento fatto tra i quiz e i videogiochi antiebraici presenti nelle pagine di un sito web arabo dedicato ai bambini, al movimento dei Fratelli Musulmani nel suo insieme, quindi all'Unione delle Comunità ed Organizzazioni islamiche (UCOII) in Italia. Una ricerca pubblicata su Le Monde Diplomatique afferma che
“l'efficacia del Memri consiste nel coordinamento molto stretto delle sue attività con i responsabili delle campagne di propaganda sul campo. Le liste dei giornalisti arabi che loda o denigra costituiscono un sistema di sanzioni e di ricompense”.
Interessante notare come Allam abbia ritirato il 21 maggio del 2006 un premio di 250mila dollari circa dalla Fondazione Dan David di Tel Aviv. La ricerca pubblicata da Le Monde Diplomatique afferma anche che
“Il Memri tende a presentare come maggioritarie alcune correnti di idee fortemente minoritarie nella stampa e nei media arabi. E così, il lettore che non parla l'arabo e che si accontentasse della lettura di queste traduzioni avrebbe l'impressione che i media arabi siano dominati da un gruppo di autori fanatici, antioccidentali, antiamericani e violentemente antisemiti, contro i quali si batterebbero pochi valorosi giornalisti, che il Memri definisce “liberali o progressisti”. Il profilo del giornalista “liberale” e “progressista” – guardo caso perfettamente aderente anche a Magdi Allam – è tracciato su Le Monde Diplomatique , e si impernia essenzialmente sul “perorare l'accettazione dei rapporti di forze esistenti, e quindi il dominio straniero; mostrarsi favorevoli ai progetti americani in Medioriente; incitare gli arabi a fare autocritica e a liberarsi della mentalità del complotto”,
a cui ovviamente, si ascrive anche la diffidenza nei confronti del Memri. In effetti, invitato a partecipare a una trasmissione di Al Jazeera, il colonnello Yigal Carmon ha replicato ai suoi accusatori dicendo che il Memri persegue un obiettivo scientifico, quello di trasmettere all'Occidente la lettura che i media arabi danno degli avvenimenti in Medioriente. Peccato che sia una lettura del tutto falsa.
Langhe

Brian Whitaker del Guardian lo sottopose ad una pesante inchiesta giornalistica con conseguente scambio di email: la posizione assunta da Carmon non cambiò, mentre uno stuolo di sostenitori si è prodigato e si adopera tuttora a difendere la credibilità del Memri, contando sul fatto che ad attaccarla sono essenzialmente autori arabi (che tra l'altro parlano benissimo sia l'inglese che l'arabo) ma che, per definizione, sarebbero “complottisti”, specie quando “l'avversario” è americano o israeliano.

Ben lontano dallo scopo di eliminare le diffidenze tra arabi ed Occidentali, il linguaggio si rivela quindi una barriera che si perpetua e che può anzi essere facilmente utilizzato, come fa il Memri – per creare ulteriori incomprensioni. L'augurio è che i media italiani, che spesso si affidano alle “segnalazioni” del Memri, se ne rendano conto in tempo per non contribuire alla diffusione delle manipolazioni cui è sottoposta l'opinione del mondo arabo.


“Sui media non si media”
Novembre 24th, 2006
"Il nome della rivista parla chiaro - scrive nell'editoriale del numero uno il direttore Giulietto Chiesa - noi pensiamo che i media debbano essere accuratamente guardati "dal rovescio", all'incontrario, dall'interno. Il cosiddetto mainstream informativo-comunicativo che "informa forma" l'"opinione", cioè le idee correnti di miliardi nel mondo intero, è essenziale, a nostro avviso, che lo si guardi, lo si critichi, lo si analizzi, lo si studi da tutte le parti possibili e immaginabili, tranne dalla prospettiva ufficiale che esso propone e impone, quando, descrivendo se stesso, si traveste da rappresentazione della realtà. Poiché già sappiamo che essa è falsa".
Giulietto Chiesa non si dilunga nella presentazione di aideM – Rivista di critica della comunicazione (Chimienti Editore), trimestrale al debutto che dirige insieme a Adalberto Minucci. Va al sodo per descrivere l’obiettivo della pubblicazione:
"smontare ogni genere di contenuto informativo per interpretarlo in base alle logiche politiche ed economiche che stanno alla base".
Sul primo numero, si legge sul sito della rivista che verrà presentata il 29 novembre a Bruxelles e sarà in libreria dal 7 dicembre, si parlerà di riforma del servizio radiotelevisivo, della direttiva TV senza frontiere su concorrenza e mercati editoriali, frequenze, inattendibilità dell’Auditel e stranezze nella raccolta pubblicitaria. Nell’esprimere un augurio all’iniziativa di Chiesa e Minucci, ne va espresso anche un altro per i lettori: quello di indagare pure l’informazione che si è iniziato a fare in rete, quell’informazione frutto del citizen journalism, per usare un’espressione che torna sempre più frequentemente, e offrire un’ulteriore chiave di interpretazione per “leggere” la crisi del giornalismo tradizionale anche a fronte di una richiesta di maggiore affidabilità e trasparenza dell’informazione. Richiesta divenuta improcrastinabile al punto che i cittadini, la loro informazione, hanno già da tempo iniziato a farsela da sé.


AideM. Rivista di critica della comunicazione (2007) Vol. 2 : 
Le notizie ? Le stiamo perdendo :
Per quanto tempo ancora il paese riuscirà a sopportare l'ingerenza dei poteri nella vita sociale? Fino a quando potrà permettere il furto dei beni comuni come l'acqua, l'energia, l'etere e soprattutto l'informazione? L'autonomia dei giornalisti è di nuovo minacciata dall'arroganza del cosiddetto mercato e dall'influenza della cosiddetta politica E in atto una radicale trasformazione della professione giornalistica, profondamente ispirata al modello della globalizzazione neo-liberista. Da una parte il precariato dilagante, dall'altro la rivoluzione digitale stanno disegnando il nuovo profilo del cronista, sullo sfondo di uno scontro capitale con gli editori e la vasta rete di interessi che li sorreggono. Non si tratta semplicemente di difendere una categoria, ma uno dei baluardi più importanti del nostro futuro democratico.


In libreria il secondo numero di aideM, rivista di critica della comunicazione, il trimestrale diretto da Giulietto Chiesa e Adalberto Minucci.

A più di due anni dalla scadenza del contratto dei giornalisti, l’informazione, una delle colonne portanti della nostra democrazia, è minacciata dagli interessi dei poteri politici ed economici. Il dossier di questo numero propone un viaggio critico all’interno di una professione in continua trasformazione:

LE NOTIZIE? LE STIAMO PERDENDO
Giornalismo: radiografia di un mestiere in crisi.
Assetti proprietari ed editoria di Stato: chi controlla chi?
Con interventi di Furio Colombo, Gore Vidal, Giulietto Chiesa, Roberto Seghetti, Silvia Garambois, Roberto Morrione, Arturo Di Corinto

Il dossier esamina i tanti volti dell’informazione, con le testimonianze dalle redazioni delle agenzie di stampa, dei quotidiani, delle tv, delle radio e delle numerose realtà del web che stanno sperimentando uno dei momenti più difficili della storia del giornalismo. E un’attenzione particolare è dedicata anche all’editoria: Roberto Seghetti ne “La voce del padrone” ha curato un quadro esaustivo degli assetti proprietari che controllano i vari gruppi editoriali; Silvia Garambois in “Denaro pubblico, tasche private” ha invece analizzato le tante prebende e i tanti contributi che lo Stato italiano assicura a molti operatori del settore.

Alla ricerca della Ricerca perduta
Qual è il ruolo del sapere in un paese modellato sulle logiche della televisione commerciale? Un saggio di Margherita Hack analizza gli effetti del berlusconismo sui cittadini, sui modelli di consumo, sul senso etico di una società ormai afflitta da un degrado culturale perdurante.
In che modo i media raccontano all’opinione pubblica i primi segni della catastrofe ambientale alla quale stiamo assistendo? Giovanni Berlinguer, in un’intervista di Stefano Sylos Labini, ragiona sul ritardo del sistema Italia negli investimenti in ricerca e sviluppo, soprattutto in tempi in cui diventa strategico puntare su fonti energetiche alternative a quelle tradizionali.

News parade: i fatti più percepiti del 2006
Sulla base di uno studio dell’Istituto Piepoli, Giampiero Gamaleri propone una lettura delle notizie che più hanno colpito l’opinione pubblica italiana nei dodici mesi del 2006.

L’informazione tra servizi e segreti
Il caso Abu Omar, le storie di Betulla e Scaramella, l’operato del Memri, agenzia di traduzione dall’arabo. Giornalisti spiati e giornalisti spioni. Vicende, approfondite nei saggi di Sandro Provvisionato, Sherif el Sebaje e Alessio Marri, che più di altre rivelano il rapporto perverso tra il quarto potere e la politica, anche internazionale, ai tempi di uno scontro perpetuo con un nemico che se non c’è, va inventato.

E inoltre: Roberto Natale, Peter Phillips, Vauro e le rubriche fisse curate da Oliviero Beha, Diego Novelli, Lidia Ravera, Paolo Ciofi e David Riondino.

Per informazioni e interviste:
Federica Galante
Ufficio stampa aideM
tel: 06.69950232 – 393.96.46.288

Informazioni bibliografiche del Libro
Titolo del Libro: Aidem. Rivista di critica della comunicazione (2007). Vol. 2: Le notizie? Le stiamo perdendo
Sottotitolo: Le notizie? Le stiamo perdendo
Editore: Chimienti Editore
Data di Pubblicazione: 2007
Genere: scienze sociali
Argomenti : Mass media
Pagine: 224
Volume: 2
ISBN-10: 8861150047
ISBN-13: 9788861150041

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