Descrizione

La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

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venerdì 27 gennaio 2017

La procura di Trani, il golpe 2011, il rating, lo spread, Fitch e Standard & Poor’s

La procura di Trani 

Con buona pace  dei PiDioti e di tutti i traditori nazionali che ancora ci angustiano con l'uomo nero, nel golpe del 2011 per il pm ci sono dei “bazooka fumanti”, poi abbiamo un danno subito dalle agenzie di rating, stimato dalla Corte dei Conti in oltre 120 miliardi di Euro, e quattro premier non eletti da nessuno, anzi eletti si ma dai banksters con le conseguenze che tutti conosciamo, tagli alle pensioni, alla sanità, suicidi, chiusure di aziende, svendita dell'Italia, solite cose ormai, talmente solite che sembrerebbero inevitabili, certamente inevitabili fino a siamo circondati da traditori e disfattisti ignoranti.
Gli analisti di Fitch "travestono, mascherano le anticipazioni indebite sul declassamento imminente del rating dell'Italia attraverso spiegazioni di precedenti rating. Così si sottraggono alle sanzioni della Consob, perché le anticipazioni del rating sono vietate dai regolamenti, ma il mercato li prende sul serio. Infatti, c'è stata turbolenza e volatilità negativa sul mercato".
Così il pm Michele Ruggiero nella requisitoria al processo per manipolazione del mercato all'analista di Fitch David Riley sul doppio declassamento del rating dell'Italia del gennaio 2012.

E' dal 2011 che si registrano bocciature dell'Italia da parte dell'agenzia, anche se in quell'anno la situazione dell'Italia è risultata migliore rispetto al 2010 per il debito estero. A tale proposito il magistrato ha citato la testimonianza di Maria Cannata, dirigente del Mef e responsabile del Debito pubblico per il dipartimento del Tesoro, in merito al presunto "pregiudizio" di S&P nei confronti dell'Italia.
Cannata, durante la sua deposizione in aula del novembre 2015, aveva sostenuto che "c'è sempre stata un'enfatizzazione di aspetti critici rispetto all'Italia" e, in questo, sarebbe consistito il pregiudizio di S&P nei confronti dell'Italia. Aveva anche aggiunto che parlare con S&P dei progressi dell'Italia "era come parlare al vento".


Condanna a 2 anni di reclusione più 300 mila euro di multa per Deven Sharma in relazione ai fatti contestatigli tra maggio e luglio 2011, a 3 anni e 500 mila euro di multa per i quattro analisti per tutti i fatti contestati; nonché a 4 milioni e 647 mila di euro la persona giuridica. Queste in sintesi le richieste di condanna del pm, Michele Ruggiero, nell'ambito del processo davanti al Tribunale di Trani contro cinque tra ex manager e analisti dell'agenzia di rating Standard&Poor's, accusati di manipolazione aggravata e continuata del mercato.

Alla sbarra ci sono l'ex presidente mondiale, Deven Sharma, e gli analisti Yann Le Pallec, Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. In particolare, viene contestato il doppio declassamento del debito sovrano dell'Italia operato da S&P il 13 gennaio 2012. L'inchiesta, che in un primo momento ha visto coinvolte anche Moody's (per cui poi i pm hanno chiesto l'archiviazione) e Fitch (finita in due processi paralleli), cerca di far luce sulle oscillazioni di borsa ritenute anomale tra il 2010 e il 2012, prendendo il via da un esposto di Adusbef e Federconsumatori.
Nel processo erano inizialmente imputati un altro analista di Fitch, Alessandro Settepani, e la stessa società di Rating, le cui posizioni sono state archiviate dalla magistratura milanese dopo lo spostamento dell'indagine per competenza territoriale.

Dopo quasi un anno e mezzo di dibattimento, oggi è arrivata la requisitoria del pm Ruggiero. Davanti ai giudici tranesi, nel corso del dibattimento, sono sfilati, in qualità di testimoni, personaggi eccellenti del panorama politico e finanziario italiano e non solo, tra gli altri, gli ex premier, Romano Prodi e Mario Monti, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, e il presidente della Consob, Giuseppe Vegas.

Il sistema pare ovvio cerca di difendersi anche con l'aria fritta;
Sulla base di esposti anonimi, il Consiglio superiore apre un fascicolo sulla condotta dell'ufficio pugliese, già protagonista di indagini sui potenti della finanza: "Intreccio di rapporti con avvocati e imprenditori". Per due magistrati anziani, Savasta e Scimè, possibile spostamento per "incompatibilità ambientale"
Il profilo delle contestazioni non è disciplinare, ma soltanto di natura ambientale. "Io non ho mai avuto una contestazione disciplinare nella mia vita" dice Scimè. "E io sono stato sempre assolto da tutto" aggiunge Savasta.
"Non ho più rapporti con quell'avvocato citato dal Consiglio- continua il pm Scimè - da più di quattro anni e la vicenda era già stata archiviata, proprio perché tutto era stato trasparente. La storia riguardava la commissione tributaria, io avevo fornito un parere corretto e per questo ho impugnato al Tar la decisione del consiglio giudiziario perché ingiusto ed errato. E proprio oggi è in calendario la discussione".
"Su questi stessi fatti - si difende invece Savasta - ho già ricevuto due assoluzioni dalla procura di Lecce e dallo stesso Csm. Per questo trovo incredibile che si torni a parlare di questa storia per ragioni ambientali, sulla base di esposti anonimi. Storia nella quale mi sembra chiaro di non avere alcuna responsabilità, come dimostrerò senza alcun problema anche questa volta".
Pare evidente che questi "esposti anonimi" siano nemmeno troppo velate minacce, conoscendo i sistemi ...
Minacce, ricatti, menzogne, assassinii, speculazioni, crisi, guerre, corruzione, processi inventati, debito, colpi di stato, attentati, terrorismo, sangue, sangue e ancora sangue, questo sistema procede indisturbato da secoli e dire che ci hanno sia avvertito più e più volte : I segreti della Federal ReserveGiacinto Auriti  e anche non mancano certo le notizie anche più che autorevoli; Bloomberg,         Bank of England, solo per fare qualche esempio, a confermare che è tutta una truffa a nostro discapito, certamente non ci si può aspettare che i criminali che l'hanno messa in pratica e ci ricavano triliardi e non da ultimo così facendo hanno acquisito la modica cifra di 7 miliardi di schiavi, smettano tutto di un tratto di perpetrarla giusto così, perchè son buoni, sono assassini prezzolati, e le dichiarazioni fanno spavento fin dal 1800 : Nuovo Ordine Mondiale, e anche quì troviamo cose interessanti "Tutte le guerre sono guerre di banchieri", se non ci si da una mossa alla svelta può finire solo molto peggio ... 
Per venire al soggetto dell'articolo, il golpe del 2011 chi non è in mala fede sa benissimo come sono andate le cose e se magari era in letargo a conferma ci sono stati i libri "Stress Test" dell’ex ministro statunitense del Tesoro, Tim Geithner, l'ex premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero nella sua autobiografia "El dilema", Alan Friedman ne "Ammazziamo il gattopardo" racconta che Mario Monti gli confessò che già dall'estate precedente era stato allertato dal presidente della Repubblica Napolitano e valutò assieme a fidati consiglieri come Romano Prodi e Carlo De Benedetti, sto raccogliendo le prove che sono infinite e preparando un articolo.
Quindi abbiamo un colpo di stato straniero, ai danni dell'Italia e non tanto di Berlusconi, con collusioni di traditori nazionali con alte cariche istituzionali, ma no va tutto bene, il 30% di traditori in malafede da mandare ai lavori forzati, un 60% di conformisti che non hanno gli attributi di andare contro il pensiero che credono dominante e il restante ben poco può fare e questa è la fotografia nazionale, poi ci si lamenta, non c'è lavoro, la sanità, le pensioni, un popolo di bestie con l'anello al naso ...


C'è anche l'altro filone, Adusbef e Federconsumatori si costituiranno parte civile nell'eventuale processo per manipolazione del mercato a carico dell'ex management di Deutsche Bank e della stessa banca di Francoforte.
"Il filone di inchiesta contro Deutsche Bank della Procura di Trani - è detto in una nota delle associazioni - appare parallelo (se non gemello), al processo contro le agenzie di rating (Fitch e S&P a processo a Trani, ndr), quei padroni del mondo che assieme alle banche loro azioniste, decidono (ed hanno deciso nel 2011), le sorti dei governi democraticamente eletti, che possono anche non piacere, ma la cui caduta non può essere decisa a tavolino da una ristretta cricca finanziaria, la quale oltre a manipolare i mercati, gli spread, i tassi e l'euribor, prevarica ed annienta la sovranità degli Stati, la sicurezza e la stessa ricchezza delle nazioni, per arricchire qualche oligarchia".
La Deutsche Bank di Francoforte è indagata per manipolazione di mercato dalla procura di Trani assieme all'ex management del gruppo. La vicenda riguarda la massiccia vendita, per 7 miliardi di euro circa, di titoli di Stato italiani avvenuta nel primo semestre 2011. La Guardia di Finanza di Bari, assieme al pm Michele Ruggiero, hanno compiuto sequestri di atti e mail nella sede milanese dell'istituto tedesco, in piazza del Calendario, e avrebbero ascoltato testimoni. 

Sono cinque gli indagati: l'ex presidente di Deutsche Bank Josef Ackermann, gli ex co-amministratori delegati Anshuman Jain e Jurgen Fitschen (quest'ultimo è attualmente co-AD uscente della Banca), l'ex capo dell'ufficio rischi Hugo Banziger, e Stefan Krause, ex direttore finanziario ed ex membro del board di Db. 

L'ex management del gruppo di Francoforte è accusato di manipolazione del mercato perché mentre comunicava ai Mercati finanziari la sostenibilità del debito sovrano dell'Italia, nascondeva agli stessi Mercati e al Ministero dell'Economia italiano (Mef) la reale intenzione della Banca di ridurre drasticamente e nel brevissimo termine (nel primo semestre 2011) il possesso di titoli del debito italiano in portafoglio che a fine 2010 ammontava a otto miliardi di euro. La vendita massiccia dei titoli di Stato italiani per oltre sette miliardi di euro entro giugno 2011, secondo il pm di Trani Michele Ruggiero, ha alterato il valore di mercato dei titoli stessi perché è stata fatta violando la normativa in vigore.



LA PROCURA DI TRANI GRAFFIA LA CITY DI LONDRA




Dopo quasi 9 ore di requisitoria interrotta solo da un paio di brevi pause-caffè Michele Ruggiero, il coraggioso Pubblico Ministero che ha processato Fitch e Standard&Poor’s, appariva come un faro che aveva appena illuminato una porzione di mare buio e tempestoso, rivelandone inquietanti verità.

Non è stata una requisitoria come altre perché si è spinta ben oltre l’articolazione delle condotte penali da parte degli imputati e la conseguente richiesta di condanne. Sulle condotte in sé avrebbe potuto limitarsi ad un paio di evidenze inconfutabili, che lo stesso PM ha chiamato “bazooka fumanti”. Ma Michele Ruggiero ha fatto molto di più: ha svelato i meccanismi opachi che regolano il funzionamento interno dei gangli del vero potere finanziario che ha sede nella City di Londra e le interessenze che questo stabilisce con le istituzioni dei Paesi che di sovrano, ormai, hanno solo il debito, e tramite questo finiscono per diventare oggetto dell’altrui governo.
La mole di materiale prodotto e ricostruibile sulla base di tre anni di intensa attività processuale ci ha convinto ad organizzarne la divulgazione per macro-temi che presenteremo a puntate in esclusiva su Pandora TV a partire dalla settimana prossima.


Vi è anzitutto il tema della manipolazione in senso stretto, di cui alle condotte illecite da parte degli analisti di S&P, una manipolazione perpetrata da Maggio 2011 a Gennaio 2012 attraverso azioni “consapevoli e ripetute” di pubblicazione di informazioni oggettivamente false e palesemente contrastanti con i dati pubblicamente disponibili. Il caso più eclatante, sebbene non certo l’unico, riguarda l’argomentazione di S&P richiamata dal PM che condusse al duplice taglio del rating del Gennaio 2012, secondo la quale il debito pubblico e bancario italiano detenuto da soggetti esteri sarebbe “alto” e quindi motivo di forte preoccupazione, mentre i dati pubblicati da organismi terzi quali FMI, OCSE e Commissione Europea evidenziano proprio l’opposto, cioè un debito verso l’estero “basso”, molto al di sotto della media dell’Eurozona e persino in decrescita dal 2010 al 2011.

Vi è poi un secondo tema, che chiamerei politico, dell’ingerenza indebita nei fatti del Paese, della lesione di sovranità nazionale, laddove ad esempio la requisitoria dimostra che le revisioni dell’outlook del Luglio 2011 e del Dicembre 2011 furono selettive nella tempistica e precedettero di poche ore importanti comunicazioni del Governo relative, rispettivamente, alla bozza della manovra di bilancio 2011 ed al programma di emergenza dell’appena insediato Governo Monti. Quindi volevano influenzare le agende governative.

Ma la requisitoria del Pubblico Ministero ha raggiunto il suo apice quando ha svelato un terzo tema chiave, lo spaccato delle pratiche quotidiane della City di Londra, in base al quale scopriamo che il 3 Agosto 2011 una analista senior di S&P si lamentò con il Presidente Deven Sharma (imputato) dell’inadeguatezza dei loro analisti per la gestione del rating di Paesi sovrani ma venne ignorata; scopriamo che il 12 Gennaio 2012 Renato Panichi, super esperto di Banche di S&P, cercò con una email di far modificare il report del doppio downgrade contro l’Italia che i suoi colleghi avevano alterato riportando dati fasulli sul settore bancario, ma venne scientemente silenziato.

Si scopre anche che la “prestigiosa” FSA, la Financial Services Authority, oggi accorpata nella Banca d’Inghilterra col nome di FCA (Financial Conduct Authority), alla richiesta della Consob di acquisire dati rilevanti quali i verbali delle riunioni del comitato rating di S&P, decise di rifiutarsi di collaborare e preferì favoreggiare l’agenzia di rating nell’occultamento delle prove (per esperienza diretta posso riferire che si tratta della stessa FSA che operò simili occultamenti nel 2008 circa il fallimento della Lehman Brothers e nel biennio 2009-2010 circa la manipolazione del tasso Libor…).

Fatti e scene che non ci aspetteremmo di vedere neanche nel più bizzarro dei thriller finanziari ma che sono evidentemente normalità nella City di Londra (e chi ci ha lavorato per anni li conosce bene….).

Emerge infine dalla requisitoria un ulteriore tema chiave, il legame a doppia mandata tra gli analisti della City ed i dirigenti politici italiani che contano, quali Maria Cannata, Direttore del debito pubblico presso il Tesoro che nel 2010 aveva tolto a S&P un contratto di consulenza che durava da 17 anni (…), Vittorio Grilli, allora Direttore Generale del Tesoro ed oggi ai vertici della JP Morgan di Londra, Pier Paolo Padoan allora Ministro dell’Economia e delle Finanze che ha deciso per conto di 60 milioni di italiani di non costituirsi parte civile a Trani, negandoci quindi la possibilità di ottenere un parziale rimborso del danno subito dalle agenzie di rating, stimato dalla Corte dei Conti in oltre 120 miliardi di Euro.

Tutte queste alte autorità fecero spallucce benché sapessero quanto stesse accadendo come si evince dalle loro stesse ammissioni rese durante gli interrogatori di Trani e dalle email acquisite e dalle intercettazioni che li riguardano, quasi non fosse un loro problema.
Ed in fondo non era un loro problema; infatti era un problema delle famiglie italiane, che ignare di questi retroscena venivano dirottate sui retroscena del bunga bunga, sui finti battibecchi di mediocri politicanti ospitati nei salotti di Vespa, sui temi vuoti delle campagne elettorali, sulle ricostruzioni al plastico della villetta dell’orrore di Avetrana e via discorrendo. Questo è quello che succedeva normalmente mentre i banchieri manipolavano artatamente le nostre vite.

A prescindere dal fatto che i giudici confermino le richieste di condanna da 2 a 3 anni per ciascuno dei 5 analisti della S&P (oltre all’ammenda di 4,6 milioni di euro per la società di rating) l’alto valore politico che il processo di Trani ricopre è ben altro: svelarci il drammatico reality della finanza che conta, quella vera che ha radici nella City di Londra, quella che decide per noi senza dircelo, che usa dati falsi per indurci in errore, che manipola il mercato per sottrarci oltre 100 miliardi di ricchezza, che usa la menzogna per imporre governi tecnici di cui, oggi lo sappiamo con certezza, non vi era alcuna necessità dato che anche lo spread era un menzogna !!

C’è un filo rosso che lega la manipolazione del rating alle truffe dei derivati, alla menzogna dell’austerità, all’anatocismo del debito pubblico, alla disperazione di ogni giorno, alle catene che ci imprigionano. E’ un sistema, una matrice dalla quale dobbiamo uscire.

Lungo una delle trincee dove siamo costretti a combattere stiamo scoperchiando una parte di questo sistema omertoso, imperniato su un mix di menzogna e speculazione, che è peggio della peggiore mafia “nostrana”, che ha mezzi finanziari illimitati, che ha radici al di fuori del nostro Paese. Un sistema, non dimentichiamolo, imperniato sul debito, che si nutre dei nostri gesti, che usa le nostre mani, e che può soltanto essere combattuto da una larga forza popolare che prenda coscienza e controllo del proprio destino, trainata da una nuova idea forza capace di ispirare un modello economico e sociale libero dal debito.
Alberto Micalizzi

Letture consigliate
                     
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Truffa alla Tragedia

venerdì 11 dicembre 2015

Francesco Menallo: “Il Movimento 5 Stelle di Grillo e Casaleggio è voluto dagli USA”


A questa conclusione era arrivato anche io, ma subito, subito dopo i primi giorni del movimento 5 stelle in parlamento, perchè?
Perchè girava voce che dietro Grillo ci fosse la Massoneria e mi dissi, cazzate, conoscevo il percorso di Grillo prima e quindi, poi come viene descritto nell'intervista, quando vidi un parlamento bloccato e di conseguenza una nazione paralizzata con i conseguenti 3, TRE, PRIMI MINISTRI ELETTI DALLE OLIGARCHIE ANGLOAMERICANE E BANKSTERS CORRELATI,  conoscendo ormai i meccanismi che utilizzano da secoli, facendo un pò di ricerche su Casaleggio non potei che arrivare alla medesima conclusione. Sono stati creati come "gestione del dissenso" con opposizione controllata, come confermato dall'intervista che segue, eredi del Movimento Sociale Italiano, Radicali, Lega Nord, Italia dei Valori ...
Per ora il loro ruolo è dividere l'elettorato e rendere ingovernabile l'Italia : Monti, Letta, Renzi ...

La conferma che la base fosse mediamente pulita ma il movimento etero diretto con un atteggiamento totalitario la ebbi quando furono fatti fuori i quattro senatori, Battista, Campanella, Orellana e Bocchino e andai ben a risentire le loro dichiarazioni, nulla di che se non altro il fatto di non stare ai diktat dei "padroni" e quindi la possibilità di azioni non controllate. Qualcuno all'interno del movimento mi ha detto : "sappiamo ma li usiamo" ahah, andate un pò a chiedere a John Kennedy e Nixon per fare due nomi che vuol dire giocare con il fuoco ... ma questi sono dei signor nessuno ...


Era tempo che volevo affrontare questo argomento, leggendo questa intervista non ho potuto trattenermi dal farlo, amplierò  l'argomento in seguito. Resta ovvio che se non si comprende a pieno i meccanismi non ci si creda, non si creda mai a nulla di quello che và oltre quello che viene dichiarato, ma potrei anche dichiarare di essere un santo, questo non vuole necessariamente dire che lo sia ...

Quali sono i meccanismi? 
Facciamo degli esempi, la strategia delle tensione degli anni '70, per mantenere lo status quò vennero infiltrati e creati ad hoc gruppi politici, vennero compiute stragi addossando responsabilità quì e là e si viene a scoprire che dietro c'era Gladio, l'operazione Stay Behind, la mafia, lo Stato, la CIA, gli USA, storico che le BR di Moretti fossero manovrate e lui stesso uomo dei servizi come anche Avanguardia Nazionale di Stefano delle Chiaie a destra, storico ormai e dichiarato che Aldo Moro fu fatto uccidere dagli USA e prima pesantemente minacciato da Henry Kissinger.

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L'ISIS, solo un cerebroleso ormai può credere che sia un movimento islamico anche solo dopo le dichiarazioni della Clinton e le dimissioni del senatore Mac Cain più e più volte fotografato con il leader dell'ISIS, senza dimenticare il Generale Israeliano ucciso dall'aviazione Siriana in un covo con dei terroristi "islamici". Le documentate operazioni di false flag fatte effettuare dal Mossad a cellule "musulmane", esempio la più famosa "Affaire Lavon", l'"Operazione Susannah".

Mr. Soros agente di Rothshield finanzia e gestisce tramite l'"Open Society" e quindi con Indymedia i Black Block ed i Riot e le Rivoluzioni Colorate in giro per il mondo, come Wikipedia per manovrare l'informazione, il lavoro che precedentemente faceva storicamente Rockefeller con la "Fondazione Rockefeller".

1992 svendita dell'Italia si inizia con l'eliminazione di Falcone e Borsellino, poi sempre Mr. Soros dietro input dell'onnipresente famiglia Rothshild fà un attacco speculativo tra gli altri all'Italia, ci costa 48 miliardi di dollari, la lira perde il 30% e lui guadagna 15.000 miliardi di lire, a quel punto può partire l'operazione "Mani Pulite" e arriva il panfilo Britannia con e della Regina Elisabetta per decidere chi meglio si approprierà dell'Italia e dei suoi gioielli economici, 100.000 miliardi di lire il valore dell'IRI, mi pare di ricordare recuperati 700 milioni  e siamo nella merda ancora ora.

Diceva Mark Twain oltre che scrivere Tom Soyer "Se le elezioni servissero a qualcosa non ce le lascerebbero fare", ma tutta questa parte di suoi interessi è stata occultata, meglio le favolette.  
Il fatto è o ci si occupa di queste cose, le si studia e si capiscono o fare la grazia di stare zitti ed informarsi prima di dare aria alle stronzate, sono giochi più che pericolosi ...


francesco menallo
Francesco Menallo

Francesco Menallo: “Il Movimento 5 Stelle di Grillo e Casaleggio è voluto dagli USA”
10 dicembre 2015
“Io non ho il dubbio che dietro il Movimento 5 Stelle ci siano gli americani: io oggi ho la certezza che l’operazione politica ‘pilotata’ da Grillo e da Casaleggio sia voluta dagli USA”.
Non usa mezze misure Francesco Menallo, avvocato, grillino della prima ora in Sicilia, per la precisione a Palermo.
“Quando nel 2004 abbiamo iniziato quest’esperienza eravamo veramente in pochi – ci racconta Menallo -. Ho sempre vissuto quest’avventura come una prova di partecipazione civile ad un’idea di rinnovamento della politica e della società del nostro Paese. Oggi, alla luce di quanto ho avuto modo di vedere e di conoscere, mi rendo conto che i presupposti sui quali è stata portava avanti quest’esperienza sono molto diversi da quelli che ci sono stati presentati ed in cui, l’ammetto, anch’io ho creduto”.
L’avvocato Menallo, negli anni ’80 del secolo passato, è stato dirigente di Legambiente, associazione di ambientalisti che, specialmente in Sicilia, ha condotto tante battaglie per la tutela dell’ambiente, all’insegna della legalità. Come tanti cittadini italiani ha vissuto tra speranze e scetticismi le evoluzioni e, soprattutto, le involuzioni della sinistra italiana.

Dal 2004 fino al 2012 – anno in cui, in Sicilia, sono state celebrate le elezioni comunali e le elezioni regionali – Menallo è rimasto dietro le quinte, lavorando per far crescere il Movimento 5 Stelle. Pronto a valorizzare i giovani per un progetto di cambiamento della società. Per un anno, dal 2012 al 2013, ha cercato di sostenere – in modo assolutamente disinteressato il gruppo parlamentare del M5S al Parlamento siciliano. Sempre dietro le quinte per dare una mano ogni volta che lo chiedevano i quindici deputati (poi diventati quattordici), tutti giovani, eletti all’Assemblea regionale siciliana (questo il nome del Parlamento dell’Isola).

A un certo punto, senza clamore, Menallo ha abbandonato il ‘pianeta’ dei grillini. Oggi, a distanza di quasi due anni, siamo riusciti a fare quattro chiacchiere con lui. Per farci raccontare perché, a un certo punto, ha deciso di lasciare il Movimento 5 Stelle.
“La mia non è stata una decisione affrettata, ma meditata – ci dice Menallo -. Dietro ci stanno precise motivazioni politiche e anche un approfondimento sulle vere radici di questa esperienza”.
Cominciamo con le motivazioni politiche.
“I primi dubbi abbiamo cominciato a nutrirli subito dopo le elezioni politiche del 2013. Dico subito che sono tra quelli che, nel 2013, si aspettavano una collaborazione, od almeno un confronto con l’allora leader del PD, Pierluigi Bersani. Quello che è successo allora è politicamente illogico. A meno che, come ora cercherò di illustrare, il tutto faceva parte di un disegno politico ben preciso”.
Cioè?
“Piano, andiamo con ordine. Come ho già accennato, eravamo in tanti, subito dopo le elezioni politiche nazionali del 2013, ad aspettarci un accordo con il PD di Bersani. Pensavamo: ci prendiamo due-tre ministeri-chiave e iniziamo a cambiare l’Italia dal di dentro. Se il PD si tirerà indietro, beh, i cittadini italiani capiranno. Invece che succede? Grillo e Casaleggio bloccano tutto. Nessuna trattativa con Bersani. Chiusura totale. Risultato: il PD finisce nella mani di Matteo Renzi, dopo l’accoltellamento alla schiena, nell’ordine, di Bersani e, poi, di Letta. E’ a questo punto che in tanti di noi comincia a maturare un retro-pensiero”.
Parla del “disegno politico ben preciso?”
“Per l’appunto. Quando Renzi va al governo tanti di noi si chiedono: ma non siamo anche noi responsabili di tutto quello che sta succedendo? E che succederà?”
E che risposta vi siete dati?
“Io la risposta me la sono data: Renzi è anche il frutto delle scelte politiche adottate dal Movimento 5 Stelle. Piaccia o no, Bersani è un uomo di sinistra. Moderato quanto si vuole, membro dell’establishment, ma di sinistra. Con lui si sarebbe potuto e dovuto discutere, si sarebbe potuto cominciare a strappare sovranità dal basso e costruire, nel frattempo, una classe dirigente giovane, pulita, consapevole e preparata. Con Renzi, come tutti hanno avuto modo di vedere, non si discute. Renzi agisce e basta. Dietro di lui ci sono i poteri forti che impartiscono ordini. E lui li mette in pratica, costi quel che costi. Con incredibili forzature sul Parlamento. Vedi Job’s Act e riforma a perdere del Senato, per citare solo due esempi”.
Riforma, o presunta tale, del Senato significa modifica della Costituzione.
“Per l’appunto. E lì c’è un atteggiamento incomprensibile da parte del Movimento 5 Stelle: non accettare di discutere sui cambiamenti della Costituzione. Errore gravissimo. Perché sulla Costituzione una forza politica non può scegliere di non dialogare, di rinunciare alla somma dei suoi voti con quelli di tutte le forze che ci stanno”.
Quindi lei pensa che l’irrigidimento dei grillini, alla fine, sia stato funzionale non tanto a Renzi, quanto ai ‘prodotti’ legislativi del renzismo.
“Ma questo non lo dico io: è un fatto oggettivo, sotto gli occhi di tutti”.
Poi che succede ?
“Poi inizia la stagione delle espulsioni, che non si è mai fermata. Noi, in Sicilia, viviamo sulla nostra pelle l’espulsione di due senatori, Campanella e Bocchino, rei soltanto di aver rivendicato il diritto alla parola. Lo sapete perché Campanella viene messo fuori dal Movimento? Perché in un incontro con Grillo, questi gli dice, ad una precisa richiesta di confronto democratico: ‘Questa è tutta la democrazia che ci possiamo permettere in questo momento”. L’affidamento della linea politica del Movimento, in Parlamento, viene affidata ad un ex del Grande fratello (Rocco Casalino) con compiti di comunicatore. Un uomo che identifica la politica con la comunicazione, da cui provengono le varie gaffes sulla legge Bossi/Fini e su altri provvedimenti votati in commissione, se non addirittura proposti dai parlamentari stellati, smentiti da qualche uscita di Casaleggio o, peggio, con qualche post ‘apparentemente’ fuori luogo di Grillo. La linearità di comportamenti e l’indisponibilità a farsi manipolare dall’imbonitore delegato dai ‘capi’gli costano l’espulsione. In tanti siamo sbigottiti, anche se cerchiamo di mediare prima che accada l’irreparabile, costruito a tavolino e pilotato da Milano, quartier generale delle società di Casaleggio . Restiamo ancora più sbigottiti quando i vertici del Movimento, sempre per bloccare il dissenso, mettono in atto una strategia ed una metodologia che definire staliniste è poco”.

Ovvero?
“Guardi, l’espulsione dei senatori Campanella e Bocchino viene ‘decisa’ da undici persone del Meetup di Palermo. In quarantasette firmiamo un appello per difendere i due parlamentari. A questo punto il Blog di Grillo mette in campo un’operazione di censura impressionante, che fa seguito al nostro tentativo di …metterci una pezza (come potete leggere qui).Grillo sforna un comunicato ‘politico’ domenicale sul blog in cui afferma falsità come le mancate ‘restituzioni’ del 50 per cento delle indennità dei due senatori siciliani o la loro asserita ‘scarsa presenza sul territorio’. Falsissimo, perché sono gli unici che dedicano tutti i fine settimana, nessuno escluso, nonostante l’intensa attività parlamentare, a mantenere i contatti con le esigenze dei territori, sempre disponibili ad intervenire e dare una mano dove c’era una richiesta di aiuto e di presenza”.

Dopo questa vicenda succedono altre cose ?
“Succedono tante altre cose. Il Muos di Niscemi, per esempio. Fino a una certa data, la lotta a questo strumento di morte, da parte dei grillini siciliani, è stata portata avanti con convinzione e impegno. Tra i parlamentari regionali ricordo la passione e l’impegno di Giampiero Trizzino. Ad un certo punto, però…”
Però ?
“A un certo punto succede qualcosa. A Bagheria arriva Edward Luttwak, il noto politologo americano e consulente del governo USA. E la posizione del Movimento, sul Muos di Niscemi, cambia radicalmente”.
Che c’entra Bagheria?
“Bagheria è una cittadina siciliana particolare dove, da tempo, succedono tante cose”.
Si riferisce al fatto che è stato il luogo dove, a quanto si racconta, Bernardo Provenzano aveva posto la propria base operativa ?
“Mi riferisco a questo, ma anche ad altro. Quando Luttwak arriva a Bagheria la città era stata a lungo ‘visitata’ da membri dell’establishment russo”.
Russi ?
“Sì, i russi. Che giravano porta a porta proponendo affari, commercio e credito a volontà. Non dobbiamo dimenticare che i russi, grazie a Berlusconi, sono entrati in Sicilia, in particolare, a Gela ed in provincia di Siracusa. Ricordo che la Erg ormai parla russo con la Lukoil. Mi riferisco alla raffineria di Priolo ed alle connesse stazioni di servizio”.
Sta dicendo che Luttwak piomba in Sicilia per frenare l’espansione dei russi in Sicilia iniziata sotto il governo Berlusconi ?
“Questo mi sembra un dato di fatto. Cos’è, infatti, oggi la Sicilia se non una grande portaerei americana? Penso a ciò che è visibile: Sigonella, Birgi, i droni ed il Muos di Niscemi…”.

In questo scenario Luttwak sistema anche la faccenda Muos di Niscemi ?
“Di fatto è così. Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, che nella campagna elettorale del 2012 era contro il ‘mostro’ elettromagnetico, dopo la sua elezione dichiara, addirittura, che il Muos di Niscemi è uno strumento di pace! Anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle – parlo dei deputati del Parlamento siciliano, ma anche dei parlamentari nazionali eletti in Sicilia – si adeguano: basta lotta contro il Muos. Oggi del Muos i grillini non parlano più. Improvvisamente, nell’estate 2014, mentre il conflitto giudiziario volge a favore delle mamme anti-Muos, passano ad occuparsi – parlo di Riccardo Nuti e di Giampiero Trizzino – delle cabine a Mondello… Al 29mo anno di una concessione trentennale… E non riescono neanche ad impedire la proroga legislativa sino al 2020”.
Insomma, niente più fastidi agli americani da parte del Movimento 5 Stelle.
“Di fatto è così. A questo si aggiungono scenari finanziari, che coinvolgono Casaleggio, che portano sempre negli Stati Uniti (come potete leggere qui), (o come potete leggere anche qui). Ecco, se mettiamo insieme gli scenari finanziari e il silenzio dei parlamentari sul Muos e, in generale, sulla militarizzazione della Sicilia, si capiscono tante cose”.
Si capisce che esiste un rapporto tra chi decide anti  democraticamente nel Movimento 5 Stelle e gli americani ?
“Io, lo ribadisco, ne sono certo. Questo rapporto esiste. In politica esistono i fatti e gli atti parlamentari. Fatti e atti parlamentari dimostrano che, a un certo punto, l’atteggiamento dei grillini sul Muos di Niscemi e, in generale, sulla Sicilia muta. Un mutamento che coincide con la presenza di Luttwak in Sicilia e con un atteggiamento cauto, se non silente, sulla militarizzazione dell’Isola”.
Lei è stato critico anche sulla politica regionale ?
“Certo che sono stato critico ! Perché ho potuto appurare che i grillini mettono in atto il seguente schema: individuano e catalizzano le aree sociali protestatarie e poi le sterilizzano. Nessuna novità, per la Sicilia. Si tratta del vecchio gioco descritto da Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo: cambiare tutto per non cambiare nulla. Emblematica, al riguardo, la posizione assunta dai deputati grillini del Parlamento siciliano sulla class action sulla Formazione professionale portata avanti dal sottoscritto”.
La possiamo sintetizzare per renderla chiara a tutti gli italiani ?
“Certo. In Sicilia la Formazione professionale è normata da una legge regionale, la numero 24 del 1976. Ebbene, dal 2008 al 2012 il governo regionale di Raffaele Lombardo e, dal 2012 ad oggi, l’attuale governo regionale di Rosario Crocetta, non applicano questa legge. Di fatto, con atti amministrativi hanno bloccato gli effetti di una legge. E questo il nostro ordinamento non lo consente. Da avvocato ho coordinato una class action contro l’amministrazione regionale per chiedere l’applicazione di questa legge”.
E supponiamo per chiedere anche i danni che sono stati provocati dalla mancata applicazione di questa legge.
“Esattamente”.
E che fine ha fatto questa class action ?
“E’ stata depositata negli uffici del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sicilia, a Palermo. Da un anno aspettiamo che venga fissata l’udienza”.
Alcuni sindacalisti hanno messo in giro la voce che lei avrebbe ritirato la class action…
“I sindacalisti che hanno operato nella Formazione professionale, nella quasi totalità dei casi, hanno venduto il futuro di migliaia di lavoratori ai governi regionali dal ribaltone di Lombardo in poi. Non mi stupisco che mettano in giro certe voci. Ma la class action, mi dispiace per loro, c’è. E aspettiamo che il TAR Sicilia- Palermo fissi l’udienza”.
Lei ha visto nascere il Movimento 5 Stelle in Sicilia. Anzi, è stato uno dei protagonisti. Cosa ne pensa oggi? E che fine farà ?
“Penso male di quest’esperienza. Sono un uomo di sinistra e non condivido le ragioni imperialiste degli americani e della NATO. Non so nemmeno se in Sicilia i parlamentari si rendono conto di tutto questo. Penso che la classe dirigente che Grillo e Casaleggio hanno selezionato più con ‘provini’ (emblematica la ricerca di candidati che abbiano ‘attitudini’ e non ‘competenze’, cioè devono essere veloci nell’eseguire, ma non avere idee proprie, o se le hanno devono avere l’esigenza della pagnotta, sennò come li controllo?) che per caratteristiche di particolari competenze e dirittura morale non sia entusiasmante (in fondo anche un onest’uomo perché così dice il suo certificato penale può essere tale solo perché non ha avuto la ‘tentazione’ giusta ed è un potenziale ladro). Senza voler offendere nessuno, dico che Di Maio, alla fine, è solo un fuori corso in Giurisprudenza. In molti casi, si tratta di persone senza arte né parte che, alla fine, cercano di mantenere l’indennità parlamentare. Persone molto attente a non disturbare troppo i manovratori. Miserie”.
E sulla Sicilia in particolare che pensa ?
“Insufficienti. Non è una compagine di grande spessore. Se penso a Giancarlo Cancelleri candidato alla presidenza della regione mi vengono i brividi. Con tutto quello che ha combinato all’Assemblea regionale siciliana da tre anni a questa parte, poi…”
Si riferisce agli inciuci con il governo Crocetta ?
“Mi riferisco agli inciuci sulla disastrosa legge sulla ‘presunta’ riforma delle Province, che è solo un papocchio. E mi riferisco a quanto accaduto negli ultimi giorni. Con chi vanno a stringere accordi per le presidenze delle commissioni legislative Cancelleri e compagni? Con le cameriere, cioè con le forze politiche che non hanno i numeri. Insomma, se devi fare gli accordi di potere – che secondo me non vanno fatti – falli almeno con il padrone di casa, non con le cameriere…”