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La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

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sabato 30 giugno 2018

Una Nazione Fallita e Devastata non può vincere nemmeno a calcio. La mancata partecipazione ai mondiali costerà all'Italia 10 miliardi

Una nazione di piagnoni lamentosi ...

Al solito, inizio gli articoli e se devo incrociarli con altri mi perdo, capita sempre qualcos'altro, ma visto che in questo periodo il pianeta gioca i campionati del mondo e noi ci succhiamo il pollice va benissimo tirarlo fuori, era anche venuto bene. Tanto per cambiare ci perdiamo la faccia e una valanga di soldi, poco male, la faccia e ben di più, l'onore ce lo siamo giocato 70 anni fa, contestualmente la quinta colonna nemica ci ha venduto agli usurai della terra, così per i soldi era assai  prevedibile e ormai ci abbiamo fatto l'abitudine. Già vi vedo, quelli che resteranno, vaccinati, drogati, microchippati, sterilizzati, asessuati, di colore incerto con identità vaga a spaccare le pietre in mesto silenzio, dominati da una super razza, chissà quale ?? ☺ Questo ci hanno detto i grandi pensatori, massoni, del secolo scorso, Huxley, Orwell, Lipperman, Kalergi, ecc ...


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 14 novembre/2017

Quando una cosa è ovvia ed evidente non ci arrivo solo io, ecco perchè spesso uso articoli di altri, li commento e li introduco.
Da decenni non seguo più il calcio, lo sviluppo del campionato del 1984 mi fece rendere conto che era tutta una truffa, ero poi presente all'Heysel a Bruxelles il 29 maggio 1985, la tragica finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, dove finii in mondovisione, 
sono 33 anni che tutti mi vedete negli highlight trasmessi nei telegiornali per la ricorrenza, cosa da guinness dei primati e a sapere chi sono si evince che non mi sono mai tirato indietro nemmeno da più giovane ed è per questo che spesso mi posso permettere in tutta tranquillità e onestà delle uscite un pò pesanti sui comportamenti codardi e traditori della massa.


A quel punto dopo anni di "onorata carriera" decisi che se pur in quegli anni mi fossi divertito come un matto era tempo di andar a fare altro, di tempo ne avevo perso fin troppo, per rimanere in tema e in allenamento andai a giocare a football americano. L'apoteosi della truffa calcistica planetaria fu evidente poi con il mondiale in Corea e Giappone, prima o poi mi deciderò di scrivere un articolo e raccontarla. Certo non sono da meno le olimpiadi, dopo aver seguito completamente quelle in Grecia anni addietro mi era venuto da vomitare ...

Dunque, nemmeno mi ricordavo della doppia sfida con la Svezia dei giorni scorsi per l'accesso alle fasi finali del mondiale in Russia il prossimo anno, il mattino dopo la sconfitta della prima partita sentii il risultato alla radio, e scrissi il seguente post su Facebook :
"Della Serie Perle ai Porci  ...Se non foste così Idioti  Ignoranti  e Codardi  da farvi Fottere € 100.000 Miliardi, Centomila, con il Signoraggio Bancario e Invadere dai Barbari che vi sodomizzeranno come la storia insegna, tra il resto, sicuramente l'Italia parteciperebbe ai Mondiali ...Eheheheh solo queste Cagate capite .... "
Al solito qualche bestia idiota conformista cercò di venirmi addosso, ma la realtà, puoi girarla come vuoi, non cambia ...


Successivamente sentii la seguente intervista dell'allenatore della Ternana, Sandro Pochesci durante la conferenza stampa prima della gara col Novara: "La Svezia ci ha menato!"
"L'Italia ha perso con la Svezia per la troppa paura. Con tutti questi stranieri il calcio italiano sta finendo, una volta eravamo noi italiani che 'menavamo'. La Svezia è come una squadra di Lega Pro, senza tirare in porta si esce dal mondiale. Ora ci menano gli avversari, i settori giovanili sono pieni di stranieri. Non c'è più un italiano che mena, siamo diventati tutti pariolini. Il calcio italiano è finito. Per paura! Non si può giocare così, se io vedo la mia squadra che gioca in questo modo me ne vado. Dobbiamo tutti tirare fuori l'orgoglio italiano, prendere i nostri giocatori dalle serie inferiori e farli giocare al posto degli oriundi. Se non andiamo al Mondiale ci rimettiamo tutti, dai giornalisti agli addetti ai lavori. Perde l'Italia. La Svezia ci ha menato ragazzi. Dobbiamo cambiare le regole, svegliarci. Basta stranieri".
ONTV: Sandro Pochesci sulla Nazionale: "Il calcio italiano è finito


e lo prendevano anche in giro, aveva perfettamente ragione, non solo, la sua dichiarazione limitata nascondeva un malessere ben peggiore cronico e patologico, gli italiani stanno buscando da una vita e da chiunque in mesto silenzio e con le orecchie basse, vediamo un pò se qualcuno ne sapeva qualcosa :

Osservazioni stranamente profetiche di Benito Mussolini :

“Con l’8 settembre si è perduto qualcosa di molto prezioso: che l’Italia faticherà duramente a riconquistare: l’onore nazionale e il rispetto che sino ad ieri essa aveva in tutto il mondo.
Un popolo senza rispetto e senza onore diventa un giocattolo nelle spire degli interessi politici dei vincitori.
Non sarà difficile all’ipocrisia del tradizionalismo britannico trovare dei pretesti con cui mascherare i suoi sentimenti di vendetta e tutto sarà fatto nel nome della democrazia, delle giustizia e della libertà: un paravento dietro il quale si nascondono gli interessi del più sudicio capitalismo, venga questo da Londra o da New York o da Mosca.Il popolo italiano vivrà un periodo amarissimo, che vedrà scardinati e travolti tutti i principi dell’onestà e della morale.. Probabilmente nei paesi vinti si provvederà immediatamente a imporre una così detta costituzione democratica: ne seguiranno liti parlamentari, scandali politici e turpitudini morali senza fine, da cui ci si potrà attendere di tutto eccetto che qualcosa di buono e di costruttivo”.

Stesso tenore per un altro che avete e avete fatto massacrare : 
«Craxi: via noi, il regime violento della finanza vi farà a pezzi» - Bettino Craxi -
Il dilemma, che dilemma poi non è, come mai quelli che ci vedono lungo vengono eliminati e voi ci mettete sempre le zozze mani ??

Il prossimo articolo spiega perfettamente corsi e ricorsi economici e sportivi, correlazioni generalmente non percepite, quello che segue quanto si è perso e come. Giusto per concludere vi siete mai chiesti come mai nei regimi nazionalisti o comunque nei popoli patriottici lo sport è importantissimo e invece in Italia l'educazione fisica nelle scuole è questione oscura, si parlava addirittura di eliminarla  Educazione fisica a scuola? L’Italia è ancora indietro, e se continuiamo così, avvertono i medici, entro il 2020, cioè molto presto, avremo bambini e adolescenti con un grado zero di capacità motorie..

Se poi non è ancora chiaro, la sconfitta di una nazionale è la sconfitta individuale di ogni cittadino, da chi non gioca a chi porta i figli agli allenamenti, chi è scarso, chi eccelle, chi allena, chi semplicemente si limita a fare lo spettatore, in un qualche modo la sua parte la fa anche lui, tutto il sistema paese concorre, dovrebbe concorrere e i migliori lo rappresentano, ma se ce poco da rappresentare il risultato sarà una schifezza ... questo è quanto ...


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Un paese al fallimento non ha squadre di calcio vincenti: dedicato a chi tifa per l’EUropa tedesca (e dunque non si va in Russia, tanto è sotto embargo…)

Nord Corea – Italia 1-0. 19 luglio 1966, Middlesborough Inghilterra

"Personalmente vedo l’uscita dell’Italia dal girone finale dei mondiali di calcio come la Nemesi, la giusta punizione per un paese cantato da Dante quale regno dell’ignavia, mai definizione fu più azzeccata".
13 novembre 2017

C’è una regola abbastanza affidabile: vittorie ricorrenti nello sport arrivano quando un paese funzione, nel caso del calcio quando l’economia “tira” almeno in certi settori in cui il Paese rappresentato eccelle. Questo vale certamente per l’Italia: i 4 mondiali di calcio vinti sono arrivati a seguito di grandi miglioramenti differenziali a livello economico. Anche il mondiale del 1982 in Spagna arrivò a seguito dell’aggancio della ripresa made in USA con Reagan, come quasi sempre accade con i Repubblicani al potere l’Italia trova affinità quanto meno economica con il colosso d’oltreoceano. Stesso discorso vale certamente per i mondiali pre-bellici dove la crescita innescata dalle conquiste fasciste, prima di fare la follia di seguire Hitler (a detta di Churchill, parole sue, furono loro a spingerci nelle braccia di Adolfo, anche qui, soprattutto qui, fino a che non si capiscono come andarono esattamente le cose saremo destinati a finire allo stesso modo, anzi ben peggio, molto peggio, visti i presupposti NdR), avevano dato nuova linfa alla speranza italica di crescita.

La ratio vale anche per il mondiale del 2006, quando l’Italia era il darling europeo degli anglosassoni, con la proficua guerra in Iraq mentre Germania e Francia arrancavano nel Vecchio Continente, incazzate con gli italiani troppo filo USA (ce l’avrebbero fatta pagare 4 anni dopo, ndr). Tutto sommato anche per Italia ’90 si poteva vincere, l’economia italiana pre-Tangentopoli tirava alla grande, si ricordino anche i trionfi sportivi del venerato Moro di Venezia figlio di Montedison, azienda poi svenduta ai francesi per via di una tangente pagata alla magistratura milanese (leggasi, al giudice Curtò e consorte Antonia Di Pietro). Anche in USA 2000 si ebbe molta sfortuna, si poteva vincere sulle ali dell’illusione speranzosa – mal riposta – della scellerata entrata nell’euro.

Oggi l’Italia è letteralmente annichilita dallo schema che la Germania ha imposto attraverso l’euro, un piano per affosssare il più grande alleato USA non anglosassone in Europa. Dunque, mica volete che oggi si vinca un mondiale di calcio? Peggio, l’Italia è prossima al fallimento economico (detto in plain italian), nei piani franco-tedeschi il prossimo anno arriverà la Troika per disporre degli assets nazionali più preziosi, in presenza di una classe politica nazionale NON ELETTA che fa da 4 governi (aggiornamento 4 marzo 2018, 5 cinque governi non eletti NdR) gli interessi stranieri e NON quelli italiani.

Dunque, un paese al collasso, prossimo al fallimento, con l’INPS che deve attingere per oltre 100 mld di euro annui ai bilanci statali per non fallire, con crescita del PIL nulla o quasi, con centinaia di migliaia di disperati che arrivano sulle coste – e bisogna anche mantenerli (la sinistra in realtà dice che costoro saranno il futuro, c’è da crederle, davvero…) -, con le tasse più alte d’Europa per le imprese, un paese così pensate davvero che possa vincere i mondiali? Nemmeno per sogno.

Anzi, la logica direbbe che – per le condizioni economicamente disperate in cui l’Italia è oggi, prossima all’arrivo della troika, NON dovrebbe nemmeno qualificarsi per il girone finale.

Infatti or ora stiamo faticando con la Svezia, vuoto per pieno sarà molto difficile qualificarsi. Ben inteso, da italiano spero di sbagliarmi, ma obiettivamente anche se si dovesse passare il turno con questa squadra non si andrebbe lontano.

Personalmente vedo l’uscita dell’Italia dal girone finale dei mondiali di calcio come la Nemesi, la giusta punizione per un paese cantato da Dante quale regno dell’ignavia, mai definizione fu più azzeccata.

NEL 1966 LA SCONFITTA CON LA COREA FERMO’ L’INVASIONE DEI CALCIATORI STRANIERI IN ITALIA CONCENTRANDOSI SUGLI ITALIANI, PORTANDO IN DOTE IL MONDIALE 15 ANNI DOPO. OGGI CHE FARA’ L’ITALIA? Oggi che anche i giovani italiani scappano…

SPEDIRE WEB

Milan Champions
Ora, precisamente in questo contesto mi piacerebbe sapere se qualcuno che difende a spada tratta questa EUropa della moneta unica ha anche il coraggio di incazzarsi se l’Italia non dovesse qualificarsi per i Mondiali russi. Vado oltre, ad esempio il Milan del Cavaliere vinceva perchè l’economia tirava, perchè il Cavaliere fu un grande condottiero sportivo, perchè c’erano delle nicchie con enorme valore associato che permettevano al calcio italiano di eccellere. Oggi c’è qualcosa o qualcuno che eccelle in Italia? Voi direte, la Ferrari o qualcosa del genere. Vero, ma allora dovreste tifare Olanda visto che la sede è là. Ovvero, le delocalizzazioni imposte da tasse altissime come conseguenza del rigore euroimposto ormai hanno lasciato il deserto economico (e sociale), un paese con bassi stipendi, dormitorio di vecchi, a forte emigrazione di italiani capaci e formati, serbatoio di manodopera a basso costo, con masse consumanti ma non rispamianti in quanto il valore aggiunto deve rimanere per forza oltre Gottardo. E tutto questo per preciso volere eurotedesco…
Io ringrazio particolarmente gli ultimi 4 primi ministri non eletti (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni) per NON aver difeso il paese, avremo qualcuno con cui prendercela.

Sappiate che NON gioirò per l’eventuale mancata qualifica, spero anzi che l’Italia possa farcela. D’ogni modo non tutto il male vien per nuocere: se la mancata qualifica potesse essere utile a farvi capire che l’Italia è davvero nella cacca fino al collo, al contrario di quello che i media cooptati al potere europeo vogliono farvi credere, per tenervi tranquilli, beh, questo sarebbe davvero un ottimo risultato.
Meglio di una vittoria sportiva.

La sconfitta degli azzurri costa all'Italia 
10 miliardi

È il calcolo dei mancati introiti da sponsor, spot televisivi, pubblicità e viaggi per seguire le partite.


 14 novembre/2017

Russia 2018 addio. L'eliminazione degli azzurri battuti dalla Svezia costerà fino a 10 miliardi di euro. A 60 anni dall'ultima mancata qualificazione, questa Caporetto sportiva avrà infatti una serie non indifferente di ricadute economiche per l'Italia.

Un Mondiale di calcio non è, infatti, solo un evento sportivo, ma una sorta di «Expo» per il Paese che vi partecipa. E, in «gioco» ci sono davvero tanti interessi. Certo fare calcoli esatti è difficile ma il calcio mondiale crea un enorme interesse, soprattutto televisivo. Quando c'è il Mondiale l'audience sale e il valore degli spot pubblicitari pure. L'audience tocca punte di 17-20 milioni di spettatori con ricadute milionarie su pubblicità e consumi. Per l'Italia, paese calciofilo per eccellenza, il Mondiale vale oro anche per la valorizzazione delle vendite nazionali all'estero, soprattutto del made in Italy. Fino a comprendere un giro d'affari fatto di viaggi e turismo.

Numeri che si moltiplicano in caso di vittoria. Secondo Coldiretti, infatti, una vittoria mondiale sarebbe vale l'1% del Pil, lo 0,7% per il Financial Times. Qualcosa, dunque, tra i 16 e gli 11 miliardi, considerando che il prodotto interno lordo si aggira sui 1600 miliardi. Certo la vittoria non sembrava tra le opzioni, ma una partecipazione con il passaggio di una parte dei gironi può valere almeno a 10 miliardi.
Un calcolo in cui c'è dentro tutto: sponsor, pubblicità, diritti tv, vendite sportive, mancate scommesse, consumi, viaggi, effetto positivo per la Borsa e i titoli quotati, effetto positivo sul made in Italy all'estero. Insomma il calcio come sport e l'indotto ad esso collegato.
Goldman Sachs ricordò qualche mese fa come, nel luglio del 1982, e in quello del 2006 (il mese dei trionfi calcistici degli Azzurri), Piazza Affari garantì ritorni del 3% mese su mese. E si ebbero conseguenze proprio sul Pil: nel 1983 passò all'1,4% rispetto al +0,75 del 1982. Nel 2007 la crescita fu dell'1,9%. L'anno successivo alla vittoria degli azzurri nel campionato mondiale di calcio del 2006 in Germania, l'economia nazionale era cresciuta in modo sostenuto con un aumento record del 4,1% del Pil a valori correnti. Spiega un analista :
«Guardando alle singole voci che impattano sul Pil  l'effetto Mondiali sulle vendite all'estero avrebbe inciso per circa 2-3 miliardi potenziali. A beneficiarne maggiormente sarebbero stati i prodotti simbolo del Made in Italy nel mondo come i prodotti artistici e culturali, le automobili, cibi, bevande e moda. Quanto alla pubblicità, tra quella televisiva, cartacea e gli sponsor sono in gioco circa 4 miliardi».
Altri 3 miliardi sono da attribuire a mancati consumi interni (nella ristorazione, nel settore media, ad esempio), e a meno scommesse.


Un Mondiale senza Italia peserà anche sulle casse dell'Erario: l'uscita anticipata può valere anche un milione di euro in meno per il Fisco a livello di giocate. Per le stime legate solo al business strettamente sportivo, si parla di almeno 100 milioni di euro. Quello russo, che guarderemo distrattamente da casa, è il Mondiale più ricco di sempre, con un montepremi destinato alle squadre che tocca i 400 milioni di dollari. La FIGC avrebbe infatti potuto incassare un minimo di poco superiore agli 8 milioni di euro (qualificazioni). Arrivare ai quarti avrebbe garantito oltre 15 milioni per salire fino ai 24 milioni riservati alla finalista e ai 32,5 milioni in palio per chi conquista la coppa.

Quanto all'attività commerciale della Federcalcio, è in corso un contratto con Infront per la gestione di marketing e pubblicità legata all'attività delle nazionali con un minimo garantito da 14,2 milioni di euro. A questo andrebbero aggiunti 18,7 milioni della partnership con lo sponsor tecnico Puma che vanno integrati con gli introiti da vendita del materiale tecnico, magliette e gadgets. Sul fronte dei diritti tv, la Rai ha un contratto con la FIGC da 24,7 milioni a stagione che ora è ovviamente a rischio.

Fonte   scenarieconomici    ilgiornale

La morale è sempre quella :
"Chi è causa del suo mal, pianga se stesso"

I problema non sono i politici, Renzie, Di Maio, Junker, i banksters, Rothschild, il clima ... Il vero problema è che mancano gli attributi in mezzo alle gambe ... !!!

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giovedì 10 maggio 2018

La partenza del giro d’Italia comprata da Israele, tra falsi storici, minacce e ripuliture mediatiche



"Masters of Deception", "Maestri dell'inganno", non si smentiscono mai. Proprio non ce la faccio a stare dietro anche all'attualità, o cambio sistema, volevo già fare un articolo alla presentazione del giro, l'anno scorso, ma mi sono perso, dicendo parte si queste cose, meglio così, sono giunte due cose interessanti.
Era già iniziata male, subito, con il ricatto di togliere i finanziamenti per quanto segue :

Il Giro d’Italia 2018 ha rischiato di creare un incidente diplomatico con Israele. Il motivo? L’aver scritto che la prima tappa partirà il prossimo 4 maggio da “Gerusalemme ovest“. Un dettaglio, quell’ovest, che per Israele ha un significato molto importante: allude all’occupazione del 1967, quando Gerusalemme era divisa in due dalla Green Line, che separava appunto est e ovest della città. Gerusalemme capitale, Trump, i sionisti e Israele, l'Islam e i Palestinesi,qual'è il problema ? Si infiammano nuovamente i TerritoriGerusalemme non è la capitale di Israele di Richard Falk

Era chiaro fin da subito, poi, che era una operazione di marketing, è il mio mestiere, ma ben poco ci voleva a capirlo, che far partire il giro da Israele serviva, approfittando della copertura mediatica e della pur ottima immagine italiana per darsi una ripulita e una bella lavata di faccia dal sangue palestinese e non solo. Non sono il solo a pensarla così, come abbiamo visto nel precedente articolo  70°anniversario di Israele, lettera aperta di denuncia e richiesta di sottoscrizione di 32 personalità ebraiche italiane, dove scrivono, tra il resto, interessante da leggere tutto : 
"Se ne può quindi dedurre che il Giro d’Italia così concepito assecondi l’esigenza israeliana di presentare al pubblico, nazionale e internazionale, una facciata ripulita dalle immagini di violazioni e violenze coniugandola con la ricerca di RCS Sport di capitali e di una visibilità che immetta decisamente anche il ciclismo nel sistema di affari in cui il profitto detta le scelte e le agende dello sport".

Questa ultima frase è già un pò che ho in mente di approfondirla  magari per il calcio e le olimpiadi ... poi ... 


Da dove prendano i soldi, poi, è cosa nota, Lord Rothschild ha da inizio '900 finanziato l'acquisto della maggior parte dei territori palestinesi, dove prende i soldi ? Con l'estorsione/rapina dell'emissione monetaria o signoraggio, a dir si voglia, alle nazioni tramite guerre, finte rivoluzioni, omicidi, corruzione, ricatti e minacce, con questi finanzia anche i suoi agenti, Jacob Schiff ai tempi, Waburg, J.P. Morgan, Rockefeller, George Soros, ecc., così si stanno impadronendo del mondo, Banche, multinazionali, Big Pharma, media main stream, organismi internazionali e sovranazionali, nazioni intere, la Grecia per esempio, ecc. I Rothschild e gli Altri. Dal governo del mondo all'indebitamento delle nazioni, i segreti delle famiglie più potenti del mondo.

Ciliegina sulla torta, il falso storico, sono abbonati, solito argomento, del testimonial che hanno scelto per l'operazione di ripulitura, Gino Bartali, la storia, da più fonti, pare non essere come la raccontano ...
Da "West Jerusalem" a "Jerusalem": il cambiamento sul sito del Giro dopo le proteste di Israele
Ambasciata di Palestina: “Il Giro d'Italia cede a
ricatto di Israele”
1 dicembre 2017

Dopo la rimozione dell'aggettivo “West” dalla dicitura “West Jerusalem” sul sito della corsa, la sede diplomatica ha sottolineato che è stata assecondata "una pretesa di annessione condannata da risoluzioni Onu”.

“Il Giro d'Italia cede al ricatto”: è questa l'accusa dell'ambasciata di Palestina in Italia, sulla questione della rimozione, su richiesta israeliana, della parola “West” dalla dicitura “West Jerusalem” (Gerusalemme Ovest) riguardante la prima tappa della corsa rosa nel 2018, che inizialmente compariva nel sito ufficiale della manifestazione.

“Annessione condannata dall'ONU”
La rimozione è arrivata dopo le rimostranze di due ministri di Israele, che avevano minacciato di ritirare i finanziamenti alla gara. Una vicenda riguardo alla quale ora l'ambasciata palestinese esprime rammarico “per l'evidente politicizzazione” del Giro.
“Gli organizzatori assecondano una pretesa di annessione condannata da risoluzioni ONU, spiegano dalla sede diplomatica, assumendosi una responsabilità politica che non solo non compete loro, ma che differisce dalla posizione della comunità internazionale, compresa l'Italia”.
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Da "West Jerusalem" a "Gerusalemme"
La ricostruzione palestinese
I fatti risalgono allo scorso giovedì 30 novembre:
“Due ministri israeliani - si legge nel comunicato ufficiale palestinese riportato da diverse agenzie di stampa - avevano minacciato che il governo non avrebbe partecipato all'evento sportivo se la definizione di Gerusalemme Ovest non fosse stata modificata, e sono stati accontentati”.
A nulla era valso l'intervento degli organizzatori della gara ciclistica, che si erano affrettati a dire che
“la definizione non aveva nessuna valenza politica”. Dietro alla richiesta di Israele, secondo l'ambasciata di Palestina, oltre al “ricatto economico” c'è una questione “squisitamente politica e contro il diritto internazionale”.
La questione di Gerusalemme
Per gli israeliani, Gerusalemme è la capitale dello Stato e non esistono divisioni tra Est e Ovest.
“Una distorsione della realtà che - ribadiscono i palestinesi - contraddice le risoluzioni delle Nazioni Unite per cui Gerusalemme Est è stata occupata da Israele nel 1967 insieme alla Cisgiordania e alla Striscia di Gaza”.
Anche per la Palestina la città santa è la legittima capitale:
“Non riconoscere Gerusalemme Est come capitale dello Stato di Palestina - conclude il comunicato - significa non riconoscere la soluzione dei due Stati”.
G2A
Gino Bartali milite della Repubblica Sociale Italiana, motociclista della GNR,
la Guardia Nazionale Repubblicana.
La partenza del giro d’Italia comprata da Israele
di Alberto Negri
6 maggio 2018

La partenza del giro d’Italia comprata da Israele in guerra e le polemiche su Gino Bartali salvatore degli ebrei.
Per rendere memorabile l’evento è stato coinvolto anche Gino Bartali, già entrato nel Giardino dei Giusti dello Yad Vashem e ora cittadino onorario di Israele per il salvataggio di alcuni ebrei tra il 1943 e il 1944. La questione in realtà è assai dubbia, neppure lo stesso Bartali da vivo l’aveva mai confermata. In realtà secondo lo studioso Michel Sarfatti, fino al 2016 direttore della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, si tratta di un clamoroso falso storico.
"Nella foto, il giovane Gino Bartali durante la guerra. Gino Bartali era un milite della Repubblica Sociale Italiana. Più precisamente, era un motociclista della  GNR, la Guardia Nazionale Repubblicana". (ndr)
La maglia rosa del Giro d’Italia quest’anno l’hanno già vinta gli israeliani: come ciclisti non sono un granché ma sulla propaganda e il marketing non li batte nessuno. Anche a costo di qualche clamoroso falso storico sulla figura di Gino Bartali. Al prezzo di 16 milioni di euro versati a Rcs e Gazzetta dello Sport l’inizio del Giro d'Italia è stato “appaltato” a Israele: tre tappe sul territorio israeliano e partenza ieri con una cronometro individuale da Gerusalemme. A Gino Bartali, accreditato come salvatore di ebrei durante la guerra, viene conferita la cittadinanza postuma. Se fosse vivo forse guarderebbe al di là del muro che separa israeliani da palestinesi e non sarebbe poi tanto contento.
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Una lettera di una trentina di intellettuali ebrei italiani sottolinea le incongruenze di questa iniziativa, un’operazione di immagine in occasione del 70° anniversario dello Stato di Israele. Se per molti ebrei la data del maggio 1948 significa la rinascita dopo l’Olocausto, ai palestinesi questo passaggio storico ricorda la “Nakba”, la catastrofe, con l’umiliazione e l’esilio per centinaia di migliaia di arabi. Non solo: tutto questo avviene mentre Israele prende letteralmente di mira i palestinesi e lo stato ebraico è coinvolto nei raid in Siria e vorrebbe fare la guerra all’Iran.

La stessa tappa a Gerusalemme è stata una sorta di sfida alla legalità internazionale: la parte orientale è una città occupata. Una situazione inaccettabile rafforzata dalla decisione di Trump di trasferire da Tel Aviv a Gerusalemme l’ambasciata Usa e di riconoscerla come capitale dello stato ebraico. Il Giro rischia di trovarsi in mezzo suo malgrado ad un’operazione politica e propagandistica a favore di decisioni illegali e non accettate dalla stessa Unione europea, oltre che dalle risoluzioni dell’ONU.


Come se non bastasse, per rendere memorabile la ricorrenza, è stato coinvolto anche Gino Bartali. Secondo un libro, “Assisi clandestina” di Alexander Ramati pubblicato nel 1978, Bartali aveva l’incarico di corriere tra Firenze e Assisi. Il ciclista raggiungeva Assisi, fingendosi in allenamento, con fotografie e documenti, tornando indietro con carte d’identità false per salvare la pelle agli ebrei e ai partigiani perseguitati da nazisti e fascisti. Il racconto è suggestivo. Il materiale clandestino era occultato nella stessa bicicletta di Bartali che sfilava i manicotti dal manubrio e svitava il sellino per prendere le fotografie e le carte nascoste dentro il telaio.

Lo storico Sarfatti, in un dettagliato articolo, dimostra che si tratta di un racconto pieno di invenzioni. Un falso. L’attività di corriere tra Firenze e Assisi attribuita da Ramati a Gino Bartali non è menzionata né nelle testimonianze degli organizzatori del soccorso fiorentino, né in suoi scritti privati o dichiarazioni pubbliche e i documenti che la descrivono si basano sul libro di Ramati. Inoltre è esplicitamente smentita da don Aldo Brunacci, canonico della cattedrale di Assisi, incaricato dal suo vescovo di organizzare il soccorso agli ebrei.

Sarfatti riporta la testimonianza di Brunacci:
“Si tratta di un vero romanzo. L’autore di “Assisi clandestina” aveva certamente in mente un copione per un film e non poteva trovare personaggio più adatto di Bartali, l’eroe sportivo per antonomasia di quell’epoca”. 
 Il commento di Sarfatti sulla vicenda Bartali è lapidario:
“La storia della fabbricazione delle false carte di identità per gli ebrei clandestini a Firenze è lastricata di grandiosa umanità e terribili lutti. La prima non necessita di miti, i secondi richiedono rispetto”.
In sintesi: lasciate riposare in pace Bartali e
“Quel naso triste come una salita / Quegli occhi allegri da italiano in gita”,
come cantava Paolo Conte. Lui pedalava davvero e neppure da morto ha bisogno del doping dei falsi storici per rimanere nella memoria degli italiani e dello sport mondiale.

Sempre che gli israeliani non si siano comprati pure i diritti del pezzo di Conte e cambiato le parole (NdR).

Fonte   ilfattoquotidiano   tg24.sky  ariannaeditrice

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mercoledì 9 maggio 2018

70° anniversario di Israele, lettera aperta di denuncia e richiesta di sottoscrizione di 32 personalità ebraiche italiane

Muro di costruzione israeliana ma su terreno palestinese che una risoluzione ONU intimerebbe di abbattere, ma come nulla fosse ...
Fonte repubblica, gli sarà venuto un coccolone a De Benedetti, speriamo, credo invece come scrivono quelli che chiameranno "odiatori di se stessi" e ben sanno che verranno perseguitati dalle squadracce d'azione dell'ADL, quelle che hanno picchiato Robert Faurisson, minacciato David Cole "La verità dietro i cancelli di Auschwitz" e Ariel Toaff, "Pasque di Sangue", figlio dell'ex rabbino capo di Roma, tra gli altri.
Credo invece, dicevo come scrivono di Israele nel testo : "una facciata ripulita dalle immagini di violazioni e violenze", anche per Repubblica sia una bella lavata di faccia dal Sionismo, magie, magheggi mi piace di più, della propaganda ....
Oh guarda, non ci sono Travaglio, Mentana, Saviano, Mieli, Gad Lerner, Zingaretti ... qualcuno mi sfugge ... Magdi Allam☺...
Quì il resto della storia La partenza del giro d’Italia comprata da Israele, tra falsi storici, minacce e ripuliture mediatiche

Senza dubbio aderisco alla richiesta finale : "chiedendo a ciascuno, con un atto di responsabilità personale, di sottoscrivere la nostra denuncia" e faccio anche i miei più sentiti complimenti per il "non Politically Correct" e per l'onestà intellettuale di cui sono forniti che però non mi stupisce proprio per niente, perchè la maggior parte di quel che sappiamo delle loro nefandezze tribali lo sappiamo proprio da alcuni di loro, altrimenti non potrebbe essere essendo un gruppo, non so mai come chiamarli, popolo non sono, etnia non sono, razza men che meno, va beh, sono una religione e nemmeno monoteistica, essendo una tribù, religione estremamente chiusa praticamente dittatoriale, tutto questo sappiamo appunto da alcuni di loro, facciamo qualche nome a caso : Gilad Atzmon,  Prof. Israel Shahak, Prof. Shlomo Sand, Prof. Roger Dommergue, Israel Shamir, questa storia non è troppo conosciuta : Fischer e Spassky: Due Infami ebrei antisemiti - Fischer And Spassky: Two Infamous Jewish Anti-Semites ...


Sosterrò fino alla morte e oltre che non sono tutti uguali, per amore di verità e giustizia in primo luogo, ma anche perchè è estremamente importante capire che questo è il loro trucco principale, nascondersi, chiamiamoli quelli ricchi, dietro un popolo, chiamiamoli quelli poveri, neri li chiamano in Israele, prima o poi vi svelerò perchè, quando li picchiano e arrestano perchè protestano per i diritti civili dei palestinesi, per esempio, nascondersi e usarli come carne di cannone per farsi passare per vittime, i carnefici e così inventarsi l'antisemitismo quando gli unici semiti rimasti sono proprio i palestinesi. Cadendo nella loro trappola ovviamente facciamo il loro gioco, ma poi è assolutamente impossibile che siano tutti criminali ...

La questione di Gerusalemme è poi  ridicola, o meglio è una tragedia ma quello che ci raccontano gli uni e gli altri è una barzelletta, lo illustro in Gerusalemmecapitale, Trump, i sionisti e Israele, l'Islam e i Palestinesi,qual'è il problema ? Si infiammano nuovamente i Territori e vedrete che storicamente è tutto un "secondo la leggenda", "secondo las tradizione", "si dice che", "si racconta", insomma con queste favole stanno scassando i cabasisi a tutto il mondo da più di un secolo e bagni di sangue, il vero problema è che questi vivono ancora nella preistoria "quando Mosè scese dal monte con le tavole dei comandamenti" ... e gli altri nel medioevo "quando Maometto sogno di volare in paradiso a fianco di Allah" ... nel mentre che noi bestemmiamo tutti i santi del paradiso ... Gerusalemmenon è la capitale di Israele di Richard FalkBene, vediamo che hanno da dirci che ce n'è abbastanza ...

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70° anniversario di Israele, lettera aperta di denuncia e richiesta di sottoscrizione di 32 personalità ebraiche italiane

2 maggio 2018


Pubblichiamo la lettera aperta sottoscritta da 32 personalità del mondo ebraico italiano a proposito dell'operazione di immagine organizzata in occasione del 70°anniversario della nascita dello Stato di Israele, operazione che coinvolge anche il nostro paese con la partenza del Giro d'Italia con grande risonanza mediatica da Gerusalemme.


Da : Bruno Segre, Susanna Sinigaglia, Stefano Sarfati, Anna Farkas, Carla Ortona, Stefania Sinigaglia, Giorgio Forti, Giorgio Canarutto, Joan Haim, Miriam Marino, Paola Canarutto, Sergio Sinigaglia, Marco Ramazzotti, Fabrizio Albert, Marina Ascoli, Guido Ortona, Giovanni Levi, Simona Sermoneta, Shmuel Gertel, Giorgio Segrè, Bruno Osimo, Ester Fano, Renata Sarfati, Irene Albert, Paolo Amati, Dino Levi, Barbara Agostini, Ferruccio Osimo, Lavinia Osimo, Antoine Dubois, Daniel Magrizos, Marina Morpurgo.

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Nel prossimo maggio lo Stato d’Israele compirà 70 anni. Se per molti ebrei la memoria del maggio ‘48 sarà quella di una rinascita portentosa dopo la Shoà e un’oppressione subita per molti secoli, i palestinesi vivranno lo stesso passaggio storico ricordando con ira e umiliazione la Nakba, la “catastrofe”: famiglie disperse, esistenze spezzate, proprietà perdute, il tragico inizio dell’esodo di una popolazione civile di oltre settecentomila persone.

Molto problematica è in particolare oggi la situazione di Gerusalemme, città che Israele, dopo averne annesso la parte orientale, celebra come “capitale unita, eterna e indivisibile”. Tale statuto, oltre a non essere riconosciuto dalla stragrande maggioranza dei governi mondiali, secondo i dettami dell’accordo di Oslo del 1993 doveva essere oggetto di negoziati fra le parti in causa. Gerusalemme Est resta quindi, secondo le norme internazionali, una città occupata con i suoi 230.000 ebrei che vi abitano in aperta violazione delle suddette norme.

A rafforzare la pretesa del governo israeliano su Gerusalemme e a infliggere l’ennesima pugnalata al già moribondo processo di pace è calata nel dicembre 2017, come un colpo di maglio, l’iniziativa di Donald Trump di riconoscere ufficialmente la città quale capitale dello Stato d’Israele: una decisione che ne trascura completamente la complessità simbolica, ne ignora la natura molteplice e la condizione giuridica, obliterando l’esistenza dei suoi residenti arabi palestinesi (quasi 350.000, tre quarti dei quali vivono al di sotto della soglia della povertà, privi del diritto di acquistare terreni, costruire o ingrandire le proprie abitazioni – da cui spesso, anzi, vengono scacciati – e di prendere parte alle elezioni in Israele).

L’amministrazione americana ha già annunciato che trasferirà l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme proprio in coincidenza con il 70° “Giorno dell’indipendenza”, una “scelta che” ha commentato il primo ministro Netanyahu lo “trasformerà… in una celebrazione ancora più significativa”.

Ma un’altra iniziativa concorrerà, nelle intenzioni dei suoi organizzatori, a rendere memorabile la ricorrenza: la partenza del Giro d’Italia da Gerusalemme. A pretesto e giustificazione di questa scelta, la volontà di onorare la memoria di Gino Bartali che ha trovato un posto nel “Giardino dei giusti” di Yad Vashem, nel 2013, grazie alla sua opera di salvataggio, peraltro non così ben documentata, di alcuni ebrei fra il ’43 e il ’44. È invece indubbio il finanziamento che riceverà la RCS insieme alla sua “Gazzetta dello Sport” grazie a tale operazione: 12 milioni di euro, più altri 4 offerti agli organizzatori dal miliardario israelo-canadese Sylvan Adams, presidente onorario del Comitato Grande Partenza Israele che afferma (da “Nena News”, 20 novembre 2017) :
“Questa storica Grande Partenza della 101esima edizione del Giro ci permetterà di presentare il nostro paese a oltre cento milioni di spettatori tra quelli collegati via televisione e presenti lungo le strade”.
E gli fa eco Yariv Levin, ministro del Turismo israeliano :
Come parte di una rivoluzione nel marketing, che vede Israele quale destinazione turistica e per il tempo libero, stiamo portando il Giro d’Italia nel nostro paese”.

Se ne può quindi dedurre che il Giro d’Italia così concepito assecondi l’esigenza israeliana di presentare al pubblico, nazionale e internazionale, una facciata ripulita dalle immagini di violazioni e violenze coniugandola con la ricerca di RCS Sport di capitali e di una visibilità che immetta decisamente anche il ciclismo nel sistema di affari in cui il profitto detta le scelte e le agende dello sport.

A proposito di agende, in quella della prevista kermesse gerosolimitana figura, dal 13 al 15 maggio, la “Marcia delle nazioni: dall’Olocausto alla nuova vita”. Stando al testo del programma, si prevede che si raccolgano a Gerusalemme migliaia di cristiani provenienti da tutti i paesi per prendere parte a un convegno speciale .
“Insieme con israeliani di ogni segmento della società, le masse dei credenti in Cristo marceranno dalla Knesset al Monte Zion e recheranno onore ai sopravvissuti dell’Olocausto, dimostrando pubblicamente che le nazioni si ergono a fianco d’Israele per dire ‘No!’ all’antisemitismo”.

Infine, ciliegina sulla torta, è del 16 marzo la notizia che la Commissione giustizia della Knesset sottoporrà, nelle prossime settimane, al parlamento un pacchetto di leggi che trasformano definitivamente Israele in uno “stato ebraico”, abolendo così una volta per tutte la tanto fastidiosa parola “democratico” dal suo statuto e facendo in tal modo, finalmente, “chiarezza” sulla propria natura: sempre, è ovvio, per festeggiare il 70° anniversario (vedi a questo link). Tale passaggio sancirà, ancora definitivamente, l’esclusione dai diritti dei non ebrei residenti in Israele e faciliterà alle istituzioni preposte il compito di sbarazzarsi innanzitutto dei palestinesi ma anche degli immigrati non graditi. (Definiamo lo Stato d'Israele Tratto dal libro: «Storia ebraica e giudaismo: il peso di tre millenni» di Israel Shahak NdR)

Legittimando e rendendo irreversibile l’annessione di Gerusalemme Est e l’occupazione della Cisgiordania, l’intera operazione intorno al 70° anniversario della nascita d’Israele viola la legge internazionale e affossa forse definitivamente il processo di pace.

In quanto ebrei, consideriamo tale operazione un vulnus ai valori di giustizia e di ricerca della pace su cui si fonda la parte migliore della nostra tradizione. Ci rivolgiamo quindi a coloro che hanno ancora a cuore tali valori perché respingano un’operazione così dannosa per gli ebrei e tanta parte di umanità, chiedendo a ciascuno, con un atto di responsabilità personale, di sottoscrivere la nostra denuncia.

Fonte   repubblica


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