Descrizione

La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

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giovedì 9 giugno 2016

Il lato sionista di Rebbekah Dorothea Kasner alias '"Angela Merkel"

ANGELA MERKEL (KASNER) in una foto che la ritrae mentre ritira il premio dall’ordine massonico ebraico del B’nai B’rith Europe nel pranzo di gala in suo onore dell’11 Marzo 2008.
Certe volte non si intuiscono bene certe dinamiche politiche ed economiche abbastanza discutibili a cui siamo sottoposti, tempo fa un giorno provai a cercare : "Angela Merkel Bilderberg", uscì di tutto, oggi mi sono deciso a metterlo per scritto e ho dovuto dividerlo in tre parti. Conoscendo la storia di certi personaggi diventa oltremodo semplice capire sia in che mani siamo ed il perchè di quello che pareva oscuro.
Guardiamo quello che si trova:

Bilderberg 2005 Full Participant List :
D Merkel, Angela Chairman, CDU; Chairman CDU/CSU-Fraction


The world in the palm of their hands: Bilderberg 2005
[...]Il Bilderberg ha discusso e proposto la figura di Angela Merkel come futuro capo della Germania.[...]

Il gruppo Bilderberg ha messo da parte Schroeder per dare una spinta al nuovo candidato, che potrebbe dare fiato alla disputa fra Bilderberg americano ed europeo sul punto di vista della guerra in Iraq, considerato che la società segreta è disposta a modificare la politica verso una coesione. Non bisogna dimenticarsi che Schroeder assieme al presidente francese Chirac era fra i più critici portavoci europei sull’intervento degli USA in Iraq.

Berlino, 27 Nov. (Adnkronos) - Rafforzare le relazioni transatlantiche e stringere i rapporti con i Paesi più piccoli dell’Unione europea. Questa la posizione della Germania nello scacchiere internazionale secondo il neo cancelliere Angela Merkel, intervistata dalla rivista ‘Focus’, domani in edicola.

”Ci sarà sicuramente un’intensificazione dei rapporti con gli stati membri dell’Unione europea piu’ piccoli e un rafforzamento delle relazioni transatlantiche”,
ha detto la leader democristiana, alla vigilia della visita a Washington del neo ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier.
Per approfondire, resta poco da dire se poi leggiamo il seguito unito agli allegati: L'oscuro passato di Rebbekah Dorothea Kasner alias '"Angela Merkel"È Angela Merkel un Asset della CIA ?

Nel 2010, la Società Europea Coudenhove-Kalergi ha assegnato alla Cancelliera tedesca Angela Merkel il Premio europeo.


Benché nessun libro di scuola parli di Kalergi, le sue idee sono rimaste i principî ispiratori dell'odierna Unione Europea. La convinzione che i popoli d'Europa debbano essere mescolati con neri e asiatici per distruggerne l'identità e creare un'unica razza meticcia, sta alla base di tutte le politiche comunitarie volte all'integrazione e alla tutela delle minoranze. Non si tratta di principî umanitari, ma di direttive emanate con spietata determinazione per realizzare il più grande genocidio della Storia. In suo onore è stato istituito il Premio europeo Coudenhove-Kalergi che ogni due anni premia gli europeisti che si sono maggiormente distinti nel perseguire il suo piano criminale. Tra di loro troviamo nomi del calibro di Angela Merkel, Herman Van Rompuy, Sandro Pertini e .... "Francesco".



La Conferenza dei Rabbini Europei premia il "Valore" della Merkel 

Come leggere, dunque, ed alla luce di ciò l'assegnazione del Premio Lord Immanuel Jakobovits da parte dei rabbini europei, lo scorso 16 Aprile 2013, alla cancelliera tedesca Angela Merkel ? La stessa Merkel, ricordiamo denunciata dai coniugi tedeschi Reusing per crimini contro l'umanità assieme agli altri compari dell'euro-casta per il cordiale trattamento riservato ai cittadini greci. Il Premio in questione, riconosciuto dalla Conferenza dei Rabbini Europei, sarebbe stato assegnato con una bizzarra e curiosa motivazione: "per rendere merito al sostegno fornito dalla Merkel alla comunità ebraica in Germania, e anche alla feroce condanna dell’antisemitismo in Europa". Ogni ulteriore commento lo lasciamo a voi ed alla vostra intelligenza. Certo, dopo il Premio Nobel per la Pace assegnato a Barack Obama e all'Unione europea, ormai ci si aspetta davvero di tutto e non stupisce più nulla...


Merkel premiata dal Time per i fallimenti dell'Europa

La cancelliera ha contribuito a far sprofondare l'Europa nella più drammatica crisi economica e a far precipitare l'emergenza migranti aprendo le porte a chiunque volesse entrare. Dopo questi disastri il Time l'ha addirittura premiata dedicandole la copertina per la persona dell'anno. Angela Merkel, cancelliera di un mondo libero è il titolo del magazine che loda la cancelliera per aver "promosso e mantenuto un'Europa aperta e senza confini".

Il Time ha spiegato di aver nominato la Merkel persona dell'anno 2015 per "aver chiesto più di quanto la maggior parte dei politici del suo Paese avrebbe osato" e "per l’essere rimasta ferma contro la tirannia e le convenienze e per aver dato prova di una leadership morale risoluta in un mondo dove essa scarseggia". In realtà, a fronte dei drammi e dei disastri a cui ha esposto l'Italia e l'intera Unione europea, più che "cancelliera del mondo libero" andrebbe definita carceriera del mondo libero.

"La Merkel amava falce e martello" ecco
il libro che sputtana Angela 

"l'ex capo dei giovani comunisti"

La cancelliera a pochi mesi dal voto deve fare i conti con una biografia scandalo che racconta la sua gioventù da "compagna". Uno scheletro nell'armadio che disorienta il suo centrodestra
di Ignazio Stagno

La cancelliera in una foto in bianco e nero,
scattata nel 1972, all'età di 17 anni appare
in uniforme da volontaria civile della Ddr
C'è stato un tempo in cui Angela Merkel amava falce e martello. La cancelliera che ora guida i democristiani della Cdu, ha un passato rosso fuoco. Angela Merkel ha fatto parte del sistema comunista della Ddr e alla caduta del Muro sognava una Germania est autonoma e socialdemocratica. A rivelare l'inedità "compagna Merkel" è una biografia non autorizzata della cancelliera tedesca dal titolo "La prima vita di Angela M.", scritta dai giornalisti della Bild, Ralf Georg Reuth e Guenther Lachmann.

Funzionaria comunista - La giovane Merkel a quanto pare ha avuto un ruolo di funzionaria della gioventù comunista. Il retroscena comunista era stato già rivelato dal leader della Linke, Oskar Lafontaine, ma Angela aveva messo tutto a tacere. "Angela Merkel era più vicina al sistema della Ddr di quanto fosse noto finora, possiamo provarlo" racconta Reuth in un'intervista rilasciata a Welt. La Merkel non aveva un ruolo marginale nello scacchiere rosso della Germania Est. Lavorava all'Accademia delle Scienze della Ddr, ed era una funzionaria del partito presso l'Istituto in cui faceva "la segretaria per l'agitazione e la propaganda della Fdj (la gioventù comunista, ndr) a partire dal 1981, cosa che continua a contestare fino ad oggi. Oltre a ciò, faceva parte della direzione sindacale dell'azienda".

Raccomandata dalla Stasi - Ralf Georg Reuth inoltre aggiunge pepe alla storia raccontando che a favorire la carriera politica della Merkel furono Wolfgang Schnur e Lothar de Maiziere, "entrambi collaboratori non ufficiali della Stasi". La verità sulla cancelliera arriva dopo anni di ricerche "su documenti finora inaccessibili. Abbiamo parlato con testimoni dell'epoca che finora avevano taciuto". La Merkel non ha preso bene l'uscita del libro e il suo silenzio sembra confermare la tesi dei due cronisti: "La cancelliera ci ha fatto sapere dal suo portavoce che non aveva tempo per rispondere alle nostre domande". A pochi mesi dal voto è giusto che i tedeschi di centrodestra sappiano che potrebbero rivotare un'ex comunista che fa la democrisitiana.

L’operazione segreta “Samson”

"La Germania ha aiutato Israele nella sua difesa. Il popolo tedesco può dirsi ora orgoglioso nell’aver assicurato allo Stato di Israele ancora anni e anni di esistenza“.

Sono queste le ultime parole del rapporto segreto “Samson”, recentemente scoperto da un’inchiesta del settimanale tedesco “Der Spiegel”, seguite da un grosso bollo rosso che dice: “STRENG GEHEIM”, top-secret.

Che l’intero Occidente, ma soprattutto USA e Germania, aiutasse da anni Israele tramite finanziamenti o vendite di armi, non è una novità. La necessità dettata dal loro dominio e presenza nella propria massoneria per una, e il rimorso storico causato dalla Shoah per l’altra, hanno fatto di queste due nazioni (USA e Germania) i partner e difensori d’Israele più accaniti. Ma se fino a poco fa l’appoggio si “limitava” in aiuti politici-diplomatici, finanziari e talvolta militari, la Merkel ha oggi inaugurato un nuovo corso dei “rapporti d’aiuto” tedesco-israeliani: la vendita di sottomarini “Dolphin-II” in grado di trasportare missili nucleari.

L’aiuto militare rivolto ad Israele tramite sottomarini, è da 25 anni oggetto di vivace discussione nella vita pubblica e nel parlamento della Repubblica Federale. Ma ancora oggi, il Governo tedesco rimane fermo sul fatto di non sapere nulla riguardo gli armamenti nucleari presenti nei sottomarini israeliani di propria provenienza. Nonostante ciò, alti ex-funzionari dei Servizi segreti parlano ora per la prima volta della presenza di una dimensione nucleare:
“Si sapeva fin dall’inizio che i sottomarini sarebbero dovuti essere stati in grado di trasportare ed azionare missili nucleari”
dice Hans Ruhle, un ex-dirigente del Ministero della Difesa tedesco. Anche Lothar Ruehl, Segretario di Stato negli anni Ottanta , è sempre stato a conoscenza che
“Israele voleva i nostri sottomarini per stazionarvici dentro testate nucleari“.
Di fatto, la costruzione di nuovi corpi in grado di trasportare armi nucleari, stando a dichiarazioni “top-secret”, sarebbe avvenuta solo dopo la vendita dei sottomarini, quindi su suolo israeliano. Ma se ciò è stato possibile, è grazie alla previa presenza sui sottomarini teutonici di un meccanismo chiamato “Popeye Turbo SLCM”, che permette un raggio di lancio di circa 1500 km. Ben insignificanti quindi sono le numerose giustificazioni, date dai rappresentanti del Governo tedesco, che rimandano all’assenza di questi nuovi corpi di lancio sui sottomarini “originali”.

I sottomarini sono una risposta militare alla minaccia di una regione, “nella quale non c’è pietà per i più deboli” dice il Ministro alla Difesa israeliano Barak. Sono l’assicurazione contro la paura primordiale d’Israele, quella che “gli Arabi domani ci potrebbero annientare tutti“, dice David Ben-Gurion, il fondatore dello Stato d’Israele. Continua: “Mai più, mai più ci lasceremo trasportare al macello come agnelli!“. Equipaggiati ora con missili nucleari, i sottomarini sono un segnale per tutti i nemici d’Israele.
“Garantiscono che il nemico non si senta attratto nell’attaccarci con armi non convenzionali, senza poi farla franca…”
dice l’ammiraglio Avraham Bozer. Il messaggio, Mahmud Ahmadinejad, l’ha ricevuto forte e chiaro.
“In Germania nessuno ha la minima intezione di esercitare critiche su Israele. Verrebbe subito accusato di antisemitismo“,
disse uno dei più grandi politici tedeschi, Helmut Schmidt. Israele è uno “Stato”, che attraverso la sua politica d’insediamento, in Cisgiordania come a Gaza, ha ormai rifiutato ogni possibile soluzione pacifica del conflitto. E Berlino non si può assolutamente permettere una “politica d’avventura”. La Germania ha una particolare responsabilità nel non permettere più che si ripetano crimini come l’Olocausto. Ma non ha alcuna responsabilità nei confronti d’Israele.


I tedeschi consegnano a Israele il quinto
sommergibile 'Dolphin'
AGI, 30 aprile 2013

KIEL - Le autorità tedesche hanno consegnato alla marina israeliana il quinto sommergibile della classe Dolpihn, il 'Rahav', considerata la piu' avanzata tra le unità a propulsione non nucleare. La cerimonia si e' svolta nei cantieri navali di Kiel. I Dolphin, benchè spinti da motori diesel, sono tra i più silenziosi sommergibili del mondo. Le unità sono considerata la punta di diamante delle forze armate israeliane nell'eventualità di un attacco contro l'Iran. Un sesto sommergibile Dolphin sarà consegnato nel 2017 .

Israele, Merkel : "Responsabili per Shoah"


17 Marzo 2008

Nella sua visita in Israele, il cancelliere tedesco Angela Merkel si è recata questa mattina a Yad Vashem, il monumento in memoria dei sei milioni di ebrei sterminati dai nazisti.

La cancelliera Angela Merkel a
Yad Vashem, in Israele
Accompagnata dal primo ministro israeliano, Ehud Olmert, e dalla delegazione tedesca che l'ha accompagnata nello Stato ebraico, il cancelliere tedesco si è fermata alcuni minuti in raccoglimento davanti al monumento, prima di depositare una corona di fiori.

Merkel è alla sua terza visita a Yad Vashem, dal suo debutto alla Cancelleria tedesca. Dopo avere firmato il libro degli ospiti dello Yad Vashem, il capo del governo di Berlino ha dichiarato: "Vista la sua responsabilità per la Shoah, il governo tedesco sottolinea la sua determinazione a costruire un futuro" con Israele.

La cancelliera Angela Merkel a
Yad Vashem, in Israele
Al termine del suo omaggio ai caduti per l'Olocausto, Angela Merkel ha partecipato, assieme alla sua delegazione, a una riunione con il governo israeliano. Su invito della presidenza della Knesset, Merkel terrà, invece, nel pomeriggio di domani, un discorso di circa 20 minuti davanti ai deputati israeliani. Come hanno spiegato fonti del governo tedesco, il suo discorso conterrà accenni alle responsabilità storiche della Germania, agli stretti rapporti attuali e alla volontà di intensificare le relazioni bilaterali in futuro.
Merkel sarà il primo cancelliere tedesco a parlare alla Knesset. A tale scopo la presidente del parlamento, Dalia Itzik, ha modificato lo statuto interno, che consentiva finora soltanto l'intervento di capi di Stato. Il Cancelliere si esprimerà in tedesco, circostanza che ha provocato le critiche di alcuni deputati ultraortodossi.

Frau Merkel "parla tedesco "ma"
argomenta in giudaico"
di Antonino Amato
19.03.08

Angela Merkel e Ehud Olmert
Mi è capitato di leggere che Frau Merkel, Cancelliera della Repubblica Federale Tedesca, è "figlia di un pastore luterano" e "figlia di mamma ebrea". Leggendo una simile notizia, ho fatto spallucce: "E che vuol dire? Si vuole forse enunciare una sorte di determinismo tra la propria nascita e il proprio essere? Roba da razzismo più o meno biologico". Contrariamente a quello che dicevano i Nazisti, io non penso e non credo che le "virtù" si trasmettano da padre in figlio. E, contrariamente a quello che sostengono gli Ebrei, io non penso e non credo che le "colpe" dei padri si trasmettano ai figli e ai nipoti.

Oggi temo che dovrò fare chiarezza nel mio modo di pensare e concepire il mondo e le vicende umane. Leggo, difatti, che Frau Merkel è andata a Gerusalemme ed ha tenuto alla Knesset uno strano discorso (1). Lo ha tenuto inframmezzando la lingua tedesca e la lingua ebraica. E, poiché l'"argomentare" di Frau Merkel distrugge molte delle mie certezze (1), cercherò di analizzarlo.

Nella prima parte del suo discorso Frau Merkel accetta la "vulgata holocaustica" nella sua interezza: 6 milioni di morti e tutti morti perché gassati. E’ la versione ufficiale, autentica "propaganda di guerra". La verità è molto diversa. Perché, se è vero che gli Ebrei subirono molti lutti e crudeli sofferenze, quel numero è certamente esagerato. E, in ogni caso, molte delle morti non sono da attribuire a "volontà omicida", ma alle crudeli condizioni tipiche di un campo di concentramento. Sia come sia, su questa prima parte del discorso di Frau Merkel io non metterei bocca. Limitandomi ad osservare che ciascuno è "libero" di credere a qualsiasi "leggenda". Tanto per dire: io credo fermamente che Romolo e Remo sono figli di Marte e sono stati allevati dalla "Lupa romana"; gli Ebrei, invece, credono che Dio sia sceso sulla terra a "stringere alleanza con Abramo" ai danni dei popoli della Terra. Dio, dunque, che noi chiamiamo il "Buon Dio", avrebbe creato i tutti i popoli; ma avrebbe dato tutti i popoli in mano al popolo ebraico. Sono leggende. Ed è giusto che ciascuno coltivi le sue, sorridendo più o meno beffardo alle leggende altrui.

Quello che, invece, non mi convince è la conclusione che Frau Merkel trae da certi suoi convincimenti fideistici. Totale solidarietà allo "Stato di Israele" ed impegno a sostenerlo nelle sue richieste di impedire che l’Iran si doti dell’energia atomica. Perché ci si può chiedere se Frau Merkel, parlando in lingua tedesca, enunci un "fatto vero e reale" (il genocidio) e la responsabilità dei Tedeschi in quel fatto orribile oppure si faccia sciocca ripetitrice di una impostura propagandistica. Ma le conclusioni dovrebbero essere univoche: se i Tedeschi hanno realmente commesso quei delitti, siano i Tedeschi a pagarne le conseguenze.

Perché quale che sia la verità storica, è fuori discussione che i "fatti" si sono sviluppati in Europa e sono stati commessi dai Tedeschi. Pertanto non si vede e non si capisce perché dovrebbero essere i Palestinesi a pagare per le colpe dei Tedeschi. E perché, sempre per colpa dei Tedeschi, l’Iran dovrebbero subire delle limitazioni che non vengono applicate agli USA, alla Russia, alla Cina, all’India e al Pakistan.

A me pare che Frau Merkel, dichiarando vero e reale il "genocidio" commesso in Germania dai Tedeschi, voglia spalleggiare eventuali altri genocidi da consumare in Palestina e nel Vicino Oriente. E, allora, concludo: "Frau Merkel, ha parlato in lingua tedesca alla Knesset ma ha sposato le motivazioni e le argomentazioni della Stato di Israele". Motivazioni ed argomentazioni che non hanno alcuna consistenza logica. Che poi lo abbia fatto perché "tedesca", perché "figlia di pastore luterano" o perché "figlia di madre ebrea" lo lascio alla sua coscienza. Ammesso che ne abbia una.
(1) "Applausi alla Knesset per la cancelliera. La Merkel convince Israele. In tedesco" in "Corriere della Sera" del 19 marzo 2008, pagina 19.


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martedì 5 aprile 2016

UNA RADIOGRAFIA DEL GIUDAISMO "Storia ebraica e giudaismo - Il peso di tre millenni" Israel Shahak

Prefazione di Gore Vidal
"Shahak è il più recente, se non l’ultimo, dei grandi profeti"
Alla fine degli Anni Cinquanta, quel grande pettegolo e storico dilettante che era John F. Kennedy mi disse che nel 1948 Harry Truman, proprio quando si presentò candidato alle elezioni presidenziali, era stato praticamente abbandonato da tutti. Fu allora che un sionista americano andò a trovarlo sul treno elettorale e gli consegnò una valigetta con due milioni di dollari in contanti. Ecco perché gli Stati Uniti riconobbero immediatamente lo Stato d'Israele.
A differenza di suo padre, il vecchio Joe, e di mio nonno, il senatore Gore, né io né Jack eravamo antisemiti e così commentammo quell'episodio come una delle tante storielle divertenti che circolavano sul conto di Truman e sulla corruzione tranquilla e alla luce del sole della politica americana.
Purtroppo, quell'affrettato riconoscimento dello Stato d'Israele ha prodotto quarantacinque anni di confusione e di massacri oltre alla distruzione di quello che i compagni di strada sionisti credevano sarebbe diventato uno stato pluralistico, patria dei musulmani, dei cristiani e degli ebrei nati in Palestina e degli immigrati europei e americani, compreso chi era convinto che il grande agente immobiliare celeste avesse dato loro, per l'eternità, il possesso delle terre della Giudea e della Samaria. Poiché molti di quegli immigrati, quando erano in Europa, erano stati sinceri socialisti, noi confidavamo che non avrebbero mai permesso che il nuovo stato diventasse una teocrazia e che avrebbero saputo vivere, fianco a fianco, da eguali, con i nativi palestinesi.

Disgraziatamente, le cose non andarono così. Non intendo passare ancora una volta in rassegna le guerre e le tensioni che hanno funestato e funestano quella infelice regione. Mi basterà ricordare che quella frettolosa invenzione dello Stato d’Israele ha avvelenato la vita politica e intellettuale degli Stati Uniti, questo improbabile patrono d'Israele. Dico improbabile perché, nella storia degli Stati Uniti, nessun'altra minoranza ha mai estorto tanto denaro ai contribuenti americani per Investirlo nella "propria patria". E’ stato come se noi contribuenti fossimo stati costretti a finanziare il Papa per la riconquista degli Stati della Chiesa semplicemente perché un terzo degli abitanti degli Stati Uniti sono di religione cattolica.

Se si fosse tentata una cosa simile, ci sarebbe stata una reazione violentissima e il Congresso si sarebbe subito opposto decisamente. Nel caso degli ebrei, invece, una minoranza che rappresenta meno del due per cento della popolazione ha comprato o intimidito settanta senatori, i due terzi necessari per nullificare un comunque improbabile veto presidenziale, e si è valsa del massiccio appoggio dei media.
In un certo senso, ammiro il modo in cui la lobby ebraica è riuscita a far sì che, da allora, miliardi e miliardi di dollari andassero ad Israele "baluardo contro il comunismo". In realtà, la presenza dell'URSS e il peso del comunismo sono stati, in quelle regioni, men che rilevanti e l'unica cosa che noi americani siamo riusciti a fare è stato di attirarci l'ostilità del mondo arabo che prima ci era amico.

Ancora più clamorosa è la disinformazione su tutto quanto avviene nel Medio Oriente e se la prima vittima di quelle sfacciate menzogne è il contribuente americano, all'opposto lo sono anche gli ebrei degli Stati Uniti che sono continuamente ricattati da terroristi di professione come Begin o Shamir. Peggio ancora, salvo poche onorevoli eccezioni, gli intellettuali ebrei americani hanno abbandonato il liberalismo per stipulare demenziali alleanze con la destra politico religiosa cristiana, antisemita, e con il complesso militare-industriale del Pentagono. Nel 1985, uno di quegli intellettuali dichiarò apertamente che quando gli ebrei erano arrivati negli Stati Uniti avevano trovato
«più congeniali l'opinione pubblica e i politici liberali ma che, ora, è interesse dell'ebraismo allearsi ai fondamentalisti protestanti perché, dopo tutto, 'Vè forse qualche ragione per cui noi ebrei dobbiamo restar fedeli, dogmaticamente e con l'ipocrisia, alle idee che condividevamo ieri?».
A questo punto, la sinistra americana si è divisa e quelli di noi che criticano i nostri ex-alleati ebrei per questo loro insensato opportunismo vengono subito bollati con i rituali epiteti di "antisemita" o di "odiatori di se stessi".
Per fortuna, la voce della ragione è ancora viva e forte e viene proprio dalla stessa Israele. Da Gerusalemme, Israel Shahak, con le sue continue e sistematiche analisi, smaschera la sciagurata politica israeliana e lo stesso Talmùd, in altre parole l'effetto che ha tutta la tradizione rabbinica sul piccolo Stato d'Israele che i rabbini di estrema destra di oggi vogliono trasformare in una teocrazia riservata ai soli ebrei.

Shahak guarda con l'occhio della satira tutte le religioni che pretendono di razionalizzare l'irrazionale e, da studioso, fa risaltare le contraddizioni contenute nei testi. E’ un vero piacere leggere, con la sua guida, quel grande odiatore dei gentili che fu il dottor Maimonide!

Inutile dire che le autorità israeliane deplorano l'opera di Shahak ma non possono far nulla contro un docente universitario di chimica in pensione, nato a Varsavia nel 1933 che ha passato alcuni anni della sua infanzia nel campo di concentramento nazista di Belsen. Nel 1945 Shahak andò in Israele; ha prestato servizio nell'esercito israeliano e non è diventato marxista negli anni in cui essere marxisti era di gran moda. Shahak era, ed è, un umanista che detesta l'imperialismo sia che si manifesti come il Dio di Abramo che come la politica di George Bush e, con lo stesso vigore, la stessa ironia e competenza, si oppone al nocciolo totalitario del giudaismo.

Israel Shahak è un Thomas Paine più colto che continua a ragionare e, di anno in anno, ci rivela le prospettive che abbiamo e ci dà gli strumenti per chiarirci la lunga storia che sta alle nostre spalle.
Coloro che si preoccupano per lui saranno forse più saggi o, - devo proprio dirlo? - migliori, ma Shahak è il più recente, se non l’ultimo, dei grandi profeti.

Israele Shahak.jpg
Israel Shahak

UNA RADIOGRAFIA DEL GIUDAISMO

Introduzione
È uscito recentemente un interessante libro del professor Israel Shahak, "Storia ebraica e giudaismo - Il peso di tre millenni", destinato a restare un punto fermo nella storia degli studi sul Giudaismo, come il libro di Bernard Lazare sull’Antisemitismo. Esso, oltre a fare piena luce sugli aspetti meno conosciuti del Giudaismo talmudico, è rigorosamente documentato (cita con cognizione di causa il Talmùd ed anche i migliori commenti talmudici), è di un autore ebreo e perciò non imputabile di antisemitismo, ed è recente. Opere analoghe risalgono al secolo scorso e non sono aggiornate all’esperienza sionista, che è di capitale importanza per la comprensione dell’Ebraismo. La breve presentazione vuole essere un invito al lettore all’approfondimento del tema mediante la lettura del testo stesso.

Razzismo ebraico

L’autore scrive:
«Avevo visto coi miei occhi, a Gerusalemme, un ebreo ultra-ortodosso rifiutare che si utilizzasse il suo telefono, di sabato, per chiamare un’autoambulanza, per soccorrere il suo vicino di casa non ebreo, colpito da un grave malore (...). Ho domandato udienza al tribunale rabbinico di Gerusalemme, che è composto di rabbini nominati dallo Stato d’Israele. Ho chiesto loro se questo modo di fare s’accordasse con la loro interpretazione della religione ebraica. Mi hanno risposto che l’ebreo in questione si era comportato correttamente, ed anche piamente, e mi hanno rinviato ad un certo versetto di un compendio delle leggi talmudiche compilato nel nostro secolo: (...) Un ebreo non deve violare il sabato, per salvare la vita ad un non-ebreo».
Irredentismo israeliano
Israele crede nella “redenzione” della terra, intesa come riduzione progressiva del numero dei non-ebrei abitanti in Israele.
«Il vecchio proprietario non-ebreo può essere il più virtuoso degli uomini, l’acquirente il peggiore dei criminali: se è ebreo, la transazione opererà la “redenzione”o la “salvezza”della terra. Al contrario se il peggiore degli ebrei cede la sua proprietà al migliore dei non-ebrei, la terra fino allora “redenta e salvata”, ricadrà nella “dannazione”... La conclusione logica di tali teorie è l’espulsione... di tutti i non-ebrei dalla terra “redenta”».
Pregiudizi
Fino al 1780, il termine “ebreo” coincideva con ciò che tutti gli ebrei consideravano come l’essenza della loro identità cioè con la religione; anzi i precetti della religione giudaico-talmudica dirigevano, fin nei minimi dettagli, tutti gli aspetti della vita sociale e privata degli ebrei, sia tra loro che nei rapporti coi gojim.
«Era impensabile, fino allora, che un ebreo potesse bere un bicchiere d’acqua presso un non-ebreo».
Gli ebrei occidentali acquistarono a partire dal 1780 la libertà e l’uguaglianza civile e cominciarono ad assimilarsi ai non-ebrei, col rischio di perdere la loro identità. Fu così che il Gran Kahal conobbe un periodo di crisi (in Occidente e non in Oriente, ove il fenomeno dell’emancipazione e dell’assimilazione non fu diffuso). Tuttavia il movimento anti-assimilazionista, difeso dal rabbinato ortodosso e dal Gran Kahal, riprese il sopravvento con la nascita del movimento sionista e con la fondazione (1843) del B’nai B’rith.
«Secondo la Càbala i gentili sono considerati alla lettera “membri fisici” di Satana, ad eccezione di coloro che si convertono al Giudaismo»: non è quindi lecito assimilarsi ad essi.
Il Talmùd anticristiano
Nel corso del XIII secolo vi furono i famosi attacchi dei Cristiani contro il Talmùd, ma ciò avvenne, come spiega Shahak, poiché degli Ebrei convertiti avevano rivelato le nefandezze contenute in tale opera. Infatti
«prima, le autorità cristiane attaccavano il Giudaismo con argomenti generali o tratti dalla Bibbia, ma sembravano ignorare tutto del Talmùd. (...) Essi l’hanno attaccato grazie alla conversione di alcuni ebrei, versati nella scienza talmudica... Innanzitutto riconosciamo che il Talmùd ...contiene delle espressioni... assai ingiuriose soprattutto nei confronti del Cristianesimo. Per esempio il Talmùd, oltre una litania di accuse oscene contro Gesù, dice che il suo castigo in inferno è di essere immerso in uno stagno di escrementi bollenti... Citiamo anche il precetto di bruciare, pubblicamente se possibile, ogni esemplare del Nuovo Testamento. Precetto non abolito e applicato recentemente: il 23 marzo 1980, centinaia di esemplari del N. Testamento sono stati bruciati pubblicamente e ritualmente a Gerusalemme».
Ma non vi è soltanto il Talmùd, vi è anche tutta una letteratura talmudica più recente, per esempio il Mishneh Torah di Maimonide
«opera piena di precetti i più ingiuriosi riguardo ai pagani, ma anche di violenti attacchi chiarissimi contro Gesù e il Cristianesimo, che l’autore menziona sempre con l’aggiunta: “Perisca il nome dell’infame!”».
Occorre sapere che il nome di Gesù equivale, per l’Ebraismo ortodosso, ad un’ingiuria, come la parola “porco” ed ogni volta che si vuol insultare qualcuno gli si dice: “Gesù”!

Sottomissione apparente
Siccome la reazione al Talmudismo era diventata troppo forte, gli Ebrei escogitarono di
«sopprimere o modificare i passaggi talmudici ostili al Cristianesimo o ai non-ebrei... Inutile dire che tutto ciò fu una menzogna deliberata... infatti a partire dalla fondazione dello Stato d’Israele, i rabbini sentendosi al sicuro, hanno ristabilito tutti i passaggi ingiuriosi in tutte le nuove edizioni».
Per esempio, il Talmùd (Trattato Berakhot, 58 b) ingiunge ad ogni ebreo che passa davanti ad un cimitero di benedirlo se è un cimitero ebraico, e di maledire le madri dei defunti se è un cimitero non-ebraico. Il professor Shahak commenta:
«Questi usi non possono essere spiegati come semplici reazioni all’Antisemitismo; essi derivano da un’ostilità selvaggia nei riguardi di tutti i non-ebrei»

Nel 1962, una parte del 

Codice di Maimonide
Il Libro della conoscenza, che contiene le regole elementari della fede e della morale giudaica post-templare, è apparso a Gerusalemme in edizione bilingue (ebraico-inglese). Il testo ebraico è stato restaurato nella sua “purezza” originale e l’ordine di sterminare tutti gli ebrei infedeli vi appare esplicitamente:
«è un dovere sterminarli con le proprie mani».
Ma chi sarebbero questi infedeli?
«Gesù di Nazareth e i suoi discepoli».
Ortodossia giudaica: Fratelli maggiori o fratelli peggiori ?
L’Autore ci fornisce una spiegazione assai dettagliata del sistema teologico-giuridico del Giudaismo classico (ossia il Giudaismo rabbinico che va dall’800 sino alla fine del XIX secolo; esso è chiamato anche medioevo giudaico). Egli inizia col dissipare alcune idee false, assai abusate oggi; soprattutto quella dei valori comuni della cultura giudaico-cristiana, come ad esempio, l’idea che gli Ebrei siano nostri “fratelli maggiori nella Fede di Abramo”. L’Ebraismo talmudico non ha la Fede di Abramo, ma ne discende solo carnalmente, ed inoltre i fratelli maggiori della Bibbia (Caino, Ismaele, Esaù) sono il tipo del rèprobo, proprio come la Sinagoga talmudica fu riprovata da Dio per il Deicidio e fu soppiantata dal fratello minore: la Chiesa di Cristo. Occorre infatti distinguere il Giudaismo post-biblico o talmudico (che odia Cristo e i Cristiani) dall’Antica Alleanza che prefigurativamente era cristiana (annunciava in Gesù Cristo il Messia venturo). Innanzitutto il Giudaismo cabalistico non è per nulla monoteista. Secondo la Càbala spuria il mondo non è retto da un solo Dio, ma da una miriade di eoni o intermediari divini, che emanano dalla Divinità (Panteismo emanazionista). Inoltre alcune
«preghiere o atti rituali, secondo i cabalisti, hanno per scopo di ingannare gli Angeli (sorta di divinità minori o semi-dèi) oppure di rendere Satana propizio... [egli] apprezza molto le preghiere e i rituali ebraici... Sempre secondo i cabalisti, alcune delle vittime offerte in sacrificio erano destinate a Satana».
Il Giudaismo post-biblico è anti-biblico. Shahak ci informa che tutte queste nozioni non possono essere cercate nei libri in lingua vernacolare, ma solo in ebraico, in testi scritti per un pubblico specializzato.
«Un’idea falsa assai diffusa tra i Cristiani oggi... è che il Giudaismo sarebbe una religione biblica; che l’Antico Testamento avrebbe la stessa importanza che ha tra i Cristiani... Mentre tutto è decretato dal Talmùd e non dalla Bibbia».
La maggior parte dei versetti biblici che prescrivono dei precetti religiosi sono spiegati dal Giudaismo ortodosso con un significato completamente diverso da quello della Bibbia. Per esempio:
  • «1°) “Non rubare”... è interpretato come la proibizione del “furto”, cioè del rapimento di un ebreo... Mentre il rapimento dei pagani da parte degli Ebrei è lecito secondo la legge talmudica...
  • 2°) Alcuni termini come: “il tuo simile”, “uomo”, sono presi in senso esclusivistico e sciovinista. Per esempio: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”, è inteso dal Giudaismo classico ed ortodosso attuale come l’ordine di amare il prossimo ebreo, e non l’uomo in genere».
Così, commenta il professor Shahak, più uno legge la Bibbia, meno ne sa sul Giudaismo ortodosso: la Bibbia che leggono gli ebrei ortodossi è un’altra (quanto al significato) rispetto a quella che leggono i non-ebrei o anche gli ebrei non-ortodossi.

Il Talmùd e le dispense che concede

Riporto alcuni esempi di dispense farisaico-talmudiche:
1°) Mungere le mucche il sabato. De jure è proibito dal Talmùd, ma de facto si è trovata una scappatoia: è lecito mungere una mucca il sabato, a condizione che il latte vada sparso per terra. Tuttavia
«il sabato mattina un contadino va alla stalla e depone dei secchi sotto la vacca. E ciò è lecito. Poi... uno dei suoi colleghi arriva, con la “pia” intenzione di impedire che la mucca soffra, mungendola e facendo colare il latte a terra. Ma se il caso vuole che proprio sotto alla mucca vi siano dei secchi, deve forse toglierli? No!... Infine un altro collega passa dalla stalla ove scorge, con stupore, che i secchi sono pieni di latte. Allora li mette al fresco... e raggiunge i suoi colleghi in... sinagoga. Tutto è bene quel che finisce bene».
2°) Mischiare i semi. È proibito seminare due specie diverse di grano nello stesso campo. Tuttavia è lecito che uno semini, in lunghezza il campo con una specie di seme, e poco dopo un altro “ignorando” ciò che ha fatto il primo, semini un’altra specie, in larghezza. Oppure
«qualcuno raccoglie, in un luogo pubblico, una specie di seme e ne fa un mucchio, poi lo ricopre con un telo o una tavola, e vi versa sopra un’altra specie di semi. Quindi arriva un altro che deve esclamare davanti a dei testimonii: ho bisogno di questo sacco (o tavola). La prende e “naturalmente” i semi si mischiano. Finalmente arriva un terzo, con il compito di “raccogliere il tutto” e di andare a seminarlo nel campo».
Shahak conclude che il “dio” del Talmùd lungi da rassomigliare al Dio biblico somiglia al dio Giove dei Romani. Giudaismo classico e élites tradizionali
«La società ebraica classica dipendeva strettamente dai Re o dai nobili... Le diverse leggi ebraiche... comandano ai Giudei d’ingiuriare i pagani... Tranne quando un pagano sia Re o un magnate... in questo caso va riverito... La società ebraica classica è in totale opposizione con la Società che l’accoglie tranne che nei riguardi del Re o dei nobili».
Lo Shahak spiega che il Giudaismo prediligeva quei regimi forti e un po’ tirannici che opprimevano i loro sudditi, in particolare i contadini. In questo modo gli Ebrei potevano ingraziarsi i Re o i nobili (essendo per lo più medici o finanzieri dei Re stessi...) ed opprimere così il popolo pagano tramite il Re.

Sciovinismo ebraico-sionista

«Vi sono sempre state relazioni strette tra i sionisti e gli antisemiti. I sionisti pensavano di avvantaggiarsi dall’aspetto demoniaco dell’antisemitismo e di utilizzare gli antisemiti per i proprii scopi».
Ed è proprio ciò che son riusciti a fare negli anni trenta quaranta.
«L’esempio più scioccante, secondo l’Autore, è la gioia con la quale alcuni dirigenti sionisti accolsero l’ascesa di Hitler al potere, poiché avevano in comune la fede nel primato della razza e l’ostilità all’assimilazione degli Ebrei».
Erano in disaccordo sul fatto che per i sionisti la razza pura era quella ebraica, mentre per i nazionalsocialisti era quella germanica.

Le leggi contro i non-ebrei

La Halakhah ovvero il sistema di leggi del Giudaismo ortodosso, si fonda sul Talmùd babilonese. Il primo codice o commento della legge talmudica, d’importanza fondamentale, è la Mishneh Torah, scritta da Mosè Maimonide alla fine del XII secolo. Il più autorevole di questi commenti al Talmùd è lo Shulhan ‘Arukh (La tavola imbandita) di Joseph Caro, della fine del XVI secolo. Esso è un compendio, ad uso del popolo, di un’altra sua opera, Beit Josef (La casa di Giuseppe), un commento assai voluminoso, destinato agli eruditi. Numerosi commenti sono stati scritti sullo Shulhan ‘Arukh, soprattutto nel XVII secolo, e ne esiste anche uno contemporaneo di una certa importanza e si chiama Mishnah Berura. Nel 1950 infine è stata pubblicata in Israele, in ebraico, L’Enciclopedia talmudica, che è un buon compendio di tutta la letteratura talmudica.
«Secondo la legge giudaica, l’uccisione di un ebreo è un crimine capitale... Il caso è del tutto differente se la vittima è un non-ebreo. L’ebreo che uccide deliberatamente un non-ebreo è colpevole soltanto di un peccato contro le leggi del cielo, punibile solo da Dio e non dall’uomo. Se si è causa indiretta della morte di un non-ebreo, non vi è alcun peccato. Così... se si tratta di un gentile... gli si può far del male indirettamente, per esempio togliendo una scala quando è caduto in un fosso... Tuttavia se ciò comporta il rischio di suscitare l’ostilità contro gli ebrei, non bisogna farlo». Inoltre: «In tempo di guerra, tutti i pagani appartenendo ad una popolazione nemica possono, o anche debbono essere uccisi. A partire dal 1973, questa dottrina è propagata pubblicamente tra i soldati israeliani religiosi».
Il rabbino A. Avidan (Zemel) ha scritto:
«I civili di cui non si è sicuri che non ci nuocciano, secondo la Halakhah, possono e anche debbono essere uccisi... In guerra, quando le nostre truppe sferrano l’attacco finale, è loro permesso e ordinato dall’Alakhah di uccidere anche i civili buoni, vale a dire che si presentano come tali».
Anche donne e bambini, prosegue il professor Shahak. Inoltre un medico ebreo (ortodosso) non deve curare un malato non-ebreo, tuttavia se ciò rischia di suscitare l’ostilità contro gli ebrei, lo si può curare. Infine si può violare il sabato per salvare la vita ad un ebreo, ma se si tratta di un gentile? Il Talmùd risponde che è proibito anche durante la settimana; tuttavia si pongono dei “casi di coscienza”. Supponiamo che uno stabile sia abitato da nove gentili e da un solo ebreo. Supponiamo che di sabato lo stabile crolli. Si sa che uno dei dieci, non si sa se ebreo o gentile, al momento del crollo non era in casa.
«Bisogna iniziare le ricerche e violare il sabato, pur dubitando che colui che è assente sia proprio l’ebreo?... Sì, poiché vi sono forti probabilità (nove contro una) che l’ebreo si trovi sotto le macerie. Ma supponiamo che nove erano usciti e che uno solo, s’ignora quale, sia restato in casa. In tal caso non occorre fare le ricerche, poiché vi sono forti probabilità (nove contro una) che l’ebreo non sia la persona sotto le macerie».
Comportamenti ingiuriosi
Le leggi della Halakha inculcano odio e disprezzo nei confronti dei non-ebrei. Cominciamo coi testi di alcune preghiere
«Le diciotto benedizioni contengono una maledizione diretta originariamente contro i Cristiani, gli ebrei convertiti al Cristianesimo e gli altri ebrei eretici [questa preghiera non è diretta contro gli ebrei convertiti all’Islàm]: “Che gli Apostati non abbiano alcuna speranza, e che tutti i Cristiani periscano all’istante”.
Questa formula risale alla fine del I secolo... Poco prima del 1300 divenne:
“Che gli Apostati non abbiano alcuna speranza, e che tutti gli eretici periscano all’istante”. (...) Dopo il 1967, molte comunità... hanno ristabilita la versione originaria: “Che i Cristiani periscano all’istante”.Questo cambiamento è avvenuto nel momento in cui... Giovanni XXIII, sopprimeva dalla Liturgia del Venerdì Santo la preghiera Pro perfidis Judeis giudicata antisemita».
Il Talmùd (Trattato Berakhot, 58 b) prescrive all’ebreo che passa davanti ad una casa abitata da non-ebrei di domandare a Dio di distruggerla, e se è già in rovina di ringraziarlo della sua vendetta. Lo stesso dicasi per le Chiese e i luoghi di culto delle altre religioni, tranne l’Islàm. Voglio citare un esempio che ho ascoltato io stesso, circa due anni orsono, durante una conferenza in Torino per la presentazione del libro di Elio Toaff: "Essere ebreo". Gad Lerner ha raccontato che quando da bimbo tossiva, sua nonna gli dava dei buffetti sulle spalle dicendo alla tosse: “va da un goj, va da un goj”!

Attitudini verso il Cristianesimo e l’Islàm
«Il Giudaismo nutre un odio viscerale nei confronti del Cristianesimo... esso risale ai tempi in cui il Cristianesimo era ancora debole e perseguitato (tra gli altri proprio dagli Ebrei) ed è stato espresso dagli Ebrei che non subirono mai persecuzioni da parte di Cristiani... Questa attitudine ha due fonti principali:
1°) L’odio di Gesù... i racconti fantasiosi e diffamatori del Talmùd e della letteratura talmudica... questi falsi racconti hanno determinato buona parte dell’attitudine ostile degli Ebrei contro il Cristianesimo. (...) Tutte le fonti ebraiche classiche, che parlano dell’esecuzione di Gesù ne rivendicano la responsabilità e ne gioiscono... i Romani non son neanche nominati. (...) Il nome di Gesù è per gli Ebrei un simbolo di tutte le abominazioni possibili...
2°) (...) L’insegnamento rabbinico classifica il Cristianesimo tra le religioni idolatre, ...mal interpretando il dogma della Trinità e dell’Incarnazione... Al contrario l’Islàm, gode di una relativa clemenza... Il Corano, a differenza del N. Testamento non è da bruciare. Non è circondato dalla profonda venerazione che la Legge islamica ha per i rotoli sacri degli Ebrei, ma almeno, è un libro come gli altri».
Conclusione
Israel Shahak è un uomo molto lontano dalle posizioni che animano questo bollettino. Ebreo, razionalista, strenuo sostenitore dei diritti dell’uomo e nemico di ogni integralismo: non si potrebbe veramente trovare qualcuno più lontano da noi di questo ammiratore di Spinoza e di Voltaire. Alcuni passi del suo libro sono pertanto censurabili, specialmente per quel che riguarda l’esegesi dell’antico e del nuovo Testamento. Tuttavia vi sono in Shahak una onestà e una sincerità disarmanti e lo spirito di questo ebreo non religioso è certamente più vicino al Vangelo di quanto non lo sia quello, diametralmente opposto, dei rabbini ortodossi. Piace pensare che Shahak avrebbe probabilmente riconosciuto Gesù; certamente non sarebbe stato del numero dei farisei a Lui ostili. Queste pagine, scritte da un ebreo, neppure convertito al Cristianesimo, sono pertanto al disopra di ogni sospetto e fanno piena luce sull’essenza del Giudaismo talmudico: una scuola di orgoglio, di odio dell’altro, di menzogne sistematiche. Il Farisaismo che Gesù stigmatizzava tanto non è per nulla cambiato, lo ritroviamo tale e quale ai giorni nostri, con l’unica differenza che se ieri era condannato, oggi viene osannato! E soprattutto esso ha raggiunto una tale potenza, anche materiale, da imporsi, con la forza delle varie leggi “Mancino”, come la Super-religione del mondo attuale, in cui al posto della Redenzione operata da Gesù, vero Dio e vero uomo, mediante il Sacrificio reale e cruento del Calvario (vero e proprio Olocausto), si vuol mettere l’ “olocausto” del popolo ebraico.


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