Descrizione

La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

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venerdì 6 ottobre 2017

Israel Shahak. La traiettoria politica di un grande intellettuale ebreo israeliano, acceso oppositore del sionismo, recentemente scomparso.

Israel Shahak
"I nazisti mi hanno fatto provare la paura di essere ebreo, e gli israeliani mi hanno fatto provare la vergogna di essere ebreo".
- Israel Shahak -

Certamente la motivazione di questa affermazione è nel rovesciamento della frase, comprendendo cosa intende per israeliani ... 

Una autorevole personalità certamente controcorrente tramite i cui scritti, come in altri casi purtroppo non frequenti riusciamo a scoprire l'universo giudaico altrimenti chiuso in se stesso in un regime totalitario fatto anche al suo interno di ricatti, minacce, violenza e soprusi.

Grazie al Professor Shahak, chiaramente come al solito minacciato di morte dai suoi correligionari, veniamo a scoprire inganni e menzogne, che il giudaismo cabalistico non è monoteista ed è anti biblico e adoratore di satana. Che esistono differenti edizioni delle loro scritture con significati diversi per i giudei semplici, i gentili e per i lettori specializzati, del violento e pericolosissimo razzismo di cui sono i creatori e portatori nei confronti dell'umanità.

Insomma un'ampia finestra dove poter identificare da dove vengono i mali che affliggono l'umanità senza ipocrisie, al termine negli articoli correlati i contributi derivati dal suo libro "Storia ebraica e giudaismo - Il peso di tre millenni".

Nelle sue memorie, il poeta palestinese Fouzi El-Asmar, un arabo israeliano, ha descritto Shahak come un individuo straordinario ed eccezionale, Gore Vidal, che ha scritto l'introduzione alla storia ebraica di Shahak, "La Storia Ebraica e la Religione Ebraica: Il peso di tremila anni", lo ha descritto come uno degli ultimi, se non l'ultimo, dei grandi profeti. Secondo Haim Genizi, le estreme dichiarazioni anti-israeliane di Shahak sono state accolte dall'OLP e ampiamente diffuse negli ambienti filo-arabi.

E' diventato un attivista noto negli ambienti internazionali, scrivendo insieme e parlando in impegni congiunti con il dissidente politico americano Noam Chomsky, ebbe plausi da Jean Paul Sartre, Gore Vidal, Christopher Hitchens e Edward Said.

I primi quattro allegati, imperdibili per l'argomento, al termine sono ripresi dal suo libro citato sopra  "La Storia Ebraica e la Religione Ebraica: Il peso di tremila anni".
Arturo Navone



Israel Shahak. La traiettoria politica di un grande intellettuale ebreo israeliano, acceso oppositore del sionismo,
recentemente scomparso.
da Against The Current
settembre 2001
di Norton Mezvinsky*

La tragedia nella morte di Israel Shahak consiste nel fatto che questa è giunta troppo presto, nel momento di maggiore capacità produttiva di questo raro intellettuale ed umanista.
Edward Said lo ha descritto come
"un uomo coraggioso che dovrebbe essere onorato per i servizi che ha reso all'umanità".
Dall'Ortodossia all'Attivismo
Israel Shahak nacque a Varsavia il 28 Aprile 1933, da genitori ebrei polacchi istruiti e benestanti. Durante l'occupazione nazista, la sua famiglia venne trasferita nel ghetto di Varsavia. Il fratello maggiore riuscì a fuggire in Inghilterra dove si arruolò nella Royal Air Force e successivamente morì in guerra. Alla scomparsa del padre, Israel venne nascosto dalla madre presso una famiglia cattolica, ma nel 1943 i nazisti catturarono entrambi e li deportarono nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. Scampati alla shoah, nel 1945 emigrarono in Palestina all'epoca sotto mandato britannico.

Nel nuovo paese Israel ricevette un'educazione secolare e religiosa ortodossa. Dopo il diploma prestò servizio di leva presso una unità di elite dell'esercito israeliano e una volta adulto rimase tra i riservisti. Successivamente frequentò la Hebrow University di Gerusalemme ed ottenne il dottorato in chimica nel 1961. Dopo aver lavorato per due anni presso l'università di Stanford in California tornò alla Hebrow University come istruttore, successivamente divenne professore.

A più riprese gli studenti lo votarono come professore più stimato dell'ateneo e come chimico diede un significativo contributo alla ricerca sul cancro. Nel 1990 a causa del diabete fu costretto a dedicarsi ad altro.

Per tutta la sua vita Israel Shahak rimase un fiero ebreo israeliano ed acquisì una profonda comprensione ed apprezzamento per gli aspetti positivi della storia ebraica. Dal momento in cui giunse in Palestina nel 1945 sentì a casa e mai pensò di vivere altrove, Gerusalemme è stata la città che più ha amato.

Quando era un giovane studente reagì fortemente contro ciò che individuava di negativo (compreso il razzismo) nell'ebraismo classico. Nella metà degli anni sessanta soffrì per la natura reazionaria del sionismo e per l'oppressivo carattere sionista dello stato di Israele. Nel 1965 Israel iniziò la sua attività politica contro l'ebraismo classico ed il sionismo, dopo la guerra del 1967 divenne ancora più esplicito ed attivo, ben presto raggiunse un ampio riconoscimento in Israele, nei paesi e nelle comunità arabe, e in buona parte del resto del mondo fino alla sua morte il 2 luglio 2001. Invocava vigorosamente i diritti umani per tutte le persone e costantemente predicò ed agì contro gli individui e le istituzioni, il più delle volte all'interno della sua società, che opprimevano altri. Per più di trenta anni focalizzò la propria attenzione verso la negazione dei diritti umani in Israele e sull'oppressione dei palestinesi.

Dopo la guerra del 1967 Shahak divenne un attivo ed eminente membro della Lega Israeliana per i Diritti Umani e Civili, nel 1970 ne venne eletto responsabile. La lega, i cui membri erano cittadini ebrei e palestinesi dello stato di Israele, promosse campagne e proteste contro la politica e le azioni del governo israeliano tese a privare i palestinesi dei loro diritti umani, inoltre si occupava di fornire legali ed altro aiuto ai cittadini palestinesi oppressi, raccoglieva e diffondeva informazioni relativamente alla condizione di vita dei palestinesi nei territori occupati dal 1967. Sotto la leadership di Shahak la Lega espanse le proprie attività e divenne più efficace.

Campagne internazionali
All'inizio degli anni settanta Israel Shahak comprese che all'estero non erano sufficientemente note sia la negazione dei diritti umani sia l'oppressione dei palestinesi nello stato di Israele, in tal senso si impegnò a diffondere quante più informazioni possibili, specialmente negli USA. Sperava che ciò potesse condurre molti americani ad opporsi a ciò che il governo israeliano stava facendo e che la pressione da essi esercitata potesse spingere il governo USA a influenzare il governo israeliano nel temperare, se non far cessare, alcune delle sue forme di oppressione.

Anche se tutto questo era un desiderio che non avrebbe prodotto la maggior parte dei risultati sperati Shahak riteneva che il fornire informazioni poteva comunque avere un valore. Io concordavo con la sua analisi e decidemmo di operare insieme. La nostra campagna di informazione negli USA iniziò in maniera attiva nel 1972 quando organizzai una serie di conferenze di Shahak. Tour seguenti pianificati da me e da altri si svolsero durante gli anni settanta, ottanta e primi anni novanta. Durante questi tour Shahak tenne lezioni in università, college, chiese, istituzioni, organizzazioni ed altre istituzioni, inoltre parlò privatamente con molte persone inclusi alcuni membri del congresso e funzionari del dipartimento di stato.

Israel Shahak denunciò chiaramente la negazione dei diritti dei palestinesi di Israele e dei territori occupati. Denunciò inoltre le limitazioni di libertà, pensiero, espressione, le ordinanze sulla terra, le restrizioni di vita, le retribuzioni ineguali, le restrizioni lavorative, la confisca della terra, la distruzione di case, l'incarcerazione gli arresti domiciliari sotto provvedimenti di emergenza, tortura dei prigionieri, punizioni collettive, omicidi, discriminazioni nell'educazione, limitazione dell'attività politica privazione della cittadinanza e molte altre misure. Lui forniva documentazione precisa per ognuno di questi punti spesso distribuiva la traduzione inglese dei suoi articoli, in cui criticava queste misure.

Perentoria critica del sionismo
Shahak sosteneva che l'oppressione del popolo palestinese derivasse dal carattere sionista dello stato di Israele. Comprese, in quanto sopravvissuto alla shoah, che coloro che sono stati oppressi possono divenire a loro volta oppressori.

Il suo saggio "Sionismo come movimento recidivo", contenuto nel libro "Anti Zionism: analitical reflections" (Amana, 1989), è una brillante esposizione della sua teoria secondo cui il sionismo ebbe origine come reazione al progressivo cambiamento e venne a dettare la maggior parte delle scelte relativamente alla politica estera ed interna di Israele. Il sionismo unito al militarismo di stato crea le condizioni per aspirazioni territoriali e per una politica interna discriminatoria verso la minoranza non ebrea di Israele.

Shahak sosteneva che il sionismo non è motivato da valori ebraici positivi ma che piuttosto è il desiderio creare un ghetto ebraico pesantemente armato. Sionismo come reazione ma simultaneamente immagine riflessa dell'antisemitismo sciovinista.

Per Shahak l'ideologia sionista potenziata dalla sovranità di Israele costituiva la causa delle negazione dei diritti umani e nazionali dei palestinesi e delle iniquità nello status di cittadini palestinesi dello stato ebraico. In ciò Shahak differisce da alcuni ebrei israeliani di sinistra che criticano specifiche misure oppressive nei confronti dei palestinesi ma che si rifiutano di criticare il sionismo definendosi essi stessi sionisti. Shahak definì questa sinistra sionista ipocrita. Sebbene non sia mai stato né socialista né comunista (fu critico rispetto a queste ideologie) lavorò in stretto contatto sulle questioni dei diritti umani con alcuni marxisti israeliani inclusi membri del Rakah (Partito Comunista Israeliano) ed alcune di queste persone con cui fu spesso impegnato in dibattici politici erano ancora suoi stretti amici.

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Traduzioni
Subito dopo il ciclo di conferenze tenute negli USA, Shahak ed io ritenemmo che fosse utile promuovere la regolare distribuzione negli USA di traduzioni in lingua inglese degli articoli critici prodotti dalla Hebrow Press (nelle loro conclusioni vicine al pensiero di Shahak).

Riuscimmo a convincere alcune persone a lanciarsi in questa avventura. Ad esempio il National Council of Churches supportò la pubblicazione di Swasia, ed anche io fui coeditore e distributore di alcune di queste pubblicazioni. In aggiunta a tutto ciò, Shahak scrisse articoli, molti dei quali tradotti da riviste e giornali inglesi ed americani, in cui presentava alcune sue analisi, spesso tratte da articoli di Hebrow Press.

Shahak non amava i leader, secolari e religiosi, di organizzazioni ebree con base negli USA, li criticava severamente per la loro attitudine a seguire ciecamente la politica ufficiale del governo israeliano circa i palestinesi e gli arabi in generale. Spesso credette che la società ebrea di Israele fosse più aperta rispetto a quella degli ebrei americani rispetto ad un serio dibattito circa gli arabi ed Israele.

Shahak additò i leader ebrei americani per la loro mancanza di apertura accusandoli di esercitare pressioni per soffocare il dissenso. Sosteneva che costoro fingono di sapere molto più di quel che effettivamente sanno della società israeliana e di utilizzare l'olocausto per raccogliere denaro e sostegno politico.

Scritti circa la religione ebraica

Negli anni settanta ed ottanta Shahak venne criticato a più riprese dai suoi antagonisti e ricevette anche delle minacce di morte. Non scoraggiato continuò ad indirizzare al suo pubblico discorsi e scritti. Negli anni novanta il suo pubblico divenne più ricettivo. Il suo rifiuto di definire accordi di Oslo come accordi di pace, la critica all'attuale leadership politica palestinese, la critica del giudaismo classico e del fondamentalismo ebraico in Israele gli procurarono dure critiche.

I tre libri di Israel Shahak furono pubblicati tra il 1994 ed il 1999. Con "Jewish History", "Jewish Religion: the Weight of Three Thousand Years" (Pluto, 1994) realizzò, grazie una ricerca e un analisi che ripercorreva almeno quattro decenni, un pungente attacco al giudaismo classico ed al suo più recente sviluppo il giudaismo ortodosso.

Commentando questo libro Noam Chomsky scrisse:

"Shahak è uno studioso prominente con una conoscenza profonda e di vedute notevoli. Il suo lavoro è ben informato e penetrante, un contributo di grande valore".
Il libro "Jewish fondamentalism in Israel" di cui sono stato coautore è uno studio ancora più profondo di un importante aspetto del giudaismo classico e ortodosso. Questo libro rimarca l'importanza della crescita dell'influenza e del potere del fondamentalismo ebraico in Israele. Traccia la storia e lo sviluppo del fondamentalismo ed esamina le sue diverse correnti. Il libro colloca l'assassinio del primo ministro Rabin all'interno del contesto di una tradizione di punizioni e omicidi di ebrei considerati essere eretici od informatori. La natura antidemocratica del fondamentalismo ebraico è evidente nella nostra analisi entrambi i libri sopracitati sottolineano le connessioni tra alcuni degli aspetti negativi del sionismo e i filoni del giudaismo ortodosso classico.

In "Open Secrets: Israeli Nuclear and Foreign Policies" (Pluto, 1997), Shahak presentò un'analisi della politica estera israeliana sulla base di una serie di articoli che scrisse tra il 1992 ed il 1995 (tratte per lo più dalla Hebrew press). Argomentò che Israele stava conducendo una politica segreta di espansionismo su molti fronti con l'obiettivo di ottenere il controllo non solo della Palestina ma dell'intero Medio Oriente. Una traiettoria che lui considerava essere un profondo pericolo sia per gli ebrei che per i non ebrei.

In questo contesto è appropriato ciò che Gore Vidal scrisse nella sua introduzione a Jewish History, Jewish Religion descrivendo Israel Shahak come "l'ultimo, ma non l'ultimo dei grandi profeti".

(*) Norton Mezvinsky insegna Storia presso la Central Connecticut State University ed è, con Israel Shahak, lo scrittore di "Jewish Fundamentalism in Israel" (Fondamentalismo Ebraico in Israele).

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Il professor Israel Shahak nel suo libro "Storia ebraica e giudaismo - Il peso di tre millenni" :
“Secondo la religione ebraica, l’omicidio di un Ebreo è un reato capitale e uno dei tre peccati più atroci (gli altri due sono l’idolatria e l’adulterio). Tribunali religiosi ebraici e autorità secolari comandano di punire, anche oltre i limiti dell’amministrazione ordinaria della giustizia, nessuno colpevole di aver ucciso un Ebreo. Un Ebreo che causa indirettamente la morte di un altro Ebreo è, tuttavia, solo colpevole di ciò che legge talmudica chiama un peccato contro le “leggi del Cielo”, per essere puniti da Dio piuttosto che da parte dell’uomo".
“Quando la vittima è un gentile, la posizione è molto diversa. Un Ebreo che uccide un Gentile è colpevole solo di un peccato contro le leggi del Cielo, non punibili da un tribunale. Causare indirettamente la morte di un Gentile non è peccato".
Fonti  ecn   palestinanews   reteccp

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lunedì 23 maggio 2016

Il Giudaismo è il Modello per il "Nuovo Ordine Mondiale" totalitario

 

"Ero alla bancarotta, il governo era alla bancarotta, il mondo era alla bancarotta. Ma chi cazzo li aveva, i fottuti soldi?" 

 Charles Bukowski -

Da dove nasce il desiderio di dominare e sfruttare gli altri ?
Il libro, Storia ebraica, religione ebraica: il peso di 3000 anni, di Israel Shahak fornisce la risposta l'umanità è stata inserita nella setta satanica Cabalista dell'ebraismo.

"Alcuni lo possono chiamare comunismo, ma io lo chiamo quello che è: l'ebraismo".

Il rabbino Stephen Weiss. 

"l'anti-comunismo è l'antisemitismo".
 
Jewish Voice, luglio-agosto 1941.

da Henry Makow Ph.D.
(leggermente rivisto il 26 gen 2014) 

Recentemente abbiamo appreso che la NSA sta monitorando ogni nostra parola. Poiché la maggior parte del terrorismo è sponsorizzato dallo stato, la sicurezza è un pretesto per la raccolta di materiale da ricatto.

Da dove nasce il desiderio di dominare e sfruttare gli altri ?

Il libro, Storia ebraica, religione ebraica: il peso di 3000 anni (1986) di Israel Shahak fornisce la risposta. Dal secondo secolo fino all'incirca al XVIII, gli ebrei erano sotto il tallone dei loro rabbini e dei leader ricchi. Erano una "società chiusa ... una delle maggiori società totalitarie in tutta la storia del genere umano". (14-15) Questo è il modello che stà dietro il NWO; solo che ora ognuno è schiavo.

Dal tardo impero romano, l'ebraismo è stato applicato con la coercizione fisica. Le Corti Rabbiniche ordinavano multe, frustate, carcere e persino la morte per gli ebrei che infrangevano una qualunque delle centinaia di leggi che regolano ogni aspetto della vita quotidiana.
"Le donne ebree che convivevano con i Gentili veniva tagliato loro il naso dai rabbini ... Nelle dispute religiose, quelli che si pensava fossero eretici avevano la lingua tagliata".
I rabbini ed i ricchi ebrei erano in alleanza con l'aristocrazia Gentile che faceva rispettare questa tirannia e condividevano il bottino. Sono stati allineati contro gli ebrei poveri ed i contadini nello stesso modo. Gli ebrei ricchi sempre fiorivano nei regimi feudali oppressivi perché, come burocrati, ufficiali giudiziari e tassatori degli agricoltori, essi "mediavano l'oppressione" dei contadini.

SOCIETA' CHIUSA
Come mai i giudei sono così ferocemente ostili alla libertà di espressione?

Israel Shahak
Secondo Shahak, il giudaismo classico si ispira all'immagine di Sparta come appare nelle leggi 942 di Platone. Ebraismo ha adottato gli obiettivi che Platone descrive nel passaggio seguente. (Shahak, p.13)
“Non deve sembrare strano se c’è chi analizza la politica israeliana con le categorie platoniche. È stato fatto da numerosi studiosi, primo fra tutti Moses Hadas, il quale sosteneva che i fondamenti del “giudaismo classico”, cioè del giudaismo così come fu istituzionalizzato dalla sapienza rabbinica, sono il frutto di profondi influssi platonici e specialmente dell’immagine della città di Sparta come viene presentata da Platone.
Secondo Hadas, principio fondamentale del sistema politico platonico, adottato dal giudaismo già nel periodo dei Maccabei (142-143 a. C.) era che
“ciascuna fase dei comportamenti umani dev’essere soggetta a sanzioni religiose che in realtà vengono manipolate da chi ha il dominio”.
Non c’è miglior definizione di questa platonica del “giudaismo classico” e dei modi in cui i rabbini l’hanno manipolata nel corso del tempo. In particolare, Hadas precisa che il giudaismo adotta “quegli obbiettivi” che Platone stesso aveva riassunto nel famoso passo di Leggi (942 ab):
«La cosa fondamentale è che a nessuno, uomo o donna, sia permesso di sottrarsi al controllo di qualcuno sopra di lui e che nessuno entri nell’ordine di idee di prendere una decisione, per il bene o per il male, assumendosene individualmente le responsabilità. In pace come in guerra, ciascuno deve tener fisso lo sguardo sul suo superiore…in una parola, deve abituare la mente a non prendere neppure in considerazione l’agire individuale o imparare a farlo».
Se si sostituisce la parola “rabbino” a quella di “superiore” si ha l’immagine perfetta del “giudaismo classico” che anche oggi ha una profonda influenza sulla società ebreo-israeliana ed è determinante per la politica di Israele. 
Nel comunismo, i figli dei rabbini hanno costruito una nuova religione mondana che rispecchiava il fanatismo e l'oppressione del giudaismo classico.
Quel passo platonico fu scelto da Karl Popper come emblematico per definire l’essenza stessa della società chiusa.
Il giudaismo storico e i suoi due successori, l’ortodossia ebraica e il sionismo, sono nemici giurati del concetto di “società aperta””.

Dopo aver visitato la Russia bolscevica nel 1920, Bertrand Russell scrisse a Lady Ottoline Morrell:
"Il bolscevismo è una burocrazia tirannica chiusa, con un sistema di spionaggio più elaborato e terribile di quella dello dello zar, e con un'aristocrazia insolente e insensibile, composto da ebrei americanizzati. Nessun residuo della libertà rimane, nel pensiero nelle parole o nelle azioni".
(Autobiografia di Bertrand Russell, tascabile ed. 354)

Shahak dice anche Israele è una "società chiusa" francamente dedicata alla supremazia ebraica ed all'odio dei non ebrei. La cultura ebraica manifesta poco un onesto esame di coscienza per timore che il vero carattere malevolo dell'ebraismo venga esposto. Shahak scrive:
"Il classico ebraismo aveva poco interesse nel descriversi o per spiegarlo ai propri membri ... Il primo libro sulla storia ebraica corretto (si tratta di storia antica) è stato prontamente vietato e represso dalle più alte autorità rabbiniche ... Di conseguenza, 200 anni fa, la stragrande maggioranza degli ebrei erano totalmente all'oscuro ... della storia ebraica e dello stato contemporaneo degli ebrei, ed erano molto contenti di rimanere così .... studi ebraici sono delle polemiche contro un nemico esterno, piuttosto che un dibattito interno ... Quando un'intera società cerca di tornare al totalitarismo, una storia totalitaria è scritta". (P. 20-22)
Allo stesso modo, l'Occidente sta tornando a questo modello ebraico del totalitarismo. Quello che diramano i media Mainstream è strettamente controllato. Gli esperti che si allontanano dalla linea del partito vengono licenziati o costretti a rimediare. Siamo diventati ebrei sotto il giogo del giudaismo (cioè del comunismo).


L'insider degli illuminati Christian Rakowski ha detto che i banchieri Illuminati hanno creato lo stato comunista come una "macchina di potenza totale" senza precedenti nella storia. In passato, a causa di molti fattori,
"c'era sempre spazio per la libertà individuale. Capite che quelli che già parzialmente governano le nazioni ed i governi del mondo hanno pretese di dominio assoluto? Bisogna capire che questa è l'unica cosa che non hanno ancora raggiunto".
L'ebraismo si occupa di osservanze senza senso e legalità, piuttosto che la morale o la fede. Il Talmud regola
"ogni aspetto della vita ebraica, sia individuale che sociale ... con le sanzioni e le pene previste per ogni immaginabile ... violazione delle norme". (Shahak, p. 40)
Lungi dall'essere monoteista, l'Antico Testamento implica l'esistenza di molti dèi, e la cabala ebraica comprende molte preghiere e doveri progettati per propiziare Satana. Altri motivi per dire che la cabala è satanica si trovano qui .
Il comunismo è dedicato a concentrare tutta la ricchezza e il potere nelle mani del cartello bancario centrale (i Rothschild ed i loro alleati) mascherando come potere dello Stato. Il cartello bancario centrale è il monopolio finale. Ha un monopolio quasi globale sul credito del governo. Il suo obiettivo è quello di tradurre questo in un monopolio su tutto - politico, culturale, economico e spirituale. Un governo mondiale = monopolio Rothschild = comunismo.

CONCLUSIONE 

Sconosciuta alla maggior parte degli ebrei e dei gentili, l'ebraismo non è la religione del Testamento che la gente pensa che sia. Ogni setta satanica ha una copertura. Come le sue manifestazioni - il comunismo, il sionismo e Freemasonry-- che si basano sul Talmud e cabala, che cercano di soppiantare Dio e ridefinire la realtà. La cabala reinterpreta e contraddice l'Antico Testamento. Solo gli "iniziati" sono a conoscenza di questo segreto. Come il banchiere Otto Khan ha ammesso, la trama della leadership ebraica è di diventare Dio e
"rifare il mondo". "Dobbiamo purificare l'idea [di Dio] identificandolo con la nazione di Israele , che è diventato il suo Messia. l'avvento di esso sarà facilitata dal trionfo finale di Israele ..."
Il Nuovo Ordine Mondiale è circa induzione umanità nella cabala del giudaismo, che è il satanismo mascherato da "secolarismo". Ecco dieci esempi di questo possesso satanico . Un culto satanico è il governare il cambiamento del modello. E' la spiegazione per l'invasione della privacy da parte del NSA, e la creazione di una falsa realtà che comprende la messa in scena di "massacri" volti a disarmare la popolazione. L'ebraismo Organizzato è un cavallo di Troia per questo ordine del giorno, ma grazie alla massoneria, la maggior parte degli altri governi , le religioni e le organizzazioni sono anche state sovvertite. L'anti-semitismo è una falsa pista progettata per deviare la colpa dei banchieri Illuminati e massoni di alta classifica su ebrei innocenti. La maggior parte, tutti oggi sono ingannati, manipolati e compromessi.

Per la maggior parte della loro storia, gli ebrei sono stati tenuti in schiavitù mentale e fisica dal giudaismo. Il NWO è una recrudescenza di questa tirannia satanica non solo per gli ebrei ma per l'umanità nel suo complesso. Nelle parole di Shahak:
"Israele e il sionismo sono una rimessa di nuovo al ruolo del giudaismo classico, scritte a grandi lettere su scala globale ... La strada per vera e propria rivoluzione nel giudaismo - a rendere più umana, che consente agli ebrei di comprendere il proprio passato, in tal modo di rieducare dalla sua tirannia passando attraverso una critica implacabile della religione ebraica". (p. 70)
 NOTA: il sentimento di Otto Khan che i ricchi ebrei "sono diventati il loro messia" fa eco in una famosa lettera di Baruch Levy a Karl Marx citato in "Review de Paris", 1° giugno 1928. Esso mostra inoltre come il socialismo e soprattutto il comunismo erano solo i dispositivi di usurpare il potere e la proprietà.
"il popolo ebraico preso collettivamente sarà il proprio Messia. Il suo regno l'Universo sarà ottenuto con l'unificazione delle razze umane e attraverso l'eliminazione delle frontiere. La Repubblica Universale entrerà in essere con cui i figli d'Israele diventeranno l'elemento di regia. Sappiamo come dominare le masse. I governi di tutte le nazioni a poco a poco cadranno, attraverso la vittoria del proletariato, nelle mani di Giuda. Tutte le proprietà private diventeranno di possesso dei principi d'Israele, avranno proprio la ricchezza di tutte le terre. Così sarà realizzata la promessa del Talmud che quando arriva il momento del Messia degli ebrei terranno sotto di loro le chiavi di proprietà di tutti i popoli del mondo". (Vedi, "il comunismo, uno stratagemma per Illuminati per furti ebraici e omicidi" )

"Quando saremo pronti a prendere gli Stati Uniti non li prenderemo sotto l'etichetta del comunismo; non li prenderemo sotto l'etichetta del socialismo. Queste etichette sono sgradevoli al popolo americano e sono stati troppo colpiti. Prenderemo gli Stati Uniti sotto le etichette fatte molto amabilmente; li prenderemo con il liberalismo, con il progressismo, con la democrazia. Ma, prenderli, lo faremo". 
Alexander Trachetenberg, (1885-1966), attivista di lunga data nel Partito Socialista d'America e poi nel Partito Comunista USA. Da un discorso al Convegno Nazionale del Partito Comunista al Madison Square Garden nel 1944.
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Per avere informazioni sul Professore Israel Shahak leggere i correlati.

È evidente che l'argomento non è un giochino da prendere tanto alla leggera nè per i contenuti, nè per le implicazioni ed eventuali conseguenze nè tanto meno per le accuse contenute e quindi và letto, considerato ed interpretato con attenzione.
Personalmente sono sempre stato convinto che le responsabilità, innocenza o colpevolezza siano oggettive e personali, non cambio opinione certamente nemmeno questa volta, non sono certo colpevolizzabili "i" mussulmani, "gli" extracomunitari e nemmeno quindi "gli" ebrei, poi stronzi e criminali italiani per esempio è pieno. Quanto in definitiva si sostiene è che storicamente le élite, così chiamiamole, ebraiche e non, erano alleate per una gestione totalitaria e questo non è ovviamente cambiato a guardar bene la realtà, storico e comprovato è anche che il comunismo è stato creato dall'ebraismo con ebrei : Il Comunismo e il Nuovo Ordine Mondiale: La frode utopistica di Wall Street - School of Darkness di Bella Doddquindi sostanzialmente si conferma tutta la storia, i meccanismi e gli inganni poi per occultarla sono sottili ma certi atteggiamenti e sistemi sono ormai conosciuti, ripetuti e sono sotto gli occhi di tutti.
Le voci che vanno in questa direzione sono comunque molte, prendiamone una a caso : Le Origini Religiose del Globalismo : Intervista con Hervé Ryssen, o L'Eroina della Resistenza contro Comunismo ed Ebraismo: Elizabeth Dilling, come per la supremazia ebraica ed all'odio dei non ebrei abbiamo una testimonianza ebraica diretta oltre a questa dell'articolo : Antisemitismo, l'incitamento razziale La deificazione della razza. Una disputa interna ebraica, sulla contrarietà alla libertà di espressione : Israele chiede Censura mondiale di InternetSniper, il nuovo Golem. Nella tradizione ebraica il Golem è un tipo di robot creato dagli ebrei per servire il popolo eletto ed i propri interessi tribali., ben altro ci sarebbe ma per ora può bastare, molto bravi da carnefici a passare per vittime ed a giustificare così, comperandosi i mezzi, qualsiasi azione di insabbiamento, occultamento e manipolazione della verità, sia gli uni che gli altri, cosa non fa altro che confermare ulteriormente la medesima radice dei due fenomeni.
Negli USA dove li conoscono bene, girano questo tipo di vignette, tanto per far le vittime ...

Nella mia piccola personale ricerca e ricostruzione storica mi sono trovato come chiuso in un imbuto, non se ne esce altrimenti se si vuole stare in una "società aperta" e con la "libertà di espressione" per tornare ai contenuti dell'articolo, e mi sembrano due concetti non contrattabili assolutamente per nessun motivo.
Chi stia agendo per l'instaurazione del Nuovo DisOrdine Mondiale non è poi tanto difficile da sapere, lo hanno dichiarato più volte : NWO - Nuovo Ordine Mondiale - Nessun Complotto, tutto fin troppo alla luce del sole di cui la più spregiudicata, da non dimenticare le parole di David Rockefeller ad un vertice della Commissione trilaterale nel giugno del 1991:
“Siamo grati a Washington Post, New York Times, Time Magazine e altre grandi pubblicazioni i cui direttori partecipano ai nostri incontri e rispettano la promessa di discrezione da quasi 40 anni. … Ci sarebbe stato impossibile sviluppare il nostro piano mondiale se fossimo stati sottoposti alle luci della pubblicità in quegli anni. Ma il mondo è più sofisticato e pronto a marciare verso un governo mondiale. La sovranità sovranazionale dell’élite intellettuale e dei banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale esercitata nei secoli passati”
Per quanto riguarda l'atteggiamento del giudaismo interessante questa relazione : Il ruolo di Israele nella repressione a livello mondiale. di IJAN, Rete Internazionale Ebraica Antisionista, resta poi solo da capire la manovalanza utilizzata e questo articolo ne da un chiaro indirizzo, ma come sempre e come prova quest'ultimo link non si può fare di tutta l'erba un fascio, sia ebraismo che il comunismo hanno centinaia di correnti diverse con idee e fatti spesso non condivise, a me è ormai chiarissimo tutto il giochino ...
Arturo Navone
Traduzione Arturo Navone

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domenica 22 maggio 2016

Israele: l'inganno continua. Tratto dal libro: «Storia ebraica e giudaismo: il peso di tre millenni» di Israel Shahak

Gli studiosi moderni del giudaismo non soltanto hanno perpetuato l'inganno ma, rispetto ai vecchi metodi rabbinici, ne hanno addirittura raffinato l'impudenza e la menzogna. Ometto le numerose storie messe in circolazione dagli antisemiti perché indegne di essere prese in considerazione e mi limito a tre esempi specifici ed uno più generale degli inganni dei "dotti" più moderni.
Nel 1962, una parte del Codice di Maimonide il cosiddetto Libro della conoscenza, in cui sono esposte le regole fondamentali della fede e del rituale ebraici, fu pubblicato a Gerusalemme in edizione bilingue, con la traduzione inglese a fronte del testo ebraico (').
Il testo era stato reintegrato, eliminando tutte le omissioni e le modifiche apportate in edizioni precedenti, e ricondotto alla sua originaria purezza. L’ordine di sterminare gli ebrei infedeli vi è riportato integralmente:
"E’ dovere di ogni credente sterminarli con le proprie mani”
Nella traduzione inglese si nota un leggero ammorbidimento:
"E’ dovere prendere tutte le misure necessarie per distruggerli”.
Il testo ebraico prosegue con l'elenco di quelli che debbono essere sterminati:
«Gesù di Nazareth e i suoi discepoli, Tzadog e Baitos (che si suppone, tradizionalmente, siano i fondatori della setta dei Sadducei) e tutti i loro discepoli, possa il loro nome malvagio essere estinto".
Sulla pagina a fronte (78a), della traduzione inglese, non c'è una sola parola di questo testo e quel che è più significativo, anche in considerazione del fatto che questo libro è largamente diffuso tra gli studiosi nei paesi di lingua inglese, nessuno, che io sappia, ha mai protestato contro questo inganno così plateale.

Il secondo esempio viene dagli Stati Uniti, sempre dalla traduzione di un libro di Maimonide. Oltre alla codificazione del Talmùd, Maimonide era anche l'autore della famosa Guida per i dubbiosi che è giustamente considerata come l'opera massima della filosofia religiosa ebraica, letta e commentata anche oggi. Purtroppo, oltre alla sua ostilità nei confronti dei non ebrei in generale e dei cristiani in particolare, Maimonide era anche un vero e proprio razzista quando si trattava dei negri. Verso la fine della Guida, in un contesto fondamentale (Libro III, capitolo quinto), si discute come i vari popoli che formano l'umanità possono attingere al supremo valore religioso, la vera adorazione di Dio. Ecco chi c'è tra quelli che saranno sempre incapaci di questa teodicea:
«Una parte dei turchi (la razza mongolica) e i nomadi del Nord, i negri e i nomadi del Sud, e tutti quelli che, nei nostri climi, gli rassomigliano. La loro natura è come quella degli animali muti e sono convinto che non sono al livello degli esseri umani e che, nella scala dei viventi, siano al di sotto dell'uomo e al di sopra delle scimmie, visto che rassomigliano di più all'uomo di quanto si possa dire delle scimmie».
Israel Shahak
Israel Shahak
Ora, come si deve intendere un passo di questo genere in una delle più importanti, e necessarie, opere del giudaismo? Siamo disponibili a far fronte alla verità e alle sue conseguenze? Nient'affatto. Facciamo come hanno fatto tanti studiosi cristiani in simili circostanze. E se invece riconoscessimo che una delle massime autorità religiose ebraiche era un rabbioso razzista anti-negro, quest'ammissione non servirebbe ad insegnarci cos'è la vera umanità? Neanche da parlarne. M'immagino come gli studiosi ebraici degli Stati Uniti si consultano tra loro appena si profila la possibilità che queste cose diventino di dominio pubblico.
Cosa fare? Visto che il libro doveva essere tradotto, considerato il declino della conoscenza dell'ebraico tra gli ebrei americani. La soluzione fu trovata, sia tramite consultazioni sia grazie all'ispirazione individuale. Nella traduzione americana della Guida, pubblicata nel 1925 a cura di un certo Friedlander e ristampata in molte edizioni, anche paperback, la parola ebraica Kushim, che vuole dire negro, appare traslitterata come Kushites, che non vuole dire nulla per chi non conosce l'ebraico o per chi non ha il privilegio di una spiegazione orale da parte di un rabbino (5).

Durante tutti questi anni, non si è mai detta una parola sull'inganno originario o sulla dinamica sociale che ne ha permesso la continuità. Neanche al tempo delle lotte per i diritti civili, quando tanti rabbini e personalità ebraiche che ben sapevano come il razzismo anti-negro sia parte della loro tradizione, appoggiarono con entusiasmo Martin Luther King (').
Alla luce di questi fatti, nasce spontanea l'ipotesi che molti dei rabbini che appoggiavano Martin Luther King Jr. o erano razzisti che lo facevano per ragioni tattiche, per assicurarsi l'alleanza dei neri americani in difesa della politica d'Israele e degli "interessi ebraici", oppure erano dei perfetti ipocriti, al limite della schizofrenia, capaci di passare dal rabbioso razzismo nascosto nei loro testi fondamentali e nel loro insegnamento all'adesione alla lotta antirazzista, avanti e indietro senza problemi.

Il terzo esempio è un lavoro di minor impegno culturale ma non per questo meno popolare: Le Gioie dell’Yiddish di Leo Rosten. Pubblicato nel 1968 negli Stati Uniti e ristampato in numerose edizioni, compreso in paperback dalla Penguin, è una specie di glossario delle parole Yiddish, spesso usato da ebrei e non ebrei nei paesi di lingua inglese. Per ognuna, oltre a una definizione dettagliata e a qualche aneddoto più o meno divertente legato all'uso, viene data l'etimologia dalla lingua di origine, con il suo significato. La parola Shaygets, che significa "un giovane, un ragazzo gentile”, fa eccezione: l'etimologia afferma cripticamente “l’origine ebraica" senza dare la forma o il significato della parola ebraica originale. Comunque, alla parola Shiksa, il femminile di Shaygets, vien dato il termine originario ebraico, Shequets, o nella traslitterazione, Sheques il cui significato, in ebraico, è definito "biasimevole". Chiunque parla la lingua ebraica sa che questa è una spudorata menzogna. Il dizionario Megiddo ebraico-inglese, pubblicato in Israele, dà i seguenti significati per Shegets:
“animale impuro, creatura spregevole, abominio (dialettale - pron. shaygets), mascalzone, anche ragazzo indisciplinato, giovane gentile".
L'ultimo, e più generale, esempio è, se possibile, ancora più sconvolgente degli altri: riguarda l'atteggiamento del movimento cassìdico nei confronti dei non ebrei. Il Cassìdismo, erede degenerato del misticismo ebraico, è ancor oggi vitale con centinaia di migliaia di aderenti, fanatici devoti ai loro ---santi rabbini", alcuni dei quali esercitano una forte influenza politica, in Israele, tra i leader di quasi tutti i partiti e, in misura molto maggiore, tra gli alti gradi delle forze armate.
Come si pongono gli aderenti a questo movimento nei confronti dei non ebrei? Prendiamo il famoso Hatanya, libro fondamentale del movimento Habad, uno dei rami più importanti dello Cassìdismo. Secondo questo testo chiave, tutti i non ebrei sono creature assolutamente sataniche "che non hanno nulla di buono" e persino i loro embrioni sono qualitativamente diversi da quelli ebraici. L'esistenza dei non ebrei è "inessenziale", visto che tutto il creato è destinato "in funzione degli ebrei".

Questo è un libro che circola in innumerevoli edizioni e le idee in esso contenute sono state popolarizzate nei numerosi "discorsi" del defunto Fùhrer ereditario di Habad, il cosiddetto rabbino Lubavitcher, Menachem Mendel Schneerson, che guidava la potentissima organizzazione dal suo quartier generale di New York.
In Israele, le idee dell'Hatanya hanno una diffusione di massa, sono insegnate nelle scuole e hanno un grande seguito tra le forze armate. Secondo la testimonianza di Shulamit Aloni, membri del Knesset, la propaganda di Habad si scatenò in modo particolare prima dell'invasione del Libano nel marzo del 1978, allo scopo di persuadere medici e infermieri a non occuparsi dei "feriti gentili". Questa esortazione nazista non si riferiva specificamente agli arabi e ai palestinesi, ma semplicemente ai gentili, ai goyim, tutti (').

Un ex presidente d'Israele, Shazar, era un fanatico seguace di Habad e numerosi uomini politici sia israeliani che statunitensi, a cominciare dal primo ministro Begin, lo appoggiavano e cercavano in ogni modo di guadagnarne la sponsorizzazione. E questo malgrado la forte impopolarità del rabbino Lubavitcher: criticato in Israele per il suo rifiuto di andare nella Terra Santa neppure in visita, per aver mantenuto a New York il suo quartier generale "per oscure ragioni messianiche", e ben noto a New York per il suo razzismo nei confronti dei neri
L'appoggio di cui gode Habad, in Israele e negli Stati Uniti, da parte di tanti politici di primo piano è anche dovuto all'ambiguità con cui quasi tutti gli studiosi, specialmente quelli di lingua inglese, hanno sempre affrontato tutto quanto si riferisce al movimento cassìdico e alla sua derivazione Habad.

Si è sempre ignorata la sconcertante evidenza dei vecchi testi cassìdici, da cui derivano le implicazioni politiche contemporanee, che, nella stampa israeliana in lingua ebraica, vengono addirittura sbattute in faccia al lettore nelle pagine dedicate al Lubavitch Rebbe ed altri leader cassìdici in cui la giustificazione talmudica dell'odio sanguinario contro gli arabi si alterna alle esortazione ad agire.
In questo senso, uno dei maggiori mistificatori, ed ottimo esempio della potenza dell'inganno, fu Martin Buber. Nelle sue numerose opere in cui esalta l'intero movimento cassìdico, compresa Habad, non si ' trova una sola riga sulle vere dottrine cassìdiche che riguardano i non ebrei. L'inganno è più grave in quanto le apologie di Buber del movimento cassìdico furono pubblicate in tedesco nel momento del rigurgito del nazionalismo tedesco e della scalata al potere dei nazisti. Buber, che pubblicamente osteggiava il nazismo, esaltava un movimento che sosteneva e insegnava dottrine sui non ebrei non molto dissimili da quelle naziste nei confronti degli ebrei.

Naturalmente, si può sempre scusare Buber col fatto che, negli anni Trenta e Quaranta, gli ebrei cassìdici erano le vittime e quindi era giustificata "la menzogna dei bianchi", come dicono gli afroamericani, per cercare di difenderli. Invece, le conseguenze di quell'inganno furono incalcolabili. Le opere di Buber furono tradotte in ebraico e diventarono un formidabile strumento educativo nelle scuole d'Israele, aumentando il potere dei leader cassìdici, letteralmente "assetati di sangue", nel promuovere lo sciovinismo israeliano e l'odio per tutti i non ebrei. Se si pensa a quanti esseri umani feriti sono morti perché gli infermieri militari israeliani, fanatizzati dalla propaganda cassìdica, non li hanno curati, una gran parte della responsabilità va attribuita proprio a Martin Buber e a quelli come lui. (…)

Per avere informazioni sul Professore Israel Shahak leggere i correlati, l'articolo si commenta da solo unito poi ad altri presenti nel blog ne deriva un risultato devastante, tengo a precisare che tranne per il caso di Hervé Ryssen profondo studioso e conoscitore dell'universo giudaico tutti gli altri sono autoctoni, cioè di ebrei.
Arturo Navone

Fonte   radioislam

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