Descrizione

La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

Visualizzazione post con etichetta Fisica Quantistica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fisica Quantistica. Mostra tutti i post

venerdì 8 gennaio 2016

Carl Gustav Jung e la Sincronicità


Sincronicità è un termine introdotto dallo psicologo Carl Gustav Jung nel 1950 per descrivere la contemporaneità di due eventi connessi in maniera a-causale. Coincidenza di due o più eventi atemporali, quindi non sincroni, legati da un rapporto di analogo contenuto significativo.

I fenomeni denominati “coincidenze significative” hanno affascinato Jung da sempre. Jung distingue la sincronicità dal “sincronismo” (eventi che accadono simultaneamente, cioè nello stesso tempo, es: ballerini che fanno lo stesso passo con la stessa cadenza simultanemaente, due orologi che segnano lo stesso orario, metronomo e musica che seguono lo stesso ritmo etc.) che sono eventi che accadono senza alcuna connessione di significato, sia causale che casuale, perché sono azioni di pura contemporaneità temporale.

La sincronicità invece è basata su altri postulati che, nella vita di tutti i giorni, si traducono come: pensare a una persona e poco dopo ricevere una telefonata che ne porta notizie; nominare un numero e vedere passare una macchina con lo stesso numero impresso sulla carrozzeria; leggere una frase che ci colpisce e poco dopo sentircela ripetere da un’altra persona etc.; che talvolta danno la netta impressione d’essere accadimenti precognitivi legati a una sorta di chiaroveggenza interiore, come se questi segnali fossero disseminati ad arte sul nostro percorso quotidiano per “comunicare qualcosa che riguarda solo noi stessi e il nostro colloquio interiore”. Una sorta di risposta esterna, affermativa o negativa, oggettivamente impersonale e simbolicamente rappresentata.

In analogia alla causalità che agisce in direzione della progressione del tempo e mette in connessione due fenomeni che accadono nello stesso spazio in tempi diversi, viene ipotizzata l’esistenza di un principio che mette in connessione due fenomeni che accadono nello stesso tempo ma in spazi diversi. Praticamente viene ipotizzato che al fianco del logico svolgimento di un atto conforme al principio in cui in tempi diversi accadono avvenimenti provocati da una causa, ne esista un altro in cui accadono avvenimenti nello stesso tempo ma in due spazi diversi perché, essendo casuali, non sono direttamente provocati da un effetto, corrispondendo per cui perfettamente al principio di a-temporalità.

Sincronicità e Causalità


Considerata superficialmente come un’autentica antitesi della causalità, la sincronicità rappresenta di fatto un modalità di apparente “assemblaggio di fenomeni” attraverso il quale si arriva a coincidenze e a corrispondenze significative. In realtà la Legge della Sincronicità non contraddice la Legge della Causa e dell’Effetto. Facendo un parallelismo tra la Legge della Causa e dell’Effetto e la Legge della Sincronicità constateremo che esse non sono in nessun caso in contraddizione ma perfettamente complementari.

La Legge del Karma è, per così dire, la legge delle cause o delle connessioni inerenti alla manifestazione, mentre la Legge della Sincronicità può essere considerata la Legge delle “cause divine” dei miracoli. La Legge della Sincronicità ci rivela l’esistenza di un mondo misterioso dei sensi che è sovrapposto a quello fisico nel quale viviamo ma che è altrettanto reale. La comprensione e l’applicazione di questa legge, a livello spirituale, è ciò che ci permette la realizzazione di salti spirituali. Jung considera che simili corrispondenze si possano produrre tra un evento psichico e un evento fisico che non sono legati in modo causale l’uno all’altro.

Simili fenomeni sincronistici (non sincroni perché non è obbligatorio che si producano simultaneamente) hanno luogo per esempio nel momento in cui le manifestazioni psichiche (sogni, visioni, presentimenti) arrivano, ad un certo momento, ad avere una corrispondenza nella realtà esteriore. La Teoria della Sincronicità ci suggerisce l’esistenza di un mondo misterioso che trascende la causalità, che è situato in un altro ordine della realtà: oltre le cause materiali, oltre lo spazio e il tempo (…) che può essere concepito come un “continuum onnipresente”.

La psiche dell’essere umano diventa, in certe condizioni misteriose, un vero trasformatore dell’energia del mondo archetipico, esterno, atemporale, oltre lo spazio, oltre la causalità, in frequenze di vibrazioni che diventano percettibili a livello spazio-temporale.

In un lavoro autobiografico Jung scrive:
“La mia preoccupazione costante riguardo la psicologia dei processi incoscienti mi ha obbligato a cercare, da affiancare alla causalità, un altro principio da spiegare, in quanto a volte il principio della causalità mi sembrava insufficiente per spiegare certi fenomeni sorprendenti della psicologia dell’inconscio. Trovavo così fenomeni psicologici paralleli che non potevano essere legati in modo causale gli uni agli altri; ma, oltre la causalità essi potevano essere legati tra di essi in modo diverso, attraverso un altro svolgimento degli eventi. Questa connessione tra gli eventi sembrava, essenzialmente, essere data dalla loro relativa simultaneità da cui il termine “sincronistico”. Sembra davvero che il tempo, lontano dall’essere un’astrazione, sia un continuum energetico concreto. Esso include determinate qualità o condizioni fondamentali che si manifestano simultaneamente in luoghi diversi con un parallelismo che non può essere spiegato dal principio della causalità”.
Sottolineando una definizione del termine scelto da lui in questo caso, Jung stesso scrive:
“Utilizzo quindi il concetto generale di sincronicità nel senso specifico di corrispondenza tra due o più eventi senza una relazione causale, e che hanno lo stesso contenuto significativo o un senso simile; e faccio questo attraverso un’opposizione alla nozione di sincronismo che indica soltanto il semplice fatto della simultaneità di due fenomeni”.
I principali tipi di sincronicità


In pratica possiamo distinguere tre tipi principali di sincronicità:

1. La coincidenza profondamente significativa tra lo stato psico-mentale di una persona e uno o più eventi esteriori, obiettivi, che hanno luogo simultaneamente.
2. La coincidenza profondamente significativa tra lo stato psico-mentale di una persona e uno o più eventi esteriori , obiettivi, che si trovano fuori dal campo di percezione di questa o che sono lontani nel tempo e quindi non possono essere conosciuti e verificati se non dopo che l’evento rispettivo si sia prodotto.
3. La coincidenza profondamente significativa tra uno o più avvenimenti che sono vissuti da una persona e uno o più eventi esteriori, obiettivi, che si manifestano allo stesso tempo (simultaneamente) o dopo un periodo di tempo molto breve.

(…) Una delle citazioni utilizzate spesso da Jung sulla sincronicità è tratta da “Alice nel Paese delle Meraviglie ” di Lewis Carroll, dove la Regina dice ad Alice: “È una memoria ben misera quella che ricorda solo ciò che è già avvenuto.”

Solo un osservatore capace di ricordare il futuro sarebbe in grado di comprendere immediatamente e spiegare il Principio della Sincronicità.

La sincronicità nel cammino spirituale


Vi siete mai svegliati con la sensazione di aver vissuto qualcosa di “reale” o avete mai vissuto qualche evento che aveva il sapore di un sogno, tanto da non essere poi cosi certi che fosse realtà?

Passato, presente e futuro – dimensione interiore ed esteriore – non possono essere rigidamente incasellati in qualcosa di assoluto ma, al contrario, si possono considerare relativi: assumono quindi il significato che gli attribuiamo in base al nostro stato psichico.

Collegamenti apparentemente casuali tra avvenimenti, persone e luoghi che invece, in una diversa chiave di lettura, si rivelano incredibilmente significativi come “indicatori di direzione“ del nostro cammino evolutivo. Questi segni sono sotto gli occhi di tutti, ma non è da tutti coglierne attinenze e significati.

Il linguaggio che parla questa realtà parallela è fatto di simboli: può essere divertente, il più delle volte ha a che fare con la sfera che per eccellenza più sollecita il nostro emisfero destro: quella dei sentimenti. Sono stati fatti numerosi parallelismi tra il modo che il principio della sincronicità ha di manifestarsi e la modo di funzionare del nostro emisfero destro. Quest’ultimo, sede delle emozioni e del nostro vero sè, si servirebbe della sincronicità come un vero e proprio modo di comunicare con la parte razionale del nostro cervello (il suo inseparabile compagno, l’emisfero sinistro), sede del raziocinio e capace di trasferire emozioni e sensazioni nel mondo esterno.

Come un cavallo selvaggio, non provate ad “addomesticare” questo modo di interpretare eventi e persone perchè potrebbe ritorcervisi contro con risvolti anche pericolosi. Questo spazza via il concetto ormai sorpassato della causalità classica per lasciare il posto ad una visione di più ampio respiro, dove il confine tra noi ed il mondo esterno, nonchè tra mente e materia, finisce per assottigliarsi.

Ci ritroviamo immersi in una infinita ragnatela di collegamenti che rende la nostra vita, le persone che ci sono intorno e i nostri stati mentali, nella più ampia accezione, una “cascata” di flussi energetici: se riusciamo a lasciarci trasportare da essa, rimarremo sorpresi di scoprirci veleggiare tranquilli verso l’isola dei nostri sogni.

L’isola dove ci aspetta un livello di vibrazione superiore, dove la soddisfazione egoica lascia il posto ad aspirazioni più profonde ed il linea con la nostra evoluzione. È interessante correlare questo dualismo causalità-sincronicità alle tradizioni culturali Occidentale ed Orientale: la prima affida le proprie aspettative ad un atteggiamento pragmatico e materialista mentre la seconda si lascia andare alla trasmissione intuitiva della conoscenza tra persone simili e non ad acquisizioni mnemoniche ed intellettuali.

Da qui nasce la concezione olistica di scienze e discipline quali astrologia, metafisica e mistica che assecondano la magia degli eventi che rendono significativa la nostra vita, superando in questo modo la frammentazione nel comprendere che tipica della mente razionale.

Carl Jung, a questo proposito, accostò il concetto di sincronicità a quello dell’alchimia medievale, ponendosi l’ambizioso obiettivo di trovare anche nella cultura occidentale la comprensione attraverso la vita e non attraverso la scienza. Ciò per evitare una sterile imitazione dello stile orientale fatta da noi occidentali che ci priva del vero senso della nostra antica cultura.

In questo contesto rientra la teoria medievale della correspondentia di Ippocrate:
”Un unico confluire, un unico cospirare (conflatio), sentendo tutto insieme. Tutto in rapporto alla totalità, ma in rapporto alla parte le parti (presenti) in ogni parte con intenzione all’effetto. Il grande principio va fino alla parte estrema, dalla parte estrema al grande principio: un’unica natura, l’Essere e il Non-Essere. Ma il principio universale si trova anche nella più piccola parte, la quale perciò coincide con il tutto”.
In altre parole ciò che accade in alto è strettamente correlato a ciò che accade in basso e non esistono barriere tra le varie discipline ma tante tessere dell’unico mosaico del vivere. Se riusciamo a inforcare gli occhiali della sincronicità, il mondo diventa davvero come vedere un film in 3D, effetti speciali e mille sorprese sono dietro l’angolo, e come nel film Vanilla Sky, potremmo sorprenderci a vivere sotto un cielo color vaniglia con la colonna sonora dei Beatles che risuona intorno in uno stato di “veglia paradossale”.

Namastè.

Sunshining

edited by: Sunshining per Hearthaware blog
credits: wikipedia.org/sincronicitawww.extaticvenus.it/sincronicita-e-causalita
Hearthaware blog

reblogging link → hearthaware | la sincronicità    lospecchiodelpensiero

Articoli correlati

martedì 1 dicembre 2015

Medicina della terza era - Siamo tutti potenzialmente Santi. Fisica quantistica

Il corpo energetico emozionale
L'articolo che segue con altri che inserirò dà un ampio spazio alla relazione fra coscienza, corpo umano, creazione e fisica quantistica.

Mi ha colpito perchè come già sapevo questo tipo di scuola di pensiero è un parallelo molto stretto con le filosofie orientali ma non solo perchè la Filosofia Ermetica di Ermete Trismegisto ed anche se andassimo a stringere le religioni classiche depurandole dell'immondizia inserita dall'uomo nei millenni per motivi di interesse ma direi di più per la ricerca del potere sono sulla stessa lunghezza d'onda e Jung non si distacca per niente da questa visione :

Gli scritti ermetici erano stati compilati in età ellenistica dagli Alessandrini, probabilmente attingendo dal corpo degli antichi sacri testi egizi. Si sostiene altresì che lo stesso Mosè attinse una parte del suo sapere dagli scritti di Ermete Trismegisto.

"Con il termine ermetismo si usa denotare una forma di pensiero filosofico e tecnico-operativo caratterizzato da una spiccata sensibilità religiosa che affonda le sue origini nell’antico Egitto e che, a contatto con la civiltà greca classica, apre la strada ad una riflessione che darà origine ad una vasta produzione di carattere filosofico e teologico, che investirà anche l’astrologia, l’alchimia e la magia. Alla figura di Ermete Trismegisto e ad altri personaggi mitici con cui egli viene talvolta identificato, come Germa Babiloniensis, Enoch, o ancora a suoi discepoli, come Aristoteles, Belenus, Flaccus Africus, Harpocration, Thoz Graecus, Thabit vengono attribuiti scritti che saranno poi classificati nel Corpus Hermeticum" (Università di Siena - Facoltà di lettere e filosofia- Manuale di Filosofia Medievale on-line).

L'enciclopedia telematica "Riflessioni.it" pone in evidenza sotto la voce "Ermetismo" che "Secondo i principi dell’Ermetismo, tutte le cose derivano da una Causa Prima o Unica Virtù, che si differenzia in miriadi di forme, che rappresentano la manifestazione, nell’Universo visibile, della capacità plastica di una materia eterea, primordiale, eterna, dalla quale scaturiscono gli elementi e che gli antichi iniziati appellarono Etere, sostanza astrale o Quintessenza. Tutto nell’Universo può essere ricondotto all’unità perché, oltre la molteplicità delle forme visibili, non vi e’ che un Unico Principio, in grado di differenziarsi all’infinito e di riassorbirsi, riconvertendosi in pura essenza e potenzialità. Nelle migliaia di mondi che animano lo spazio infinito, nelle forme armoniose della Natura, come nel corpo dell’uomo, si ripete costantemente la stessa legge, che e’ legge unitaria perché sottesa dall’esplicazione di una Forza Unica e intelligente, eternamente in azione in quanto al di là di ogni umano concetto di relativo e temporale. La strada che porta alla comprensione dell’essenza dell’uomo passa dunque attraverso l’unitarietà dei fenomeni naturali e, quindi, della sublimazione del molteplice nell’unità sintetica dell’Unica Virtù.
Nei tempi antichi esisteva una comprensione delle leggi naturali molto più grande di quella odierna. Gli dei dell’antico Egitto o dell’Olimpo Greco-Romano non furono che figure simboliche, rappresentanti forze naturali colte in varie fasi del processo di creazione e dissoluzione delle forme visibili, le cui epopee o cicli epici celavano la spiegazione di fenomeni complessi, di segreti non altrimenti raffigurabili per menti semplici e poco avvezze ad elaborazioni astratte, ma straordinariamente sensibili alle suggestioni di immagini antropomorfe che riproducevano, in chiave misterica, le gesta di eroi e dei umanizzati.
Il Cristianesimo distrusse gran parte dei tesori della tradizione pagana, segnando come eresiache le antiche dottrine sacerdotali e trasformando l’uomo, re della terra, nel suddito..., sovvertendo gli antichi valori della vita e sostituendo, all’ideale sublime dell’uomo divinizzato e dominatore della Natura, la concezione di un Dio assurdo che, in cambio di un’ipotetica felicità in una dimensione eterna, pretendeva un’esistenza di rinunce, di sofferenze e di dolore".

Duemila, tremila anni fà era tutto chiaro poi ci siamo dovuti perdere per poi con una fatica infernale ritrovarci, ma anche questo ha un senso se consideriamo che l'obiettivo è migliorarci e come si dice bisogna toccare il fondo per risalire, e possibilmente arrivarci da soli altrimenti perde il senso, riassumendo il concetto. 

Ma nemmeno questo pensiero si distacca dalle altre tematiche trattate in questo blog, il percorso è uguale, parallelo, gli obiettivi i medesimi, il potere, tramite l'immondizia umana ...
Lasciamo spazio all'articolo originale ...

La consapevolezza che siamo energia, informazione ed intelligenza, ci mette su un piano creativo e di responsabilità, prima inimmaginabile. Non esistono un corpo, un paziente fatti di materia solida e separati da noi: continui scambi avvengono a livello subatomico, quindi subliminale; inoltre siamo un unico essere che si manifesta in varie forme.

Noi abbiamo la responsabilità del nostro destino, sia personale che sociale. Gli articoli spiegheranno le basi scientifiche quantistiche, in grado di far consapevolizzare queste nuove verità.



Gaetano Conforto
I concetti Newtoniani di spazio - tempo si riducono ad una interpretazione della nostra mente. E' l'osservatore, la nostra coscienza, che crea la propria realtà, un processo alla base della Psicologia quantistica
Il termine “Spirituale“ non deve ingenerare false immagini, legate ad una particolare religione o ad una scelta di vita eremitica. Il concetto si riferisce alla nostra componente energetico-quantistica che non nasce e non muore, ma si trasforma, si evolve in un continuum spazio-temporale dove la creazione è la regola. La ricerca di questo nucleo energetico, con relativa consapevolezza, porta alla trasformazione della coscienza: si passa da un livello dove si dipende soltanto dalle percezioni sensoriali, ad un altro dove l’intenzione creativa non ha limiti, e dove si riconosce che non siamo separati dall’universo, ma ne siamo una clonazione, un ologramma (il pollo che prende consapevolezza di essere un’aquila, secondo il De Mello). In noi si rispecchia l’intera coscienza cosmica, con l’infinita memoria e l’infinito potere organizzante.

La spiritualità ha lo scopo di farci prendere coscienza che siamo noi i creatori, i responsabili della nostra vita. Infatti il mondo è ciò che pensiamo noi che esso sia. La vita stessa è come pensiamo che sia. I rapporti sociali sono come pensiamo noi che siano…….. di conseguenza diventiamo gli artefici del grande gioco cosmico, dove l’amore e le relazioni sociali diventano i cardini di un cambiamento continuo ed evolutivo.

Questo concetto si basa su uno dei pilastri della fisica quantistica: l’osservatore crea la propria realtà ( lo descriverò più avanti ) .

Trasformazione significa cambiare forma, trascendere la forma così come la vediamo, per immetterci in una dimensione del tutto nuova ed appagante.

Con le nuove consapevolezze della fisica quantistica, entriamo in un nuovo mondo, in una nuova dimensione dove le “ certezze newtoniane “ non hanno bisogno di esistere: sono infatti state smontate…….

Non esistono oggetti solidi: tutto è costituito da un enorme spazio vuoto di energia e trasformazione, dove le unità informative, costituite dai fotoni virtuali e reali (quindi luce) possono essere contemporaneamente particelle (le unità subatomiche) e onda. Quindi il concetto di spazio e tempo, tanto caro alla fisica newtoniana, si riduce ad una interpretazione della nostra mente, e non a un dato di fatto reale, esterno a noi. “Li fuori“ esiste soltanto un caos apparente formato da una nuvola fotonica, i cui componenti compaiono e scompaiono all’esistenza, un milione di volte al secondo. Siamo circondati da campi elettromagnetici, con frequenze diverse, non aventi nessuna forma, o struttura spazio-temporale, che vengono interpretati dal nostro cervello come oggetti tridimensionali.

Quindi ciò che vediamo nella nostra coscienza come pensieri, forme, oggetti, eventi, non è altro che una nostra creazione. Infatti senza l’osservazione cosciente, non esisterebbe il mondo materiale, così come lo conosciamo.

E’ l’osservatore, cioè la nostra coscienza, che crea la propria realtà. Quindi esistono tante realtà quanti sono gli osservatori . Se penso che i miei figli siano disubbidienti, perché questa è una caratteristica dei giovani d’oggi in cui crediamo, creerò questa realtà nella mia vita! Se penso che trovare un lavoro sia molto difficile, con i tempi che corrono, è questa realtà che vedrò nella mia mente, e quindi proietterò nel mondo questa verità.

Ciò che pensiamo è un evento quantistico in grado di influenzare le informazioni subatomiche, i fotoni virtuali dello spazio che ci circonda. Questi manifesteranno la nostra volontà nel mondo materiale!!!

Questo concetto ci proietta nel mondo della creazione, dandoci la piena responsabilità sulla nostra salute, sui nostri rapporti, in ultima analisi sul nostro stato emozionale con conseguenti scelte da cui dipenderà la nostra vita.

In questo processo creativo o siamo attori oppure saremo plasmati dagli altri. Diventeremo creatori della nostra felicità oppure daremo questo potere ad altri. Si finisce per non dare la colpa a nessuno della nostra situazione attuale, neanche a noi stessi, perché la conoscenza di questi meccanismi non ci è stata rivelata né dai nostri genitori, né a scuola, né dalla società, dove anzi si è posto l’accento sulla nostra incapacità creativa, con conseguente nascita dei sistemi assistenziali, delle classificazioni in poveri e ricchi, dei prestiti, degli aiuti umanitari, ecc…..

Altro concetto innovativo è che siamo un unico grande essere che si manifesta in diverse forme. Quindi ogni nostra piccola interferenza nel campo quantico (un gesto, un pensiero, un modo di fare) si ripercuoterà su tutto l’universo, istantaneamente. Questa è la base della diagnosi e terapia a distanza.

Come esseri umani siamo caratterizzati da una struttura fatta principalmente da vuoto, dove le unità informative quantiche scambiano informazioni, in modo incessante, con l’ambiente che ci circonda e che a sua volta ci influenza. Quindi siamo degli esseri quantici, ed il nostro corpo quantico è fatto da energia, trasformazione ed intelligenza.

Questo corpo quantico è suscettibile di variazioni per opera delle intenzioni della nostra coscienza o di quella altrui.

Da ciò si evince come siamo esseri di luce, immersi in un universo di luce, un cui la coscienza, l’intenzione creativa e l’amore ne sono i pilastri.

Siamo luce interagente con altra luce, per cui la nostra coscienza (luce intelligente e consapevole di se stessa) non può mai morire (come ha dimostrato nei laboratori americani, Gary Swchartz).

Quando riduciamo la luce a particelle, e questo avviene nella creazione delle nostre emozioni, formiamo delle bolle quantistiche in grado di danneggiare, se sono negative, il nostro delicato equilibrio di salute.

Con la nascita della Psicologia Quantistica, possiamo prendere consapevolezza di questi meccanismi ed eliminarli, definitivamente.

Nel cammino della trasformazione spirituale dobbiamo distinguere e conoscere, tre livelli di realtà: materiale, quantistica e virtuale

Il primo livello lo conosciamo abbastanza bene, ma non sappiamo che la realtà di questo livello è costruita unicamente nella nostra mente! Per cui ciò che sappiamo di noi stessi e del mondo è soltanto una proiezione della nostra mente, un sogno che deve finire, se vogliamo gestire il nostro sviluppo e il nostro potenziale.

Il secondo livello è quello in cui sono bravi viaggiatori i mistici. Quando siamo in grado di entrare nel mondo quantico, ci immettiamo in una dimensione dove le rivelazioni, le intuizioni, le visioni sacre, gli angeli, le presenze diventano eventi comuni. Chi è nel materiale li chiama miracoli, non sapendo che sono appannaggio dell’essere quantico, quindi di tutti. Potenzialmente siamo tutti dei Santi. Infatti il nostro cervello si è evoluto per conoscere Dio, e le sue strutture sono articolate in modo tale da creare stati mistici (oggi si parla di Neuroteologia).

Al terzo livello abbiamo il mondo virtuale: là dove risiedono il nostro Spirito e Dio. Viaggiando al centro del nostro essere arriviamo al virtuale, dove vi troviamo l’organizzatore, il generatore, il distributore della creazione.

Comunicando con Lui possiamo sapere il nostro scopo nella vita, scegliere le strade giuste e conformi al nostro destino, quindi diventare noi stessi personaggi consapevoli della storia che Lui ha scritto per noi.

Pubblicato su Stargate Magazine- Settembre 2002

sabato 28 novembre 2015

La Sincronicità - Nulla Succede per Caso. Le coincidenze che cambiano la nostra vita. Robert Hopcke


Noi siamo i creatori 
dell'universo, 
se solo lo sapessimo....


Robert H. Hopcke

A tutti prima o poi capita di vivere una coincidenza incredibile capace di modificare almeno in parte il corso dell'esistenza: sono quelli che Jung definiva "eventi sincronistici", fenomeni in grado di cambiare l'immagine che abbiamo di noi stessi, il nostro modo di vedere il mondo, di aprirci nuove prospettive.

Attraverso i racconti di esperienze realmente accadute, l'autore dimostra come un evento sincronistico, riflettendo uno stato d'animo interiore, spesso riesca a indicarci la direzione per noi più giusta.

Imparando a considerare la nostra vita un racconto dotato di coerenza interna, dove niente succede senza ragione, potremo imparare a sfruttare le coincidenze per comprendere meglio noi stessi e per dare alla nostra esistenza maggiore pienezza.


Robert H. Hopcke
Robert H. Hopcke è psicoterapeuta e direttore del Center for Symbolic Studies, una scuola di formazione per psicoanalisti e psicoterapeuti di area junghiana. Ha tenuto numerosi seminari in varie città degli Stati Uniti, autore best-seller, oratore pubblico, insegnante, supervisore e consulente professionale. Vive e lavora a Berkeley, in California.


"Per quasi tre decenni, sono stato privilegiato come in un matrimonio con la famiglia di terapeuti
to make a difference
in people's lives and
to use all of my gifts
on behalf of others
for healing and wholeness
a fare la differenza
nella vita delle persone e
di utilizzare tutti i miei doni
per conto di altriper la guarigione e interezza
Il mio background comprende una serie di modelli e approcci. Sono più conosciuto per essere un terapeuta Jungian-oriented, ma è anche importante per la mia identità professionale è stata la formazione in counseling pastorale e la direzione spirituale a lungo termine delle relazioni oggettuali per il trattamento psicodinamico, gli approcci cognitivo-comportamentali per la depressione, la salute e le preoccupazioni per la sessualità.  Da molti anni sono un "out" terapeuta gay maschio e attivista nella comunità GLBT della Bay Area".

Non potrebbe essere diversamente, le coincidenze secondo il libro non avvengono a caso, ma per notarlo bisogna aumentare il livello di consapevolezza o comunque fare molta attenzione ed il lasso temporale è vasto, la superficialità non aiuta sicuramente. 

Recensione di Alfonso, la trovo molto attinente :
Una pregevole opera di questo autore americano, che affronta questa materia da un punto di vista originale e inatteso. Solitamente la sincronicità viene esaminata in letteratura o in senso psicologico oppure in senso scientifico, a seconda che si voglia approfondire l'argomento dalla prospettiva junghiana o dalla visione della fisica quantistica.

L'elemento di novità di questo libro consiste nel raccontare delle storie vere e nell'analizzarne i relativi significati. Si comincia dal caso concreto per poi dedurne delle regole di carattere generale, che possano qualificare e specificare il fenomeno. Storie d'amore, di vocazioni, di crescita professionale, di sviluppo interiore, tanti universi si dipanano dalla penna di questo Autore, che si confronta con una materia così affascinante e controversa scegliendo un percorso narrativo e non accademico, uno stile colloquiale e non pomposo, quasi fosse la soluzione più adatta per raccontare eventi ed esperienze così straordinarie da sembrare inverosimili. Un evento sincronistico può essere definito come una coincidenza dotata di un significato soggettivo per la persona coinvolta.

Trattandosi di elementi soggettivi, ciò che un individuo ritiene significativo potrà apparire privo di importanza agli occhi di un altro. Ecco allora l'originale punto di partenza di questa analisi: e se la nostra esistenza fosse in realtà un'opera narrativa che, nei momenti sincronistici, si pone alla nostra attenzione in modo da avere un impatto significativo sulla nostra esistenza? E se ciò fosse vero, cosa potrebbe indurre il personaggio di una storia a capire di partecipare ad una rappresentazione più grande, che aggrega e incorpora le storie di tutti gli essere umani? Solo un elemento esterno alla storia riuscirebbe a richiamare l'attenzione del personaggio sul carattere della storia che sta vivendo. Non solo, ma quell'elemento dovrebbe comunque avere un senso ed una rilevanza per il soggetto a cui si riferisce e non per altri. In questo contesto, gli eventi sincronistici si presentano come acausali, in quanto non sono legati da un rapporto di causa ed effetto; emotivi, nel senso che suscitano una profonda esperienza emozionale nel soggetto; simbolici, nel senso che si manifestano attraverso metafore e archetipi; decisivi, in quanto si verificano in concomitanza di cambiamenti di vita importanti.

Questa struttura intrinseca degli eventi sincronistici ci porta a pensare - sostiene l'Autore - che le nostre vite sono organizzate come una storia, in quanto possiedono una loro logica, una coerenza interna, una ragion d'essere. E la nostra capacità di interpretare correttamente le coincidenze può risultare decisiva a determinare quel mutamento, quella transizione da uno stato ad un altro, proprio come accade per i personaggi di un romanzo, che si avvicendano tra alti e bassi nei capitoli della loro vita.

La novità di questo libro consiste allora nel fatto che ogni incontro casuale, ogni evento accidentale va inteso in senso simbolico, attribuendo ad esso un significato che potrebbe mutare il corso della nostra esistenza in una direzione che non avremmo mai sospettato. Esplorando il significato di quanto ci succede, noi attiviamo la nostra capacità di creare una totalità a partire dai singoli eventi che ci capitano e, se ci convinciamo di questa visione unitaria del nostro destino, allora si potrà dire che nulla succede per caso. Sembra quasi di avere a che fare con un karma universale, che richiede la collaborazione di ogni essere umano, in ogni luogo ed in ogni tempo, per esplicarsi nella sua compiutezza. Ciascuno di noi, attraverso lo sviluppo delle nostre vite, diventa una parte indispensabile per realizzare l'evoluzione universale, quel progressivo cammino di crescita che, evidentemente, interessa anche l'infinito.
Per chi volesse corrispondere con me, ecco la mia email: alfocentauri chiocciola tiscali punto it.

Nulla succede per caso Video Recensione

Se volete che una coincidenza significativa cambi la storia della vostra vita, vagabondate a caso per il mondo e siate pronti ad accogliere qualsiasi cosa la vita vi offra. L’imprevista svolta degli eventi potrebbe costituire il colpo di scena in una storia nella quale non ci eravamo ancora accorti di essere dei personaggi.

Quasi fossimo personaggi di un intreccio, incontriamo spesso la persona o le persone che dobbiamo incontrare. In momenti di crisi o di grande apertura entra in scena per caso un personaggio che diventa per noi una delle figure principali nella storia della nostra esistenza: un coniuge, il nostro migliore amico, l’amore della nostra vita. In altri momenti, quando siamo soddisfatti di noi e della nostra esistenza, si manifestano dei legami che, quasi si trattasse di una forza della natura, sembravano destinati a emergere. In altri momenti ancora, quando per paura o per egoismo ci estraniamo dal mondo, gli eventi sincronistici attivano rapporti che ci circondano con insistenza, ossessivamente, l’impossibilità di ignorare del tutto i nostri legami con gli altri. Quando si verificano eventi simili percepiamo più profondamente la storia che stiamo vivendo, la storia che dice: tu non sei solo.

Quando noi decidiamo di modellare la nostra vita sulla base di quello che sappiamo di noi, decidendo l’intreccio come se fossimo uno scrittore, ci dimentichiamo che, di noi, sappiamo solo una parte della storia: ci sfugge tutto quello che è inconsapevole. Ed è l’inconscio che modella la nostra storia.

L’atteggiamento in grado di creare un evento “sincronistico”, e un lieto fine per la storia della nostra carriera, è quello che tiene in equilibrio gli aspetti materiali e non materiali delle nostre motivazioni professionali, facendo delle nostre attività un modo conscio di affermare chi siamo e quali siano le cose che riteniamo importanti.

Se la nostra vita è una storia, come tutte le storie, è composta di vari capitoli. A volte soltanto una simbolica sovrapposizione tra l’interno e l’esterno, in forma di coincidenza significativa, è in grado di fornire la scintilla psicologica necessaria a voltare pagina e iniziare un nuovo episodio della vicenda che dobbiamo vivere.

Come ha scritto Milan Kundera, autore de “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, facciamo bene a rimproverare coloro che sono ciechi alle coincidenze della vita, poiché, come questo libro dimostrerà, quelle coincidenze uniche che chiamiamo sincronistiche ci rendono di volta in volta coscienti della bellezza, dell’ordine de del concatenarsi delle storie che stiamo vivendo.

La vita di ognuno di noi si fonda sul raccontare: Uno torna a casa dal lavoro e la prima cosa che gli viene chiesta è: “come è andata oggi?”. In altre parole: “Ti prego, raccontami la storia della tua giornata”. Oppure eccovi adesso a pranzo con un’amica e, prima ancora che abbiate sollevar il tovagliolo, lei vi domanda: “Allora, che c’è di nuovo?”. In altre parole: “Raccontami una storia”. Se avete dei bambini, capita di rado che siate voi a chiedere loro di raccontare una storia. I bambini vivono in un mondo di storie che vi piaccia o meno ve le racconteranno, spesso con dovizia di particolari.

L’amicizia come l’amore, è di per se una coincidenza: due persone si incontrano e le loro vite si intrecciano.

Anche nei momenti più bui può verificarsi un evento sincronistico che ci aiuta a trasformare l’oscurità in un’esperienza di rinascita e di continuità, dandoci un’ulteriore occasione di ricordare e di dire chi siamo.

A causa del loro carattere accidentale gli eventi sincronistici ci forniscono sulla nostra vita un’altra verità, una verità che molti di noi hanno l’abitudine di ignorare: il significato della nostra vita e l’intreccio delle nostre storie non includono semplicemente quello che sappiamo di noi ma giungono da una fonte molto più profonda, dalla nostra innata capacità di vivere l’integrità in forma di vita simbolica.

Se adottiamo un atteggiamento simbolico nei confronti della nostra vita, esplorando il significato di ciò che ci succede, e quindi attiviamo la nostra capacità di creare una totalità a partire dagli eventi accidentali e diversi che ci capitano, ci accorgeremo che indipendentemente dall’intreccio, dall’ambientazione e dai personaggi, maggiori o minori che siano, nelle storie della nostra vita niente succede per caso.

Gli eventi sincronistici richiamano la nostra attenzione sul fatto che le vite sono storie e hanno una certa struttura: un intreccio che non sempre siamo immediatamente in grado di percepire ma che, in momenti chiave della nostra esistenza, ci balza all’occhio in seguito a una sorta di convergenza di eventi esterni e condizioni interiori che noi, a mio avviso sbagliando, immaginiamo plausibile soltanto nei romanzi. E proprio come nei romanzi gli eventi sincronistici hanno un impatto denso di significati. Essi ci offrono una visione diversa di noi stessi, una prospettiva più ampia sulla nostra esistenza, oppure una comprensione più profonda degli altri e del mondo.

L’aspetto meraviglioso di una relazione non consiste nelle caratteristiche fisse e immutabili di un compagno, ma nel mistero del tempismo: questa seconda verità si manifesta spesso negli eventi sincronistici che costellano la nostra esistenza affettiva, poichè accadono in particolari momenti della nostra vita nei quali riusciamo a vedere chi è una certa persona, e non soltanto cio’ che potrebbe darci sotto il profilo emotivo e materiale.

L’amore, in forma romantica o di amicizia, che lo accettiamo o meno, è una realtà onnipresente.

Ritenere che trovare una persona con la giusta combinazione di attributi sia garanzia sufficiente di felicità in amore è un atteggiamento reificante nei confronti delle persone e dei rapporti; adottandolo, si dimentica la lezione degli eventi sincronistici nel campo dell’amore: se il tempo non è maturo, non esistono caratteristiche in grado di garantire una relazione soddisfacente.

Le fiamme di un amore coinvolgente e passionale guizzano alte, ma sovente si consumano rapidamente; il luccichio meno intenso ma più profondo delle amicizie durature costituisce invece una parte più soddisfacente della nostra vita.

In un certo senso l’amicizia, essendo priva di passioni erotiche, dà vita a un rapporto più misterioso,che da secoli psicologi, scrittori, poeti e filosofi tentano di definire e di descrivere.

Se partiamo dal presupposto che niente succede per caso, nel senso che tutto quanto ci accade è potenzialmente significativo, molte delle storie d’amore sincronistiche sembrano indicare due verità distinte riguardo al ruolo delle nostre relazioni. Anzitutto, la persona che più di ogni altra può aiutarci a crescere non è sempre quella verso cui proviamo una iniziale attrazione.

Ogni rapporto è una specie di sincronicità: un evento unico in cui un incontro esterno di individui assume rilevanza emotiva, simbolica e trasformativa. Molti degli eventi sincronistici mostrano che siamo collegati agli altri con legami molto più forti di quanto spesso non siamo in grado di riconoscere, e che ognuna delle coincidenze significative conferma il concetto junghiano di inconscio collettivo, secondo cui ogni essere umano condivide a livello psicologico e spirituale un legame con tutti gli altri esserei umani.

L’amore è un desiderio primordiale degli esseri umani o, per usare un’espressione di Jung, una realtà archetipica. Poichè ricorriamo alle storie per dare un significato e struttura agli eventi, è nelle nostre storie d’amore e di amicizia che cogliamo una rilevanza unica. La sincronicità di coloro che amiamo, dunque, non risiede nel soltanto nelle incredibili circostanze in cui si sono formate le nostre storie d’amore, ma nel significato interiore che vediamo e viviamo in queste storie della nostra esistenza.

Non c’è da stupirsi che nella vita lavorativa, laddove cerchiamo di trovare un senso entro i confini di questa nostra società postindustriale, abbondano più che mai le coincidenze significative. Il lavoro occupa un posto di primo piano nella nostra vita e, come sempre, le sincronicità si manifestano dovunque vi sia una più profonda consapevolezza della storia che viviamo giorno per giorno.

Quando mi chiedono: “Come si deve fare perchè si verifichi una sincronicità?” mi viene da rispondere, nè mi sembra del tutto impertinente se lo facessi : “Intestardisciti su quello che vuoi e che non vuoi dalla vita, e vedrai che cosa ti succede”.

Frasi fatte come “Ti succederà quando meno te lo aspetti” riflettono una verità: nel momento in cui siamo più concetrati, oppure più aperti, rispetto ai nostri limitati progetti, attiviamo nell’intreccio della nostra vita una fase di grandi potenzialità.

Siamo noi che troviamo un lavoro o è il lavoro a trovare noi?

“Come affrontare la sincronicità?”… “Aspettare l’inatteso”.


IL DESTINO SINCRONICO E LA CREAZIONE
di Gaetano Conforto

Noi siamo i creatori della nostra realtà. Come Esseri Quantici non conosciamo nessun limite, né spaziale né creativo.

Il grande oceano di luce in cui siamo immersi, da cui veniamo continuamente creati, e dove continuamente creiamo, opera tramite un’infinita rete di eventi spazio-temporali, il cui perfetto incastro dà luogo alla miriade di forme, creature, paesaggi, che sono oggetto dell’amore Divino.

Questa rete perfetta di relazioni è ciò che costituisce la Sincronicità

Ad un occhio profano, il susseguirsi della vita sembrerebbe un insieme di coincidenze casuali, cioè non aventi un nesso profondo fra loro. E’ chiaro che questa è la visione meccanicistica newtoniana, dove viene presa in considerazione l’analisi statistica, senza che fattori come l’intenzione e la consapevolezza possano giocare un ruolo nel succedersi delle cose: infatti l’universo viene considerato come una macchina che genera dati in modo casuale.

Un fenomeno può avere una certa probabilità che possa verificarsi entro limiti di natura statistica, quindi entro i canoni della razionalità scientifica e non per questo deve essere considerato una sorpresa, oppure un miracolo.

Per esempio una guarigione spontanea da un male incurabile, rientrerebbe in un range di probabilità, ristretto, ma possibile. Qualsiasi altro fenomeno, come sapere chi ci sta chiamando al telefono, prima di rispondere, può rientrare, secondo la scienza ufficiale, nella norma di possibilità, cioè di coincidenze significative.

Questo modo di considerare gli eventi quotidiani fu messo in discussione da Jung, il grande psicanalista svizzero.

In un caso famoso, descritto nel suo libro “La Sincronicità“ – descrive il caso di una donna, di non facile trattamento, che aveva avuto in regalo, nel sogno, uno scarabeo d’oro (lo scarabeo è il simbolo della rinascita) : mentre questa racconta il sogno a Jung, si sente ai vetri della finestra dello psicologo un rumore: era uno scarabeo, che Jung fece entrare e raccolse, mostrandolo alla donna, che ebbe un salto quantico di consapevolezza.

Quale analisi statistica potrebbe spiegare un fenomeno del genere? Quante probabilità ci sono che uno scarabeo, che in genere è attirato dalla luce, venga attratto da un ambiente buio (Jung stava eseguendo una seduta di analisi) nel momento in cui si sta parlando del suo simbolo?

Se osserviamo a ritroso la nostra vita, vedremo quante di queste coincidenze significative si siano verificate per condurci dove siamo ora. Ogni relazione, ogni fatto, ogni evento sono strettamente interconnessi fra di loro e complici di un obiettivo elevato, che nella maggior parte dei casi ci sfugge.

L’oceano di luce (e con esso anche l’essere quantico consapevole di questa realtà) opera le sue meraviglie mettendo in relazione perfetta le “pedine“ che condurranno alla creatura finale (galassia, stella, atomo, uomo, sogni, obiettivi, visioni) : basterebbe un solo millisecondo di sfasamento, in questa perfetta sintonia, per avere un “parto“ creativo notevolmente diverso !

Siamo immersi in un oceano di sincronicità. Il nostro corpo è fra le espressioni più fini di tale sincronicità, basti pensare ai rapporti fra le molecole di idrogeno ed ossigeno dell’acqua, come pure i rapporti fra i minerali, le vitamine, gli aminoacidi nelle complicate e complesse vie biochimiche: i risultati di seppur piccoli sfasamenti, come per esempio nelle carenze enzimatiche, comportano effetti disastrosi sulla salute e sull’aspetto fisico. Non saremo come oggi ci conosciamo, se si rompesse il delicato equilibrio sincronico fra noi e l’universo (purtroppo abbiamo apportato sfasamenti nella natura, e questo ci costerà caro!).

Ciascun Essere Quantico vive in una rete di sincronicità che si evolve e cambia nel tempo (l’ambiente dell’utero materno, la famiglia, la scuola, l’ambiente sociale, il lavoro, il matrimonio con i figli, il divorzio, nuove amicizie, il pensionamento). In ogni momento si troverà in uno specifico seme karmico, cioè interagirà con persone ed eventi spazio-temporali con cui condividerà delle lezioni da apprendere. Se per suo libero arbitrio decide di cambiare seme karmico non ancora svezzato, si ritroverà in un’altra rete sincronica con non pochi problemi da risolvere, fino a quando non imparerà l’umiltà e l’ubbidienza, requisiti fondamentali per apprendere le lezioni cosmiche.

Ogni qualvolta interagiamo con la delicata struttura sincronica del cosmo (pensiamo, parliamo, agiamo, omettiamo, scegliamo) lo costringiamo a cambiare, momentaneamente, rapporti sincronici che inevitabilmente ci coinvolgeranno in questo cambiamento, fino a che non raggiungerà il suo equilibrio. Verremo trascinati dalla grande rete di eventi: il risultato sarà o la nostra salute e la nostra felicità, se abbiamo capito e ci lasciamo andare nella direzione degli eventi sincronici, oppure la nostra malattia, se opponiamo resistenza al flusso cosmico.

Ciò accade per esempio quando non lasciamo andare, non accettiamo il momento presente (la nostra famiglia, il nostro coniuge, il nostro lavoro, il nostro ambiente, la nostra salute), critichiamo oppure attacchiamo gli eventi sincronici in cui siamo immersi. Spenderemo enormi quantità di energie, e faremo grossi sforzi per ottenere ciò che desideriamo. Ma arriveremo in salute ed equilibrio alla meta? Oppure ci ritroveremo già vecchi, stanchi, magari con molti soldi, ma pieni di acciacchi, e di malattie?

Da tutto si evince come sia importante entrare nel gioco della vita con le carte in regola. Queste carte sono la conoscenza della Sincronicità e del Destino Sincronico.

Per maneggiare queste carte bisogna prendere coscienza che siamo Esseri Quantici, e che viviamo in una continua creazione a doppio senso: possiamo agire provocando le nostre sincronicità (che non saranno più coincidenze significative, o eventi dovuti al caso, ma strategie creative) e/o possiamo favorire il flusso cosmico, comportandoci a nostra volta come eventi sincronici appartenenti al seme karmico di altri esseri quantici, diventare cioè pedine di altri esseri creatori.

La Sincronicità è un insieme di eventi, apparentemente sconnessi fra di loro, che accadono insieme, e che sembrano in superficie soltanto delle coincidenze significative.

Per fare il salto di qualità, cioè riuscire a comprendere il meccanismo creativo, dobbiamo mettere in discussione le nostre false certezze (quelle legate al vecchio paradigma della fisica, dove siamo tutti separati, e destinati alla corrosione del tempo, quindi alla morte, incapaci di influire su questo destino, e facili alle critiche e a dare la responsabilità al di fuori di noi), dobbiamo capire che le coincidenze sono eventi normali, frequenti, significativi, in armonia con la natura, e che dietro le quinte della vita vi è una intenzione che ci guida, quella del nostro Spirito, quella Divina. Infatti dalla interpretazione delle “coincidenze“ , cioè il saper leggere il piano di azione del cosmo, dipende la realizzazione dei nostri desideri.

Nulla accade per caso“.


Quando prendiamo coscienza delle sincronicità, con l’intenzione di farle evolvere per realizzare il nostro destino, stiamo attuando il Destino Sincronico. Diventiamo parte attiva nel grande piano creativo, dando uno scopo, un significato, una direzione, una intenzione alle coincidenze; con le nostre interpretazioni e conseguenti azioni, trasformeremo le Sincronicità in Destino Sincronico, cioè acquisiremo quel software intellettuale per interagire con gli eventi spazio-temporali.

Per poter padroneggiare il Destino Sincronico e quindi crearci un nostro seme karmico evolutivo, cominciando a vivere nel qui e ora, in linea con la volontà del nostro Spirito, dobbiamo conoscerne i principi. La loro conoscenza ed applicazione ci metterà nella condizione di non avere più preoccupazioni, e di incentivare il numero di sincronicità nella nostra esperienza.

Questi principi hanno a che vedere con la visione olistica, olografica della vita, e con il nuovo paradigma della fisica quantistica.

Il campo luminoso cosciente.

Rappresenta la grande rete di luce in cui siamo tutti immersi, infatti è in ogni luogo, in ogni cosa, ed è onnipresente. Costituisce la coscienza che pervade ogni sua creatura, e usa l’attenzione e l’intenzione come stimoli per la trasformazione. E’ un campo di energia, informazione ed intelligenza che orchestra e governa l’ambiente materiale, e di cui noi siamo creati e creatori.

La sua conoscenza è essenziale perché è con il suo esempio, con il suo studio che possiamo scrutare le sincronicità e utilizzarle per il nostro Destino Sincronico.

Nella sua costituzione rientrano tutte le frequenze corrispondenti ad altrettanti semi karmici, dove frequenze simili entrano in vibrazione di risonanza attirandosi a vicenda.

Ecco perché quando siamo immersi in un seme karmico, attiriamo gli esseri quantici che vibrano alla nostra stessa frequenza, inoltre possiamo essere in grado di estrarre dal Campo Luminoso Cosciente qualsiasi informazione, in relazione all’ampliamento del nostro grado di percezione.

Uno dei mezzi per conoscerlo ed utilizzarlo è la meditazione disciplinata, con cui possiamo influenzarlo con i nostri pensieri, speranze e sogni per poter manifestare i nostri desideri: è un campo dalle possibilità infinite.

Altro principio importante è il nostro dialogo interiore.

Quello che un essere quantico pensa non è separato dal resto del cosmo. Il contenuto del nostro dialogo interiore influenza ogni area della nostra vita, fisica, emozionale e spirituale, oltre che il contenuto informativo del campo luminoso cosciente, provocando un insieme di sincronicità che ci ritroveremo “fra i piedi“ senza neanche saperle gestire a nostro favore, sempre che le riconosciamo come tali.

Lungo la strada dell’illuminazione, cioè della conoscenza delle leggi della luce del Campo (fra cui la sincronicità creativa), il nostro dialogo deve essere basato sullo Spirito e non sulle esigenze del nostro ego.

Queste ultime ci porteranno soltanto sofferenza e fatti sincronici contro corrente, con enorme dispendio energetico in quanto, come detto sopra, l’universo tenderà ad equilibrarsi provocando eventi sincronici atti a ripristinare le intenzioni creative iniziali.

Bisogna conoscere il proprio Dharma, cioè il nostro scopo nella vita, per fare delle scelte in linea con la cospirazione cosmica; solo così il nostro dialogo sarà imperniato sulle cose dello Spirito e non sui quei pensieri circolari che vivono nel passato o nel futuro legati ad insicurezze e a paure.

Il principio dell’intenzione , insieme a quello dell’attenzione, sono i cardini su cui il Destino Sincronico poggia. Infatti più attenzione poniamo agli eventi sincronici, e più frequenti diventano nella nostra vita, per cui le nostre intenzioni potranno esprimersi e manifestarsi attraverso questi eventi. L’attenzione accelera la sincronicità, mentre l’intenzione la fa utilizzare. Quando entrambe sono legate alle coincidenze significative, la sincronicità si trasforma in Destino Sincronico, e le nostre vite vengono trasformate in qualcosa di veramente magico, in quanto accadranno i cosiddetti miracoli, cioè la realizzazione spontanea dei nostri desideri, nel campo di infinite possibilità.

Da quanto sopra esposto, appare chiaro che la creazione non può fare a meno delle relazioni. In fatti l’altro principio è quello delle relazioni cosmiche.

Tutto ciò che origina dal Campo esiste sotto forma di relazioni, ed ogni relazione può influenzare il Campo: è il suo linguaggio preferito. L’universo si è diviso per miliardi di anni in esseri coscienti, dai molti punti di vista, con l’unico scopo di ritornare, attraverso l’interscambio di relazioni intelligenti, spirituali ed illuminanti, all’Unità di Coscienza, per favorire l’evoluzione reciproca. Infatti la coscienza umana è il cosmo che pensa di se stesso, e gli esseri umani il mezzo con cui l’universo possa pensarsi.

Ogni relazione umana quindi è una connessione cosmica, un’opportunità per influenzare il Campo positivamente e per evolversi spiritualmente. Per questo non esistono relazioni cattive. Tutto nel cosmo avviene in modo mirato alla creazione e alla evoluzione, per cui i nostri incontri sono stazioni sincroniche da cui può partire la nostra illuminazione, per diventare Esseri Quantici perfetti.

Senza la conoscenza delle relazioni il Destino Sincronico non può avere i mezzi con cui agire. La stessa sincronicità vuol dire relazioni perfette e mirate al piano cosmico, dove ognuno fa la sua parte interconnettendosi l’un l’altro in una rete di rapporti meravigliosi e finalizzati al bene reciproco.

Bisogna elevarsi a frequenze elevate di dialogo interiore, per poter sfruttare a pieno questo enorme potenziale creativo, che ci viene messo a disposizione quotidianamente.

Potremo acquisire il “ brevetto “ di creatori cosmici con la speranza di essere utili anche agli altri nella loro ricerca di libertà di coscienza.

Fonti: Giardino dei libri   Center for Symbolic Studies  quantumedicine

Articoli correlati

Medicina della terza era - Siamo tutti potenzialmente Santi. Fisica quantistica