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La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

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sabato 30 giugno 2018

Una Nazione Fallita e Devastata non può vincere nemmeno a calcio. La mancata partecipazione ai mondiali costerà all'Italia 10 miliardi

Una nazione di piagnoni lamentosi ...

Al solito, inizio gli articoli e se devo incrociarli con altri mi perdo, capita sempre qualcos'altro, ma visto che in questo periodo il pianeta gioca i campionati del mondo e noi ci succhiamo il pollice va benissimo tirarlo fuori, era anche venuto bene. Tanto per cambiare ci perdiamo la faccia e una valanga di soldi, poco male, la faccia e ben di più, l'onore ce lo siamo giocato 70 anni fa, contestualmente la quinta colonna nemica ci ha venduto agli usurai della terra, così per i soldi era assai  prevedibile e ormai ci abbiamo fatto l'abitudine. Già vi vedo, quelli che resteranno, vaccinati, drogati, microchippati, sterilizzati, asessuati, di colore incerto con identità vaga a spaccare le pietre in mesto silenzio, dominati da una super razza, chissà quale ?? ☺ Questo ci hanno detto i grandi pensatori, massoni, del secolo scorso, Huxley, Orwell, Lipperman, Kalergi, ecc ...


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 14 novembre/2017

Quando una cosa è ovvia ed evidente non ci arrivo solo io, ecco perchè spesso uso articoli di altri, li commento e li introduco.
Da decenni non seguo più il calcio, lo sviluppo del campionato del 1984 mi fece rendere conto che era tutta una truffa, ero poi presente all'Heysel a Bruxelles il 29 maggio 1985, la tragica finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, dove finii in mondovisione, 
sono 33 anni che tutti mi vedete negli highlight trasmessi nei telegiornali per la ricorrenza, cosa da guinness dei primati e a sapere chi sono si evince che non mi sono mai tirato indietro nemmeno da più giovane ed è per questo che spesso mi posso permettere in tutta tranquillità e onestà delle uscite un pò pesanti sui comportamenti codardi e traditori della massa.


A quel punto dopo anni di "onorata carriera" decisi che se pur in quegli anni mi fossi divertito come un matto era tempo di andar a fare altro, di tempo ne avevo perso fin troppo, per rimanere in tema e in allenamento andai a giocare a football americano. L'apoteosi della truffa calcistica planetaria fu evidente poi con il mondiale in Corea e Giappone, prima o poi mi deciderò di scrivere un articolo e raccontarla. Certo non sono da meno le olimpiadi, dopo aver seguito completamente quelle in Grecia anni addietro mi era venuto da vomitare ...

Dunque, nemmeno mi ricordavo della doppia sfida con la Svezia dei giorni scorsi per l'accesso alle fasi finali del mondiale in Russia il prossimo anno, il mattino dopo la sconfitta della prima partita sentii il risultato alla radio, e scrissi il seguente post su Facebook :
"Della Serie Perle ai Porci  ...Se non foste così Idioti  Ignoranti  e Codardi  da farvi Fottere € 100.000 Miliardi, Centomila, con il Signoraggio Bancario e Invadere dai Barbari che vi sodomizzeranno come la storia insegna, tra il resto, sicuramente l'Italia parteciperebbe ai Mondiali ...Eheheheh solo queste Cagate capite .... "
Al solito qualche bestia idiota conformista cercò di venirmi addosso, ma la realtà, puoi girarla come vuoi, non cambia ...


Successivamente sentii la seguente intervista dell'allenatore della Ternana, Sandro Pochesci durante la conferenza stampa prima della gara col Novara: "La Svezia ci ha menato!"
"L'Italia ha perso con la Svezia per la troppa paura. Con tutti questi stranieri il calcio italiano sta finendo, una volta eravamo noi italiani che 'menavamo'. La Svezia è come una squadra di Lega Pro, senza tirare in porta si esce dal mondiale. Ora ci menano gli avversari, i settori giovanili sono pieni di stranieri. Non c'è più un italiano che mena, siamo diventati tutti pariolini. Il calcio italiano è finito. Per paura! Non si può giocare così, se io vedo la mia squadra che gioca in questo modo me ne vado. Dobbiamo tutti tirare fuori l'orgoglio italiano, prendere i nostri giocatori dalle serie inferiori e farli giocare al posto degli oriundi. Se non andiamo al Mondiale ci rimettiamo tutti, dai giornalisti agli addetti ai lavori. Perde l'Italia. La Svezia ci ha menato ragazzi. Dobbiamo cambiare le regole, svegliarci. Basta stranieri".
ONTV: Sandro Pochesci sulla Nazionale: "Il calcio italiano è finito


e lo prendevano anche in giro, aveva perfettamente ragione, non solo, la sua dichiarazione limitata nascondeva un malessere ben peggiore cronico e patologico, gli italiani stanno buscando da una vita e da chiunque in mesto silenzio e con le orecchie basse, vediamo un pò se qualcuno ne sapeva qualcosa :

Osservazioni stranamente profetiche di Benito Mussolini :

“Con l’8 settembre si è perduto qualcosa di molto prezioso: che l’Italia faticherà duramente a riconquistare: l’onore nazionale e il rispetto che sino ad ieri essa aveva in tutto il mondo.
Un popolo senza rispetto e senza onore diventa un giocattolo nelle spire degli interessi politici dei vincitori.
Non sarà difficile all’ipocrisia del tradizionalismo britannico trovare dei pretesti con cui mascherare i suoi sentimenti di vendetta e tutto sarà fatto nel nome della democrazia, delle giustizia e della libertà: un paravento dietro il quale si nascondono gli interessi del più sudicio capitalismo, venga questo da Londra o da New York o da Mosca.Il popolo italiano vivrà un periodo amarissimo, che vedrà scardinati e travolti tutti i principi dell’onestà e della morale.. Probabilmente nei paesi vinti si provvederà immediatamente a imporre una così detta costituzione democratica: ne seguiranno liti parlamentari, scandali politici e turpitudini morali senza fine, da cui ci si potrà attendere di tutto eccetto che qualcosa di buono e di costruttivo”.

Stesso tenore per un altro che avete e avete fatto massacrare : 
«Craxi: via noi, il regime violento della finanza vi farà a pezzi» - Bettino Craxi -
Il dilemma, che dilemma poi non è, come mai quelli che ci vedono lungo vengono eliminati e voi ci mettete sempre le zozze mani ??

Il prossimo articolo spiega perfettamente corsi e ricorsi economici e sportivi, correlazioni generalmente non percepite, quello che segue quanto si è perso e come. Giusto per concludere vi siete mai chiesti come mai nei regimi nazionalisti o comunque nei popoli patriottici lo sport è importantissimo e invece in Italia l'educazione fisica nelle scuole è questione oscura, si parlava addirittura di eliminarla  Educazione fisica a scuola? L’Italia è ancora indietro, e se continuiamo così, avvertono i medici, entro il 2020, cioè molto presto, avremo bambini e adolescenti con un grado zero di capacità motorie..

Se poi non è ancora chiaro, la sconfitta di una nazionale è la sconfitta individuale di ogni cittadino, da chi non gioca a chi porta i figli agli allenamenti, chi è scarso, chi eccelle, chi allena, chi semplicemente si limita a fare lo spettatore, in un qualche modo la sua parte la fa anche lui, tutto il sistema paese concorre, dovrebbe concorrere e i migliori lo rappresentano, ma se ce poco da rappresentare il risultato sarà una schifezza ... questo è quanto ...


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Un paese al fallimento non ha squadre di calcio vincenti: dedicato a chi tifa per l’EUropa tedesca (e dunque non si va in Russia, tanto è sotto embargo…)

Nord Corea – Italia 1-0. 19 luglio 1966, Middlesborough Inghilterra

"Personalmente vedo l’uscita dell’Italia dal girone finale dei mondiali di calcio come la Nemesi, la giusta punizione per un paese cantato da Dante quale regno dell’ignavia, mai definizione fu più azzeccata".
13 novembre 2017

C’è una regola abbastanza affidabile: vittorie ricorrenti nello sport arrivano quando un paese funzione, nel caso del calcio quando l’economia “tira” almeno in certi settori in cui il Paese rappresentato eccelle. Questo vale certamente per l’Italia: i 4 mondiali di calcio vinti sono arrivati a seguito di grandi miglioramenti differenziali a livello economico. Anche il mondiale del 1982 in Spagna arrivò a seguito dell’aggancio della ripresa made in USA con Reagan, come quasi sempre accade con i Repubblicani al potere l’Italia trova affinità quanto meno economica con il colosso d’oltreoceano. Stesso discorso vale certamente per i mondiali pre-bellici dove la crescita innescata dalle conquiste fasciste, prima di fare la follia di seguire Hitler (a detta di Churchill, parole sue, furono loro a spingerci nelle braccia di Adolfo, anche qui, soprattutto qui, fino a che non si capiscono come andarono esattamente le cose saremo destinati a finire allo stesso modo, anzi ben peggio, molto peggio, visti i presupposti NdR), avevano dato nuova linfa alla speranza italica di crescita.

La ratio vale anche per il mondiale del 2006, quando l’Italia era il darling europeo degli anglosassoni, con la proficua guerra in Iraq mentre Germania e Francia arrancavano nel Vecchio Continente, incazzate con gli italiani troppo filo USA (ce l’avrebbero fatta pagare 4 anni dopo, ndr). Tutto sommato anche per Italia ’90 si poteva vincere, l’economia italiana pre-Tangentopoli tirava alla grande, si ricordino anche i trionfi sportivi del venerato Moro di Venezia figlio di Montedison, azienda poi svenduta ai francesi per via di una tangente pagata alla magistratura milanese (leggasi, al giudice Curtò e consorte Antonia Di Pietro). Anche in USA 2000 si ebbe molta sfortuna, si poteva vincere sulle ali dell’illusione speranzosa – mal riposta – della scellerata entrata nell’euro.

Oggi l’Italia è letteralmente annichilita dallo schema che la Germania ha imposto attraverso l’euro, un piano per affosssare il più grande alleato USA non anglosassone in Europa. Dunque, mica volete che oggi si vinca un mondiale di calcio? Peggio, l’Italia è prossima al fallimento economico (detto in plain italian), nei piani franco-tedeschi il prossimo anno arriverà la Troika per disporre degli assets nazionali più preziosi, in presenza di una classe politica nazionale NON ELETTA che fa da 4 governi (aggiornamento 4 marzo 2018, 5 cinque governi non eletti NdR) gli interessi stranieri e NON quelli italiani.

Dunque, un paese al collasso, prossimo al fallimento, con l’INPS che deve attingere per oltre 100 mld di euro annui ai bilanci statali per non fallire, con crescita del PIL nulla o quasi, con centinaia di migliaia di disperati che arrivano sulle coste – e bisogna anche mantenerli (la sinistra in realtà dice che costoro saranno il futuro, c’è da crederle, davvero…) -, con le tasse più alte d’Europa per le imprese, un paese così pensate davvero che possa vincere i mondiali? Nemmeno per sogno.

Anzi, la logica direbbe che – per le condizioni economicamente disperate in cui l’Italia è oggi, prossima all’arrivo della troika, NON dovrebbe nemmeno qualificarsi per il girone finale.

Infatti or ora stiamo faticando con la Svezia, vuoto per pieno sarà molto difficile qualificarsi. Ben inteso, da italiano spero di sbagliarmi, ma obiettivamente anche se si dovesse passare il turno con questa squadra non si andrebbe lontano.

Personalmente vedo l’uscita dell’Italia dal girone finale dei mondiali di calcio come la Nemesi, la giusta punizione per un paese cantato da Dante quale regno dell’ignavia, mai definizione fu più azzeccata.

NEL 1966 LA SCONFITTA CON LA COREA FERMO’ L’INVASIONE DEI CALCIATORI STRANIERI IN ITALIA CONCENTRANDOSI SUGLI ITALIANI, PORTANDO IN DOTE IL MONDIALE 15 ANNI DOPO. OGGI CHE FARA’ L’ITALIA? Oggi che anche i giovani italiani scappano…

SPEDIRE WEB

Milan Champions
Ora, precisamente in questo contesto mi piacerebbe sapere se qualcuno che difende a spada tratta questa EUropa della moneta unica ha anche il coraggio di incazzarsi se l’Italia non dovesse qualificarsi per i Mondiali russi. Vado oltre, ad esempio il Milan del Cavaliere vinceva perchè l’economia tirava, perchè il Cavaliere fu un grande condottiero sportivo, perchè c’erano delle nicchie con enorme valore associato che permettevano al calcio italiano di eccellere. Oggi c’è qualcosa o qualcuno che eccelle in Italia? Voi direte, la Ferrari o qualcosa del genere. Vero, ma allora dovreste tifare Olanda visto che la sede è là. Ovvero, le delocalizzazioni imposte da tasse altissime come conseguenza del rigore euroimposto ormai hanno lasciato il deserto economico (e sociale), un paese con bassi stipendi, dormitorio di vecchi, a forte emigrazione di italiani capaci e formati, serbatoio di manodopera a basso costo, con masse consumanti ma non rispamianti in quanto il valore aggiunto deve rimanere per forza oltre Gottardo. E tutto questo per preciso volere eurotedesco…
Io ringrazio particolarmente gli ultimi 4 primi ministri non eletti (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni) per NON aver difeso il paese, avremo qualcuno con cui prendercela.

Sappiate che NON gioirò per l’eventuale mancata qualifica, spero anzi che l’Italia possa farcela. D’ogni modo non tutto il male vien per nuocere: se la mancata qualifica potesse essere utile a farvi capire che l’Italia è davvero nella cacca fino al collo, al contrario di quello che i media cooptati al potere europeo vogliono farvi credere, per tenervi tranquilli, beh, questo sarebbe davvero un ottimo risultato.
Meglio di una vittoria sportiva.

La sconfitta degli azzurri costa all'Italia 
10 miliardi

È il calcolo dei mancati introiti da sponsor, spot televisivi, pubblicità e viaggi per seguire le partite.


 14 novembre/2017

Russia 2018 addio. L'eliminazione degli azzurri battuti dalla Svezia costerà fino a 10 miliardi di euro. A 60 anni dall'ultima mancata qualificazione, questa Caporetto sportiva avrà infatti una serie non indifferente di ricadute economiche per l'Italia.

Un Mondiale di calcio non è, infatti, solo un evento sportivo, ma una sorta di «Expo» per il Paese che vi partecipa. E, in «gioco» ci sono davvero tanti interessi. Certo fare calcoli esatti è difficile ma il calcio mondiale crea un enorme interesse, soprattutto televisivo. Quando c'è il Mondiale l'audience sale e il valore degli spot pubblicitari pure. L'audience tocca punte di 17-20 milioni di spettatori con ricadute milionarie su pubblicità e consumi. Per l'Italia, paese calciofilo per eccellenza, il Mondiale vale oro anche per la valorizzazione delle vendite nazionali all'estero, soprattutto del made in Italy. Fino a comprendere un giro d'affari fatto di viaggi e turismo.

Numeri che si moltiplicano in caso di vittoria. Secondo Coldiretti, infatti, una vittoria mondiale sarebbe vale l'1% del Pil, lo 0,7% per il Financial Times. Qualcosa, dunque, tra i 16 e gli 11 miliardi, considerando che il prodotto interno lordo si aggira sui 1600 miliardi. Certo la vittoria non sembrava tra le opzioni, ma una partecipazione con il passaggio di una parte dei gironi può valere almeno a 10 miliardi.
Un calcolo in cui c'è dentro tutto: sponsor, pubblicità, diritti tv, vendite sportive, mancate scommesse, consumi, viaggi, effetto positivo per la Borsa e i titoli quotati, effetto positivo sul made in Italy all'estero. Insomma il calcio come sport e l'indotto ad esso collegato.
Goldman Sachs ricordò qualche mese fa come, nel luglio del 1982, e in quello del 2006 (il mese dei trionfi calcistici degli Azzurri), Piazza Affari garantì ritorni del 3% mese su mese. E si ebbero conseguenze proprio sul Pil: nel 1983 passò all'1,4% rispetto al +0,75 del 1982. Nel 2007 la crescita fu dell'1,9%. L'anno successivo alla vittoria degli azzurri nel campionato mondiale di calcio del 2006 in Germania, l'economia nazionale era cresciuta in modo sostenuto con un aumento record del 4,1% del Pil a valori correnti. Spiega un analista :
«Guardando alle singole voci che impattano sul Pil  l'effetto Mondiali sulle vendite all'estero avrebbe inciso per circa 2-3 miliardi potenziali. A beneficiarne maggiormente sarebbero stati i prodotti simbolo del Made in Italy nel mondo come i prodotti artistici e culturali, le automobili, cibi, bevande e moda. Quanto alla pubblicità, tra quella televisiva, cartacea e gli sponsor sono in gioco circa 4 miliardi».
Altri 3 miliardi sono da attribuire a mancati consumi interni (nella ristorazione, nel settore media, ad esempio), e a meno scommesse.


Un Mondiale senza Italia peserà anche sulle casse dell'Erario: l'uscita anticipata può valere anche un milione di euro in meno per il Fisco a livello di giocate. Per le stime legate solo al business strettamente sportivo, si parla di almeno 100 milioni di euro. Quello russo, che guarderemo distrattamente da casa, è il Mondiale più ricco di sempre, con un montepremi destinato alle squadre che tocca i 400 milioni di dollari. La FIGC avrebbe infatti potuto incassare un minimo di poco superiore agli 8 milioni di euro (qualificazioni). Arrivare ai quarti avrebbe garantito oltre 15 milioni per salire fino ai 24 milioni riservati alla finalista e ai 32,5 milioni in palio per chi conquista la coppa.

Quanto all'attività commerciale della Federcalcio, è in corso un contratto con Infront per la gestione di marketing e pubblicità legata all'attività delle nazionali con un minimo garantito da 14,2 milioni di euro. A questo andrebbero aggiunti 18,7 milioni della partnership con lo sponsor tecnico Puma che vanno integrati con gli introiti da vendita del materiale tecnico, magliette e gadgets. Sul fronte dei diritti tv, la Rai ha un contratto con la FIGC da 24,7 milioni a stagione che ora è ovviamente a rischio.

Fonte   scenarieconomici    ilgiornale

La morale è sempre quella :
"Chi è causa del suo mal, pianga se stesso"

I problema non sono i politici, Renzie, Di Maio, Junker, i banksters, Rothschild, il clima ... Il vero problema è che mancano gli attributi in mezzo alle gambe ... !!!

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giovedì 24 maggio 2018

I danni del fascismo di Alessandro Mezzano


Amedeo Bordiga, che nel 1921 fu uno dei fondatori del Partito Comunista in Italia, era solito dire che
"il danno peggiore causato dal fascismo era stato ... l'antifascismo"

"L'antifascismo fu il figlio marcio del fascismo" 
Giacomo Noventa - poeta socialista

Rexford Tugwell, l’uomo più di sinistra dell’amministrazione americana, pur collocandosi ideo­logicamente agli antipodi del fascismo, riconosceva che il regime stava ricostruendo l’Italia :
«mate­rialmente e in modo sistematico. Mussolini ha senza dubbio gli stes­si oppositori di Roosevelt, ma con­trolla la stampa e così costoro non possono strillare le loro fandonie tutti i giorni. Governa un paese compatto e disciplinato, anche se con risorse insufficienti. Almeno in superficie, sembra aver com­piuto un enorme progresso. Il fa­scismo è la macchina sociale più scorrevole e netta, la più efficiente che io abbia mai visto. E ne sono in­vidioso». 
Rexford Tugwell -
"... andare verso il Popolo" 
Benito Mussolini -
Questo testo si commenta da solo, ma il suo intento, come al solito, andrà perduto, chi sa, sa ... chi non sa, non saprà mai ...

Un paio di altre cose, tra il resto, ho scoperto per caso imputabili al Duce, la "Moda Italiana", cosa che non sarebbe stata difficile immaginare considerando l'autarchia e il primo festival internazionale di cinema, La "Mostra internazionale d'arte cinematografica" di Venezia.


Un breve ma affascinante collage di testi e documenti che portarono alla Socializzazione. Le loro radici, le decisioni governative durante la RSI, l'appassionata propaganda missionaria di Bombacci, la cinica abrogazione di essa da parte del CLN a danno dei lavoratori non imprenditori. Nell'introduzione l'amaro sarcasmo diretto ai "compagni" che non riescono a capire quello che hanno sotto il naso. Ma i "compagni", nonostante tutto non sufficientemente cresciuti, continuano a distogliere lo sguardo dalla realtà storica preferendo attribuire -come il perfido nanetto dell'Armata Brancaleone II- i guai del popolo, di cui dicon di essere paladini, ad un fascismo che si son costruiti ad hoc mentre la vulgata resistenzial-ciellenistica impedisce loro di realizzare quanto il fascismo sia stato determinante nella introduzione delle masse alla vita nazionale e sociale e quanto avrebbe potuto lasciare di più se non ne fosse stato impedito dai meri calcoli concorrenziali e di bottega dei social-comunisti.


Per le edizioni “All’insegna del Veltro” di Parma, è uscito nel 2006, il saggio  "I Danni del Fascismo" di Alessandro Mezzano, autore del mensile "La Fiamma", credo sospesa. 
Potrete scaricare il libro in formato PDF, i link all'interno non funzionano più, altrimenti potete acquistarlo su amazon in forma cartacea; a seguire indice, dedica e premessa.

Mi vien da aggiungere un libro scritto da un amico Giuristi e Stato Corporativo. Antonio Esposito

Si tratta di un saggio che descrive e commenta, in modo chiaro e succinto e con riferimento al numero d’ordine ed alla data di promulgazione, le principali Leggi e Riforme realizzate dal Fascismo nell’arco di 22 anni di potere. Sono le Leggi e le riforme che hanno creato lo stato sociale, che hanno attuato le bonifiche, che hanno espropriato il latifondo, che hanno decimato la mafia.

Sono le Leggi che ancora oggi costituiscono il 95% del “Corpus iuris” vigente; segno che finora non si è saputo e potuto fare di meglio. A confutazione di quanto afferma la cultura resistenziale che denigra senza documentazione e si appropria di meriti non suoi, questo libro dimostra quanto il Fascismo sia stato rivoluzionario nelle idee e nella loro attuazione pratica e quanto sia stato determinante per il riscatto sociale dei lavoratori, molto di più di quanto il marxismo ed il capitalismo abbiano mai saputo fare.

È un libro soprattutto per i giovani che questo regime tiene volutamente nell’ignoranza con una scuola reticente che mente per opportunismo. Sarà opera meritoria il divulgarlo (l’edizione non è a scopo di lucro) per aiutare, soprattutto i giovani, a farsi una propria, autonoma, idea su quali furono “i danni” che il Fascismo portò all’Italia, senza dover attingere alle idee surgelate che il supermercato dell’informazione antifascista propina da sessanta anni con la pretesa di mantenere ingessata una “storia” del Fascismo scritta il 26 Aprile 1945 all’ombra dei carri armati e delle baionette “alleate”.

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Indice:
Premessa; 
I Parchi nazionali; 
Tutela del lavoro Donne e Fanciulli; 
Assistenza ospedaliera per i poveri; 
Assicurazione invalidità e vecchiaia; 
Riforma della scuola; 
Acquedotto pugliese, del Monferrato, del Perugino, del Nisseno e del Velletrano; 
Riduzione dell'orario di lavoro a otto ore giornaliere; 
Opera Balilla e colonie alpine e montane per i ragazzi; 
Opera Nazionale Dopolavoro; 
Sviluppo delle centrali idroelettriche ed elettrificazione della rete ferroviaria; 
Istituzione della Reale Accademia d'Italia; 
Bonifiche dell'Agro Pontino, dell'Emilia, della Bassa Padana, di Coltano, della Maremma toscana, del Sele, della Sardegna e colonizzazione del latifondo siciliano; 
Attribuzione della facoltà d'indagine alla polizia tributaria; 
Opera Nazionale Maternità ed Infanzia; 
Assistenza agli illeggittimi, abbandonati od esposti; 
La Carta del Lavoro; 
Esenzioni tributarie per le famiglie numerose; 
Rete stradale ed autostradale, ferrovie e porti; 
Creazione delle aree industriali; 
Patti Lateranensi; 
Leggi sull'assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali e legge istitutiva dell'INAIL; 
Istituzione del Libretto di lavoro; 
Legge istitutiva dell'INPS; 
Riduzione del'orario di lavoro a 40 ore settimanali; 
Legge istitutiva dell'ECA; 
Assegni familiari; 
Casse rurali ed artigiane; 
Legge istitutiva dell'Istituto Autonomo Case Popolari; 
Riforma dei codici e rinnovamento legislativo; 
Legge urbanistica; 
Legge istitutiva dell'assistenza sanitaria gratuita, INAM; Socializzazione delle imprese; 
Lotta alla mafia; 
Conclusioni; 
Ringraziamenti.

(E non è nemmeno esaustivo NdR ...)
Logo NaturPlus

Dedico questo libro a Glauco Bianchi. Glauco Bianchi è un ragazzo di Mestre che nel 1945 aveva diciassette anni e mezzo ed è rimasto fermo a quell’età perché nell’Aprile di quell’anno è morto. E’ morto combattendo durante un attacco dei partigiani alla sua caserma della Guardia Nazionale Repubblicana. Era l’ultimo rimasto vivo alla fine di quella battaglia sostenuta da lui e dai suoi camerati per non arrendersi, per non togliersi la camicia nera, per non ammainare la bandiera della Patria e degli Ideali! Glauco Bianchi, rimasto senza munizioni, ha preferito la morte alla resa; ha preferito spegnere la vita, che alla sua età urla la volontà d’essere, ha rinunciato ad un futuro che gli spettava, per testimoniare una FEDE che rappresentava il suo universo e senza la quale la vita, a diciassette anni e mezzo, gli è parsa povera e vuota…! Glauco Bianchi non ha, naturalmente, ricevuto medaglie né citazioni, né ricordo ufficiale; credo anzi che al di fuori di me e di quattro o cinque persone, nessuno oggi sappia che egli sia esistito. Glauco Bianchi ha avuto solamente il dolore orgoglioso e pieno d’amore di sua madre e della mia che la conobbe in quegli anni e ne divenne amica.. Che le poche pagine di questo libro lo ricordino, in ringraziamento del tanto che mi ha insegnato e del tanto che mi ha lasciato in eredità spirituale pur senza conoscermi.
Alessandro Mezzano


Premessa
Questo non è, né vuole essere, un libro come gli altri; non è un romanzo, non è un saggio, non è un libro di storia, non è un'analisi politica. Non è nemmeno un vero libro; a parte la mole modesta, eventualmente lo si può considerare un "libro bianco" nel senso che vuole essere solamente l'esposizione ragionata delle cose che il Fascismo ha realizzato, nel breve arco di ventitré anni dei quali cinque di guerra e due (1929 e 1930) di una spaventosa crisi economica mondiale e quindi non ideali per varare riforme strutturali importanti. Un'esposizione semplice e lineare, priva di enfasi retorica, con un minimo di dati, un minimo di cronistoria ed un accenno alle conseguenze che tali realizzazioni hanno determinato, spesso in modo permanente, nella società Italiana.

È dunque, l'esposizione di una verità oggettiva, determinata e controllabile. Come quasi tutte le cose che si fanno, anche questo libro nasce da un'esigenza pratica, anzi da una motivazione così pressante e consistente da sottoporre chi scrive alla fatica della ricerca, della selezione e del riordino di dati e notizie e della stesura del testo. Sono cinquantotto anni che tutti gli antifascisti, con e se  portato agli Italiani, ma si limitano, i meno acrimoniosi e pregiudiziali, a riconoscere genericamente che : "..qualcosina di buono è stato fatto..". Ebbene noi vogliamo solamente evidenziare come quel qualcosina sia in realtà molto, anzi moltissimo di più di quanto la storiografia ufficiale riconosca e vogliamo fornire ai camerati, ai giovani che non sanno ed ai Cittadini in buona fede, un qualcosa di concreto sia per ampliare le proprie conoscenze personali e farsi un'opinione autonoma e non drogata dalla propaganda, che per sapere fondatamente ribattere ai soliti denigratori in "servizio permanente" in occasione di eventuali discussioni o dibattiti. Vogliamo dimostrare come la gran parte dell'impianto delle Leggi sociali e civili sulle quali ancora oggi si fonda la vita di tutti i lavoratori ed i cittadini Italiani, sia stato costruito durante il ventennio, dal Fascismo, per la precisa volontà di Benito Mussolini. Vogliamo evidenziare come in Italia, le grandi riforme di questo secolo appena trascorso che hanno rivoluzionato in modo significativo e permanente la scuola, l'agricoltura, l'industria, lo sviluppo urbanistico, il mondo del lavoro, il mondo femminile, la giustizia, la società tutta, siano opera della dottrina, della prassi e dell'azione del Fascismo e che le vanterie in questa materia dei comunisti, dei sindacati e della sinistra in genere sono una vera e propria appropriazione indebita causata dal vuoto e dalla sterilità della loro azione sociale….

Per gli increduli, basterebbe rileggere il manifesto che un politicamente angosciato Palmiro Togliatti (con la firma di altri 64 alti esponenti del Partito Comunista Italiano) (Togliatti in camicia nera - Con una Introduzione al “Fascismo rosso”di Carmelo Modica NdR) inviò :".. agli Italiani, alle Camice nere ed ai Fascisti.." nel 1936 per comprendere come l'azione sociale del Fascismo avesse risolto i maggiori problemi degli Italiani ponendo i Comunisti alla disperazione ideologica per la semplice constatazione che i risultati ed il consenso ottenuti dal Fascismo rendevano il comunismo in Italia non solo vinto, ma inutile ! Eccone i passi salienti:
"Al popolo Italiano, ai soldati, alle camice nere, agli ex combattenti e volontari d'Africa: noi abbiamo ragione d'inorgoglirci della nostra storia Patria…….noi Comunisti facciamo nostro il programma Fascista del 1919, che è un programma di pace e di libertà, di difesa degli interessi dei lavoratori. Camicie nere ed ex combattenti e volontari d'Africa, vi chiediamo di lottare uniti per la realizzazione di questo programma…

…..Noi proclamiamo che siamo disposti a combattere insieme a voi, Fascisti della vecchia guardia e giovani Fascisti, per la realizzazione del programma Fascista del 1919 e per ogni rivendicazione che esprima un interesse immediato, particolare o generale dei lavoratori del popolo Italiano. Diamoci una mano, Fascisti e Comunisti, Cattolici e Socialisti, uomini di tutte le opinioni.."
Semmai, l'azione dei sindacati e della sinistra, ha seguito e sviluppato la traccia lasciata dal Fascismo e dalla determinazione di Benito Mussolini, in alcuni casi migliorando ed in altri peggiorando le riforme che, nella sostanza, sono di matrice Fascista. Soprattutto vogliamo che i giovani, cui l'informazione, la scuola e la cultura ufficiali mentono da anni su questo argomento o per falsità o per reticenza o per omissione e comunque senza mai porre a confronto serio la politica sociale del Fascismo con quella dei governi del dopo guerra, possano esercitare il loro spirito critico confrontando i fatti che citeremo con il giudizio globalmente disastroso che l'ufficialità resistenziale e la "Kultura" di sinistra hanno loro fornito, per formarsi loro stessi un personale giudizio basato sui fatti e sui dati oggettivi e controllabili e non sulle chiacchiere! Vogliamo far toccare con mano che quel "qualcosina" ha inciso, ed incide tutt'oggi in modo marcato sulla quotidianità di ciascun Italiano e come ci sia traccia delle riforme e delle Leggi del Fascismo in ogni settore, dalla scuola, alla cultura, al lavoro, all'agricoltura, al sociale, che condizionano positivamente la vita di tutti noi. Vogliamo fornire i dati su cui riflettere per constatare che tutta la politica sociale del Fascismo puntò ininterrottamente verso il riscatto sociale del popolo ponendo l'Uomo come protagonista del mondo del lavoro e come cardine di uno Stato moderno che anteponeva la società umana all'economia e puntava alla partecipazione reale dei Cittadini alla gestione diretta della cosa pubblica. Alla elencazione delle riforme messe in opera dal Fascismo, i detrattori più sprovveduti e superficiali obiettano che esse sono avvenute quasi per un automatismo inevitabile a causa del progredire dei tempi e che quindi il Fascismo sarebbe stato solamente il notaio involontario di tali avvenimenti. A parte la pochezza di una tesi indimostrabile che, come tale, evidenzia la malafede ed il pregiudizio di un tentativo poco intelligente di negare l'evidenza, basterebbe la mole, l'importanza e la brevità dei tempi occorsi alle riforme per dimostrare che queste sono avvenute non a caso, ma per la ferma volontà di Benito Mussolini e di tutto il Fascismo, stante anche la loro perfetta coerenza con la dottrina del Partito Nazionale Fascista! In altri Paesi tali riforme sono avvenute non sempre, spesso non tutte e mai in un così breve arco di tempo ! Se mai è documentabile da scritti, dichiarazioni ed atti di personaggi di primo piano della politica, della religione della letteratura e dell'arte mondiali come, in quegli anni, il mondo ci osservasse, ci invidiasse e ci copiasse….
Alcuni giudizi per tutti: 
"Il Duce è uno statista di primissimo ordine, completamente disinteressato" 
Mahatma Gandhi  -

Il gran Mufti di Gerusalemme proclama ( 1938) Mussolini "difensore dell'Islam" e gli consegna la simbolica spada dell'Islam.
"..sono certo che per causa sua e delle idee che lui ha, il marxismo sarà un giorno battuto e definitivamente rovinato.." 
Vladimir Ulianov, detto Lenin  - 
"..con la morte di Mussolini, scompare un grande uomo politico cui si deve rimproverare di non aver messo al muro i propri avversari politici.." 
Josip Vissarianovich detto Stalin -
"..così finirono i ventuno anni della dittatura di Mussolini in Italia durante i quali egli aveva salvato il popolo Italiano dal Bolscevismo per portarlo in una posizione in Europa quale l'Italia non aveva mai avuto prima.."
Wiston Churcill -
"..Mussolini è il grande legislatore dei nostri tempi. Le leggi del Duce e dei suoi fedeli sono una pietra miliare nell'evoluzione mondiale.." 
Antony Eden - fautore delle sanzioni 
 "..sono rimasta davvero ammirata dal modo come (Mussolini) concepisce e risolve i maggiori problemi del giorno.." 
E. Delano Roosvelt -
"..sappiate amare questo vostro meraviglioso fratello che protegge il vostro avvenire.. pensate che per l'Italia egli è tutto.." 
- R. Kiplyng - agli Italiani
"..il popolo aderisce a Mussolini perché lo considera indispensabile.." 
George Bernard Shaw -
" non credo che in Europa vi siano uomini eccezionali come Mussolini.." 
Stanley Baldwin - primo ministro Britannico
"..il bene che Mussolini ha fatto all'Italia è, malgrado tutto, incommensurabile.." 
Claude Ferrère - Accademico di Francia 
"..se dovessi sintetizzare il mio pensiero col minor numero di parole non troverei che queste: Mussolini è unico.." 
Richard Strauss -
"..non credo che alcuno abbia per Mussolini una venerazione maggiore della mia.."
 - Igor Strawinsky - 
"..Mussolini è la più grande figura della nostra età e probabilmente dominerà il XX° secolo.." 
H.S. Harmswort - Lord Rothermere

Ma, al di là delle opinioni, seppure suffragate da prove, lasciamo la parola ai fatti: Quello precedente è un elenco, frammentario ed incompleto, ma significativo, delle principali Leggi, riforme ed opere che furono realizzate dal Fascismo e che cambiarono il volto della società Italiana ottenendo al regime ed a Benito Mussolini quel consenso popolare quasi totale che oggi la cultura e la storiografia ufficiali si affannano a disconoscere o comunque a sminuire, ma che chiunque ha vissuto quei tempi e non è in malafede, conosce bene e non può negare! Di proposito, i commenti e le opinioni sono ridotte al minimo indispensabile per facilitare la comprensione dei precedenti e dell'ambientazione, mentre si è cercato di lasciare lo spazio maggiore alla sostanza ed alla concretezza dei provvedimenti in modo che ciascuno sia libero di farsi una personale opinione e di trarre le proprie conclusioni in modo autonomo, in base alla propria capacità di giudizio critico.

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