Descrizione

In questo blog si vuole commentare ed analizzare l'attualità e la storia ma sopratutto scoprire ed evidenziare le ipocrisie, le falsità ed i soprusi di questo mondo appunto ormai impossibile da vivere.

“La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi”. Honorè de Balzac

Contra factum non valet argumentum”

giovedì 5 maggio 2016

Donald Rumsfeld, USA 2006: Urge Nuovo Attacco Terroristico ... Molto di più che indizi sull'11 settembre Inside Job


ECCO GLI INDIZI CHE PROVANO LE
MENZOGNE DEL GOVERNO AMERICANO

SUL TERRORISMO IN AMERICA


L'ATTACCO ALLE TORRI GEMELLE FU UN FALSE FLAG?



L'articolo come potete vedere è datato, certi link non sono più attivi ma i fatti sono veri e ben conosciuti negli USA come confermato dal sonoro delle intercettazioni allegato.
Come si evince dall'articolo è scontato che l'11 settembre sia stato un lavoro interno come scontato è che nè il congresso nè la magistratura mai si attiveranno in questo senso, come era ovvio.
La cosa relativamente enigmatica a mio parere resta l'atteggiamento delle persone, personalmente come ho sempre detto la sera stessa mi sono reso conto dell'inganno e da allora ricerco in queste questioni, i casi sono due per chi nega l'ovvio, la versione ufficiale

è una truffa eclatante, come per tutti gli altri casi simili, tralasciamo media e servi del potere che ovviamente fanno il loro sporco lavoro, in malafede, ma tutti gli altri che appunto o sono in malafede altrimenti sono completamente decelebrati, quindi in tutti e due i casi in una società che avesse nel suo DNA i geni per l'autodifesa e la sopravvivenza andrebbero rinchiusi, i primi ai lavori forzati per favoreggiamento in "crimini contro l'umanità", i secondi per grave pericolo per loro e per gli altri, semplicemente perchè come ben sappiamo il gioco è dividerci per poter continuare ad agire indisturbati con effetti devastanti, un esempio credo sia ben illustrato quì: LA TRUFFA ECLATANTE IN CUI VIVIAMO E LA TECNOLOGIA CI DISTRUGGERANNO.
Pare anche evidente alla lettura, se mai ce ne fosse stato bisogno che non la smetteranno mai, e che il problema non siano quattro squilibrati psicopatici ma le due categorie sopra illustrate, facciamo due bei Parchi Nazionali e li mettiamo a lavorare lì come se fossero liberi ma che non possano venire a contaminarci ulteriormente e poi procediamo con una bonifica del restante che a quel punto avverrebbe in automatico senza troppa fatica ...
Arturo Navone
di Claudio Prandini
20 maggio 2008
Brani scioccanti tratti da registrazioni confidenziali recentemente diffuse in osservanza del "Freedom of Informational Act", mostrano - con tanto di sonoro - il precedente Segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld, che parla con un analista militare di alto livello sul come riuscire a rimettere in funzione lo stagnante programma politico dei Neo-Con, grazie all'aiuto di un ulteriore attacco terroristico all'America. Confessioni che la stampa italiana non pubblicherà mai, ma che una parte della stampa americana ha già iniziato a pubblicare. Un esempio lo si può vedere qui.
INTRODUZIONE 
Il 20 maggio 2008 l'Agenzia di stampa Adnkronos ha rilanciato questa notizia proveniente da Gerusalemme:
"Il presidente americano George Bush vuole attaccare l'Iran nei prossimi mesi, prima della fine del suo mandato, secondo quanto hanno riferito funzionari del governo israeliano alla radio dell'esercito. A quanto racconta una fonte, un alto esponente dell'entourage del presidente ha riferito durante un incontro riservato che Bush e il vice presidente Dick Cheney sono dell'opinione che serve un'azione militare. Tuttavia "l'esitazione del segretario alla Difesa Robert Gates e del segretario di Stato Condoleezza Rice" impedisce all'amministrazione di Washington di decidere il lancio di un attacco contro la Repubblica islamica". (fonte)
Il guaio è che bombardare l'Iran significa bombardare soprattutto le sue centrali atomiche, il che vuol dire provocare un'ecatombe radioattiva simile a quella di una guerra nucleare, con migliaia e migliaia di morti e terre contaminate per secoli. A Washington perfino i militari sono preoccupati per quello che potrebbe accadere proprio a cavallo delle elezioni presidenziali: "Saremo messi alla prova..." (fonte). A ben vedere Bush e Cheney potrebbero scegliere uno stratagemma per aggirare le resistenze insite nella stessa compagine del governo americano verso un eventuale attacco all'Iran, cioè usare un "false flag". False flag invocato dallo stesso ex segretario alla difesa Donald Rumsfeld durante una intercettazione ambientale, nella quale invocava un grosso attentato in America per piegare l'opinione pubblica americana alla politica aggressiva dei Neo-Con.

In tal senso, un probabile false flag tra agosto e novembre, otterrebbe due risultati simultanei:
a) evocare l'Iran come supremo nemico dell'occidente e quindi degno di essere bombardato, come del resto si è fatto a suo tempo con Saddam attraverso prove false;
b) fare in modo che il candidato repubblicano Mc-Cain (attualmente al 27-30%) possa intercettare il sentimento patriottico dell'americano medio messo di fronte ad un attentato di grandi dimensioni sul suolo patrio. Non solo tra agosto e novembre sarà il periodo più delicato, ma già da adesso le agenzie danno notizie di tentativi di false flag americani per cercare di coinvolgere nella tensione medio orientale anche i russi (fonte). Comunque sia, a Washington ora sono in molti a ritenere che la Casa Bianca ha in serbo una «october surprise»: ottobre è la data canonica in cui, in USA, il presidente uscente compie qualche atto clamoroso per favorire il suo partito. A questo quadro già preoccupante di per sé si aggiunga il fatto che organizzazioni bianche razziste (che in genere votano repubblicano) non vedono di buon occhio un probabile Presidente di colore, ed è per questo che Obama è sempre più costretto a vivere sotto forte scorta armata...

Ma cos'è un false flag e com'è nato questo termine?
"Le operazioni False flag, o operazioni sotto falsa bandiera, sono operazioni segrete condotte da governi, grandi compagnie, e sono progettate per apparire come condotte da altri enti e organizzazioni. Il nome deriva da 'false' e 'flag', ossia bandiera falsa. L'idea è quella di 'firmare' una certa operazione per così dire "issando" la bandiera di un altro stato o la sigla di un'altra organizzazione. Un'operazione 'false flag' può vedersi come la versione in grande, strategico-politica, di un falso d'autore. Le operazioni false flag non si limitano alle operazioni belliche e di contro-insorgenza, e sono state utilizzate anche in tempi di pace, per esempio, nel periodo italiano della strategia della tensione... Nelle guerre navali, questa pratica era considerata accettabile a patto che si abbassasse la falsa bandiera e si issasse la bandiera nazionale appena prima di entrare in battaglia. Navi da crociera ausiliarie avevano operato in tal modo in entrambe le guerre mondiali. Le navi inglesi erano famose per questo comportamento, che la Germania usò come scusa per la sua guerra sottomarina senza limiti... Gli attacchi terroristici possono essere di fatto operazioni sotto falsa bandiera.

Nell'Operazione Susannah (altrimenti nota come Affaire Lavon) nel 1954, 13 ebrei egiziani che lavoravano per l'intelligence militare israeliana fecero saltare possedimenti americani e britannici ad Alessandria d'Egitto e al Cairo. L'obiettivo era quello di impedire ogni avvicinamento fra Nasser e le potenze occidentali spingendole a credere che i nazionalisti egiziani fossero responsabili di questi attacchi terroristici... In Francia, il movimento di azione e difesa Masada, presunto gruppo sionista, in realtà era un gruppo terroristico neofascista che sperava di accrescere la tensione fra gli arabi e gli ebrei in Francia. Le tattiche sotto falsa bandiera erano state impiegate anche nella guerra civile algerina, a partire dalla metà del 1994. Gli squadroni della morte si travestivano da terroristi islamisti e commettevano attacchi sotto falsa bandiera. Tali gruppi includevano la OJAL o la OSSRA (organizzazione segreta per la salvaguardia della Repubblica algerina). Il terrorismo sotto falsa bandiera è una pratica il cui uso è stato proposto da alti ufficiali statunitensi nel famoso documento di Operazione Northwoods, dove si propone di creare gruppi terroristici cubani sotto falsa bandiera per far commettere loro crimini in USA contro immigrati cubani, da imputare poi ai castristi e a Cuba in generale. Tale operazione false flag faceva parte del piano Northwoods per trovare un casus belli per invadere Cuba...." (Da Wikipedia).
Per approfondire questi casi noti Oggi teorie del complotto, domani verità: la storia non perdona ... (NdR)
Come si può facilmente capire la realtà non è spesso come sembra essere o com'è propagandata dai media di massa ridotti, a volte, ad essere il megafono dei potenti...

"UN ATTENTATO TERRORISTICO POTREBBE

RIMETTERE IN MOTO IL PROGRAMMA NEO-CON"


Da una conversazione su temi politici fra il precedente Segretario alla Difesa ed un analista militare : "Il Rimedio a ciò è... un attacco"
Fonte web - PrisonPlanet.com

Brani scioccanti tratti da registrazioni confidenziali recentemente diffuse in osservanza del Freedom of Informationa Act, mostrano il precedente Segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld, che parla con un analista militare di alto livello sul come riuscire a rimettere in funzione lo stagnante programma politico dei Neo-Con grazie all'aiuto di un ulteriore attacco terroristico all'America.

La registrazione comprende anche una conversazione nella quale Rumsfeld e l'analista militare concordano sulla possibile necessità di installare in Iraq una dittatore brutale che faccia gli interessi degli Stati Uniti.

Le registrazioni sono state diffuse come parte di una indagine sul programma del Pentagono "forza di moltiplicazione dei messaggi" nel quale degli analisti militari di alto livello sono stati pagati per propagandare, sui media ufficiali, la guerra all'Iraq.

Alla cena di addio in onore di Rumsfeld, tenutasi il 12 dicembre 2006, erano presenti tra gli altri David L. Grange, Donald W. Sheppard, James Marks, Rick Francona, Wayne Downing, e Robert H. Scales.

La dichiarazione più straordinaria si è avuta quando il Generale Michael DeLong, rammaricandosi che al Congresso si fosse ridotto il sostegno ai piani di guerra dei Neo-Con, ha suggerito che il gradimento per i piani dell'amministrazione Bush si sarebbe potuto ottenere solo in conseguenza di un nuovo attacco terroristico.

Rumsfeld ha concordato sul fatto che l'impatto psicologico dell'11 settembre stesse svanendo e che gli "schemi comportamentali" dei cittadini, tanto in America quanto in Europa, suggerissero che non siano preoccupati dalla minaccia terroristica.

DeLong : "Politicamente, fino a che non si verificherà [un attacco terrorista] non raccoglierete consenso".
Rumsfeld : "Questo è quello che stavo per dire. Questo Presidente è vittima del suo successo. Non abbiamo avuto più un attacco in cinque anni. In questa società la percezione della minaccia è così bassa che non c'è da stupirsi che i modelli di comportamento riflettano un assetto da bassa minaccia. Lo stesso in Europa, c'è una percezione di bassa minaccia. La correzione a ciò, ritengo, passi per un attacco. Quando si verificherà, allora ognuno sarà caricato per un altro [ non si capisce ] ed è una vergogna che noi non si abbia la maturità di riconoscere la serietà delle minacce.. la loro letalità... la carneficina che può essere imposta alla nostra società è così reale, attuale e seria, che sapete come noi lo si abbia compreso, ma la società, più ci si allontana dall'11 settembre, meno... sempre meno..."
Clicca qui per il file audio.

In un successivo passaggio, dopo aver sussurrato che i commenti sono "fuori dalle registrazioni", Rumsfeld e l'analista militare concordano che in Iraq si potrebbe usare uno "Syngman Rhee", per prenderne il controllo. Syngman Rhee è stato lo spietato ed autoritario dittatore che ha dominato la Corea del Sud da dopo la Seconda Guerra Mondiale alla Guerra di Corea del 1960. Ma se l'invasione dell'Iraq aveva a che fare con il liberare gli iracheni da un tirano di nome Saddam Hussein, perchè Rumsfeld stava parlando di insediare un dittatore ancora più tirannico?
Clicca qui per il file audio.

L'ammissione di Rumsfeld, che per correggere il calo di consenso verso la crociata Neo-Con-imperialista è opportuno un ulteriore attacco terrorista, è forse l'indicazione più inquietante ed evidente che l'11 settembre è stato un affare interno.
Quante altre prove ci occorrono per avere la certezza che la gerarchia Neo-Con, al controllo del Governo degli Stati Uniti, stia istigando e manovrando il terrore nel perseguimento dei propri programmi, interni all'america ed esterni sul mondo?

Come ha scritto oggi Jerry Mazza:
"Nei sette anni successivi a quel giorno, prove risolutive e via via crescenti dimostrano, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il Governo degli Stati Uniti, al comando dell'amministrazione Bush, ha pianificato, orchestrato ed eseguito l'operazione dell'11 settembre, lo ha fatto in prima persona e facendo in modo che venisse attribuito ad altri [ libera traduzione del letterale "falsa bandiera", "false flag", ndt ]. Come apertamente sostenuto in numerose opere delle elite, dal Progetto per il Nuovo Secolo Americano ( PNAC), del quale Rumsfeld era membro, allo Zbigniew Brzezisnki di La Grande Partita a Scacchi, solo un attacco "in stile Pearl harbor" potrebbe, per usare le parole di Brzezinski, spingere il popolo americano a sostenere una "mobilitazione imperialista" ed una guerra mondiale."
Collocando opportunamente queste nuove prove, che accusano Rumsfeld per azioni correlate all'11 settembre e rivelate prima di esso, la sua colpa risulta ora chiara ed ovvia. Ricordiamo che fu Rumsfeld che scrisse di suo pugno entusiasticamente la nota "Andate Giù Duro", nella quale dichiarava, pieno di gioia, che finalmente l'amministrazione Bush aveva il semaforo verde per uccidere :
"Non solo UBL (Usama bin Laden). Andate Giù Duro. Ripuliteli via tutti. Che c'entrino o no".
La bramosìa di un nuovo attacco terroristico volto ad intruppare le masse al seguito del programma dei Neo-Con è un feticcio condiviso fra i Neo-Con, siano essi politici, studiosi od accademici.

L'anno scorso ad agosto Stu Bykofsky, redattore del Philadelphia Daily News, invocò apertamente
"un nuovo 11 settembre" che "avrebbe aiutato l'America a" ripristinare un "senso comune di oltraggio ed a reagire come nazione".
Il Tenente Colonnello Doug Delaney, capo del programma di studi di guerra al Royal Military College di Kingston, ha riferito lo scorso luglio al Toronto Star che:
"La chiave per indurre l'Occidente ad agire è un altro attacco terrorista tipo 11 settembre o tipo attacco alla metropolitana di Londra, di due anni fa."
Lo stesso sentire è stato apertamente espresso in un appunto GOP del 2005, che augurava nuovi attacchi che avrebbero "convalidato" la guerra al terrore condotta dal Presidente e "ripristinato la sua immagine come capo del popolo americano".

Sempre nel luglio 2007, Rick Santorum, già Senatore Repubblicano, suggerì che una serie di "sfortunati eventi ", leggasi attacchi terroristi, si verificassero entro l'anno successivo al fine di modificare la percezione che gli americani hanno della guerra.

Il mese prima, il nuovo Presidente del Partito Repubblicano dell'Arkansas, Dennis Milligan, aveva detto che "per far guadagnare nuovamente a Bush l'appoggio del popolo americano, occorrevano nuovi attacchi terroristi sul suolo americano".

Commenti inviati sul sito dell'Huffington Post - orientato a sinistra - in risposta alla registrazione di Rumsfeld, indicano che anche i più smaliziati fra i negazionisti della cospirazione si sono sentiti sbandare nelle loro convinzioni più profonde a causa delle ammissioni del precedente Segretario alla Difesa.
"Sono stato un fiero e leale oppositore delle teorie della cospirazione " ha scritto un lettore, "ma ascoltare l'uomo che è incaricato più di tutti di proteggere le vite dei cittadini americani mentre ragiona pacifico sul fatto che un attacco riuscito contro gli USA sarebbe in qualche modo una "cura" per noi... mi fa quasi desiderare di farmi un cappellino con tutte le cretinate che mi son bevuto".

PROSPETTIVE DI POSSIBILI ATTACCHI


Articolo del Cap. Erich. May, ex ufficiale dell’intelligence militare e funzionario di relazioni pubbliche, così come ex editorialista per la NBC. La sue analisi politiche e militari sono state pubblicate da The Wall Street Journal, dallo Houston Chronicle e dal Military Intelligence Magazine. 23 febbraio 2008

Le tre principali città bersaglio americane
Il modo più facile per realizzare un attacco “false flag” [‘sotto falsa bandiera’, un attacco concepito per farne ricadere la colpa su un proprio nemico n.d.r.] è quello di preparare un esercitazione militare che simula il vero attacco che si vuole realizzare. Come descriverò di seguito ciò è esattamente come i responsabili di governo americani e inglesi hanno gestito gli attacchi terroristici dell’11/9 e del 7/7 che in realtà erano attacchi organizzati dal governo per i quali sono stati incolpati i terroristi.

Sebbene la mia salute cagionevole non mi consente di lavorare a pieno ritmo nell’ambito degli attentati false flag come sono solito fare, la necessità di editori indipendenti e funzionari dei servizi segreti fratelli mi hanno suggerito di scrivere questo testo. Sarà breve per quei lettori che non hanno molto tempo, ma inserirò inestimabili link per quelli che vorranno approfondire e conoscere meglio.

Il mio aiuto, in quanto ex funzionario dei servizi segreti militari che ha passato 5 anni con la 75ma divisione dell’esercito americano a dirigere giochi militari di guerra, è per convincere gli americani che "il prossimo 11/9" - perennemente annunciato dai funzionari governativi e dai media - sarà probabilmente realizzato sotto forma di esercitazione militare. Se gli americani sono consapevoli delle esercitazioni in programma e della loro pericolosità, allora queste ultime non andranno in diretta ad influenzare gli eventi terroristici reali contro i quali queste esercitazioni sono simulate.


Esercitazioni militari
Per entrambi gli attacchi, dell'11/9 negli Stati Uniti e del 7/7 in Gran Bretagna, ci sono prove evidenti che dimostrano come quelle stragi non furono organizzate da terroristi stranieri ma da tiranni domestici. I governi di entrambi i paesi stavano conducendo esercitazioni che stavano simulando gli stessi episodi che poi si verificarono.

La commissione americana sull’11 settembre si è imbattuta in prove schiaccianti di tradimento da parte di Dick Cheney quando la stessa interrogò il Segretario ai Trasporti, Norman Mineta, che era presente nel noto comando bunker di Cheney quando il volo 77 volava attraversando Washington D.C. Cheney era al centro delle esercitazioni militari nazionali che simulavano il dirottamento di aerei americani da parte di terroristi – quando dirottamenti stavano avvenendo nella vita reale. Il 23 maggio 2003 il Segretario Mineta testimoniò:
“durante il lasso di tempo in cui l’aeroplano stava raggiungendo il pentagono c’era un giovane uomo che entrava e diceva al vicepresidente: “l’aereo è lontano 50 miglia”.“L’aereo è lontano 30 miglia” e poi fino a “l’aereo è lontano 10 miglia” quando il giovane chiese anche al vicepresidente: “Gli ordini sono confermati?” Ed il vicepresidente si girò e disse: “certo che lo sono. Hai avuto notizie contrarie al riguardo?”
Il co-presidente della commissione Lee Hamilton non seguì la rivelazione bomba e velocemente cambiò argomento. Grazie a Youtube, la sconvolgente rivelazione di Mineta e l’emozionata reazione di Hamilton sono visibili in un video di 3 minuti.


Nel caso delle bombe del 7/7 nelle stazione di Londra, ci sono delle prove dello stesso giorno da un intervista alla BBC (Il video su youtube) dell' ex agente anti-terrorismo di Scotland Yard, Peter Power 
(crisis management specialist), che era assunto con relativo contratto per delle esercitazioni governative: 
Power: “Alle 8 30 di questa mattina stavamo proprio facendo a Londra, per una compagnia di più di mille persone, un’esercitazione basata sulla simultanea esplosione di bombe esattamente nelle stazioni ferroviarie dove sono realmente accadute questa mattina, infatti ho ancora i capelli dritti e la pelle d’oca”.
Giornalista BBC: “giusto per essere chiari: voi stavate realizzando un’esercitazione per vedere come avreste reagito a ciò e ciò avvenne per davvero durante l’esercitazione?”
Power: “esattamente!”
Principali media.
Non vale la pena di dire che delle inchieste serie dei media avrebbero velocemente scoperto i fatti che dimostrano l’alto tradimento nei casi dell’11/9 e del 7/7. Ed è fuori dubbio che, sfortunatamente, i traditori che stanno dietro questi attacchi false flag lo sanno molto bene e non avrebbero mai fatto ciò che hanno fatto senza l’ok di media collaborazionisti.

I tre palazzi del World Trade Center crollarono a New York l’11/9 2001 : WTC1 e WTC2 (le torri gemelle) durante il mattino, e WTC7 (il palazzo Salomon) alle 5.20, (orario dell’East Coast). Dato che i tre palazzi, era stato detto dalle fonti ufficiali, crollarono inaspettatamente, non c’è una valida ragione, tranne che la complicità nel fatto, per spiegare come mai la BBC riporta il collasso del WTC7 20 minuti prima che avvenisse.

Fox News si pentì di aver annunciato il crollo del WTC7 in anticipo – mostrando anche immagini della città di New York col palazzo ancora in piedi. Pochi secondi dopo il palazzo crollò, confondendo comprensibilmente i telecronisti.

Il proprietario di tutti e tre gli edifici era Larry Silverstein, che aveva da poco duplicato il valore assicurativo delle torri gemelle. Il fortunato Larry a sorpresa in un intervista alla PBS ha affermato che lui insieme al dipartimento dei vigili di New York avevano deciso per una demolizione controllata del WTC7. Dal momento che i grattacieli non sono minati per la demolizione – a meno che qualcuno non intenda demolirli - l’affermazione di Silverstein è l’ammissione che il 9/11 fu un lavoro dall’interno.



“La nobile bugia”
Io credo che l’importanza dei 5 filmati di youtube sopra citati ed una investigazione oggettiva fornirebbero prove più che sufficienti del coinvolgimento di Bush e Cheney e dell’accusa di alto tradimento, abbastanza per convocare un gran giurì che incriminerebbe per alto tradimento Larry Silverstein ed altri presunti collaboratori all’11/9. Credo che gli americani, se gli fossero presentati come un'unica notizia al telegiornale i 5 video di youtube, domanderebbero che il caso di alto tradimento fosse portato avanti fino alla sua logica conclusione.

Il Congresso comunque non accuserà il presidente. I principali media, per i quali anche io ero solito scrivere, non investigheranno né daranno notizia della storia. Le forze armate che furono usate come uno strumento per il massacro di massa di cittadini americani non si muoveranno contro i traditori in uniforme che sapevano perfettamente quello che stavano facendo l’11/9, o tutti gli altri stupidi in uniforme che credevano di star facendo delle esercitazioni militari fino a quando non si ebbe l’11/9. Ad oggi non c’è stata alcuna azione – che richiederebbe investigazione e valutazione - contro alcun militare coinvolto in quello che gli stessi apologeti di governo definiscono il più grosso fallimento della difesa nella storia americana. Ciò mostra che l’inganno viene da dentro e che noi ci siamo dentro.

Alti funzionari, direttori di media e ufficiali dell’esercito che hanno il dovere per legge e per etica di servire il popolo americano sono diventati dei tipici esempi di una grande cospirazione. Dal loro loro punto di vista sono storici attori che vanno oltre il bene ed il male, che devono invogliare il popolo americano ad avventure geostrategiche in realtà non necessarie. Per loro il resoconto ufficiale dell’attacco terroristico dell’11/9 è un po’ ciò che Platone definisce come “nobile bugia”, una falsità necessaria che viene detta ad un pubblico infantile per poterlo dirigere in maniera matura. La semplice verità è che l’11/9 ha giustificato il tentativo di appropriarsi e controllare l’ ultima risorsa geostrategica: il petrolio. Colui che controlla il medio oriente controlla il mondo.

Le tre principali città bersaglio americane
Lo scorso anno ho pubblicato “Il prossimo 9/11, estate 2007?” come risposta allo stesso tipo di richieste che mi hanno spinto a pubblicare questo articolo come suo aggiornamento del 2008. Nel 2007 le tre città più probabili per il prossimo 11/9 erano Houston, Chicago e Portland. Quest’anno le stesse tre città sono ancora in grosso pericolo, in virtù del fatto che l’esercito americano ha indicato Texas, Indiana e Oregon come tre dei quattro stati bersaglio nella edizione 2008 delle esercitazioni militari “Noble Resolve”. Naturalmente Chicago è in Illinois e non in Indiana, ma l’Indiana è molto vicino, ed è stata usata come luogo di esercitazioni antiterroristiche condotte negli scorsi anni.

Potrebbe sorprendere delle persone che non hanno una formazione militare che le stesse città restano nella lista anche se analisti come me ne hanno ampiamente parlato. Ci sono considerevoli difficoltà nel coordinare gli attori politici, di polizia, militari e mediatici necessari a supportare un attacco false flag. Mentre molti del movimento “verità sull’11/9” credono che le forze militari nazionali possano con semplicità colpire qualsiasi città in qualsiasi momento, ringraziando Dio non è cosi facile. Per fortuna ciò significa che quelli di noi che studiano prospettive di attacchi false flag e si focalizzano su bersagli molto probabili; con rammarico ciò significa che le città obiettivo non possono prendere fiato facilmente solamente perché hanno individuato, esposto e preventivato un singolo tentativo di attacco sotto falsa bandiera.

Qui c’è una breve analisi delle 3 città obiettivo:
Obiettivo primario: Houston. Durante gli scorsi 4 anni veterani dell’esercito e della polizia come me hanno allertato il pubblico sulle esercitazioni militari con obiettivo la distruzione nucleare della zona petrolifera di Houston. Cinque volte in questi 4 anni siamo stati capaci di prevedere, con l’errore massimo di un giorno, le esplosioni petrolchimiche in queste zone. Le stranezze di questo tipo di precisione sono astronomiche. In quanto grande centro petrolifero e residenza della famiglia Bush, Houston resta la città più in pericolo dell’America. Qualsiasi gruppo patriottico come il mio che prova ad allertare la propria città per un attacco false flag dovrebbe leggere il mio recente articolo: “La bomba atomica del 31-1: prova per Ron Paul” che parla del successo nello sventare un attacco contro Texas City nel 2006.

Sears Tower a Chicago, la prossima?
Secondo obiettivo: Chicago. Mentre Houston è la città più in pericolo, il palazzo più in pericolo - il miglior candidato ad essere il prossimo World Trade Center - è la Sears Tower. Fonti ufficiali lo hanno da sempre preannunciato, dall’attacco dell’11/9, quando dissero che era sulla lista di al Qaeda. Larry Silverstein, che acquistò le torri gemelle 2 mesi prima dell’11/9 era a capo del gruppo che acquistò la Sears Tower l’11 Marzo 2004, il giorno delle bombe a Madrid. Funzionari federali hanno indicato Chicago e la sua Sears Tower poiché Al Qaeda la punta come bersaglio sin dall’attacco del’11/9 e ha sempre ripetuto la minaccia. Nel maggio del 2006 il governo programmò esercitazioni segrete a Chicago come quelle dell’11/9, mentre il sindaco di Chicago Daley era stato convenientemente mandato in Israele per la sua prima visita in quel luogo. Io mandai un comunicato ampiamente letto al governatore dell’Illinois Blagojevich come tentativo riuscito di sventare il pendente attacco false flag.

Terzo obiettivo: Portland. Portland, chiamata “Piccola Beirut” dai fratelli Bush a causa della sua ostilità a Bush 41 e Bush 43, fa parte della mia lista dei tre primi obiettivi dalla scorsa estate, quando fu disegnata come obiettivo di attacchi nucleari da successive esercitazioni Noble Resolve e TOP OFF. Il linguaggio di un comunicato stampa ufficiale lo afferma chiaramente:
“Noble Resolve si coordinerà con funzionari in Oregon per simulare un attacco nucleare a Portland”.
Nel corso di ricerche che stavo facendo per una serie di articoli che ho scritto sulla città e le esercitazioni in essa svolte, scoprii che Stanford e Harvard avevano preparato una mappa dettagliata dei danni nucleari, che i comandi dell’esercito e la Guardia Nazionale stavano raccontando storie differenti su cosa quelle esercitazioni stavano tentando di fare e che The Oregonian, giornale di Portland, stava facendo tutto quello che poteva per evitare investigazioni sulle paurose anomalie. Non ero per nulla sorpreso che l’ultimo giorno di esercitazioni trovai il direttore della Sicurezza Nazionale Michael Chertoff in downtown a Portland, che fu chiusa per un atteso attacco bomba. Per una diversa prospettiva professionale su quanto grande sia stato, e forse sarà ancora, il pericolo io rimando i lettori alle analisi del mio collega, maggiore William B. Fox (USMC)

La centrale nucleare di Isfahan in Iran è tra gli obiettivi israelo-americani

SARÀ UN "FALSE FLAG" A
SCATENARE L'APOCALISSE?


Non dimentichiamo che i bersagli principali delle bombe americane o israeliane saranno le centrali nucleari iraniane, quindi con una potenzialità di ricaduta radioattiva da ecatombe per tutta la regione mediorientale e anche oltre.

GERUSALEMME: Gli Stati Uniti ed Israele concordano sul bisogno di una "azione tangibile" contro l'Iran. Il portavoce del Primo Ministro Ehud Olmert ha così parlato dopo la visita del Presidente americano George W. Bush:
"La pensiamo allo stesso modo. Entrambi vediamo la minaccia... ed entrambi comprendiamo che è necessaria una azione tangibile per impedire che gli iraniani procedano verso un'arma nucleare".
ha detto Mark Regev, portavoce di Olmert, venerdì.

Regev ha definito come "positivi" gli sforzi diplomatici condotti per esercitare pressioni sull'Iran, ma ha aggiunto :
"Chiaramente non bastano, è chiaro che devono essere compiuti passi ulteriori".
Richiesto sull'uso dell'opzione militare, Regev ha detto :
"I capi di stato di molte nazioni hanno parlato di molte ipotesi sul tavolo e, naturalmente, Israele è d'accordo".
Bush, in un discorso tenuto giovedì alla Knesset di Israele, ha aumentato il livello della sua retorica verso Teheran affermando che le forti richieste di colloqui con il Presidente Mahmoud Ahmadinejad erano paragonabili alle "concessioni" fatte ad Adolf Hitler prima della Seconda Guerra Mondiale.

Bush ha garantito che Washington sarà al fianco di Israele nel contrastare le ambizioni nucleari dell'Iran, aggiungendo che sarebbe "imperdonabile" se si permettesse a Teheran di avere la bomba. 

L'Iran ha detto che non fermerà l'arricchimento dell'uranio, che sostiene serva solo alla produzione di energia. In un distinto incontro venerdì, gli Stati Uniti hanno detto che firmeranno un accordo con l'Arabia Saudita per aiutare quel regno a sviluppare energia nucleare di pace.
APPROFONDIMENTI



Il già Governatore [del Minnesota, ndt] Jesse Ventura, nel suo scetticismo sull'11 settembre, oggi è andato avanti come non mai quando, durante l'Howard Stern Show, ha dichiarato il suo timore che elementi del Governo americano abbiano portato avanti l'attacco, ha detto :
"Detesto avere il timore... che ci sia la possibilità si sia trattato di una cosa che abbiamo fatto a noi stessi".
Un false flag per coinvolgere i russi nel conflitto iraniano

Eppur qualcosa si muove...


Scrivendo la recensione del libro "La Fabbrica del Terrore - Made in USA" Robert D. Steele ha scritto:
"Con gran rammarico, concludo che questo libro di Tarpley è il più forte tra gli oltre 770 libri da me recensiti su Amazon, quasi tutti di saggistica. Devo concludere chel’11/9 è stato come minimo lasciato accadere come casus belli […]. Questo libro è, senza dubbio, il principale testo di riferimento moderno sul terrorismo di Stato, e anche il testo dove si suggerisce nel modo più puntuale che gli elementi canaglia nel governo USA […] sono i più colpevoli di terrorismo di Stato […] È innegabile che il Governo USA ha voluto uccidere i suoi stessi cittadini e ha voluto costruire attacchi per mobilitare l’opinione pubblica".
Robert D. Steele, ex alto ufficiale della Marina USA e spia della CIA, da sempre repubblicano, imprenditore e teorico dell’Intelligence e docente alla Marine Corps University.
È recensore n. 1 della non-fiction di Amazon.com (NdR)


Fonte  parrocchie.it
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