Descrizione

In questo blog si vuole commentare ed analizzare l'attualità e la storia ma sopratutto scoprire ed evidenziare le ipocrisie, le falsità ed i soprusi di questo mondo appunto ormai impossibile da vivere.

“La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi”. Honorè de Balzac

Contra factum non valet argumentum”

venerdì 8 gennaio 2016

LA TRUFFA ECLATANTE IN CUI VIVIAMO E LA TECNOLOGIA CI DISTRUGGERANNIO

Centrali europee

“Se un popolo si aspetta di poter essere libero restando ignorante, spera in qualcosa che non è mai stato e che mai sarà”  President Thomas Jefferson
“Schiavo è chi aspetta qualcuno che venga a liberarlo.” Ezra Pound
 "Da una parte ci lamentiamo di come i posti di lavoro siano sempre più scarsi e di come tutto sia sempre più inquinato; dall’altra parte diamo soldi e diffusione proprio alle tecnologie che eliminano il lavoro e causano l’inquinamento. Quando si parla di schizofrenia".
di Arturo Navone
E non è la sola schizofrenia, questo articolo vuole andare a descrivere la truffa, la follia ed i paradossi in cui viviamo, vero è che le decisioni sono prese da un piccolissimo gruppo di persone ma è anche vero che per un motivo o per un altro, per superficialità, per negligenza, per ignoranza, per manipolazione, per opportunismo, per mancanza di coraggio e così via, ne siamo assolutamente complici e quindi responsabili. Qualunque dei motivi sopra descritti ed altri sui generis sono assolutamente a nostro carico, noi decidiamo come affrontare la vita e tutto ciò che ne deriva, gli altri sono "eventi collaterali", si può pensare di trovare una montagna di scuse ma questo è quanto, non si può pensare di andare a manipolare i meccanismi vitali universali, non lo sai ? Problema tuo e ne pagherai le conseguenze, questa è la prima truffa determinata dalle religioni monoteistiche che non sono altro che un modo per acquisire potere nei confronti delle persone, c'è un tipo lassù che comanda tutto e noi ne siamo gli interlocutori ... quindi siamo sopra di te e dipendete da noi. Conseguentemente al fatto che qualcuno comanda il tutto ne deriva l'annullamento dell'individuo ed è il modo migliore per esercitare il potere, farti sentire nessuno, impotente, ma non è così l'uomo è divino, universale, facente parte del tutto, è il tutto e la responsabilità è esclusivamente personale.
La visione della diversa concezione del rapporto uomo - universo tra le religioni monoteistiche e le filosofie di vita orientali è così rappresentata:
                                         Dio            Universo
Risultati immagini per triangolo isoscele
                                    Umanità        Individuo
Le religioni monoteistiche l'umanità verso il Dio presunto, le filosofie orientali l'Universo verso l'individuo, è semplicemente rovesciato il concetto, non è tutta l'umanità sottomessa ad un Dio ma l'Universo che lavora per l'individuo, che sarebbe poi la canalizzazione dei raggi cosmici verso l'uomo.
Mi pare che venga semplice intuire la differenza, l'annientamento o l'importanza dell'individuo verso il tutto. 
In verità all'origine religioni, filosofie o dottrine erano tutte simili, contenevano i medesimi concetti ma nei millenni la manipolazione dell'uomo ha fatto la differenza, per fare un esempio lampante il popolo o la religione che si è inventato il monoteismo si arroga il diritto di essere il popolo eletto da Dio e tutti gli altri sono animali fatti a somiglianza umana per servirli senza disturbarli, mi sembra detto tutto. Sorvolerei sulle religioni altrimenti si esce dal tema in questione, si può approfondire con altri articoli del blog.

Abbiamo visto la prima truffa perpetrata in ordine di tempo, ora per risparmiare tempo ho inserito i video di solo alcune delle altre, ci sarà poi il tempo magari in un altro momento di analizzarle una per una, vi renderete conto che tutte sono finalizzate alla sottomissione dell'umanità come per altro viene ammesso pubblicamente e svelato da qualche insider pentito, ora invito alla visione, successivamente commenterò e contestualizzerò gli argomenti ...

Tesla energia gratis per tutti per sempre

RISE UP (doppiato italiano) by Tragedy and Hope & Wayseer
  

Confessioni di un sicario dell'economia

Il quarto video che volevo inserire "La Merck ammette l’inoculazione del virus del cancro attraverso i vaccini" è ovviamente e magicamente scomparso, nei due link comunque è ampiamente spiegata la truffa relativa ai farmaci.


Quello che fà pensare è che tutto fosse già chiaro nel 1700 ma anche prima, due esempi, il testo evidenziato in grassetto nel secondo caso è abbastanza chiaro :
"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione, verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica".
Benjamin Rush, firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787
"Che quando un qualsiasi Sistema di Governo diventa distruttivo di questi fini, è Diritto del Popolo di alterarlo o di abolirlo e di istituire un nuovo Governo, ponendone il fondamento su questi principi ed organizzandone i poteri in una forma tale che gli sembri la più adeguata per garantire la propria sicurezza e la propria Felicità. La prudenza, tuttavia, richiederebbe che i Governi da lungo tempo stabiliti non siano cambiati per cause lievi e transitorie; e coerentemente ogni esperienza ha mostrato che l’umanità è più disposta a sopportare, quando i suoi mali sono sopportabili, che non a difendersi abolendo le forme alle quali sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e usurpazioni, che perseguono invariabilmente il medesimo obiettivo, manifesta il disegno di ridurli sotto un assoluto Dispotismo, è loro diritto, è loro dovere rovesciare un simile Governo e provvedere nuove Garanzie per la loro futura sicurezza".
Dichiarazione di Indipendenza americana (4 luglio 1776)

Il primo video "Tesla energia gratis per tutti per sempre" illustra come vengano occultate le scoperte che non fanno comodo alle elite per soddisfare la loro avidità e bramosia di potere e per altro invece si usarle per il bene comune, proprio nel caso per esempio della tecnologia della torre di Tesla vengano usate contro, il "Progetto Haarp" controllo del clima, creazione di terremoti, uragani, tsunami si basa proprio sulle scoperte di Tesla, combinazione stranamente morì subito dopo aver chiamato il dipartimento della difesa e tutto fu sequestrato dall'FBI.
Immaginate fosse annullato il costo dell'energia e l'inquinamento conseguente alla produzione, i trasporti costerebbero pochissimo, e la produzione di qualsiasi prodotto di ridurrebbe drasticamente e tutti i correlati, saremo tutti ricchi, ma lo saremo anche eliminando le cause e gli effetti illustrati negli altri due video.
Un esempio chiarificatore del sistema utilizzato è illustrato in questo articolo Cannabis connection di Marcello Pamio - Il perchè del proibizionismo americano anni '20 e dell'inquinamento globale dove si spiega come ci obbligarono all'uso della benzina a scapito di altri carburanti ed altro correlato.


Il secondo video è estratto dal libro "Tragedy and Hope. A History of the World in Our Time", 1966 di Carroll Quigley, che non era certo uno sprovveduto, americano professore presso Princeton University, Harvard, la School of Foreign Service presso la Georgetown University, storico, autore consulente per il Dipartimento della Difesa, la Marina degli Stati Uniti, la Smithsonian Institution, e la House Select Committee on Astronautics and Space Exploration.
Dove scrive tra il resto :
Carroll Quigley
La rete di cospirazione che tira le fila del mondo, è costituita da banchieri e capitalisti internazionali, cioè il mondo dell’alta finanza. Raccoglie intorno a sé un esercito di scienziati, tecnocrati, politici e attori burattini per fare da ombra alla sua alta politica”.“Gli imperi economici internazionali sono interessati a promuovere l’indebitamento dei Governi. Più alto è il debito, più costosi saranno gli interessi. Ma essi possono anche richiedere al presidente di turno privilegi fiscali, monopoli di servizi o appalti di opere. Se questo non accetta, causeranno la sua caduta, promuovendo agitazioni e scioperi che, nell’impoverire la nazione, lo costringe a cedere di fronte a ciò che chiedono”.
“Oltre a questi obiettivi pragmatici, i poteri del capitalismo finanziario avevano un altro scopo più ampio, nientemeno che di creare un sistema mondiale di controllo finanziario, in mani private, capace di dominare il sistema politico di ciascun paese e l’economia del mondo nel suo insieme. Questo sistema doveva essere controllato in un modo feudalista da parte delle banche centrali del mondo che agiscono di concerto, attraverso accordi segreti cui si arrivava durante frequenti incontri e conferenze private. L’apice del sistema sarebbe stata la Bank for International Settlements [BIS] di Basilea, in Svizzera, una banca privata di proprietà e sotto il controllo delle banche centrali mondiali, esse stesse corporazioni private. Ogni banca centrale cercava di dominare il proprio governo tramite la sua capacità di controllare i prestiti al Tesoro, di manipolare i tassi di cambio della valuta estera, di influire sul livello delle attività economiche nazionali e di fare pressioni sui politici compiacenti tramite successive ricompense economiche nel mondo degli affari.”
Il terzo video "Confessioni di un sicario dell'economia" è estratto
dal libro autobiografico di John Perkins dove racconta in prima persona i meccanismi per attuare quello appena descritto da 
Carroll Quigley, come indebitare le nazioni con il debito pubblico e rendere schiavi gli abitanti:
"Io ero un sicario dell'economia, ufficialmente il mio titolo era quello di capo-economista in una grande società di consulenza degli Usa, però ciò che feci io e ciò analogamente a me fecero altri è emblematico del mondo in cui siamo arrivati oggi. Che cosa fa un sicario dell'economia? Ha il compito di trovare Paesi con risorse naturali particolarmente ambite, ad esempio il petrolio, per poi convincere quel Paese a contrarre un grosso prestito presso la Banca Mondiale. Il denaro però non arriva mai in quel Paese, ma viene convogliato nelle casse di una multinazionale in modo che quest'ultima possa avviare grandi progetti infrastrutturali: una centrale per la produzione dell'energia, infrastrutture viarie eccetera. Questi grandi progetti aiutano solo i grandi capitani d'industria o dei grandi operatori del commercio, quindi non vanno a vantaggio della gente povera che non può acquistare elettricità o lavorare negli impianti dell'industria. Quindi questi Paesi si trovano a contrarre debiti tali, come in Italia oggi, che la gente non può ripagare. Il sicario dell'economia torna allora in quel Paese e suggerisce: dal momento in cui non siete in grado di pagare il vostro debito vendete il settore pubblico, l'ente elettrico, il sistema fognario al nostro Paese. Ed è così che queste grandi società riescono a insediarsi nel Paese prendendo il controllo delle società pubbliche. E se quel Paese possiede risorse importanti viene chiesto a quel Paese di vendere le proprie risorse ad un prezzo molto basso alla corporation e in cambio viene anche chiesto che non vengano frapposte delle ristrettezze in campo fiscale o ambientale e quindi sostanzialmente il Paese è costretto a vendere le proprie risorse senza nessun vincolo. E magari si chiede anche di poter costruire una base militare o anche, che alle successive votazioni del l'Onu voti a favore del Paese rappresentato dalla multinazionale. Se il Presidente di un Paese non accetta questa situazione vengono chiamati gli sciacalli che creano le condizioni per un colpo di stato o assassinano quei leader".
Un film già visto e più volte, merita un approfondimento, inizia così:
"Io credo che ora sia venuto il momento di raccogliere una sfida tutti insieme italiani, americani, europei, latino americani, asiatici, africani: la sfida di creare insieme un mondo migliore. Stiamo vivendo il momento più rivoluzionario della storia umana e io penso che quello che stiamo cominciando a percepire sia qualcosa con una portata ben più ampia della Rivoluzione Agricola, della Rivoluzione Industriale, della Rivoluzione Americana, perché è una rivoluzione della coscienza. Siamo passati da un periodo della Storia in cui le istituzioni religiose governavano il mondo al momento in cui sono stati i Governi a prendere il sopravvento, ad avere il controllo e siamo arrivati al momento in cui sono le grandi società multinazionali ad avere il controllo di tutto perché è ormai la corporatocrazia, i leader della grandi multinazionali sono loro a controllare i presidenti degli Stati Uniti, il Primo Ministro italiano, a controllare un po' tutti".
General Smedley D.Butler
Per dovere di cronaca è doveroso inserire le parole del United States Marine Corps Major General Smedley Darlington Butler, soprannominato The Fighting Quaker e Old Gimlet Eye,  al momento della sua morte il marine più decorato della storia americana, che scrisse nel suo libro "War is a Racket", figura che giunge dopo killer e sciacalli dell'economia nel caso fallissero come scrive John Perkins nel suo libro nel caso per esempio di Saddam Hussein perchè utilizzava dei sosia.

“Ho trascorso 33 anni e 4 mesi nel Servizio militare attivo come membro della nostra forza più agile – i marines. Ho prestato servizio a tutti i livelli da secondo luogotenente a General Maggiore. E per tutto questo tempo sono stato un picchiatore d’alto bordo per il Grande Business, per Wall Street e per i banchieri. Per farla breve, facevo parte del racket delle estorsioni, un gangster per il capitalismo. “Ci ho pensato, fino a che ho lasciato il servizio attivo. Avevo il sospetto di far parte di un racket, allora. Ora ne ho la certezza. Come tutti i militari di professione, non metti in discussione, non ti fai domande fino a che non lasci il servizio. Le mie facoltà mentali restavano sospese e io obbedivo a chi stava sopra, tipico per un militare.
Così,

  • aiutai a rendere il Messico specialmente Tampico sicuri per gli interessi dei petrolieri americani nel 1914.
  • Aiutai a rendere Haiti e Cuba un posto confortabile per raccogliere soldi per i ragazzi e della National City Bank.
  • Ho contribuito alla rapina di una mezza dozzina di repubbliche centro Americane a beneficio di Wall Street.
  • Ho dato il mio supporto a preparare il Nicaragua per la banca internazionale dei Brown Brothers nel 1909-12.
  • Ho dato vita agli interessi dello zucchero americano nella repubblica Dominicana nel 1916.
  • In Cina nel 1927 ho fatto in modo che la Standard Oil operasse indisturbata.
Durante quegli anni ebbi, come direbbero i ragazzi dell’altra stanza, un racket in crescita. Fui ricompensato con onori, medaglie e promozioni. Ripensandoci, avrei potuto dare dei bei consigli ad Al Capone. Lui al massimo conduceva il racket in tre aree della città. Io operavo in tre continenti.” 
General Smedley Butler, ex US Marine Corps Commandant, 1935

Il libro contiene questa chiave di sintesi:
"La guerra è un racket. Lo è sempre stata. E 'forse il più vecchio, facilmente il più profittevole, sicuramente il più vizioso. E' l'unico di portata internazionale. E 'l'unico in cui gli utili sono calcolati in dollari e le perdite in vite. Un racket è meglio descritto, credo, come qualcosa che non è ciò che sembra alla maggioranza del popolo. Solo un piccolo gruppo di 'insider' sa di cosa si tratta. E 'condotto a beneficio della molto pochi, a spese della moltissimi. Nella guerra poche persone fanno enormi fortune. "
General Smedley Butler, ex US Marine Corps Commandant

Se il sistema non è ancora chiaro quì diventa lampante, CriminiFrancesi Liberté, Égalité, Fraternité: 14 paesi africanicostretti dalla Francia a pagare imposte coloniali per i benefici dischiavitù e colonizzazione. Attuati meccanismi imperialisti FMI, basta leggere il sistema con si impongono, sostituire le parole Francia con ONU, USA, FMI, Banca Mondiale o NATO ed Africa sostituirla con Mondo ...
E quì l'esempio clamoroso anche della manipolazione mediatica necessaria per camuffare il crimine Lastoria vera della fine di Ceausescu e della dittatura in Romania.Altro che rivoluzione ...colpo di stato straniero …

Non sono follie di pazzi, e ovvio che convenga nella nostra più estrema codardia credere solo a chi ci fà comodo ma è una realtà che è sotto gli occhi di tutti basta solo volerla vedere e prendersi la responsabilità di provare a cambiarla, a conferma ulteriore abbiamo La Bank of England in un documento ammette : il sistema monetario odierno è una "truffa" o dichiarazioni di eminenti personalità e qualche criminale.
Questi non sono che alcuni esempi ma mi sembrano esaustivi a descrivere la realtà in cui ci fanno vivere, penso che come dice John Perkins : "Io credo che ora sia venuto il momento di raccogliere una sfida tutti insieme italiani, americani, europei, latino americani, asiatici, africani: la sfida di creare insieme un mondo migliore". Capisco perchè le persone non ci credano : 
"L’individuo viene menomato dal trovarsi faccia a faccia con una cospirazione talmente mostruosa da rendergli impossibile ammetterne l’esistenza". Edgar Hoover, Capo FBI. 1956
Ma è pur vero che lo denunciò anche John Kennedy, un'idea ed un appello per fare qualcosa, una conseguenza di tutto ciò.
Sappiamo che qualsiasi notizia a parte rarissimi casi incontrollati è filtrata e diretta dai burattinai, da chi detiene il potere mondiale, vi siete mai chiesti come mai ci siano tutte queste informazioni libere sull'argomento?
E' vero che la rete è difficilmente controllabile, miliardi di persone che analizzano, studiano, pubblicano, ma le fonti hanno un'origine. Conosco questa problematica per motivi familiari fin dagli anni '70 ma ai più era sconosciuta e per farla rimanere tale era come lo è anche ora pieno di disinformazione, quando nel 2011 con i cambi di governi etero diretti di Italia e Grecia con uomini delle banche vidi su tutti i main stream i titoli contenenti "Commissione Trilaterale", "Bilderberg Club", etc, media che sono tutti di proprietà delle oligarchie, mi preoccupai, non hanno più paura di nessuno, siamo all'atto finale, infatti il 2012 era l'anno previsto per la definitiva presa del potere, ma come è evidente di strada ne hanno ancora da fare e la cosa è ben lungi dall'essere certa, dipende solo da noi.
C'è un posto il TAVISTOCK INSTITUTE. L’Istituto del Controllo delle Masse dove studiano come manipolarci, controllarci, sottometterci, una delle cose che hanno determinato e che maggiormente ci interessa è che con tutto il flusso di notizie ci vogliono mettere paura, portarci a pensare che non ci sia più niente da fare, altra strada non hanno, 7 miliardi contro 300 criminali psicopatici mi scappa da ridere, è anche vero che è pieno di traditori, venduti e corrotti che anche solo per uno stipendio sono pronti a qualsiasi nefandezza ma prima o poi si renderanno ben conto che anche loro sono trippa per gatti, forse più degli altri, di un traditore non se ne fà niente nessuno dopo l'utilizzo, certamente tradirà nuovamente quindi eliminabile come nei migliori casi storici.
Non resta che metaforicamente radunarsi, certamente non in piazza gli vai in bocca e cambiare lo stato delle cose ...

Quello che segue delinea i paradossi, l'uso distorto della tecnologia che ad onor del vero fa parte del medesimo disegno di cui sopra, l'assurdità, la follia, la schizofrenia in cui siamo immersi ...


LA TECNOLOGIA CI DISTRUGGERA’
di Anacronista
controinformazione.info

Titolo catastrofista? Non direi; anzi dovrei usarlo al passato, visto che per molti aspetti la tecnologia ci ha già distrutto. L’annientamento totale dell’essere umano è solo questione di tempo. Quello che appare surreale, ma che in realtà conferma come abbiamo ormai perso ogni umano buon senso e istinto di sopravvivenza, è che siamo in preda a un febbrile raptus suicida: se ancora ci resta qualche soldo in tasca lo spendiamo per comprare il “telefono intelligente”, il computer più potente, l’automobile che parcheggia da sola.

Da una parte ci lamentiamo di come i posti di lavoro siano sempre più scarsi e di come tutto sia sempre più inquinato; dall’altra parte diamo soldi e diffusione proprio alle tecnologie che eliminano il lavoro e causano l’inquinamento. Quando si parla di schizofrenia.

Certo, la tecnologia elimina il lavoro umano, lo soppianta. Questo è il suo scopo intrinseco, fin dall’inizio della rivoluzione industriale. I luddisti che distruggevano le prime macchine avevano probabilmente la vista molto lunga. Dapprima le macchine hanno sostituito il lavoro manuale, poi quello impiegatizio, e ora si insinuano anche in quello dirigenziale. Non si illuda nessuno: non esiste professione al riparo dall’automazione; i prossimi a sparire saranno gli autisti e i vigilantes, ma verrà il turno anche di insegnanti, giornalisti, chirurghi e ricercatori. Se ne ricordino quanti protestano arrabbiati in piazza perché non hanno più un lavoro: non si può comprare lo smartphone e il maglione prodotto in fabbriche automatizzate e poi pretendere che tutto resti come prima. Volete la tecnologia, ma la tecnologia vi rende inutili: fatevene una ragione. Per chi guadagna producendo quello smartphone o quel maglione, voi siete solo manodopera ormai superflua; se non avete più soldi per comprare, fareste bene a sparire. La tecnologia mantiene la sua promessa iniziale: vi rimpiazza e vi annulla.

Ovviamente anche in senso molto più profondo. Facendo piazza pulita di quasi tutti gli antichi mestieri e tradizioni essa ha distrutto identità, orgoglio, gusto artistico, legami sociali. saperi e abilità che avevano richiesto secoli di sviluppo.
Senza contare che ha stravolto il millenario equilibrio tra l’umanità e il pianeta, sottoponendo quest’ultimo a sfruttamento e distruzione selvaggia. Sono patetici, i promotori turistici, quando ci vogliono far credere che quell’isola o quel monte siano rimasti magicamente “incontaminati” dall’inquinamento che permea ogni angolo del globo. Il suolo è depauperato e pieno di veleni; altrettanto il mare; l’aria è satura di inquinanti da combustione, lavorazioni industriali e geoingegneria, tanto che siamo tutti intossicati da metalli pesanti.

Le specie animali e vegetali si stanno estinguendo a ritmo vertiginoso. Il cibo ha bisogno di etichette sempre più dettagliate, perché in sostanza diventa sempre più immangiabile. Dobbiamo difenderci dalle nostre stesse “biotecnologie”. Bio-tecnologia: quanti folli bisogna essere, per rendere tecnologia anche la vita? E invece in quelle facoltà mandiamo i nostri giovani: a studiare come manipolare i DNA per Monsanto e le altre ditte farmaceutiche, a rendere il mondo sempre più artificiale e pericoloso, come se i disastri combinati finora non bastassero. E pensare che, fino alla rivoluzione industriale, l’uomo abitava in un pianeta dove poteva bere l’acqua dei fiumi, cogliere i frutti dagli alberi, cacciare i cinghiali e coltivare il grano senza timore di veleni e senza dover studiare per anni, ma in modo spontaneo o avvalendosi del sapere delle generazioni precedenti. Egli interagiva in un ambiente del quale era parte armonica, organica.

Effetti della contaminazione del mare da idrocarburi
Ora invece studiamo tecnologie sempre più complesse e innaturali che curino i guasti provocati da altre tecnologie, che a loro volta provocheranno altri guasti ancora più complessi e innaturali e così via. In altre parole, non abbiamo perso solo l’immenso patrimonio della cultura contadina e artigiana, ma anche la capacità (in certi casi perfino la possibilità) di rapportarci al mondo in modo spontaneo e naturale. Per gestire una fattoria ora si studia agronomia; si va dal dietologo a farsi spiegare come mangiare; per ogni problema d’animo si paga lo psicologo. Ora l’educazione sessuale vuole insegnarci anche come amare. Perfino per il concepimento spesso bisogna ricorrere a tecniche sofisticate, visto che la sterilità è in forte aumento. Siamo diventati una società artificiale. Se un tempo bastavano all’uomo poche ore di farica quotidiana per procacciarsi le necessità nell’ambiente naturale, ora siamo rinchiusi almeno 8 ore al giorno in uffici o fabbriche per poi dover depurare l’acqua che beviamo, inseminare i nostri ovuli per avere figli e, a breve, filtrare l’aria che respiriamo. Non c’è male, come frutti del “progresso”.

Com’è cominciato tutto questo? Con la rivoluzione industriale. E questa com’è nata? Semplificando, da un’idea di fondo: la società e la vita dell’uomo non devono seguire alcun ordine naturale, ma vanno organizzati per mezzo del denaro. Potere, prestigio, ruoli non vanno riconosciuti secondo la gerarchia naturale, ma assegnati a seconda di quanto denaro si possiede. Ovviamente tale idea era particolarmente diffusa tra mercanti e banchieri, ma si estese presto a tutta la società. Si cercavano modi per guadagnare di più, e in quel contesto nacquero le prime macchine. Esse dovevano servire ad aumentare la produzione riducendone al contempo le spese, quindi ad aumentare il guadagno e il potere dei capitani d’industria. La ricerca di nuove tecniche per aumentare costantemente la produzione e diminuirne i costi diventò sistematica e creò quel tutt’uno distruttivo tra ricerca scientifica e tecnologia che da allora non ha mai smesso di devastare il pianeta e l’umanità e che ancora costituisce il binomio di quel dogma intoccabile sempre risonante nei telegiornali e università (più innovazione, più sviluppo!). Il tutto promettendo un illusorio benessere generale e riuscendo però con estremo successo a conferire il reale potere assoluto alla nuova classe di industriali e finanzieri. La rivoluzione industriale nasce perciò dal culto del denaro e dal desiderio di mercanti e cambiavalute di rovesciare le società tradizionali e porsene a capo. Essa rappresenta la sovversione totale della società e del mondo intero.

Poiché il movente della rivoluzione industriale-tecnologica è politico, non stupisce che non venga mai messo in discussione il dogma secondo cui la tecnologia ci fa bene, e che non ci si chieda quasi mai qual è lo scopo di tutta questa rivoluzione tecnologica, dove vogliamo arrivare e perché.

Se diamo retta ai transumanisti, lo scopo pare quello di fondere l’uomo con le macchine, così da conferirgli immensa intelligenza di calcolo, infinità di informazioni e, ovviamente, vita eterna (dopotutto il transumanismo è la trasposizione fantastica in chiave tecnologica delle religioni). Ma non sarebbe questa la distruzione totale dell’essere umano, la sua trasformazione in qualcosa di completamente diverso? Cosa c’è che non va bene nell’uomo, nella sua vita naturale, da volerlo trasformare in un fantomatico essere indefinito? Di nuovo, lo scopo più o meno dichiarato dei transumanisti è di trasformare l’uomo in Dio: immortale, onnisciente e onnipotente.

Quanto sia intrinsecamente ridicola questa pretesa credo di non doverlo sottolineare; sarebbe però notevole e buffo se tutti gli sforzi tecnologici del mondo fossero davvero profusi in vista di un miraggio così assurdo e grottesco. E’ per diventare come Dio (o meglio la satanica “Simia Dei”, scimmia di Dio) che stiamo spendendo tutte le nostre migliori energie e il nostro tempo?

La questione non viene mai posta. “Innovazione, sviluppo!” è il motto martellato ovunque, a est, a ovest, da cinesi e americani senza differenza. Stiamo trasformando il pianeta in un nodo di autostrade e cemento, in un groviglio di telecomunicazioni e microchip, senza neanche sapere perché. Quando qualcuno lancia il grido d’allarme sui pericoli della tecnologia, come il famoso informatico Bill Joy nel suo “Perché il futuro non ha bisogno di noi”, o come ha fatto recentemente il fisico Stephen Hawking, presenta il problema come un rischio: il rischio che l’intelligenza artificiale o le nanotecnologie ci sfuggano di mano, provocando la nostra catastrofica estinzione. Intendiamoci: i rischi nel giocare con i sistemi artificiali e l’infinitamente piccolo sono evidenti.

Tuttavia io non parlerei di rischi, ma di ciò che sta già accadendo con palpabile certezza: la distruzione dell’essere umano non in senso fisico (perlomeno non ancora, nonostante le nuove patologie provocate dalla contaminazione ambientale) ma nel senso della sua alienazione e trasformazione. Non c’è nemmeno bisogno di agitare gli spauracchi della catastrofe finale per constatare che la tecnologia ha già devastato la società e la vita umana e quella del pianeta. Siamo passati dal coltivare cibo gustoso e nutriente a pesticidi e OGM; dal costruire regge e cattedrali ai prefabbricati; dal dipingere la cappella sistina a Powerpoint; dai mobili intagliati e intarsiati ai moduli in compensato; da cotone e lana alla fuffa sintetica; dal giocare in cortile con gli amici alle giornate solitarie davanti ai monitor; dallo scrivere lettere personalizzate e personali alle email digitate e intercettabili; dai cieli azzurri alle scie chimiche; dalla convivialità alla competizione; dal non produrre rifiuti a discariche e inceneritori; dal pesce salubre a mercurio e plastica; dalla riservatezza alla sorveglianza pervasiva; dalla spontaneità allo studio pedante e costante; dalle diversità locali all’omologazione globale; dalla spada all’incubo atomico e così via all’infinito.

Cosa deve capitarci, ancora, per capire che la tecnologia non ci fa bene? Per renderci conto che si tratta solo di un sistema voluto e promosso dalla classe di industriali e finanzieri che crede di potersi salvare indefinitamente dai danni provocati da tale sistema spendendo fortune in trattamenti medici? Crediamo davvero che la possibilità di chiacchierare a distanza o di raggiungere l’altro capo del mondo in poche ore ci ripaghi di tutto l’inquinamento, la bruttura, la complicazione, la perdita di civiltà, salute e vitalità che ci stiamo infliggendo?

Forse non lo crediamo, ma, come sempre, non ci pensiamo. Facciamo come tutti, come l’amico su Facebook, come mostra la televisione, come insegna la scuola. Se non abbiamo anche noi lo smartphone, le scarpe high-tech, l’ultimo gadget inutile studiato dal marketing, ci sentiamo vecchi e disadattati, superati. Rinunciamo ai figli ma non al televisore di ultima generazione; alimentiamo il mostro tecnologico salvo poi scendere in piazza contro i licenziamenti a reclamare i nostri “diritti” di consumatori frustrati, non diversamente da quanti protestano quando la spazzatura non viene raccolta ma mai si impegnano a produrne meno.

Pensiamoci, invece. Altro che laurea in biotecnologia o informatica: impariamo piuttosto dal vecchio contadino o falegname che ancora conservano l’esperienza dei nostri avi, prima che questa scompaia con loro.

“I più gran dotti non sono gli uomini più saggi”, disse Geoffrey Chaucer. Torniamo a produrre per consumare, non per vendere. A collaborare, non competere. A organizzarci localmente. La nostra vita dipende dal campo di grano e dall’aria che respiriamo, non da social network e fibre ottiche.

La nostra felicità sta nel vivere secondo natura insieme ai nostri simili, non nell’agitare l’indice sullo schermo alla ricerca perenne di stimoli effimeri. Scrolliamoci di dosso una buona volta questa mania del nuovo, nata con la rivoluzione industriale per promuovere la vendita continua di nuovi prodotti. Non c’è alcun bisogno di rinnovare continuamente; al contrario, le cose buone non cambiano. L’essere umano non è noioso o antiquato perché continua ad avere due occhi e due braccia: un occhio e tre braccia sarebbero una cosa nuova, ma chi le vorrebbe? Non si capisce quindi perché i prodotti vadano continuamente rinnovati, se non per esigenze commerciali e non reali. Non ci servono nuove tecnologie (anzi sarebbe bene, come scrive Bill Joy, dimenticarcene qualcuna); ci serve solo tanto buon senso in più, per tornare a vivere in modo consono alla nostra natura biologica (qualcuno direbbe: come Dio comanda).

E non è solo questione di salvarsi da qualche olocausto nucleare o nanotecnologico. La fine del mondo? I più non hanno notato che, con la rivoluzione industriale, la rivoluzione francese e le guerre mondiali, il “mondo” è già finito da un pezzo. Come scrisse qualcuno, noi non siamo che uomini tra le rovine, i sopravvissuti che, invece di invertire la rotta e tornare a un’ordine naturale, si accaniscono con folle frenesia a distruggere i frammenti di civiltà e natura che ancora resistono. Con o senza olocausto tecnologico, se continuiamo su questa strada dell’uomo non resterà più nulla. In
altre parole, la tecnologia ci distruggerà.


Fonti controinformazione.info   il sole 24 ore   en.wikipedia  acateringveg  wikipedia   en.wikipedia

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