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In questo blog si vuole commentare ed analizzare l'attualità e la storia ma sopratutto scoprire ed evidenziare le ipocrisie, le falsità ed i soprusi di questo mondo appunto ormai impossibile da vivere.

“La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi”. Honorè de Balzac

Contra factum non valet argumentum”

giovedì 14 gennaio 2016

Libia: documenti Usa confermano, fu guerra contro l’Italia

Washington, 12 gennaio 2016

Dai documenti recentemente desecretati deDipartimento di Stato americano emerge chiaramente che il conflitto in Libia fu scatenato da Francia e Inghilterra con la regia degli Usa per modificare lo status quo delle relazioni commerciali e degli equilibri geopolitici della regione facendoli pendere maggiormente a nostro sfavore. Grazie al Foia (Freedom Of Information Act) parte della corrispondenza dell’allora Segretario di Stato Hillary Clinton (in carica dal 2009 al 2013) è stata pubblicata sul sito del Dipartimento di Stato. Tramite i vari carteggi, soprattutto con un personaggio molto vicino storicamente alla famiglia Clinton, Sidney Blumenthal (detto “Sid”), vera e propria “gola profonda” per la questione libica, sono emersi dettagli che hanno provato quello che sino ad oggi è stato solo un esercizio mentale di logica politica: Francia e Inghilterra hanno voluto quella guerra per mettere le mani sul mercato libico ed estromettere l’Italia, sino ad allora partner privilegiato.

Le motivazioni dell’intervento francese in Libia 1
Cominciamo con una precisazione: l’Italia sino al 2011 deteneva, tramite l’Eni, la fetta di maggioranza della produzione e commercializzazione degli idrocarburi della Libia. Questo grazie ai buoni rapporti che interocorrevano, seppur con alterne fasi di crisi, tra Roma e il Colonnello Gheddafi. Poi qualcosa è cambiato, e grazie alla guerra civile la produzione e la relativa esportazione di idrocarburi è crollata, nel 2014, del 9,7%. Questo ovviamente è un fattore strutturale, del resto ogni guerra comporta che le normali attività si vedano ridimensionate se non addirittura scompaiano, e anche la francese Total ha visto la sua produzione diminuire, ma la volontà dell’allora Presidente francese Sarkozy di ottenere una fetta maggiore della produzione di petrolio libico è stata ampiamente raggiunta nel corso degli anni successivi.
Oltre alle questioni petrolifere, la Francia ha voluto rovesciare Gheddafi per poter porre fine alle controversie geopolitiche che riguardano l’Africa del Nord e quella sub-sahariana che la vedono come protagonista. In una mail in particolare infatti viene esplicitamente riferito alla Clinton che Sarkozy intende aumentare la propria influenza in Nord-Africa e porre fine ai piani di Gheddafi di sostituirsi alla Francia come potenza dominante nell’Africa francofona. Tutto questo fa da corollario al piano francese di impedire alla Libia di usare le proprie riserve di oro e di argento, che secondo le fonti di Blumenthal ammonterebbero a circa 143 tonnellate per risorsa, al fine di sostitutire il Franco francese con una moneta pan-africana basata sul Dinaro d’oro libico. Abbastanza quindi per causare più di un mal di pancia ai governanti di oltralpe.
Libia
Le motivazioni dell’intervento francese in Libia 2
Sempre dal carteggio tra la Clinton e Blumenthal apprendiamo che in Libia si sono mossi altri registi che hanno coordinato la caduta di Gheddafi: difatti risulta che truppe speciali francesi, inglesi ed egiziane hanno addestrato i ribelli nel’Egitto occidentale, ed in modo imitato anche nello stesso territorio libico a sud di Bengasi. Registi che hanno anche spinto per una divisione della Libia per assecondare i propri interessi petroliferi, come si apprende da una mail inviata l’8 marzo del 2012 all’ufficio della Clinton sempre dal solito “Sid”. In particolare in questa lettera viene affermato che i servizi segreti francesi (DGSE) e inglesi (SIS-MI6) hanno attivato contatti di lunga data con i leader tribali e civici della Libia orientale per sollecitare l’instaurazione di una regione semiautonoma nella Cirenaica in modo da garantire ai rispettivi paesi opportunità commerciali nella regione che potessero ripagare Parigi e Londra per l’impegno profuso nella campagna militare. Questa necessità nasce, come si può leggere nel documento, “dall’inabilità del governo del Consiglio Nazionale di Transizione (NTC) a Tripoli di riorganizzare efficacemente il paese e di negoziare in maniera efficace ed efficiente con gli interessi commerciali dell’Occidente”.

Insomma, se sino ad oggi qualcuno poteva ancora farsi pie illusioni sulla bontà dell’intervento militare in Libia, ovvero che fosse solamente volto ad abbattere una “dittatura” per cambiarla con una “democrazia”, con quanto emerso dalle mail dell’ex Segretario di Stato americano sarà costretto a risvegliarsi dal sogno idilliaco delle “Primavere Arabe” così tanto coccolato dai governanti dell’Occidente, e questo risveglio puzza di petrolio.

Paolo Mauri

Immaginiamoci se il "massone" confratello Napolitano che ha poi ordinato l'attacco alla Libia non ne fosse stato a conoscenza ... Alto Tradimento. (NdR)

Il Franco francese a cui si fa riferimento nell’articolo e nella mail del Dipartimento di Stato è il Franco CFA, nome comune dato a due valute correnti nei paesi francofoni dell’Africa che sono garantite dalla tesoreria nazionale francese.

Fonte ilprimatonazionale

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