Descrizione

In questo blog si vuole commentare ed analizzare l'attualità e la storia ma sopratutto scoprire ed evidenziare le ipocrisie, le falsità ed i soprusi di questo mondo appunto ormai impossibile da vivere.

“La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi”. Honorè de Balzac

Contra factum non valet argumentum”

sabato 20 febbraio 2016

USA - San Bernardino False Flag, le foto rivelatrici, per non farsi infinocchiare

Ne combinano così tante che è difficile stargli dietro se non impossibile, a meno di fare come faccio io, qualsiasi cosa provenga da fonti ufficiali è una balla, non è per spirito di contraddizione, semplicemente ho letto, studiato e preso atto degli interessi che da sempre fanno la differenza tra quelli del popolo e quelli degli altri, chiamiamoli così altrimenti diventa troppo lungo.
In verità, a parte qualche raro caso, siete troppo stupidi anche solo per vivere figurarsi a capire qualcosa, è chiaro per la situazione, diversamente, così non sarebbe, non si permetterebbero.
"Non sono i popoli che devono avere paura dei propri governi ma i governi che devono aver paura dei propri popoli". Thomas Jefferson
"Quando il popolo ha paura del governo, c'è tirannia. Quando il governo ha paura del popolo, c'è libertà". Thomas Jefferson
Nello specifico questa storia faceva acqua già all'inizio da tutte le parti, una contraddizione dopo l'altra, ora poi, basta guardare la foto.
Quello che non si vuol capire è che oggi avete lasciato fare a  Sayed questo, domani capiterà a voi, se non è domani è dopodomani, lasciando perdere ovviamente i problemi di coscienza ma non fanno per voi, meglio prendervi dall'egoismo che vi è più consono ... (NdR)
19 febbraio 2016
Non so se vi ha appassionato la battaglia legale dell’Fbi contro Apple: la polizia federale vuole entrare nel telefonino del terrorista islamico Syed Rizwan Farook che con la giovane moglie Tashfeen Malik, il 2 dicembre 2014 ha fatto irruzione in un centro di San Bernardino uccidendo 14 persone. L’Fbi vuole leggere le informazioni che il terrorista ha tenuto segrete, per capire che contatti avesse con Al Qaeda, eventuali complici eccetera. Ma Apple si oppone: no, la privacy è sacra!

Non so voi, ma i media italiani si sono appassionati. Dibattiti, talk show. Hanno chiesto il vostro parere: ha ragione l’Fbi o ha ragione Apple? E’ lo scontro fra i due grandi valori occidentali: la vostra sicurezza contro la privacy. La legittima Lotta al Terrore contro l’inviolabilità delle e-mail. Uno scontro epico: Hollywood ci farà un film.

Tutto appassionante, a patto di non far vedere questa foto:

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come sapete, mostra il corpo del terrorista Sayed Farook appena ucciso dalla polizia, quel tragico giorno a San Bernardino.

Ucciso con un colpo in testa, e con i polsi ammanettati dietro la schiena. Strano davvero. L’hanno ammazzato dopo averlo ammanettato? Perché? Come ricorderete, i familiari e il loro avvocato hanno subito espresso dubbi sulla versione. Non credono che il loro Sayed fosse un terrorista. Né che la giovane moglie Tafsheen Malk abbia lasciato la figlioletta di sei mesi per imbracciare, minutina qual era, un mitragliatore d’assalto e sparare, avendo anche il tempo – nel pieno dell’azione – di twittare un messaggino in cui dichiarava la sua fedeltà al Califfo dell’ISIS, nel lontano Irak.

Sicché, grazie ai nostri potenti mezzi giornalistici, siamo in grado di dare la versione non ufficiale della vicenda. E’ il contrario di quel che vi raccontano i media.

Non è l’Fbi, bensì la famiglia dell’ucciso Syed che vuole poter accedere al suo telefonino, dove ritiene di poter trovare qualche prova della sua innocenza; l’Fbi non vuole, ovviamente: l’ha ammazzato proprio perché non raccontasse la verità (tutti i terroristi islamici vengono ammazzati prima). Non sa come negare l’accesso, e tira fuori la scusa: Apple non ci dà le chiavi d’accesso; vero, Apple? Ma certo che no, conferma a petto in fuori Apple (che ha già dato all’Fbi ciò che il morto ha messo nel cloud): io difendo la privacy dei miei clienti fino alla morte – dei clienti. Anzi anche dopo la morte dei clienti.

E ne approfitta per farsi pubblicità – sono in troppi ormai a sospettare che i suoi smartphone e il suo software sono a disposizione della polizia e dei servizi – emanando (tramite l’ufficio-stampa e propaganda) il comunicato seguente:

“Il governo Usa ci ha chiesto qualcosa che semplicemente non abbiamo, e che consideriamo troppo pericoloso creare. Ci hanno chiesto di costruire una backdoor all’iPhone. Nello specifico, l’Fbi vuole farci creare una nuova versione del sistema operativo dell’iPhone che aggiri importanti funzioni di sicurezza dello stesso, e poi di installarlo sull’iPhone sottoposto a indagine. Nelle mani sbagliate questo software – che ad oggi non esiste – potrebbe potenzialmente sbloccare qualsiasi iPhone una volta che sia in mano a qualcuno”.
 Impagabile: “Nelle mani sbagliate…un software che non esiste..”

Una eccezionale pubblicità per la Casa produttrice.

Tanto che anche Google, Facebook, Twitter e Whatsapp si sono schierate con la Casa: no, non daremo i vostri dati sensibili alle autorità! Per nessun motivo! Con noi siete tranquilli! Affidateci pure i vostri dati, li conserviamo nelcloud: ma è sicuro, garantiamo noi!

Apple, Google, Facebook, Twitter, Whatsapp sono mega-imprese con fatturati di decine di miliardi. E’ bello vedere che per loro non è il profitto che conta, ma i valori. Sarà bellissimo vedere come poi Apple dovrà cedere sotto ingiunzione di un giudice federale: cosa volete, per la vostra sicurezza, utenti. Da Radio24:
“Pensate se dentro un telefonino di un terrorista ci fosse un codice per far scoppiare una atomica a Roma…rispettereste la privacy?”.
Tutto vero, aprite il dibattito su questo. Non sulla foto dell’ammanettato.


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