Descrizione

In questo blog si vuole commentare ed analizzare l'attualità e la storia ma sopratutto scoprire ed evidenziare le ipocrisie, le falsità ed i soprusi di questo mondo appunto ormai impossibile da vivere.

“La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi”. Honorè de Balzac

Contra factum non valet argumentum”

giovedì 3 marzo 2016

Misteri e segreti del B'nai B'rith La più grande organizzazione ebraica internazionale di Emmanuel Ratier

LIBRI
Il B'nai' B'rith, che in ebraico vuol dire "figli dell'Alleanza" è stato fon­dato negli Stati Uniti nel 1843. È riservato esclusivamente agli israeliti. Oggi conta più di 500.000 fratelli e sorelle come affiliati, in una cinquantina di paesi. L'elite internazionale delle varie comunità giudaiche, da Sigmund Freud ad Albert Einstein, ne è stata o ne è membro. Si tratta certamente della più antica, più diffusa e senza dubbio la più influente organizzazione ebraica internazionale. Per esempio è stato il B'nai B'rith che ha ottenuto il riconoscimento dello Stato d'Israele da parte del presidente americano Harry Truman. È stato sempre il B'nai B'rith che è riuscito ad ottenere dalla Chiesa Cattolica il cambiamento del suo insegnamento bimillenario, a pro­posito del giudaismo, nel Concilio Vaticano II nel 1962. Nel 1905, Jacob Schiff, banchiere americano e alto responsabile del B'nai B'rith affermava:
"Se lo Zar non vuole dare al nostro popolo la desiderata libertà, allora una rivoluzione instaurerà una repubblica tramite la quale si otterranno quei diritti". 
Dodici anni dopo, nel 1917, la rivoluzione bolscevica sconvolgeva la Russia espandendo la sua influenza nel mondo intero, e lo stesso Zar veniva trucidato assieme alla sua famiglia. In Italia, per non citare che dei fatti recenti, è stato il B'nai B'rith ad inter­venire affinché il sindaco di Roma Rutelli non intitolasse una via della capita­le a Giuseppe Bottai (Ministro della Pubblica Istruzione sotto il fascismo). Il B'nai B'rith è intervenuto affinché nelle scuole italiane si studiasse "meno Manzoni e più Primo Levi", secondo le parole dell'allora presidente del Consi­glio Giuliano Amato. Nell'agosto del '94 Silvio Berlusconi, all'epoca capo del governo, dovette scusarsi con Abraham Foxman (direttore dell'A.D.L.) per una dichiarazione del suo ministro Mastella, che insinuava che fosse stata la reazione della lobby ebraica americana a determinare la caduta della lira sul mercato internazionale. Questa Organizzazione che ricalca l'organizzazione massonica è per lo più sconosciuta al grande pubblico, ma ha esercitato, ed esercita tuttora, un'influenza enorme sugli avvenimenti mondiali. Misteri e segreti del B'nai B'rith è la prima inchiesta indipendente ad esso dedicata nel mondo intero. Essa contiene moltissimi documenti inediti ed è quindi un libro esplosivo, in grado di rispondere alle domande che ogni cittadino ha il diritto di porsi.

Quì vien da chiedersi, anzi nemmeno chiederselo, la parte che hanno avuto in LA MENORAH IN PIAZZA MONTECITORIO. “PER CHI LAVORANO I NOSTRI POLITICI” .
Leggendo poi quanto segue ti chiedi anche sarebbero poi gli altri i razzisti ? Certamente sono più furbi di noi o forse siamo noi idioti, riescono sempre a fare cose e dopo colpevolizzare gli altri, mentitori seriali. (NdR)


Il B'nai B'rith e la massoneria
Tratto da “Misteri e segreti del B’nai B’rith”

Massoni?
Associazione internazionale, parzialmente segreta, di carattere mutualistico e filantropico, i cui membri si riconoscono "da certi segni ed emblemi". Questa è la definizione della massoneria data dal dizionario Petit Robert. Ciò corrisponde in pieno a ciò che è stato ed è ancora il B'nai B'rith.

Che cos'è, filosoficamente parlando, la massoneria? Una concezione dell'uomo laico, vale a dire non esclusivista, pluralista (cosa che non impedisce la credenza del massone in un Dio), che si fonda su una serie di concetti iniziatici e di concetti profani: il segreto iniziatico, in particolare la conoscenza dei simboli il cui significato è noto solo ai fratelli, richiede l'iniziazione; i concetti profani fondamentali quali la libertà, la tolleranza, la fraternità, la trascendenza, sono conosciuti anche dai non-iniziati. In quanto tale, la massoneria non è quindi una religione. E’ in effetti tipico di ogni religione presupporre l'esistenza reale della divinità. Al contrario, la massoneria richiede solo, come condizione minima, l'accettazione del valore regolatore dell’Essere Supremo" (il Grande Architetto dell'Universo). E inoltre necessario fare bene distinzione tra la massoneria considerata in sé (laica, non esclusivista e relativista) e ciascun massone preso individualmente al quale è lasciata la facoltà di essere religioso e anche di credere all'esistenza reale ed ontologica di Dio, a patto che non sia esclusivista, cioè che non pretenda di presentarla agli altri come l'unica verità. La seconda definizione corrisponde perfettamente all'attuale B'nai B'rith.

Oggi tuttavia gli interessati smentiscono ogni legame con la massoneria. Qualche anno fa, Ronald Green,
 segretario generale del Bnai B'rith, chiese una rettifica a Le Figaro che aveva pubblicato un trafiletto sull'Ordine. Nella precisazione egli affermava che il B'nai B'rith "non ha alcun legame con la massoneria" Il Dr. E. L. Ehrlich, direttore del Distretto dell'Europa occidentale e amante dei sillogismi, scrive :
"Questa associazione di ebrei non ha un Ordine segreto, non una Loggia anche se usiamo ancora questi concetti con riferimento a una certa terminologia del XIX secolo".
Cosa se ne deduce esattamente, il B'nai B'rith è stato un Ordine massonico? Lo è ancora ai giorni nostri? E’ ciò di cui si occuperà questo capitolo in cui, per la prima volta, saranno descritti parte dei simboli, dei rituali e dei segni di riconoscimento segreti dei Fratelli del B'nai B'rith. 

Facciamo riferimento al primo capitolo di questo libro, in particolare alle prime righe, dove si descrive dettagliatamente la derivazione storica del B'nai B'rith dalla massoneria (la maggior parte dei fondatori vi apparteneva, si riunivano in templi massonici, il rituale era stato copiato da quello massonico e così via). t pure utile consultare il capitolo sul B'nai B'rith in Germania, dove si dimostra in maniera certa che furono i massoni ebrei tedeschi che domandarono alle Logge americane di creare un distretto oltre Atlantico. Per situare esattamente gli inizi dell'Ordine, bisogna citare una pubblicazione del B'nai B'rith degli anni trenta :
“Le loro riunioni erano frequenti e molti di essi appartenevano ad associazioni benefiche, come l'ordine della Massoneria e degli Odd Fellows. Conclusero infine che un'organizzazione simile ma fondata sull’idea giudaica"
avrebbe permesso loro di raggiungere gli scopi prefissati. La religione ebraica implica numerose osservanze ed abitudini che corrispondono alle società segrete quali le conosciamo. La Sinagoga, ad esempio, può essere paragonata a una Loggia. E uso aprirla due volte al giorno. Per un ebreo che desideri ritrovare un amico è sufficiente recarsi là e fare un certo segno o dare una stretta di mano conosciuta solo da loro. (...) Il segno consisteva in una stretta di mano con le dita ad artiglio e la parola magica Sholem Alachem. Il "messussah" sulla porta era il segno di riconoscimento, Shema Israél la "parola d'ordine".

Agli inizi, l'Ordine era considerato da tutti come una società segreta.
Israél Joseph Benjamin, un ebreo europeo che fece un viaggio negli Stati Uniti, riporta
 che il B'nai B'rith "é una società segreta, come la massoneria, con le sue parole d'ordine e tutto il resto". Che il B'nai B'rith neghi o ammetta di derivare dalla massoneria resta fatto di poco conto. Il lettore si sarà già fatto un'opinione propria basata sulle numerose citazioni, a volte anche complesse, che abbiamo scelto di riportare, dilungandoci anche, per non essere accusati di parzialità.

Vediamo cosa dicono del B'nai B'rith autori favorevoli alla massoneria, essenzialmente massoni essi stessi, e quindi obbligati a tacere alcuni segreti. La risposta del Fratello Daniel Ligou è ambigua:
“I membri si chiamano Fratelli, ricevono un'iniziazione e si riuniscono in logge. Malgrado tale linguaggio tratto dalla massoneria e la pratica dei segni di riconoscimento, il B'nai Berith (sic) non è un'organizzazione massonica, le obbedienze massoniche e il B'nai Berith s'ignorano e conseguentemente niente impedisce a un massone di essere membro del B'B' e viceversa”.
D'altro canto, il Dizionario della Frammassoneria (1932) dice:
"L'Ordine è apolitico e ha in comune con la massoneria niente altro che la tendenza all'educazione etica dei suoi membri e la beneficenza, che sono dello stesso tipo ma limitate a un campo fraterno".
Ciò non impedisce che esistano ancora oggi dei rapporti ufficiosi tra i Fratelli del B'nai B'rith e le altre obbedienze: ciò spiega il fatto che l'Almanacco massonico d'Europa indichi l'U.O.B.B. (Unione Internazionale dell'Ordine del B'nai B'rith) come un'obbedienza massonica (nel capitolo "organizzazioni fraterne imparentate"), sullo stesso piano dei Rosacroce o dell'A.M.O.R.C. Il Fratello Jean Pierre Bayard, particolarmente documentato, è dello stesso parere:
"Quest'Ordine riunisce una quarantina di Logge (in Francia) i cui membri sono esclusivamente israeliti. Sebbene non abbia relazioni ufficiali con le altre obbedienze, questa organizzazione permette ai suoi iscritti di frequentare gli altri gruppi".
In un'altra opera (8) questo professore dell'Università della Haute Bretagne, esperto di massoneria, è più esplicito e stima che
“la società para-massonica B'nai B'rith, riservata esclusivamente agli israeliti e largamente affermata negli U.S.A., pratica riti provenienti dallo scozzismo (e che) il rito Emulazione e quello del Royal Arch sarebbero (egualmente) praticati".
Le diverse pubblicazioni e libri comunitari e para-comunitari sono d'identico avviso. Globe, diretto da George-Marc Benhamou  indica che si tratta del "ramo ebraico della massoneria" confermando così "Le Dictionnaire de la politique" di Henry Coston che parla di “organizzazione massonica, fondata nel 1843, composta esclusivamente di israeliti". Per il poligrafo Daniel Beresmak
«E dunque come un "Ordine" che si presenta il B'nai B'rith, alla maniera delle federazioni delle logge massoniche (...). L’organizzazione per Logge è ricalcata sulla frammassoneria».
Stessa cosa nelle edizioni successive del molto ufficiale Guide de la vie juive en France che, a proposito del I.O.B.B., parla di "frammassoneria coi colori del giudaismo, con tutto il fascino e le interrogazioni che suscita".. Nello stesso spirito, Tribune juive, che ha tra i suoi collaboratori molti membri del B'nai B'rith, riscrivendo la storia dell'Ordine, scrive, a proposito della sua fondazione :
“ progettano di creare un’obbedienza massonica riservata ai soli ebrei. Curioso! Dato che la massoneria si dichiara al di sopra di tutte le religioni e razze, perché non entrare in una loggia già esistente? Sembra che alla metà del XIX secolo la società newyorkese non fosse esente da un certo antisemitismo. Si può supporre che i dodici fondatori del B’nai B’rith fossero già massoni affiliati a logge americane dato che scelsero un rituale che è un misto del rito di York e del rito americano Odd Fellows”

Estratto della Costituzione del 1860. Se non vi figurasse la parola “B’nai B’rith” si potrebbe credere di leggere la costituzione di una qualunque Loggia massonica. E’ normale, dal momento che è stata ricalcata da quella del Royal Arch…

Misteri e segreti del B'nai B'rith
La più importante organizzazione ebraica internazionale

Di Altomonte, Athos A. - tratto dal sito www.esonet.org

Emmanuel Ratier ci presenta uno studio molto interessante sul "B’nai B’rith". Su questo argomento non era stato scritto ancora nulla di cosi completo, dettagliato e nello stesso tempo ben documentato. Era infatti molto difficile poter parlare del "B’nai B’rith", poiché riguardo a quest’associazione non si trovava nulla, di "esposto al pubblico". Nulla, neppure alla Biblioteca Nazionale di Parigi, tranne tre modesti fascicoli del 1932. Tuttavia, secondo l’"Encyclopedia Judaica" (1970), il "B’nai B’rith" costituisce
"la più antica e la più numerosa organizzazione giudaica di mutuo soccorso, organizzata in logge e in capitoli in 45 nazioni. Il numero totale dei membri è di circa 500.000".
Strano che un’associazione così importante, fondata negli USA nel 1843, non abbia mai pubblicato nulla su di se. Se si consulta la collezione delle riviste, che per legge devono essere esposte in quattro esemplari alla Biblioteca Nazionale ogni volta che appaiono, si constata che il "B’nai B’rith" non ha mai effettuato tale deposito, pur essendovi obbligato per legge. Nonostante questa precauzione, l’Autore dello studio presentato dal Ratier, ha potuto consultare una certa parte delle pubblicazioni del "B’nai B’rith" americano ed europeo. In questo articolo mi sono limitato a recensire tale libro, cui rimando il lettore per eventuali consultazioni di citazioni fatte nell’opera stessa.

LA FONDAZIONE
Il 13 ottobre 1843 il "B’nai B’rith" fu fondato al Caffé Sinsheimer, nel quartiere di Wall Street, a New York. Allora fu chiamato "Bundes-Brueder" (che significa "Lega dei fratelli"), nome tedesco a causa dell’origine dei fondatori ebrei-tedeschi, che parlavano soltanto il tedesco o l’yiddish. Il "B’nai B’rith" è pertanto una delle più antiche associazioni americane ancora esistenti.
Il fondatore, Henry Jones, cercò dei co-fondatori reclutandoli presso la Sinagoga, di cui era uno dei principali responsabili. Il "B’nai B’rith" stesso riconosce inoltre che almeno quattro dei suoi fondatori erano massoni. L’Ordine del "B’nai B’rith", per libera scelta dei fondatori, era riservato ai soli ebrei. I fondatori volevano creare un Ordine che avrebbe dovuto essere il mezzo per unire gli ebrei d’America e "illuminare" così "come un faro il mondo intero". Un mese dopo la creazione dell’Ordine, si decise che la sede sarebbe stata a New York; il locale scelto per fondare la prima Loggia di New York, non fu una sala della Sinagoga, ma il tempio massonico situato all’angolo di Oliver Street e Henry Street, proprio per mostrare la sua origine massonica. I fondatori decisero di cambiare nome all’associazione, stimando che un Ordine ebraico dovesse avere un nome ebraico. Conservarono così le iniziali B. B., ma cambiarono il nome dell’Ordine, che da "Bundes-Brueder" (Lega dei Fratelli) divenne "B’nai B’rith" (Figli dell’Alleanza). Il motto dell’Ordine era: "Benevolenza, Amore fraterno e Armonia". Si scelse perciò come simbolo dell’Ordine la "menorah", il candeliere a sette bracci, che simboleggia appunto la luce.


FORMARE DEI QUADRI
Henry Jones
intuì la necessità di una stretta unione della comunità ebraica americana, in vista del suo futuro incremento, per l’arrivo di un sempre crescente numero di emigranti, e quindi il bisogno di un’organizzazione che provvedesse alla loro sistemazione e al loro sostentamento; seppe unire i principi religiosi del Giudaismo a quelli filantropici di mutuo soccorso della Massoneria. Il disegno di Jones era quello di selezionare tra gli immigrati i migliori elementi. per costituire i "quadri" o le élites indispensabili al ruolo che il Giudaismo americano avrebbe dovuto avere nel mondo intero: essere il sacerdote dell’umanità posta al suo servizio, come "noachida" o proselite della porta! Per far questo bisognava conservare il carattere religioso del Giudaismo, ma nello stesso tempo evitare ogni disputa teologica.
Ora la Sinagoga, che in America era profondamente divisa, non poteva compiere quest’opera: la Loggia doveva quindi interporsi ed unificare ciò che le dispute sinagogali avevano diviso. Il "B’nai B’rith" avrebbe dovuto essere il grande educatore degli ebrei americani, per poterli innalzare al rango che compete loro: essere il faro dell’umanità! Esso aveva quindi una duplice funzione: essere un bastione contro la secolarizzazione e la perdita dell’identità ebraica; e nello stesso tempo evitare ogni pericolo di divisione, a causa delle dispute teologiche. Per favorire quest’unione degli ebrei l’Ordine, rifacendosi ai principi della Massoneria, si poneva al di sopra dei partiti e delle correnti teologiche ebraiche. Esso divenne il centro di tutti gli affari del mondo ebraico americano e il punto d’incontro degli ebrei liberali e ortodossi. Grazie alla sua caratteristica pluralista, non esclusivista, il "B’nai B’rith" riuscì a unire ciò che la Sinagoga aveva diviso. Inoltre il "B’nai B’rith", per poter mantenere intatta la sua vitalità, mostrò sempre una grande capacità di adattamento al mutare delle circostanze.


INFLUENZA POLITICA DEL "B’NAI B’RITH"
Nell’ambito dei suoi compiti di tutela delle minoranze ebraiche l’Ordine esercitò, tramite il canale della diplomazia americana, enormi pressioni in favore degli ebrei perseguitati in Russia, in Romania, in Germania ecc. Nel 1903 per esempio, il presidente Roosevelt preparò insieme al "B’nai B’rith" una lettera di protesta da inviare allo Zar di Russia per condannare i pogrom russi. Le richieste contenute nella lettera, trasmessa dal Segretario di Stato americano, non furono accolte dallo Zar, il quale anzi, vedendo che gli ebrei capeggiavano i rivoluzionari russi, decise di sottomettere gli israeliti stranieri a un regime speciale di passaporto, per poterli meglio sorvegliare. L’America fece nuovamente pressioni diplomatiche sullo Zar, ma Nicola II rifiutò ancora una volta di ricevere le proteste ebree. Il Gran Presidente del "B’nai B’rith" di quel tempo, Krans, ha scritto che uno dei membri del "B’nai B’rith" dichiarò in quell’occasione:
"Se lo Zar non vuole dare al nostro popolo la libertà che esso desidera, allora una Rivoluzione installerà una Repubblica in Russia, mediante la quale otterremo i nostri diritti". Previsione o premonizione?
L’INFLUENZA ATTUALE DEL B’NAI B’RITH
Negli USA le campagne presidenziali passano inevitabilmente attraverso le assemblee del "B’nai B’rith", dove i candidati, sia democratici che repubblicani, vengono a porgere i loro messaggi di sostegno ad Israele. Per esempio nel 1953 il vice presidente Richard Nixon fu il principale oratore politico al banchetto della Convenzione, ed il presidente Dwight Eisenhower inviò un caloroso messaggio d’incoraggiamento alla Loggia. Eisenhower prese poi parte al banchetto per il 40· anniversario dell’A.D.L. (Anti-Diffamation League of "B’nai B’rith"), il "braccio armato" del "B’nai B’rith". Mentre nel 1963, per i 50 anni dell’A.D.L., l’invitato d’onore fu il presidente John Kennedy. Alcuni mesi più tardi anche il nuovo presidente Lyndon Johnson fu invitato dall’Ordine. Per finire, il presidente del "B’nai B’rith", Label Katz, incontrò in udienza privata Giovanni XXIII nel gennaio 1960. Tramite Jules Isaac (membro del "B’nai B’rith") l’Ordine ha giocato un ruolo di primo piano nella preparazione del documento Nostra Ætate del Concilio Vaticano II.


IL B’NAI B’RITH E LA MASSONERIA
Oggi i membri del "B’nai B’rith" cercano di non parlare del loro legame con la Massoneria, ma abbiamo già visto come almeno quattro dei fondatori del "B’nai B’rith" erano massoni, che si riunivano in Templi massonici. Il Ratier esamina a questo scopo ciò che autori o riviste massoniche o filomassoniche scrivono del "B’nai B’rith": Daniel Ligou, il "Dictionnaire de la franc-maçonnerie" (1932),l’"Almanach maçonnique de l’Europe", Jean-Pierre Bayard, la rivista "Globe" secondo cui il "B’nai B’rith" è "il ramo ebraico della Massoneria", Daniel Beresniak, la "Guide de la vie juive en France", che parla, a proposito del "B’nai B’rith" di "Massoneria colorata di Giudaismo", e infine "Tribune Juive" secondo cui essi ("B’nai B’rith") progettano di creare un tipo di "obbedienza massonica riservata ai soli ebrei". Da qualche decennio tuttavia, i dirigenti del "B’nai B’rith
" stanno cercando di non far trasparire la specificita massonica del loro Ordine.

LA REGOLA DEL SEGRETO

Ufficialmente il "B’nai B’rith" avrebbe dovuto abbandonare la regola del segreto nel 1920, ma ancora nel 1936 Paul Goldman, presidente della prima Loggia di Londra, parlava, in un articolo che ne tratteggiava la storia, del segreto o silenzio sulle attivita della Loggia. Il Ratier spiega inoltre come vi siano nel "B’nai B’rith" delle "riunioni aperte" cui possono assistere anche i profani, e le "vere riunioni", chiuse o segrete, riservate ai soli fratelli.


IL CARDINALE DEL B’NAI B’RITH
Il 16 novembre 1991, il card. Albert Decourtray, Arcivescovo di Lione e Primate di Francia, riceveva il Premio internazionale dell’azione umanitaria del distretto XIX (Europa) del "B’nai B’rith". Nel discorso pronunciato per la consegna della medaglia ricordo a Decourtray, Marc Aron, presidente del "B’nai B’rith" francese, fece un’allusione molto interessante circa l’evoluzione delle relazioni tra gli ebrei e il Vaticano:
"Poi venne Jules Isaac, un "B’nai B’rith"; il suo incontro con Giovanni XXIII è la punta dell’iceberg; il Vaticano II, Nostra Ætate, le direttive conciliari per lo sradicamento di ogni concetto antigiudeo nella catechesi e nella liturgia".
IL CARDINALE BEA
L’attitudine filoebrea del cardinale Bea gli valse l’accusa di essere un agente segreto "B’nai B’rith". Qualcuno, come ha riassunto Leon de Poncins, ha accusato Bea di essere d’origine ebrea, si sarebbe chiamato, Beja, o Behar, e avrebbe agito nel Concilio come agente segreto del "B’nai B’rith", Ma non ci sono prove serie di ciò fino ad ora.


FREUD E IL B’NAI B’RITH
L’autore scrive che S. Freud era membro della Loggia del "B’nai B’rith" di Vienna e che il "B’nai B’rith" ha influito molto sullo sviluppo della psicanalisi, fondata sulla Kabala.

IL B’NAI B’RITH E IL COMUNISMO

La domanda dell’autore è questa: vi fu opposizione o sostegno, da parte del "B’nai B’rith", alla Rivoluzione comunista del 1917 ? Globalmente, leggendo la stampa del "B’nai B’rith", si può dire che vi fu sostegno, senza che vi fosse alcuna paura per lo sviluppo della comunità israelitica russa, tranne le inquietudini per un’eventuale assimilazione degli ebrei nello Stato comunista e le difficoltà per la pratica religiosa. Ma oltre questi due punti, non si trova, nella stampa del "B’nai B’rith" dell’epoca, nessuna condanna del regime dittatoriale comunista per la sua ideologia. Per quanto riguarda
"l’eliminazione degli ebrei ortodossi, essa fu condotta dalla sezione ebrea del partito comunista la ‘Evsekzija’, Si assistette perciò al triste spettacolo di ebrei, che spogliavano i loro propri fratelli".
La spiegazione di questo ultimo punto la troviamo in LA SINARCHIA UNIVERSALE, PROGETTO DI UN NUOVO ORDINE MONDIALE. Alfredo Bonatesta (NdR)

IL B’NAI B’RITH E IL SIONISMOIl "B’nai B’rith" può essere definito un movimento pre-sionista. Fin dall’origine e per sua natura, il "B’nai B’rith" è un Ordine d’ispirazione sionista, anche se nel 1843 questo termine non esisteva ancora. Paul Goldman, presidente della Prima Loggia d’Inghilterra, scrisse nel 1936 un piccolo opuscolo sulla storia ditale Loggia. In esso sono contenute notizie molto importanti sull’influenza delle logge londinesi del "B’nai B’rith" nello sviluppo del Sionismo.
"Nella Palestina - scrive il Goldman - "B’nai B’rith" ha esercitato un ruolo unico, prima che il Sionismo ne facesse la base dello Stato ebraico".
Nel 1865, ventitré anni prima dell’Organizzazione sionista mondiale di Herzl, il "B’nai B’rith" organizzò una grande campagna d’aiuto alle vittime ebree di un’epidemia di colera in Palestina. Dopo di che l’Ordine non ha più smesso di sostenere finanziariamente le iniziative private in Israele (nel 1948, inviò più di quattro milioni di dollari in Israele). Tuttavia a causa di una minoranza antisionista tra gli ebrei, il "B’nai B’rith"; che ha sempre cercato di evitare ogni querelle e divisione tra israeliti, non ha preso ufficialmente posizione (fino al settembre 1947) in favore delle tesi sioniste, pur difendendole e partecipando attivamente a tutte le conferenze sioniste.

IL B’NAI B’RITH FA RICONOSCERE ISRAELE
È stato il "B’nai B’rith" che ha provocato il riconoscimento (de facto) dello Stato d’Israele da parte del presidente americano Harry Truman, che era ostile ad un riconoscimento rapido d’Israele, e che a causa del suo "ritardismo" veniva accusato dai dirigenti sionisti di essere un traditore. Nessuno dei leaders sionisti era ricevuto, in quei frangenti, alla Casa Bianca. Tutti, tranne Frank Goldman, presidente del "B’nai B’rith", che non riuscì però a convincere il Presidente. Allora Goldman telefonò all’avvocato Granoff, consigliere di Jacobson, amico personale del presidente Truman. Jacobson, un "B’nai B’rith", pur non essendo sionista, scrisse tuttavia un telegramma al suo amico Truman, chiedendogli di ricevere Weizmann (presidente del Congresso Sionista mondiale). Il telegramma restò senza risposta. allora Jacobson chiese un appuntamento personale alla Casa Bianca. Truman lo avviso che sarebbe stato felice di rivederlo, a condizione che non gli avesse parlato della Palestina. Jacobson promise e partì. Arrivato alla Casa Bianca, come scrive Truman stesso nelle sue "Memorie":
«Delle grandi lagrime gli colavano dagli occhi; allora gli dissi: "Eddie, sei un disgraziato, mi avevi promesso di non parlare di ciò che sta succedendo in Medio Oriente". Jacobson mi rispose: "Signor Presidente, non ho detto neanche una parola, ma ogni volta che penso agli ebrei senza patria mi metto a piangere". Allora gli dissi: "Eddie, basta". E discutemmo d’altro, ma ogni tanto una grossa lacrima colava dai suoi occhi. Poi se ne andò».
Ebbene poco tempo dopo, Truman ricevette Weizmann in segreto e cambiò radicalmente opinione, decidendo di riconoscere subito lo Stato d’Israele. Così il 15 maggio 1948 Truman chiese al rappresentante degli Stati Uniti di riconoscere de facto il nuovo Stato. E quando il Presidente firmò i documenti di riconoscimento ufficiale d’Israele, il 13 gennaio 1949, i soli osservatori non appartenenti al governo degli Stati Uniti erano tre dirigenti del "B’nai B’rith": Eddie Jacobson, Maurice Bisyger e Frank Goldman.

IL COMPITO PIU' ARDUO: IMPEDIRE L’ASSIMILAZIONE
Sappiamo gia che il "B’nai B’rith" ha per scopo di unire gli israeliti, per far progredire l’umanità. L’Ordine cerca pertanto di sviluppare il carattere morale e intellettuale dei propri correligionari; tuttavia, studiando meglio il problema, si può scorgere un certo "razzismo" ebreo in tali programmi. L’Ordine dei "Figli dell’Alleanza" presuppone una fedeltà totale al Giudaismo, in quanto esso serve a rafforzare la coscienza ebraica. Uno dei compiti più alti dell’Ordine è di preservare il popolo ebreo da ogni pericolo di assimilazione da parte di altre nazioni e da una conseguente perdita d’identità.
La "Lega Anti-Diffamazione" (A.D.L.) scrive che essa
"crede nell’integrazione, cioè nell’accettazione degli ebrei, come eguali. Ma che è opposta all’assimilazione: ossia alla perdita dell’identità ebrea. Uno dei principi dell’Ordine è che "non vi è posto nel "B’nai B’rith" per un Fratello che tiene i suoi figli lontani dalla Comunità Israelitica".
IL RIMPIANTO DEL GHETTO E I PERICOLI DELL’EMANCIPAZIONE
Nelle pubblicazioni del "B’nai B’rith" di questi ultimi anni, traspariva ancora una certa nostalgia del ghetto, come garanzia della propria identità, e perciò certi membri arrivano financo a stimare che "il nemico mortale degli ebrei non è l’antisemitismo ma è l’assimilazione".
Il "B’nai B’rith" lotta anche contro i matrimoni misti, nei quali uno dei coniugi è un "goy", anche se il matrimonio viene celebrato nella Sinagoga
.



L’"ANTI-DIFAMATION-LEAGUE": O IL BRACCIO ARMATO DEL B’NAI B’RITH
L’A.D.L. fu fondata dal "B’nai B’rith" nell’ottobre del 1913 per lottare contro la diffamazione e la discriminazione che si sarebbero potute esercitare contro la comunita ebraica americana. Molti presidenti degli USA hanno tessuto l’elogio dell’A.D.L., ad esempio Truman, Eisenhower, J. Kennedy, Johnson, Reagan.
L’associazione scheda regolarmente ogni anno tutti coloro che hanno espresso delle opinioni non filo-israeliane. In Italia, quest’estate, il giornalista Maurizio Blondet è riuscito, clamorosamente, a rendere pubblico l’elenco dell’A.D.L. 1993, in cui si trovavano, tra gli altri, i nomi degli onorevoli Pivetti e Miglio, dei cardinali Ruini e Pappalardo. L’on. Pivetti ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo al Ministro degli Interni un’inchiesta sul caso, senza ricevere alcuna risposta.

L’A.D.L. E LO SPIONAGGIO PRIVATO NEGLI USA
Il 10 dicembre 1992 e l’8 aprile 1993, i locali dell’A.D.L. del "B’nai B’rith" di S. Francisco e di Los Angeles, furono perquisiti simultaneamente da agenti dell’F.B.I. e molti dei documenti sequestrati provano che l’A.D.L., tramite la sua sezione di ricerca documentaria, "Fact Finding Division", diretta fin dal 1962 da Irwin Svall, è stata, né più né meno, una vasta rete di spionaggio, non solo contro militanti politici vagamente antisemiti, ma anche contro diverse confessioni religiose, clubs, associazioni locali che non hanno nulla di antisemita. La polizia americana scoprì allora che la maggior parte degli uomini o associazioni spiate dall’A.D.L., non avevano mai avuto alcun legame diretto o indiretto con la comunita ebraica, e non avevano neppure preso una posizione netta pro o contro Israele.
In Italia per esempio, il card. Ruini è stato schedato come antisemita per aver scritto che Gesù era stato crocifisso dagli ebrei. Il card. Pappalardo per aver usato l’espressione scritturale "Sinagoga di Satana".
Una tale rete di spionaggio è stata messa in piedi grazie alle amicizie che l’A.D.L. conta tra i poliziotti, gli sceriffi e persino tra gli agenti dell’FBI. Il potere della comunità ebrea e tanto grande che i locali dell’A.D.L. di Los Angeles dovettero essere perquisiti dalla polizia di San Francisco, perché la polizia locale si era rifiutata di cooperare direttamente all’inchiesta. Il procuratore generale di San Francisco, Arlo Smith, disse che si trattava "della più vasta rete di spionaggio che opera su scala nazionale". Due cronisti del quotidiano "San Francisco Chronicle", Phillip Matier e Andrew Ross, hanno scritto che il dossier dell’A.D.L. di San Francisco, sequestrato dalla polizia di Los Angeles, è "soltanto la punta dell’iceberg di un raggio nazionale di spionaggio e di indiscrezioni programmate dai servizi di sicurezza". I due giornalisti affermano anche che
"poliziotti di almeno altre sei grandi città, sono egualmente implicati nella vendita di schede confidenziali di polizia".
Altra tattica impiegata dall’A.D.L. è quella d’infiltrare gruppi o partiti americani. Alcuni studenti ebrei dell’Università di San Francisco, come riporta il settimanale "San Francisco Weekly", hanno ammesso di spiare, per conto dell’A.D.L., altri studenti o professori, annotando sistematicamente le osservazioni fatte su Israele o sugli ebrei. Se ne deduce che l’A.D.L. scheda ogni persona che esprime sentimenti od opinioni critiche su Israele. Sembra che l’origine dei legami A.D.L.- polizia risalga ai preliminari della dichiarazione di guerra americana del 1941. Quando gli USA dichiararono la guerra, le schede dell’A.D.L. divennero una miniera d’oro per l’F.B.I., che poté cosi controllare gli agenti nemici.
Questa pratica non è cessata: l’A.D.L. ha fornito all’F.B.I. liste di persone o organizzazioni ritenute "razziste"; anzi l’A.D.L. ha organizzato dei seminari di formazione ai quali venivano invitati poliziotti americani per poter identificare e schedare gli "antisemiti" o presunti tali. Nel 1989 fu il capo stesso dell’F.B.I., William Sessions, a partecipare all’assemblea annua dell’A.D.L., mettendo a disposizione della stessa la sua esperienza professionale. Per ottenere i favori dei poteri repressivi e facilitare la sua penetrazione nell’apparato poliziesco, l’A.D.L. sponsorizza ogni anno, numerosi seminari consacrati specialmente ai cosiddetti "estremisti bianchi", ai quali partecipano numerosi ufficiali di polizia, dall’ F.B.I. fino agli sceriffi, ivi compresi i procuratori generali di tredici Stati.
Le «pubblicazioni "tecniche" dell’A.D.L., che costituiscono spesso una vera opera di schedatura di persone critiche nei confronti del Sionismo, sono d’altronde destinate a essere utilizzate dalla polizia, come precisa lo stesso catalogo pubblicitario dell’A.D.L.».

Per conto dell’A.D.L. vengono organizzate anche operazioni di provocazione, orchestrate nel seno di gruppi di estrema destra, in modo da screditarli e al tempo stesso pilotare l’opinione pubblica sull’esistenza di un grave pericolo razzista ed antisemita, in realta inesistente.

UN LIBRO DI DENUNCIA
Nell’estate del 1992 appariva in Francia un libro, intitolato "Les droites nationales et radicales en France", edito da "Presses universitaires de Lyon" (P.U.L.), scritto da due giovani autori René Monzat e Jean-Yves Camus (nati entrambi nel 1958). Sul retro della copertina si può leggere la scritta: «Opera pubblicata col concorso del "B’nai B’rith" di Francia». Ora il presidente del "B’nai B’rith" francese e il dottor Marc Aron, un influente personalità lionese, che ne ha firmato la prefazione dal titolo: "Il cerchio vizioso dell’estrema destra". L’opera è costituita in larga parte dalla trascrizione di schede della polizia (da pag. 61 a pag. 100) ed è un’opera di autentica denuncia di partiti, personalità, bollettini, associazioni, ecc.

di don Curzio Nitoglia.

File:B'nai B'rith membership certificate 1876.jpg
Un certificato del 1876 di appartenenza all'organizzazione ebraica di volontari B'nai B'rith ancora in bianco. Sotto un vessillo che riporta le parole "Benevolenza, amore fraterno e armonia", il documento è decorato con immagini che rappresentano una menorah, l'Arca dell'alleanza, due bastoni incrociati, Mosè, Abramo e Isacco, un orfanotrofio e scene di assistenza domestica.
Louis Kurz (1833-1921), for the American Oleograph Company - Questa immagine è disponibile presso la
Divisione Stampe e Fotografie (Prints and Photographs Division) della Biblioteca del Congresso
degli Stati Uniti 
sotto l'ID digitale ppmsca.05662
La massoneria del B'nai B'rith
di Andrea Carancini - 29/07/2008

Ho comprato oggi, 14 Dicembre 2007, il nuovo libro del giornalista investigativo Ferruccio Pinotti: "Fratelli d'Italia", un tomo di ben 751 pagine (edito dalla BUR) dedicato alla massoneria italiana. Pur non avendolo ancora letto mi sembra, di primo acchito, un libro di grosso impegno e, soprattutto di una certa serietà: dico questo perché ho notato con favore il fatto che nel capitolo dedicato ai prelati massoni - La massoneria alla conquista della Chiesa - Ferruccio Pinotti dia risalto alle posizioni di don Luigi Villa, parlandone se non altro con rispetto.

Per chi non lo sapesse don Villa è un anziano (e benemerito) sacerdote bresciano che da cinquant'anni dà la caccia ai massoni nella Chiesa e ha scritto libri e opuscoli coraggiosi su Giovanni XXIII e Paolo VI, documentando le deviazioni dottrinali provocate dal Concilio Vaticano II.Dare spazio a un personaggio impopolare (in ambito ecclesiastico) come don Villa e alle sue tesi tutt'altro che peregrine non è poco, di questi tempi, e di questo va dato atto a Pinotti: il suo libro merita almeno di essere letto per intero.

C'è però un altro punto del suo libro che ha suscitato la mia attenzione, e in senso meno positivo: si tratta della nota a piè della pagina 465. Il capitolo è quello degli Illuminati della finanza, e tratta della setta massonica messa in piedi nel 2002 dall'ex Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia Giuliano Di Bernardo. In tale nota Pinotti definisce il B'nai B'rith quale "associazione fraterna ebraica fondata negli Stati Uniti nel 1843".

Mi piacerebbe, a questo proposito, fare una domanda a Pinotti: se egli definisce i massoni come "fratelli" (che è in effetti la definizione classica degli appartenenti alla massoneria) in che senso, se non massonico, sarebbero fratelli i membri del B'nai B'rith? In realtà Pinotti sa benissimo che il B'nai B'rith è un ordine massonico (riservato appunto ai soli ebrei). Il fatto è risaputo non solo da chiunque abbia un minimo di conoscenze massoniche, ma dagli stessi ebrei non iscritti alla massoneria. Che le cose stiano così lo si intuisce, oltretutto, dal contesto del capitolo in questione.

In esso Pinotti riporta la seguente frase di Di Bernardo:
«La ricerca delle certezze lo porta [l'uomo] a vedere, sotto una luce nuova non più negativa, i poteri forti che, in modo più o meno occulto, hanno guidato le sorti dell'umanità. Si tratta di quei poteri secolari come, ad esempio, gli ordini preposti all'esercizio del potere temporale che esistono all'interno di alcune Chiese (l'Opus Dei nella Chiesa cattolica), la massoneria, certe organizzazioni ebraiche (l'Anti-Defamation League) e altre».
E qui, nella nota predetta, Pinotti precisa opportunamente che l'Anti-Defamation League [Lega Anti-Diffamazione] «è considerato un vero e proprio braccio operativo del B'nai B'rith». Dalle informazioni appena riportate abbiamo appreso quindi che il B'nai B'rith è un'«organizzazione fraterna», un «potere forte», ed opera in modo «più o meno occulto». Esattamente le definizioni che nel suo libro Pinotti utilizza in continuazione per parlare della massoneria propriamente detta: fuochino.

Se però qualcuno avesse ancora dei dubbi al riguardo può consultare l’ottimo libro di Emmanuel Ratier Misteri e segreti del B'nai B'rith, edito a suo tempo dal Centro Librario Sodalitium, dove a p. 74 si mette bene in chiaro che oltre a prevedere gioielli, mazze, collari e grembiuli, i membri dell'ordine in questione osservano un rituale propriamente detto consistente in una mescolanza del rito di York e del rito Odd Fellows.

Ma allora perché non dirlo, che anche gli ebrei hanno la loro massoneria? Perchè qui ci troviamo in presenza dei limiti del discorso “politicamente corretto”: tale discorso può in certi casi - come quello del libro di cui stiamo parlando - non essere privo di coraggio e tuttavia, quando si sfiorano certe realtà, ecco che scatta immancabile l'autocensura. La morale è che, se sei un giornalista o uno scrittore, puoi parlare male della massoneria quanto vuoi (se sei un politico o un magistrato il discorso cambia) ma guai ad associare gli ebrei alla massoneria: rischi di passare subito per antisemita.

Eppure non solo ebraismo e massoneria sono strettamente collegati (la dottrina massonica è essenzialmente ebraica) ma il B'nai B'rith è la piovra massonica per antonomasia: "The Octopus" (La Piovra) intitolava Elisabeth Dilling un pamphlet del 1940 dedicato appunto al B'nai B'rith e allo strapotere dei sionisti negli Stati Uniti. Abbiamo riferito come secondo Giuliano Di Bernardo il B'nai B'rith è un "potere forte".

Ma quanto forte? Parecchio: quando il 31 Gennaio 1949 il presidente degli Stati Uniti Truman firmò i documenti ufficiali di riconoscimento dello Stato d'Israele i soli osservatori non appartenenti al governo americano furono tre dirigenti del B'nai B'rith (vedi link), da cui si estrae la seguente citazione:
"En la primavera de 1948. cuando el Gobierno de Estados Unidos no era demasiado favorable al establecimiento de un Estado Judío en Palestina, una delegación de B´nai Brith Internacional integrada por su Presidente Goldman, el Secretario Ejecutivo Bysgyer y Edward Jacobson, amigo personal de Presidente Truman entrevistó a éste y logró obtener una audiencia para Jaim Weitzman. El 31 de enero de 1949 el Presidente Truman firmó el reconocimiento del Estado de Israel y se encontraban presentes solamente los tres dirigentes de B´nai B´rith antes mencionados. La lapicera utilizada para la firma de tan trascendente documento fue obsequiada al Presidente de la Organización y se encuentra en el Museo de Washington".

Naturalmente i Figli dell'Alleanza (questo il significato del termine ebraico originale) negano ufficialmente di essere massoni. Il perché è comprensibile: in questo modo l’attività dell’organizzazione è molto più efficace e comoda, in particolare nelle relazioni con i cattolici. E' così, ad esempio, che il direttore europeo dell'organizzazione (recentemente defunto) Ernst Ehrlich è potuto passare inosservato come consulente del cardinale Bea nei frangenti decisivi che videro l'approvazione della costituzione conciliare Nostra Aetate durante il Concilio Vaticano II (vedi link), un'approvazione che rivoluzionò la stessa dottrina cattolica.

Naturalmente delegazioni della detta organizzazione sono ricevute regolarmente dai pontefici, e nessuno (tranne qualche sparuto cattolico tradizionalista) trova nulla da ridire. Eppure i suoi membri, da bravi massoni, sono ferocemente anticristiani (come dimostra il capitolo del libro di Ratier intitolato "Il cristianesimo riveduto e corretto dal giudaismo): in America conducono da decenni una guerra continua (a base di denunce in tribunale) contro la presenza pubblica dei simboli cristiani (canti natalizi, inni religiosi, presepi). Non basta: la Corte Suprema degli Stati Uniti, su istanza dell'Anti-Defamation League, ha fatto bandire le preghiere, anche se volontarie e silenziose, sia nelle scuole che nei tribunali e in tutte le sedi locali, comunali, federali o statali (Ratier, p. 95).

Si capisce a questo punto il perché della supremazia del B'nai B'rith rispetto alle logge ordinarie: è l'unico ordine massonico ad avere il privilegio di non essere riconosciuto come tale! Prima di concludere vorrei però riferire un dettaglio inaspettato su queste brave personcine: come si sa il Ku Klux Klan è la più famosa (e famigerata) organizzazione razzista degli Stati Uniti. Meno conosciuto è il fatto che uno dei suoi fondatori fu Albert Pike, che non era solo un generale sudista durante la guerra civile americana ma anche Capo supremo del Rito scozzese antico e accettato della massoneria universale.
Ebbene, apprendiamo dal libro di Ratier che negli anni '20 del novecento tra alcuni dignitari del Klan e del B'nai B'rith intercorse un dialogo; ecco cosa scrisse a suo tempo sul Klan il bollettino del B'nai B'rith Hamenora del Gennaio 1923:
«Il Ku Klux Klan può diventare uno strumento di progresso e di beneficenza, utile sia al Paese che ai suoi cittadini, se incomincerà a eliminare dal suo seno qualche migliaia di fanatici che lo gettano nell'intolleranza, nella viltà e nel crimine» (Ratier, p. 57).
Dunque secondo costoro il Klan non era una congrega di razzisti da sciogliere in ogni caso ma era uno "strumento di progresso", sia pure potenziale. Tra fratelli in fondo ci si capisce!

POST SCRIPTUM di oggi, 28 Luglio 2008

Proseguendo nella lettura del libro, di cui a Dicembre fornivo una prima impressione, devo correggere, in senso positivo, la mia riserva sul libro di Pinotti. Egli infatti, a p. 474, accenna alla "Israel lobby" e definisce l'Anti-Defamation League quale "figlia del B'nai B'rith, una sorta di potentissima massoneria in rapporti con molti gruppi di potere". Sia pure con qualche cautela, dunque, la verità è venuta a galla. Complimenti quindi all'autore per il suo libro serio e approfondito


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