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In questo blog si vuole commentare ed analizzare l'attualità e la storia ma sopratutto scoprire ed evidenziare le ipocrisie, le falsità ed i soprusi di questo mondo appunto ormai impossibile da vivere.

“La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi”. Honorè de Balzac

Contra factum non valet argumentum”

venerdì 27 gennaio 2017

La procura di Trani, il golpe 2011, il rating, lo spread, Fitch e Standard & Poor’s

La procura di Trani 

Con buona pace  dei PiDioti e di tutti i traditori nazionali che ancora ci angustiano con l'uomo nero, nel golpe del 2011 per il pm ci sono dei “bazooka fumanti”, poi abbiamo un danno subito dalle agenzie di rating, stimato dalla Corte dei Conti in oltre 120 miliardi di Euro, e quattro premier non eletti da nessuno, anzi eletti si ma dai banksters con le conseguenze che tutti conosciamo, tagli alle pensioni, alla sanità, suicidi, chiusure di aziende, svendita dell'Italia, solite cose ormai, talmente solite che sembrerebbero inevitabili, certamente inevitabili fino a siamo circondati da traditori e disfattisti ignoranti.
Gli analisti di Fitch "travestono, mascherano le anticipazioni indebite sul declassamento imminente del rating dell'Italia attraverso spiegazioni di precedenti rating. Così si sottraggono alle sanzioni della Consob, perché le anticipazioni del rating sono vietate dai regolamenti, ma il mercato li prende sul serio. Infatti, c'è stata turbolenza e volatilità negativa sul mercato".
Così il pm Michele Ruggiero nella requisitoria al processo per manipolazione del mercato all'analista di Fitch David Riley sul doppio declassamento del rating dell'Italia del gennaio 2012.

E' dal 2011 che si registrano bocciature dell'Italia da parte dell'agenzia, anche se in quell'anno la situazione dell'Italia è risultata migliore rispetto al 2010 per il debito estero. A tale proposito il magistrato ha citato la testimonianza di Maria Cannata, dirigente del Mef e responsabile del Debito pubblico per il dipartimento del Tesoro, in merito al presunto "pregiudizio" di S&P nei confronti dell'Italia.
Cannata, durante la sua deposizione in aula del novembre 2015, aveva sostenuto che "c'è sempre stata un'enfatizzazione di aspetti critici rispetto all'Italia" e, in questo, sarebbe consistito il pregiudizio di S&P nei confronti dell'Italia. Aveva anche aggiunto che parlare con S&P dei progressi dell'Italia "era come parlare al vento".


Condanna a 2 anni di reclusione più 300 mila euro di multa per Deven Sharma in relazione ai fatti contestatigli tra maggio e luglio 2011, a 3 anni e 500 mila euro di multa per i quattro analisti per tutti i fatti contestati; nonché a 4 milioni e 647 mila di euro la persona giuridica. Queste in sintesi le richieste di condanna del pm, Michele Ruggiero, nell'ambito del processo davanti al Tribunale di Trani contro cinque tra ex manager e analisti dell'agenzia di rating Standard&Poor's, accusati di manipolazione aggravata e continuata del mercato.

Alla sbarra ci sono l'ex presidente mondiale, Deven Sharma, e gli analisti Yann Le Pallec, Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. In particolare, viene contestato il doppio declassamento del debito sovrano dell'Italia operato da S&P il 13 gennaio 2012. L'inchiesta, che in un primo momento ha visto coinvolte anche Moody's (per cui poi i pm hanno chiesto l'archiviazione) e Fitch (finita in due processi paralleli), cerca di far luce sulle oscillazioni di borsa ritenute anomale tra il 2010 e il 2012, prendendo il via da un esposto di Adusbef e Federconsumatori.
Nel processo erano inizialmente imputati un altro analista di Fitch, Alessandro Settepani, e la stessa società di Rating, le cui posizioni sono state archiviate dalla magistratura milanese dopo lo spostamento dell'indagine per competenza territoriale.

Dopo quasi un anno e mezzo di dibattimento, oggi è arrivata la requisitoria del pm Ruggiero. Davanti ai giudici tranesi, nel corso del dibattimento, sono sfilati, in qualità di testimoni, personaggi eccellenti del panorama politico e finanziario italiano e non solo, tra gli altri, gli ex premier, Romano Prodi e Mario Monti, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, e il presidente della Consob, Giuseppe Vegas.

Il sistema pare ovvio cerca di difendersi anche con l'aria fritta;
Sulla base di esposti anonimi, il Consiglio superiore apre un fascicolo sulla condotta dell'ufficio pugliese, già protagonista di indagini sui potenti della finanza: "Intreccio di rapporti con avvocati e imprenditori". Per due magistrati anziani, Savasta e Scimè, possibile spostamento per "incompatibilità ambientale"
Il profilo delle contestazioni non è disciplinare, ma soltanto di natura ambientale. "Io non ho mai avuto una contestazione disciplinare nella mia vita" dice Scimè. "E io sono stato sempre assolto da tutto" aggiunge Savasta.
"Non ho più rapporti con quell'avvocato citato dal Consiglio- continua il pm Scimè - da più di quattro anni e la vicenda era già stata archiviata, proprio perché tutto era stato trasparente. La storia riguardava la commissione tributaria, io avevo fornito un parere corretto e per questo ho impugnato al Tar la decisione del consiglio giudiziario perché ingiusto ed errato. E proprio oggi è in calendario la discussione".
"Su questi stessi fatti - si difende invece Savasta - ho già ricevuto due assoluzioni dalla procura di Lecce e dallo stesso Csm. Per questo trovo incredibile che si torni a parlare di questa storia per ragioni ambientali, sulla base di esposti anonimi. Storia nella quale mi sembra chiaro di non avere alcuna responsabilità, come dimostrerò senza alcun problema anche questa volta".
Pare evidente che questi "esposti anonimi" siano nemmeno troppo velate minacce, conoscendo i sistemi ...
Minacce, ricatti, menzogne, assassinii, speculazioni, crisi, guerre, corruzione, processi inventati, debito, colpi di stato, attentati, terrorismo, sangue, sangue e ancora sangue, questo sistema procede indisturbato da secoli e dire che ci hanno sia avvertito più e più volte : I segreti della Federal ReserveGiacinto Auriti  e anche non mancano certo le notizie anche più che autorevoli; Bloomberg,         Bank of England, solo per fare qualche esempio, a confermare che è tutta una truffa a nostro discapito, certamente non ci si può aspettare che i criminali che l'hanno messa in pratica e ci ricavano triliardi e non da ultimo così facendo hanno acquisito la modica cifra di 7 miliardi di schiavi, smettano tutto di un tratto di perpetrarla giusto così, perchè son buoni, sono assassini prezzolati, e le dichiarazioni fanno spavento fin dal 1800 : Nuovo Ordine Mondiale, e anche quì troviamo cose interessanti "Tutte le guerre sono guerre di banchieri", se non ci si da una mossa alla svelta può finire solo molto peggio ... 
Per venire al soggetto dell'articolo, il golpe del 2011 chi non è in mala fede sa benissimo come sono andate le cose e se magari era in letargo a conferma ci sono stati i libri "Stress Test" dell’ex ministro statunitense del Tesoro, Tim Geithner, l'ex premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero nella sua autobiografia "El dilema", Alan Friedman ne "Ammazziamo il gattopardo" racconta che Mario Monti gli confessò che già dall'estate precedente era stato allertato dal presidente della Repubblica Napolitano e valutò assieme a fidati consiglieri come Romano Prodi e Carlo De Benedetti, sto raccogliendo le prove che sono infinite e preparando un articolo.
Quindi abbiamo un colpo di stato straniero, ai danni dell'Italia e non tanto di Berlusconi, con collusioni di traditori nazionali con alte cariche istituzionali, ma no va tutto bene, il 30% di traditori in malafede da mandare ai lavori forzati, un 60% di conformisti che non hanno gli attributi di andare contro il pensiero che credono dominante e il restante ben poco può fare e questa è la fotografia nazionale, poi ci si lamenta, non c'è lavoro, la sanità, le pensioni, un popolo di bestie con l'anello al naso ...


C'è anche l'altro filone, Adusbef e Federconsumatori si costituiranno parte civile nell'eventuale processo per manipolazione del mercato a carico dell'ex management di Deutsche Bank e della stessa banca di Francoforte.
"Il filone di inchiesta contro Deutsche Bank della Procura di Trani - è detto in una nota delle associazioni - appare parallelo (se non gemello), al processo contro le agenzie di rating (Fitch e S&P a processo a Trani, ndr), quei padroni del mondo che assieme alle banche loro azioniste, decidono (ed hanno deciso nel 2011), le sorti dei governi democraticamente eletti, che possono anche non piacere, ma la cui caduta non può essere decisa a tavolino da una ristretta cricca finanziaria, la quale oltre a manipolare i mercati, gli spread, i tassi e l'euribor, prevarica ed annienta la sovranità degli Stati, la sicurezza e la stessa ricchezza delle nazioni, per arricchire qualche oligarchia".
La Deutsche Bank di Francoforte è indagata per manipolazione di mercato dalla procura di Trani assieme all'ex management del gruppo. La vicenda riguarda la massiccia vendita, per 7 miliardi di euro circa, di titoli di Stato italiani avvenuta nel primo semestre 2011. La Guardia di Finanza di Bari, assieme al pm Michele Ruggiero, hanno compiuto sequestri di atti e mail nella sede milanese dell'istituto tedesco, in piazza del Calendario, e avrebbero ascoltato testimoni. 

Sono cinque gli indagati: l'ex presidente di Deutsche Bank Josef Ackermann, gli ex co-amministratori delegati Anshuman Jain e Jurgen Fitschen (quest'ultimo è attualmente co-AD uscente della Banca), l'ex capo dell'ufficio rischi Hugo Banziger, e Stefan Krause, ex direttore finanziario ed ex membro del board di Db. 

L'ex management del gruppo di Francoforte è accusato di manipolazione del mercato perché mentre comunicava ai Mercati finanziari la sostenibilità del debito sovrano dell'Italia, nascondeva agli stessi Mercati e al Ministero dell'Economia italiano (Mef) la reale intenzione della Banca di ridurre drasticamente e nel brevissimo termine (nel primo semestre 2011) il possesso di titoli del debito italiano in portafoglio che a fine 2010 ammontava a otto miliardi di euro. La vendita massiccia dei titoli di Stato italiani per oltre sette miliardi di euro entro giugno 2011, secondo il pm di Trani Michele Ruggiero, ha alterato il valore di mercato dei titoli stessi perché è stata fatta violando la normativa in vigore.



LA PROCURA DI TRANI GRAFFIA LA CITY DI LONDRA




Dopo quasi 9 ore di requisitoria interrotta solo da un paio di brevi pause-caffè Michele Ruggiero, il coraggioso Pubblico Ministero che ha processato Fitch e Standard&Poor’s, appariva come un faro che aveva appena illuminato una porzione di mare buio e tempestoso, rivelandone inquietanti verità.

Non è stata una requisitoria come altre perché si è spinta ben oltre l’articolazione delle condotte penali da parte degli imputati e la conseguente richiesta di condanne. Sulle condotte in sé avrebbe potuto limitarsi ad un paio di evidenze inconfutabili, che lo stesso PM ha chiamato “bazooka fumanti”. Ma Michele Ruggiero ha fatto molto di più: ha svelato i meccanismi opachi che regolano il funzionamento interno dei gangli del vero potere finanziario che ha sede nella City di Londra e le interessenze che questo stabilisce con le istituzioni dei Paesi che di sovrano, ormai, hanno solo il debito, e tramite questo finiscono per diventare oggetto dell’altrui governo.
La mole di materiale prodotto e ricostruibile sulla base di tre anni di intensa attività processuale ci ha convinto ad organizzarne la divulgazione per macro-temi che presenteremo a puntate in esclusiva su Pandora TV a partire dalla settimana prossima.


Vi è anzitutto il tema della manipolazione in senso stretto, di cui alle condotte illecite da parte degli analisti di S&P, una manipolazione perpetrata da Maggio 2011 a Gennaio 2012 attraverso azioni “consapevoli e ripetute” di pubblicazione di informazioni oggettivamente false e palesemente contrastanti con i dati pubblicamente disponibili. Il caso più eclatante, sebbene non certo l’unico, riguarda l’argomentazione di S&P richiamata dal PM che condusse al duplice taglio del rating del Gennaio 2012, secondo la quale il debito pubblico e bancario italiano detenuto da soggetti esteri sarebbe “alto” e quindi motivo di forte preoccupazione, mentre i dati pubblicati da organismi terzi quali FMI, OCSE e Commissione Europea evidenziano proprio l’opposto, cioè un debito verso l’estero “basso”, molto al di sotto della media dell’Eurozona e persino in decrescita dal 2010 al 2011.

Vi è poi un secondo tema, che chiamerei politico, dell’ingerenza indebita nei fatti del Paese, della lesione di sovranità nazionale, laddove ad esempio la requisitoria dimostra che le revisioni dell’outlook del Luglio 2011 e del Dicembre 2011 furono selettive nella tempistica e precedettero di poche ore importanti comunicazioni del Governo relative, rispettivamente, alla bozza della manovra di bilancio 2011 ed al programma di emergenza dell’appena insediato Governo Monti. Quindi volevano influenzare le agende governative.

Ma la requisitoria del Pubblico Ministero ha raggiunto il suo apice quando ha svelato un terzo tema chiave, lo spaccato delle pratiche quotidiane della City di Londra, in base al quale scopriamo che il 3 Agosto 2011 una analista senior di S&P si lamentò con il Presidente Deven Sharma (imputato) dell’inadeguatezza dei loro analisti per la gestione del rating di Paesi sovrani ma venne ignorata; scopriamo che il 12 Gennaio 2012 Renato Panichi, super esperto di Banche di S&P, cercò con una email di far modificare il report del doppio downgrade contro l’Italia che i suoi colleghi avevano alterato riportando dati fasulli sul settore bancario, ma venne scientemente silenziato.

Si scopre anche che la “prestigiosa” FSA, la Financial Services Authority, oggi accorpata nella Banca d’Inghilterra col nome di FCA (Financial Conduct Authority), alla richiesta della Consob di acquisire dati rilevanti quali i verbali delle riunioni del comitato rating di S&P, decise di rifiutarsi di collaborare e preferì favoreggiare l’agenzia di rating nell’occultamento delle prove (per esperienza diretta posso riferire che si tratta della stessa FSA che operò simili occultamenti nel 2008 circa il fallimento della Lehman Brothers e nel biennio 2009-2010 circa la manipolazione del tasso Libor…).

Fatti e scene che non ci aspetteremmo di vedere neanche nel più bizzarro dei thriller finanziari ma che sono evidentemente normalità nella City di Londra (e chi ci ha lavorato per anni li conosce bene….).

Emerge infine dalla requisitoria un ulteriore tema chiave, il legame a doppia mandata tra gli analisti della City ed i dirigenti politici italiani che contano, quali Maria Cannata, Direttore del debito pubblico presso il Tesoro che nel 2010 aveva tolto a S&P un contratto di consulenza che durava da 17 anni (…), Vittorio Grilli, allora Direttore Generale del Tesoro ed oggi ai vertici della JP Morgan di Londra, Pier Paolo Padoan allora Ministro dell’Economia e delle Finanze che ha deciso per conto di 60 milioni di italiani di non costituirsi parte civile a Trani, negandoci quindi la possibilità di ottenere un parziale rimborso del danno subito dalle agenzie di rating, stimato dalla Corte dei Conti in oltre 120 miliardi di Euro.

Tutte queste alte autorità fecero spallucce benché sapessero quanto stesse accadendo come si evince dalle loro stesse ammissioni rese durante gli interrogatori di Trani e dalle email acquisite e dalle intercettazioni che li riguardano, quasi non fosse un loro problema.
Ed in fondo non era un loro problema; infatti era un problema delle famiglie italiane, che ignare di questi retroscena venivano dirottate sui retroscena del bunga bunga, sui finti battibecchi di mediocri politicanti ospitati nei salotti di Vespa, sui temi vuoti delle campagne elettorali, sulle ricostruzioni al plastico della villetta dell’orrore di Avetrana e via discorrendo. Questo è quello che succedeva normalmente mentre i banchieri manipolavano artatamente le nostre vite.

A prescindere dal fatto che i giudici confermino le richieste di condanna da 2 a 3 anni per ciascuno dei 5 analisti della S&P (oltre all’ammenda di 4,6 milioni di euro per la società di rating) l’alto valore politico che il processo di Trani ricopre è ben altro: svelarci il drammatico reality della finanza che conta, quella vera che ha radici nella City di Londra, quella che decide per noi senza dircelo, che usa dati falsi per indurci in errore, che manipola il mercato per sottrarci oltre 100 miliardi di ricchezza, che usa la menzogna per imporre governi tecnici di cui, oggi lo sappiamo con certezza, non vi era alcuna necessità dato che anche lo spread era un menzogna !!

C’è un filo rosso che lega la manipolazione del rating alle truffe dei derivati, alla menzogna dell’austerità, all’anatocismo del debito pubblico, alla disperazione di ogni giorno, alle catene che ci imprigionano. E’ un sistema, una matrice dalla quale dobbiamo uscire.

Lungo una delle trincee dove siamo costretti a combattere stiamo scoperchiando una parte di questo sistema omertoso, imperniato su un mix di menzogna e speculazione, che è peggio della peggiore mafia “nostrana”, che ha mezzi finanziari illimitati, che ha radici al di fuori del nostro Paese. Un sistema, non dimentichiamolo, imperniato sul debito, che si nutre dei nostri gesti, che usa le nostre mani, e che può soltanto essere combattuto da una larga forza popolare che prenda coscienza e controllo del proprio destino, trainata da una nuova idea forza capace di ispirare un modello economico e sociale libero dal debito.
Alberto Micalizzi

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