Descrizione

In questo blog si vuole commentare ed analizzare l'attualità e la storia ma sopratutto scoprire ed evidenziare le ipocrisie, le falsità ed i soprusi di questo mondo appunto ormai impossibile da vivere.

“La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi”. Honorè de Balzac

Contra factum non valet argumentum”

venerdì 11 agosto 2017

La mitica Radio Caroline dopo 50 anni non è più Pirata sui mari



Ai tempi, a me per primo non era molto chiaro, eravamo bambini, se ne sentiva parlare, poi con il tempo è diventato più chiaro.
Erano altri tempi, se vogliamo pionieristici per certi versi, sempre repressivi ma meno controlli, meno attrezzature elettroniche, riuscivi a svicolare, eri sempre in guerra, divertente, di Pirata non c'era solo la radio, ce ne erano parecchi ☺ne abbiamo combinate di tutti i colori.
Quando anni dopo lessi "On the Road" di Keruac, mi sembrò una presa in giro per ragazzini, poi mi resi conto che erano passati solo 40 anni, erano avanti comunque, ma la filosofia era rimasta la stessa :
«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»«Dove andiamo?»«Non lo so, ma dobbiamo andare».
(Jack Kerouac, On the Road, p. 17)

Il nome Radio Caroline è stato utilizzato per la trasmissione da acque internazionali, utilizzando cinque diverse navi di tre diversi proprietari, dal 1964 al 1990 e via satellite dal 1998 al 2013. Radio Caroline attualmente trasmette 24 ore su 24 via internet e da occasionali servizi ristretti con licenza, trasmette anche su radio DAB in alcune aree del Regno Unito.

Quanto segue è un riassunto, in 50 anni di "Pirateria" potete immaginare che ne sono successe di tutti i colori, nel link precedente su wikipedia inglese tutta l'incredibile storia, le 



La mitica Radio Caroline ottiene la licenza dopo 50 anni da pirata sui mari

La prima trasmissione fuori dalle acque territoriali inglesi risale al 1964, con alterne vicende è arrivata ai giorni nostri. Ha ispirato il film «I love radio rock» del 2009.
di Paolo Lauri

Radio Tesla
Immaginate una macchina del tempo, indietro di 50 anni, vi sarebbe capitato di ascoltare su vecchie radioline in AM (modulazione di ampiezza) una radio nuova e anticonformista per l’epoca, bandita soprattutto dal governo inglese. Nel 1964 Radio Caroline iniziava le sue trasmissioni su una nave, la MV Fredericia ancorata al di fuori delle acque territoriali d’Oltremanica, perché la legislazione della terraferma, nel Regno Unito come altrove, finiva a pochi chilometri di distanza dalle coste: oltre quel limite si era in acque internazionali e la legge da osservare era quella del paese in cui era registrata la nave. Se la legge di quel paese non aveva obiezioni contro la trasmissione radiofonica marittima, era possibile far sentire una radio a chi stava sulla terraferma senza essere illegali. Il mito di Radio Caroline non si è mai estinto e coloro che hanno superato gli anta la ricordano ancora.

Ora dopo esattamente mezzo lustro dalla legge sulla violazione dei diritti di trasmissione marittima introdotta nel 1967 dal parlamento inglese proprio per impedire il proliferare di queste emittenti qualcosa è cambiato e la stazione ha ottenuto una licenza per trasmettere, questa volta legalmente, sul territorio inglese. Peter Moore, che gestisce l’emittente, ha dichiarato di essere felice che la richiesta, presentata già nel 2010, abbia avuto successo, aggiungendo che la sua ambizione era quella di riprendere le trasmissioni proprio sulla MV Ross Revenge sul fiume Blackwater nella contea dell’Essex. Per ora la licenza in AM è per le regioni del Suffolk e le parti settentrionali dell’Essex in Inghilterra.
«Vorremmo fornire – ancora Moore - lo stesso tipo di trasmissioni come quelle che si sentivano in passato e in molti casi presentate dalle stesse persone di prima, proprio come una capsula del tempo».

La storia di Radio Caroline inizia a mezzogiorno del 28 marzo 1964 quando Chris Moore e Simon Dee si trovavano su una nave al largo delle coste dell’Essex, a sudest dell’Inghilterra e annunciarono l’inizio delle trasmissioni dalla MV Caroline, una vecchia nave passeggeri danese. Mandarono in onda un messaggio pre-registrato:


«Questa è Radio Caroline sul 199, la vostra stazione musicale 24 ore su 24».


La prima canzone che venne mandata in onda fu Not Fade Away dei Rolling Stones, dedicata a Ronan O’Rahilly (il proprietario e deus ex machina del progetto). Erano cominciate le trasmissioni di quella che sarebbe diventata una delle prime “radio pirata” del mondo e certamente la più famosa, la cui storia ha ispirato il celebre film I Love Radio Rock del 2009 (film un po’ romanzato ma che vale la pena vedere perchè riporta i fatti dell’epoca, pur senza mai citare il nome di Caroline).

I Love Radio Rock - Trailer 1 - Italiano


Nel 1964 le trasmissioni musicali radiofoniche erano dominate dai tre canali della BBC che confinava il pop a pochissime ore a settimana e soprattutto non voleva saperne di ospitare gruppi delle etichette indipendenti. Emi e Decca la facevano da padrone e gli allora “emergenti” Beatles, Moody Blues, Who, Rolling Stones, Yardbirds e Kinks, trovavano poco spazio. L’emittente di stato inglese, un po’ come la Rai dell’epoca, limitava a poche ore al giorno la possibilità di suonare dischi in diretta e, a volte, le canzoni venivano cantate da altri interpreti o in versioni solo strumentali.


Nikola Tesla - Scritti III
Nel frattempo Ronan O’Rahilly, un ragazzo irlandese di 24 anni, cercava faticosamente di farsi strada nella Londra di quegli anni come imprenditore musicale con una sua piccola etichetta indipendente scoprì, a sue spese, che il mercato discografico era in mano ai soliti nomi: aveva bussato al canale nazionale e a Radio Luxemburg senza successo. Era un bel ragazzo con lunghi capelli chiari, sorridente, discendente da un celebre combattente per la causa dell’Irlanda repubblicana, che descriveva se stesso come anarchico e aveva un carattere carismatico. I gruppi della sua piccola etichetta – allora completamente sconosciuta – non avevano nessuna speranza di ottenere spazio su BBC, per cui O’Rahilly cominciò ad informarsi su alcune esperienze olandesi, danesi e svedesi di stazioni radiofoniche che trasmettevano dal mare.

La legislazione della terraferma, nel Regno Unito come altrove, finiva a pochi chilometri di distanza dalle coste: oltre quel limite si era in acque internazionali e la legge da osservare era quella del paese in cui era registrata la nave. Se la legge di quel paese non aveva obiezioni contro la trasmissione radiofonica marittima, era possibile far sentire una radio a chi stava sulla terraferma senza essere illegali.
Ottobre 1962: il presidente Kennedy nello Studio
Ovale con i suoi figli Caroline e John jr.
(AP Photo/White House, File)
O’Rahilly decise quindi di mettere in piedi la sua stazione, Radio Caroline, riadattando una nave passeggeri danese di 700 tonnellate, la MV Fredericia (che formalmente era registrata a Panama). Fu aiutato dalla sua famiglia, proprietaria di un piccolo porto privato a Greenore, nel nord dell’Irlanda, dove fu trasformata. O’Rahilly disse che, per il nome, si ispirò a una delle celebri foto di Caroline Kennedy che gioca nello Studio Ovale. Le apparecchiature radio vennero installate con l’aiuto di un ingegnere svedese, Ove Sjöström, che aveva lavorato in una esperienza simile in Svezia. Il 2 luglio 1964 dalla nave MV Mi Amigo sono iniziate le trasmissioni di Radio Caroline South, poi utilizzata per Radio Caroline fino al 20 marzo 1980, quando è affondata in una tempesta.  L'ultima trasmissione da Mi Amigo è stata di Stevie Gordon e Tom Anderson:
(Gordon): "Be ', siamo spiacenti di dirti che a causa delle condizioni climatiche gravi e del fatto che stiamo imbarcando abbastanza acqua, stiamo chiudendo e l'equipaggio in questo stadio sta lasciando la nave. Ovviamente, speriamo di tornare con te il più presto possibile, ma solo per il momento vorremmo dire addio". (Anderson): "Non è un'occasione davvero buona, dobbiamo affrettarci perché la barca di salvataggio è in piedi. Non stiamo andando a scomparire, andiamo sulla scialuppa di salvataggio sperando che le pompe possano salvarla; Posso, saremo di nuovo, se no, beh, non ci piace davvero dirlo". (Gordon): "Credo che torneremo in un modo o nell'altro". (Anderson): "Sì, lo credo." (Gordon): "Per il momento da tutti noi, addio e benedizione di Dio".

Fu poi utilizzato un ex peschereccio del Mar del Nord, l'MV Ross Revenge, come sede di Radio Caroline dal 1983 al 1991. 
Nel novembre del 1991, la nave ha perso l'ancoraggio in una tempesta e si è spostata alle Goodwin Sands nel Canale. L'equipaggio è stato salvato da un elicottero RAF. La Ross Revenge è stata recuperata e portata in porto a Dover, terminando 27 anni di carriera off-shore di Radio Caroline. (NdR)

Il successo fu immediato, Radio Caroline trasmetteva musica pop tutto il giorno, in pochi mesi dall’inizio delle trasmissioni raggiunse quattro milioni di ascoltatori, e presto arrivarono la pubblicità, vietata per radio dalla legge britannica fino agli anni settanta, e giochi a premi in cui si potevano vincere anche quattromila sterline (una cifra molto ragguardevole per l’epoca NdR). I DJ erano più popolari degli artisti stessi: uno dei più noti, Mick Luvzit, sposò la sua fidanzata alla radio e in diretta nel 1966.


Durante le trasmissioni si parlava molto in diretta e i DJ potevano scegliere la musica che preferivano (senza pagare nulla agli autori); comparivano come ospiti molte star dell’epoca, come il presentatore Jimmy Savile o gli stessi Beatles; la radio vendeva magliette personalizzate; i DJ si guadagnavano un seguito di pubblico entusiasta che scriveva centinaia di lettere alla casella postale della radio, sull’Isola di Man. (NdR)

Fisica: la Scienza che Ci Spiega
Come Funziona il Mondo (eBook)
La vita a bordo era una specie di telenovela continua: il compenso per i DJ era 25 sterline la settimana, venti sigarette e birra gratis; restavano a bordo quindici giorni e poi andavano per una settimana sulla terraferma a spendere tutto. Una volta Johnnie Walker, un DJ arrivato 21enne sulla nave e che  aveva scoperto la marijuana, disse in diretta che a bordo era finito il “tè”, e con il carico postale successivo arrivarono parecchie canne già rollate mandate dagli ascoltatori. (NdR)

Molti di loro sarebbero passati a BBC quando venne cominciarono le trasmissioni del nuovo canale Radio 1, nel settembre 1967, diventando presentatori radiofonici e televisivi molto famosi.
Racconta Tony Blackburn in un video su YouTube che un giorno, al momento di scendere a terra, disse alla radio che avrebbe regalato un disco a tutti quelli che lo avrebbero salutato nel percorso che avrebbe fatto dal porto di attracco fino a Londra guidando un’auto di colore rosso.
«Fu incredibile, dopo aver percorso meno di mezzo miglio avevo esaurito tutti i dischi».
PIRATE RADIO CAROLINE TONY BLACKBURN

Radio Caroline non rimase a lungo la sola radio pirata. Già mentre O’Rahilly stava lavorando al suo progetto, l’imprenditore australiano Alan Crawford aveva avviato il “Progetto Atlanta” per un’altra stazione radiofonica galleggiante, che cominciò le trasmissioni poche settimane dopo Radio Caroline. Nei mesi successivi ne nacquero molte altre: Swinging Radio England, Radio Scotland, Radio London, BBMS. In un sondaggio del 1966, il 45 per cento dei britannici disse di sintonizzarsi regolarmente su una radio pirata o su Radio Luxembourg, la potente emittente lussemburghese che era una specie di antenata delle radio pirata.


Nel frattempo, poco dopo l’inizio delle trasmissioni – e a causa di rapporti non facili con Radio Atlanta, con cui alla fine si fuse – la nave dove era nata Radio Caroline si spostò dall’altra parte dell’Inghilterra, gettando l’ancora circa cinque chilometri al largo di Ramsey, nell’Isola di Man. Un’altra nave rimaneva al largo dell’Essex per raggiungere gli ascoltatori del sud dell’Inghilterra, mentre Radio Caroline North si poteva sentire in Scozia, Irlanda e Inghilterra del nord.

L’epoca d’oro delle radio pirata, però, non durò molto.  Tra le decine di radio pirata, ci furono quelle che nacquero occupando vecchi forti della marina o altre strutture militari in disuso sull’estuario del Tamigi: in una di queste, Radio City, il proprietario Reg Calvert venne ucciso a colpi di pistola dal suo ex socio Oliver Smedley. Il mondo delle radio pirata – che diversi parlamentari criticavano moltissimo, rischiava di finire fuori controllo. Nonostante le proteste, il governo britannico pose di fatto fine all’epoca delle radio pirata con il Marine Offences Act, che entrò in vigore il 15 agosto 1967. La legge, tuttora in vigore
«proibisce di trasmettere dalle navi, dalle strutture off-shore e dagli aerei in acque territoriali britanniche, o da navi e aerei registrati nel Regno Unito dovunque si trovino».
Quasi tutte le radio pirata sorte nel frattempo smisero di trasmettere e anche molto personale di Radio Caroline se ne andò. O’Rahilly, però, aveva deciso di andare avanti e, poco dopo la mezzanotte di Ferragosto, disse «Radio Caroline continua» e mandò All You Need Is Love dei Beatles.

La stazione dovette fermarsi – per una lunga pausa di quattro anni – solo nel marzo del 1968, quando i marinai si rifiutarono di andare avanti se non fossero stati loro pagati gli arretrati.
A partire dal 1972 Radio Caroline ha ripreso e interrotto le trasmissioni diverse volte, e prima della licenza legale accordata per la prima volta dopo 50 anni, ha continuato e continua le sue trasmissioni in streaming, ma non è più tornata alla fama di un tempo. Ronan O’Rahilly, 77 anni, è molto malato ed è tornato a vivere in Irlanda proprio a Greenore, il porto dove oltre 50 anni fa tutto era iniziato.

Grant Benson: «Radio Caroline è storia, voi siete il futuro»

Negli anni '80 è stato uno degli speaker di Radio Caroline, la prima radio libera britannica che iniziò a trasmettere nel 1964 da una nave battente bandiera panamense ancorata nel Mare del Nord per aggirare l'ostacolo del monopolio della BBC vigente nel Regno Unito. Oggi Grant Benson, dopo mille altre esperienze di successo, lavora per Radio Number One ed è fortemente legato al nostro Paese.

Fonte lastampa   ilpost   en.wikipedia
ContanteLibero.it