Descrizione

In questo blog si vuole commentare ed analizzare l'attualità e la storia ma sopratutto scoprire ed evidenziare le ipocrisie, le falsità ed i soprusi di questo mondo appunto ormai impossibile da vivere.

“La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi”. Honorè de Balzac

Contra factum non valet argumentum”

sabato 30 aprile 2016

Otto antichi consigli cinesi per una lunga vita e la digitopressione

In questa foto d'archivio, un uomo esegue un massaggio alla schiena a una donna, a Parigi il 17 marzo 2013. Secondo un antico consiglio cinese, un massaggio alla schiena ogni giorno ha molti vantaggi. (Bertrand Langlois / AFP / Getty Images)
Potrebbe sembrare un articolo fuori tema dai soliti del blog, ma mi è piaciuto come contenuto e se partiamo dall'assunto che le medicine sono dei veleni, una volta all'anno se capita ne prendo anche io, quando indispensabile, se poi consideriamo che le case farmaceutiche sono tra le più grandi finanziatrici dei Banksters, ciò basta per far rientrare anche questo nei temi del blog. So anche che malattie e traumi sono tutti psicosomatici, quindi un pò di prevenzione non può far male ...
Arturo Navone

Le persone hanno sempre rincorso il sogno sfuggevole dell'immortalità, fin dall'alba dei tempi e questo desiderio ha dato vita a molte tecniche tradizionali per la longevità che sono state trasmesse da una generazione all'altra.

Ecco alcuni consigli della Medicina Tradizionale Cinese a costo zero, semplici e considerati davvero positivi per la salute:

Risultati immagini per Medicina Tradizionale Cinese

1. LA TESTA È IL CENTRO DELL'INTELLIGENZA: PETTINARSI TRE VOLTE AL GIORNO PER PREVENIRE LE MALATTIE

Secondo la medicina tradizionale cinese i dodici meridiani principali del corpo umano, più di quaranta punti di agopuntura e oltre una dozzina di punti speciali per l'agopressione, convergono tutti alla testa.

Utilizzare un pettine per stimolare questi punti e meridiani può liberarli, favorire la circolazione sanguigna, rafforzare il metabolismo delle cellule cerebrali e prevenirne l'invecchiamento, incrementare la memoria, affinare la vista e l'udito e schiarire la mente. Può inoltre eliminare l'affaticamento, l'insonnia, la nevralgia del trigemino (intenso dolore del viso) e le emicranie. Può anche avere inaspettati effetti estetici.

Solitamente viene consigliato di pettinarsi tre volte al giorno: una volta al mattino, una dopo pranzo, e di nuovo prima di coricarsi, ogni volta per due minuti applicando tra i 60 e i 100 colpi di pettine per un risultato ottimale. Continuando a pettinarvi regolarmente sentirete la mente più limpida ed energica, dormirete meglio, i capelli bianchi torneranno del colore originale e avrete più appetito.
2. IL PIEDE È SPESSO CONSIDERATO COME UN SECONDO CUORE: MASSAGGIARE SPESSO I PIEDI È UN OTTIMO METODO DI PREVENZIONE

La medicina tradizionale cinese afferma che nel piede si trovano più di 60 punti di agopuntura, che sono strettamente legati ai dodici meridiani e quindi agli organi interni. Però, data la distanza dal cuore, il piede ha una scarsa resistenza ed è la parte più debole del corpo poiché è soggetto al freddo e all'umidità. Per questo la salute del piede è considerata in stretta relazione con la salute dell'intero corpo umano.

La medicina antica dice che il modo migliore di mantenere il piede in salute è quello di massaggiare il punto di agopuntura Yongquan (al centro dell'arcata). Dei massaggi energici alle piante dei piedi dopo averli immersi in acqua calda possono portare vari benefici ai tendini, alla circolazione del sangue, ai muscoli dei piedi e anche ad altre aree del corpo. Può alleviare mal di testa, ernie, nefriti, convulsioni, insonnia, ipertensione, malattie cardiache, mal di gola, talloni spaccati, demenza senile e molte altre malattie.

Dati gli effetti relativi alla salute del piede, la medicina definisce Yongquan un punto di riequilibrio generale.

Massaggio ai piedi e mal di schiena. Un massaggio ai piedi può far passare il mal di schiena?
Scopri la risposta in questa pillola video

3. PER VIVERE PIÙ A LUNGO, INGOIARE LA SALIVA CENTINAIA DI VOLTE AL GIORNO PER VIVERE

Il dizionario cinese, o Ci Hai, definisce la saliva: l'insieme dei liquidi secreti dalle ghiandole salivari e del muco secreto da molte piccole ghiandole del cavo orale, che si trovano nella bocca. Un adulto produce in media da uno a un litro e mezzo di saliva al giorno.

La medicina cinese sostiene che la saliva, insieme alla milza e allo stomaco, inumidisce gli orifizi, le membra e gli organi interni, restaura le energie, lubrifica le giunture e schiarisce la mente.

La medicina moderna afferma che la saliva blocca il sanguinamento, allevia la contrazione dei vasi sanguigni, dissolve i batteri, uccide i microbi, preserva la salute dentale, combatte i virus, aiuta la digestione e sostiene altre numerose funzioni.

Recentemente, alcuni scienziati americani hanno scoperto che la saliva può promuovere la crescita delle cellule nervali e dell'epidermide. L'Istituto giapponese per la Ricerca sul cibo ha scoperto che «la saliva può eliminare le sostanze nocive presenti nell'aria e nel cibo» e ha degli effetti significativi nella prevenzione del cancro.

Gli studi di alcuni esperti della Facoltà di Medicina della Georgia University hanno mostrato che l'aflatossina – una delle più cancerogene tra le sostanze conosciute, insieme a benzene e nitrato – si disintegra 30 secondi dopo il contatto diretto con la saliva, quindi sostengono che «la cosa migliore sia masticare 30 volte ogni boccone».

Sembra che questi studi convalidino l'antico consiglio di ingoiare la saliva 300 volte al giorno.


4. SCHIOCCARE I DENTI TUTTI I GIORNI PER PREVENIRNE LA CADUTA

Schioccare i denti significa sbattere ritmicamente l'arcata inferiore e quella superiore dei denti ripetutamente.

Su Wen: Shang Gu Tian Zhen Lun, un antico testo cinese, suggerisce che la salute delle ossa umane dipenda dal nutrimento del midollo e che il midollo delle ossa sia l'origine dell'essenza del corpo umano. Se tale essenza diminuisse, potrebbe non essere sufficiente per supportare il midollo osseo, e i denti si indeboliranno o ammaleranno, o cadranno del tutto.

Inoltre la medicina tradizionale cinese crede che schioccare spesso i denti possa aiutare l'equilibrio dello yin e dello yang, sostenere la circolazione e lo scorrere dell'energia dei meridiani, mantenere e aumentare le funzioni generali dei muscoli della mandibola, la portata delle radici dei denti ed eliminare l'atrofia.

In aggiunta, tale procedimento può rafforzare efficacemente la capacità dei tessuti delle mucose, migliorare la masticazione, supportare la circolazione sanguigna della bocca e delle gengive, incrementare la salivazione, aumentare la resistenza antimicrobica dei denti e quindi renderli più robusti, bianchi e splendenti.

5. MOGLI E MARITI DOVREBBERO MASSAGGIARSI LA SCHIENA A VICENDA PER ELIMINARE LA FATICA FISICA E PREVENIRE IL CANCRO
Massaggiare la schiena è un metodo antico che porta a risultati immediati.

Il massaggio alla schiena stimola decine di importanti punti di agopuntura che possono aiutare a stimolare il sistema nervoso centrale, mantenendolo efficacemente in equilibrio.

Il beneficio primario è il rilassamento muscolare, prevenendo e trattando il mal di schiena e la tensione muscolare.

In secondo luogo, il massaggio alla schiena migliora la circolazione e regola le funzioni dei nervi. Massaggiare durante il giorno schiarisce la mente e solleva lo spirito. Massaggiare di notte distende la mente prevenendo l'insonnia.

Un altro beneficio del massaggio è quello di potenziare le difese immunitarie e prevenire il cancro. Scienziati giapponesi sostengono da molto tempo che dei frequenti massaggi alla schiena promuovono la secrezione di peptidi nel cervello. Questi peptidi hanno forti capacità antivirali e possono inibire la mutazione cellulare, che è alla base della creazione delle cellule cancerogene.

Solitamente ci sono due metodi per massaggiare la schiena: con la mano aperta o chiusa.

In questo caso mantenere la mano aperta significa usare dolcemente tutto il palmo. Per ottenere risultati migliori, massaggiarla regolarmente una volta al giorno, applicando cinquanta o sessanta ripetizioni con la mano aperta o chiusa.

Punto per sbloccare energeticamente il chakra del cuore. Marina spiega come utilizzare i punti di agopressione della medicina cinese per migliorare gli stati d'ansia compresa quella da prestazione, la depressione e tutti gli stati d'amino negativi, ritrovando così positività, amore ed allegria.

6. MANIPOLARE L'ADDOME OGNI GIORNO PER PROMUOVERE LA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA E FARE DEL BENE ALLO SPIRITO

Manipolare l'addome è un metodo per sostenere la salute che utilizza le mani per frizionare avanti e indietro, dal petto al bacino e viceversa. La Medicina Tradizionale Cinese sostiene che l'addome sia «il centro degli organi interni e la fonte dello yin e dello yang».

La medicina moderna sostiene anche che tale manipolazione dell'addome rafforzi lo stomaco e i muscoli gastrointestinali e addominali, promuova la circolazione e acceleri la digestione. Inoltre aiuta la costipazione, le ulcere, l'insonnia, l'infiammazione della prostata, nefriti, ernie, pressione alta, malattie coronarie e cardiache e diabete. In particolare aumenta la contrazione dell'addome e la riduzione del grasso, può addirittura facilitare la perdita di peso.

Per manipolare l'addome, frizionare l'addome con la mano destra in senso orario, con la parte del palmo più vicina al polso, per 130 volte sopra l'ombelico, e poi spostarsi nell'area sottostante e ripetere per 120 volte. Successivamente, strofinare l'intera area addominale con l'intero palmo della mano sinistra per 120 volte. Poi ripetere il tutto in senso contrario.

7. ESEGUIRE STIRAMENTI E ALLUNGAMENTI È IL METODO PIÙ EFFICACE PER PERDERE PESO E AIUTARE LA CIRCOLAZIONE

Stiramento dolce è un termine che si riferisce all'allungamento involontario (che spesso accompagna l'atto di sbadigliare) e comprende: stirare il collo, sollevare le braccia, fare dei respiri profondi per espandere il petto, allungare il torso, mettere in moto le articolazioni e distendere il corpo.

Sun Simiao, un famoso medico della dinastia Tang, affermò: «se il sangue non circola, il corpo sarà colpito da malattie».

Secondo la medicina moderna, la circolazione del sangue si basa totalmente sulla contrazione del muscolo cardiaco, il che è particolarmente vero per le vene più lontane dal cuore.

Quando ci si stira, il corpo porta naturalmente a sollevare le braccia, allargare le costole ed espandere il petto, il che allunga il diaframma mentre si aiuta con il respiro profondo. Questo procedimento causa la contrazione di molti muscoli e riporta il sangue al cuore provocando un accelerazione della circolazione sanguigna.

Lo stiramento può anche aiutare i vasi sanguigni del collo a trasportare il sangue al cervello, a portare il nutrimento adeguato, riducendo la fatica e sollevando lo spirito. Inoltre questo mette in moto il sistema neuromuscolare supportando l'equilibrio fisico, incrementa l'immissione di ossigeno e l'eliminazione di anidride carbonica aiutando il metabolismo; elimina anche la tensione eccessiva prevenendo la tensione muscolare e correggendo la postura. Il tutto aiuta a mantenere il corpo in salute.

Curarsi con la digitopressione. Il mal di testa

8. PER AVERE UN FISICO IN FORMA PREMERE I PUNTI DI AGOPUTURA: HEGU, NEIGUAN E ZUSANLI.

Risultati immagini per Hegu
Il punto Hegu è compreso tra il pollice e l'indice. L'agopuntura nel punto Hegu aiuta a trattare il mal di testa, la paralisi facciale e le malattie che coinvolgono i cinque sensi.

Il punto Neiguan si trova a circa cinque centimetri dalla piega del polso. L'agopuntura in questo punto aiuta in primo luogo le palpitazioni cardiache, la pressione troppo alta del sangue, l'epilessia, l'asma, i dolori di stomaco, la nausea e il vomito.

Risultati immagini per Zusanli
Il punto Zusanli si trova tra sette e dieci centimetri sotto il centro del ginocchio. Ha la funzione di regolare lo stomaco, restaurare le energie, aiutare la circolazione attraverso i meridiani e secondo il linguaggio della medicina tradizionale cinese, disperde il vento e l'umidità.

Ricerche delle medicina moderna confermano che applicare l'agopuntura al punto Zusanli stimoli lo stomaco e gli intestini, così come varie attività digestive ed enzimatiche. Può aumentare l'appetito, aiutare la digestione, supportare le capacità cerebrali, migliorare le funzioni del cuore, aumentare la produzione dei globuli bianchi e rossi del sangue, i livelli di emoglobina e degli ormoni endocrini e migliorare la pressione sanguigna.


I punti Zusanli, Hegu e Neiguan sono tre dei maggiori punti di agopuntura utilizzati dai medici antichi nei loro trattamenti.

In tempi recenti scienziati cinesi hanno scoperto che massaggiare questi tre punti porta benefici a: nervi, muscoli, tessuti e organi. Gli effetti positivi sono maggiori di quelli di qualsiasi attività sportiva.

Premere i punti Zusanli, Hegu e Neiguan per cinque minuti ciascuno, applicando una pressione, con il pollice o con il medio, su ogni punto per 15 o 20 volte.

Agopressione Cutanea. Tecnica che agisce sulla cute con strumenti che non bucano la sua superficie.
Il suo scopo non è curativo ma è mirato a ristabilire l'equilibrio del corpo.
Da sollievo immediato per problematiche fisiche ed emotive.

Questo articolo ha il solo scopo di dare informazioni e non quello di prescrivere cure mediche. Per qualsiasi problema di salute consultare il medico.


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venerdì 29 aprile 2016

La nascita delle religioni ebraiche al principio fu l’Egregoro, e l’Egregoro divenne Dio. La spiegazione delle Forme Pensiero ed Egregore

GhostBusters.jpg

Occupandomi di questi argomenti ho imparato moltissime cose dei più svariati argomenti, ma questa forse è la più importante, anzi sicuramente, la conoscevo inconsciamente e vagamente tutti ne abbiamo sentito parlare, "il pensiero è azione", ma spiegata dettagliatamente prende tutto un altro valore.
Personalmente sono certo che sia vero perchè per altre vie a queste conclusioni ero arrivato da solo, quindi come per altro qualcuno è poi arrivato a mettere soltanto i puntini sulle "i", ero arrivato a disquisire con un lama tibetano e vengo a scoprire dopo anni che avevo ragione, come al solito :).
Non fatevi ingannare dal titolo ma è un concetto che spiega quasi tutto, anzi tutto dei comportamenti, malattie, gioie, vicissitudini e soluzioni universali. A leggerlo tutto, ovvio, come il titolo si divide in due parti...
di Mauro Likar

L’Egregoro o “Coscienza di gruppo”, si forma quando una o più persone si riuniscono per compiere una precisa azione, pensare secondo un dato schema ideologico ed entro certe linee operative, in modo da sperimentare le esperienze emotive, spirituali, e fisiche, corrispondenti alla qualità dell’intenzione attivante. Nell’Egregoro, le forze emotive, vitali, e mentali, di tutti i componenti del gruppo, si fondono in una Forma Pensiero di Gruppo, o Elementale Artificiale, che, se nutrito per secoli o millenni, diviene una Entità Energetica Divina, cioè un Dio artefatto e collettivo, che ha un potere infinitamente maggiore della somma delle menti che compongono il gruppo da cui è stato emesso. Una Forma pensiero egregorica, formata dal legame fra le parti consce, inconsce, e super consce di quanti contribuiscono alla sua costruzione e mantenimento energetico, è interrelata con molti livelli mentali, con altri aspetti di pensiero e con multiformi valenze d’energia Psichica. Per cui, essa non è l’addizione, ma l’elevazione a potenza, delle sue componenti.

Se il gruppo che ha proiettato l’Egregoro, cessa di incontrarsi nel rito dedicatogli, e di nutrirlo immaginalmente, questo Elemento Artificiale potentissimo, non scompare, ma entrato in latenza, può venire ri-attivato da un altro gruppo che operi sulle medesime linee rituali, mentali, ed immaginali di quello originario. La forma pensiero del nuovo gruppo, contatta allora l’Egregoro latente, lo rivivifica, e questo riprende ad operare attivamente attraverso i suoi nuovi canali espressivi.

L’Egregoro opera attraverso lo psichismo dei membri del gruppo che lo aggrega e sostiene energeticamente, attraverso l’uso ripetuto e quotidiano di rituali, cerimonie, visualizzazioni, scritture, recitazioni testuali, immagini dipinte o scolpite, cioè con strutture immaginali ed esterne che ne fissano la Forma Pensiero, ancorandola ad una formulazione sempre più completa, complessa e potente. Se il Rituale ed il Culto di un Egregoro in latenza, viene ri-membrato, riattivato, e praticato in accordo alle linee intenzionali dei suoi emittenti originari, dopo un dato periodo, la Coscienza Egregorica sopita si ri- manifesta: dapprima nelle vecchie modalità, per poi adeguarsi, lentamente, alle varianti immaginali e psichiche dei suoi nuovi ri-compositori, e degli eventuali offerenti accidentali.

Quando un rituale, degli scritti, e delle immagini simboliche egregoriche, sono state caricate ed attivate, in una pratica secolare, o millenaria, l’Elementale Artificiale che ne risulta, è un Centro di Coscienza potentissimo: un “Dio Particolare ed Esclusivo” in cui si organizzano i Poteri, le Facoltà, e gli Ideali di tutti coloro che, in quel lasso di tempo, hanno immesso nella sua struttura, l’energia dei loro pensieri, parole, ed azioni. Non solo i viventi e gli incarnati, ma anche i disincarnati e le Entità sovrumane, che agiscono sull’Egregoro richiamate per corrispondenza vibratoria, dai piani astrali e sottili, collaborano alla composizione complessiva della sua Forma, e del suo Potere. Difatti, ad ogni azione resa esplicita nel livello materiale, corrisponde, per risonanza vibratoria, l’Energia implicita che essa riverbera, richiamandolo dai livelli astrali e cosmici dell’Ologramma divino. Perciò, fondando un Culto Egregorico sul piano fisico, simultaneamente si forma nei piani interiori e sottili, una corrispondente Entità psichica di Gruppo, che diviene il Centro sottile della Coscienza, della Sapienza, e del Potere a cui gli elementi della Congregazione sacerdotale, o di un Popolo, che adori passivamente quel Dio artificiale, danno personalità ed energia individuale, e da cui attingono l’Ascendente risultante, potenziato collettivamente.

Questo Scambio, o Patto di Alleanza egregorica, ha luogo per tutta la durata della Pratica rituale e cultuale di un dato Egregoro, e si protrae nel tempo attraverso la sua trasmissione sapienziale, scritturale, simbolica, e di Lignaggio: cioè genetica e razziale. La nozione di Egregoro astrale, spiega il perdurare di idealità costruttive e distruttive, di cui le manifestazioni o Epi-Fanie variano di tempo e luogo, ma che sono tutte gli strumenti “disponibili” di una data realtà egregorica omogenea. I raggruppamenti umani che servono un dato Egregoro, cambiano, evolvono, spariscono, ma la Causa egregorica rimane, e può essere ripresa più tardi, da altri individui o da altre Aggregazioni cultuali dello stesso Lignaggio.

Gli impulsi mentali ed archetipi sotto i quali il gruppo opera, sono in accordo con la sua stessa tipologia costitutiva, e su di essi si organizza quindi la struttura della Forma Pensiero di Gruppo: L’Egregoro che essi vanno progressivamente formando e nutrendo con le proprie emozioni, concetti, intenzioni, ed azioni rituali e simboliche. Su questa struttura primaria, si fissa allora con lenta crescita, la materia vitale ed energetica del Corpo Egregorico: uno psicoplasma vitale capace di organizzarsi autonomamente, manifestandosi, in seguito al Grande Rituale del Richiamo orgiastico di Gruppo, come Canale Fisico ed Incarnazione Materializzata dell’Egregoro stesso.

Questo prodotto è il Figlio del Dio particolare di quel Gruppo: la Presenza Reale, richiamata in un corpo materiale che ne manifesta l’energia ed il potere, sul livello fisico terrestre. Questo è, ad esempio, il Messia degli Esseni e degli Ebrei.

Il Dio egergorico è quindi una Forma-Pensiero artificiale, fatta nascere e crescere nel tempo dalla concentrazione, pilotata, di una generazione di devoti e seguaci dopo l’altra. Le Entità astrali della ritualistica magica, posseggono un’esistenza indipendente, come Forze-pensiero od Elementi di natura. L’ Egregoro non ha un’esistenza organica maggiore, sul piano materiale, che in quello astrale, poiché essa non si concretizza che attraverso l’adesione passiva di esseri umani, alle opzioni forti già scelte intenzionalmente dagli Iniziatori del Patto egregorico. La Realtà astrale, nasce e si mantiene con l’onda d’influenza che il primo centro materiale propaga e diffonde. Quest’onda prende un’esistenza reale, dal momento che continua ad agitare e muovere il proprio centro di propagazione, e vi sussiste tanto più durevolmente, in quanto contiene sempre più energia, incontrando sempre minori resistenze nel supporto psichico delle proprie maestranze, e delle loro vittime esterne.

È così che le Società Segrete, Templari, e Magico rituali, a forte coesione razziale, e con animazione astrale molto viva, continuano a vivere astralmente, molto tempo dopo che la loro azione si è spenta sul piano materiale. Se su quest’ultimo interviene un raggruppamento identico, o a morfologia psico – simile, l’Egregoro può continuare ad alimentarsi e a crescere indisturbato. L’Ebraismo, di cui il Cristianesimo giudaico e l’Islam non sono che delle frange riformiste e scismatiche, ha il proprio Egregoro esclusivo in JAHVÈ ADONAI; e combatte quindi, necessariamente, tutte le formulazioni egregoriche e divine delle altre razze, etnie, e popoli. Negando, alienando, ed osteggiando il culto degli Dei ariani, egizio atlantidi, o delle altre razze, i Giudeo Cristiani, gli Ebrei, e gli islamici, che di fatto formano una sola Tri-unità Egregorica Semita, tentano semplicemente di imporre al mondo ed alle razze altrui, l’egemonia assoluta del proprio Genio tribale e razziale: Jahvè, Geova, o Allah.

Se l’Egregoro è l’Idea trasmessa, la Catena Occulta rappresenta non questo Ideale, ma i protagonisti che lo hanno concepito e realizzato, e tutti coloro che lo promuovono. L’Egregoro è uno, la Catena occulta è, al contrario, costituita da diverse Entità: i promotori delle idee, del passato e del presente, che ora vivono nei tre livelli di esistenza: Fisica, Psichica e Mentale, o Spirituale. La Catena Occulta si compone di esseri materiali ed astrali, ed assomiglia ad una vasta rete occulta che organizza, per i propri fini, un ampio gioco di relazioni e di azioni interattive, i cui partecipanti possono avere sia un ruolo consapevole ed attivo, che occasionale, passivo, o di adesione blandamente favorevole.

JAHVE’ ZION ADONAI è quindi il Dio Egregorico, formulato come Unico oggetto della loro Monolatria, dagli Ebrei Leviti di Mosé, nel deserto del Sinai, durante il tempo del loro Esilio; inteso alla costruzione del loro Patto di elezione razziale. Gli Ibridi Habiru, o Hyksos Ebrei, dopo essere stati per tre secoli i Re Pastori Hyksos, e i Faraoni in un Egitto invaso, si sono ridotti ad una etnia di mandriani nomadi e di briganti, animata da un forte spirito di rivalsa, e da un odio illimitato per le altre razze.

Per realizzarsi nuovamente come popolo regale dominante, questo gruppo, sotto la guida di Akhenaton, auto elettosi Profeta di Aton-Adonai, e del “Patriarca” Mosé, – o di Akhenaton-Mosé, se i due sono una sola persona – accetta il lungo isolamento nel deserto del Sinai. Har Sinai significa: monte da cui irradia Sina, cioè l’Odio, ed è qui che Mosè, o chi per lui, porta il “suo nuovo Popolo”, allo scopo di creare l’Egregoro del loro specifico Dio razziale esclusivo: Jahveh, fondando una propria Storia, e lanciando, nel Tempo, un’Intenzione Psichica dim conquista globale del Mondo.

Quando essi saranno i Signori della Terra, e delle terre, non vi sarà altra Religione che quella di Jahvèh, a cui il loro destino è collegato per sempre. Per questa ragione, Mosè, che si scinde dall’altra egregora ebraica del Dio El o Elohim, di Abramo, e dall’Aton egizio di Akhenaton, impone al suo “gruppo”, o Zion, di sottomettere tutte le altre razze, ed inizia con la carneficina dell’Israele Elohista ed Atonista, che difatti scompare, e va a formare il mito della tredicesima tribù ebraica. Resta padrone del campo, il solo ebraismo levita e mosaico: quello di Jahvè-Zion-Adonai.

Esso opera da millenni alla distruzione d’ogni altra fede e cultura, infiltrando, annientando, e riducendo alla degenerazione, ogni Civiltà ed ogni Storia che non sia la sua. Tutto il mondo crede che la maschera della legge mosaica, sia la vera regola di vita dei Farisei leviti ebrei, e pochi hanno pensato di indagare a fondo il loro Talmud, e gli effetti di questo “Compimento” che insegna, a costoro, d’essere la sola razza meritevole di essere chiamata umana. Tutte le altre etnie, sono “bestie da lavoro” e schiavi degli ebrei, che hanno, come scopo la conquista del mondo e l’erezione, in esso, del trono eterno di Zion.

Essendo una razza egregorica e non genetica, che però vuole formularsi come Super-razza, a spese di tutte le altre, ed essendo formata da ibridi, la genia dei figli prediletti di Dio, deve mantenersi separata dalle altre vere Razze e Nazioni, semiti compresi, aderendo strettamente al sistema del "Kahal", o aiuto ai soli consanguinei jahveici. La Comunità ebraica, ritenuta erroneamente dai non ebrei una comunione religiosa, o un’etnia, è difatti, per prima cosa e soprattutto, una ferrea comunità neo-razziale e trans- genetica. Si tratta di una sotto-razza ibrida, resasi psichicamente omogenea per mezzo della circoncisione, della ritualità Talmudica, e del Patto egregorico con il proprio Demiurgo Zion-Jahvè.

Essi hanno reso sistematico il loro essere “Ebrei del Patto”, elevando questo criterio ideologico a strumento di dominio e dominazione delle altre razze. Per ottenere la perfetta separazione del loro, da tutti gli altri popoli, la congrega levita e sionista ha eccitato da millenni, abilmente, il cosiddetto antisemitismo ebraico, e ne ha fatto un cavallo di Troia: espediente che permette loro di agire indisturbati, e a Logge “coperte”: come nella Massoneria, da essi ampiamente ispirata e diffusa.

La parola “Antisemita” non significa nulla, perché un ebreo non è semita, che quando le circostanze geografiche ve lo costringono: come altri semiti, ed allo stesso titolo. Un ebreo alto, biondo, dagli occhi azzurri, nato in Polonia da una famiglia che vi si è stabilita da secoli, e che si mescolata abilmente agli indigeni con una serie di oculate mosse: di conversione religiosa e di matrimonio, può non avere nulla del tratto somatico semita, e sembra aver poco in comune anche con i suoi simili, stanziatisi in altri paesi. Ma possiede invece, un particolarismo costante, che resta tale nel tempo e nello spazio, facendo di un Ebreo del Patto quello che egli è: ovunque si trovi a nascere o a dover vivere.

L’antisemitismo, che colpisce principalmente gli ebrei di basso ceto, è del resto un’ottima arma di propaganda, e di salvaguardia degli interessi dell’ Elite levita, di cui anzi, rafforza enormemente la stabilità ed il prestigio. Raggiunta la posizione di Super-Governo mondiale, basato sull’economia delle Borse, delle Banche e sulla razzia dell’Oro e delle Risorse, essi potranno alla fine togliersi la maschera, o indossarne una più appropriata, mettendo fine di fatto, ad ogni libertà nazionale ed individuale; sia all’interno che all’esterno di Israele.

“La Gerusalemme o Zion del Nuovo Ordine”, collocata fra Oriente ed Occidente, soppianterà il doppio regno imperiale e papale. L’Alleanza Israelita Universale, oggi presente come Globalizzazione Mondiale, fa già sentire la sua pesante influenza, e penetra in tutte le economie, le culture, e le religioni. Le Nazionalità debbono scomparire, le economie frantumarsi, le religioni altrui tramontare. Allora resterà solo Israele e la sua 
religione unica: quella del Popolo Eletto, e del loro Dio”.



IgienistaMentale
IL VERO VOLTO DI YHWH - in principio fu l'egregoro e l'egregoro divenne Dio
Questo documentario è stato creato in collaborazione con :whitewolfrevolution.
L‘Egregoro o “Coscienza di gruppo”, si forma quando una o più persone, si riuniscono per compiere una precisa azione, pensare secondo un dato schema ideologico, ed entro certe linee operative; in modo da sperimentare le esperienze emotive, spirituali, e fisiche, corrispondenti alla qualità dell’intenzione attivante.
Nell’Egregoro, le forze emotive, vitali e mentali, di tutti i componenti del gruppo, si fondono in una Forma Pensiero di Gruppo, o Elementale Artificiale, che, se nutrito per secoli, o millenni, diviene una Entità Energetica Divina; cioè un Dio artefatto e collettivo, che ha un potere infinitamente maggiore della somma delle menti che compongono il gruppo da cui è stato emesso....



Se avete compreso bene quanto illustrato, queste poche righe ulteriori al link che segue vi faranno capire come riescano a farci partecipare inconsapevolmente ai riti collettivi come questo: Perché la morte dell'uomo che non era dietro il 9/11 è stata annunciata il 1° maggio - Il Culto di Baal e l'eliteche poi gli portano la nostra energia, non agli ebrei ma ai "padroni del mondo" che sono tutta un'altra cosa, chi non ci fosse ancora arrivato rimando alla prossima puntata che sarà per forza di cose a breve, leggete al link:
L'amore è il peso che dà il moto all'anima
L'Egregoro è anche un concetto massonico. “Ora la Massoneria è una vera scuola iniziatica e non già, come comunemente si crede, un'associazione fraterna ...


Latour il Baro.jpg


Si sente molto parlare oggi di Egregore e Forme-Pensiero. Ma cosa sono davvero, alla luce della Tradizione? 
9 febbraio 2009

Se il Creatore non si può separare dalle sue creazioni se non con il medesimo imperiale atto di volontà che le ha generate, analogamente l’uomo non può farlo con le sue creazioni mentali se non con uno sforzo. L’uomo è un creatore, sia su questo piano con l’energia dell’Eros (con gli organi sessuali), sia su piani eterici con l’energia mentale di Filos (Padre), ed è quindi capace di emanare forme energetiche di pensiero. Si tratta di un’espressione ignorata dalla psicologia moderna, ma è un argomento tenuto da sempre in grandissima considerazione dalla Tradizione, che ben conosce le dinamiche del pensiero, i poteri occulti e incompresi della mente umana, e le conseguenze della direzione dell’attività mentale. Se tutto l’Essere si basa sull’energia, sull’irradiazione e sulla vibrazione, ogni pensiero umano, sia esso positivo o negativo, mira a divenire attivo e non muore facilmente, permanendo nell’astrale (sub-conscio) individuale e collettivo. Ciò che noi crediamo è sempre una forza dominante. Le nostre credenze danno origine agli avvenimenti giornalieri. Se un numero sufficiente di noi crede, è possibile far esistere una cosa nuova. Lo stesso corpo fisico è il risultato della cristallizzazione della forma-pensiero originaria di Adamo su sè stesso. L’atmosfera mentale in cui l’uomo vive è piena di illusione, ed è campo di contatto con forme-pensiero di ogni genere. Ve ne sono centinaia ad influenzare in modo sottile tutte le nostre scelte di vita: alcune di esse sono antichi ideali ormai superati, ma che permangono; altre sono del tutto nuove, poco potenti ma dotate di grande forza di attrazione, capaci di crescita se nutrite nel modo giusto; alcune sono intime e personali, altre dominano la collettività umana nel suo complesso. Sono le forme assunte dalla paura, dal desiderio, dalle emozioni, dalla sensibilità all’ambiente, dall’aspirazione crescente e dai vecchi ideali, condizionamento potenti che impediscono alla luce dell’anima di illuminare la coscienza di veglia, e tengono schiava l’umanità generando annebbiamento astrale. Le più potenti e negative sono tre:
1) la forma-pensiero di Dominio, atta a danneggiare il campo energetico di un’altra forma considerata più piccola e modesta di sé stessi. E’ strettamente correlata al vizio Orgoglio e all’esaltazione del falso Ego;2) di Sottomissione o di Inferiorità, opposta a quella di dominio, che conduce a sminuire sé stessi e a perdere fiducia in sé stessi, facendoci divenire facile preda di chi al contrario è dominato dalla forma-pensiero precedente;3) di Annientamento, che fa credere nella distruzione, nella morte, nell’invecchiamento, nel tempo inesorabile e nella malattia, distogliendo l’anima dal ben più reale principio dell’immortalità.
Forme Pensiero ed Egregore
Tutte sono state create dall’uomo nei diversi stadi del suo sviluppo individuale e razziale. Ogni pensiero è energia -l’energia discende sempre dal pensiero- e cerca un canale attraverso il quale può esprimere ciò che esso racchiude in sé, producendo due effetti: una vibrazione radiante e una forma fluttuante. Una forma-pensiero può essere dotata, quindi, di un’alta o bassa qualità vibrazionale; ciò dipende dagli ideali di chi la emana. L’effetto di questa vibrazione su sé stessi e sugli altri dipende dalla precisione del pensiero-emozione, e dalla quantità di forza ivi contenuta. La durata della vita di una forma-pensiero dipende:
1) dalla sua intensità iniziale (forza ivi contenuta), e2) dall’energia che continua ad esserle fornita mediante la ripetizione del pensiero (abitudine mentale),
sia da parte del suo creatore che da parte di altri. Quanto più spesso un pensiero sarà ripetuto, tanto più intenso l’effetto. La sua vita può essere continuamente rinforzata vampiricamente dalla ripetizione del pensiero, ed una forma-pensiero nutrita regolarmente acquista una grande stabilità. Essa ha l’istinto di di prolungare la propria vita, per cui reagisce sul suo creatore, tendendo ad eccitare in lui la ripetizione dello stato emotivo che l’aveva creata. Agisce allo stesso modo, sebbene meno efficacemente, con tutti gli individui con cui può venire a contatto. Se l’uomo comprende questo meccanismo perverso, può sottrarre energia alla forma-pensiero, bloccando con la forza di volontà (dominio di sè) quei meccanismi mentali che lo conducono a pensare o a desiderare qualcosa, o ad essere e comportarsi in un certo modo. Privata di energia, la forma-pensiero è sempre più debole, e tortura sempre meno il proprio creatore, fino a dissolversi. Come un atto di volontà crea attivando un circolo vizioso, un atto di volontà ancora più forte è capace di estinguerla attraverso un circolo virtuoso. Solo l’Intento (io voglio) può consentire di trascendere una forma-pensiero negativa e distorta. Quando si attiva l’Intento di dissolvere una forma-pensiero, si trasmutano le frequenze nelle quali esiste questa forma-pensiero, all’interno del proprio campo astrale. La forma-pensiero tende, infatti, ad assumere la forma di una larva energetica, o peggio di una sanguisuga, e ad attaccarsi al campo energetico umano al fine di drenare energie emozionali. Tra le diverse discipline mentali volte ad evitare la formazione di forme-pensiero dannose (demoni), e il dissolvimento di forme-pensiero pre-esistenti ed ereditarie, vi sono due efficaci espressioni di vigilanza interiore.
La prima è induista: il Raja Joga del grande Patanjali. La disciplina regale della mente è una splendida forma di auto-disciplina mentale, il cui scopo è determinare le cause delle forme-pensiero (klesa o afflizioni) che ci dominano e torturano, e poi apportare un rimedio adeguato che consiste soprattutto nella sospensione dell’attività mentale volta a proiettare, e nel non-attaccamento tipico anche della disciplina mentale buddhista. Il Raja Joga tenta di bloccare le sovrapposizioni mentali, cancellare quelle vecchie e ridurre la mente all’essenza (Io vero, Purusha): la non-mente dei maestri Zen. Cerca di capire perché compiamo sempre gli stessi gesti, perché reagiamo a determinati stimoli ambientali sempre nello stesso modo. La causa è la “vrtti”, la forma-pensiero, ma noi diremmo che ciò è conseguenza anche dell’archetipo (imprinting), tendenze istintuali innate somma di tutte le sovrapposizioni delle vite precedenti che ci dominano dalla nascita alla morte, e che ci fa credere di essere qualcosa o qualcuno, attributi-qualità di cui l’Io puro non ha alcun bisogno e che lo ottenebrano. Con l’età adulta, l’uomo perde la purezza di pensiero tipica del fanciullo, e suscita, rafforzandoli continuamente, tutta una serie di “blocchi” psichici che appesantiscono il suo campo astrale, fondamentale ponte verso il divino. P.Matthiesen insegnava che:
“ben presto il limpido occhio del bambino viene obnubilato da idee e opinioni, preconcetti e astrazioni, cosicchè il semplice libero essere si ricopre della pesante armatura dell’ego. Solo dopo anni si percepisce d’istinto di essere stati privati del fondamentale sentimento del mistero”.
La seconda forma di vigilanza è di origine egizia: la Psicostasia. I mistici medievali (e non solo) attuavano il cosiddetto esame di coscienza, il corrispondente dell’antichissima psicostasia egiziana, la cui scienza iniziatica raggiunse il suo più alto momento negli esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola. Tutti questi metodi puntano a rendersi consapevoli dei movimenti della coscienza per bloccare i dèmoni personali (pensieri, negativi, ossessioni), osservando tutto il proprio mondo reattivo psichico, così da trasformarsi in un Vigilante, uno che veglia su di sè e attua uno degli insegnamenti-chiave di Gesù: “Siate vigilanti”, al fine di pervenire allo stato di “Re del Mondo”, ossia dominatore del proprio mondo interiore e dell’esterno. I pensieri sono semi che cadono nel perispirito astrale e poi nell’anima umida. Se non vengono riconosciuti in tempo, cominciano a germogliare e a portare quei frutti che corrispondono alla loro specie, o vanno dove agiscono grandi campi energetici che hanno un’analoga irradiazione a quella del pensiero di chi lo ha inviato. Quindi, essi passano nel Regno dei Pensieri (Akasha) da dove richiamano pensieri simili, affini vibrazionalmente e di natura analoga, costruiti da altri dominati dalla stessa illusione, forme-pensiero che si attraggono e si uniscono come goccie d’olio nell’acqua, producendo una forma di grande energia ed intensità. Essi si aggregano, formano un complesso di energia eccezionalmente potente, nota come “egrègora” o “aggregato di energia-pensiero”, e ritornano a coloro che hanno inviato il pensiero, li influenzano e cercano di provocare ciò che essi eventualmente temevano. Non si confonda il principio dell’ egrègora con gli Egregòri (gr. Egregoroi), citati nel Libro dei Segreti di Enoc XVIII:1, termine che corrisponde all’ebraico “Ir (Vigilanti)” : “Mi innalzarono al terzo cielo e là vidi una numerosa milizia, gli Egregori (Vigilanti)”. Un Egregoro è un essere celestiale, un Vivente, mentre un’egrègora è un aggregato energetico di origini umane, un’ameba energetica, dipendente da coloro che la crearono. Ad onor del vero, non esistono solo le forme-pensiero umane ma, nell’ambito di quest’universo materiale, le più potenti sono quelle generate dai corpi stellari e planetari attraverso quella che gli antichi chiamavano “musica delle sfere”: potenti irradiazioni di natura elettro-magnetica. Le stelle e i pianeti non sono corpi morti ma esseri viventi dotati di una loro coscienza, quindi capaci di generare forme pensiero dotate di un quid vibrazionale, di una certa portante, e di una precisa radianza elettro-magnetica talmente potente da influire entro distanze considerevoli. Le loro forme sono modelli di interferenza elettro-statica che mantengono l’uomo perpetuamente rinchiuso nella limitazione della coscienza. Gli influssi delle forme d’onda dei pianeti e delle stelle sui destini e sui comportamenti umani erano noti agli astrologi iniziati dell’antichità, ma oggi sono totalmente sconosciuti. E’ un argomento che approfondiremo nel seguito della trattazione. E’ noto che i pensieri rivolti all’aspetto materiale sono vibrazioni molto basse in frequenza. Negli edifici di culto, queste genere di vibrazioni abbondano, poichè i fedeli tendono a chiedere favori materiali per la soddisfazione dell’anima animale, anzichè doni finalizzati all’evoluzione spirituale e al nutrimento della parte spirituale dell’anima. Queste vibrazioni impregnano le statue ove i fedeli pregano, e creano quella che viene detta “egrègora”. Un egrègora è di fatto un’ameba energetica, un’essenza totalmente priva di intelligenza, il cui unico scopo è preservarsi sottraendo energie. Queste energie vengono sottratte a tutti i fedeli che si prostrano nei pressi della statua, senza che neanche se ne rendano conto. Questa ameba nel corso del tempo può divenire qualcosa di estremamente potente. Non sono discorsi da fantascienza. Il grande Mosè, da Supremo Maestro e conoscitore delle potenzialità del pensiero umano, proibì al suo popolo una simile forma di adorazione, ritenuta per i motivi di cui sopra, assolutamente pericolosa, nonchè immorale e per niente rispettosa del Dio interiore. Più in generale, Mosè proibì di adorare i simulacri (contenitori), spingendo occultamente a venerare l’essenza di ogni cosa. In tal senso, coloro che non comprendono questo concetto, venerano il corpo fisico anzichè il dio interiore; e credono che il Graal sia una coppa (contenitore) anzichè il suo contenuto (acqua di vita), tant’è che il termine “vaso (gradale)”, in tedesco “veissel”, rimanda al tededesco wasser e all’inglese water che significano “acqua”. L’invito della Tradizione è volto alla generazione di forme pensiero d’amore e legate ad ideali eterni (archetipi divini), anziché a quelle composte di bassa materia astrale. Arthur Powell scrisse con grande autorevolezza sulla natura delle forme-pensiero:
“L’astrale e il mentale sono i corpi maggiormente interessati nella produzione di ciò che chiamiamo le forme-pensiero, le quali possono essere costituite di sola materia mentale, o mentale e astrale come è nella maggior parte dei casi…Un pensiero puramente intellettuale ed impersonale sarebbe costituito solo di materia mentale. Ma se contiene il minimo elemento di desiderio personale ed egoistico si avviluppa di materia astrale oltre che di quella mentale…Quando un uomo indirizza la sua energia verso oggetti desiderati, o è occupato in attività passionali e emotive, il corpo astrale (emotivo) proietta una parte di sé che si avviluppa di essenza elementale del piano astrale…Le essenze elementali dell’astrale reagiscono molto facilmente all’influenza del pensiero e del desiderio umano; per conseguenza, ogni impulso emanato dal corpo astrale-mentale viene immediatamente rivestito di un temporaneo veicolo di essenza elementale. Questi elementali divengono così, per un certo tempo, una specie di creature viventi, entità intensamente attive, animate dalle idèe che le produssero. I chiaroveggenti inesperti le confondono con le vere entità viventi (Egregòri)…Tali forme pensiero-desiderio sono il frutto di Kama-Manas, la mente dominata dalla natura animale, Manas dominato da Kama…Una tal forma pensiero-desiderio ha per corpo l’essenza elementale e per anima il desiderio o la passione che l’ha prodotta, che è di per sé energia, una carica elettro-magnetica…La gran maggioranza delle forme-pensiero ordinarie hanno questa natura, perché ben pochi pensieri di uomini e donne ordinarie sono scevri di desideri, passione ed emotività… Se poi il pensiero ha un carattere spirituale, se è colorito di amore e di aspirazioni elevate o di profondi sentimenti altruistici, allora può entrarvi qualcosa dello splendore e della gloria divina”
(Il Corpo Astrale). Quest’ultimo è il caso di alcuni ordini misterici (oggi di alcune scuole o arche iniziatiche) i cui membri creavano, tenendosi per mano e rispettando le polarità maschio-femmina, una catena atta a generare, tramite visualizzazione, una forma-pensiero legata ad una vibrazione-luce che diviene anche più della mera somma delle vibrazioni degli anelli della catena stessa. Essi sviluppavano una corrente nervosa, risultante della potenzialità di tutti i singoli. Questa egrègora poteva essere richiamata per diversi motivi, ed era atta a conservare perfino la storia e i segreti dell’organizzazione, essendo la somma delle menti e dei pensieri degli esseri che la emanarono. Perfino gli Esseni di Qumran e i Templari di Francia avevano la loro egrègora di gruppo, ancora vivente, e chi conoscesse il modo di evocarla, potrebbe attingere ai segreti degli Ordini. Quanto detto spiega una rivelazione criptica di Ferdinando Pessoa:
“Gli ordini iniziatici sono difesi, ab origine symboli, da condizioni e da forze assai speciali che li rendono indistruttibili all’esterno. Non intendo spiegare in cosa consistano queste forze e condizioni: mi basta indicarne l’esistenza”
(Pagine Esoteriche). Queste forze sono prettamente egregoriche. L’egrègora di un gruppo iniziatico composto da illuminati e da santi è di fatto una Sfera di luce e di energia. Occultamente, essa è la protagonista del film “Sfera” di Barry Levinson, nel cui finale i protagonisti mostrano come sia possibile crearne una attraverso una meditazione-visualizzazione di gruppo in cui l’intento sia focalizzato e il proposito unanime; a dimostrazione del fatto che l’immaginazione (femminile) e la volontà (maschile) siano i più grandi talenti messi a disposizione dell’essere umano, sempre che siano ben utilizzati. Il principio dell’egrègora è analogo a quello dell’inconscio collettivo di Jung. Essa è frutto della forza psichica dei gruppi umani, cosicchè ogni gruppo (politico, aziendale, sportivo ecc.) emana la sua egrègora, la quale deve nutrirsi delle emozioni del gruppo per poter sopravvivere. Alain Brethes è quello che meglio ha indagato il fenomeno negli ultimi anni. Il ricercatore francese afferma che:
“un’egrègora è la risonanza vibratoria emessa dalla psiche di un gruppo di persone vibranti su una nota determinata. Gli atti, le emozioni, i pensieri e gli ideali di ogni singolarità costituente il gruppo, si fondono per edificare un tutto coerente, una foma di natura energetica avente una certa qualità vibratoria. La tradizione esoterica la chiama forma-pensiero. Benchè di essenza sottile e impalpabile, una forma-pensiero è molto più penetrante, inviluppante e percepibile di una presenza materiale. La durata di vita di un’Egrègora dipende da parametri identici a quelli validi per tutte le istituzioni umane. Quanto più esse sono vitalizzate (energizzate) e più è elevato l’impulso, tanto più sono rinforzate. L’Egrègora è pur sempre dipendente dall’attività mentale del gruppo, per cui quando il gruppo cessa di esistere, l’egrègora non viene più alimentata e col tempo decade, a meno che non sia costituita da una grandissima forza di energia-pensiero. Ma neanche il gruppo può essere completo senza la sua egrègora”
(Les Egregores). Il grave problema di quest’umanità dormiente ed impura è che l’etere è saturo di egregore negative, poichè la mente dell’essere umano è volta verso la profanità e la materia. Il problema oggi assume proporzioni apocalittiche, poichè la corruzione e la degenerazione delle forme-pensiero mai forse ha raggiunto in passato i livelli della civiltà moderna, semplicemente perché la gente sta generando più negatività di prima ed è sempre più legata all’aspetto materia. Queste forme confluiscono nell’astrale che è sovrappopolato di forme-pensiero di paura, a tal punto che non riesce più a contenerle. Esse si attaccano alla negatività e la alimentano per sopravvivere e nutrirsi. La vera spazzatura orbitale non è data dai residui di satelliti, razzi vettori o altro, ma dalla demonìa collettiva, dalle forze del caos che un tempo erano note come “Gog e Magog” e che i Vangeli chiamano “Legione”. Una delle segrete attività cosmiche del Cristo fu quella di purificare gli eteri da forme-pensiero distruttive che tuttavia oggi sono riapparse più forti di prima. Dal punto di vista delle gerarchie celesti, la purificazione, prima ancora che del pianeta, dovrà riguardare gli eteri. Un grande collettivo di esseri, alla fine del tempo, solo allorchè avrà sviluppato tutta la potenza del “verbo”, spazzerà via tutte le forme-pensiero corrotte e le forze egotiche planetarie, addivenendo ad un’operazione di bonifica dei piani astrali dai quali queste forme producono i loro nefasti effetti sulle menti umane. Se l’umanità è dominata da queste egregore negative, non può certamente accedere ai mondi superiori e questo piano continuerà ad essere isolato (embargato); in tal modo, i mondi spirituali non riescono ad influenzare le attività di pensiero umane, soggiogate dall’Inconscio Collettivo o Guardiano della Soglia Planetario. Le egregore negative incombono come un’invisibile cappa soprattutto sulle città, ove lo psichismo di bassa natura è massiccio ed alimentato da un gran numero di menti, stimolate ad emanare pensieri di bassa natura da un intero sistema di potere asservito al Lato Oscuro. I gruppi iniziatici e i mistici hanno sempre evitato di dimorare nei centri urbani e privilegiavano posti isolati per non essere contaminati o aggrediti dalle basse forme-pensiero delle masse profane. Gli Esseni dimoravano in zone desertiche, i Templari nelle campagne tranquille del suolo francese, i mistici negli eremi. Sulle forme-pensiero che incombono sulle città, il padre della chiesa Evagrio Pontico, che dedicò un’intera vita a studiare il comportamento dei demoni, scrisse parole che possono essere facilmente estese all’abitudine degli Esseni di evitare le città e di prediligere i luoghi deserti e la solitudine per entrare in contatto con l’intimo:
“Non è possibile riuscire a vivere da monaco e continuare a visitare le città, per tema che l’anima non si colmi di molte e varie immagini (forme-pensiero) che essa accoglie da fuori. Riguardo a queste, ho spesso pregato Dio perché non esistano o, se esistono, che almeno non siano tenaci. Poichè con facilità l’intelletto imprime dentro di sè le immagini e rovina, agitandosi, in pensieri diabolici”
(Massime e Considerazioni lettera 41). Non suoni blasfèmo, ma in molte religioni -compresa quella ebraica, musulmana e cristiana- l’adorazione di Dio nasconde l’inconsapevole adorazione di una gigantesca egrègora che essi chiamano YHWH, Dio o Allah. Le masse profane hanno un approccio estremamente materialistico con la divinità, cosicchè creano gigantesche egrègore di bassa natura che poi si nutrono della forte emotività dei fedeli. Ciò che esse invocano per ottenere benefici materiali non è la presenza divina (che peraltro è in loro) ma l’egrègora cattolica, ebraica o musulmana. Non conoscendo il nome della divinità o degli spiriti buoni, non conoscendo la giusta sonorità per invocarli, essi non fanno altro che agganciarsi all’egrègora del gruppo religioso che spingerà il gruppo a venerarla, a darle energia psichica di sostentamento. YHWH nell’Antico Testamento dice a più riprese che il suo nome non può essere conosciuto. Perfino la vocalizzazione giusta del Tetragrammaton (YHWH) è un mistero. Questo principio vale anche per un gruppo minoritario come i Testimoni di Geova. Quando essi invocano Geova, non fanno altro che richiamare l’egrègora della catena. E’ triste, ma è la pura verità conosciuta da quei pochi illuminati che sono a conoscenza della forza dello psichismo collettivo. Naturalmente, allo stesso modo in cui le forme-pensiero opprimono l’umanità che le crea, esse opprimono l’individuo che ne è l’autore, il quale nella maggior parte dei casi ha covato le sue forme-pensiero fino ad identificarsi con esse, al punto da non avere più un’esistenza indipendente. La distruzione di questo complesso di forme-pensiero che lo tengono schiavo può avere effetti disastrosi, e ne può derivare il suicidio, una lunga malattia o una vita resa vana dalla frustrazione poichè la sua mente non vede altro che quella struttura che egli stesso si è costruita, paradossalmente con grande fatica, diventata col tempo una muraglia di pensiero con la quale si è isolato dal resto del mondo e dai suoi simili, e peggio, da sé stesso. Occorre accettare una visione più ampia e avere una mente aperta; il che significa essere ricettivi all’universo dello spirito che sgretola tutte le certezze e i diritti apparentemente acquisiti, ma illusori perché impermanenti. L’uomo sarebbe in grado di modificare la struttura materiale e di ricondurre, a poco a poco, ciò che è raddensato in campi di vibrazione superiori, perché in lui dimorano le forze più elevate. L’uomo ha il compito di vivificare queste forze di natura psichica-energetica e di applicarle in modo conforme alla Legge Cosmica, e per farlo deve prendere ogni misura necessaria tale da eliminare ogni ostacolo psichico all’espressione della volontà di Dio. L’unico modo per dissolvere queste egregore che fungono da vero e proprio guardiano della soglia e che condizionano pesantemente il pensiero umano, è smettere di nutrirle bloccando l’attività-pensiero connessa e privandole gradualmente di energia. Ognuno di noi ha uno o più piccoli guardiani della soglia (doppleganger) da abbattere, corrispondenti alle ossessioni di cui è vittima. Questa è la vera maligna bestia di Apocalisse: l’ossessione che conduce alla possessione diabolica, un male generato dall’uomo stesso. Un incallito fumatore, tra i tanti esempi possibili, è aggredito dalla sua stessa ossessione, una potente forma-pensiero che si nutre delle emozioni scaricate dal fumatore stesso. Ogni volta che quest’egrègora vorrà nutrirsi, stimolerà il fumatore ad accendere una sigaretta. Solo il fumatore può distruggere la sua stessa emanazione, resistendo alla tentazione e indebolendo la forma-pensiero, a riprova che ognuno è causa del suo male ma al contempo salvatore di sè stesso attraverso l’utilizzo della forza di volontà (intento). I veli di Iside, intesi come schermi o gusci dell’anima, non sono altro che forme-pensiero o proiezioni su di sé che velano lo splendore del corpo aurico e lo ricoprono di gusci eterici sempre più raddensati. La distruzione deliberata di tutto quello che impedisce il contatto con l’anima, le illusioni psichiche, implica il prendere quelle misure che elimineranno ogni ostacolo all’espressione della volontà di Dio. Si tratta di un lavoro di smantellamento (solve alchemico) che conduce inevitabilmente alla morte mistica, alla cancellazione di una illusoria e impermanente visione del mondo e di sé stessi. L’Antico Testamento mostra un YHWH sterminatore, e preso alla lettera, ciò potrebbe offrire l’idea di un Dio violento e partigiano. Ma lo spirito dice invece che YHWH è l’anima spirituale che sempre tenta di scrollarsi di dosso e sterminare, dentro di noi, le emanazioni della mente inferiore. Se l’Altissimo volesse riassorbire tutte le sue emanazioni (dirette o indirette), dovrebbe idealmente “sterminare” la creazione, ritraendosi in sé stesso e cessando di manifestarsi a sé stesso attraverso tutte le sue espressioni e qualità. Parallelamente, anche l’uomo potrebbe operare in tale direzione per esprimere l’Io Spirituale e conoscere sé stesso: sarebbe un distruggere per risorgere. L’iniziato che distrugge i veli non fa altro che scendere in sé stesso e penetrare nel nucleo più vero, dissipando l’annebbiamento astrale che lo legava all’aspetto materia. Ma per far questo, l’iniziato deve prendere consapevolezza di ciò che egli stesso ha creato in vite precedenti e che continua a produrre i suoi effetti nella vita attuale, secondo i più elementari princìpi della legge karmika. Saturno che divora i suoi figli è uno splendido simbolo iniziatico di questa distruzione psichica, un’immagine antica dello sforzo volto alla bonifica del proprio eterico impregnato di forme pensiero negative e ostacolanti. La mistica zoroastriana puntava proprio all’esaltazione del buon pensiero (vohu mana) per contrastare le emanazioni di Arhiman (sub-conscio) nel nostro essere, affinchè Ahura Mazda scendesse e penetrasse il fedele. Nel trattato gnostico Pistis Sophia, che testimonia di una sublime conoscenza dello psichismo da parte dei saggi di Alessandria, la mente infera, che il mazdeismo chiamava Arhiman, è chiamata “Arrogante”. Le emanazioni dell’Arrogante del nostro essere, il pensiero negativo da cui discende energia negativa, opprimono Sophia, l’anima spirituale, il vero Io:
“Luce, libera le mie forze dalle emanazioni dell’Arrogante che mi opprimono” (46:24)
Buoni consigli per evolvere sono questi.

Fonti sitopagano mikeplato

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giovedì 28 aprile 2016

L'Assassino Sandro Pertini e chi lo salvò ... Benito Mussolini


“Con la morte di Mussolini scompare uno dei più grandi uomini politici cui si deve rimproverare solamente di non aver messo al muro i suoi avversari” - Josif Vissarionovic Dzugasvili alias Stalin -
"Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita, sia con l’inviare loro dei sussidi che per la frequenza diventavano degli stipendi, sia strappandoli alla morte. Ma se domani togliessero la vita ai miei uomini, quale responsabilità avrei assunto salvandoli?" - Benito Mussolini -
"Ora invece per le conseguenze del delitto Matteotti sarà costretto a fare il dittatore senza averne la stoffa. E saranno guai, perché un dittatore non deve avere paura del sangue. Se egli fosse così stato e se aveva delle responsabilità nel delitto Matteotti, non avrebbe esitato un attimo a mettere al muro la squadraccia di Dumini, nonché Marinelli e Filippelli pur sapendoli innocenti". - Italo Balbo -
Non posso mettere mano al mouse che lo schermo inizia a vomitare merda ... e di quella pesante, cercavo conferma di questo e come sotto casualmente mi imbatto ...
Dalle dichiarazioni precedenti si evince quale fu il problema di Mussolini e della pseudo dittatura e la conferma la si ha proseguendo nella lettura, il problema è che non solo uccisero i suoi uomini, assassinarono lui ed anche decine di migliaia di Italiani.
Leggendo le varie ricostruzioni quello che mi è diventato chiaro è che fu solo uno scontro di potere per interessi, gli antagonisti erano stati tagliati fuori, perchè dico questo, che da un lato sembrerebbe ovvio, il potere? Perchè erano tutti originariamente dalla stessa parte, socialisti, gli anarchici quasi scompaiono, gli altri i comunisti ma per esempio: Romano Bilenchi, scrittore, collabora alla stampa fascista, è mussoliniano più tardi approdato al comunismo ricordò a Togliatti: ”Ma io sono stato fascista” e quello di rimando gli rispose: “Tutti siamo stati fascisti”…
Trovo per caso, cercando altro, mentre stò scrivendo questo interessante punto di vista di un poeta, scrittore socialista testimone dei tempi, Giacomo Noventa:
«l'antifascismo era una setta interna al fascismo... Nel fascismo di ieri c'era qualcosa di valido e di vero che non c'è nel fascismo ripetuto d'oggi»
per poi concludere col sospetto che
«il fascismo fosse propriamente la cultura e il pensiero italiano. Che il fascismo fosse l'Italia».
ma bisogna leggerlo tutto per comprenderne il pensiero. 
"La verità è che tutti eravamo fascisti o ci comportavamo come se lo fossimo". - Giampaolo Pansa -
Per tornare agli interessi chi scrive l'articolo quì di seguito ventila un certo interesse da parte di Pertini di far uccidere in fretta e furia il Duce. L'articolo :

MUSSOLINI: FU PERTINI A ORDINARNE LA MORTE

Navigando casualmente in internet, mi sono imbattuto in questo link in cui si riporta una importante testimonianza/denuncia sull'ancora misteriosa morte di Benito Mussolini, su chi la volle a tutti i costi, sul perchè lo si volesse eliminare, sulle modalità di esecuzione. Ne esce un nuovo estratto storico, non molto dissimile da certe vili azioni stampo politico/mafioso, che denuncia lo schifo ideale dal quale prese le mosse questa Repubblica, come oggi la viviamo noi in Italia.
Ma chi pronuncia questa grave accusa? Non si tratta di un revanscista, di un nostalgico, di un negazionista o revisionista. Ma di un noto personaggio del Partito Socialista italiano, tal Stefano Surace, autore del libro "Caro Pertini..." (premiato nel 1982 da una giuria di giornalisti come"miglior libro dell'anno") già direttore del periodico "Socialismo" e residente per vari anni a Parigi.
Alcuni anni fa (era il 1985) il sig. Surace si decise ad intervenire in risposta ad un articolo comparso su "Le Monde", il più autorevole quotidiano francese, dal titolo "Qurant'anni fa, l'esecuzione sommaria di Mussolini" firmato Jacques Nobécourt, capo dei servizi esteri. Con una lettera inviata a Nobécourt ed al direttore del quotidiano André Fontaine, lo scrittore italiano, rilevando nell'articolo diverse inesattezze storiche, così testualmente rispose:


MUSSOLINI: FU PERTINI A ORDINARNE L'ELIMINAZIONE, L'ONESTA TESTIMONIANZA/DENUNCIA DI UN ALTRO SOCIALISTA: STEFANO SURACE


Caro Nobécourt,
ho avuto solo ieri occasione di leggere su "Le Monde" del 29 aprile scorso il tuo pregevole articolo "Il y a quarante ans, l'execution sommaire de Mussolini"; e poiché si tratta di un articolo dichiaratamente storico, e contiene qualche inesattezza, credo che i lettori del vostro giornale abbiano diritto a delle precisazioni, per obiettività e completezza d'informazione.

In quell'articolo, in effetti, si afferma fra l'altro:
1. che ad ordinare l'uccisione di Mussolini fu il "comitato insurrezionale" partigiano, e cioè un triunvirato formato da Luigi Longo (comunista), Sandro Pertini (socialista) e Leo Valiani (del Partito d'Azione), ma che il ruolo determinante, in questa faccenda, lo ebbe verosimilmente Luigi Longo; 
2. che il giorno dopo l'"esecuzione", il 29 aprile 1945, i cadaveri di
Mussolini, Claretta Petacci e degli altri "giustiziati", che erano stati
appesi per i piedi alle rampe di una pompa di benzina a piazzale Loreto a Milano, vi furono staccati per ordine di Pertini;
3. che quell'esecuzione (realizzata materialmente da un gruppo di partigiani capeggiati da Walter Audisio, detto Colonnello Valerio) ebbe comunque il consenso più o meno tacito di tutti i partners del gioco politico dell'epoca comprese le destre, il Generale Cadorna (comandante militare delle forze partigiane) e lo stesso Pietro Nenni, già amico di Mussolini ma poi diventato suo avversario e ormai diviso da lui da troppo sangue versato. E, in definitiva, che ebbe anche il consenso di inglesi e americani;
4. che in particolare gli americani avevano sì mandato tre missioni per recuperare Mussolini, ma senza fretta. E gli inglesi non si erano affatto curati del Duce;
5. che tutti costoro preferirono che Mussolini fosse ucciso sommariamente piuttosto che processato, poiché si sarebbe trattato di un processo più che a lui, alla politica italiana degli ultimi venti anni; e dunque il Duce ne poteva uscire ben vivo, e magari riabilitato, come ti aveva a suo tempo dichiarato lo stesso Longo
"Se non l'avessimo giustiziato sarebbe stato, due ore dopo, nelle mani degli americani e vivrebbe oggi con un pensione di ex-Presidente del Consiglio".

Al riguardo debbo osservare:
1. per l'ordine di uccidere Mussolini, più che Longo fu determinante Pertini in quanto rappresentava il Partito Socialista, all'epoca la più importante fra le forze politiche della Resistenza italiana. In questo partito lui aveva un peso decisivo che gli aveva consentito, ad esempio, di essere determinante -e questo lo riconosci nel tuo articolo- anche nel rifiuto della proposta, avanzata da Mussolini, di trasferire i suoi poteri al Partito Socialista. Più precisamente, Pertini diede a Walter Audisio l'ordine perentorio di recarsi a Dongo con un gruppo di uomini scelti con cura, farsi consegnare Mussolini e i gerarchi catturati e ucciderli a tutti i costi prima che qualcuno potesse impedirlo. Siccome però i partigiani che avevano catturato il Duce erano riluttanti a cederlo (intendevano consegnarlo direttamente agli Alleati, secondo le istruzioni che da tempo
costoro avevano diffuso largamente e ripetutamente fra i partigiani) Audisio doveva ingannarli, facendo loro credere che avrebbe condotto i prigionieri appunto dagli alleati. Audisio si presentò ai partigiani di Dongo esibendo un ordine scritto firmato da Pertini, di consegnarli Mussolini e gli altri.
Quei partigiani in un primo tempo rifiutarono, ma Audisio riuscì alla fine a convincerli, ribadendo che avrebbe condotto Mussolini dagli Alleati senza torcergli un capello. Invece quando lo ebbe nelle mani, dopo pochi chilometri precisamente a Giulino di Mezzegra- lui e gli altri del suo "commando" lo uccisero (o, come tu scrivi, lo massacrarono) insieme agli altri prigionieri, secondo gli ordini di Pertini. Tutto questo è confermato da numerose fonti ben degne di fede, e concordanti. Mi limito qui ad indicarne una, particolarmente qualificata: la M.O. della Resistenza Giovanni Pesce, tuttora vivente, e il suo libro "Quando cessarono gli spari" pubblicato anni fa dalla Feltrinelli, che queste circostanze narra nei dettagli senza mai essere state smentite.

2. Quell'uccisione non ebbe affatto il consenso generale, tutt'altro.
Nessuno dei leaders occidentali e ben pochi dei capi partigiani la volevano, non confondendo certo il Duce con Hitler. Gli Alleati non si erano affatto disinteressati della sorte di Mussolini. In particolare gli americani, oltre ad inviare le tre missioni di cui tu parli, avevano diramato in lungo e in largo, fra i partigiani italiani, l'istruzione precisa che nel caso lo avessero catturato dovevano consegnarlo direttamente, e ben vivo, agli Alleati. Gli Alleati riconoscevano in effetti a Mussolini -come perfino ai criminali di guerra nazisti- il diritto a un processo. E in quello che si farò, a Norimberga, fra gli imputati era previsto anche lui, come precisa fra gli altri lo storico Silvio Bertoldi che nel suo "Norimberga: guai ai vinti" (pubblicato anche come supplemento al n. 14/85 del settimanale "Oggi") scrive: "A Norimberga avrebbe dovuto esserci anche Mussolini".
Chiaro che, essendoci una bella differenza fra il Duce e i criminali di guerra nazisti, era probabile che lui da quel processo sarebbe uscito vivo, e magari "riabilitato" in tutto o in parte, come ti confermò Longo.
3. Quanto a Nenni, e a tanti altri capi antifascisti, non solo non diedero il loro consenso all'uccisione di Mussolini, ma non perdoneranno mai a Pertini quell'"esecuzione" che giudicavano di una degradante vigliaccheria.
Tanto più che, se Pertini era vivo e sano, lo doveva in gran parte proprio a Mussolini. Quando difatti era stato a sua volta -alti e bassi della vita- nelle mani del Duce (era stato arrestato e condannato per cospirazione contro lo Stato) Pertini era gravemente ammalato di tubercolosi, malattia da cui all'epoca difficilmente si guariva da liberi, e figurarsi in prigione.

Sarebbe stato facile dunque a Mussolini eliminare definitivamente questo suo accanito nemico, poiché nessuno si sarebbe sorpreso se in carcere la malattia avesse seguito il suo corso abituale, e magari Pertini fosse deceduto. E invece il Duce (sollecitato da Nenni, suo vecchio amico e conterraneo, anche se diventato suo avversario politico) gli fece fare cure così assidue ed efficaci da guarirlo completamente, al punto che Pertini è arrivato all'attuale età in condizioni di salute ed efficienza eccezionali.

La galera non è un grande albergo e, se vi si entra sani, dopo un lungo soggiorno si esce quasi sempre malati se non -come suol dirsi- "coi piedi in avanti". A Pertini invece successe esattamente il contrario: entrò gravemente malato e uscì, dopo quattordici anni, ben sano. Se quindi è potuto arrivare a quest'età e diventare Presidente della Repubblica lo deve, piaccia o no, alle cure che Mussolini gli aveva fatto fare non immaginando certo che, una quindicina d'anni dopo, proprio lui lo avrebbe fatto uccidere
senza pietà. Ma Nenni non fu certo il solo ad indignarsi per quel massacro.
Furono davvero in tanti: Ferruccio Parri, per citarne uno -che sarà poi a capo dei primi Governi dopo la Liberazione- lo definì "una macelleria messicana", come riporta fra gli altri Mario Cervi.


4. Anche per l'esposizione di piazzale Loreto -che resta tuttora una macchia per la nostra Resistenza, e tanto ha danneggiato l'immagine
dell'antifascismo e del popolo italiano- Pertini fu determinante. Pur
volendo supporre che non abbia ordinato precisamente di appendere quei cadaveri per i piedi in quel piazzale (cosa comunque difficile da escludere avendo lui concepito e pilotato fin dall'inizio l'"operazione massacro") non c'è dubbio che senza l'esecuzione non ci sarebbe potuta essere neanche l'esposizione. Vero è che lui ha poi cercato di giustificarsi sostenendo di essere intervenuto per farla finire. Ma in realtà ad intervenire, più che
lui, fu Pietro Nenni, proprio nei suoi confronti e in modo durissimo. E così Pertini dovette muoversi a farli staccare, quei corpi, ma non lo fece certo a gran velocità, vista l'ulteriore durata dello spettacolo. Si tratta di un dettaglio ben conosciuto da chi visse da vicino queste cose, e mi consta personalmente poiché sono stato socio, in una casa editrice, proprio di colui che a quel tempo ufficiale partigiano e tuttora ben vivo, aveva tolto materialmente i cadaveri da piazzale Loreto portandoli in luogo non esposto.
Non bisogna dimenticare inoltre l'intervento del Cardinale di Milano
Ildefonso Schuster, che in quei giorni si era interessato perchè Mussolini si consegnasse spontaneamente, con garanzia della vita. Costui affermò:
"Solo i barbari possono permettersi simili gesta"
e si affrettò ad adoperarsi presso il comando partigiano perchè lo spettacolo avesse fine; come testimonia fra gli altri Monsignor Angelo Majo, arciprete del Duomo di Milano.

5. Pertini fece dunque uccidere Mussolini contro la volontà degli Alleati e della gran parte dei capi della Resistenza, ingannando quegli stessi suoi compagni partigiani che avevano catturato il Duce e volevano che restasse ben vivo.

6. Sul perchè Pertini avesse tanta fretta di uccidere Mussolini, che gli aveva salvata la vita e la salute, c'è da considerare che all'epoca molti pensavano, a torto o a ragione, che gli Alleati intendevano rimettere il Duce al vertice dello Stato italiano, sia pure con poteri limitati (come si regolarono ad esempio per il Giappone). Ma ciò avrebbe impedito che quella carica andasse invece (come in Jugoslavia per Tito e in Cina per Mao Tse Tung) a un capo partigiano, fra i quali uno dei favoriti era appunto Pertini. C'è poi il mistero dell'oro di Dongo, cioè del tesoro della Repubblica di Salò che Mussolini aveva con sé quando fu catturato, e che scomparve come nebbia al sole. Mistero che non sarebbe stato tale se Pertini non avesse fatto uccidere Mussolini. Quanti hanno cercato di testimoniare su quella sparizione sono stati tutti, a loro volta, "misteriosamente" uccisi.

7. Comunque Nenni non perdonerà mai il massacro del Duce, e finché lui ebbe peso nella vita politica italiana (e cioè fino ad una decina d'anni fa, prima che l'età lo prostrasse) Pertini fu condannato ad una specie di emarginazione tacita nel Partito Socialista e nella vita politica italiana, tanto da non avere incarichi politici di rilievo, neanche di semplice ministro. Era solo, in pratica, l'uomo politico più rappresentativo di Savona e della sezione socialista di quella città. Sezione che tuttavia -è emerso poi- è assai ben piazzata per avere la palma della più corrotta fra le sezioni provinciali di tutti i partiti politici italiani, compresa la Democrazia Cristiana; visto che diverse decine di suoi esponenti, dirigenti e membri sono stati messi in prigione o, comunque, incriminati per intrallazzi particolarmente vasti (caso Teardi). Solo quando Nenni, invecchiato, perse autorità, Pertini poté riemergere ed avere la carica di Presidente della Camera, da cui è poi passato a Presidente della Repubblica
raggiungendo finalmente il vertice dello Stato, sia pure con tre decenni di ritardo. E quando, dopo qualche tempo, qualcuno ventilò l'opportunità di una sua dimissione, Pertini replicò: "Hic manebo optime". Esattamente come aveva risposto a suo tempo Mussolini...

Tutto ciò può sorprendere chi è abituato all'immagine agiografica di Pertini abitualmente diffusa dai mass media, in Italia e altrove. Ma questa immagine, che pare messa a punto con estrema cura, si spiega considerando i potenti e vasti interessi che si servono di essa come efficace copertura dei gravissimi abusi che prosperano in Italia su vasta scala.

Ma la realtà storica -ed io sono il primo a dispiacermene come italiano- è ben diversa, e non a caso ha reso improponibile l'assegnazione a Pertini di un premio Nobel per la pace, che pure era stata ventilata; o che fosse lui a celebrare, con un discorso ufficiale al Parlamento europeo, la fine della guerra e la riconciliazione generale...

Il più bello è che poi Pertini si prende la libertà di definire "assassino" uno come Scalzone che, fino a prova contraria, non ha mai ucciso nessuno, e del resto non è mai stato incolpato di questo. Che cosa fu, quello di Pertini ai danni di Mussolini, se non l'assassinio "politico" di un prigioniero indifeso? Il quale, per di più, quando lo aveva avuto a sua volta in suo potere gli aveva salvato la vita e la salute, facendolo curare come lui stesso non aveva saputo fare?
E' giusto che i lettori de "Le Monde" queste cose vengano a saperle, appunto per obiettività e completezza di informazione.

Con vive cordialità.
Stefano Surace


Da parte sua, Sandro Pertini si limitò a ricordare solo quanto segue:
”Quando mi dissero che il cadavere di Mussolini era stato portato a piazzale Loreto, corsi con mia moglie e Filippo Carpi. I corpi non erano appesi. Stavano per terra e la folla ci sputava sopra, urlando. Mi feci riconoscere e mi arrabbiai: «Tenete indietro la folla!». Poi andai al CLN e dissi che era una cosa indegna: giustizia era stata fatta, dunque non si doveva fare scempio dei cadaveri. Mi dettero tutti ragione: Salvadori, Marazza, Arpesani, Sereni, Longo, Valiani, tutti. E si precipitarono a piazzale Loreto, con me, per porre fine allo scempio. Ma i corpi, nel frattempo, erano già stati appesi al distributore della benzina. Così ordinai che fossero rimossi e portati alla morgue. Io, il nemico, lo combatto quando è vivo e non quando è morto. Lo combatto quando è in piedi e non quando giace per terra“. - Sandro Pertini -
Quà ce n'è per tutti, da un commento nello stesso articolo: 
"Nenni venne fatto prigioniero dai camerati in Francia per 24 giorni, il 5 aprile 1943 viene consegnato dagli stessi, ai carabinieri italiani al Brennero con l'ordine di accompagnarlo al confino di Ponza. Tutto questo su ESPRESSA RICHIESTA del suo amico il DUCE . Dopo il massacro di quest'ultimo, e la rivoltante codardia partigiana di quel fine aprile 45, lo stesso Nenni scriverà sull'AVANTI, circa colui che gli salvò la vita.. "giustizia è stata fatta !" Perciò deduco che Nenni era una merda di uomo".
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Sappiamo anche che:
Il 25 aprile 1945 Luigi Longo, uno dei massimi esponenti del Pci e quindi del CLNAI (Comitato Italiano Liberazione Alta Italia), nell’impartire disposizioni per l’esecuzione della condanna a morte del Duce, ordinò:
"Lo si deve accoppare subito, in malo modo, senza processo, senza teatralità, senza frasi storiche".
Purtroppo la storia non consola e non ripaga, tanto è vero che il suo agire lo portò, come attestò e dimostrò Carlo Silvestri, esponente socialista (ma anche Piero Parini, Renzo Montagna e altri collaboratori che lavorarono con lui) a salvare praticamente la vita a quasi tutti i capi della Resistenza, catturati dai tedeschi o ben individuati nei loro nascondigli, compresi Parri, Lombardi, Pertini, ecc., fu “ripagato” con le parole di Sandro Pertini, il partigiano estremista che in quei giorni di fine aprile ’45 sbraitò alla radio che Mussolini:
“doveva essere ammazzato come un cane tignoso”. 
Questo è quanto si sapeva in Italia, ma pare dalle intercettazioni che oltreoceano la pensassero ben diversamente ma ovviamente ben altro doveva figurare: Benito Mussolini, fu assassinio premeditato, la telefonata fra Churchill e Roosevelt il 29 luglio 1943, la Conferenza di Casablanca
Il "beneamato" Presidente non ha fatto solo questo di cui qualcuno sarà pure contento, perchè non riguardava lui, ovvio.
Ma guardando bene ce n'è da dire talmente tante che rimando ad un altro articolo, possiamo vedere La verità su Via Rasella e sulla strage delle Fosse Ardeatine, di Antonio Leggiero, il TOP : RAPPRESAGLIE PARTIGIANE - Come i partigiani comunisti facevano eliminare i loro alleati scomodi e saltare all'ultimo "crimine" non da poco: Pertini e il golpe, 1985, quello che gli Italiani non sanno

Fonte itacultura  atuttadestra  azionetradizionale  ilgiornale  fncrsi
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